Seconda parte della settimana rotolata verso un black mood fastidioso (soprattutto per gli altri), amplificato dall’ascolto di THE LAMB LIES DOWN ON BROADWAY dei Genesis, disco, diciamocelo, noiosetto e pretenzioso.
Sabato mattina, diretto da Brian as usual. Mi ascolto SECONDS OUT sempre dei Genesis:
A Campogallo passo sul ponte dell’autostrada, quella che conduce alle porte del cosmo che stanno su in Germania. Viene voglia di entrarci, di perdersi tra quelle corsie nel tiepido sole del mattino, raggiungere mete, far scartare di lato la tua vita, trovare significati che si rincorrono dall’età in cui si è diventati uomini di blues (in pratica da quel freddo solstizio d’inverno di secoli fa…).
Invece prosegui, arrivi a Mutina. Alla LittleCross vedi un vecchio arabo che mendica al semaforo del grosso incrocio. Sono le 09,09, sono in ritardo di 9 minuti. Sento squillare per la seconda volta il telefono, è Brian che mi cerca, la suoneria collegata al suo numero non lascia dubbi…
Solite faccende a Ninetyland, un gruppo di turisti veneti davanti alla’Abbazia di Thelema, la colazione al K2, una salto da Lasìmo e Brian che mi diletta coi suoi interventi:
“Te t’è come un fiòl per me!” (Tu sei come un figlio per me)….vorrei anche vedere.
“Te piaci alle donne, cadono ai tuoi piedi” …Fosse davvero così sarei tutte le domeniche allao stadio accanto a Bedi Moratti.
“T’è propria un Tim” (Sei proprio un Tim)…???
Mi propina poi la sua poca simpatia per i tedeschi “Ierèn gnu chè a cumandèr, lor e i fasèsta, c’ag vegna un azidènt” (Erano venbuti a comandare, loro e i fascisti, che gli venga un accidente). Sintomatica questa la metamorfosi. Negli anni sessanta e settanta per lavoro finiva spesso ai lidi ferraresi, così volle imparare un po’ di tedesco per poter comunicare con i turisti tedeschi. Al mare in vacanza metteva insieme compagnie di decine di persone italiane e tedesche e alla sera si facevano feste leggendarie sulla spiaggia con lui come mattatore. Adesso con la malattia che lo imprigiona nelle nebbie e nei pantani, dalla pancia salgono i sentimenti più istintivi e dunque la poca simpatia per quell’esercito che per alcuni anni della sua adolescenza gli peggiorarono la vita.
Verso le 13 ritorno. Basta progressive, provo a vedere se l’hard rock che piace a me mi colora di tinte meno scure il morale, AEROSMITH dunque, un bootleg del 1982 a Chicago, con Jimmy Crespo e Rick Dufay alle chitarre:
Non so perchè ma ho sempre preferito Crespo e Dufay a Perry e Whitford. Boh, misteri.
Serata di Champions league. Non amo particolarmente nè gli inglesi nè i tedeschi, ma tengo per il Chelsea, senza tentennamenti. E il Chelsea vince, un po’ inaspettatamente…questo è davvero il bello del calcio.
Sospiro un po’ pensando che due anni fa a quest’ora ero a girare per Reggio con Dennis e col bandierone nerazzurro, mi asciugo gli occhi pensando a Josè…mi ricompongo e inizio a bisticciare con la groupie, poco convinta che STRAMACCIONI sia il secondo miglior allenatore del mondo. Ma tiene il Milan, che ne può sapere. Intanto prego il padre dei quattro venti che arrivi presto il due agosto…preliminari di Europa League. Non vedo l’ora. (sì, cioè…insomma…)














































Commenti recenti