BILLBOARD riporta alcune dichiarazioni che Peter Mensch (manager attuale di JIMMY PAGE) ha rilasciato a REDDIT, il social network di notizie che nel mondo anglosassone è molto seguito.
-“Jimmy Page è occupato nel cercare registrazioni inedite dei LZ per i futuri box set del gruppo. Ogni box set avrà la copertina originale. Nel progetto non è coinvolto Shepard Fairy (l’artista che ha creato l’artwork per CELEBRATION DAY). Alcuni di questi box set usciranno verso la fine dell’anno, ma il tempo è una cosa fungibile se messo in relazione con i LZ. Al momento nessun altro passo in avanti è stato fatto riguardante l’album solista di Jimmy Page.”
_”Si sta discutendo se rendere disponibile il catalogo dei LZ nei servizi on-demand.”
Quando c’è di mezzo JIMMY PAGE, le cose si allungano all’infinito, non c’è niente da fare.
I LED ZEPPELIN al Forum di Los Angeles 1977, l’apice dei loro latter days… il video è di MELTINGIGLOO, che su l’audio preso dal primo dei sei concerti fatti a LA nel 1977 ha abbinato quei pochi spezzoni video esistenti del tour in questione, incluso Seattle, Greensboro, Baton Rouge, Landover e altri ancora.
Come dice il mio amico BILL McCUE di NYC, presidente dell’esclusivo ed esoterico LZ club di cui faccio parte, “saturday afternoon and the sun is shining. Kinda. As good a reason as any to listen to The John Bonham Orchestra…”
Interessanti videoclip (almeno per una testadipiombo) che grazie al girato di un cineamatore e al corrispondente audiobootleg, ci mostra cosa accadeva realmente sul palco del Madison Square Garden (senza gli edit della versione ufficiale) nel luglio del 1973. Un plauso a LedZepfilm!
Ho passato questo weekend a togliere i cd dalle jewel case per inserirli nelle space saving sleeve. Sono arrivato alla lettera Z degli artisti internazionali. Adesso mi rimangono gli artisti italiani e quelli del reparto blues. Non ho più sleeve, domani farò un altro ordine. Poco fa guardavo con soddisfazione i ripiani vuoti degli gli scaffali…ho recuperato davvero un certo spazio, una volta finito potrei anche riuscire a portare giù dal sottotetto tutti i bootleg dei LZ. Mi metto a computer, vado sul blog (anzi diario) di Ross Halfin e scopro che lui e Page in questi giorni erano a NY e che sono andati alla festa di compleanno di PETER MENSCH, il manager attuale di Page. Il socio di MENSCH è CLIFF BURNSTEIN, di cui Ross Halfin fotografa la collezione di dischi…guardo la foto e più che JIMMY PAGE osservo gli scaffali eleganti in cui sono contenuti LP e cofanetti…guardo i miei e sospiro…sigh.
JP e la collezione di dischi di Cliff Burnstein – foto di Ross Halfin
Peter Mensch e Cliff Burnstein proprietari della Q PRIME
TITLE: Led Zeppelin “Peace And Love” Hiroshima, Prefectural Gymnasium, 27 settembre 1971
LABEL: Empress Valley Supreme Discs marzo 2013
TYPE: audience
SOUND QUALITY: TTT½
PERFORMANCE: TTTTT
BAND MOOD: TTTT
COLLECTION (for the zep fan): TTTT
COLLECTION (for the casual fan ): TT
Nuova versione di questo bootleg audience, stavolta però trattasi di upgrade notevole, a cura della EMPRESS VALLEY SUPREME DISCS. La versione che avevo fino ad oggi era quella intitolata ZINGI della TARANTURA, beh non c’è paragone. In questa il sibilo che contraddistingueva le precedenti edizioni è pressoché inesistente, e il sound è davvero migliorato di almeno un mezzo punto, se non di più. Resta comunque una fonte audience non proprio godibilissima, indigesta per il casual fan, ma comunque affrontabile da un qualunque zep fan che si rispetti. Il tour giapponese del 1971 è probabilmente uno dei due zenith dei LZ, ogni data è incredibile per potenza, aggressività, testosterone, gioia di vivere. Le esibizioni sono quanto di meglio il rock in senso stretto ha saputo offrire, basta accostarsi ai primi pezzi del concerto per accorgersi della cosa: l’assolo di HEARTBREAKER di PAGE è così elegantemente selvaggio da lasciare a bocca aperta, RP canta come non ho mai sentito fare nessun altro, e BONHAM…beh, bastano quelle piccole cose che prendono forma ad esempio al minuto 04,36 di SIBLY per farmi godere immensamente.
In WHOLE LOTTA LOVE il pubblico giapponese si lascia finalmente andare all’entusiasmo, cosa inevitabile vista la performance del pezzo. Già l’intro è deliziosa, il resto poi è leggenda; dopo le prime strofe e prima dell’assolo di PAGE spunta fuori più volte il riff discendente di IN THE LIGHT. Il rock and roll medley è riuscitissimo… la sola Be BOP A LULA riesce a farti capovolgere.
TITLE: Page & Plant “The Bootleg” Tokyo Budokan 13 febbraio 1996
LABEL: no label
TYPE: matrix (soundboard + audience mix)
SOUND QUALITY: TTTTT
PERFORMANCE: TTTT
BAND MOOD: TTT
COLLECTION: TTTT
Il progetto P&P negli anni novanta ci fece respirare aria piena di piombo zeppelin. Li vidi due volte a Milano, nel 1995 e nel 1998. Fu durante l’esibizione di SIBLY del 1995 che tra me e me dissi “Cazzo, i Led Zeppelin!”. Vedere Page in ottima forma suonare – insieme a Plant – quello che probabilmente è il mio pezzo preferito in assoluto, mi spostò per qualche istante in altre dimensioni e pensai che vedere i LZ doveva essere stata una cosa molto simile. Era la foga del momento, in realtà non fosse altro che per la sezione ritmica e per la mobilità del polso destro di Page, i LZ erano un’altra cosa. Ma è indubbio che i due portarono in giro un bello spettacolo. Il filmato del 1994, quello nato in origine come un nuovo episodio della serie unplugged di MTV, credo sia uno dei video più belli mai confezionati negli anni post settanta. L’album relativo non fa la stessa impressione, senza le immagini suggestive il tutto perde molto. L’album successivo, WALKING INTO CLARKSDALE fu invece una mezza delusione. Qualche buon pezzo, ma con Page prigioniero di Plant. Il biondo di birmingham si rifiutò di tornare in studio per scrivere e registrare qualche altra canzone, qualche altro pezzo più in linea con la fama dei due. Ci si dovette accontentare quindi di quello registrato sino ad allora, pezzuncoli di rock classico trasformati in rock pseudo alternativo.
In mezzo, un breve tour fatto nel 1996, ancora con la orchestra, ma senza Porl Thompson, quindi con il solo Page alla chitarra. Dal punto di vista di bootleg audio e video il tour è coperto benissimo, ci sono infatti in giro tutte le registrazioni audience (di ottima qualità), qualche soundboard eccellente, e addirittura qualche pro-shot video.
I due bootleg che recensisco ora sono il paziente lavoro di un fan che ha pensato bene di miscelare gli ottimi soundboard disponibili con le relative ottime registrazioni audience. Il risultato è riuscitissimo. L’audience regala un po’ di “ambiente” e sentimento ai sounboard che di solito sono un po’ secchi e “lontani” dal pubblico.
Negli anni novanta ascoltavo con piacere tutti i pezzi della tournée, gli arrangiamenti in acustico conditi con soluzioni arabeggianti e un po’ psichedeliche mi sembrava avessero il loro perché. Oggi riesco ad ascoltare solo la parte hard rock di questi concerti. Ciò non toglie che siano bootleg adatti anche al casual fan, vuoi per la qualità audio, che per la proposta originale.
Il tour fu famoso tra le teste-di-piombo come me per TEA FOR ONE, il lungo e sofferto blues in minore tratto da PRESENCE, mai presntato dal vivo con i LZ. Vero che TFO ricalca lo schema di SIBLY (entrambi blues in do minore, lenti e drammatici), ma sentirla dal vivo con il respiro maestoso dell’orchestra…beh, non è mica roba da poco.
TITLE: Page & Plant “Tea For One” Nagoya Century Hall 17 febbraio 1996
LABEL: no label
TYPE: matrix (soundboard + audience mix)
SOUND QUALITY: TTTTT
PERFORMANCE: TTTT
BAND MOOD: TTT
COLLECTION: TTTT
Poco da aggiungere a quanto ho scritto per TOKYO del 13 febbraio. Qui in più c’è CELEBRATION DAY con un’introduzione stramba, dove Page sembra perdersi. Anche qui prediligo la parte HARD ROCK (e blues), dunque HEARTBREAKER, CUSTARD PIE, TSRTS, TEA FOR ONE, DANCING DAYS, ROCK AND ROLL. L’orchestra comunque, in pezzi come THE RAIN SONG, da sepesso i brividi. Bootleg buono per tutti.
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