PINK FLOYD “Early Years 1967-1972” di Paolo Barone

21 Nov

Due riflessioni del nostro Polbi sull’ultimo cofanetto dei PF.

Quando qualche tempo fa i Pink Floyd diedero il via alla riedizione del loro catalogo in versioni “Immersion” allegando agli album originali materiali live ed inediti, fummo in molti ad essere delusi dal fatto che avessero puntato solo ai tre album piu’ internazionalpopolari, lasciando fuori tutto il magico resto.

Ora arriva sul mercato l’operazione Early Years 1967-1972 a completare ed estendere a dismisura il lavoro finora riservato solo ai tre (bellissimi) mastodonti ipercommerciali.

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A quanto pare le cose dovrebbero andare in questo modo: Un cofanetto enorme di materiale audio, video e riproduzioni di memorabilia al costo senza precedenti di oltre 400 euro, un doppio cd con estratti, e poi da gennaio i singoli album che compongono il box set con i materiali extra relativi.

A vedere la lista dei contenuti c’e’ da fare girare la testa a chiunque.

Fermo restando che sara’ sempre impossibile far contenti i fan terminali di una band, i quali sono ormai in possesso di piu’ roba dei membri stessi delle band in questione, Early Years esplora ogni possibile angolo del periodo di grande creativita’ e magia, prima della esplosione/implosione di Dark Side. E’ veramente un lavoro enorme, ore e ore di musica e immagini. Io ne ho vista una copia in un negozio di dischi a Reggio Calabria che ne aveva due ordinati su prenotazione, e mi e’ sembrato veramente bello…

Bellissimo anzi, ma mai e poi mai da poter giustificare il prezzo.

Qui stiamo veramente perdendo il senso delle cose, un terzo di uno stipendio di molti fan della band per una manciata di cd, qualche vinile e qualche ristampa di poster. Sarebbe tranquillamente potuto costare la meta’, e sarebbe comunque stata una bella somma; certo nessuno obbliga nessuno all’acquisto, ma da Waters e co. mi sarei aspettato una maggiore attenzione in questo senso…mah, sono sempre il solito illuso che si rifiuta di mettere la pietra tombale sul senso del Rock…

Detto questo, mi sono preso la mia bella copia in cd doppio in vendita nel negozietto prima che su Amazon e a un prezzo praticamente uguale.

Complice una serata libera da impegni e in beata solitudine, sono sprofonadato in ascolto di Early Years versione per poveri e ci sono rimasto incollato per tutta la durata dei due cd, con un attenzione e un godimento assoluti come non mi capitava da tantissimo tempo.

Ad aprire le danze l’accoppiata Arnold & Emily, riproposte in versione classica e quindi del tutto inutile in questo contesto, mentre si sarebbero potute mettere alcune delle tracce inedite del periodo Barrett presenti nel box e fare contenti gran parte dei fan. A seguire Matilda Mother e Jugband Blues nelle versioni remix del 2010, e essendo questi brani disponibilissimi nelle versioni originali sia mono che stereo, i remix risulatno sorprendentemente piacevoli senza dover gridare al sacrilegio. Flaming dalle BBC session fa salire i brividi per poi passare all’unico vero inedito era Syd inserito in questa raccolta, lo strumentale In the Beechwoods, di per se nulla di che ma capace per l’effetto di suggestione legato alla presenza del nostro a rendere felici la maggior parte dei fan della band sparsi per il mondo. Point me at the Sky e Paintbox sono messe li’ nelle loro versioni arcinote come irritanti riempitivi, ma poi arriva una bellissima e oscura Careful in versione singolo e una malinconica e misteriosa Embryo prodotta da Norman Smith negli studi di Abbey Road. Una goduria totale.

La pubblicita’ per la radio americana di Ummagumma e’ una simpatica parentesi prima di sprofondare nelle acque cosmiche di Grantchester Meadows, Cymbaline, Green is the Colour e Careful da una BBC radio session del ’69, con inclusa una meravigliosa e diversissima dall’originale Interstellar Overdrive live dal Paradiso di Amsterdam lo stesso anno.

Guardo fuori dalla finestra; il vento spazza le foglie nella luce dei lampioni, per strada non passa nessuno, tutto e’ sospeso, irreale. Mi perdo nei vortici spazio temporali di questa musica, per qualche minuto mi dimentico di me…

Il secondo cd si apre con cinque brevi tracce da Zabriskie Point fra cui The Riot Scene che poi diventera’ l’epica Us and Them, e Take Off a meta’ fra i suoni di The Wall e Dark Side. E’ una sensazione strana pensare che questa musica sia stata realizzata nella mia citta’, a Roma, in via Urbana. Ancora Embryo, BBC 1970, in bilico fra la mucca e Echoes, ma diversa, nitida e al tempo stesso piu’ potente e grezza, con le risate dei bambini e la voce distorta di Waters a dare un ulteriore tocco inquietante. Atom Earth Mother arriva in versione live senza orchestra, e sono diciotto bellissimi minuti da Montreaux sempre nel ’70. Mentre il bip martellante dell’ecoscandaglio insieme alle tastiere di Wright ci portano dentro Nothing Part 14 (work in progress di Echoes), piu’ vicina ai viaggi stellari degli Ash Ra Temple che alle profondita’ marine della versione definitiva di Meddle.

Chiudono il secondo cd tre brani da Obscured by Clouds versione remix, pieni delle sonorita’ dei lavori a venire, cosi legati alla forma canzone.

Che dire…oltre ad essere quasi due ore di pura goduria Pinkfloydiana, questo doppio cd raggiunge pienamente lo scopo di essere un assaggio dal costosissimo box delle meraviglie, e far venire a tutti noi la voglia di comprarlo.

Sono sicuro che purtroppo ne venderanno a iosa, o perlomeno tutti quelli che avevano previsto, credo ne abbiano stampate qualche migliaio di copie, spingendo ancora un po’ piu’ in la’ la speculazione sulle spalle dei fan, in maniera del tutto ingiustificata.

Resta la meraviglia di poter ascoltare molti inediti del periodo magico dei Pink Floyd, e personalmente non vedo l’ora che arrivi gennaio per poter valutare l’acquisto dei singoli “volumi” di Early Years.

Paolo Barone ©2016

24 Risposte to “PINK FLOYD “Early Years 1967-1972” di Paolo Barone”

  1. lucatod 21/11/2016 a 12:31 #

    Questa “nuova” uscita non mi ha suscitato particolare interesse , in parte perché alcune delle poche cose (per me) interessanti già le avevo su bootleg . Vuoi ascoltare le registrazioni alla BBC 70-71 ? Da decenni si trovano in qualità audio eccellenti .
    Speravo in qualcosa sul fronte visivo e invece si sono limitati a restaurare alcuni fotogrammi storici (anche Roma 1968 se non sbaglio) ai quali hanno appiccicato immagini psichedeliche o comunque relative a quel periodo . Fuffa . Per quel prezzo poi . Meglio il doppio . Prezzo contenuto e qualche rarità . Non comprerò nemmeno quello .
    Gli stessi Floyd nel corso degli anni hanno sempre sostenuto di non avere praticamente nulla di interessante negli archivi , proprio perché nei loro album (in particolare nei primi anni) pubblicavano di tutto . E’ giusto dare spazio alla parte di carriera meno commerciale , ma potevano farlo senza raschiare fondi di barile e allungare il brodo con proposte riproposte e remix dell’ultima ora . Un bel doppio o triplo CD l’avrebbero cavato fuori .
    Possibile che non esistano nastri multitraccia delle esibizioni annata 1975 – 1977 ? E a quando un dvd/Bluray del THE WALL dei PINK FLOYD ?
    Questi grandi nomi pubblicano tutto , tranne quello richiesto dai fan , vedi i LZ con le loro INUTILI ristampe , cofanetti contenente praticamente le stesse cose in diverso formato . Magari un giorno ……

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  2. Tom 21/11/2016 a 13:00 #

    ..solo 400 euro?…non lo fanno per i soldi, dai!! solo per solidarietà verso i poveri fans che non possono vivere senza farsi fregare dai loro idoli dell’altro secolo…vuoi togliere loro anche questa goduria? cosa gli resta nella vita altrimenti..la canna del gas?

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  3. bodhran 21/11/2016 a 14:15 #

    La mia personalissima opinione è che l’ostinazione delle case discografiche a ristampare cofanetti o “anniversary edition” sia la prova evidente della fine dell’industria discografica. Vale per le ultime ristampe farlocche dei LZ e per i 400 euro richiesti per questo materiale.

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  4. Paolo Barone 21/11/2016 a 17:08 #

    Lucatod, per chi come me non ha ne’ la pazienza ne’ la capacita’ di andarsi a scaricare Bootleg in giro, Early Years a un prezzo umano sarebbe una goduria totale.
    Si, certo, si trova tutto anche su youtube e streaming vari, ma sappiamo tutti che non e’ la stessa cosa, non vale nemmeno la pena di dirlo fra noi.
    Il doppio cd lo sto ancora ascoltando dopo giorni, e credo che resterà nei miei ascolti per sempre. Anche se diventa sempre più irritante rendersi conto che avrebbero potuto pubblicarlo in maniera egregia e invece lo hanno fatto solo a meta’. Peccato.
    In questi giorni qui negli States c’e’ Nick Mason che passa alla radio (ogni zona ha la sua Classic Rock Radio) a promuovere il tutto. L’altro giorno in un intervista gli chiedevano se era vero che un giorno avessero semplicemente lasciato Syd a casa prima di un concerto. Nick ha confermato, e tutti giu’ a ridere, come fosse uno scherzetto fra amici…terribile…menomale che Mason almeno non si e’ unito al coro di risate, ma e’ rimasto in un decente silenzio.
    Mah, per quanto mi riguarda aspetto le uscite singole a gennaio e nel frattempo, con la scusa, mi godo i libri dei Lunatics, specialmente “Storie & Segreti” secondo me veramente ben fatto.

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    • lucatod 21/11/2016 a 19:14 #

      Paolo , il doppio (che poteva anche essere triplo) non lo metto in discussione affatto , so benissimo che non tutti collezionano bootlegs , io per primo preferisco edizioni ufficiali . Metto in discussione un box da 200 , 400 euro che per quanto bello esteticamente , al suo interno contiene poco e niente (in proporzione al prezzo e alle dimensioni dell’oggetto , numero di dischetti etc..) . Purtroppo ultimamente si sta seguendo questa direzione .

      Nick Mason è stato l’unico componente dei PINK FLOYD a non avere mai avuto un vero rapporto con Syd Barrett . Con lui Roger e David condividevano gli stessi natali , mentre Rick ne apprezzava il genio e una certa sensibilità . Mason nulla di nulla . Parole sue .

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  5. Paolo Barone 21/11/2016 a 22:33 #

    Lucatod siamo d’accordo, ma andrei anche oltre. Il contenuto puo’ essere pure opinabile, a me sembra ci sia un sacco di roba interessante a te meno, il punto e’ che non si puo’ in nessun caso chiedere 400/500 euro per un cofanetto. E’ proprio sbagliato punto e basta.

    Si Mason non ha avuto un rapporto personale importante con Syd, e credo sia di conseguenza quello meno perseguitato dai sensi di colpa.
    Mason & Wright, i due Floyd meno celebrati ma che contributo immenso che hanno dato, proprio in senso totale alla musica rock.
    Niente, sono rientrato in pieno trip Pink Floyd…vediamo quanto mi dura stavolta….

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  6. mikebravo 22/11/2016 a 09:10 #

    Mason è il trait d’union tra Gilmour e Waters.
    Ha buoni rapporti con entrambi.
    Girano voci di una ricomposizione.

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  7. lucatod 22/11/2016 a 11:31 #

    All’interno dei Floyd non c’era un vero rapporto di amicizia , eccezione per Waters e Mason alunni allo stesso corso di architettura e amici di una vita (a parte il periodo 1985/2001) . Il rapporto con il bassista è stato l’ancora di salvezza per Nick Mason , più un collezionista d’auto che musicista . Già ai tempi di The Wall , Gilmour lo voleva fuori ma così non fu per volere Roger . La cosa poi è tornata utile allo stesso chitarrista qualche anno dopo .
    Solo in età avanzata c’è stato un avvicinamento tra Gilmour e Wright .

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  8. Giovanni Loria 22/11/2016 a 12:07 #

    resto perplesso.
    ma non per l’operazione in se, ma per le considerazioni che si porta appresso.
    esiste un libero mercato, esiste la legge della domanda e dell’offerta.
    esiste la possibilità di dire no, la famosa pistola che nessuno ha mai puntato sulla tempia di qualcun altro, e via luogocomuneggiando.

    il punto è che non esiste un prezzo giusto e uno sbagliato, uno che rientra nei canoni della morale (?) e uno che li travalica.
    se questo cofanetto viene venduto 400 euro, di sicuro chi lo ha pubblicato sa che ne venderà un numero di copie sufficiente a (stra)guadagnarci. e perchè non dovrebbe farlo?
    e conosco abbastanza i meccanismi collezionistici per sapere che chi sveglia fra due o tre anni finirà per pagarlo il doppio… magari per una copia neppure completa di tutti i gadget acclusi in origine.
    non è pane, non è acqua, è solo (solo?) cibo per la nostra psiche, un lusso insomma.
    e i lussi si pagano.

    sempre meglio spenderli per un oggetto che ti resta per tutta la vita (e che se decidi di venderlo come minimo recuperi la cifra spesa) piuttosto che darli al carrozziere, all’avvocato, all’elettricista… o peggio ancora al tatuatore o ai miliardari del pallone.

    più onesto mi sembra dire: “non ho i soldi, oppure devo spenderli per altre cose”, piuttosto che tirare fuori argomenti triti, retorici e un po’ ipocriti come “l’immoralità di pagare certe cifre”.

    non mi riferisco a nessuno in particolare. o forse si, un avvocato (che non conosco) che ha scritto qualcosa come “certe operazioni sono contrarie allo spirito del rock”… ahahahahah… lo spirito del rock? ma abbiamo forse otto anni, crediamo ancora a babbo natale o alla befana?
    ho deciso: se avrò bisogno di un avvocato andrò da quello lì, che SICURAMENTE mi patrocinerà GRATIS, visto che “lo spirito della Giustizia”, è molto più elevato di quello del rock!

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  9. Giancarlo T. 22/11/2016 a 12:59 #

    Oramai sono troppo anziano per stupirmi. Un po’ di tutto. Di chi crede che la “musica sia nostra e non la paghiamo”, di chi dice che “lo fanno solo per soldi”, di chi si vergogna di un box da 400 euro, di chi interpreta a suo modo la storia di gente che ha conosciuto tramite i dischi o i libri di comodo di qualche tizio che da lontano…da molto lontano…ha voluto fargli credere di sapere cosa accadeva, umanamente, tra i membri di un gruppo. Per cui farei bene, anzi, di più… a farmi i cazzi miei ;) ma con l’età si amplifica quella vena polemica che – favorita dal web – ti spinge a “dover per forza dire la tua”…e così… i dischi costano tanto, troppo? Certamente. Vengono venduti ai soli appassionati, di età superiori ai 50 anni, e ad una manciata di fanatici. Sono operazioni comprensibili in quest’ ottica e che non possono stupire; le case discografiche non vendono più nulla e stanno…diversificando…se avessi 400 euro me lo prenderei senza problemi. Per coccolarmelo e tenere un pezzo di storia a casa. Chi non ha i 400, non si lagni : quasi sicuramente non ha nemmeno i soldi per andare due mesi a NY, come vorrebbe, o per cambiare auto. Cose di cui non si lamenta con la medesima forza, mi pare.

    Gilmour odiava Mason che era amico di Waters e stava lontano da Wright che andava a pescare di nascosto a Barrett ? E tutti sfottevano quel povero Cristo di Syd ? Suvvia…almeno se non avete la possibilità di parlare, de visu, con un paio di loro per farvi un’idea più precisa di come si siano scannati negli anni, fate una accurata selezione delle fonti. Oppure andate a leggervi le note di copertina di “certi dischi”, che dovrebbero essere molto più accurate di alcune affermazioni gratuite che ho letto qua sopra…partorite più da una partigianeria di comodo che di una logica da appassionato che cerca di approfondire.

    Piuttosto una cosa: domandiamoci, tutti, cosa stia per accadere (Nulla? Poco? Un disastro?) dopo i problemi del secondary ticketing… perché chi è del mestiere sa che…”sono tutti coinvolti”. E sono cazzi. O così spero io, nel mio piccolo.

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    • lucatod 22/11/2016 a 13:27 #

      Giancarlo io ho fatto riferimento alle loro interviste , se poi hanno sparato cazzate non lo so .

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  10. lucatod 22/11/2016 a 13:21 #

    Giovanni a me pare che nessuno abbia detto di sentirsi obbligato ad acquistare questo box . Nessuno ha fatto i conti in tasca a nessuno . I box della Genesis Publications (non solo i libri) costano pure di più perché spesso autografati . da collezionista non mi scandalizzo affatto . La mia personalissima opinione è che il cofanetto in questione non vale 400 euro . Ma se uno lo fa non sto certo a criticarlo .

    Esiste un libero mercato , esiste la legge della domanda e dell’offerta , esiste la possibilità di dire no . Esiste anche lo scambio di opinioni , senza per forza essere dei rosiconi .

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    • Giovanni Loria 22/11/2016 a 13:34 #

      credimi Luca,
      non ce l’avevo con te.
      in realtà non ce l’avevo con nessuno, anche se (come ho appunto scritto) mi aveva fatto sorridere il commento, letto su facebook, legato allo “spirito del rock” cui questa operazione sarebbe contraria.

      almeno in rete cerco di tenermi lontano da qualsiasi forma di polemica, e del blog di Tim apprezzo proprio, oltre ai contenuti, lo spirito rilassato, ormai sempre più lontano in questi tristi tempi di diatribe da tastiera.

      resta inteso che io 400 euro li spenderò volentieri solamente per un cofanetto dei Reo Speedwagon anni 70, dei Foghat o dei Thin Lizzy!

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  11. mikebravo 22/11/2016 a 14:07 #

    Beh, sono pronto a scommettere che, questione di tempo, si riavvicineranno, i tre.
    Il box, se fossi fan sfegatato, lo comprerei si’.
    Il riassunto breve in 2CD, il bignami, l’ho comprato da qualche giorno.
    16 euro e 99 centesimi.

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  12. timtirelli 22/11/2016 a 15:18 #

    Immagino che Giovanni si riferisca ai commenti a margine del link a questo articolo postato stamattina su FB.

    Un mio amico scrive: “Concordo, un prezzo troppo alto ! È contro il vero spirito del Rock ! La musica è di tutti e non si possono fare dei distinguo economici…”

    Io rispondo: “Credo che si tenda ad idealizzare il Rock. Io sono il primo a farlo, mi sono creato il mio mondo attorno ad esso, ma – a parte forse qualche anno…diciamo dal 1967 al 1971 – la componente “business” è sempre stata fondamentale. Figurati ora che il Rock è morto e che alle case discografiche non resta altro che celebrarlo ristampando e pubblicando confezioni di lusso per il pubblico di nostalgici che va dai 45 ai 65 anni, quelli che in genere hanno qualche soldo da spendere per cercare di riempire i vuoti della propria esistenza. Non mi sorprendo che il loro cofanetto costi 400 dollari, né mi incazzo, semplicemente constato il fatto. Oggi è così. Basta non comprarlo, tanto se si vuole un modo per entrare in possesso del contributo musicale in esso contenuto c’è.”

    E’ un argomento che abbiamo dibattuto qui sopra già altre volte. Ci sono stati artisti che hanno avuto davvero a cuore “lo spirito” del Rock, che hanno cercato di mantenere una certa etica pur assecondando il corso naturale del business, ma oggi è tutto finito.
    La società occidentale è impostata sul capitalismo (selvaggio), questa è una scelta della stragrande maggioranza della popolazione, dunque non mi meraviglio che anche un’arte come la musica, in questo caso il Rock in particolare, sia sottoposta a certe regole.

    Io sto perdendo interesse per questi articoli, non ho nemmeno comprato le Complete BBC Session dei LZ (anche perché non sono complete e trovo disdicevole che non abbiamo organizzato il tutto in ordine cronologico). Non comprerò dunque questo costoso box set, ma ripeto non mi faccio più problemi a riguardo. Non lo compro e stop.

    Magari qualcuno di noi davvero non potrà permetterselo, ma sospetto che uno che non voglia spendere quei soldi per un box set di musica Rock benché appassionato, poi ne spenda altrettanti in maniera diversa per una altra sua passione o per riempire il tempo libero.

    Se la Bad Company facesse uscire un cofanetto del genere io lo comprerei di sicuro. Farei dei sacrifici, è chiaro, 400 dollari/euro sono pur sempre più o meno un terzo di uno stipendio base, ma non ci penserei due volte e io, sia chiaro, non sono uno con chissà che possibilità. Se anche mi vendessero un po’ di fuffa non potrei farne a meno… sarebbe irrinunciabile la gioia di possederlo, di averlo tra le mani, di avere in un unico articolo le rarità di un gruppo, di un periodo, di una fase. E va al di là della musica. I dischi importanti ormai li abbiamo tutti. Le rarità e le outtakes sono al 99% cose su cui si potrebbe passar sopra, il fatto è che oggi alla nostra età per riprovare certe sensazioni non ci resta che comprare queste cose. E vi prego, non venitemi a dire che con gli album dei nuovi gruppi si possa raggiungere lo stesso piacere.

    Questo piacere magari è una illusione, un semplice riflesso di un godimento passato, lo abbiamo già scritto, ma ci sono oggetti che solo a guardarli stimolano in noi reazioni positive. Sono ancora rammaricato di non aver acquistato l’anno scorso il doppio LP di STRAIGHT SHOOTER della BAD COMPANY, quello con un po’ di bonus track. Che me faccio, mi son detto…il disco originale l’ho in più versioni, il materiale bonus è già nella deluxe edition del cd…eppure solo al pensiero di quel doppio lp confezionato come si deve mi sento meglio, pensate se lo avessi preso e ad ogni mesto ritorno a casa dal lavoro lo potessi tenere un po’ in mano e rimirare…per qualche istante sarei felice, e la felicità, si sa, non ha prezzo.

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    • lucatod 29/11/2016 a 14:28 #

      Non fa una piega . Non ho ancora acquistato le complete bbc .. che sicuramente acquisterò , ma non ho fretta e questo è un male per me , sopratutto quando si parla di LZ .

      Ah.. certo che se lo dice lui .. allora va bene .. :)

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  13. Paolo Barone 22/11/2016 a 16:05 #

    Sono molto contento che il mio contributo abbia stimolato queste riflessioni, e che questo Blog ci dia uno spazio per parlare a questo livello di queste cose.

    Il cofanetto a più di 400 euro così come i biglietti dei concerti a cifre assurde sono uno schifo. Il capitalismo selvaggio giustamente citato da Tim e’ una barbarie e il Rock e’ nato come una importante forma di ribellione a tutto questo.
    Il fatto che tutto sia ormai mercato, e che in qualche modo ci adeguiamo allo stato delle cose, non cambia di una virgola che sia una cosa profondamente sbagliata.
    Certo, nessuno obbliga a comprare nulla, ma la deriva iper-commerciale degli ultimi anni e’ una porcata. Il secondary ticketing giustamente citato da Giancarlo mi sembra un esempio lampante in questo senso.
    Lo spirito del Rock non e’ morto, questo Blog ne e’ un esempio, e dire che per comprare un cofanetto o per vedere un concerto non si devono spendere cifre assurde, mi sembra più sensato che accettare tutto come un fatto naturale ed inevitabile come la pioggia e le stagioni.

    Giancarlo, ne’ io ne’ Lucatod possiamo pensare di diventare amici (che intervistarli per qualche ora lo sai meglio di me che non basta!) dei Pink Floyd, ma siamo al tempo stesso totalmente affascinati dalla storia così particolare e drammatica della band. E’ logico che abbiamo voglia di parlarne e che quando lo facciamo possiamo solo basarci su articoli, filmati e libri. E anche, perché no, come dici tu dalle note di copertina dei dischi! Se ogni tanto in buonafede spariamo qualche cazzata ci puo’ stare dai, anzi prendila come un invito ad approfondire la cosa con il contributo del tuo punto di vista.

    Tim hai scritto delle cose così belle sulle sensazioni del possedere certe cose legate alla musica, che se esce un cofanetto come questo sui tuoi Bad Company, mi rimangio tutto quello che ho scritto finora e te lo compro io!

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  14. Giancarlo T. 22/11/2016 a 20:29 #

    Paolino…figurati se potrei mai permettermi di sostenere di “essere amico” di chicchessia sedicente artista. Certo, ragionando al contrario, non mi permetterei altrettanto mai di dare giudizi definitivi basati… sulla altrui non conoscenza… :D per questo, da quello che ho creduto di capire, la merdaccia, nei Floyd, era quello che suonava il basso. Amico di nessuno, lui, appunto… ma tu non c’entravi proprio, lo sai bene…quanto al resto…secondo voi, se uscisse un box del genere di Zappa non ne comprerei due copie per sicurezza…per coccolarmele, come dice il buon Tim ? Siamo fatti di ciccia, in fondo.

    PS : E facciamoci ‘sta bella discussione sul secondary ticketing, no ? Che il vaso di merda scoperchiato dall’amico Claudio Trotta è ancora fumante…

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    • lucatod 23/11/2016 a 12:25 #

      Paolo è ovvio che la critica è mossa nei miei confronti . Giancarlo , il mio era un commento sciocco e sono d’accordo , ma è capitato tante volte di fare un po di chiacchiere da salotto .. le due cazzate che ho scritto le ho tratte da alcune interviste piuttosto conosciute . Una è per Rolling Stone del 1987 , di David fricke con Waters da una parte e Gilmour e Mason dalla altra . Altra fonte da Mojo del 1999 e pubblicata in Italia qualche anno dopo . Ma c’è ne sono tante altre (sempre ai PF) e non ultima l’autobiografia di Nick Mason . Non ho preso le parti di nessuno . Ho seguito i Floyd e Waters solista fregandomene delle recensioni e quant’altro , quindi sinceramente non capisco il tuo sdegno .

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      • lucatod 23/11/2016 a 12:29 #

        Quando avrei scritto che nei Floyd la merdaccia era Waters ? Non potrei mai scrivere una roba del genere , e questo vale anche per gli altri tre .

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  15. tiziano the V° cavaliere in Zianigo...naaaaa 22/11/2016 a 21:11 #

    ah, proprio domenica scorsa, facendo un giro alle “Barche” (ex Coin) a Mestre, mi imbatto in uno scaffale . Sopra c’era uno scatolone . Vicino un cartello che diceva che lo scatolone era vuoto (per sicurezza). Era proprio il nostro . Prezzo oltre i 500 euri. Azz…

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  16. Paolo Barone 23/11/2016 a 04:38 #

    Giancarlo ne sarei lieto di discutere la faccenda della truffa-biglietti, se Tim vuole si potrebbe fare qui nel suo Blog…

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    • timtirelli 23/11/2016 a 08:21 #

      Mi va benissimo Polbi. Ora vedo di recuperare il video che postai su facebook e imposto un articolino.

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  17. Giancarlo T. 23/11/2016 a 20:39 #

    Che Waters sia una merdaccia lo dico io…. :) E credo di non sbagliarmi. Con tutte le precauzioni del caso. Una merda professionalmente, una merda umanamente.

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