RIME TEMPESTOSE (Come and go blues)

20 Mag

Mayday mayday blues is on the way. Per blueseggiare di maggio ci vuole tanto, troppo coraggio, ma io da questo punto di vista sono attrezzato. Già, ho sempre questo atteggiamento da anima in pena che vaga trascinando le paturnie come fossero catene, da anima tormentata che draga le acque blu del proprio esistenzialismo cercando di eliminare i blues più feroci.

Beh sì, direi che come partenza non è male, anche se è a mo’ di temporale, d’altra parte ho un blues profile a tutto tondo, con cui affronto della vita il girotondo.

Ecco ci manca solo che inizi la giornata in rima, per vedere affievolirsi l’autostima.

Questa faccenda delle rime è una tara che mi ha passato Brian, lui era il principe dei rimaiuoli, e anche a fine carriera, quando l’alzheimer lo aveva ghermito, quando cercavamo di mettere in piedi una conversazione, finiva sempre col mettere in rima le parole più semplice, sforzo comunque notevole per un vecchio con disturbi cognitivi.

Mi sono riletto l’altro giorno i blocchetti di testo che scrissi l’anno scorso per un progetto (che chissà mai se andrà in porto) di un videomaker, parole che accompagnano dei video-visual; mi sono fermato dopo i primi tre… a volte sono spaventato da me stesso. Come direbbe il mio amico Jaypee: “Paura!”.

01) NASCITA

Nasco, respiro, rifletto nel sole

Spezzo in istanti quel bianco candore

Stelle lucenti sapranno guidarmi

Vento che accende di fuochi le armi

Chissà se il mio passo traccerà un segno

Chissà la forma che avrà questo mio regno

Intanto frappongo me stesso alla luna

Rinasco da solo senza madre alcuna

 .

02) UOMO / MOSTRO

Eccomi ai piedi del monte che fisso

Uomo che sono, che guardo l’abisso

Ricerco gli spettri qualcuno che dorme

Già vedo la gabbia di progresso informe

Suoni più acuti mi si fanno intorno

Sottile equilibro tra la notte ed il giorno

Eccomi uomo di arancio e di grigio

Nullità son del cosmo e di questo mi fregio.

.

03) ESPLORAZIONE

Esploro dagli occhi il paesaggio minore

Lupi di cenere che stanno a  guardare

Osservo le aurore, quasi le dipingo

Dunque è di questo che sa questo mondo

La terra da grigia riflette nel verde

Acque del cielo, che rivoli perde

Esploro i sentieri dove gli altri non vanno

Dilato il mio tempo, è tutto un inganno

©Stefano Tirelli 2016

PILE DI VINILE

Sono al centro commerciale THE PETALS della città in cui vivo da qualche anno. Mi compro un giubbino blu nell’unico negozio che sento adatto a me e quindi mi dirigo da Mediaworld. Amo farmi sorprendere dallo scaffale degli LP nel reparto musica. Mi ci fermo davanti e per un attimo mi sembra di essere tornato nel 1978 al Pecker Sound di Formido-inis (Va beh, Formigine). D’accordo che in questi anni il vinile è diventato oggetto di attenzioni da parte dei giovani hipster, ma vedere certi titoli in uno dei punti di una grande catena tedesca dedita al vendita al consumo di elettronica ed elettrodomestici mi fa sempre un certo effetto. Capisco ANIMALS dei PF, capisco i BLUES BROTHERS, BOB DYLAN e i LED ZEPPELIN, ma quando vedo dischi in vinile tipo AS TIME GOES BY dei LITTLE FEAT o AT NEWPORT di MUDDY WATERS sorrido incredulo.

MW – I Petali – Regium Lepidi – Foto TT

ALL’OMBRA DI UN BAOBAB, CENA A BASE DI KEBAB

Cena all’ARABIAN KEBAB. E’ solo la terza volta che ci capitiamo ma la titolare ci riconosce (immagino sia per la cresta bionda della donna che di solito è con me) e viene a salutarci. Rachida (non ne so il nome ma la chiamo così) si approccia come se vedesse qualcuno per cui prova affetto. E’ di chiara origine nordafricana, credo provenga dal Marocco, parla un italiano sicuro solo a tratti caratterizzato dall’agrodolce accento arabo. Ci ringrazia per essere venuti. E’ dolce, disponibile, è si vende lontano un miglio che vuole sentirsi italiana, o meglio, che vuol far parte della comunità in cui si trova, che ci tiene a essere considerata una cittadina che vive, lavora, e paga le tasse… Faccio del mio meglio per farla sentire a casa. Le dico che IL PIATTO DEL PASCIA’ è molto buono, che il servizio è delizioso e che la gentilezza sua e della cameriera è sempre squisita. Le si illumina il viso. Ci racconta un po’ titubante che questo aspetto per lei è molto importante e che l’altro giorno in un caffè del centro è stata trattata con sufficienza e che ci era rimasta male. “Gli stronzi sono dappertutto Rachida, tieni duro”, le dico, lei mi appoggia una mano sulla spalla a mo’ di timido abbraccio. Me la immagino Rachida, passare dai baobab ai tigli, arrivare qui tra chissà quante difficoltà e aprire un esercizio commerciale tutto suo. Vado alla cassa a pagare, ci ringrazia ancora tanto e lo fa con il modo di chi ha ancora qualche riverenza atavica nei confronti dei bianchi. Stempero la cosa mandandole un bacio con la mano. Il suo sorriso dice più di qualsiasi altra parola. Per quanto mi riguarda, qui sei la benvenuta Rachida.

UN JUKE JOINT A BORDO PO, UN TRAMONTO BLU E BORDÒ

Riff m’invita in un locale molto blues, nelle terre basse  intorno agli argini del Po. Siamo oltre la cittadina di Walters (Gualtieri insomma), in una stradina che sembra costeggiare il bayou che abbiamo disegnato sull’animo. Riff mi aspetta sul costone della strada con un bicchiere di vino rosso in mano. Giuro, sembra di essere in Louisiana. Si tratta del CIRCOLO IL LIVELLO, cucina ottima, atmosfera blues rock, vibrazioni positive, tanto positive che fissiamo persino una data per gli EQUINOX (sabato 21 ottobre).

Circolo il Livello – Gualtieri (RE) – foto TT

Circolo il Livello – Gualtieri (RE) – foto TT

Circolo il Livello – Gualtieri (RE) – foto TT

E’ domenica sera, non ci fermiamo a lungo, ma abbiamo passato una bella serata, per un momento ci è sembra di essere in un juke joint del sud degli Stati Uniti molti decenni fa. E vai col blues, baby.

L’esterno di un juke joint a Belle Glade, Florida, fotografato da Marion Post Wolcott nel 1944

QUELLI CHE: IL CALCIO E’ UNA MERDA

“Guardando per la prima volta la domenica sportiva ho avuto la conferma che siamo una nazione sottosviluppata.i più cerebrolesi sono quelli che pagano anche le pay TV per arricchire quei bambocci dei calciatori e l’ambiente calcistico di parassiti ignoranti.
Gli opinionisti e i procuratori.”

Questo è quello che ha scritto qualche giorno fa su facebook uno che tempo fa mi chiese l’amicizia. Mi Sono rimasto colpito dalla facilità con cui certa gente offende altra gente. Che l’ambiente del calcio sia quel che sia lo sappiamo (a parte che, come dico sempre, è lo specchio della società)  ma sparare così nel mucchio mi pare una cosa da idioti. Solo perché a certa gente il calcio non interessa e lo schifa, non significa che chi invece lo segue sia un essere umano senza speranza; certo, ci sono anche quelli, ma come in tutte le cose trovo indegno fare di tutta l’erba un fascio. Anche perché non è che tutti i dj di certe radio rock o gli amanti della musica rock, o i musicisti siano esattamente degli intellettuali.  Ma non è questo il punto, quello che mi colpisce sempre è incolpare dello sfacelo della società le attività umane di cui non ci importa nulla, che pensiamo siano immorali per il basso livello di pensieri e i fiumi di denaro che scorrono…il calcio in particolare, quasi che vada bene se attoruncoli o attricette guadagnino in sei mesi dieci volte tanto quello che guadagna un calciatore ben pagato, se personaggi tv, piloti di MotoGP e Formula 1, finanzieri e popstar facciano altrettanto. Intendiamoci, la società è allo sbando, questo è evidente, ma è chiaro che la colpa è sempre e solo di quelli che io penso sia la colpa. Certo, quello che interessa a me è cosa buona e giusta, il resto è spazzatura. Come si faccia a ragionare così non lo so, ma ormai è l’atteggiamento imperante. E comunque l’importante è demonizzare il calcio e chi lo segue, e poco importa se per qualcuno certe azioni, certi goal abbiano la stessa valenza dell’assolo di chitarra di COMFORTABLY NUMB, se condividere gli stessi colori sia sinonimo di fratellanza.

QUELLI CHE: TI RIGO IL SUV

Sempre su FB noto per l’ennesima volta le scemenze dei duri e puri della sinistra radicale, quelli che mettono come immagine di copertina del loro profilo la scritta “TI RIGO IL SUV”e poi non si fanno problemi a girare sulla Harley del proprio compagno che costa quanto un SUV. Ora, io non dico che uno di sinistra debba rassegnarsi a votare Renzi e agire di conseguenza, ma se fai il duro e puro, se spali merda su chi è (anche minimamente) meno a sinistra di te (che però poi da un punto di vista intellettuale e filosofico è molto più a sinistra di te), cerca almeno di essere coerente perché altrimenti vengo e ti RIGO LA HARLEY. Stesso discorso del paragrafo qui sopra, che la gente sia così concentrata solo su se stessa è spaventoso. Che futuro avrà l’umanità? Nessuno, sì lo so.

Meglio cancellare dagli amici questi personaggi, scordarsi delle loro cazzate, ascoltarsi gli ALLMAN e guardarsi una partita della propria squadra del cuore (che sebbene stia avendo un’annata negativa ti fa sempre palpitare il cuore).

2 Risposte to “RIME TEMPESTOSE (Come and go blues)”

  1. dancingavocado 20/05/2017 a 11:37 #

    Tim,io critico il calcio perchè spesso i tifosi sono acciecati dalla loro squadra e arrivano a odiare proletari come loro solo per una differenza di squadra,così come a essere al settimo cielo per una vittoria di milionari,che purtroppo a loro non porta nulla…ma questo schifo si può estendere a tutto,è ovvio,tutto è intriso dal fiume di soldi del capitalismo..e riguardo la sinistra,beh,come diceva Lenin “L’estremismo è la malattia infantile del comunismo”.. spesso questi ragazzini che fanno gli ultracomunisti sono figli di papà che di proletario non hanno nulla..e lo diceva Pasolini ai tempi delle manifestazioni degli anni 70..spesso i poliziotti sono più proletari degli “antifa” dei centri sociali.

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  2. Floro 21/05/2017 a 21:48 #

    Carissimo Tim, che dire, ti esorto come sempre a scrivere un libro composto da brevi racconti. Hai uno stile di scrittura di classe e con personalità (com’era la chitarra per Johnny Winter). È bello come descrivi fenomenologicamente il divenire del tuo vissuto esperienziale. È bello come racconti con concretezza, sempre con quel pizzico di ironia che ti caratterizza, i tuo vissuto tra calcio, musica, analisi sociale, ponendoli tra loro in una dolce e scorrevole contiguità. Un abbraccio forte e speriamo di vederci presto ! Floro

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