BOOTLEGS: Jimmy Page, L.A. Forum, CA – October 7, 1988 (Mike Millard Master Tapes via JEMS ) TTTT

24 Set

ITALIAN / ENGLISH

Mike Millard Legacy intro

Di Mike Millard su questo blog ne abbiamo parlato più volte, amante del rock proveniente dalla west coast americana, dal 1973 al 1992 registrò parecchi concerti tenutisi in quell’area. Lo fece con una strumentazione di qualità, per quei tempi davvero notevole, portandola all’interno delle arene in questione usando diversi stratagemmi (a volte anche fingendosi disabile e quindi su una sedia a rotelle). Le sue sono dunque registrazioni audience, cioè prese dal pubblico, ma di una qualità micidiale; non è un un caso che ancora oggi – tra il giro di appassionati – siano considerate tra i documenti migliori per quanto riguarda l’epoca d’oro della musica rock. Sì perché con le registrazione audience si ha l’idea esatta di cosa fosse andare ad un concerto rock, la performance dell’artista catturato nella sua essenza più pura: l’umore e le scosse emotive del pubblico, la musica messa su nastro senza artifici (e dunque senza le modifiche e i trucchetti presenti nei dischi dal vivo ufficiali), i commenti dei fans che a tratti finivano sul nastro. La fortuna ha voluto che i LZ fossero tra i suoi gruppi preferiti e, ad esempio, le sue registrazione di alcuni dei sei concerti tenuti nel 1977 a Los Angeles sono per tutti noi testimonianze preziosissime. Nel 1994 Millard decise di togliersi la vita, decisione che non ci permettiamo di giudicare e quindi tralasciamo di commentare gli abissi di dolore a cui deve essere andato incontro. Per moltissimo tempo le sue cassette rimasero archiviate nella sua stanza a casa di sua madre, le registrazioni che circolavano provenivano infatti da copie che lo stesso Millard aveva fatto per amici e altri collezionisti. Successe poi che sua madre finalmente affidò ad amici intimi di suo figlio le tante cassette (si parla di 280 concerti registrati) in modo che potessero essere trasferite e quindi salvate su DAT. Sotto all’articolo riporto (oltre al testo che accompagna la registrazione di JP di cui tra poco parleremo) tutta la lunga storia in caso qualcuno fosse interessato. Per chiudere questo breve riassunto, quando si pensava che i master originali di Millard fossero andati persi, ecco che vengono ritrovati, rimasterizzati e messi gratuitamente in circolo da generosi collezionisti e amanti del rock come noi. E’ dunque doveroso mandare un pensiero a Mike Millard perché grazie ai suoi nastri il rock si mantiene vivo e noi possiamo ancora illuderci di vivere in prima persona i momenti più esaltanti della musica che amiamo.

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Live Recording reflections

NB: in realtà questa nuova remasterizzazione è fatta non dal master originale (è andato perso?) ma da una copia 1 generation.

1988, a due anni dall’ultima attività con i Firm (disco e tour) JPP torna con “Outrider” (apripista / battistrada) l’unico album solista (se escludiamo l’eccellente colonna sonora del 1982 DEATH WISH II, un disco che su questo blog amiamo moltissimo), disco oggi interlocutorio, non troppo a fuoco, prodotto e arrangiato in maniera non troppo convincente, ma all’epoca mi sembrava il gran ritorno del dio della chitarra che tutti conosciamo.  L’album arrivò alla posizione 27 della classifica USA conquistando il disco d’oro.

Sette anni fa scrissi su questo blog una recensione di una data del tour relativo (NY 12 novembre 1988), iniziai quel mio write of winter così:

“Ah, l’Outrider tour, l’ultima volta in cui Page è stato Page; pur non essendo stato un avvenimento memorabile nella storia della musica Rock, per i LZ fan rimane un caposaldo nella storia di Jimmy Page chitarrista Rock. La band non era un granché: Jason Bonham alla batteria (all’epoca ancora immaturo e sopra le righe) e un oscuro session man di Capo Verde al basso (tal Durban Laverde) non permisero a Page di raggiungere gli spazi siderali, i viaggi cosmici a cui aveva abituato con i LZ; persino il grandissimo JOHN MILES era stato istruito ad essere una copia di Plant e scrivere cose trite e ritrite per compiacere MTV … tuttavia con un Page finalmente in ottima forma, i mesi di ottobre e novembre di quel OUTRIDER tour del 1988 furono entusiasmanti… un musicista finalmente di nuovo col completo controllo del suo strumento … “

Le prime date del tour (come spesso capitava con Page) non sono un granché, dal punto di vista chitarristico, Page sembra ancora indietro nella preparazione, ma poi le cose cambiano (soprattutto da ottobre inoltrato) e nel resto della tournée si avrà il Page migliore dal 1973, un Page che nemmeno i tour del 1993 con Coverdale&Page e del 1995/98 con Page&Plant rivedranno più.

Nella (ottima) registrazione (del grande Mike Millard) i primi momenti di Who’s To Blame (da Death Wish II – 1982) contengono tagli e distorsioni (dovuti al mettere in funzione l’equipaggiamento) ed è un peccato perché Who’s To Blame a mio avviso è uno dei grandi pezzi di Page, un brano che sarebbe diventato di riferimento se la storia avesse seguito un percorso diverso e fosse finito sull’ipotetico successore di In Through The Out Door. Come sempre capita con le registrazione del mai dimenticato Mike Millard, la qualità audio è ottima (parlando di fonte audience). John Miles alle tastiere e alla voce fa il suo porco lavoro, mentre Page si fa avanti a colpi di hard rock esoterico. Il Forum di Los Angeles esplode quando Jimmy parte col suo primo assolo (sulla Les Paul dotata di Stringbender), ma si sa, Los Angeles era la seconda patria del dirigibile di piombo. Il Prelude (da Death Wish II – 1982) di Chopin non mi ha mai convinto troppo, quell’effetto alla Santo & Johnny suonato con la mano pesante mi è sempre sembrato un po’ imbarazzante, benché Jimmy lo infarcisca con svisate tutte sue.

Col primo pezzo dei Led Zeppelin il Forum deflagra: Over The Hills And Far Away (da Houses Of The Holy 1973 – Led Zeppelin). John Miles canta come Robert Plant fece sul disco, è davvero incredibile; negli Stati Uniti il biondo cantante della Contea di Durham non è conosciuto né apprezzato a dovere, ma qui in Europa – in primo luogo qui alla Domus Saurea – John Errington in arte Miles è un dio. L’assolo di Page (sempre con lo Stringbender) nell’intermezzo in FA#- è oggetto di venerazione da parte del pubblico. Durban Laverde al basso fa il compitino, mentre Jason Bonham enfatizza il lavoro ritmico.

jimmiepage_62.jpg

Page introduce dapprima lo scopo del concerto e quindi il nuovo brano che è Wanna Make Love (da Outrider) introdotto dal riff di Liquid Mercury (da Outrider). Il brano in realtà non è granché, il testo men che meno, bisognava compiacere come scritto MTV e il pubblico medio americano imbambolato in quegli anni da parecchio hair metal di qualità scadente. Miles è comunque bravissimo e Page si diverte con la leva del vibrato. Jimmy introduce la band e dunque parte con Writes Of Winter (da Outrider), strumentale degno di nota ma che soffre quel tempo di batteria che andava di moda negli anni ottanta, roba da Micheal Schenker Group, non da James Patrick Page. L’effetto Rockpalast (come lo chiamiamo io e il grande Stefanino Piccagliani) rovina infatti un po’ tutte le belle cose che Page fa alla chitarra. Jason qui sembra più legnoso del solito. Laverde neutrale some sempre … va mo là che certa gente ne ha avuto di fortuna in campo musicale. Il brano è collegato – in maniera poco fluida –  al successivo tramite la sezione aggiuntiva di Whole Lotta Love versione 1979, ma il gruppo è costretto ad interrompersi perché Page rompe una corda. Tear Down The Walls (da Mean Business 1986 – The Firm) comunque inizia poco dopo. Mi è sempre piaciuta, niente di trascendentale, un buon pezzo rock solare comunque arricchito da contrappunti musicali in puro stile Page. Di nuovo giù il cappello per John Miles che dopo aver affrontato vittoriosamente lo stile del Robert Plant dell’immaginario collettivo, convince anche nel raffronto con lo stile del grande Paul Rodgers. L’assolo di chitarra sullo Stringbender è sporcato da un uso non corretto del delay.

Emerald Eyes (da Outrider) è uno strumentale assai carino (dedicato presumibilmente agli occhi di Patricia Ecker, all’epoca moglie del Dark Lord) qui suonato con convinzione da Page aiutato strumentalmente anche da John Miles. Nella registrazione si sente un fan parlare del pezzo dei Firm che sta per essere presentato: Midnight Moonlight (dal primo album dei Firm 1985) w/Black Mountain Side (da LZ I – 1969). MM come sappiamo deriva dal brano strumentale Swan Song composto da Page nel 1973 e mai portato avanti in modo definitivo dai LZ. Page lo riprese in mano nel 1983 e insieme a Paul Rodgers lo trasformò nella bellissima Midnight Moonligh (Lady), lo presentò dal vivo nel tour americano del 1983 del progetto benefico ARMS e lo incluse nel primo album dei Firm nel 1985. Qui lo presenta John Miles che lo canta tra l’altro in maniera divina. Nella parte centrale dedicata ai ricami chitarristici di Page (il brano è in accordatura aperta) Jimmy accenna anche a Black Mountain Side (e a Kashmir) con gran godimento del pubblico. In My Time Of Dying (da Physical Graffiti 1975 – Led Zeppelin) risveglia tutti dall’incanto appena terminato e trascina il Forum verso i sentieri del blues pesante a base di chitarra slide.

LA Forum

Il bel riff di City Sirens (da Death Wish II – 1982) funge da intro all’assolo di batteria di Jason Bonham, assolo che nel tour di cui stiamo parlando non è mai stato memorabile; molto anni 80, sopra le righe e rigido. Gli accenni a Moby Dick e a Rock And Roll sono gratuiti.  Someone To Love (dal primo album dei Firm 1985) è un discreto brano di hard rock suonato e cantato qui con convinzione mentre Prison Blues (da Outrider) è un bluesaccio mediocre con un testo imbarazzante (per le sciocche metafore sessuali), non fosse per Page alla chitarra (sempre disposto a rischiare e a dare nuovi colori) sarebbe un pezzo senza nessuna importanza. Su disco Chris Farlowe si cantò addosso, qui John Miles per certi versi cerca di essere meno ridondante.

Laverde-Bonham-Page-Miles 1988

The Chase (da Death Wish II – 1982) è uno strumentale che in questa occasione serve per dar spazio a Page alla sua solista (sempre con lo stringbender) e ai suoi esperimenti sonori che comprendono la sezione archetto di violino, il bizzarro guitar solo versione tour 1977 e la parte finale di Dazed And Confused (dal primo album dei LZ – 1969) a cui manca però lo swing di Jones e John Bonham.

Wasting My Time (da Outrider) fu il primo singolo dell’album, qui è suonata in modo confuso, qualcosa non funziona nella chitarra di Page, (che alla fine accennerà al fatto di aver rotto una corda).

Blues Anthem (da Outrider) mi è sempre piaciuta parecchio, come scrivo spesso è un quadretto blues color pastello in cui mi riconosco molto. Jimmy con la chitarra acustica insieme a John Miles: un paio di strofe, un ritornello, altre due strofe, uno sconclusionato passaggio strumentale a mo’ di assolo, il ritornello e il finale. Ma poi entra la band, e Page alla solista ci regala l’ennesimo assolo con lo Stringbender, poi ancora il ritornello e la chiusura.

Il finale non poteva che essere dedicato (più o meno) ai Led Zeppelin).

In Custard Pie (da Physical Graffiti 1975 – Led Zeppelin) John Miles è di nuovo bravissimo. La sezione ritmica si rivela ancora una volta non all’altezza di Jimmy Page, manca dinamica, swing e magia. Il riff di Custard Pie è arricchito con passaggi tratti da The Ocean e sul finale da Black Dog (con Miles all’armonica).

Il gruppo esce e quindi torna onstage.

Train Kept-a Rollin’ (di Tiny Bradshaw, Howard Kay e Lois Mann – vecchio cavallo di battaglia degli Yardbirds ripreso dal vivo nel 1968/69 e 1980 dai LZ) è un pezzo che mi entusiasma, sia nella versione di Tiny Bradshaw del 1951, che in quella degli Yardbirds con Jeff Beck e pure in quella degli Aerosmith. Il rifacimento dei LZ non mi è mai parso particolarmente efficace, mentre la versione di Page pare scorra meglio (pur essendo assai simile a quella dei LZ).

Alla vista della doppio manico il pubblico si scalda … il primo arpeggio, le tastiere (suonate da Miles) e il pubblico che canta, questa è la Stairway To Heaven (da IV 1971 – Led Zeppelin) post LZ. La versione non è granché, poco precisa, poco sciolta, nervosa, ma l’emozione è nemica in questi casi. Nell’assolo Page si accartoccia un po’ su se stesso. Inascoltabile il doppio pedale di Jason durante la sezione a bicordi di Page (vedi tour 1975/1977), il figlio del grande John Henry rimarrà sempre un centurione, come diciamo qui dalle mie parti.

Outrider Tour dates

Per i concerti migliori del tour occorrerà aspettare ancora qualche data ma è indubbio che la registrazione di Mike Millard di un concerto del 1988 di Page occorre averla. Concerto comunque godibile, grazie alla versatilità di Miles e alla presenza del Signore Oscuro che tanto amiamo, sì perché un Page con parecchie sbavature ma comunque degno del suo nome è un bel sentire. Page non è un artista solista, al microfono non ci sa granché fare (cosa comunque comune a parecchi chitarristi, in primis Jeff Beck), ma in quegli anni averlo ritrovato dopo il buio del primo post LZ sembrava una gran cosa.

01 Who’s To Blame
02 Prelude
03 Over The Hills And Far Away
04 Liquid Mercury
05 Wanna Make Love
06 Writes Of Winter
07 Tear Down The Walls
08 Emerald Eyes
09 Midnight Moonlight w/Black Mountain Side
10 In My Time Of Dying
11 City Sirens
12 Drum Solo
13 Someone To Love
14 Prison Blues
15 The Chase
16 Bow Solo > Dazed And Confused
17 Wasting My Time
18 Blues Anthem
19 Custard Pie
20 Train Kept A-Rollin’
21 Stairway To Heaven

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Outrider Tour Sul Blog:

https://timtirelli.com/2013/12/27/jimmy-page-new-york-the-ritz-12-november-1988-bootleg-no-label-bootradr-2012-upload-ttttt/

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(spaghetti)ENGLISH

Mike Millard Legacy intro

We have talked about Mike Millard on this blog few times, he was a rock music lover from the US west coast and from 1973 to 1992 he recorded several concerts held in that area. He did it with quality equipment, for those times truly remarkable, bringing it inside the arenas in question using different stratagems (sometimes even pretending to be disabled and therefore in a wheelchair). His are therefore audience recordings, that is, taken by the public, but of a deadly quality; it is no coincidence that even today – among the circle of fans – they are considered among the best documents regarding the golden age of rock music. Yes, because with audience recording you have the exact idea of ​​what it was like to go to a rock concert, the artist’s performance captured in its purest essence: the mood and emotional shocks of the audience, the music put on tape without artifice (and therefore without the edits and the tricks present in the official live records), the comments of the fans who sometimes ended up on the tape. Luckily LZ were among his favorite bands and, for example, his recordings of some of the six concerts held in 1977 in Los Angeles are precious testimonies for all of us. In 1994 Millard decided to take his own life, a decision that we do not allow ourselves to judge and therefore we neglect to comment on the abysses of pain that he must have gone through. For a very long time his cassettes remained archived in his room at his mother’s house, the records circulating in fact came from copies that Millard himself had made for friends and other collectors. Then it happened that his mother finally entrusted the many tapes (we are talking about 280 recorded concerts) to close friends of his son so that they could be transferred and then saved on DAT. Under the article I carry over (in addition to the text that accompanies the registration of JPP which we will shortly talk about) the whole long story in case anyone is interested. To close this short summary, when it was thought that the original Millard masters had been lost, here they are found, remastered and put into free circulation by generous collectors and rock lovers like us. It is therefore a duty to send a thought to Mike Millard because thanks to his tapes rock remains alive and we can still delude ourselves to experience firsthand the most exciting moments of the music we love.

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Live Recording reflections

NB: in reality this new remaster is made not from the original master (has it been lost?) but from a 1 generation copy.

1988, two years after the last activity with the Firm (disc and tour) JPP returns with “Outrider” the only solo album (if we exclude the excellent soundtrack of 1982 DEATH WISH II, a record that we love very much on this blog), an interlocutory record today, not too focused, produced and arranged in a not too convincing way, but at the time it seemed to me the great return of the guitar god we all knew. The album reached position 27 on the US chart, earning a gold record.

Seven years ago I wrote on this blog a review of a relative tour date (NY 12 November 1988), I started my write of winter like this:

Ah, the Outrider tour, the last time Page was Page; while not a memorable event in the history of Rock music, for LZ fans it remains a staple in the history of Jimmy Page rock guitarist. The band was not that great: Jason Bonham on drums (at the time still immature and over the top) and an obscure session man from Cape Verde on bass (a certain Durban Laverde) did not allow Page to reach the sidereal spaces, the cosmic journeys he had accustomed with LZ; even the great John Miles had been instructed to be a copy of Plant and write standard stuff to please MTV … yet with a Page finally in great shape, the October and November months of that 1988 OUTRIDER tour they were thrilling … a musician finally back in full control of his instrument … “

The first dates of the tour (as often happened with Page) are not very good from the guitar point of view, Page still seems to be behind in the preparation, but then things change (especially from late October) and in the rest of the tour you will have the best Page since 1973, a Page that not even the 1993 tours with Coverdale & Page and the 1995/98 tours with Page & Plant will see again.

In the (excellent) recording (by the great Mike Millard) the first moments of Who’s To Blame (from Death Wish II – 1982) contain cuts and distortions (due to putting the equipment into operation) and it is a shame because Who’s To Blame to my notice is one of Page’s great pieces, a track that would have become a reference if the story had followed a different path and ended up on the hypothetical successor of In Through The Out Door. As always happens with the recordings of the never forgotten Mike Millard, the audio quality is excellent (speaking of source audience). John Miles on keyboards and vocals does his dirty job, while Page steps forward with esoteric hard rock. The Los Angeles Forum explodes when Jimmy plays his first solo (on the Les Paul equipped with the Stringbender), but you know, Los Angeles was the second home of the lead blimp. Chopin’s Prelude (from Death Wish II – 1982) has never convinced me too much, that Santo & Johnny effect played with a heavy hand has always seemed a bit embarrassing to me, although Jimmy stuffs it with his own twist.

With the first Led Zeppelin song the Forum explodes: Over The Hills And Far Away (from Houses Of The Holy 1973 – Led Zeppelin). John Miles sings it like Robert Plant did on the record, it’s really amazing; in the United States, the blond singer from County Durham is not well known or appreciated, but here in Europe – primarily here at the Domus Saurea – John Errington aka Miles is a god. Page’s solo (again with the Stringbender) in the interlude in F # – is an object of public veneration. Durban Laverde does his homework on bass, while Jason Bonham emphasizes the rhythmic work.

Page first introduces the purpose of the concert and then the new song which is Wanna Make Love (from Outrider) introduced by Liquid Mercury‘s riff (from Outrider). The song is not really that great, the lyrics least of all, they had to please MTV as written and the average American public in those years stunned by a lot of poor quality hair metal. Miles is still very good and Page has fun with the vibrato bar. Jimmy introduces the band and therefore plays Writes Of Winter (from Outrider), a noteworthy instrumental that suffers from that drum tempo that was fashionable in the eighties, stuff for the Micheal Schenker Group, not James Patrick Page. The Rockpalast effect (as the great Stefanino Piccagliani and I call it) ruins all the good things that Page does on the guitar. Jason here looks more woody than usual. Laverde sounds neutral as always … it goes there that some people have had luck in the music field. The song is connected – in a not very fluid way – to the next one through the additional section of Whole Lotta Love 1979 version, but the group is forced to stop because Page breaks a string. Tear Down The Walls (from Mean Business 1986 – The Firm) however begins shortly after. I have always liked it, nothing transcendental, a good sunny rock piece however enriched by musical counterpoints in pure Page style. Once again hats off to John Miles who, after having successfully faced the style of the Robert Plant, also convinces in the comparison with the style of the great Paul Rodgers. The guitar solo on the Stringbender is soiled by an incorrect use of the delay.

Emerald Eyes (from Outrider) is a very nice instrumental (presumably dedicated to the eyes of Patricia Ecker, wife of the Dark Lord at the time) played here with conviction by Page, also instrumentally helped by John Miles. In the recording we hear a fan talking about the Firm track that is about to be presented: Midnight Moonlight (from Firm’s first album 1985) w / Black Mountain Side (from LZ I – 1969). MM as we know comes from the instrumental piece Swan Song composed by Page in 1973 and never brought forward definitively by LZ. Page picked it up in 1983 and together with Paul Rodgers transformed it into the beautiful Midnight Moonligh (Lady), presented it live on the 1983 American tour of the ARMS charity project and included it in the Firm’s first album in 1985. John introduces it here. Miles sings it in a divine way. In the central part dedicated to Page’s guitar embroideries (the piece is in open tuning) Jimmy also mentions Black Mountain Side (and Kashmir) to the great enjoyment of the public. In My Time Of Dying (from Physical Graffiti 1975 – Led Zeppelin) awakens everyone from the enchantment that has just ended and drags the Forum towards the paths of heavy blues based on slide guitar.

The beautiful riff of City Sirens (from Death Wish II – 1982) serves as an intro to Jason Bonham’s drum solo, a solo that in the tour we are talking about has never been memorable; very 80’s, over the top and stiff. The hints to Moby Dick and Rock And Roll are gratuitous. Someone To Love (from Firm’s first album 1985) is a decent hard rock track played and sung here with conviction while Prison Blues (from Outrider) is a mediocre blues track with embarrassing lyrics (for the silly sexual metaphors), without Page on guitar (given that he is always willing to take risks and give new colors) it would be a piece without any importance. On record Chris Farlowe sung it with much emphasis, here John Miles in some ways tries to be less redundant.
The Chase (from Death Wish II – 1982) is an instrumental that on this occasion serves to give space to Page’s lead guitar (always with the Stringbender) and to his sound experiments which include the violin bow section, the bizarre guitar solo version  1977 tour and the final part of Dazed And Confused (from the first album of LZ – 1969) which however lacks the swing of Jones and John Bonham.

Wasting My Time (from Outrider) was the first single of the album, here it is played confusingly, something is wrong with Page’s guitar, (who will eventually hint that he broke a string).

I have always liked Blues Anthem (from Outrider) a lot, as I often write it is a pastel-colored blues picture in which I recognize myself a lot. Jimmy with the acoustic guitar together with John Miles: a couple of verses, a chorus, two more verses, a rambling instrumental passage as a solo, the chorus and the ending. But then the band enters, and Page plays another solo with the Stringbender, then again the chorus and the ending

In Custard Pie (from Physical Graffiti 1975 – Led Zeppelin) John Miles is again good. The rhythm section proves once again to be not at Jimmy Page level, it lacks dynamics, swing and magic. Custard Pie’s riff is enriched with passages from The Ocean and at the end from Black Dog (with Miles on harmonica).

The group exits and then returns onstage.

Train Kept-a Rollin ‘(by Tiny Bradshaw, Howard Kay and Lois Mann – old Yardbirds workhorse shot live in 1968/69 and 1980 by LZ) is a piece that excites me, both in the 1951 version of Tiny Bradshaw , in the one of the Yardbirds with Jeff Beck and also in that of Aerosmith. The one of LZ has never seemed particularly effective, while the version of Page seems to flow better (although very similar to that of the LZ).

At the sight of the double neck the audience warms up … the first arpeggio, the keyboards (played by Miles) and the singing audience, this is the Stairway To Heaven (from IV 1971 – Led Zeppelin) post LZ. The version is not great, not very precise, not very loose, nervous, but the emotion is the enemy in these cases. In the solo, Page curls up a bit on himself. Jason’s double pedal use during the bichord section of Page’ solo (see tour 1975/1977) is a shame, the son of the great John Henry will always remain a centurion, as we say here in my part of the world.

For the best concerts of the tour it will be necessary to wait a few more dates but there is no doubt that Mike Millard’s recording of a 1988 concert by Page is essential. Still enjoyable concert, thanks to the versatility of Miles and the presence of the Dark Lord we love so much, yes because a Page with many smudges but still worthy of his name is a damn good vibe. In my opinion Page is not a solo artist, he doesn’t know much how to deal with the microphone (something common to many guitarists, first of all Jeff Beck) and seems uncertain without a rock-steady project behind him, but in those years having found him after the darkness of the first post LZ seemed a great thing.

 

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Other Outrider Tour review:

https://timtirelli.com/2013/12/27/jimmy-page-new-york-the-ritz-12-november-1988-bootleg-no-label-bootradr-2012-upload-ttttt/

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Note che accompagnano la registrazione / Notes accompanying the recording:

Jimmy Page
The Forum
Inglewood, CA
October 7, 1988
Mike Millard First Generation Tapes via JEMS
The Lost and Found Mike the MICrophone Tapes Volume 47

Recording Gear: AKG 451E Microphones (CK-1 cardioid capsules) > Nakamichi 550 Cassette Recorder

Transfer: Mike Millard First Generation Cassettes > Nakamichi RX-505 (azimuth adjustment; Dolby On) > Sound Devices USBPre 2 > Audacity 2.0 capture > iZotope RX7 > iZotope Ozone 8 > Audacity > Peak Pro 6 > xACT 2.39 > FLAC

01 Who’s To Blame
02 Prelude
03 Over The Hills And Far Away
04 Liquid Mercury
05 Wanna Make Love
06 Writes Of Winter
07 Tear Down The Walls
08 Emerald Eyes
09 Midnight Moonlight w/Black Mountain Side
10 In My Time Of Dying
11 City Sirens
12 Drum Solo
13 Someone To Love
14 Prison Blues
15 The Chase
16 Bow Solo > Dazed And Confused
17 Wasting My Time
18 Blues Anthem
19 Custard Pie
20 Train Kept A-Rollin’
21 Stairway To Heaven

Known Faults:
-Distortion and cuts in the first two minutes as Mike gets set up.

Introduction to the Lost and Found Mike the MICrophone Series

Welcome to JEMS’ Lost and Found Mike the MICrophone series presenting recordings made by legendary taper Mike Millard, AKA Mike the MICrophone, best known for his masters of Led Zeppelin done in and around Los Angeles circa 1975-77. For the complete details on how tapes in this series came to be lost and found again, as well as JEMS’ long history with Mike Millard, please refer to the notes in Vol. One: http://www.dimeadozen.org/torrents-details.php?id=500680.

Until 2020, the Lost and Found series presented fresh transfers of previously unavailable first-generation copies made by Mike himself for friends like Stan Gutoski of JEMS, Jim R, Bill C. and Barry G. These sources were upgrades to circulating copies and in most instances marked the only time verified first generation Millard sources had been directly digitized in the torrent era.

That all changed with the discovery of many of Mike Millard’s original master tapes.

Yes, you read that correctly, Mike Millard’s master cassettes, long rumored to be destroyed or lost, have been found. Not all of them but many, and with them a much more complete picture has emerged of what Millard recorded between his first show in late 1973 and his last in early 1992.

The reason the rediscovery of his master tapes is such a revelation is that we’ve been told for decades they were gone. Internet myths suggest Millard destroyed his master tapes before taking his own life, an imprudent detail likely concocted based on the assumption that because his master tapes never surfaced and Mike’s mental state was troubled he would do something rash WITH HIS LIFE’S WORK. There’s also a version of the story where Mike’s family dumps the tapes after he dies. Why would they do that?

The truth is Mike’s masters remained in his bedroom for many years after his death in 1994. We know at least a few of Millard’s friends and acquaintances contacted his mother Lia inquiring about the tapes at the time to no avail. But in the early 2000s, longtime Millard friend Rob S was the one she knew and trusted enough to preserve Mike’s work.

The full back story on how Mike’s master tapes were saved can be found in the notes for Vol. 18 Pink Floyd, which was the first release in our series transferred from Millard’s original master tapes:

http://www.dimeadozen.org/torrents-details.php?id=667745&hit=1
http://www.dimeadozen.org/torrents-details.php?id=667750&hit=1

Jimmy Page, The Forum, Inglewood, CA, October 7, 1988

The hero comes home.

This week’s jewel from the Millard mine captures the return of Jimmy Page to what one might call his home court in America, the Fabulous Forum, for the one LA show on what remains to date Page’s only proper solo tour. In fact, outside of his performances with Robert as Page/Plant, since the end of Led Zeppelin in 1980 Jimmy has only performed 60-70 proper concerts depending on one’s definition, 37 on this 1988 trek.

Jimmy Page back at the Forum for a single show on his one and only solo tour was indeed a momentous occasion for fans and the man himself. “I’m really looking forward to playing tonight, Jimmy says earnestly at the top of the show. “Every time I’ve been here before it’s been fantastic.” You know he meant every word.

For Millard, the excitement had to be nearly as high. While he had recorded Page at the ARMS Concert in the same venue in 1983, this was the first full concert appearance by Page in Los Angeles since Led Zeppelin wrapped its six-night Forum ’77 stand on June 27.

Millard of course was hardly alone in terms of anticipation, and the crowd is fully engaged in the show, though in true Mike the Mike fashion, he manages to avoid detrimental audience noise on his recording for the most part. But he did have some recording challenges.

As noted above, Mike took a couple of minutes to get his levels right and mics set up, the result of which is a bit of distortion at the start of the show and a few longish dropouts which we have mitigated to the best of our abilities. Also, somewhere in the microphone to tape deck cable chain, which includes a stop at the microphone power packs, something wasn’t plugged in correctly which caused his recording to go out of phase for most of the show. It flips back and forth on part one and stays steadily out of phase for the remainder of the set.

Happily, phase issues are easily corrected by inverting one channel, which only takes a few clicks of the mouse to do seamlessly on a modern digital audio work station. The result after those fixes are applied is a much narrower, nearly mono recording compared to Mike’s typical stereo spread. While pure speculation on my part, the Nakamichi 550 has three microphone inputs, not the usual two: Left, Right and Blend. I have a hunch Mike may have plugged into the blend input which would explain the narrow sound field.

Technical difficulties aside, this is an excellent recording and likely one of the best captures of the Outrider tour, which saw Page joined by Jason Bonham on drums (fresh off the Atlantic Records 40th Anniversary Zep reunion), singer John Miles and bassist Durban Laverde. Mike sounds like he is near his sweet spot and the capture is clear and powerful. Samples provided.

The tour setlist is an interesting blend of songs from Outrider, other Page solo work, a few Firm tracks, plus songs from the Led Zeppelin oeuvre: “Over The Hills and Far Away,” “In My Time of Dying,” “Dazed and Confused,” “Custard Pie,” “Train Kept A-Rolln’” and of course “Stairway to Heaven.”

All of the Zep-related songs are played with purpose and having not really heard much from this tour before, I was impressed with Jimmy’s playing. For me, “Over The Hills” stands out with some cool extra riffs in the arrangement. “Custard Pie” is interesting as it was never performed live by Led Zeppelin. Finally, Page made a great decision to perform “Stairway” as an instrumental, letting the song’s magical arrangement and musicality carry the day, while also saving Miles from having to attempt to sing it.

As noted above, Page knew his return to the Forum was special and while the setlist is the standard one for the tour, I’m sure this is one of the best performances he gave in 1988.

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JEMS is proud to partner with Rob, Jim R, Barry G and many others to release Millard’s historic recordings and to help set the record straight about the man himself.

We can’t thank Rob enough for reconnecting with Jim and putting his trust in our Millard reissue campaign. He kept Mike’s precious tapes under wraps for two decades, but once Rob learned of our methods and stewardship, he agreed to contribute the Millard DATs and cassettes to the program. Our releases would not be nearly as compelling without Jim’s memories, photos and other background contributions. As many of you have noted, the stories offer an entertaining complement to Mike’s incredible audio documents.

Big ups to Goody for pitch checking as well as helping address some of the phase and other issues on the recording.

As always, we tip our hat to mjk5510 for his on-going support on JEMS work and beyond. We have friends and we have allies: mjk5510 is both.

Finally, cheers to the late, great Mike the MICrophone. His work never ceases to impress. May he rest in peace.

BK for JEMS

8 Risposte a “BOOTLEGS: Jimmy Page, L.A. Forum, CA – October 7, 1988 (Mike Millard Master Tapes via JEMS ) TTTT”

  1. mikebravo 24/09/2020 a 17:03 #

    1988 : ricordo che feci montare le cinture di sicurezza nel fiat 127 nel mese in
    cui usci OUTRIDER. Erano diventate d’obbligo.
    Molti parlarono di grande disco.
    Nel tempo si è consolidato il giudizio di un album non riuscito.
    DEATHWISH è nettamente meglio.

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  2. lucatod 24/09/2020 a 20:45 #

    DEATH WISH 2 è L’Album di Jimmy Page, dentro c’è tutto il suo bagaglio musicale, le famose luci&ombre, i riffs, le note dissonanti e qualche trovata sghemba tipica del darklord (in particolare a quei tempi) comunque irresistibile. La sensazione generale è quella di un bel demo per il prossimo album dei Led Zeppelin. I FIRM sono un’altra storia, ottima band sicuramente poco fortunata e precocemente dimenticata anche dal suo leader, ma quei due album e i suoi spettacoli sono la cosa migliore del Page post dirigibile, ovviamente dopo la colonna sonora.
    Invece faccio fatica a riascoltare OUTRIDER (così come gli album successivi con Coverdale, Plant e BC) lo trovo un lavoro povero di idee, invecchiato male e con poca roba da salvare, almeno per il sottoscritto. Dal tour del 1988 ho diversi bootlegs, alcuni di ottima qualità. Le vibrazioni sono buone e fa piacere ascoltare Page alle prese con il repertorio della sua creatura con un atteggiamento tutto sommato positivo con le consuete sbavature e qualche colpo d’ala. La band non mi piace affatto, John Miles lo trovo sprecato (anche se bravissimo) nelle vesti di rocker, Jason Bonham ai tempi era pessimo e il bassista anonimo, inadatti a ricoprire quel ruolo. La sezione ritmica dei FIRM era ben altra cosa… ma anche i pezzi erano diversi. Avvicinarsi ai LZ è rischioso sopratutto se lo si fa in maniera così grossolana.

    Detto questo, mi sarebbe piaciuto avere qualche filmato in ottima qualità dal tour.

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  3. mikebravo 25/09/2020 a 07:59 #

    Mentre Jimmy ha avuto sempre il problema di trovare un sostituto di Plant,
    Robert di chitarristi ne ha avuti una miriade senza che questo abbia inficiato
    piu’ di tanto il valore dei suoi dischi che hanno mantenuto un livello buono
    in 40 anni quasi di carriera solista ( sta uscendo una nuova antologia con inediti ).
    Certo nessuno dei 2, da solista oppure assieme, ha piu’ raggiunto lo splendore
    degli anni zeppelin, ma noi ci siamo cibati volentieri dei loro avanzi…….

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  4. lucatod 25/09/2020 a 13:06 #

    Oggi a 40 anni dalla scomparsa di John Bonham vale la pena ricordare la sobrietà del gruppo che a dispetto della sua cattiva reputazione ha evitato, nonostante le forti tentazioni e alcuni goffi tentativi, di fare dei LED ZEPPELIN un marchio da portare in giro per gli stadi negli anni ’80 e ’90. Hanno avuto il buon gusto di evitare nuovi album, magari per la WB, con Tony Thompson e qualche altro “nuovo innesto” e farci dire “erano meglio quando c’era Bonzo.. colleziono solo gli album dell’era Atlantic/Swan Song … dopo ITTOD si sono svenduti..”. Questo pensando a tutti quei nomi leggendari che fino a poco tempo fa portavano in scena esibizioni al limite dell’accettabile, con altri cantanti, chitarristi, batteristi etc etc..

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  5. mikebravo 25/09/2020 a 15:37 #

    Sono stati 40 anni di sofferenza e grandi illusioni…….

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  6. Giacobazzi 26/09/2020 a 09:01 #

    Centurione = (onesto) manovale?

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    • timtirelli 04/10/2020 a 18:36 #

      Caro Giacobazzi, scusa il ritardo della risposta. Onesto manovale può essere una sfumatura della galassia di significati che diamo al termine, ma più precisamente intendiamo un aspetto esteriore grossolano, sopra le righe e kitsch che si riflette anche nella musica; Carmine Appice negli anni ottanta era sicuramente un centurione, e dopo tutto anche Page al tempo di Coverdale-Page era scivolato verso tonalità pacchiane, certe foto promozionali erano davvero sopra le righe. Dal punto di vista squisitamente musicale, arrangiamenti/brani/testi senza un vero valore artistico, quindi superficiali, creati con la mano pesante e senza swing. Sono stato chiaro?
      Ciao e grazie per essere una presenza costante della comunità del blog.

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      • Giacobazzi 05/10/2020 a 12:27 #

        Grazie della spiegazione.
        Per far parte a pieno titolo della community dovrei recarmi in pellegrinaggio a Borgo Massenzio, e non è detto che una volta o l’altra non accada davvero…

        Stavo pensando di cambiare Nome in Afrogiacob, in omaggio a Afrojack, colui il quale ha impalmato la Danelectra Lamborghini. Che ne dici?

        Piace a 1 persona

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