L’ottava puntata della School Of Rock che tengo per la azienda per cui lavoro si è tenuta il 4 aprile del 2024, in ritardo di un paio di settimane sull’Equinozio di primavera, ma ogni tanto la logistica aziendale ha la precedenza.
Faccio un copia incolla dell’introduzione presa dalle precedenti School Of Rock per far comprendere meglio la cosa a chi si dovesse affacciare sul blog per la prima volta:
Come scrivo ogni volta che affronto questo tipo di articoli, lavorando in un’azienda come quella in cui sono uno dei miei compiti è anche quello di tenere alcune lectio magistralis (e sia chiaro, lo scrivo con tutta l’autoironia possibile) sulla musica Rock. D’altro canto il presidente me lo disse già durante il colloquio tre anni fa: “In caso scegliessimo te, sappi che ti chiederò di tenere lezioni sul Rock per i colleghi”. Eccomi dunque qui per la nuova “School of Rock”. Siamo ormai arrivati all’ottavo episodio, da tenersi come sempre dalle 18:15 alle 19:30 nella – a me tanto cara – Sala Blues, la sala riunioni informale, la sala “where the dreams come blue”, capacità: 25 posti a sedere. Un pubblico dunque selezionato che si prende la briga di fermarsi in azienda dopo l’orario di lavoro per ascoltare storielle e brani musicali di gruppi del bel tempo che fu.
Anche in questa occasione si è rischiato di far saltare l’appuntamento primaverile del 2024, il periodo lavorativo che stiamo passando per varie ragioni è molto intenso e impegnativo dunque avevo davvero pensato di non mettere altra carne al fuoco, tuttavia uno dei nostri dirigenti continua a non demordere e a “pretendere” che la School Of Rock rispetti gli appuntamenti trimestrali, e allora non si molla, nemmeno di un centimetro. Questa ostinazione nel tenere viva la School Of Rock la dice lunga sul carattere dell’azienda, su come si punti decisi sul legame che unisce le persone, sull’attività extra lavorativa atta a sottolineare la condivisioni di interessi e a cementare la personalità della azienda stessa.
Il suddetto manager mi ha invitato a tenere la barra puntata pure in questa sessione verso l’Hard Rock (Blues) e allora – visto anche il poco tempo a disposizione – niente di meglio che parlare dei Free e dei Bad Company, argomento a me caro (carissimo) e conosciuto.
In un ora o poco più non è che si possa riassumere la storia di due gruppi, come ho scritto nell’episodio VII, dunque meglio affidarsi a qualche squarcio estemporaneo per cercare comunque di far capire che cosa sia il Rock e che cosa siano stati i Free (soprattutto) e i Bad Company.
Un po’ l’argomento sconosciuto ai più, un po’ il periodo lavorativo intenso vi sono alcune defezioni dell’ultimissimo minuto, non c’è dunque il sold out (capacità della sala: 25 persone o poco più), ma più o meno un quinto del personale è comunque presente, colleghi e amici che decidono di spendere un po’ di tempo col sottoscritto, di trasformarsi in congregazione e di assistere di nuovo al rito della School Of Rock, perché il claim della School Of Rock di Tim Tirelli è pur sempre questo:
“ il Rock non si può insegnare, il Rock lo si riceve in dono da una predisposizione spirituale e lo si impara col chilometraggio.”
Lascio l’introduzione ad un aneddoto e racconto che:
Qualche giorno fa ero in refettorio (la cucina aziendale), stavo prendevo un caffè quando arrivano Daddo e Chris (due colleghi) … mi chiedono chi sono quei due gruppi di cui parlerò …accenno a come sono entrati nella mia vita e ai brividi che mi hanno dato sin dal primo momento … mi lascio trasportare dall’enfasi come mio solito …Chris mi dice, “mi hai convinto, allora ci sarò anche io”. Daddo aggiunge che “è bello quando ci racconti queste cose di quanto eri un ragazzino, di quando non c’era internet, youtube, spotify e dovevate arrangiarvi alla bene meglio per avere notizie dei gruppi”.
Racconto pertanto di come mi sono arrivati i Free:
Un bel sabato mattina di maggio, fine anni settanta, a Nonantola, la primavera, noi ragazzini e la sensazione di sentirsi titanici dinnanzi al futuro. Bicco è il mio migliore amico, abbiamo messo insieme un gruppo …The Strangers …

The Strangers – 1979 da sx Marcel, Tim, Biccio, MarioMarchi Foto Roberto Sighinolfi
da poco con la sua famiglia si è trasferito di fianco alla palazzina bifamigliare in cui abito io. Scende in cortile con suo fratello più piccolo, Marcel, ha una cassetta fatta da suo cugino più grande di noi … la fa partire, il mangianastri gira più lento, la voce del cantante pare profonda tanto che noi pensiamo siano neri, non c’era internet/Youtube/Spotify etc etc, le foto le trovavi o sui dischi o sui pochi giornali specializzati che già a loro volta faticavano ad averle … benché fossimo molto giovani, ragazzini o poco più e quindi convinti che il mondo girasse intorno a noi avevamo già una predilezione per i beautiful losers di certi film americani, una certa predisposizione per la malinconia, per i cuori infranti, per le serate nebbiose …e allora FIRE AND WATER dei FREE ci colpì come un fulmine. Quel rock schietto e genuino proveniente dal blues, quella tensione piena di testosterone, quella ballate suadenti che diventarono un velo di crepe nere da indossare … ALL RIGHT NOW certo, MR BIG sicuro, ma anche Oh I Wept, Remember e soprattutto Don’t Say You Love me (because I know it would be just a lie).
Dopo questo incipit passo a raccontare per sommi capi la storia:
Nel 1967 a soli 17 anni il cazzutissimo Paul Rodgers decide di lasciare Middlesbourgh nel nord Inghilterra insieme agli amici della sua band (già piuttosto famosa dalle sue parti) per provare ad avere fortuna nella capitale Londra. Con lui anche il chitarrista Micky Moody (futuro chitarrista degli Whitesnake) e Bruce Thomas (futuro bassista di Elvis Costello). Dopo poco la band (The Wildlowers) però si scioglie. Moody torna Middlesbourgh mentre Rodgers rimane a Londra ed entra in una gruppo di Rhythm and Blues chiamato Brown Sugar. Durante un loro concerto tra il pubblico vi è Paul Kossoff, chitarrista dei Black Cat Bones, una blues band, il quale rimane colpito dalla voce e dalla presenza di Rodgers e chiede di poter unirsi al gruppo in quella serata per fare una jam session. Scatta la scintilla. Kossoff convince Rodgers a formare una band, prendono a bordo Simon Kirke che già suonava con Koss e si mettono in cerca di un bassista. Con l’aiuto di Alexis Korner – uno dei padri del blues revival inglese degli anni sessanta – trovano Andy Fraser un 15 enne che era già nel giro di John Mayall, altro nome di spicco del british blues.
Il gruppo è formato da 4 adolescenti, ma ha una maturità già incredibile.
Il 19/04/1968 fanno il primo concerto a Londra in un pub a Battersea e da lì inizia una corsa vorticosa, ben presto si sparge la voce, nei circoli underground il nome del gruppo si fa sempre più conosciuto fino a che la Island Records li mette sotto contratto e gli fa aprire i concerti degli Who a fine 1968.
TONS OF SOBS (un sacco di soldi) esce nel marzo del 1969, disco di blues Rock al contempo feroce e pieno di testosterone e riflessivo. Purtroppo vende solo 20.000 copie in UK e non entra in classifica, mentre negli USA arriva appena al 197 posto. La Copertina non aiuta essendo piuttosto funerea.
FREE (il secondo album) esce nel ottobre del 1969, giusto sei mesi dopo il precedente. Il blues si fa meno formale, iniziano a trasparire tracce di songwriting più aperto. Le atmosfere sono più dilatate e suggestive. La partnership compositiva Rodgers-Fraser inizia a farsi interessante. Copertina creativa e sensuale. 22esimo in UK, 177 in USA, meglio ma ancora troppo poco, e siamo già al secondo disco.
FIRE AND WATER esce nel 1970, la copertina definisce il carattere del gruppo, potrebbe sembrare uno scatto da boy band, ma lo sguardo e le pose dei nostri 4 eroi non lasciano dubbi, sono 4 giovani uomini che non vogliono fare prigionieri. Il blues si stempera in un songwriting ormai maturo e influenzato dal primo disco del 1968 della Band, gruppo americano che per un periodo accompagnò Bob Dylan. All Right Now è scritta dopo un concerto non esattamente riuscito, la band rientra nel camerino, Fraser per tirare su il morale canticchia una frasetta improvvisata “All right Now, baby it’s All Right Now.” “Uhm”, si dicono lui e Rodgers, nei giorni seguenti ci lavorano sopra e nasce il successo Rock del 1970 All Right Now, il singolo arriva al secondo posto in UK e al 4° posto in USA e trascina l’album al 2° posto in UK e nella Top 20 americana.

Tim Tirelli School of Rock 04-04-2024 Free & Bad Co – Foto Stremmy Girl
Certo, il bell’Hard Rock di All Right Now e Mr Big (con l’assolo di basso suonato come fosse una tuba), ma anche la poetica maestosamente malinconica di Don’t Say You Love e I Wept. L’album Fire And Water è patrimonio dell’umanità.
(Chi volesse approfondire: https://timtirelli.com/2012/11/07/riletture-free-fire-and-water-island-records-1970-ttttt/ )
Il tempo scorre veloce, accenno brevemente al resto della storia
HIGHWAY esce a dicembre 1970, ma non duplica il successo di Fire and Water. La band è convinta di avere in mano un singolo degno successore di All Right Now, ma The Stealer singolo proprio è. Tuttavia l’album è pieno di gran belle canzoni. Ma le vendite crollano.
I Free si sciolgono, Paul Kossoff – da sempre indifeso verso le dipendenze – cade nel torbido giro della droga.
I membri dei Free fanno di tutto per salvarlo, ma pare non ci sia nulla da fare. Si rimettono insieme, ma il tour del 1972 mette in mostra un Paul Kossoff in grandi difficoltà sulla chitarra. Il suo tocco, la sua dinamica, i suoi fraseggi sono ingoiati da quella merda che è la roba pesante. Dopo Free At Last del 1972 Fraser, uno dei due leader, abbandona il gruppo, i Free tirano avanti fino al 1973, fanno uscire un altro buon album e poi chiudono la loro storia definitivamente. Fraser ha solo 19 anni quando lascia la band. Paul Kossoff prova con la carriera solista, un paio di album, confusi seppur a tratti niente male. Morirà durante un volo aereo tra Los Angeles e New York nel 1976, aveva 26 anni.
Giunge la seconda parte della serata, dedicata ai Bad Company
BAD COMPANY 40.000.000 di ALBUM WORLDWIDE (20 MLN solo in USA)
Durante un tour dei Free Rodgers conosce Mick Ralphs chitarrista del gruppo spalla, i Mott The Hoople. I due si trovano subito bene insieme. Rodgers inizia a vedere le crepe all’interno dei Free, Ralphs racconta a Paul la sua frustrazione, ha alcune canzoni rock già pronte che il cantante dei Mott The Hoople non vuole cantare. I due decidono di restare in contatto e collaborare in futuro.
Nel 1973, una volta finiti i Free, Rodgers contatta Ralphs e il gioco è fatto. I due si trovano, ascoltano le canzoni dell’uno e dell’altro già pronte e ne scrivono di nuove insieme. Simon Kirke di ritorno da un viaggio in Brasile si fa vivo e viene inserito nella band. Faranno 16 audizioni per trovare il bassista, alla fine arriva Boz Burrell (ex King Crimson).
Rodgers è risoluto nel volere un management coi fiocchi, troppi i problemi avuti nei Free. Contatta il mitologico Peter Grant, manager extraordinaire dei Led Zeppelin, che in quegli anni era il gruppo più di successo della musica Rock. Si danno appuntamento in un sala prove di un paesino della campagna inglese. Il gruppo vede che Grant è in ritardo, per non sprecare tempo prova ugualmente i pezzi pronti …Grant ancora non si vede, sono passate quasi due ore quando questi si presenti:. “Ero qui fuori ad ascoltarvi. Mi piacete. Qui la mano. Questa stretta vale come un contratto”.
Nel novembre del 1973 i Led Zeppelin tornarono ad affittare Headley Grange per iniziare le registrazioni del loro nuovo album. Headley Grange è un edifico del 1795 costruito nella campagna inglese per assistere i poveri, gli inferni e gli orfani. Curiosamente fu affittato la prima volta (dalla loro segretaria) nel 1971 per registrare in santa pace il famoso Led Zeppelin IV con l’ausilio del Rolling Stones Mobile Studio, un furgone pieno di attrezzatura parcheggiato fuori dall’edificio e collegato agli strumenti tramite lunghi cavi.
John Paul Jones polistrumentista dei LZ chiese a Peter Grant del tempo, perché non era più certo di volere vivere la vita spericolata di una Rock band, Grant posticipò le registrazioni dei LZ e offrì ai Bad Company la chance di registrare il loro album. La Bad Company pubblicò i suoi album in USA tramite la Swan Song, l’etichetta creata nel 1974 dai LZ e legata per la distribuzione alla Atlantic Records di New York.
BAD CO esce nel maggio del 1974 e, grazie ad un tour infinito e al sapiente lavoro di Peter Grant, diviene un album di enorme successo. N.3 in UK, N.1 in USA e in Canada. 5.000.000 di copie vendute nei soli Stati Uniti. Un trionfo. La copertina è iconica. CAN’T GET ENOUGH, una di quelle canzoni che l’ex cantante di Ralphs non voleva cantare, diventa un singolo di grande successo, N.5 nella TOP 100 dei singoli USA.
CAN’T GET ENOUGH
BAD COMPANY
STRAIGHT SHOOTER 1975
Dal 1974 al 1976 i Bad Company non si fermano un secondo, un album e un tour dietro l’altro, tre anni spesi sulla corsia di sorpasso. Straight Shooter è il loro secondo capitolo, uno dei tre più riuscito. Il primo era vibrante e schietto, questo pur mantenendo le stesse caratteristiche ha una produzione di maggior rilievo, quasi perfetta. Straight Shooter significa uomo schietto oppure uno che dice le cose come stanno ma vista la copertina anche colui che tira i dadi. Io scoprii i Bad Company con questo disco, Straight Shooter fa parte del mio DNA. Esce nel marzo del 1975, n.3 in UK e USA, 3.000.000 di copie solo in USA
GOOD LOVIN’ GONE BAD
FEEL LIKE MAKIN’ LOVE
SHOOTING STAR
WILD FIRE WOMAN
L’ora sta per finire, devo riassumere velocemente gli ultimi anni
RUN WITH THE PACK 1976
Esce nel gennaio del 1976, altro gran bell’album magari senza un singolo forte, ma davvero riuscito. L’album fu registrato in Francia utilizzando il Rolling Stones Mobile studio nel settembre 1975 con l’ingegnere Ron Nevison e mixato a Los Angeles da Eddie Kramer. Unico album dei Bad Company originali senza artwork di Hipgnosis, la copertina infatti è di Kosh. L’album raggiunse la quarta posizione nella classifica degli album del Regno Unito e la quinta nella Billboard 200 degli Stati Uniti. Solo negli Stati Uniti ha venduto un milione di copie.
Segue BURNIN SKY del 1977 album obliquo, arriva dopo i primi tre anni corsi a velocità folle. Il grande successo ritorna nel 1979 con DESOLATION ANGELS quinto album in studio del gruppo, pubblicato il 7 marzo 1979 . Il titolo dell’album deriva dall’omonimo romanzo del 1965 di Jack Kerouac. Il titolo era stato scelto quasi 10 anni prima per intitolare il secondo album dei Free, che alla fine fu chiamato semplicemente Free. Doppio disco di platino in USA. Il tour relativo fu lunghissimo e di grande, grande successo.
ROUGH DIAMONDS esce nel 1982, ma i tempi sono cambiati e il gruppo non è più lo stesso. Solo 26 esimo in USA.
Racconto in maniera telegrafica il resto:
A Rough Diamonds non seguì un tour e la band si sciolse.
Nel 1983 Paul Rodgers fece uscire un disco CUT LOOSE (dove tra l’altro suonava tutti gli strumenti). Dal 1984 al 1986 fu il cantante e co-leader dei THE FIRM con Jimmy Page, dopo di che seguirono altri progetti e altri dischi solista senza infamia e senza lode.
Su spinta dei discografici Il gruppo si rimette in pista con Brian Howe alla voce (1986–1994) … hard rock commerciale per pubblico statunitense di bocca buona, un paio di album di grande successo. Howe poi se ne va, entra Robert Hart (1994–1998). Ritorna Rodgers per sporadici concerti e tour con o senza Mick Ralphs.
Io li vidi finalmente Glasgow nell’autunno del 2016 e fu un momento memorabile per il ragazzino che ero.
Siamo già oltre le 19:30 meglio salutare e ringraziare per avermi sostenuto con calore, affetto e pazienza, dare appuntamento alla prossima edizione se si terrà, benedire nel nome del blues e ricordare che sebbene il loro corso possa a volte cambiare, i fiumi sempre raggiungono il mare.
Aggiungo il consueto teatrino finale con qualche variazione … perché anche stasera per alcuni secondi mi è sembrato di essere sul palco del … dunque la chiosa rimane la stessa, la canzone rimane la stessa… NNT goodbye!
Video “All Right Now” + “Don’t Say You Love me ” + finale – filmati da Stremmy Girl & Mar
Seguono abbracci, saluti e incoraggiamenti. Per festeggiare il buon successo anche di questa School Of Rock decido di fermarmi con un paio di groupie e con l’uomo di Belo Horizonte al Red Lion Bar & Grill, quasi come fossimo al Rainbow di Los Angeles.

Siuviu & Tim – Red Lion Bar & Grill – Mutina 04-04-2024

Mar & Stremmy at Red Lion Bar & Grill – Mutina 04-04-2024 – foto Tim T.
A casa verso mezzanotte, sistemazione dei gatti, doccia, la crema corpo come ogni metrosexual che si rispetti (Johnny Winter have mercy!) e a letto. Anche oggi ho fatto il mio porco lavoro, e adesso tra me e me posso dirlo … “New York, goodnight”.

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la School Of Rock sul blog:
Beautiful losers… unsung heroes
E come si stava quando non c’era internet? Ce ro ricordiamo, si stava bene lo stesso … anche in provincia
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Sì, Jackob, si stava bene, si stava insieme, si stava fuori, si stava uniti, si sognava…
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