BOOTLEG: LED ZEPPELIN “Alpha & Omega” (7CD Box Set) (Magic Bus 2016)

30 Gen

Nuovo cofanetto per l’etichetta Magic Bus, ennesima ristampa di concerti dei LZ tratti da registrazioni live già disponibili da decenni nel circolo degli appassionati. L’etichetta rispolvera il titolo oroginale di un vecchio bootleg, Alpha e Omega, dalla A alla Zeta insomma, difatti il box set in questione contiene il  concerto più antico dei LZ ad essere disponibile su nastro (Spokane 30/12/19768) e gli ultimi due concerti del 1977 ad Oakland, dunque il primo (30/12/1968) e l’ultimo (24/7/1977) in terra americana.

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I concerti sono proposti nella migliore qualità possibile (ricordiamo che sono tratti da registrazioni audience) e tratti da più fonti per garantire la completezza del concerto. Mi dicono (scrivo questo perché io ho la versione tratta dal download) che all’interno del cofanetto è presente un bel booklet con note e foto molto interessanti.

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Second To The Last: Oakland 1977 1st Day (Magic Bus MB-04 A/B/C)

The Day On The Green, Oakland-Alameda County Coliseum, Oakland, CA – July 23, 1977

Disc 1 (68:08) Introduction, The Song Remains The Same, The Rover Intro / Sick Again, Nobody’s Fault But Mine, Over The Hills And Far Away, Since I’ve Been Loving You, No Quarter

Disc 2 (60:56) Ten Years Gone, The Battle Of Evermore, Going To California, Black Country Woman / Bron-Yr-Stomp, Trampled Underfoot, White Summer / Black Mountain Side, Kashmir

Disc 3 (44:47) Guitar Solo, Achilles Last Stand, Stairway To Heaven, Whole Lotta Love, Rock And Roll, Black Dog

Eccoli qui i LZ al DAY ON THE GREEN, concerti eventi organizzati da Bill Graham all’Alameda County Coliseum di Oakland. Concerti tenuti al pomeriggio, gruppi spalla Judas Priest e i Derringer. La qualità audio è scarsa, ma ascoltato in cuffia con la giusta propensione e passione per i LZ, il concerto si ascolta. Siamo nel 1977, per di più nel pomeriggio, chiaro che il gruppo ha qualche sbavatura, ma dalla registrazione audience quel che si percepisce è un sound potente, grosso, greve, pesante. TSRTS e SICK AGAIN tramortiscono, JOHN BONHAM nel 1977 era davvero una furia umana. Robert Plant saluta il pubblico con un”Good Afternoon” convinto. Anche al terzo pezzo non si può non notare Bonham: feroce, efficace, superbo. SIBLY si ascolta quasi con piacere, il pezzo come sappiamo lascia respirare la musica e l’ascolto ne giova, il fruscio disturba un po’ ma, tenendo conto della qualità non eccelsa della registrazione, il risultato non è niente male. NO QUARTER elettrizza il pubblico, sebbene sia un pezzo da atmosfera serale e notturna. Nel mezzo dell’assolo di Jones la fonte cambia, il fruscio sparisce e la qualità migliora almeno per qualche minuto.

TEN YEARS GONE è la mia canzone dei LZ preferita, peccato che il gruppo non sia quasi mai riuscito a presentarla dal vivo in maniera professionale. Jones alla chitarra acustica e alla pedaliera basso, Page con la Telecaster con B-Bender non sempre in controllo (come succede du solito nel periodo 1975-80). Fino al minuto 3:50 tutto bene, al momento dell’inizio dell’assolo di chitarra panico, Page si dimentica quel che deve suonare, Jones e Bonham per qualche secondo vanno nel pallone poi per fortuna i tre tornano in sintonia. Segue il set acustico, si inizia con THE BATTLE OF EVERMORE … ma non c’era proprio alternativa al controcanto di Jones? Mi sembra che Bonham cantasse assai meglio.  GOING TO CALIFORNIA riceve una accoglienza calorosa, scontato…gioca in casa. Due strofette di BLACK COUNTRY WOMAN (con un super Bonham) e quindi BRON-YR-STOMP. TRAMPLED UNDERFOOT e quindi gli esercizietti di Page in accordatura aperta prima di KASHMIR.

Il solito delirio di effettistica prima di ACHILLES LAST STAND, visto il “buracchione” e la qualità audio difficile dire se la versione è buona o meno. Solita apoteosi una volta che Page comincia l’arpeggio di Stairway To Heaven. Come di consueto si termina con il medley WHOLE LOTTA LOVE-ROCK AND ROLL e quindi BLACK DOG come bis. Concerto dunque in media con lo standard del 1977, Plant con qualche problema alla voce, Page distratto da certe sostanze, ma gruppo avvolto nell’adorazione dei fan americani.

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A Fighting Finish: Oakland 1977 2nd Day 

The Day On The Green, Oakland-Alameda County Coliseum, Oakland, CA – July 23, 1977

Disc 1 Introduction, The Song Remains The Same, The Rover Intro / Sick Again, Nobody’s Fault But Mine, Over The Hills And Far Away, Since I’ve Been Loving You, No Quarter

Disc 2 Ten Years Gone, The Battle Of Evermore, Going To California, Mystery Train, Black Country Woman / Bron-Yr-Stomp, Trampled Underfoot, White Summer / Black Mountain Side, Kashmir

Disc 3 Guitar Solo, Achilles Last Stand, Stairway To Heaven, Whole Lotta Love, Rock And Roll, Outodruction

Ultima concerto in terra d’America. Un paio di giorni dopo – a New Orleans -Plant avrebbe ricevuto la notizia della morte improvvisa del figlio Karac. Mesto ritorno in Inghilterra per Plant e Bonham, mentre Jones, Page rimasero in America. Il tour avrebbe dovuto continuare con le seguenti date:

30 July 1977 – New Orleans, Louisiana – Louisiana Superdome /2 August 1977 – Chicago, Illinois – Chicago Stadium / 3 August 1977 – Chicago, Illinois – Chicago Stadium / 6 August 1977 – Orchard Park, New York -Rich Stadium / 8 August 1977 – Buffalo, New York – Buffalo Memorial Auditorium / 9 August 1977 – Pittsburgh, Pennsylvania – Pittsburgh Civic Arena / 10 August 1977 – Pittsburgh, Pennsylvania – Pittsburgh Civic Arena /13 August 1977 – Philadelphia, Pennsylvania – John F. Kennedy Stadium.

La qualità audio è migliore rispetto a quella della sera precedente, la performance però non sembra seguire la stessa equazione. Il gruppo appare svogliato. Il tutto è dovuto forse anche all’incidente avvenuto il giorno prima tra il management dei LZ e gli uomini di Bill Graham. Uno di questi diede uno scappellotto al figlio di Peter Grant perché il ragazzino voleva una targhetta col nome Led Zeppelin posto su di una roulotte nel backstage. Bonham se ne accorse e corse a vendicare Grant junior. Quando lo venne a sapere, Peter Grant organizzò una ulteriore spedizione punitiva. Lui, John Bindom e Richard Cole picchiarono a sangue il responsabile. Per questo furono arrestati (insieme a Bonham). L’episodio è una delle pagine nere della storia dei Led Zeppelin.  Troppa droga, troppo successo, troppi soldi, troppo potere. C’è da dire che i rapporti con Graham erano tesi già da alcuni anni, bastò un nonnulla per fare esplodere il tutto.

Struttura del concerto molto simile a quella della sera precedente. Unica novità  l’improvvisazione (nel set acustico) di MISTERY TRAIN e la mancanza di Black Dog alla fine. Termina con questo concerto la avventura americana dei LZ.
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led-zeppelin-sounds-of-the-undergroud-mb04Sounds Of The Underground: Spokane 1968 (Magic Bus MB-04 G)

John F. Kennedy Memorial Pavilion, GonzagaUniversity, Spokane, Washington – December 30, 1968

Disc 7 (56:53) The Train Kept A Rollin’, I Can’t Quit You Baby, As Long As I Have You / Fresh Garbage / Mockingbird, Dazed And Confused, White Summer, How Many More Times / The Hunter, Past’s Delight

Eccola qui la testimonianza live più remota del gruppo. Benché all’epoca avessero già fatto un tour in Scandinavia, alcune date in UK, e qualche data in USA questo è il nastro più vecchio che è giunto sino a noi. La qualità audio iniziale è terribile ma dopo i primi minuti la qualità migliora. Questa masterizzazione della Magic Bus sembra funzionare, è più godibile di quelle apparse sino ad ora. In queste primissime date i Led Zeppelin facevano da gruppo spalla ai Vanilla Fudge, non avevano dunque ancora quel minimo di equipaggiamento atto a permettergli tutta la potenza di fuoco di cui disponevano nel loro animo, lo si sente particolarmente nel suono della chitarra, piuttosto pulito e forse non all’altezza del volere di Page stesso. Il primo album doveva ancora uscire, il tour era iniziato solo qualche giorno prima (il 26 dicembre 1968 a Denver), ma l’idea del furore che avrebbe ammantato l’america era già percepibile. Train Kept A Rollin’ è quasi inascoltabile, il suono è troppo distorto, ma già dal secondo pezzo la qualità cambia e, se ascoltata in cuffia, diventa una registrazione senza troppi problemi. In Can’t Quit You Baby  si intuisce che razza di gruppo fossero i LZ già nel 1968. Bonham è straordinario e questo a soli vent’anni. Jimmy accorda la chitarra, Plant saluta il pubblico: “Thank you very much. Good evening from Led Zeppelin. Um, you won’t believe this but, um, I don’t think either ourselves or the equipment is quite used to the temperature of the, uh. It’s taken about three hours of, um, gas stoves over the equipment before we could get it together. Let’s see whether we can keep things going. There’s a thing , can you hear that echo? Thing by Garnet Mimms, of all people, called ‘As Long As I Have You.'”

As Long As I Have You all’epoca era davvero interessante conteneva anche Fresh Garbage e accenni ad altre canzoni, parecchia sperimentazione e coraggio. Jimmy Page era conosciuto in USA per essere stato il chitarrista degli Yardbirds, Dazed And Confused (I’m Confused) faceva parte del repertorio dei Gallinacci, ma con Bonham, Jones e Plant è un’altra cosa. Superba, drammatica, potente. Segue una bella versione di White Summer.

Plant interviene sulle prime note di How Many More Times: “Jimmy Page. Jimmy Page there. At this point, um, although it’s not the end of the show completely, I’d like to introduce the group to you. On bass, John Paul Jones. On drums, John Bonham. Jimmy Page, lead guitar. And myself, Robert Plant.” Il biondo di Birmingham addirittura accenna al testo originale del pezzo da cui trasse ispirazione per questo (How Many More Years, di Howlin’ Wolf). Il brano si sviluppa nella sua forma abituale del periodo e diventa contenitore per improvvisazioni riuscite e convincenti. Bell’assolo di Page (gran tocco), poi di nuovo l’archetto di violino (come in Dazed And Confused). Impressiona anche la voce di Plant. Che potenza, che spessore, che estensione.

Di nuovo Plant: “Thank you very much. Thank you, uh, seems we, uh. When we feel that we wanna get warmed up promptly, ya know, I mean, we’re the first act on, no bones about it, but, we think we’re warming up a bit more now. We gonna feature, uh, John Bonham on percussion. John Bonham on drums. This is one, uh, for all the women back over the sea far away, waiting for their men to return from the plain(?). Uh, I don’t know what they call it over here. I’ve been told it’s something to do with the twelve in, in England we have a rifle which is a twelve, um, a twelve what? This is, that’s John Bonham there in the middle, who just did that very well behind the drums. This is called ‘Pat’s Delight.'”

Pat’s Delight è il momento dedicato all’assolo di batteria, siparietto molto in voga in quegli anni. Molto divertente sentire Bonham giocare con gran talento con il pedale della gran cassa. Nel seguire il suo assolo mi chiedo cosa potesse pensare il pubblico americano di un batterista così. Non si era visto nulla del genere sino ad allora, forse nemmeno con i Cream e Ginger Baker e i Vanilla Fidge di Carmine Appice. Negli ultimi secondi la qualità torna quella dei minuti iniziali, ma la registrazione è ormai terminati dunque non ha grande importanza.

Documento storico per i fan dei LZ.

 

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