Avoir le blues en automne

15 Nov

Il blues di questo periodo svolazza intorno ai rimpianti: al mattino mi sveglio con l’impellente desiderio di scrivere, e naturalmente lo faccio, ma poi mi maledico per non aver cercato con maggiore determinazione una strada che mi permettesse di sopravvivere con l’unica cosa che mi viene naturale, l’unica dote attitudinale di cui può darsi io sia in possesso. Ho dedicato troppo tempo al rock, alla musica, senza ricavarne un bel nulla (e forse è giusto così), compromettendo il mio futuro professionale e quindi tutta la mia vita. Sono pensieri che inducono alla melancolia, financo ad una dolorabilità psichica o, per dirla alla Rocco Schiavone, “ad un gran rompimento di coglioni”. Cerco di non annoiare nessuno, ma qualcosa mi scappa con la pollastrella (che è talmente oberata da questi miei blues che prima o poi finirà col gettarmi fuori di casa), con Wlady ( amico musicista) e con Jaypee (figura insostituibile che mi fa da confidente ormai da 26 anni).

Così quando il sole va giù, nelle pigre e meste giornate d’autunno, là dietro lo skyline di Borgo Massenzio, mi soffermo su queste paturnie e finisco per sospirare e lanciare nella sera il mio canto 

In the evening
When the day is done
I’m looking for a woman
But the girl don’t come
So don’t let her
Play you for a fool
She don’t show no pity baby
She don’t make no rules

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Sundown at Domus Saurea – ottobre 2020 foto TT

Mi sforzo di presentarmi al mattino sotto altra veste, mi beo del sole che prepotente irrompe nella Domus 

Morning sun comes through my door – Domus Saurea novembre 2020 – foto TT


Morning sun – Domus Saurea novembre 2020 – foto TT

e mi rinfresco l’animo con il giovane pianista turco Can Çakmur alle prese con gli arrangiamenti di Liszt del Schwanengesang (canto del cigno) di Schubert. Sia Çakmur (oggi) che Liszt (nel 1840, dodici anni dopo la morte di Schubert) si sono presi grandi libertà nell’affrontare i pezzi di Schubert pubblicati postumi, magari il grande Franz aveva intenzione di pubblicarli tutti insieme e in un ordine preciso, ma questo non lo sapremo mai.

Franz Schubert by Wilhelm_August Rieder

Chissà poi che ne avrebbe detto Liszt della reinterpretazione dei suoi arrangiamenti di Çakmur …

Franz Liszt

Quel che conta è che in definitiva questa grande musica possa allietarmi nelle fresche mattine d’autunno, che mi sollevi lo spirito dai miei pensieri e da questi tempi difficili.

Can Çakmur – Liszt: Schwanengesang, S. 560 & Valses oubliées, S. 215

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E quando per mantenere a distanza le malinconie la musica classica non è sufficiente vado giù a vangare l’orto.

SUGHI D’UVA BLUES

Per fortuna c’è una cosa che mi rallegra, ed è che la pollastrella continua a dedicarsi alla produzione dei sughi d’uva. Io vado alla cantina sociale, compro taniche di mosto e lei, con pazienza e tanta usta*, prepara i sughi d’uva. Thank you Miss Grape Sauces.

I sughi d’uva di Saura – ottobre 2020 – foto TT
I sughi d'uva di Saura - ottobre 2020 - foto TT
I sughi d’uva di Saura – ottobre 2020 – foto TT

*”Normalmente ‘italianizzata’ in usta, nel dialetto più marcato si pronuncia ósta. Dire che la si possiede è sempre un bel complimento. Dire che non la si ha è sempre una critica forte. in Emilia Romagna il termine ‘usta‘ significa ‘accortezza, buon senso, saperci fare.”

IL CAVALIERE DELLE SETTE VALLI

Sabato mattina, in seguito alla solita spesa settimanale alla Coop. Finalmente dopo alcune settimane di lavoro frenetico in smart working (a cui comunque ne seguiranno altre) la pollastrella si gode un po’ di meritato riposo. Fatta la spesa, riposto il cibo acquistato, un’ora per se stessa prima di pranzo. Lei in sala sul divano che legge, io nello studiolo che mi sparo il pdf della Gazza (Mr Bodhrán, you made my days!). Sfoglio le pagine digitali e mi appare la réclame di una nuova edizione tutta a colori di Mr No.

Eccitato chiamo la pollastrella. Mr No è stato uno dei fumetti che più ho amato, nella mia adolescenza è stata figura importante insieme a Il Comandante Mark, Zagor e – poco più tardi – Lungo Fucile, e pensare di riprovare anche solo per un istante il fremito che sentivo da ragazzino nel momento in cui mi trovavo in mano un nuovo numero del “giornalino” mi rende felice. Ma subito dopo aver urlato il nome di Miss Yamaha mi pento immediatamente: quando dorme troppo (e per lei dormire troppo significa farlo per più di sei ore) come successo nella notte passata, si alza con un leggero mal di testa che la rende meno disponibile del solito, se aggiungiamo poi che – come tutti – se costretta a staccarsi dal momento tutto suo che si era appena ricavata diventa leggermente sgrausa, come diciamo qui a Regium Lepidi, i giochi sono fatti. Come tutti sappiamo, in una casa e in una coppia eterosessuale, le cose funzionano solo se la donna è girata bene.

Suo malgrado si alza dal divano ed entra nello studiolo con quell’aria un po’ indispettita ed annoiata: “cosa c’è adesso?” Le mostro la locandina dell’edizione a colori di Mr No targata Gazzetta dello Sport. Lei fa uno di quei sorrisi accondiscendenti ma che celano a fatica un po’ di compatimento e poi aggiunge “Ah, prima l’ennesima edizione di coso, là, come si chiama … il cavaliere delle sette valli, ed ora questo!”

Per il cavaliere delle sette valli intente il mio adorato Ken Parker (di cui è uscita qualche mese fa una riedizione a cura del quotidiano La Repubblica).

Ken Parker

Il cavalieri delle sette valli … potrebbe diventare il titolo di uno dei miei racconti. Thanks again, Miss Sgrausa.

BIRTHDAY PARTY

Di solito il birthday party della pollastrella coincide con un concerto degli Equinox alla Bottega dei Briganti di Monte Cavolo, quest’anno ovviamente no. Così ci accontentiamo di una pizza consumata nella nostra pizzeria preferita di Regium Lepidi in pausa pranzo. Una Weiss, una coca e due pizze Regina, a volte basta poco.

Saura birthday party – novembre 2020 – Regium Lepidi – foto TT
Saura birthday party – novembre 2020 – Regium Lepidi – foto TT

GATTI ALLA DOMUS

Ragni-Raissa-Spaventina – gatte sulla finestra – ottobre 2020 – foto TT
gatte sulla finestra – ottobre 2020 – foto TT
il gatto Palmiro – Domus Saurea ottobre 2020 – foto TT
Palmiro – novembre 2020 – Domus Saurea – foto TT
Stricchi: “Can I come inside?” – Domus Saurea nov 2020 – foto TT

FRIENDS

E’ ormai parecchio tempo che ho chiuso con gli acquisti Rock, salvo rare eccezioni cerco di evitare nuove spese; pensavo di farlo anche con l’ultimo libro prodotto da Jimmy Page benché intuissi che a un fan come me un articolo del genere non dovrebbe mancare. Poi, un giorno, arriva il corriere, apro il pacchetto inaspettato e trovo dentro The Anthology. Regalo di Polbi.

Jimmy Page The Anthology – foto TT

Due altri personaggi, Lollo e Claude (arrivati entrambi tramite il blog), si offrono di aiutarmi per una delicata faccenda professionale che mi sta complicando la vita. Si interessano, mi chiamano, si confrontano e si fanno promotori della Tirellitudine.

Nella vita una deve ritenersi molto fortunato ad avere certi amici.

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NONATOWN BLUES

Quante volte ho scritto qui sul blog del mio paesello natale? Ci capito ogni volta che posso, d’altra parte sono uno che ha smesso di guardare avanti e le uniche occhiate che do sono allo specchietto retrovisore. Qualche giorno fa ero di nuovo lì per il cambio gomme (nonostante non sia esattamente dietro l’angolo dal posto in cui vivo ora) e mentre aspettavo che l’officina di un mio vecchio amico espletasse la cosa me ne vagavo per il paese. Davanti alla vecchia pista di pattinaggio a rotelle ho sostato per un po’. Alla fine degli anni sessanta per i bambini quella era una delle attività ludiche principali, e il comune – da queste parti sempre attento a certe cose – costruiva piste simili nei parchi e nei quartieri. Ricordo con estrema chiarezza la felicità, scattinare (come dicevamo allora) era una gioia, e spesso nelle mattine d’estate alle 8,30 eravamo già lì nella pista a pattinare senza sosta. Rivedo il piccolo Stefano che ero, biondo e sorridente, alla scoperta del suo posto nel mondo, il piccolo Stefano che la pollastrella conosce solo attraverso vecchie foto e che dice di rivedere in certe mie espressioni. Io invece, in verità, quando mi guardo allo specchio vedo solo riflessi del vecchio Brian. Ah, time is runnin’, baby.

NNT – vecchia pista da pattinaggio – foto TT – Nov 2020
NNT – Parco della Pace – Nov 2020 – foto TT

WOOD CUNTS IN HERBERIA

Lunedì mattina, colazione ad Herberia insieme a quella santa di mia cugina che si occupa dei miei impicci amministrativi e fiscali. Mentre attendo che scenda dall’ufficio, noto in un tavolino nella veranda all’aperto del bistrot lì accanto un donna sulla quarantina che sembra attendere qualcuno. Giubbotto di pelle nera, pantaloni sportivi attillati neri, anfibi neri. Arriva un’altra donna – evidentemente amica dell’altra – su di una moderna utilitaria, parcheggia – fuori dalla strisce – e scende dalla macchina con una certa sicumera. Giubbotto di pelle nera, maglioncino con i brillantini, pantaloni sportivi adidas neri con le tre bande azzurre (per la verità bellissimi) e anfibi neri. Entrambe hanno i capelli di quel colore rossastro che hanno le giovani donne non più giovani. Entrambe enfatizzano tutti i movimenti, hanno capelli puliti che vogliono fare ondeggiare, e i loro capi d’abbigliamento sono certamente acquisti recenti. Entrano nel bar con fare leggiadro che leggiadro non è, paiono altezzose, non degnano nessuno di uno sguardo e nell’ordinare sfoderano un’enfasi insopportabile. Le guardo meglio in faccia … non sono le superfighe che forse pensano di essere. Arriva mia cugina, catalogo le due tipe nell’archivio “fighe di legno” e mi appresto a far colazione.

OLD VINEYARD BREAKDOWN

Nella vita, nel mondo, ormai lo so, tutto cambia, ma di fronte alla dismissione delle vecchie viti nelle campagne intorno alla Domus Saurea rimango sbigottito. Le viti piantate negli ultimi anni sono ormai tutte a favore di vendemmiatrice, la macchina agricola responsabile – in un unico passaggio – della raccolta meccanica dell’uva. Le vecchie piante d’un tempo che si ergevano in ampi archi, sono ormai un ricordo in questa fetta di pianura.

Vecchie vigne a Borgo Massenzio – foto TT 2020

Saranno anche sciocchezza ma sono cambiamenti che incupiscono l’animo.

Bye bye Vecchie vigne di Borgo Massenzio – foto TT 2020
Bye bye Vecchie vigne di Borgo Massenzio – foto TT 2020

Ne soffre anche la pollastrella, già provata da uno smart working non stop (che io reputo) vergognoso.

Pollastrella in smart working – foto TT

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LIBRARY BLUES

Quando ho l’animo in subbuglio sono portato a mettere ordine al caos. Prendiamo l’altra sera, verso le 21:30: Polly è in sala che guarda le nuove puntate di The Mandalorian e a me scatta il bisogno di sistemare la libreria dell’ingresso, quella dove tengo i romanzi. Ripiano per ripiano tolgo i libri, pulisco gli anfratti della libreria, spolvero i volumi uno ad uno, in alcuni controllo le date in cui li ho iniziati e finiti e il relativo giudizio finale. Il lavoro è stancante ma in qualche modo appagante. Come sempre faccio la cernita di quelli da eliminare, mi sono imposto di mantenere unicamente quella libreria per i romanzi e di conseguenza di eliminare quanta più zavorra possibile. Alla fine una grossa sporta contiene i libri eliminati (che regalo ad un amico) e il mio animo pare più leggero e sereno.

Libreria blues – Domus Saurea nov 2020 – foto TT
Libreria blues – Domus Saurea nov 2020 – foto TT
Libreria blues – Domus Saurea nov 2020 – foto TT
Libreria blues – Domus Saurea nov 2020 – foto TT
Libreria blues – Domus Saurea nov 2020 – foto TT

GIOCHI DI MERDA VENDUTI ALLA COOP

Alla Coop, la bionda mi chiama: “Tyrrell viene a vedere che giochi ci sono in vendita!”.

Mi avvicino, osservo la confezione: quasi 21 euro per una cagata del genere. Mah.

Giochi di merda venduti alla Coop – foto TT

MUSICA ALLA DOMUS

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Sento ancora molto la mancanza di Edward Van Halen, e gli album della band sono continuamente presente nella playlist della Domus.

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OUTRO

Districarsi da tutti questi blues non è sempre cosa semplice così prima di addormentarmi cerco di pensare a cose belle, nella maruga iniziano a girare delle gran Gibson

Belle Gibson

e di conseguenza queste mi riportano poi al Dark Lord … possa egli vegliare su di me e mitigare i miei momenti gloom.

The Dark Lord – USA Tour 1977 – photo Frank Melfi

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6 Risposte a “Avoir le blues en automne”

  1. Annie 15/11/2020 a 16:54 #

    Devo dire che, complice il periodo, questo autunno è più blues e “gloomy” del solito. Per fortuna c’è la musica. Una tazza di tè, il video di Earls Court 1975 dei Led Zeppelin… e il fascino misterioso e ammaliante di Jimmy Page mi lascia per l’ennesima volta “dazed and confused”.

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  2. bodhran 15/11/2020 a 18:34 #

    Troppo GGentile dottò…. Dev’essere la stagione, anche di qua dall’Appennino, complice il rosso (virologicamente parlando) son partite le pulizie delle librerie e degli scaffali di cd. Ogni tanto alleggerirsi delle zavorre è salutare!

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  3. lucatod 15/11/2020 a 21:25 #

    Caro Tim ti sono vicino perché come te vivo questo periodo con una certa difficoltà. Ammiro la la capacità che hai di metterlo nero su bianco e devo dire che quello che scrivi ha un valore che va oltre una tua recensione per un bootleg dei Led Zeppelin. Cerco di stare a galla grazie ai dischi che non sono mai troppi e ai film (specie se coreani , ma ho gradito anche “le tre sepolture’ diretto da Tommy Lee Jones) ai libri , fumetti e ovviamente alla mia “groupie”.
    Non posso farci nulla , il tempo passa troppo in fretta e trovo difficile stargli dietro.
    Forse anche il Darklord soffre di nostalgia e il nuovo libro lo dimostra. Tra le foto più interessanti quelle del 79 con Ahmet Ertegün.

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  4. Giacobazzi 16/11/2020 a 07:00 #

    Questo post offre una valanga di spunti ma mi limiterò a una osservazione: c’è gente che non esce di casa se la pochette non fa pendant con i boxer, e Ron Carter si lasciava mettere in copertina conciato così?

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  5. timtirelli 16/11/2020 a 09:41 #

    Jacob, in verità ti confesso che pure io sono molto attento a certi accostamenti e a un bon ton estetico di fondo, ma credo che il fine debba essere sentirsi bene con se stessi e con il proprio visual senza ostentare nulla. Ecco, è l’ostentazione che io reputo ossimoro dell’eleganza.

    Anche io mi sono chiesto se non fosse stato il caso di pensare una copertina diversa per l’album di Ron Carter. E’ un disco del 1973, si intitola All Blues, quindi una dimensione volutamente dimessa poteva anche starci, ma quello che manca è la grazia, il blues – quello vero – non è mai sfigato, ma piuttosto una preziosa e disinvolta rappresentazione dello stato delle cose. Quella foto sminuisce la sua figura.

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