Ritorno al vinile: BLACK CROWES “Amorica” (2015 Universal) – TTTT

20 Apr

L’avvento dei Black Crowes nel 1990 fu un faccenda dannatamente importante per chi amava certe sonorità, ecco – si diceva – un gruppo che si distingue immediatamente dalle decine di gruppi hair metal e heavy rock che dominano la scena, molti di essi di lignaggio non certo eccelso. I ragazzi della Georgia pur producendo rock non certo per mammolette, lo facevano inserendo nella loro musica ingredienti di qualità, suoni superlativi e un approccio che apparve immediatamente onesto. Il gruppo apparve fin da subito sincero e meno artificiale di molti gruppi contemporanei che all’epoca finivano in classifica. I primi due album furono un gran successo, ma con il terzo iniziarono i problemi.Chris Robinson avrebbe voluto produrlo, chiamarlo Tall, allontanarsi dal tipico suono del gruppo e inserire altri elementi musicali. Suo fratello Rich non accettò, scoppiò un forte diverbio, Amorica fu il risultato. Album obliquo, alimentato sì da dissidi interni e dalle sostanze che sospingevano i tour ma anche da una vena compositiva ancora freschissima.

Gone apre il disco alla maniera dei Black Crowes, chitarre rock, andamento deciso, qualche accenno di psichedelia e via. Un gran bel modo di far partire un disco. Rock americano duro, imputanito e altresì ingentilito dal tocco southern. A Conspiracy segue lo stesso sentiero. Chitarre bellissime, dure e incisive e strutture musicali mai banali con un cantato come non si sentiva da lustri interi. L’inizio di High Head Blues mi fa girare la testa ogni volta, il cantato e lo sviluppo ricordano per certe cose gli Steely Dan. Una meraviglia.

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L’inizio di Cursed Diamond mi provoca la stessa sensazione, quella tristezza depositata in modo così rotondo sulle nostre anime trasformata poi in un bel rock con contrappunti della chitarra slide che ti scuotono nel profondo. Nonfiction sortisce lo stesso effetto. Ritmi laid back, il basso che ti trasporta, la batteria che ti si appoggia addosso, il piano che richiama lo scorrere di un ruscello, le chitarre come sempre suggestive e la grande voce di Chris. She Gave Good Sunflower ha il pianino in bella evidenza, influenze british (a loro volta provenienti dalla musica americana) e tanto gusto.

P.25 London è forse il pezzo più acido dell’album mentre Ballad In Urgency è un lento, riuscito e con un hammond da brividi, l’unica pecca è l’effetto sitar della chitarra, ma erano gli anni in cui sembrava non si potesse fare a meno di quell’effetto in almeno un brano. Arriva poi Wiser Time e ciao! Forti accenti southern, sangue sudore e lacrime. Momento magico.

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Downtown Money Waster è country blues che ha naturalmente le sue radici nella musica popolare e tradizionale americana, Descending chiude il disco in maniera egregia, a tratti sembra una ballata dei Rolling Stones periodo 1973/74, ma lo stile dei Black Crowes riprende il sopravvento ben presto.

L’artwork dell’album è riuscitissimo, come dice il nostro Picca “una delle due o tre copertine valide degli ultimi 20/30 anni”. Il disco fa parte della serie della Universal Back To Black e la versione è a 2 LP. Packaging buono. Ottima rimasterizzazione. All’interno coupon per scaricare la versione mp3. Disco pagato 21,69 euro.

 

Etichetta: American Recordings ‎– 00602537494231
Serie: Back To Black –
Formato: 2 × Vinyl, LP, Album, Reissue, 180 gram
Paese:Europe
Uscita:2015
A1 Gone 5:08
A2 A Conspiracy 4:44
A3 High Head Blues 4:00
B4 Cursed Diamond 5:56
B5 Nonfiction 4:15
B6 She Gave Good Sunflower 5:48
C7 P. 25 London 3:37
C8 Ballad In Urgency 5:39
C9 Wiser Time 5:31
D10 Downtown Money Waster 3:39
D11 Descending 5:40

Note

© ℗ 1994 American Recordings, LLC.
Made in the EU.
Universal International Music B.V. Geritt Van Der Veenlaan 4, 3743 Dn, Baarn, Netherlands.Comes with plain white inner sleeves and a double printed lyric sheet.
Has the original yellow disc labels with track times listed and a fishing-hook depicted on the first side of each record.
Contains added coupon with MP3 download code.Back To Black Sticker on front.

5 Risposte to “Ritorno al vinile: BLACK CROWES “Amorica” (2015 Universal) – TTTT”

  1. mikebravo 21/04/2018 a 04:57 #

    Mentre ormai appare chiaro che il cinquantenario dei led zeppelin non prospetta
    nulla di clamoroso, i black crowes fanno correre la mente al tour con jimmy page.

    E’ un peccato che jimmy non abbia ripetuto l’esperimento con gli aerosmith.
    Con loro, coperto da due chitarristi, avrebbe potuto lanciarsi in 4 accordi sulle
    canzoni degli aero-zeppelin con una rinfrescatina di train kept a rollin e
    think about it.
    Camuffandosi tra le altre chitarre naturalmente, come ha fatto nelle fugaci
    apparizioni sul palco di qualche anno fa ( vedi con jeff beck ).

    2 accordi per finta e via.
    Con quell’espressione di fatica sulla faccia per estirpare un singolo accordo
    dalla chitarra…..

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  2. Tom 21/04/2018 a 11:13 #

    Black Crowes….forse l’ultima vera grande band ad incarnare lo spirito ’60-’70s, ultima spes prima della fine???

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    • Lorenzo Stefani 23/04/2018 a 16:15 #

      Beh, i Blackberry Smoke non sono tosti come i Black Crowes ma a me non dispiacciono affatto. La prossima volta che vengono in Italia (18 ottobre all’Alcatraz di Milano) vorrei andarli a vedere. Ciao

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  3. baccio 23/04/2018 a 18:38 #

    Ricordo una foto di Jimmy Page accanto alla maglia della nostra nazionale azzurra di calcio indossata da un componente dei BC!

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