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L’HIGHWAY BLUES e il CHELSEA che vince la Champions

20 Mag

Seconda parte della settimana rotolata verso un black mood fastidioso (soprattutto per gli altri), amplificato dall’ascolto di THE LAMB LIES DOWN ON BROADWAY dei Genesis, disco, diciamocelo, noiosetto e pretenzioso.

Sabato mattina, diretto da Brian as usual. Mi ascolto SECONDS OUT sempre dei Genesis:

A Campogallo passo sul ponte  dell’autostrada, quella che conduce alle porte del cosmo che stanno su in Germania. Viene voglia di entrarci, di perdersi tra quelle corsie nel tiepido sole del mattino, raggiungere mete, far  scartare di lato la tua vita, trovare significati che si rincorrono dall’età in cui si è diventati uomini di blues (in pratica da quel freddo solstizio d’inverno di secoli fa…).

Invece prosegui, arrivi a Mutina. Alla LittleCross vedi un vecchio arabo che mendica al semaforo del grosso incrocio. Sono le 09,09, sono in ritardo di 9 minuti. Sento squillare per la seconda volta il telefono, è Brian che mi cerca, la suoneria collegata al suo numero non lascia dubbi…

Solite faccende a Ninetyland, un gruppo di turisti veneti davanti alla’Abbazia di Thelema, la colazione al K2, una salto da Lasìmo e Brian che mi diletta coi suoi interventi:

Te t’è come un fiòl per me!” (Tu sei come un figlio per me)….vorrei anche vedere.

“Te piaci alle donne, cadono ai tuoi piedi” …Fosse davvero così sarei tutte le domeniche allao stadio accanto a Bedi Moratti.

T’è propria un Tim” (Sei proprio un Tim)…???

Mi propina poi la sua poca simpatia per i tedeschi “Ierèn gnu chè a cumandèr, lor e i fasèsta, c’ag vegna un azidènt” (Erano venbuti a comandare, loro e i fascisti, che gli venga un accidente). Sintomatica questa la metamorfosi. Negli anni sessanta e settanta per lavoro finiva spesso ai lidi ferraresi, così volle imparare un po’ di tedesco per poter comunicare con i turisti tedeschi. Al mare in vacanza metteva insieme compagnie di decine di persone italiane e tedesche e alla sera si facevano feste leggendarie sulla spiaggia con lui come mattatore. Adesso con la malattia che lo imprigiona nelle nebbie e nei pantani, dalla pancia salgono i sentimenti più istintivi e dunque la poca simpatia per quell’esercito che per alcuni anni della sua adolescenza gli peggiorarono la vita.

Verso le 13 ritorno. Basta progressive, provo a vedere se l’hard rock che piace a me mi colora di tinte meno scure il morale, AEROSMITH dunque, un bootleg del 1982 a Chicago, con Jimmy Crespo e Rick Dufay alle chitarre:

Non so perchè ma ho sempre preferito Crespo e Dufay a Perry e Whitford. Boh, misteri.

Serata di Champions league. Non amo particolarmente nè gli inglesi nè i tedeschi, ma tengo per il Chelsea, senza tentennamenti. E il Chelsea vince, un po’ inaspettatamente…questo è davvero il bello del calcio.

Sospiro un po’ pensando che due anni fa a quest’ora ero a girare per Reggio con Dennis e col bandierone nerazzurro, mi asciugo gli occhi pensando a Josè…mi ricompongo e inizio a bisticciare con la groupie, poco convinta che STRAMACCIONI sia il secondo miglior allenatore del mondo. Ma tiene il Milan, che ne può sapere. Intanto prego il padre dei quattro venti che arrivi presto il due agosto…preliminari di Europa League. Non vedo l’ora. (sì, cioè…insomma…)

My Brian Hurts

18 Mag

La gestione del vecchio Brian si fa sempre più impegnativa, sabato mattina, domenica, giovedì a pranzo, qualche altro giorno quà e là…rimpallo come una pallina del biliardino tra Regium Lepidi, StoneCity e Mutina. Faccio la doccia a Brian, gli lavo i capelli, lo porto in giro, gli faccio da mangiare, gli lavo i piatti…mi scopro badante e mi sorprendo a far cose che mai avrei pensato di dover fare.

Mentre maledico i soldi che non ho per potermi permettere una badante vera e propria, mentre mastico a fatica i blues che nascono da questa situazione, mentre riscaldo in un tegamino le tagliatelle al ragù, mentre cuocio un paio di svizzere, mentre preparo il caffè e mentre sporco il lavandino e i fornelli come solo un uomo di blues può fare ripenso alle cose che ogni tanto sento dire a Brian, allora mi scappa un sorriso e adempio ai miei doveri da figlio con più piglio:

mentre gli ordino di vestirsi come voglio io e di mettersi quindi le calze fantasmino a cui non è abituato: “Andare senza calze è inumano“.

Mentre bisticciamo perché col caldo che fa potrebbe anche arrotolarsi le maniche della camicia: “Con le maniche della camicia non arrotolote e abbottonate fino in fondo è più scic

Mentre siamo a tavola e consumiamo il pranzo, con il tg di LA7 che commenta l’ennesima giornata nera delle borse “E con Milàn cum andòmmia, sommia a sero?” (E con la borsa di Milano come andiamo, siamo a zero?) (Lui che le borse non le ha mai sopportate).

Trafficando con la chiave mentre cerca di inserirla a fatica nella serratura “Dio scandiàn” (Dio Scandiano – imprecazione tipica di uan certa zona del reggiano…lui cattolico convinto).

Che ridere che mi fa il vecchio Brian.

LA PIACEVOLEZZA DELLE SERATE SOLITARIE NEL POSTO IN RIVA AL MONDO…(ascoltando i Genesis Live In Reggio Emilia 1973)

11 Mag

Ecco, uno passa una settimana un po’ così…spesa girando con un’ auto sostitutiva (Fiat Idea col cambio manuale). Uno poi pensa che il cambio automatico è una delle cose fondamentali della vita.  Più di una persona ha commentato che con quel tipo di cambio ci si annoia, che non c’è gusto, che ci si addormenta…uno capisce se si tratta della speed-queen, una che deve sentire il motore rombare ad ogni cambiamento di marcia, ma tutti gli altri? Non sanno quel che dicono.

Poi uno passa un martedì sotto i duri attacchi della dispepsia. Uno rimette quattro volte, una di queste mentre sta guidando ed è in tangenziale e non può fermarsi. Di solito quando capitano queste giornate, uno si rintana per 24 ore sul divano – senza toccare nè acqua nè cibo –  divorato da un senso di nausea nauseabondo e un mal di testa ai massimi livelli. Ma a uno può capitare di avere il martedì un incontro con un patronato per pratiche relative al vecchio Brian. Così uno – con sforzo immane – porta in porto la cosa e appena uscito dall’edificio rimette per la terza volta, assistito dalla solerte sorella. Uno poi si ferma a casa dal vecchio Brian, crolla sul divano fino a sera per poi, con molta sofferenza, ripartire, con la Fiat Idea tutta scassata, verso Borgo Massenzio. Uno poi arriva, non fa nemmeno in tempo ad aprire il portello del garage che rimette per la quarta ed ultima volta sotto gli occhi della gatta Raissa.

Uno passa un mercoledì al lavoro con ancora i postumi del dispepsia blues alle prese con faccende lavorative da sbrigare ad ogni modo.

Uno si accorge che arriva il giovedì, cerca di fare mente locale su quello che ha ascoltato nel corso della settimana nel lettore (lofi) della Fiat Idea e sul PC al lavoro…roba senza continuità…intuizioni rinfrescanti o schizofrenia?

BOB DYLAN con THE BAND…

Una compilation progressive della Rhino dove uno non può fare a meno di accorgersi che la canzone n.2 non è quella riportata sulla copertina ma un’altra (AND YOU AND I), mica un errore da poco, e dire che è un boxset della Rhino…

FIRST STEP dei FACES…

e il LIVE FROM LOS ANGELS del 1967 della BIG BAND di OLIVER NELSON…

Uno poi alla mezza di quel giovedì corre da Brian. Arriva alle 13 passate, apparecchia la tavola e prepara il pranzo per se stesso e per il vecchio: tagliatelle asciutte preconfezionate, le immancabili svizzere, una insalata, banane, yogurt magro, sughi d’uva (fatti in casa dalla Lucy) e per finire caffè, corretto per Brian. Uno poi saluta Brian, si ferma a Mutina dal commercialista e si rimette in tangenziale verso Stonecity. Gradi 28. Uno accende l’aria condizionata della Fiat Idea. Uno poi si ritroverà verso sera col mal di gola e col torcicollo. Finalmente verso sera uno riceve la telefonata della autofficina, i pezzi sono arrivati, finalmente la blues mobile è pronta. Così, uno arriva finalmente nel posto in riva al mondo. Ma è uno di quei giovedì che la bassista preferita ha le prove con i Wild Turkeys. Così uno cena in fretta e verso le 21 si ritrova solo.

Vediamo un po’…è una di quelle sere che anche su SKY sembra non ci sia nulla…così un’oretta di chitarra, venti minuti di ginnastica, sistemazione degli archivi musicali e ascolto del bootleg dei GENESIS live in Reggio Emila il 20 gennaio del 1973. Oh Josè, la piacevolezza di questo tipo di serate nel posto in riva al mondo mi arriva all’improvviso così…io immerso nella campagna, solo, ad ascoltare ad un discreto volume i GENESIS dal vivo a pochi km da qui 39 anni fa, senza paura di disturbare nessuno…

…fare la doccia verso mezzanotte, girare in accappatoio accompagnando col corpo gli stacchi musicali di THE MUSICAL BOX, sistemare i cd che avevo lasciato sul lettore dello stereo, contare quanti bootleg dei Genesis ho…(16, uhm, mica male calcolando che mi interessano solo quelli fino al 1978 e che del tour di THE LAMB non voglio nulla)…è in semplici serate così che per qualche momento scordo le mille paturnie blues che sempre mi irretiscono l’animo…thank you, place on the edge of the world…

Play me my song.
Here it comes again.
Play me my song.
Here it comes again.

ESTRAZIONE DEI BLUES

4 Mag

Martedì sera CHANGELING film del 2008 di CLINT EASTWOOD, film che non avevo visto e che mi è piaciuto moltissimo. Sempre grande, Clint.

Mercoledì mattina appena messo in macchina urto contro il new jersey in uno dei rari momenti in cui in macchina vado un po’ forte…discendo un cavalcavia, imbocco una rotonda sfiorando il cordolo, mentre ne esco sfioro il new jersey come faccio tutte le mattine, ma questa volta non mi accorgo che uno dei blocchi sporge di due / tre centimetri e  gomma e cerchione entrano in contatto contro il duro cemento. Forte botta, discreta sbandata, madonna sparata nell’alto dei cieli. Il gommista mi cambia la gomma, me ne mette una di scarto e mi da appuntamento a venerdì per la nuova Michelin che ordinerà. Passo in officina, probabilmente cuscinetto andato e speriamo null’altro. Ci passerò il prossimo lunedì perché non hanno auto sostitutive. Un bel mercoledì da peoni. In macchina non riesco ad ascoltare nulla, sembra che niente mi attiri. Chiaro, visto che nella vita devono comunque capitarti dei fastidi, meglio che siano di questa portata…però che due palle…proprio in questo periodo di vacche magrissime (ma ‘sta crisi, finirà un giorno prima o poi? O per il resto della mia esistenza dovrò averci a che fare?).

Giovedì sera dal dentista estrazione di un dente. Erano lustri che non me ne toglievano uno. Me lo suddividono in tre parti, e lo estraggono in tre volte, mentre io mi tengo stretto alla poltrona su cui sono sdraiato. Non è una sensazione piacevole così tengo occupata la mente pensando a: l’Eremita col cappuccio bianco che fa volteggiare la spada colorata, Paul Rodgers così pieno di testosterone che gli cresce la barba nel breve volgere di un concerto, Peta Wilson che è sempre una gran figa, Diego Milito che vìola due volte la porta del Bayern nella finale di Madrid di due anni fa.

(Peta Wilson)

Mentre ritorno, mi ascolto gli ARMAGEDDON…

Al tepore delle melodie intorpidite di SILVER TIGHDROPE penso che non sarebbe male se fosse altrettanto fattibile estrarre i blues.Vai dal bluesista e gli dici:

“Dottore, ho l’Utah Blues che mi da da fare, me lo può estrarre?”

Lui ti sistema la tenaglia a ventosa sul costato, lì appena sotto la macchia del peccato originale, aziona il macchinario e dal tuo petto glabro (o villoso se ti chiami Paul Rodgers) viene risucchiato l’Utah Blues, oppure il blues del Madison Square Garden, oppure quello dell’Heartbreak Hotel…insomma quello che preferisci. Spendi 150 euro a colpo, ma ti sistemi per un po’.

Però, però il bluesista non esiste quindi meglio farci la mano ad avere i cani dell’inferno alle calcagna…

Con Picca a commentare i 5 video dei FIRM

28 Apr

Sulle ali del blues dell’extraterrestre, per una fortunata coincidenza (o meglio, per uno di quei segni blues che ci capitano ogni tanto nella vita) i pianeti si allineano e mi ritrovo in un cinegiappo a Regium Lepidi ieri sera in compagnia di Picca. Due uomini di blues che prelevano piatti dal buffett cine-asiatico-internazionale-emiliano confusi in mezzo a compagnia di ragazzine, di ragazzotte, di signorotte. Ripenso al fatto che con Picca ho un sacco di affinità elettive: la musica rock, l’Inter, l’illuminismo, l’aver suonato alla prima edizione di Modena Rock nel 1981, la chitarra, lo scrivere canzoni, l’appartenere alla stessa generazione, l’aver avuto a che fare nella maturità giovanile con album tipo CUT LOOSE di Paul Rodgers e il primo dei FIRM, l’aver battuto sentieri (con più o meno pietre su di essi) più o meno uguali.

Trovo molto appagante uscire con qualcuno con cui posso parlare di musica senza la paura di stancare o di apparire monotematico. E’ la cosa che più ci interessa. Dopo circa un’oretta di chiacchiere rock fitte fitte tra rane fritte, spaghetti di riso e sushi ci trasferiamo nel posto in riva al mondo. Arriviamo, la bassista preferita sta ripassando i pezzi della scaletta…TRAIN KEPT A-ROLLIN. Beviamo qualcosa, il discorso cade sulle vecchie glorie degli anni settanta alle prese con i video anni ottanta. Il loro approccio, il loro disperato inconscio tentativo di stare al passo coi tempi e con MTV. Iniziamo a ridere… il primo a prenderci sotto è Robert con il video di IN THE MOOD…ragazzi neri che ballando la breakdance, ROBBIE BLUNT in tuta, Robert con la maglietta senza maniche, Robert con in mano un limone…come direbbero Balbontin e Ceccon “quanto ridere”.

Il discorso scivola sui FIRM, sui loro cinque video…tre dei quali Picca non aveva mai visto.  Io naturalmente ho il DVD di FIVE FROM FIRM, la videocassetta ufficiale uscita negli USA negli anni ottanta. Un mio contatto americano ha riversato con cura la VHS su DVD.

Si ride di gusto nel vedere PAUL RODGERS vestito alla Spaundau Ballet nel video ALL THE KING’S HORSES con una pettinatura anni ottanta e sempre nello stesso video guardare i “modellini” usati dal regista per evocare un villaggio giapponese del passato. Ci immaginiamo un dirigente della Atlantic dire a Page di indossare la doppio manico nel girare il primissimo video della band, RADIOACTIVE. Ce li vediamo volentieri, un po’ perché ci riportano indietro di 25 e passa anni, un po’ perché Page era comunque figo, un po’ perché SATISFACTION GUARANTEED ci è sempre piaciuta molto e il relativo video anche. Picca si mette a cantarne il testo parola per parola…oh, credo sia l’unico italiano a saperlo (oltre a me).

Su youtube mancano i video ufficiali di TEAR DOWN THE WALL e LIVE IN PEACE, ma questi tre qui sotto possono bastare per rendere l’idea.

Finiamo poi per guardarci il DVD bootleg dell’ARMS a San Francisco il 2 dicembre del 1980. Picca è forse l’unico con cui posso farlo. Chiunque altro si scandalizzerebbe riguardo il bassissimo livello di performance chitarristica di Page, Picca no, lui conosce bene il personaggio, conosce la storia, ne approfitta anzi per studiare di nuovo la cosa. Ci divertiamo un mondo comunque nel contemplare la aristocrazia rock inglese degli anni settanta aggirarsi sperduta nei primi anni ottanta. La maglietta di Joe Cocker poi è il pezzo forte…attillata infilata dentro ai pantaloni, lo rende ancora più buffo.

Della data in questione, quella del 2, su youtube non sembra esserci altro:

Chiudiamo la serata dedicata ai video strambi, con HEALING HANDS di Andy Fraser, dove lo storico bassista dei miei adorati FREE mette a nudo la sua nuova identità gay davanti alla moglie e alle figlie. Video da due soldi, canzone bruttina, figura imbarazzante …lui palestrato, col trapianto in testa a rincorerrere disperatamente la giovinezza…

 E’ l’una e venti, un abbraccio e Picca si infila nella notte nera Mutina bound. Nell’autoradio JJ CALE.

PS: nel cercare su youtube le cose dei Firm mi imbatto in alcuni video che avevo dimenticato: quelli della tribute band dei FIRM, gruppo guidato da Jimmy Sakurai, quel matto e incredibile chitarrista giapponese che suona e impersonifica Jimmy Page soprattutto con i MR JIMMY. Un tribute band dei Firm…di gente matta ce n’è.

L’extraterrestre che mi porta via blues

27 Apr

La settimana comincia con TRESPASS, album di gran valore dei GENESIS. Mentre in macchina di prima mattina attraverso le campagne che mi portano a Scandillius per lavoro, mio chiedo se sia davvero WIND AND WUTHERING il mio album preferito dei GENESIS, perché ogni volta che sento TRESPASS mi meraviglio di quanto sia bello.

Come previsto, arriva il pacchetto da Amazon.it. La settimana comincia bene. Manca un cofanetto … arriverà nei prossimo giorni. Rispetto al passato ho cambiato metodo, invece che fare un ordine grosso ogni due o tre mesi, ne faccio diversi di modiche quantità…comunque sono sempre 86 euro. Dovrei contenermi  ma il fatto è che non posso farne a meno, mi sono essenziali per andare a vanti.

Sia lunedì che martedì vado da Brian a fargli da mangiare. Prima di lasciarlo vuole darmi un bacio e mi dice che sono il suo mito. Non facile avere a che fare con tutto questo sentimentalismo. Evidentemente mi ammorbidisco anche io perché in macchina mentre torno in ufficio mi sento DRUPI…

Solo un momento di nostalgia, perché poi tolgo DRUPI e infilo nel lettore il bootleg dei VAN HALEN “ON FIRE IN FRESNO” del 1979.

La sera mi godo il CHELSEA che elimina il BARCELLONA nella prima semifinale di Champions League. Anche gli inglesi si ritrovano in 10 contro i campioni dell’anticalcio, proprio come l’Inter due anni fa. La squadra di Di Matteo resiste e alla fine porta addirittura a casa un 2 a 2, MERITATISSIMO.

25 Aprile passato in tranquillità. Un pensiero alla Resistenza, ai Partigiani, alla Liberazione, un crogiolarsi al sole nel posto in riva al mondo, guardare l’Inter che finalmente vince e convince, vedere il Milan che vince a fatica col Genoa. Alla sera  assisto un po’ stupefatto alla bella vittoria del Bayern sul Real di Mou nell’ultima semifinale di Champions League. A tal proposito un paio di amici mi inviano sms indicativi su quanto siamo ancora tutti legati a nostro signore Josè:

Mario C: “Sono teso come quando gioca L’Inter”

Picca “E’ giusto così. Se vuole la ciampionz torni ad Appiano”.

Bella giornata di calcio, per fortuna la groupie è comprensiva e non rompe il cazzo a riguardo.

Giovedì al lavoro è una giornata tranquilla, ho Brian in ufficio con me. Gira per l’ufficio, va in balcone, si sorprende anche delle cose più banali e spesso non riesce a trattenersi e parla, parla, parla. Cerco di lavorare, inserisco il risponditore automatico (“Sì, Brian, proprio così”), e mi faccio cullare dagli AGITATION FREE e dal loro sofisticato krautrock:

Venerdì mattina, esame del sangue in un laboratorio privato a Regium Lepidi. Ho sempre un sentimento strano quando giro da solo per Regium, città della mia stirpe che però io vivo da forestiero. Non so muovermi come vorrei…essendo nato a Ninetyland è Mutina che considero la mia città. E’ un pensiero sciocco, Mutina e Regium sono in pratica la stessa cosa, una sola città attraversata dal Secchia River, ma io coi pensieri sciocchi ci vado a nozze. Nel bar lì di fronte, un caffè macchiato, un krafen, una occhiata alla Gazza…resterà Stramaccioni? Esco e mi prende il blues dell’extraterrestre. Sto ascoltando FINARDI in questi giorni così alzo lo sguardo al di sopra dello skyscraper di Regium per vedere se arriva l’extraterrestre a portarmi via, su una stella che sia tutta mia. Il pensiero poi vola da Polbi, in questi giorni dovrebbe essere in giro tra Chicago e New York…magari lui sta cercando l’extraterrestre affinché lo porti via perché vuole tornare indietro a casa sua.

(Regium Skyscraper – foto di TT)

Sulla Emily Road in direzione Stonecity mi lascio suggestionare da questa cosa dell’extraterrestre, e mi chiedo se potevamo fare qualcosa in più per non finire a fare la fila per tre, risponder sempre di sì e comportarci da persone civili. Questo al di là della faccenda del rock, perché sì ci sarebbe piaciuto, avremmo dovuto vivere di musica ma  forse bisognava rischiare di più per trovare una altra via. Ammesso e non concesso che fossimo musicisti, autori, figure degne di farcela (ma a vedere e sentire quanto c’è in giro direi proprio di sì), una volta che questo non si avvera, perché raccoglierci in posizione fetale nel grembo della grande madre del blues? Perché compiangerci, fare la parte degli incompresi, vestire i panni un po’ poetici del loser solitaro con il turbinio nell’anima? Non era meglio cambiare direzione? Perché insistere fino a sfiorire, per una cosa poi, il Rock, che forse non esiste nemmeno, una cosa che probabilmente è solo frutto della nostra fantasia?

Era possibile giocarci la vita in modo diverso? Toccare con mano i punti cardinali della nostra anima…Helena  (Arkansas), Heston (Inghilterra), le montagne dello Utah, Rosario (Argentina), Setùbal (Portogallo)? Era possibile evitare di guardare sempre gli stessi orizzonti, di avere la vita cadenzata da orari e impegni quotidiani? Era possibile trovare il passaggio a nord ovest che ci portasse nei sentieri poco battuti del nostro animo? E se fosse possibile, saremmo in grado di abbandonare le nostre sicurezze (l’abbonamento a Sky, gli ordini su Amazon, il trovarsi alle feste dell’Unità con i confratelli della Congregazione degli Iilluminati del Blues?).

E’ con questo traffico nel cuore che apro la porta dell’ufficio. Avrei bisogno di un Southern Comfort…o di sentire Picca…

(Viandante Sul Mare Di Nebbia – Friedrich)

I FIRM in mente di prima mattina e I want to ride my bicycle bicycle bicycle…

22 Apr

Ecco, uno si alza in una domenica mattina ventosa e piena di sole, e la prima che gli viene in mente è mettere su i FIRM. Ancora scarruffato ti metti davanti agli scaffali dei cd, tiri fuori il primo dei FIRM, lo metti nel lettore e programmi in successione TOGETHER, YOU’VE LOST THAT LOVIN’ FEELIN e MIDNIGHT MOONLIGHT. La mattina ti diventa subito più confortevole, prepari la colazione con maggior impegno mentre il basso fretless di TONY FRANKLIN ti suggestiona l’animo…

L’umore non è che sia dei migliori in questi giorni, ma ti basta pensare alla enculada che si è preso il Barca ieri sera grazie ad un splendido REAL MADRID, che ti senti più ben disposto del previsto. Che gusto ragazzi, i pupazzi blaugrana esaltati da tutti che per me sono il simbolo dell’anticalcio con tutti quei passaggini da fighette, sbriciolati in casa propria dalla maschia maestria dei guerrieri di JOSE’ MOURINHO. Che bella partita, che belle emozioni. In una annata così misera per l’INTER, non posso che rivolgermi al REAL MADRID (e al MANCHESTER CITY).

Ore 10,15, scatta la bicycle race. E’ ora di rimettere in forma Tim Tirelli o cercare perlomeno  di spostare un po’ l’Utah blues. Gonfiaggio bici, cappellino della Yamaha (courtesy of Lasaàurit) e si parte. Mi accompagna la groupie, naturalmente lei ha una bici da corsa professionale…ah, per lei ogni cosa della vita è una corsa, è proprio una speedqueen.

In tutto non faremo più di 10 km, ma è già tanto dopo un inverno passato senza allenamento. L’acido lattico si fa sentire subito, in alcuni momenti devo addirittura fermarmi, ma pian piano mi metto in moto e riesco a reggere. Mi infilo così in piccole country roads che un’oretta dopo mi portano a casa, cercando di evitare le gypsy roads, non si sa mai.

Mi fermo un momento a rendere omaggio a ET, un partigiano morto a ventanni,  a cui il comune di Regium ha dedicato una via. Mi chiedo come sia stata la sua breve vita. 

(Emore Tirelli we salute you – foto di LST)

Mentre torno verso la domus saurea penso a Polbi, mi dice che fa freddo là a Detroit.

Sul divano, mi guardo Fiorentina – Inter. Non un granché, tempo perso. Non vedo l’ora che questa stagione finisca, nella speranza che la prossima sia molto diversa. Pomeriggio neutro di domenica, penso al blog e alla comunità che gli si è formata intorno. 400/500 persone che ogni giorno si sintonizzano sulla Tim Tirelli ‘s radioblues. Domani è lunedì, vado al lavoro volentieri….mi deve arrivare un pacchetto da Amazon.it. Meno male.

Una settimana qualunque in cui farsi domande del tipo “ma alla fine a me piace il rock and roll?”

21 Apr

Una della scorse mattine ero in uno studio fotografico, uno di quelli che frequento per lavoro, uno di quelli dove vengono ricreate ambientazioni da fotografare ad uso promozionale. Sono in ottimi rapporti con i titolari, uno di quali ha visto i LZ al Vigorelli di Milano il 5 luglio del 1971, posso quindi muovermi più o meno liberamente. Stavo aspettando che finissero di prepararmi una cosa. Mi perdo tra i tre grandi capannoni…gente che sta lavorando, telefoni che squillano, stylist che arrivano da Milano per seguire determinati scatti, insomma piena attività mattutina.

(Bighellonando nello studio fotografico – foto di TT)

Eppure tutto questo darsi da fare sembra che non mi tocchi, ho sempre in mente il rock…mi faccio domande…ma alla fine a me piace il rock and roll (quello di cui parla spesso Polbi)? Riuscirò mai a vedere i BLUE ÖYSTER CULT? Sarò in grado dal punto di vista delle energie e dei baiocchi di portare in studio il gruppo è registrare un nuovo album tutto nostro? Perché gli album per me fondamentali sono cose tipo la colonna sonora di SCREAM FOR HELP di John Paul Jones? “Ecco Tim, qui c’è la roba. Salutami la Kerla.”. Risalgo in macchina, Stonecity bound.

Grazie agli sconvolgimenti che questa cazzo di crisi economica (che non finisce mai) sta portando, Jaypee ora lavora a Furmèzen, a un tiro di schioppo da Stonecity. Venerdì ci vediamo a pranzo. Mentre lo aspetto penso al significato del nome del paese, viene da “Fossa D’acqua” “Posto d’acqua”…insomma Brooklyin. Stavolta io e Jaypee andiamo in un ristorante un po’ sfortunello, non è neanche blues, perché del blues non ha l’ innata semplice eleganza, ma per un venerdì qualunque va bene anche THE CUPID. Scaloppa al limone per me, pizza golosa senza spinaci per lui. Parliamo della sua entrata negli STICKY FINGERS, dei blues che ci attanagliano, delle groupie, di CD.

(Livin’ Lovin’ Jaypee – Foto TT)

Anche questa settimana ormai è andata, tra il lavoro, sms di Polbi (“Invece di preparare la valigia -ritorna a Detroit il Michigan boy- sto entrando in una crisi da identità musicale“), graditi scambi di email con Giancarlino Trombetti, prove con la Cattiva (oh, abbiamo messo sotto anche FROM THE BEGINNING degli ELP), visite mediche e il solito venticello portato dall’Utah Blues.

Ed’è già sabato. Dopo tanti giorni di pioggia splende un bel sole sull’Emilia. Mentre vado da Brian mi sento il mio album dei GENESIS preferito: WIND AND WUTHERING, 2007 remaster.

Brian è carico, ma io non lo sono, così cerco di portare casa un qualsiasi  risultato utile. Ninetyland, K2, Minibar e poi di nuovo da lui. Verso mezzogiorno gli scaldo due tortelloni e gli preparo il pranzo. Dopo poco me ne vado.

Sono all ‘OSTERIOLA, supero una Megane di due storditi che vanno piano, la strada però si restringe e il posteriore della bluesmobile tocca appena la parte anteriore della loro macchina. Non sono certo sia colpa mia, ma stavo ascoltando SPECTRES dei BLUE ÖYSTER CULT ed ero perso in altri mondi. Scendiamo: discreti graffi sulla mia e sulla loro. Faccio per prendere il foglio di constatazione amichevole, uno dei due ha una faccia e una espressione tristissima, è un meridionale con l’atteggiamento di uno che subisce sempre sconfitte. Mi fa capire che possiamo metterci d’accordo anche senza le assicurazioni. “Faccia lei” mi dice, ma vuole dai cento euro in su, si vede benissimo. Nemmeno io ho voglia di impicci, passo al tu “Senti, se ti va bene ti sgancio 50 euro, altrimenti facciamo la constatazione amichevole. ” Accetta i 50. Meglio così, un sabato tutto sommato tranquillo e col sole deve rimanere tale. Mentre torno a Borgo Massenzio faccio il conto di quanti cofanettini ORIGINAL ALBUM CLASSICS potevo prendermi con quei 50 euro.

Bah, meglio non pensarci. Fermo DEATH VALLEY NIGHT e riparto da capo…”Go Go Godzilla!”

La alternate version di Christie di John Paul Jones e la domenica con Brian

16 Apr

Una della cose salienti di questi ultimi giorni della settimana è stata la scoperta su Youtube della alternate version di CHRISTIE, pezzo che appare nella colonna sonora del (pessimo) film di Michale Winner SCREAM FOR HELP del 1985. Colonna sonora a cura di John Paul Jones. Versione con la orchestra, mai sentita prima

E se questa è stata una delle cose salienti, la settimana deve essere stata davvero miserella. Da queste cose mi accorgo di essere davvero un fan – in senso stretto – dei Led Zeppelin. A chi altro potrebbe interessare una cosetta simile? Mah, povero Tim Tirelli.

In questi giorni ho provato a riavvicinarmi ai BLACK COUNTRY COMMUNION tramite il loro ultimo doppio album dal vivo. Niente da fare, proprio non mi piacciono. A parte il cantato di Glenn Hughes che proprio non mi va giù, pezzi mediocri e un manto di stanchezza sopra tutto. Jason Bonham poi mi sembra più legnoso del solito. Forse sarà perché mi sono guardato ultimamente qualche pezzo del bluray bootleg dei LZ a Knewborth 04-08-1978 e in certe inquadrature si vede bene il movimento del polso di John Bonham…che dinamica, che swing.

A parte il remaster di AMERICAN FOOL di John Cougar, buona parte della seconda parte della settimana è passata ascoltando il nuovo cofanettino degli UFO che recensirò a breve.

Questo in macchina, perché alla domus saurea son giorni che non si ascolta altro che gli YES. La bassista preferita sta leggendo la biografia del gruppo e le è di nuovo scoppiato il buraccione. Ci batibecchiamo un po’ perché per lei adesso c’è solo Rick Wakeman, ma si sa, nella casa dove vivo io si può venerare un solo tastierista…KEITH EMERSON, e chi altri. (Mentre ne scrivevo il nome mi sono alzato in piedi, come siamo soliti fare io, Paolino Lisoni e Picca).

Venerdì sera arrivo nel posto in riva al mondo e vedo un fuggi fuggi di lepri e di fagiani…la groupie stava ascoltandosi STARSHIP TROUPER a volume 10. Tra gli UFO a volume 21 nel mio car stereo e gli Yes a canna nell’impianto Hifi mi chiedo cosa possano pensare i vicini delle case lì intorno.

Domenica mattina mi reco dal vecchio Brian. Prima di partire mi accorgo che il computer ha dei problemi fastidiosi. Chiamo Lasàurit che inizia a guardarci. Per un’oretta ci lavora sopra, disinstalla e installa software, cerca in internet la soluzioni, la lascio che è a testa bassa sul mio PC. Preparo il pranzo per me e per Brian. Oltre alle due immancabili svizzere con insalata decido di scaldargli anche due tortelloni, quelli in versione preconfezionata. Mi accorgo di non sapere come fare. Nel forno forse? Chiamo mia sorella. Ah, già, in un tegamino 5 minuti sul fuoco. Se sono rimbambito!

Nel tardo pomeriggio riparto, sotto un acquazzone che per qualche minuto si trasforma in grandine. Phil Mogg e Paul Chapman mi sferragliano nelle orecchie.

(Pouring rain in Mutina – foto di TT)

Brian mi chiama per assicurarsi che sia arrivato e  prima di salutarmi mi dice “Lo sai eh Tim che ti voglio tanto bene? Ciao piròn”. Mi fa ancora un po’ effetto tutto questo affetto, questa piega che sta prendendo il nostro rapporto. Brian si affida sempre di più a me. Entro in casa e Lasàurit è ancora sul computer, dopo circa un’ora volta il palmo della mano destra verso l’alto, piega l’indice ripetutamente per farmi intendere di andare da lei: ha risolto tutto. E’ un piccolo genio. Inizio a chiamarla Margherita Hacker.

Due chiacchiere telefoniche con Polbino a proposito del blog e del ritorno negli States che farà a fine settimana. Happy trails, Michigan boy.

Su Sky danno IL VECCHIO CHE LEGGEVA ROMANZI D’AMORE, tratto dal primo romanzo di Sepulveda, me lo guardo con piacere.

Mezzanotte passata, mi ascolto il STEVE HOWE SOLO da SYMPHONIC LIVE e vado a dormire (demone delle notti senza sonno permettendo). New York, goodnight.

JIMMY PAGE “Lucifer Rising” (2012 Jimmy Page.com)

12 Apr

La postina suona: “C’è da firmare“.

Scendo, firmo e prendo il pacco.

Trattasi della nuova versione di LUCIFER RISING in vinile comprata sul sito di Page.

Me la rigiro tra le mani per un minuto, poi la ripongo nella borsa.

Mi chiedo cosa compro a fare queste cose se poi non le apro nemmeno.

Dovrò decidermi ad acquistare una nuovo giradischi.

(l’album di Lucifer Rising 2012 – foto di TT)

Va beh, finisco la pausa pranzo e torno a lavorare. Viva Jimmy Poige, Viva l’Inter, Viva le colonne sonore demoniache.

(Photo by Ross Halfin)