Bob Spitz “LED ZEPPELIN – THE BIOGRAPHY” (2021 – Penguin Press) – TTT

5 Mag

Di libri sui Led Zeppelin ormai non se ne può più, tuttavia quando escono grosse produzioni come questa io sono sempre sull’attenti, perché un certo budget significa avere la possibilità di intervistare direttamente personaggi che hanno fatto parte, anche solo marginalmente, della grande saga dei Led Zeppelin. Oltre a ciò libri come questo vengono affidati a giornalisti di nome, che spesso hanno alle loro spalle altre biografie di successo, gente che in qualche modo sa scrivere in maniera scorrevole e piacevole. Certo, sono libri per il grande pubblico, libri a cui quasi sempre manca l’aggancio tecnico e cronologico, libri pieni di imprecisioni, ma – per un fan dei Led Zeppelin come me – libri da leggere, perché comunque gettano nuova luce su episodi magari poco importanti per il pubblico generico, ma  essenziali per me. Ecco, sta qui il punto: non avendo più interesse per la storia del gruppo in sé, quello che mi interessa tremendamente è scoprire piccole nuove cose a proposito di episodi della saga ancora poco chiari o comunque trattati superficialmente in passato.

Come accennato poc’anzi mancano le pietre miliari di cui abbiamo parlato anche in altre occasioni, ovvero i punti cronologici di riferimento che guidino il cammino del lettore fan. Qui non c’è nessun riferimento approfondito a tour, scalette, strumentazione, etc etc, d’altra parte Spitz è uno che – intervistato da una radio statunitense a proposito di questo libro – non è riuscito a ricordare se nella discografia del gruppo venisse prima Houses Of The Holy (1973) o Physical Graffiti (1975). Quando un ascoltatore gli ha fatto presente la cosa la sua risposta è stata “fatti una vita“. L’atteggiamento è sbagliato, perché se da una parte la pignoleria di alcuni fan è inopportuna e alcuni errori in un libro sono fisiologici, l’accuratezza è comunque fondamentale – soprattutto su macrotemi.

Bob Sptitz "LED ZEPPELIN - THE BIOGRAPHY" (2021 - Penguin Press)

Bob Sptitz “LED ZEPPELIN – THE BIOGRAPHY” (2021 – Penguin Press)

Il libro contiene piccole nuove cose, e queste sono i momenti che mi hanno dato i brividi (ecco il perché di 4 T su 5), perché il resto è il resoconto di una storia che conosciamo già fin troppo bene; va aggiunto che anche questo libro descrive il mondo dei Led Zeppelin dal 1975 in poi alla stessa stregua degli ultimi tomi usciti sull’argomento e per quanto fossi già ben al corrente scontrarsi con la dura realtà non è entusiasmante. Page, Bonham, Cole e Grant negli ultimi 6 anni furono davvero fuori controllo …Grant diventò un pessimo manager, Bonham una persona insopportabile (ma, ahimè, lo era sempre stato) e Page (almeno dal vivo) l’ombra del magnifico chitarrista che era. L’inner circle del gruppo si trasformò in  un mondo a parte, alimentato da violenza, nefandezze e paranoia. La Swan Song una casa discografica inutile, ripiegata su stessa, senza nessuna guida, che rovinò la carriera agli artisti coinvolti (eccetto LZ e Bad Company), Detective e Maggie Bell in primis, e senza mai avere una direzione. Tutto era allo sbando, la terribile nomea del gruppo un dato di fatto, e il caos l’unico orizzonte possibile. Certo, c’era anche la musica, superba, cosmica, totalizzante, ma – spiace dirlo – gli uomini che la creavano erano tutt’altro che creature divine.

Come anticipato, diverse sono le piccole novità che questo libro porta alla luce:

_approfondimenti mai letti prima su Epson, il paese in cui Page visse dal 1952 in poi (pag 25) / la carriera solista di Page tra la fine degli anni 50 e l’inizio dei 60.

_le Art School inglesi, frequentate da chi non intendeva né andare all’università, né fare apprendistato per diventare operaio e il fatto che Jimmy non avesse nessuna particolare dote attitudinale per il disegno artistico.

_il rapporto con Bert Berns (pagina 60)

_La richiesta fatta a Page di entrare negli Yardbirds già nel 1965 perché Clapton aveva stufato il loro manager (pag 73) / L’effettiva entrata di Page negli Yardbirds nel 1966 (pag 78) / I tempi difficili con Beck nel gruppo.

_approfondimenti sui manager degli Yardbirds: Simon Napier-Bell e Mickie Most / sui pezzi di Little Games degli Yardbirs  pag 99) / sul fatto che una volta sciolti gli Yardbirds Page ebbe i diritti solo per terminare il tour scandinavo di settembre 1968.

_Terry Reid e i relativi suggerimenti dati a Page (pag 109) / L’impossibilità di avere alla batteria B.J Wilson, Clem Cattini e Aynsley Dumbar (pag 114)

_nel 1968 Bonham ricevette offerte da i Move, Joe Cocker, Chris Farlowe oltre che naturalmente da Page e Plant.

_si legge che nel 1969 Peter Grant stanco delle follie di Bonham, pensò di sostituirlo con Carmine Appice, Aynsley Dumbar o Cozy Powell. (pag 241).

_il motivo del nomignolo Percy dato a Plant (pag 274)

_Durante il tour giapponese del 1971, Bonham defecò dentro alla valigia della ragazza nipponica di Page.

_Nuove piccole rivelazioni circa l’organizzazione delle riprese video per le ultime tre date del tour del 1973.

_Il furto dei 210.000 dollari presenti nella cassetta di sicurezza dell’Hotel Drake di New York avvenuto a fine luglio del 1973 documentato anche nel film TSRTS; pare sia stata una messa in scena per evitare di pagare le tasse su proventi in contanti (e quindi in nero) contenuti in quella cassetta.

_La rinegoziazione del contratto dei LZ e la relativa creazione della Swan Song Records.

_gli overdub di ottoni e strumenti a corda su Kashmir a cura di una orchestra pakistana residente a Londra.

_le proposte per il logo grafico della Swan Song (tra cui una macchina di Formula 1 con su la scritta Led Zeppelin)

_Roy Harper non finì nella scuderia della Swan Song perché Grant non riuscì a trovare un accordo amichevole col manager di Harper.

_I Queen che furono sul punto di avere Peter Grant come manager, ma la cosa saltò perché Peter voleva che anche loro incidessero per la Swan Song, mentre loro si rifiutarono di incidere per una etichetta così associata ad un altro gruppo.

_Alla Swan Song arrivò anche una cassetta con un demo tape degli Heart, Abe Hoch – colui che in quel momento era a capo della etichetta – fece di tutto per far approdare il gruppo nella sua scuderia, ma una volta saputo che Ann Wilson cantava come Robert, lo stesso Plant disse di non essere interessato e buttò la cassetta nel cestino.

_Hoch ebbe anche la opportunità di mettere sotto contratto i Dire Straits, ma pensò che la cassetta avuta avesse una qualità terribile e lasciò perdere.

(…pensate un po’: oltre ai LZ e Bad Company la Swan Song avrebbe potuto avere anche i Queen, gli Heart e i Dire Straits – senza contare gli Iron Maiden, di cui si parlò in un altro contesto.)

_Qualche delucidazione in più circa: la apparizione di Bonham al concerto dei Deep Purple  alla Radio City Hall di New York nel gennaio del 1976, la morte del giovane fotografo  Philip Churchill Hale e l’arresto e la detenzione di Cole a Roma nell’estate del 1980.

_Nuove delucidazione anche sulla preparazione del tour (mai avveratosi) del 1980 in America e la conseguente morte di Bonham.

Errori  

_a pagina 65 Spritz dice che Page e Jones nel 1965 erano entrambi 21enni.

_a pagina 168 dice che durante le prime date in America (1968/69) Page usava un muro di amplificatori Marshall. In realtà Page dal vivo iniziò ad usarli a fine 1970.

_a pag 188 scrive che in pratica Pat’s Delight deriva da Watch Your Step di Bobby Parker ma è un grossolano errore. Watch Your Step è stato il template per Moby Dick, non di Pat’s Delight.

_a  pag 252 si ripete l’errore riportato per decenni dove si diceva che a JPJ venne in mente il riff di Black Dog ascoltando l’album di Muddy Waters “Electric Mud”, quando già da tempo si è risaliti al fatto che fu il disco The Howlin’ Wolf Album del 1969 (in particolare la versione rifatta di Smokestack Lightning)

_a pag 348, parlando dei Bad Company primo gruppo ad essere messo sotto contratto con la Swan Song, Spitz scrive “Free’s former guitarist Paul Rodgers”.

_a pag 393 Spitz afferma che a fine 1974 durante le prove per il tour del 1975 tra le canzoni tolte dalla scaletta ci fu anche Dazed And Confused.

_a pag 542 l’autor scrive che nella seconda data di Knebworth la band suonò meglio rispetto alla prima (questa fa proprio ridere).

_a pag 559 Spitz scrive che John Bonham morì il 24 settembre 1980 quando sappiamo tutti che accadde il giorno dopo.

_a pag 568 scrive che i concerti inglesi dell’Arms si tennero nel 1982 (invece del 1983).

_come il nostro Luca Tod segnala nei commenti qui sotto, gli errori di datazione delle foto poi sono imperdonabili.

Concludendo, ricordo che la versione del libro di cui parlo è quella americana, dunque scritto in inglese e che secondo me è un libro che va comunque letto, nonostante la mancanza di accuratezza.

Al di là dei mille aspetti negativi raccontati nel libro (e avvenuti realmente) non possiamo affrancarci dalla musica Rock creata dai Led Zeppelin, uno dei picchi musicali più alti ma raggiunti su questo povero pianeta. 

Un giornalista a proposito del tour del 1973 scrisse: “I Led Zeppelin non tengono concerti, bensì mettono in scena trasformazioni musicali”. Ecco, appunto.

9 Risposte a “Bob Spitz “LED ZEPPELIN – THE BIOGRAPHY” (2021 – Penguin Press) – TTT”

  1. lucatod 05/05/2022 a 20:16 #

    Non sapere quale tra Houses Of the Holy e Physical Graffiti sia stato pubblicato prima mi pare un errore gravissimo per un autore di un libro sui Led Zeppelin. Fossi stato l’intervistatore gli avrei detto “se non sai le basi che l’hai scritto a fare?”. Soprattutto nell’era di internet dove le informazioni sono a portata di mano certi errori mi sembrano gratuiti. Io non li reggo proprio. Anche certe “novità” mi paiono spesso inventate di sana pianta dagli autori o estrapolati dalle confidenze di presunti amici/conoscenti. Questo spiega anche il motivo della carenza di spiegazioni tecniche. Non hanno la competenza. Anche rovistando sul web , se non si ha la giusta familiarità con l’attività concertistica del gruppo , il rischio è di fare figuracce. Per non dire che al lettore medio interessa più che altro il folclore dell’artista in questione e nulla più.
    Un errore fisiologico è Dave Lewis che nelle note sulla strumentazione del tour europeo del 1980 scrive che Page suonò la cover di Money That’s What I Want con la Les Paul , quando si trattava della Stratocaster (utilizzata su In the Evening) oppure quando confonde nella stessa lista le Telecaster con le Stratocaster.

    Ottima la tua recensione!

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  2. bodhran 09/05/2022 a 19:01 #

    Ho letto il libro praticamente appena uscito, più per il nome dell’autore che altro, aspettandomi quanto meno un buon livello di scrittura e un approccio serio. Ma devo dire che non mi ha entusiasmato affatto. Sarà che dopo quello di Barney Hoskyns è difficile far meglio (a mio modesto parere). Sarà che dopo poco ho iniziato a riconoscere “taglia e incolla” di roba già letta (Barney Hoskyns se non altro figura giustamente in cima alla lista dei ringraziamenti). Poi certo ci sono le piccole novità che fanno sempre piacere, condivido pienamente. Ma gli errori… e mi pare anche di averne trovati altri, che a distanza di tempo però mi sfuggono; una svista capita a tutti, ma due considerazioni le faccio: ma, Bob Spitz, un amico non ce l’hai? Oramai nei libri i ringraziamenti superano quelli di qualsiasi disco, si ringrazia tutti, amici, parenti, animali domestici… un amico appassionato del gruppo di cui scrivi a cui farlo rivedere? E anche la casa editrice, perdinci, a chi affida la revisione delle bozze? Comunque non stai scrivendo di Gigi & i Mohicani, lo puoi immaginare che i lettori saranno per lo più dei fulminati (parlo di me stesso) che hanno letto e riletto quanto più si può, che negli anni hanno ascoltato bootlegs, rimirato foto, video per ore e ore. Nel mio personale cartellino 4T se le sarebbe sognate, da un giornalista di esperienza certa roba non la tollero.

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  3. lucatod 10/05/2022 a 13:00 #

    A proposito di errori ne segnalo alcuni presenti nella sezione fotografica :

    Robert Plant e Phil Carson , l’anno è molto probabilmente il 1977 non 1971.
    Robert Plant non divide il letto dello Starship con Richard Cole ma (mi pare) con Roy Harper.
    Jimmy Page in tenuta “Hugo Boss” è Chicago 1977 (lo sanno anche i miei gatti) e non 1975.
    La foto delle prove è relativa al tour del 1975 e non a Knebworth.
    Oakland 1979? Ma scherziamo? L’errore si ripete per diverse foto.

    Sono d’accordo con Bodhran , difficile trovare qualcosa di nuovo dopo il libro (a mio parere definitivo) di Barney Hoskyns , questo è l’ennesimo taglia e incolla. Avrei dato due stellette.

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  4. timtirelli 11/05/2022 a 12:31 #

    Luca, nell’articolo ho messo un rimando al tuo commento sulle foto. Sbagliare in maniera così grossolana la datazione delle stesse è un faccenda insopportabile, tanto che ho tolto una T. Grazie Luca.

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  5. baccio 11/05/2022 a 17:38 #

    MI viene in mente Alberto Angela che ad una presentazione del suo libro sulla antica Roma non ricordava i sette Re !

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  6. tiziano 29/05/2022 a 19:16 #

    …l’ho visto oggi alla Nave de Vero, da Feltrinelli. Ho dato una scorsa alle foto ( alcune mai viste). Ho intravisto un (imho) errore nella foto dove sono al casolare di Bron-Y-Aur. La famosa foto con in primo piano lo scatolone delle( presunte) pizze è indicata non a Bron-Y-Aur ma in altro posto ( adesso non ricordo) …

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  7. tiziano 09/07/2022 a 18:31 #

    …Tim, solo tu mi puoi rispondere ( credo): nei primi anni ’90, in un grande negozio di cd (più che di dischi), ma all’epoca era veramente fornitissimo, il Pick Up di Bassano del Grappa, vidi sul banco una specie di fascicolo di poche pagine . Conteneva tutte le date di tutti i concerti dei Led Zeppelin e forse qualcos’altro. Costava solo qualche lira, ma purtroppo non l’ho preso. Mi piacerebbe ritrovarlo.Ne sai qualcosa?

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    • timtirelli 09/07/2022 a 18:55 #

      Ciao Tiziano, ricordo anche io qualcosa ma nulla più, ad ogni modo essendo degli anno 90 non sarebbe aggiornato. Ti consiglio così i libri di LUIS REY “THE LED ZEPPELIN TAPE DOCUMENTARY ( ultima edizione) e di DAVE LEWIS/MIKE TREMAGLIO ” EVENINGS WITH LZ THE COMPLETE CONCERT CHRONICLE”. Li troverai l’elenco delle date fatte dai Led Zeppelin comprese quelle annullate ( nel libro di Lewis).

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