It is the springtime of my bluesing

8 Mar

Non piove da diverse settimane, la terra è arida, il MississipPo è in secca, non siamo ad agosto bensì ad inizio marzo … non mi abituerò mai a questi cambiamenti climatici. Primavera meteorologica iniziata dunque sotto il segno del blues, un blues asciutto e arido quando io preferisco quelli umidi, voluttuosi e pieni di fenomeni. Non mi resta che chiudermi nella mia cabin con i dischi di Muddy Waters e Robert Johnson e soffermarmi sulle solite sciocche considerazioni a proposito della mia vita.

Muddy Waters cabin – Clarksdale, Mississippi – photo Karl R. Josker 1995

STARE CON POLLASTRELLE DI UN CERTO TIPO

Sabato mattina ore 7, mi sveglio. Si sveglia anche lei; facciamo due chiacchiere mattutine sulle serie TV di Nordic Noir e poi ci alziamo. Prima di preparare la colazione metto sul piatto Long Cold Winter dei Cinderella, ho bisogno di iniziare il sabato con la carica giusta.

Vado in bagno, davanti allo specchio osservo la mia espressione blues mentre mi faccio la barba. Lo stereo irradia il ritornello di Gypsy Road e la pollastrella si fionda davanti alla porta del bagno, in mutandine e canottiera, cantando “My gypsy road can’t take me home, I drive all night just to see the light, My gypsy road can’t take me home, I keep on pushin’ cause it feels alright” suonando l’air guitar come fosse una Tommasina Keifer qualunque. Scuoto la testa, ma con che cavolo di donna mi son messo? Paura!

Poco dopo, sulla blues mobile, direzione Coop L’Ariosto di Regium Lepidi. La chiavetta manda Trampled Underfoot tratta dal concerto dei LZ al Richfield Coliseum di Cleveland, il 28 aprile 1977. Si tratta di una delle date migliori del 1977, e quella versione di TU è semplicemente magnifica. Il tempo leggermente più lento del solito, quel groove ostinato e sexy che solo Bonham e Jones sembrano saper esprimere. Tutto il gruppo gira a meraviglia e Bonham nella chiusura è semplicemente irrefrenabile. Lei ascolta con ammirazione tutto il pezzo sino alla fine.

Mi chiede poi di passare a No Quarter, sempre dallo stesso concerto; la assorbe tutta, ogni tanto se ne esce con un “John Paul Jones è un genio, senti come chiude la strofa qui”. 24 minuti di registrazione audience (quindi non certo un audio per mammolette), con tanto di lunghe divagazioni strumentali, tra cui il piano solo, Nut Rocker e l’improvvisazione blues.

Osservo questa ragazza, o meglio, questa donna adulta con cui vivo, illuminarsi di fronte ad una registrazione del genere. Di solito sono (magnifiche) ossessioni che gestisco da solo o in compagnia di qualche amico obnubilato come me dall’esoterismo musicale del gruppo che tanto amo, so che anche lei è innamorata dei LZ tuttavia mi ritrovo spesso a riflettere sulla cosa e finisco sempre per chiedermi, ma dove l’ho trovata? Da dove è saltata fuori? Paura (e 2)!

Qualche giorno dopo ricevo verso sera due suoi messaggi whatsapps …. sono due registrazioni audio prese dall’abitacolo della sua macchina, sta tornando a casa con The Wanton Song e The Rover dei LZ ad alto volume, nella registrazione urla “Physical Graffiti a manetta!”, con il termine manetta che con l’accento reggiano diventa – per me, modenese – comico.

Verso le 19 arrivo a casa, dal cortile capisco che sta suonando. Apro la porta, entro di soppiatto, e la vedo alle prese con il basso a tracolla, sta suonando The Wanton Song seguendo i LZ che fuoriescono dallo stereo.

E’ una musicista dotata, la sento mentre cerca di carpire dal pezzo tutti i figadini che John Paul Jones suona col basso …

La conosco ormai da molti anni, vivo con lei da un decennio ma come detto ancora mi soffermo a soppesare il tipo di donna con cui sto … motociclista/go-kartista, musicista, marangona* … e puntualmente mi chiedo “ma dovevo proprio mettermi con una amazzone?” Paura (e 3)!

Saura speed queen – foto TT

Saura musicista – foto TT

Saura marangona – foto TT

marangona* = (in reggiano) mastro d’ascia, carpentiere, falegname

SMALL TOWN BLUES

Domenica mattina a Nonatown, mio paese natale; ho un appuntamento con il fratello del commissario Montalbano. Ne approfitto per prendere un cappuccino in centro al Bar Pasticceria Malaguti del mio amico Stef e per fare una lunga camminata tra i posti della mia giovinezza. Circumnavigo uno dei quartieri in cui ho vissuto. Incontro Lino e Giordano, amici del tempo che fu. Finiamo per parlare di calcio. Uno è un gobbo, l’altro è un cuore nerazzurro come me. In quelle occasioni mi presento pressoché sempre nelle vesti dell’emiliano verace: schietto, con le madonne a far da intercalare, dialetto in libertà e temi che saltano con noncuranza tra calcio, fighe e politica. In quelle occasioni mi sorprendo sempre di me, sono davvero così o è una delle mie maschere?

Sandrone – maschera di Modena

Passo di fianco al Campo di Educazione Stradale, regalo di unamministrazione niente male, passo davanti all’abitazione in cui ho vissuto nella prima metà degli anni settanta, mi faccio prendere dai ricordi, mi par di rivedere il piccolo Tim (o meglio Tirellino come mi chiamavano le maestre), eccitato per la finale dei mondiali Olanda e Germania, allora Johan Cruijff era il mio mito, il Dark Lord doveva ancora arrivare.

Nonatown – Campo di educazione stradale – foto TT

Olanda 1974

Ritorno in me, mi dirigo verso il centro, mi metto in macchina in direzione Domus Saurea. Dallo stereo John Cougar Mellencamp.

Mentre riattraverso città e campagne e mi cullo nel languore del mezzogiorno domenicale emiliano, mi dico che sono proprio un uomo di provincia, un uomo nato in una piccola città …

Emilia crossing – foto TT

Il coguaro batte nel cuore della Sigismonda, sono i tre dischi di rock americano (inteso nel senso stretto, quello rootsy insomma) che più amo … American Fool, Uh Huh, Scarecrow.

Attraverso il confine delle due contee che mi hanno generato, guardo il cielo, seguo il sentiero del rock e insieme a Mellecamp canto uno dei suoi slogan che più mi piacciono …

Emilia crossing – foto TT

Forget all about that macho shit
And learn how to play guitar

SONGWRITING BLUES

Periodo molto prolifico questo. Mi metto sulla chitarra e quasi ogni volta esce un riff, una sequenza d’accordi, una frase, una canzone nuova. Quando passo questi periodi sento sempre un friccico ner core, una sorta di tremarella compositiva, una piccola vibrazione cosmica. Mi diverto parecchio a dare i working title alle mie nuove cose: uno è Ten Wings Gone perché dentro ci sento gli Wings e certe atmosfere di Ten Years Gone, un altro White Mass perché mi par di riscontrare echi dei Black Sabbath e un terzo Police On My Led. lo sviluppo musicale di quest’ultimo mi pare contenga tracce dei Police, appunto, e dei LZ. alla fin fine poi sono fantasie mie perché ormai credo che faccia tutto parte dello stile Tim Tirelli, come dice la pollastrella.

Peccato non poter sviluppare a dovere queste nuove piccole composizioni, finiranno come sempre nel cassetto, il solito drawer blues insomma.

SVEZIA

Periodo di Nordic Noir, periodo di dipendenza da serie TV. Ormai riesco a concepire solo la Scandinavia (Islanda inclusa), ed in particolare la Svezia. Anche i miei acquisti ne risentono.

Svezia blues – foto TT

SUL PIATTO DELLA DOMUS

Sempre più frequentemente al mattino, mentre mi preparo per andare al lavoro, invece di Circo Massimo su Radio Capital, metto sul piatto degli LP.

Black And Blue è uno dei miei dischi preferiti in assoluto …

Sul piatto della Domus – foto TT

Ogni tanto poi esco dal lavoro prima perché il momento è quello che è e, per rimettermi in carreggiata, una volta arrivato alla Domus, mi affido al Texas Tornado.

Sul piatto della Domus – foto TT

Physical Graffiti poi non mi delude mai, la side three è uno dei lati di LP più riusciti di sempre per me.

Sul piatto della Domus – foto TT

Le sere del fine settimana che non esco le passo ad ascoltare Stanley Turrentine. Questo LP me lo regalò mio zio Giàver negli anni settanta, da allora mi riempie l’animo ogni qualvolta sono in the mood per Jazz di questo tipo

Sul piatto della Domus – foto TT

35 anni fa comprai The Works dei Queen, anche dopo tutti questi lustri rimane  – considerati gli anni in cui uscì – un bel disco da ascoltare con piacere.

Sul piatto della Domus – foto TT

FOOTBALL

Di nuovo sospeso in una dimensione da football dove sconforto, speranza e sopportazione si mischiano grazie all’anima blues della mia squadra del cuore, mi rincuoro con la splendida qualificazione dell’Ajax al turno successivo di Champions League: battere il Real – a 4 al Bernabeu non è roba per tutti. Forza Aiace.

LUPO DI MARE IN CHIAVE DI BASSO

Nel sistemare i miei archivi ritrovo la trascrizione del giro di basso di A Salty Dog fatta da Saura 13 anni fa. All’epoca avevamo il pezzo in scaletta e io per quei cinque minuti dalla chitarra passavo al basso mentre Saura sedeva alle tastiere. Il problema è che io non leggo in chiave di basso, ne conosco il meccanismo ma non mi ci sono mai messo, già trovo impegnativa la chiave di violino quindi figuriamoci. Sorrido nel vedere che avevo scritto il nome delle note tradotte nella chiave di violino sotto al pentagramma e ancora una volta mi tolgo il cappello davanti alla capacità di Saura di trascrivere una melodia (per di più in chiave di basso) sullo spartito. La firma poi è la cosa che fa più ridere: “by Saura” … ah ah ah.

Trascrizioni di una bassista – foto TT

 

Trascrizioni di una bassista – foto TT

 

DOMUS blues

La Domus Saurea si sta risvegliando, la primavera bussa alle porte, entra dalle finestre, i gatti sono sempre più propensi a stare all’aria aperta, la stufa a pellet inizia a rallentare, la campagna sembra prepararsi alla stagione lussureggiante.

Palmiro, il mio amico peloso, si fa una sgambata di un paio d’ore di primo mattino, poi torna fuori per tutto il pomeriggio. Verso sera torna, si  allunga di fianco a me sul divano e non c’è serie TV Nordic Noir che possa distoglierlo dal meritato riposo.

Palmiro, l’amico peloso – foto di TT

Stricchi invece non cambia abitudini, di giorno non vuole uscire, lo fa solo di sera. Quando sono a casa mi cerca continuamente, mi segue ovunque, alla sua maniera un po’ isterica sente di dover starmi vicino. Non avesse avuto una infanzia così problematica, sarebbe una gattina adorabile, ma in fondo già lo è così e spero che col passare degli anni possa scordare gli atteggiamenti degli umani scriteriati che la avevano in precedenza.

Stricchi – foto TT

Le margherite ormai sono spuntate,

Daisies at the Domus – foto TT

sul ponte ci sono già i sacchi del giro verde con i primi stralci di orto e giardino

Sacchi del giro verde sul ponte della Domus – foto TT

I contadini stanno preparando la terra per la semina … ora manca solo la pioggia.

Domus Saura and beyond – foto TT

8 Risposte to “It is the springtime of my bluesing”

  1. lucatod 08/03/2019 a 19:52 #

    Come ambientazione le foto che documentano il tuo racconto sono una via di mezzo tra Le strelle nel fosso e True detective. Molto bella la scelta dei pezzi. Io mi sto rimbambendo con album dei Talking Heads, Joy Division, Public Image L, e il Bowie di STS, Low, Heroes e Stage. Ma c’è spazio anche per Music By Ry Cooder….

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  2. mikebravo 09/03/2019 a 10:23 #

    Credo di aver visto con mia moglie pochi concerti ( police 82, elp 96, page 84 ).
    Anche le mie figlie non sono hard rockettare.
    Mi piace essere considerato in famiglia e non solo, un maniaco del rock.
    Una forma di sacerdozio consacrato ed avro’
    anch’io presto il mio cinquantenario che spero di celebrare piu’ sontuosamente dei led zep.
    Una passione che ancor’oggi mi mette le ali
    piedi. forse con piu’ consapevolezza che devo essere grato di essermi perso nel labirinto da cui non vorrei uscire piu’.

    Recentemente ho passato 5 gg a madrid ma
    giuro che attraversato in lungo e in largo il centro senza incontrare un negozio di dischi.
    Madrid in centro e’ messa come Roma.
    FNAC a madrid, FELTRINELLI a roma.

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    • timtirelli 09/03/2019 a 10:41 #

      Elp 1996? Sei sicuro Mike? Io direi 1997 o 1992.

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      • mikebravo 10/03/2019 a 14:52 #

        Castiglione dello stiviere ( mantova ) .
        ma li avevo gia’ visti allo stadio di bologna nel 1973.
        Tu li hai mai visti Tim ?

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      • timtirelli 10/03/2019 a 16:47 #

        Sì Mike ma era il 1997, non 1996. Io li vidi all’Arena di Verona nel settembre del 1992. Il tour della prima reunion.

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  3. mikebravo 13/03/2019 a 05:49 #

    A proposito…… IO C’ERO é un tomo che ho acquistato a 4,95 euro
    come sempre al libraccio ( ex magazzini nannucci bologna).
    IO C’ERO I PIU’ GRANDI SHOW DELLA STORIA DEL ROCK ha come
    autore mark paytress che scrive su mojo e Q.
    Il libro parte da robert johnson ( luglio 1938 ), prosegue con charlie parker tra
    gli altri, arrivando a presley…….quarry men ( pre beatles ), jerry lee lewis ,
    buddy holly, james brown.
    Beatles al cavern, rolling stones al crawdaddy, who al marquee, beatles shea
    stadium , velvet underground new york, bob dylan manchester, pink floyd
    londra, jimi hendrix monterey, doors jefferson airplane londra. mc5 detroit,
    cream londra, woodstock, rolling stones altamont, isola di wight,
    glastonbury 1971, harrison for bangladesh new york, PINk FLOYD POMPEI,
    can colonia, stooges londra, deep purple giappone, bowie londra,
    led earl’s court, wakeman londra ……..poi il punk…..grateful dead egitto,
    marley londra,michael jackson california, queen rio de janeiro, live aid,
    prince wembley, rem londra, nirvana reading, u2 wembley,
    woodstock 99 e dulcis in fundo led al vigorelli zappa bologna 1973,
    patty smith bologna 1979, marley milano 1980,
    talking heads bologna 1980 , bruce milano 1985, pink floyd venezia 1989.
    IO C’ERO giunti editore
    IO C’ERO……

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  4. Tiziano il V° cavaliere dell'apocalisse 13/03/2019 a 19:15 #

    zappa bologna 1973,
    patty smith bologna 1979,
    talking heads bologna 1980…also I…c’ero…

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  5. mikebravo 14/03/2019 a 08:17 #

    E’uscito da qualche mese un librone sui grandi concerti di modena.
    L’ho visto da Feltrinelli di modena e sabato scorso in un negozio di
    Zocca.
    Il libro è molto bello.
    L’unico concerto che ho visto a Modena è quello dei pink floyd.
    Settembre 1994.
    Credo si tenesse all’area ex macello.
    Un serpente di gente camminava lungo la tangenziale di modena.
    Giunti prossimi alla zona concerto, un’ora di fila per percorrere a
    piedi l’ultimo chilometro.
    Stessa cosa per uscire al termine.
    I pink floyd sul palco erano moltiplicati X 3 o X 4.
    Coriste, fiati, mi pare anche che mason e wright fossero doppiati.
    fprse anche gilmour.
    Pupazzi gonfiabili che lievitavano nel cielo.
    E’ un peccato che nel libro il concerto non sia recensito.
    Almeno cosi’ mi sembra.

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