Brian May “Back To The Light (1992) – (2021 reissue – Universal Music) – TTT+

22 Ago

Ricordo bene questo album di Brian, uscì in piena Queenmania a un anno di distanza dalla morte di Freddie e qualche mese dopo il celebre concerto tributo a lui dedicato. In quel momento in Europa (e in buona parte del mondo – nord America escluso) non si ascoltava altro, pareva non ci fossero che i Queen. Avevo molte aspettative per Back To The Light, nel 1989 ero tornato a seguire il gruppo con passione e speravo che il disco di May potesse essere all’altezza. Ho amato parecchio i Queen, ma in un loro periodo ben preciso, diciamo dal 1975 al 1980 perché a differenza dei veri fan non ho mai avuto un attaccamento speciale per i primi tre dischi e quelli usciti dopo The Game mi mandarono in confusione. Flash (dicembre 1980) e Hot Space (1982) furono delusioni mica da ridere. Tornai a frequentarli con The Works (1984) che fu un album non incredibile ma importante per la mia vita (insieme a Slide It In degli Whitesnake fu la mia colonna sonora di quell’anno). A Kind Of Magic e The Miracle non mi convinsero del tutto, d’altra parte conobbi i Queen con A Day At The Race (1976) e News Of The World (1977) e dunque non potevo che pretendere maggiore qualità. Poi, nel gennaio del 1991 ascoltai per radio l’anteprima del singolo Innuendo. Ero in un albergo a una stella a Milano, in un contesto urbano e spirituale molto, molto blues, prima di prendere sonno in quella umida e squallida stanza accesi la radio e il dj passò quello che era il nuovissimo singolo del gruppo. Mi colpì molto e ancora oggi ritengo sia l’unico pezzo epico degno di Kashmir dei LZ. Accadde poi l’inevitabile, a cui seguì il Freddie Mercury Tribute Concert, evento teletrasmesso live in tutto il mondo che contribuì a spedire i Queen nell’iperspazio. 

Il singolo Driven By You mi piacque, benché provenisse dagli spot pubblicitari che May scrisse per la casa automobilistica Ford, come mi piacque il fatto che Cozy Powell fosse della partita, ma poi gli entusiasmi si affievolirono, gli album solisti di membri dei grandi gruppi non hanno mai retto il confronto con quelli dei gruppi di provenienza.

Back To The Light è riproposto adesso in versione superdeluxe.

Brian May Back to The Light reissue

The Dark funge da introduzione, Back To The Light (Powell alla batteria) è brillante, sospesa com’è tra momenti di dolcezza e sfuriate elettriche, buono l’assolo di chitarra.

Con Love Token (Powell alla batteria) ci si dà all’Hard Rock velato di Rock Blues,  peccato abbia certe parti melodiche uguali a Headlong dei Queen, inoltre io ci sento echi degli Eurorhytmics e di Robert Palmer.

Resurrection (Powell alla batteria) è un pezzo da centurioni, costruzione scontata, tempo di batteria da gruppo teutonico pronto per il Rockpalast. Ci si sono messi in tre per scrivere questa brodaglia metallica. Tastiere banali, arrangiamenti dozzinali, assolo tra hammers on e tapping da dimenticare. Pezzo sopra le righe che sconfina nel kitsch.

Too Much Love Will Kill You la ascoltai la prima volta al Freddy Mercury Tribute e già allora mi parve una canzoncina caruccia ma nulla più. Risentirla oggi non mi fa cambiare idea. Magari ci sono momenti della vita in cui ci si può far cullare dalla retorica contenuta nel testo e dalla melodia gradevole (ma comune), però temo non sia un capolavoro sebbene in alcuni momenti l’uomo di blues che sono si commuove.

backtothelight reissue Brian May

Driven By You è altrettanto ruffiana, giretto armonico usatissimo, chitarrone distorte, approccio alla Bryan Adams, assolo alla Brian May. Canzoncina da ascoltare il sabato mattina mentre si è intenti a riassettare casa.

Nothin’ But Blue (Powell alla batteria / John Deacon al basso) è una sorta di pop blues in minore su cui la solista di May cerca di suonare qualcosa di ispirato, e a tratti riesce nell’intento.

I’m Scared (Powell alla batteria) è un altro brano di Hard Rock, questa volta forse più riuscito ma sempre sopra le righe. A questo punto temo sia stata l’influenza esercitata da Cozy Powell a rendere centurioniche le canzoni di Brian. Last Horizon è uno strumentale alla Beppe Maniglia (https://it.wikipedia.org/wiki/Beppe_Maniglia), a me oggi fa scappare da ridere (proprio come Prelude di Jimmy Page, intendiamoci) ma magari qualcuno lo trova fruibile. Let Your Heart Rule Your Head è imbarazzante, che senso ha una copia carbone di ’39 dei Queen? Mah! L’assolo in stile country però ha il suo perché. Just One Life è un momento riflessivo, un poco enfatico e senza una melodia particolare ma fa parte di quel tipo di canzoni che fregano gli uomini come me.  Rollin’ Over è una cover degli Small Faces che riporta un po’ di brio.

Il bonus disc offre versioni differenti (in massima parte con l’aggiunta della solista), un’ alternate take e cosette registrate dal vivo. Nulla di memorabile.

Quando fai parte di un gruppo che ha vari compositori al suo interno sei costretto a scegliere i migliori due o tre pezzi che hai scritto in un dato periodo per avere chances che vengano approvati dalla band e messi sul nuovo album, quando invece sei in veste di solista pensi che tutto quello che hai prodotto sia degno di pubblicazione così dai alle stampe un disco annacquato, soprattutto se la vena compositiva (che dura tra i 5 e i 10 anni) si è ormai esaurita.

I dischi solisti dei musicisti di grandi band sono – tranne rarissime eccezioni – cose per fan, e Back To The Light non si discosta da questo assunto. Magari assumono un grande valore nella vita delle persone, ma se messi in prospettiva paiono insignificanti per la storia del Rock.

  • CD 1 – Back to the Light
    1. The Dark
    2. Back To The Light
    3. Love Token
    4. Resurrection
    5. Too Much Love Will Kill You
    6. Driven By You
    7. Nothin’ But Blue
    8. I’m Scared (Justin’s Mix ’92)
    9. Last Horizon
    10. Let Your Heart Rule Your Head
    11. Just One Life
    12. Rollin’ Over
  • CD 2 – Out of the Light
    1. Nothin’ But Blue – Guitar Version
    2. Too Much Love Will Kill You – Guitar Version
    3. Just One Life – Guitar Version
    4. Driven By You Two
    5. Driven By You – Ford Ad Version
    6. Tie Your Mother Down – Live Version
    7. Too Much Love Will Kill You – Live Version
    8. ’39 / Let Your Heart Rule Your Head – Live Version
    9. Last Horizon – Live Version
    10. We Will Rock You – Live Version
    11. Driven By You – Cozy and Neil Version ’93
  • Vinyl LP – Back to the Light
    1. The Dark
    2. Back To The Light
    3. Love Token
    4. Resurrection
    5. Too Much Love Will Kill You
    6. Driven By You
    7. Nothin’ But Blue
    8. I’m Scared (Justin’s Mix ’92)
    9. Last Horizon
    10. Let Your Heart Rule Your Head
    11. Just One Life
    12. Rollin’ Over

2 Risposte a “Brian May “Back To The Light (1992) – (2021 reissue – Universal Music) – TTT+”

  1. lucatod 22/08/2021 a 14:18 #

    Ricordo molto bene quel periodo , Greatest Hits II , il terribile Freddie Mercury Tribute e l’uscita del doppio Live At Wembley ’86. La Queenmania aveva contagiato un po tutti , dai ragazzini come me allora agli adulti meno interessati al rock. Io acquistai prima il Live At The Brixton Academy e poco dopo Back To The Light. Sono album che mi avvicinarono alla musica rock e alla chitarra ma oggi non riuscirei ad ascoltarne nemmeno pochi secondi. Ricordo anche l’attesa per il pessimo Another World, il disco successivo , che apprezzai maggiormente ma poco considerato dai fan e (credo) dallo stesso autore. La roba da “centurioni” come giustamente la chiami tu non è più di mio gusto (Coverdale-Page? non lo ascolto per intero da almeno 15 anni).

    Mi sa che hai confuso l’anno , il singolo Innuendo è uscito nel gennaio 1991.

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  2. timtirelli 22/08/2021 a 17:09 #

    Sì, Luca, certo, era il gennaio 1991, ho corretto, grazie mille.

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