Nebbia in Valpadana

14 Dic

Son due settimane ormai che la Valpadana è immersa nella nebbia. Ci siamo abituati, ma un periodo ininterrotto come questo alla fine ti sfianca e ti sbianca un po’.

Valpadana nella nebbia dicembre 2016

Valpadana nella nebbia dicembre 2016

MISTY INTER HOP

Le temperature sono prossime allo zero così sopra al giaccone blu mi infilo anche un ulteriore giacchino impermeabile, quello ufficiale dell’INTER, in questo modo mi scaldo anche spiritualmente, sì perché anche se quest’anno la beneamata mi dà più che altro dolori, ogni volta che do un’occhiata allo stemma stampato sulla giacca mi si scalda il cuore, penso a EPIC BROZO e sono un po’ felice.

Epic Brozo

Epic Brozo

Domenica si giocherà SASSUOLO-INTER, vorrei andare ma mi sa che salterò, nonposso chiedere alla groupie di venire al freddo e al gelo e far finta di tifare per la mia squadra quando le sue simpatie sono per le maglie neroverdi. Potrei andarci da solo, ma se poi capito in un settore pieno di tifosi del SASSUOLO, chi è che mi tiene a bada? A volte penso che mi piacerebbe abitare a Bergamo e andare a San Siro insieme al mio mentore e amico Beppe Riva, parleremmo di INTER e di ELP e tutto si aggiusterebbe.

PEOPLE

Passo di nebbia in nebbia attraversando i miei territori, mi perdo tra scampoli di quotidiana umanità: il nero che aspetta pazientemente alla fermata dell’autobus, le donne che chiacchierano davanti ai cancelli delle scuole dopo aver lasciato i loro figli, gli addetti alle decorazioni della città che dondolano e rotolano sulle gru per rendere più luminosa l’atmosfera. Il corriere dell’est Europa che si ferma davanti alla palazzina dell’ufficio perché deve consegnare un pacchetto, io  che sono per strada e prima che suoni lo chiamo “capo!”, lui che non mi riconosce, ho in testa il bertocco (dell’Inter), “E’ un pacchetto per noi?” Lui che mi guarda con fare interrogativo, io che mi avvicino, lui che capisce chi sono ed esclama “Tirelli!” dice senza esitazioni. Lui che mi allunga il pacchetto, io che gli do una pacca sulla spalla e lui che corre chissà dove a consegnare altri articoli. Mi chiedo se davvero conosce tutti i cognomi di quelli da cui si ferma. Vita dura quelli dei corrieri, soprattutto in questo periodo dell’anno.

Come ogni dicembre sono attratto dalle decorazioni e dalle luminarie, scuoto la testa quando incrocio quelle improbabili…gente senza un minimo di gusto o savoir faire che ornano ringhiere o alberi alla boia d’un giuda. Mi rifaccio però con quelle intrecciate con cura a balconate e alberi. Che belle che sono, filtrate dalla nebbia poi assumono un caratter poetico.

nebbia-in-val-padana

MUSIC IN THE CAR

In macchina JJ CALE sarebbe perfetto con questo tempo, ma rischierei di sprofondare nell’abisso del blues, così seleziono The Singles di PHIL COLLINS. Mi chiedo cosa penserebbe di me Polbi se mi sapesse all’ascolto di un best of di COLLINS, probabilmente mi urlerebbe “Tim, best off!”. Collins tra l’altro non mi è simpatico, ha sempre odiato il prog, ha sempre amato la Motown, che cazzo ci faceva nei GENESIS? Ogni volta che guardo un filmato del gruppo 1971-75 lo vedo imbronciato, scazzato, avulso dal contesto, in più dal 1980 in poi ha trasformato il gruppo in modo discutibile. Non entro nel merito della deriva commerciale, a me i singoli di quel periodo dei GENESIS piacciono (non tutti a dir la verità), il fatto è che gli album sono proprio brutti, tolto un paio di canzoni per disco il resto sprofonda nella mediocrità…COLLINS però era un musicista coi fiocchi, gran batterista, grandissimo cantante, autore niente male,  così nella mattina di santa Lucia attraverso la via Emilia ascoltando i suoi singoli da solista;

quando però, in coda, affianco la macchina di una donna, una che non sembra una pita, una che pare abbia un riflesso della scarlet woman tolgo in fretta Collins, seleziono DEATH WISH II, fingo di dover sistemare lo specchietto esterno, abbasso il finestrino e guardo la tipa con l’espressione del “senti un po’ chi ascolto, baby!“, purtroppo non ottengo l’effetto sperato, lei mi guarda imbronciata come a dire “ma che cazzo di musica di merda questo qui?”.

Dopo qualche pezzo tolgo ad ogni modo Collins, lo reggo al massimo venti minuti, poi mi fa venire il blues alle ginocchia. Nel car stereo entra l’ultimo live di JEFF BECK. El Becko sta diventando come CLAPTON: quando non a cosa fare pubblica un disco dal vivo e io i dischi dal vivo post anni settanta non li sopporto più (infatti mi sa che lo cancello dalla chiavetta).

JOSEPH CONRAD “La Linea D’Ombra” (1917 – RL 2009) – TTTTT

Gran bel romanzo breve questo di CONRAD. E’ un blues profondo e a tratti spaventoso a carattere marinaresco. Una nave con un novello comandante alle prese con strani fenomeni in mari esotici. Metafore e rimandi di vario tipo: l’importanza di fare gruppo, di sacrificarsi per gli altri, l’esperienza come valore  essenziale, e il passaggio definitivo all’età adulta, quella della responsabilità. Quell’ombra spessa che inghiotte la nave è il punto attraverso cui un uomo nella propria vita deve passare quando ci  si accorge che si è soli davanti all’infinito, che prendere decisioni spetta a noi, che ci si deve esporre in prima persona e nel farlo che occorre essere coscienti del proprio essere. Per un uomo di blues libro da non perdere.

joseph-conrad-la-linea-dombra

I PRANZI DELLA FESTA, I CRITICI DE LA REPUBBLICA AND THE FLY ON THE NOSE

Domenica dopo essere stato a pranzo dalla Lucy, la madre della groupie, per uno di quei pranzi leggeri tipici dell’Emilia dei giorni di festa: tris di primi (lasagne, tortelli di zucca, cappelletti), bis di secondi (arrosto di vitello e coniglio) e gran finale con zuppa inglese, torno verso la Domus Saurea ascoltando Radio Capital, ai microfoni ci sono Assante e Castaldo, stanno parlando del primo album di PETER GABRIEL. Dicono cose del tipo “A pochi mesi dall’uscita di quel capolavoro che è THE LAMB LIES DOWN ON BROADWAY dei GENESIS, verso fine anno – nel 1977 –  GABRIEL sforna quell’altro capolavoro del suo primo album solista…”  Ora, magari la pignoleria è disdicevole, ma perché citare date a caso se non siete sicuri (THE LAMB è del 1974, il primo di PG del 1977)? State sul vago, e comunque io da voi – critici musicali de LA REPUBBLICA – esigo di più! Certo, essere un critico musicale generico non è facile, non puoi certo sapere tutto di tutti, ma un po’ più di preparazione non guasterebbe. Non pretendo che sappiate citare a memoria le sei date che i LZ tennero al Los Angeles Forum nel tour del 1977, quella è roba da fan (comunque per la cronaca 21-22-23-25-26-27  giugno) ma l’anno di uscita di THE LAMB lo dovete sapere. Tra l’altro adesso è facile parlare bene del primo di PETER GABRIEL, ma all’epoca i primi due furono stroncati dalla critica. GABRIEL solista diventò l’intoccabile che è oggi solo a partire dal terzo album. Poi, io sono d’accordo, i primi due di GABRIEL sono da sempre i miei preferiti, ma non è questo il punto. Ogni volta che leggo articoli musicali o che sento speaker alla radio scrivere o dire castronerie circa la musica Rock mi sale la mosca al naso.

DETROIT CALLING

A Detroit c’è la neve. Polbi cerca di sopravvivere. E’ un romano con radici che affondano molto a sud, immagino che quel clima invernale non sia esattamente il suo preferito. Cerco di scaldarlo tenendolo impegnato in conversazioni via sms ed email. Parliamo di vinili e di bootleg dei LZ, gli chiedo quale è il suo preferito, questa la sua risposta:

POLBI: Ho letto il tuo messaggio appena ho aperto gli occhi, con la testa ancora sotto le coperte, mentre fuori si accumulavano montagne di neve.

Quale e’ il mio Bootleg degli Zeps preferito? Domanda difficile, risposta meditata.

In realta’ io non ho un Bootleg preferito, cosi come non ho un album ufficiale preferito. Posso pero’ dirti che il primo Bootleg che ho visto e posseduto in vita mia e’ anche quello a cui sono piu’ legato sul piano emotivo.

Era il mio quattordicesimo compleanno, novembre ’81, e i miei amici capitanati da Fabio Fino, al quale devo la vera scoperta dei Led Zeppelin e di tante altre cose (pensa, sue band preferite Zeps & ELP…mi ricorda qualcuno…), mi regalarono For Badge Holders Only volume 2. (LA  23/6/77) preso al negozio Pop73 nel quartiere Montagnola. Una botta.

Scoprire che esisteva materiale live della band oltre TSRTS, ma anche oltre cazzo, scoprire proprio il fatto in se che esistessero i Bootleg, mi aveva fatto un effetto pazzesco. Roba da veri iniziati, da veri esperti del rock. lo tenevo in mano, lo ascoltavo, e veramente mi sentivo che girava la testa….Keith Moon ospite ai tamburi?!?! Ma sentito dire!! Gli effetti nuovi su No Quarter…Pazzesco.

Andai di corsa al negozio, prendendo due autobus o seduto dietro su qualche motorino, non ricordo, e trovai uno scaffale di vari Bootleg. Dei Led Zeps c’era Knebworth in versione doppio vinile con Plant in copertina, e la foto famosa sul retro (prima volta che la vedevo), costava un sacco di soldi, ma avevo delle riserve in piu’ causa compleanno e lo presi senza pensarci un attimo! Aveva una qualita’ audio inferiore rispetto al primo, e mi resi conto che spendere cifre importanti per dischi che si sentivano male forse non era per me…in fin dei conti avevo ancora un mare di musica da esplorare. E poi anche volendo, altri Bootleg non ne vidi per molti anni.

Ma poi, “Dopo un Lungo Silenzio”, nel maggio del 1990 mentre passavo dei giorni strani a La Spezia, entrai nel piccolo negozio di dischi Killing Floor e vidi un intera vetrina di Bootleg dei Led Zeppelin in cd e a prezzi quasi ragionevoli…non credevo ai miei occhi…tornai a casa con Zurigo ’80 e Dallas ’75, fatti dalla Seagull, credo fosse un etichetta Bootleg italiana legata al negozio stesso, e un catalogo illustrato con mille altre cose per me del tutto nuove. La volta dopo come un coglione lasciai li un cofanetto in vinile Destroyer Cleveland 77 e presi in compenso un triplo West Coast 69 e Bluberry Hills.

Zurigo per me voleva dire Ciao 2001 “Il dirigibile vola alto” e tutti i sogni che mi ero fatto guardando le foto dell’articolo…ma ci pensi, avevo si e no 13 anni…mah, cose da pazzi. E’ ancora e sempre sara’ uno dei miei Bootleg preferiti. La qualita’ audio era enormemente migliorata rispetto ai miei vecchi vinili, e ora avevo una vaga idea di cosa fossero i Led Zeppelin dal vivo quasi per tutto l’arco della loro carriera.

In quel periodo pero’ ero troppo preso da mille altre cose e non andai oltre, accontentandomi di sentire mille volte i cd-bootleg in questione.

Poi, nei primi anni novanta, la mia carissima amica Gaia Lauria mi regalo’ un enorme cofanetto chiamato Cabala, con dentro ogni ben di Dio. Molti cd, spesso con cose che ignoravo del tutto, un VHS (!) e un libro. Ormai mi sentivo un esperto, del mondo dei led Zeppelin sapevo tutto.

Ma ecco che, dopo aver letto un articolo sull’inserto di Repubblica “Musica”, se non ricordo male legato all’uscita di Page/Plant, mi misi in contatto con te…credo che ti feci una telefonata, e che tu mi mandasti per posta il catalogo delle cose che avevi in cassetta…e il resto dopo piu’ o meno 20 anni eccolo qui!

Quindi amico mio, quali sono i miei (che uno solo e’ proprio impossibile per me!) Bootleg preferiti?

 Fillmore West 1969 Off Reels

Osaka 29/9/71 Professor Wallofski

LA 3/6/73 Wipe with a Rolling Stone

NYC 12/2/75 Four Blocks in the Snow

LA 23/6/77 Winston Remaster

Zurigo 80

Tutti mandati da te qui a Detroit nelle loro edizioni definitive, e da me raccolti in una minacciosa scatola di legno nero, in salone proprio sopra l’amplificatore.

Se poi proprio dobbiamo tirarne fuori uno, non per la qualita’ del concerto ne’ per l’audio, ma solo per personalissimi motivi sentimentali direi LA 23/6/77.

Uno dei punti di forza della band e’ stato proprio questo rinnovarsi costantemente, in tutti i sensi. Quindi secondo me i Bootlegs che ho elencato sono sei approcci molto differenti alla dimensione live dei Led Zeppelin.

Adoro i miei amici quando vanno così in profondità.

PRAISE THE (DARK) LORD

Così aspetto il natale, o meglio la festa del solstizio d’inverno. La groupie ha già fatto l’albero, io col presepe laico sono in ritardo, ma non credo sarò in grado di esimermi dal farlo, d’altra parte bisogna pur ricordare la nascita del nostro salvatore, James Patrick Page.

the almighty

the almighty

9 Risposte to “Nebbia in Valpadana”

  1. Francesco Boccia 15/12/2016 a 08:48 #

    Tim,
    per la nebbia in Valpadana un bizzarro ospite della trasmissione Portobello propose, davanti ad un esterrefatto Enzo Tortora, una soluzione geniale. Con tanto di cartina geografica del nord Italia disse che sarebbe stato sufficiente “segare” una montagna dell’appenino ligure, non ricordo quale, in modo da creare una corrente d’aria, insomma in modo da aprire una sorta di finestra contrapposta all’Adriatico per favorire il ricambio d’aria in Valpadana.
    Nei miei anni emiliani ci ho pensato speso, almeno ogni giorno che c’era nebbia….
    Per il resto più che dalla partita con il Sassuolo sono letteralmente terrorizzato da quella con la Lazio, in casa, il giorno del nostro compleanno. Ho sentito che la Lazio è la squadra che ha fatto più punti in trasferta in questo campionato e la nostra difesa non è esattamente la linea Maginot.
    Lasciami dire una ultima cosa, sono tra quelli che ha ripreso ad ascoltare gli ELP in maniera definitiva grazie a questo blog. Veramente straordinari, forse i più grandi di tutti. In questo 2016 abbiamo perso davvero due musicisti incredibili…

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    • timtirelli 15/12/2016 a 14:56 #

      Francesco me lo ricordo benissimo quell’episodio. Giuro che ci ho ripensato qualche giorno fa quando ho postato su facebook la cartina della Valpadana coperta dalla nebbia. Ah!

      Molto felice di averti stimolato all’ascolto degli ELP. Possono piacere o meno (come quasi tutti i gruppi) ma rimangono uno dei grandi gruppi che la musica che amiamo ha prodotto.

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    • Lalli 18/12/2016 a 14:45 #

      Ricordo anche io benissimo quella puntata di Portobello! E puntuamente il ricordo ritorna nei giorni di nebbia…

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  2. clod_60 15/12/2016 a 10:11 #

    Grande spaccato di vita quotidiana, di cose di blues e di amicizia,Tim!
    Ma, consentimi, Phil Collins spregiatore del Prog? Dopo “And then they were three” di certo sì… Però negli anni belli la voglia di suonare – e di suonare in quel contesto musicale – c’era alla grande, visto che aveva anche raddoppiato con una sua band jazz-rock oriented, i Brand-X, e considerate le collaborazioni del periodo (vedi B. Eno).
    Beh, Il P. Collins degli anni ’80 posso dire che non lo reggevo e non lo reggo, ma è indubbio che fu abilissimo come autore-produttore-vocalist-strumentista di ambito marcatamente pop: ma su questo credo che siamo d’accordo.
    Una curiosità: un Phil Collins (quasi) in calzoni corti riuscì addirittura a suonare con Harrison in “All things must pass” (1970)!

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  3. lucatod 15/12/2016 a 11:26 #

    Collins è diventato odioso perché è stato sovraesposto per oltre quindici anni . Tuttavia dalle sue interviste tratte dal doc dei Genesis – Sum of The parts , ne esce piuttosto bene (assieme a Peter Gabriel) . A mio avviso meglio di tutti . Forse è Tony Banks il più irritante , anche se i suoi modi sono molto pacati . Come solista Collins non lo reggo nemmeno cinque minuti e i dischi post Seconds Out mai per intero . Però non darei a lui le colpe per avere fatto cambiare rotta al gruppo , erano altri a prendere certe decisioni .

    Bootlegs dei LZ , sono d’accordo con Paolo , anche io sono legato ai primi avuti tra le mani . Tra i più sputtanati e reperibili – Listen To this eddie (L.A 21/06/1977 ) della Silver rarities e Destroyer (archive producion) . Tour Over Europe (twin eagle) invece l’ho messo da parte perché incompleto . Poi però di quel tour ho collezionato tutto .

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  4. Francesco Boccia 15/12/2016 a 12:07 #

    Posso aggiungere una cosa sul tour Over Europe. Secondo me in quel tour hanno suonato la migliore versione live di Since i’ve been loving you di sempre, Mi sembra che più che una tastiera Jones suoni un vero e proprio pianoforte e ci sono dei momenti in cui chitarra e pianoforte si inseguono e si alternano con una precisione che, onestamente, non mi aspetterei dagli Zeppelin del periodo. Che dite, ho esagerato ?

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    • lucatod 15/12/2016 a 13:06 #

      Beh i gusti non si discutono . Io apprezzo buona parte del materiale di quel tour , però la SIBLY del periodo la ritengo la peggiore di sempre . Jones al piano regge l’intero brano e anche Plant non è male , ma Page non ne ha azzeccata una in 13 date . Troppo arrugginito per un pezzo del genere . Dopo il 1973 è difficile trovare una versione decente .

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    • timtirelli 15/12/2016 a 15:01 #

      Francesco, è indubbio che la versione del 1980 (come quella del 1979) è particolare, JONES al piano, la parte assolo più lunga, ma tendo ad essere d’accordo con Luca. Per me le migliori versioni di SIBLY sono quelle del 1973 (NY in particolare…ma è molto interessante anche quella di Southampton 73). Ultimamente sto riascoltando alcune date del 1980, su ibvito di Luca…ci sono momenti che non sono male (parlo ad esempio di Frankfurt) ma alla fine se li ascolti in cuffia e con attenzione, non si può non cogliere la estrema fragilità chitarrista di Page. Imperdonabile per un nome come il suo!

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  5. Baccio 19/12/2016 a 19:22 #

    Ma che una buona volta Jimmy li pubblichi ufficialmente questi benedetti bootlegs, ma anche altre registrazioni in suo possesso!
    Lo hanno fatto Frank Zappa, gli ELP con i cofanetti “Manticore Vaults”, i Rolling Stones con “From the vault”, per non parlare poi delle pubblicazioni live dei Grateful Dead!

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