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AVVENTURA, SALTY DOG & SATISFACTION GUARANTEED: la confraternita del blues is back in town

28 Ago

La assemblea della C0ngregazione degli Illuminati del Blues di fine estate si tiene alla FestaReggio e anche quest’anno ci troviamo intorno alle venti davanti al ristorante del pesce ADRIATICO. Luogo proletario e perfetto per chi vuole agire indisturbato. Arriviamo alla spicciolata dai 4 punti cardinali: io da solem orientem (sole nascente, Est), Riff da solem occidentem (sole morente, Ovest), Jaypee e Sutus da meridiem (mezzogiorno, l’ora in cui il  sole si trova a Sud) e Picca e Liso da Septem triones (sette tori da traino, ovvero le sette stelle che formano la costellazione dell’orsa maggiore, che indica il Nord ai navigatori).

Fra la gente che arriva e che va, ci mettiamo in circolo ed espletiamo il rito dell’incontro: Magister Timoteus (io) si pone al centro di un pentacolo immaginario ma ben chiaro nella nostra mente,  gli altri cinque intorno a indicare le punte della stella. Magister inizia il lento salmodiare “Mystery surrounds me, and I wonder where I’m going There’s a cloud above me and it seems to hide the way” a cui tutti rispondono con “I’m going straight ahead, ‘cos it’s the only way I know I wanna leave the past, and leave just for today”.

Dopodiché la tensione si scioglie e i confratelli possono abbracciarsi.

La lauta cena a base di pesce, vino bianco e acqua naturale fuori frigo, ci vede disquisire a lungo su WHEELS OF FIRE dei CREAM. Io e Paolino arriviamo ala conclusione che dopo aver preferito il secondo disco (live) per lunghi anni, è ora il primo disco (da studio) a brillare maggiormente. AS YOU SAID in particolare.

Digestivo dopocena al bar MOJITO, strano bar dove per preparare qualche Mojito  – appunto –  impiegano 40 minuti. Sarà il rum bianco ghiacciato ma Jaypee riesce ad associare le date giuste ad alcuni avvenimenti fondamentali della storia del mondo (concerti dei Led Zeppelin). Tappa allo spazio bancarella dei dischi dove ci sono anche parecchi vinili. Ci lasciamo travolgere dalla nostalgia alla vista di copertine di dischi che ci hanno fatto diventare gli uomini blues che siamo…JOHNNY WINTER, WHO, CROSBY STILLS AND NASH, QUICKSILVER MESSENGER SERVICE, (bootleg di) EMERSON LAKE AND PALMER, ROBERT JOHNSON, PROCOL HARUM…Procol Harum…A Salty Dog….ci viene in mente la sigla di AVVENTURA, un programma della TV DEI RAGAZZI di quando eravamo bimbetti o poco più, le buste sorpresa di fumetti nelle edicole del mare, Mr NO…il 45 giri di Music di John Miles , quello di C’EST LA VIE degli ELP e HONKY TONK TRAIN BLUES di Keith Emerson sigla del programma ODEON TV.

In Libreria ci dirigiamo subito al reparto musica, poi a quello dei fumetti. Discutiamo dei romamzi di Glenn Cooper. Alla festa c’è una bancarella che si chiama ARTICOLI DA REGALO RUSSI, fantastichiamo di trovare gadget della Armata Rossa, ma è in massima parte chincaglieria. Jaypee si prova un cappello.

(Jay e il cappello russo)

(Liso, Picca, Tim, Jay, Sutus, Riff)

Verso l’una ci dirigiamo al parcheggio dove distribuisco ai confratelli, a mo’ di eucarestia, un DVD bootleg di Paul Rodgers…

Qualche altra chiacchiera rock, una sfida di Picca (“se con la Cattiva Compagnia mettete sotto SATISFACTION GUARANTEED dei FIRM, la vengo a cantare io dal vivo”) ed è tempo dei saluti. Magister Timoteus risale sull’altare laico e si lancia nella chiosa finale per chiudere ufficialmente la serata: “Confratelli, andate in pace, la messa (nera) è finita, vi benedico nel nome di Emerson, Lake e Palmer”.

(Riff, Paolino, Tim, Picca, Sutus e Jaypee che imita il ministro Brunetta)

AIR CONDITIONED BLUES (il caldo, la fine delle ferie e il ritorno al lavoro)

24 Ago

Ritorno alla domus saurea venerdì scorso, Lorenz mi chiede se alla sera ci facciamo un cinegiappo, ho la brillante idea di farmi la doccia prima di andare e di non asciugarmi i capelli…all’esterno ci sono 35 gradi di sera all’interno del cinegiappo -5 grazie all’aria condizionata, risultato: faringite, raffreddore, e spossatezza da antibiotici a tutt’oggi. Un bel modo per inaugurare la nuova stagione.

Sabato ritrovo Brian, tutto sommato in forma, SisterJeff (alias Lalalli) ha fatto un buon lavoro durante la mia assenza. La sera Lasàurit è a suonare coi WildTurkeys, io sono a casa con un mal di gola della madonna. Ripenso ad un uomo che ho visto una sera a Greendale, al mare, un uomo proveniente dall’India o località asiatiche lì vicine, tentava di vendere fiori ai clienti di una pizzeria, solo che lui era fuori, separato dal  mondo dorato che vedevano i suoi occhi da una interminabile vetrata pressurizzata. Aveva uno sguardo disperato e rassegnato, la gente all’interno della pizzeria cercava di non dargli peso, non li biasimo, forse anche io avrei fatto lo stesso…si potrà bene mangiare una pizza senza dover comprare due rose, no? Eppure quell’uomo mi ha colpito. L’ho fotografato ma nel momento in cui lo facevo mi sono vergognato: il violare quel suo elemosinare un momento di attenzione mi è sembrato forzato. Per fortuna la foto non è venuta affatto bene.

(L’uomo che vendeva mazzetti di fiori – foto di TT)

Domenica la passo in uno stato deprimente e lascio che passi il prima possibile (deprimente anche il pareggio 2 a 2 che l’Inter riesce a strappare all’Olympiakos nella amichevole di Ginevra).

Lunedì lo passo con Brian qui alla domus saurea: a casa sua non ha l’aria condizionata e alla sua età questo caldo è pericoloso. All’inizio è un dramma fargli accettare la cosa, ma poi inizia a gasarsi, una giornata diversa dalle solite gli solletica l’umore. Gli preparo da mangiare io: solito pranzo da uomo di blues….uova al tegamino e pomodorini. Con la complicità padre figlio gli sgancio anche una Bavaria fredda. Se la gode un mondo. Zuppa inglese, cocomero e sambuchina finale. Brian è un po’ in “cimbali” (come avrebbe detto mia madre) e si mette a canticchiare qualche blues, prende addirittura in mano una chitarra…

(Brian plays the blues – foto di TT)

(Brian Tirelli, Epiphone endorser – foto di TT)

Ci mettiamo poi a guardare un fiml su Sky “Mangia Prega Ama”, commediola esistenzialista con Julia Roberts. A Brian Julia piace, commenta spesso e spera che – nel film – lei non si metta con quello che a lui sta antipatico. Son sei sette ore che Brian parla più o meno interrottamente, ad un certo punto – forse preso da un rimorso…ma non credo – chiede qualcosa che interessi a me. “Vè Tim, e i Led Zeppelin?“.  Si sposta nello studiolo, osserva il poster della più grande rock band di tutti i tempi e aggiunge “Get anca te l’è” (Ci sei anche te lì?). “No, Brian, magari…lì c’è Jimmy…” e lui “Peigh” e “John B…” e lui “Bona, l’è vera, Gimmi Peigh e Gion Bona…ah, i Led Zeppelin. Po’ a gh’era Vasco Rossi e cos, là, scarpulèin (intende Sergio Endrigo)”.

(Father & son: Tim e Brian Tirelli – foto by LS)

La sera di nuovo con Lorenz, pastasciuttina e poi messa a punto dei suoni della pedaliera, giù nella stanzetta del garage ad una temperatura di almeno 40°. Torniamo in casa sotto il gelido abbraccio del condizionatore a sistemare le parti di chitarra  di BELLEZZA D’ARIA PURA e ED E’ UN ALTRO LUNEDI’ (“Io faccio quella” “No, la faccio io, tu fai l’altra“, “Tu fai l’assolo lì“, “No lo fai tu” “Ma che riff ci fai qui?” “Oh, ma che cazzo di accordo è quello?” “Misolidio? Zio can, ma non vorrai mica andar fuori dalla pentatonica eh?” roba da chitarristi insomma).

Martedì mattina passa Dennis per un caffettino. Ci raccontiamo i nostri blues e progettiamo mosse che chissà se si avvereranno mai. Il tardo pomeriggio lo passo con Barbara, la giovane dottoressa di Geriatria che segue il vecchio Brian. Torno a casa spossato. Gli antibiotici, che prendo di mia iniziativa, fanno effetto sulla faringite ma mi schiacciano a terra.

Stamattina torno al lavoro, soliti “scassamenti di minchia” (come direbbe Lakèrlit) da rientro, un giretto a Scandiano da Raffa il fotografo (sempre cose di lavoro), un allegra scappata alla farmacia dell’ospedale per il “Piano Terapeutico” di Brian ed eccomi di nuovo qui, con il condizionatore a canna, con un raffreddore che non so dove stare a contemplare i miei LP di Johnny Winter mentre ascolto BRASS AND THE BLUES di McKinley Morganfield.

Un pensiero a Polbi e a Laroby che stanno passando momenti molto dolorosi.

HO SCRITTO ZO-SO SULLA SABBIA – note dal mare parte 2

17 Ago

La signora del Bagno Mabbe mi invita alla serata danzante sulla spiaggia “Stasera venite vero? Si balla la musica latinoamericana.” Faccio per declinare gentilmente e sbrigativamente l’invito – non voglio inoltrarmi in discussioni che quel tipo di persone non capirebbe – quando Lasàurit parte in quarta: “No signora, a noi quella musica non piace, siamo musicisti rock e abbiamo una missione da compiere“. Ecco appunto. La signora – incuriosita –“E come si chiama il vostro gruppo?” Lasàurit “Cattiva Compagnia“. La signora appare divertita dal nome ed esclama “Oh bella!“.  Lasàurit torna alla carica “Così quando vorrà organizzare un concerto rock qui al bagno sa chi chiamare”.

(Cattiva Compagnia on the beach – foto di TT)

Ho accompagnato la Speed Queen a correre sui Kart un paio di volte. La prima alla pista Happy Valley, un impianto davvero grande e professionale. Con noi c’erano anche Jay e Labetty, di stanza a LittlePinery per una settimanina. Jay decide di fare il suo debutto su un kart. Sono in venti a partire (tra cui la Speed Queen), quasi tutti kartisti scafati, Jay però non si scompone, non puo’ competere ma porta a casa una prova dignitosa con la sua flemma da bassista rock. Lasàurit invece la vive intensamente, un giro per prendere confidenza con una pista che non calca da 10 anni e poi via verso nuovi traguardi. Supera tutti, alla fine della gara è terza, ma solo perchè i primi due usavano kart potenziati rispetto agli altri 18.

(Happy Valley Circuit – Little Pinery – Foto di TT)

(Lasàurit & Jaypee prima della partenza – foto di TT)

Qualche sera dopo sulla pista di SanMauroOnTheSea, pista dove lei è di casa, surclassa tutti.  Supera chiunque e chi oppone resistenza viene sbattuto fuori pista. Letteralmente. Mi sorprendo sempre nel guardarla correre. Quella ragazza ha la velocità nel sangue. Ci sono un paio di concorrenti che osano sfidarla, uno addirittura prova a superarla, la sperona…si mandano a fare in culo platealmente alzando le mani dal volante, ma Lasàurit ha un talento appena sotto quello di Nuvolari e così – con la sua maglietta di Barry Sheen n.7 – insegue, supera e vince. Gli sconfitti quando si accorgono che il kart n.1 (guarda caso) era guidato da una donna, masticano amarissimo. Io la vedo arrivare, stanca, sudata ma gioiosa. E domani sera si replica. Quella sarebbe la sua vita. Che tipa che è Lasàurit.

(Lasàurit – a night at the races – SanMauroOnTheSea –  foto di TT)

In spiaggia contemplo l’umanità che mi passa davanti mentre in cuffia mi ascolto MANY TOO MANY dei Genesis. Poco dopo parte FOLLOW YOU FOLLOW ME, gnocca finché si vuole ma sempre bella e torno indietro nel 1978 quando adolescenti ci eccitavamo perché usciva l’ultimo album dei Genesis. Ricevo poi sms da Picca, ecco mi piacerebbe avere come vicino di ombrellone uno come lui, qualcuno con cui parlare di cose sensate (i Led Zeppelin, l’Inter, l’album Wings Over America…) e immagino noi due come sentinelle in avamposti dell’ illuminismo musicale perché bisogna dirlo: la musica che si sente in giro, nei bagni, sulla motonave Nettuno, sulle spiagge è musica veramente di merda. Non pretendiamo mica ROADWORK degli Edgar Winter’s White Trash, ma un po’ di easy listening di qualità: i FLEETWOOD MAC (mica quelli di Peter Green), i DIRE STRAITS, gli ABBA… roba così.

(In spiaggia all’una – foto di TT)

Stare in spiaggia a pranzo è una delle cose che preferisco perché anche in un periodo così affollato, dalle 12 alle 15,30 hai la spiaggia (quasi) tutta per te. Altri riti che mi ammorbidiscono l’animo sono la nuotata in piscina dell’hotel verso le 18, l’idromassaggio e il thé verde delle 18,30 che mi bevo nel lounge bar dell’Hotel Appo. Ah, già, anche il frittino misto al ristorantino Salt Flavor (ehm… Sapore di Sale).

(Tea For One – foto di LS)

(Mixed Fried Fish al Salt Flavor Restaurant di Greendale – foto di TT)

Mi viene in mente lo sguardo tra l’afflitto e l’incazzato della signora che pulisce le camere e il mesto andirivieni tra spiaggia e hotel di alcuni putti (scapoli senza donne… insomma “zitelli”) che da dieci anni – mi si dice – vengono ogni anno qui all’Hotel Appo da soli. Sento Brian più volte al giorno, tutto sommato mi sembra abbastanza in forma, Lalàlli deve tenerlo marcato come si deve. Ieri era particolarmente carico e ad un certo punto mi dice “Hai trovato l’essere femminile che ha colpito il tuo cuore?”. Diavolo d’un Brian, ha una vena poetica che nemmeno l’età riesce a scalfire.

(ultime letture estive – foto di TT)

Ancora un paio di giorni e poi si ritorna, qui in spiaggia mi godo le ultime letture estive, mi ascolto i BLACKFOOT e mi faccio delle belle nuotate… poi, quasi per incanto il cellulino fa partire in sequenza THE ROVER, DARLENE e THE SONG REMAINS THE SAME e allora il sangue torna a bollire, lo spirito sale sull’ascensore spaziale e torno a viaggiare in galassie inimmaginabili… (e a scrivere ZO-SO sulla spiaggia).

(Zoso on the beach – foto di TT)

…This is major Tim to ground control, I’m stepping through the door 
And I’m floating in a most peculiar way 
And the stars look very different today 
Here am I sitting in a tin can far above the world 
Planet Earth is blue and there’s nothing I can do…

Che effetto che fanno i LZ. Ah!

DAL MARE IN AGOSTO E I REGALI DI LORENZ

11 Ago

Devo ricredermi: sono in grado di adattarmi anche io al fatto di essere al mare in Romagna in agosto. Questa è ormai la terza volta e se la capacità di adattamento è intelligenza – come sostengono alcuni premi Nobel – allora non sono stupido come potrei sembrare. Ho sempre evitato di venire in riviera durante questo periodo… le spiagge piene, i vicini di ombrellone che fan chiasso… ho sempre guardato con una  aria snob a chi frequentava da anni lo stesso posto, lo stesso albergo…eppure eccomi qui per il terzo anno consecutivo.

La ditta chiude in agosto, la crisi economica non mi permette voli in località esotiche o viaggi in città che vorrei vedere (New York, Tokyo, San Francisco, Albuquerque, Baton Rouge, Clarksdale…) e non mi posso allontanare troppo da Brian così mi ritrovo qui all’Hotel Appo a Greendale, un tre stelle niente male. Ci sono delle vibrazioni positive nel tornare in un posto che già conosci, il sorriso di Chiara – la titolare dell’Hotel – che ti accoglie, la stretta di mano vigorosa della signora titolare del bagno Mabbe che si ricorda di te tra le migliaia di persone che vede ogni anno, il bagnino che parla con un accento così romagnolo che sembra una macchietta. Certo, manca il gusto dell’avventura, ma tornerà anche quello…tra due/trecento anni quando la crisi economica globale sarà passata.

Disfo la valigia e la prima cosa che mi capita in mano è il regalo che mi ha fatto Lorenz al ritorno della sua vacanza in Croazia ovvero i boxer neri con le scritte che vedete qui sotto. Solo Lorenz mi puo’ regalare una cosa del genere. Che uomo, il mio amico Lorenz!

(il regalo del mio amico Lorenz – foto di TT)

Sono all’ombrellone n.1. Pretty incredible. Come si compete ad una rockstar, direbbe Lorenz, ma mi fa piacere che il blues mi abbia riservato quel posto, davvero niente male: prima fila e la responsabilità di guidare gli altri avventori della spiaggia.

(ombrellone n.1 e le letture estive – foto di TT)

In spiaggia c’è anche John Deacon, insomma non proprio lui, ma un tipo dall’età indefinita (40/55) che assomiglia molto al bassista dei Queen. Ogni volta che mi passa accanto canticchio il riff di basso di UNDER PRESSURE, ma lui non mi degna di uno sguardo.

Constato ancora una volta che in Romagna sanno far bene il loro mestiere: Bandiere Blu dappertutto ( sinonimo di località turistiche balneari che rispettano criteri relativi alla gestione sostenibile del territori), spiagge pulite, mare davvero niente male checché se ne dica, toilette pulitissime, ottimo cibo.

Amo restare a mangiare in spiaggia, nella veranda del bar del bagno… piadine, panini, piatti di pasta, birra…la radio in sottofondo che alterna musica leggera a una NOTHING ELSE MATTERS dei Metallica o WITH OR WITHOUT YOU degli U2…se solo passasse LOVE TOUCH di Rod Stewart la situazione sarebbe perfetta: la spiaggia svuotata, il sole che batte, una vela in lontananza, la birra fredda, i blues che sembrano fadin’ away…e Rod che canta una scemenza qualsiasi con la sua voce inimitabile, ah, sto quasi bene.

(bagno Mabbe – agosto 2011 – foto di TT)

(Pranzetto in spiaggia – foto di TT…ah,Hot Dog!)

Quel quasi è dovuto alla Lemonsoda fredda che mi berrei, ma che evito di affrontare per via della dispepsia…ma che gola che mi fa.

(Lasàurit si scola la Lemonsoda – foto di TT)

E’ tutt’oggi che ho in testa l’assolo di Lorenz di BELLEZZA D’ARIA PURA ( il nostro hit :-)), ho provato ad ascoltare un po’ di musica che ho immagazzinata nel cellulino (triste modo di ascoltare musica questo ma tant’è…) BAD COMPANY, LED ZEPPELIN, EMERSON LAKE AND PALMER, FREE, SUPERTRAMP, JOHNNY WINTER, QUEEN, AC/DC…ma niente da fare, l’assolo del guitar hero di Little Vineyard non se va. Buon segno. Non ho la chitarra, così mi tengo in forma con lo SPEEDMASTER della GuitarSystems. Qualche esercizio, cena e poi stasera rendez vous con Jaypee e Betty a Little Pinery.

(TT practising – foto di LS)

RIFF, LO ZIO PIPPO E IL TELEPHONE BLUES

8 Ago

Giorno prepartenza per Greendale (qualche giorno al mare, Brian permettendo).

Di buon ora sono in macchina diretto a Baebianus fundus dove mi aspetta il gommista per sistemare la Terry (leggasi Croma divoratrice di gomme da 18 pollici). Durante il tragitto mi sparo il demo fatto da Lorenz delle canzoni su cui stiamo lavorando, ormai siamo a 10 pezzi. L’ultimo, “ED E’ UN ALTRO LUNEDI'”, mi sembra sia davvero un gioellino: Lorenz ha trasformato una mia ballata un po’ obliqua in un pezzo riuscitissimo… che bravo. Mi godo anche gli altri più recenti: LA CASA DAGLI ABETI NERI, MOMENTI SI’ MOMENTI NO, LA SVEGLIA e il bluesaccio di PIOVE STAMATTINA. Che queste canzoni siano riuscite a scivolare fuori dal cassetto in cui erano rinchiuse mi sembra ancora incredibile, che abbiamo poi subito il trattamento “Lorenz” mi pare un segno di inequivocabile giustizia blues.

(la Blues Mobile dal gommista  –  Foto di TT)

Mi dirigo poi a Curvus Ager  meglio nota come Quariégh. Passo a prendere lo Zio Pippo (detto anche Zio Tonino) per un veloce caffè in piazza. Mi accordo anche con Riff: oggi compie gli anni e voglio offrirgli qualcosa da bere. Lo zio è in forma, ha 85 anni e vive da solo in un bilocale in una struttura per anziani…ha i suoi blues, ma si mantiene lucido. Ci sediamo a bordo piazza in un tavolino del Caffè Centrale.

(Uncle Little Anthony and his nephew Tim – foto di Riff)

Poco dopo un camioncino bianco della ditta Riff & Buri Plumbing Limited entra nella piazza, alla sua guida Riff, il Dickey Betts delle colline reggiane. Abbraccio il mio amico e gli offro qualcosa da bere: in altri tempi – seppur a metà mattina – avremmo ordinato un Jim Bean, ma visti gli anni una cedrata Tassoni è più che sufficiente. Mi chiede della Cattiva, vuol sapere del concerto di venerdì e se allora riprendiamo davvero a roccheggiare e rollare lungo la via Emilia…rivedo lo sguardo da tour manager, che voglia trovare qualche concerto da farci fare? Credo di sì, si mette a parlare inglese e inizia a trasformarsi in  Rex King.

(Riff – foto di TT)

(Rex King – tour managere dei LZ)

Prima di lasciare Quariegh, puntata d’obbligo a Piazza Lenin per un pensiero al compagno Vladimir Il’ič.

(Piazza Lenin – Quariegh)

Brian mi ha già telefonato 9 volte stamattina. Oggi faccio un salto da lui, spero di tranquillizzarlo. Intanto devo tranquillizzarmi io: DOWN BY THE SEASIDE dei Led Zeppelin, PEACEFULL EASY FEELING degli Eagles, DREAMING dei Firm, SWEET SWEET SURRENDER dei Beck Bogert & Appice, THE WATERFRONT di John Lee Hooker.

CATTIVA COMPAGNIA COMEBACK – Festa della Libertà – Zocca (Modena) 5 agosto 2011

6 Ago

Mi ero raccomandato con Sarwooda, la mia collega, di essere pronta per le 14: volevo chiudere l’ufficio per le ferie estive a quell’ora per poter essere a casa ad un ora decente e prepararmi con calma. Erano due giorni che glielo dicevo, ma anche  stavolta non ce l’ha fatta: alle 14,40 eravamo ancora in ufficio; e dire che il capo sono io e dovrebbe essere lei a fare quello che le chiedo. Ma niente da fare, la nostra adorata Sarwooda è così.

Arrivo dunque a casa un po’ più tardi del previsto, provo la pedaliera, controllo le chitarre, carico la macchina, scelgo le camicie, mi faccio la doccia e verso sera mi metto in macchina. Mi sorprendo della quantità di sms che ricevo:

Lakerla, appena atterrata in Sicilia per le ferie “In bocca al lupo per questa sera. Mi dispiace non vedervi, vi penserò. Sarà un successo. Baci.”

Dan ” Ciao Timoteo, in bocca al lupo per stasera. Mi raccomamdo.”

Margaret (cantante amercana leader dei Demolition Doll Roads moglie di Polbi) “Rock the house tonight. God bless and rock on.”

E poi ancora Mario, RobyZ, Lalalli,  e un altra decina di matti. Che bello aver persone che si preoccupano e ti fanno gli in bocca al lupo per una sciocchezzuola del genere.

Dalla domus saurea a Zocca ci sono più o meno 85 km, un quarto dei quali di strade di montagna. Sulla Vignolese iniziamo a tenerci in contatto, io, Lorenz, Jaypee (che non vuol perdere il nostro debutto), Lele e Pol. L’appuntamento è al ristorante LA FOGNA, dove mi si dice si mangia carne buonissima. Diego, l’amico di Lele, indossa una maglietta di Lenin davvero niente male.

(Lorenz alla Fogna – Foto di TT)

(Tim e Jaypee alla Fogna – foto di LS)

Sono le 22,30 quando usciamo dalla trattoria e ci dirigiamo alla Festa Della Libertà di Zocca. Parcheggiamo a 400 metri dalla zona dell’Overstage. Più tardi quando dovremo portare gli strumenti  nel backstage sarà un dramma. L’atmosfera della festa non è niente male e anche la location è adeguata, una sorta di piccolissimo borgo antico in the middle of nowhere.

(Festa della Libertà di Zocca – 05/08/2011 – foto di TT)

Il tempo di ambientarci ed è già ora di andare al Powerstage (il palco principale) a vedere gli Smokers, gruppo locale di cui tutti siamo fan.

(Gli Smokers alla FDL, 05/08/2011 – foto di TT)

Ascoltiamo un paio di pezzi e poi gira voce che due gruppi prima di noi non si sono presentati e che dovremo iniziare prima. Di corsa al parcheggio, ci cambiamo, preleviamo pedaliere, chitarre, borse e cose simili e ci incamminiamo verso il retropalco. Io e Lorenz rimaniamo indietro…arranchiamo, lui porta tre Gibson Les Paul dentro ad altrettante custodie, io ne porto una, la borsona a tracolla con dentro di tutto e una altro paio di sporte. Non credo che mi scorderò mai di quella situazione: io e Lorenz, stravolti che ci arrampichiamo per quella stradina, sotto le stelle, col buio dei boschi lì intorno, bestemmiando rassegnati all’ennesima condanna dell’essere operai del rock. Arriviamo al backstage con la lingua di fuori. Mi chiedo come farò a riprendermi per il concerto. Per fortuna gli Immigrants arrivano, abbiamo altri 45 minuti per riprenderci.

Nel backstage ci facciamo una foto, guardo Lorenz accordare le chitarre e riporle nel reggichitarre: 4 Gibson Les Paul (due sue e due miei) un in fila all’altra. Arriva uno e dice, “Oh, ve mo’ chè…almeno 9000/10.000 euro di chitarre”.

(Guitar tuning – Lorenz backstage – FDL 2011 – foto di TT)

(CC – da sx a dx: Lele, Tim, Saurit, Pol e, accosciato, Lorenz – foto di Lafède)

Penso al fatto che sono 4 anni che non salgo su un palco, credo di essere nervoso, mi dico anche che non sto per fare un concerto a San Siro bensì una semplice apparizione di 30 minuti alla Festa della Libertà di Zocca, ma tant’è…le farfalle nello stomaco le sento. Lele mi confida di essere nervosetto e di sentire la competizione tra gruppi. Oh ci siamo. Scendono gli Immigrants e saliamo noi. Mi colpisce la gentilezza del tecnico a bordo palco: è l’una di notte, è dal pomeriggio che aiuta i gruppi a montare e a smontare la strumentazione e a regolare i suoni, eppure è gentilissimo e disponibile. In pochi minuti ci sistemiamo un po’ per l’ottima organizzazione dei tecnici un po’ perché dopotutto siamo professionali anche noi.

Pol esordisce con il classico “Benvenuti in Cattiva Compagnia” e si parte.

Mi lascio trasportare dal rock ma ogni tanto metto il pilota automatico e la mente vola. Penso a Mimmo e alla Patty che si sono fatti 100 km per vederci suonare una mezzoretta. Penso a Mario, Patty e Maia che hanno fatto più o meno lo stesso. Guardo Jaypee lì in prima fila: domani dovrà partite per le vacanze ma stanotte ha voluto esserci ad ogni costo. Jaypee, l’amico con cui ho suonato 12 anni e che adesso suona con Lorenz nei Pawndeg. Di nuovo rapito dalle correnti della musica parto col riff di TIE YOUR MOTHER DOWN. Son lì  tra il respiro e il sogno e torno ad emergere in un lucido momento raziocinante. Guardo il pubblico e riconosco vari musicisti, lo stesso Mimmo, la stessa Maia, lo stesso Jaypee, poi gli Immigrants, Daniele Coccapani degli Smokers, Mauro Monti dei Tacchini Selvaggi e Altavia, c’è Marcello dei Settembre Adesso, c’è Giorgio dei Deja Vu.

(CC alla FDL 2011 – foto di LG)

Mi sembra che il concerto proceda bene, vedo Lorenz in pieno comando dei suoi assoli della madonna, sento Lele chiudere NEVER BEFORE in modo elegantissimo, sento Saura tenere in piedi tutti i pezzi, vedo Pol nei panni del Brad Delp di Correggio. Mi sento a mio agio tra l’abbraccio della mia band. Il pubblico sembra gradire, MORE THAN A FEELING è un piccolo trionfo. Chiusura col botto con LET THERE BE ROCK  e TRAIN KEPT A ROLLIN’. Concerto durato 33 minuti e 45 secondi, col breve soundcheck siamo stati perfettamente dentro ai 45 minuti concessoci, che bravi.

Dopo i concerti avrei sempre bisogno di 10 minuti tutti per me, ma mi devo accontentare di un angolino nella tenda-backstage. Sono stanco ma felice. Abbiamo suonato benino, abbiamo fatto del rock e a parte qualche piccola sbavatura tutto è filato liscio. Mauro dei Tacchini irrompe nel dietro le quinte ed esclama “E’ scoppiata la bomba! Siete una bomba. Che superformazione! Ho i brividi. Grazie ragazzi.” Ma in molti  altri vengono a complimentarsi. Bella sensazione.

(Tim: FDL 2011 – post gig daze – foto di LS)

Prima di lasciare la Festa vado a ringraziare il tecnico del bordo palco “Grazie, sai, sei stato gentilissimo, ci siamo trovati bene, ottima organizzazione” e lui di rimando “Grazie a voi, altroché, grazie per aver suonato qui, avete alzato il livello di molto, ma siete una nuova formazione?” Gli racconto un po’ la storia della CATTIVA COMPAGNIA e che gli ultimi 4 anni siamo stati fermi e una volta deciso di ripartite ho posto come condizione quella di avere Lorenz con noi e poi aggiungo “Hai sentito no come suona Lorenz? E’ un fenomeno”  E lui “Beh, Lorenz è Lorenz, ma mi è piaciuto il gruppo in quanto tale, bellissime le chitarre e il basso”. Esco dalla tenda, vedo i ragazzi in cerchio a parlare e sento Lele dire “Deve essere così, 5 musicisti ognuno col suo bagaglio, ognuno coi suoi meriti,  al servizio del gruppo”. Già è proprio questa  cosa che conta, il gruppo, il sound del gruppo, l’anima del gruppo, il senso del gruppo.

Mi infilo a letto alle 4 , ma l’adrenalina è ancora in circolo come spesso capita, mi faccio una tisana, mi leggo l’ultimo numero di JULIA, dormicchio un po’ e alle 7,30 del mattino sono già in piedi piuttosto vispo e pronto per affrontare il sabato. In pace con me stesso finalmente, come quando uno riesce a fare la cosa per cui è nato. I love rock and roll.

BRIAN, IL PIOPPETO E INTER – CELTIC 2 A 0

30 Lug

Un sabato qualunque con Brian, mi limito quindi ad annotare il crodino del Minibar che lo ringalluzzisce sempre (insieme ad un paio di tartine che si spara con gusto).

(Brian and the same old Crodino – oggi al Minibar)

Poco dopo mezzogiorno sono in centro a Modena, edicola sotto la Ghirlandina, reparto giornali musicali stranieri. Là, rovinato. Mentre pago l’edicolante mi fa “Classic Rock con i LZ eh? Stamattina ne ho già vendute tre copie!” e io “Beh, è naturale, i LZ sono i numeri uno” e lui di rimando “…già, sono i numeri uno“.

Mando un sms a Riff, Picca e Liso: “Mojo con Paul MacCartney, Uncut con Roger Daltrey e Classic Rock con i LZ, e via altri 30 eurini“.

Riff mi risponde imprecando, ieri ha trovato solo Uncut e dovrà rimettersi a caccia.

Picca mi scrive col suo solito sarcasmo ficcante “Bisogna sostenere i nuovi artisti“.

Paolino infine “60.000 lire…io solo Mojo e CR”

In altri giorni questo tipo di acquisti avrebbe lenito i dolori del (non più) giovane Tim, ma oggi sento un trambusto nell’animo che non mi da pace. Dalle parti di MagpiePlaceMill il blues è così forte che devo accostare. Rory Gallagher sta suonando THERE’S A LIGHT dal suo secondo album DEUCE. Il pezzo è uno di quelli sospesi per aria, quelli che quando stai rimettendo in discussione tutto nella tua vita ti schiacciano a terra. I due assoli poi – bellissimi – sono di quelli capaci di trasportarti in altri spazi e nei non luoghi della tua anima. Sono circa le 2 del pomeriggio, fa molto caldo (dopo giorni e giorni di tempo instabile e fresco), in giro non c’è nessuno, ma proprio nessuno. Mi inoltro nel pioppeto lì accanto e passo mezzora ascoltando il battito del mio animo e la musica di Rory Gallagher che oggi mi sembra più dolorosa del solito. Oggi nessuno mi sta aspettando, posso prendermela comoda.

(Poplar Grove a MagpiePlaceMill – foto di TT)

Verso le 15 armeggio ai fornelli, cosa può prepararsi un uomo di blues? Vediamo un po’…  una svizzera, due uova sode, pomodori, una Budweiser gelata (e fanculo la dispepsia) e un po’ di cuca.

Ore 17,30 amichevole di lusso INTER – CELTIC per la Dublin Super Cup su Sky. L’avvento di Gasperini sulla panchina della mia squadra, la mancanza di acquisti importanti e il fairplay finanziario mi avevano cacciato in una sorta di atteggiamento tipo “chissenefrega del calcio quest’anno”. La partita inizia. Il Celtic non sarà il Real Madrid ma è pur sempre una delle due squadre più forti di Scozia e tra l’altro il loro campionato è già iniziato, il test quindi non è di quelli morbidi e in più questo scozzesi del cazzo picchiano come fabbri. C’è anche da dire che io sono gemellato con i RANGERS GLASGOW del mio amico Billy Fletcher e quindi per me Inter – Celtic è una sorta di derby. Alla fine del primo tempo siamo due a zero per noi e giochiamo in dieci uomi: quel furbone di Thiago Motta è stato espulso (in una gara amichevole!). Non ho esultato ai due goal, ma l’iniziale distacco si è trasformato nel secondo tempo dapprima in un tiepido interesse e poi – con l’entrata di Eto’o e di Snejider – in un avvincente tourbillon emotivo. Vuoi vedere che anche quest’anno l’Inter giocherà un ruolo importante nella mia vita?

(Inter – Celtic: il Pazzo dopo il secondo goal)

LED ZEPPELIN III, TRACK 2

29 Lug

Ecco, uno è al lavoro, è molto indaffarato, i giorni prima della chiusura estiva sono intensi, è molto concentrato, vuole fare le cose per bene, è contento di essere così produttivo ma…sente che comunque manca qualcosa…certo manca il fatto di essere nei camerini del Madison Square Garden in attesa di iniziare un concerto del world tour della sua band, ma non solo quello…manca qualcos’altro e allora il fato, il caso, il blues recapitano tre sms nel giro di poco:

Paolino L.Ciao Tim. Domani parto e torno a ferragosto. Al rientro se ci sei ti vengo a trovare. Facciamo due tisane (a proposito…mai più senza!) e mi fai provare la tua pedaliera, eh?In bocca al lupo per Zocca.

Picca “Finito il primo volume delle vacanze You Never Give Me Your Money – The Beatles After The Break Up. Bellissimo. Straziante. Tra quelli che ho letto io è il migliore sui baronetti. Adesso attacco Mansion On The Hill – Dylan, Young, Geffen, Springsteen And The Head-On Collision Of Rock And Commerce

Polbi “In macchina da solo col primo ZZTop a palla. Un caldo che solo al sud e la Sicilia davanti. E il naufragar m’è dolce in questo mare…”

E allora uno pensa agli amici e all’amicizia. E si sente meglio.

(old friends: da sx a dx Tim, Picca, Liso)

Sarajevo, Brian e “Evil Wind” della Bad Company

24 Lug

Venerdì 22 luglio ore 20,30/21 ho appuntamento con Picca e Liso in Piazza Mazzini a Modena. Esco dall’ufficio alle 20, ho molto fare, non riesco a passare per casa e mi dirigo direttamente in città. Passo per la Pomposa dove, come dice Picca, ci sono “i forzati da aperitivo”… la movida modenese  sta prendendo forma anche questo venerdì.

Arrivo a Mazzini Square, lo vedo, è seduto su una panchina nel centro della piazza. Mi seggo accanto a lui. Abbiamo abbastanza confidenza per non dover fare necessariamente i salti di gioia ogni volta che ci vediamo. Passano un paio di ragazzi giovani, ci guardano, mi chiedo cosa vedano. Alla loro età, cosa avrei pensato io di due uomini adulti dallo sguardo un  po’ vago, seduti su di una panchina in Piazza Mazzini a Modena verso le 20,45 di un venerdì sera d’estate? Meglio non pensarci.

(Modena, Piazza Mazzini)

Paolino lo vediamo a bordo piazza a parlare con qualcuno, lo andiamo a raccattare e ci infiliamo nella prima pizzeria a tiro con veranda sulla piazza stessa. Dunque, fatemi fare due conti…per almeno due ore e 20 minuti non abbiamo smesso un solo momento di parlare di musica rock.

E’ così appagante parlare della cosa che ti interessa di più in assoluto nella vita senza la paura di annoiare nessuno… Delaney & Bonnie…Carl Radle, Bobby Whitlock e Jim Keltner, ma chi è oggi come oggi che parla di questi personaggi qui? Piatti per dischi, vinili, Eric Clapton, Rory Gallagher, Springsteen a Zurigo nel 1981, Heart, Bob Dylan, Little Feat e poi, naturalmente i LZ.  Come dico sempre sono io tra i miei amici l’esperto in materia, ma non sono io il primo a toccare l’argomento.

The Song Remains The Same & The Rain Song versione live 1973 come punto più alto del chitarrismo rock con Picca che per farti capire canta fraseggi strumentali della canzone della pioggia e aggiunge “C’è più chitarrismo in quesi due pezzi lì che in intere discografie di altri musicisti“. Liso (chitarrista lui stesso) – con lo sguardo incredulo e scuotendo la testa – dice ” io quando lo sento suonare TSRTS dal live mi chiedo sempre…ma come cazzo fa?” e poi aggiunge “io ascoltavo in continuazione l’assolo di No Quarter dal vivo, appena finiva  spostavo il braccio del piatto e riposizionavo la puntina sul punto di partenza”.

Poi, un commento en passant di Paolino “Ah, cosa darei per poter fare un reset e poter iniziare di nuovo ad ascoltare quei gran dischi per la prima volta…”, già, noi ormai i grandi dischi del rock li abbiamo già tutti, ne godiamo ancora ma a volte fa paura il fatto che oltre quelli non c’è più niente.

Decidiamo di fare un salto ai Giardini Ducali. Entriamo e la atmosfera è evidentemente deprimente: Claudio Lolli che sta terminando il suo spettacolo, poche luci…il tutto sembra dimesso.

Picca scuote la testa “Ve mo lè, a pèr d’èser a Saraievo” (Guarda mo’, sembra di essere a Saraievo). Ci si chiede se è possibile che le serate delle estati modenesi debbano essere queste. Oltre ad avere un disco primo in classifica, avere un programma tutto suo su Sky, essere uno speaker di Radio Capital, per me e Liso, Picca dovrebbe anche essere assessore alla cultura di Modena. Non glielo possiamo dire se no si incazza, ma almeno posso scriverlo qui sul blog, al riparo dai suoi occhi.

(Liso e Picca a Saraievo, l’altra sera – Foto di TT)

Due birre (per loro), una bottiglia d’acqua fuori frigo per me (maledizione anche qui non fanno tisane), argomenti di conversazione che puoi affrontare solo con gli amici veri e che toccano le corde Ernie Ball Super Slinky 009 delle nostre anime. Malgrado la atmosfera da Bosnia-Erzegovina durante l’assedio 1992/96 sarei stato a parlare fino al mattino, ma  l’indomani Brian si sarebbe messo sul balcone in attesa di vedere spuntare la Croma Blu  e non potevo farlo aspettare troppo.

E infatti eccolo là Brian verso le 9 del mattino sul terrazzo. Parcheggio, gli faccio il segno del rock e lui mi saluta. Bagno, iniezione, barba, somministrazione pillole e di nuovo in strada Ninetyland bound. Riesco a scaravoltargli l’umore, da depresso/ spaventato a euforico / spavaldo. Brian parla, saluta tutti, parla, cita Dante Alighieri, parla, mangia la pastina, parla, beve il caffè, parla, contempla il verde, parla, cita i Kennedy, parla, prega vostro signore, parla… io non ho mai visto una persona che parla tanto come mio padre. Questo suo bisogno di intrattenere rapporti con la gente chiacchierando andrebbe studiato. Io e mia sorella ancora ci stupiamo della cosa, ancora adesso dopo tutti questi anni.

(Let The Brian Do The Talking – Brian al K2, ieri – foto TT)

(The One and Only Brian – foto TT)

La sera di sabato la passo alla festa della birra di BigHouses (frazione di Luzzara), si dice che sia la festa della birra più grande d’Italia…in effetti è sconfinata. Sono venuto per lo spettacolo di Cornacchione, prima però ritorno bambino e mi prendo lo zucchero filato.

(Little Tim and the spun sugar at Casoni’s Beer Fest – foto by LS)

Io purtroppo ho la soglia del riso che è altissima, rido di gusto davvero raramente, ma Cornacchione in un paio di occasioni riesce nell’impresa. Lo vidi anche l’anno scorso,  è sempre divertente. Una oretta davvero godibile.

(Anthony Bigcrow at Casoni 23-7-2011 foto di TT)

Uno dei vantaggi di vivere in campagna nel posto in riva al mondo è la possibilità di alzarsi alla domenica mattina e mettere su DESOLATION ANGELS della Bad Company a volume alto. Il rock del mio gruppo preferito esce liquido dalle finestre e va ad innaffiare piante, prati e coltivazioni lì fuori…certo, è il venticello a farli muovere, ma sembra quasi che  i malghetti vadano a tempo.

Poi arriva EVIL WIND, che non è che sia poi il pezzo rock migliore del mondo ma ha un qualcosa che mi prende completamente. Tipico pezzo di Rodgers ma con un Mick Ralphs super. Quando poi arriva al minuto 3,03 mi viene la pelle d’oca, mi si rizzano i peli, la mia mente comincia a capire i misteri dell’universo, inizio a sentirmi leggero, galleggio e veleggio verso galassie inesplorate…credo che sia uno dei momenti più alti di MICK RALPHS come chitarrista. Questo è una di quelle canzoni rock per cui vale la pena vivere, almeno per me.

Alle 13 sono ancora qui che ascolto DESOLATION ANGELS…Lonely For Your Love (alias Can’t Get Enough pt 2), Oh Atlanta, Take The Time, Rhythm Machine…non riesco a staccarmi, ma devo: tra un minuto ristorante cinegiappo con Dennis e Labetty.

Bad Company miglior gruppo di tutti i tempi :-)

QUEENMANIA a Borgo Massenzio e il decadimento culturale della musica

18 Lug

Alla festa di Borgo Massenzio ieri sera c’erano i QUEENMANIA, tribute band dei Queen. Essendo ormai un abitante del borgo decido di andare. Il tragitto lo faccio a piedi, un chilometro immerso nella campagna senza una luce che faccia da guida, prendo con me la mia navigatrice preferita munita di torcia.

Il parcheggio intorno al sagrato della chiesa è pieno come non mai, macchine parcheggiate nei campi, lungo i canali…ci fossero i Pink Floyd capirei, ma i Queenmania? Vidi la band un paio di anni fa, non mi aspetto quindi granché, ma magari stasera riescono a sorprendermi, forse un paio di anni fa ero predisposto male. Missione fallita. I QUEENMANIA valgono ben poco. Il chitarrista è bravo, bel tocco,  benchè la presenza scenica lasci a desiderare, ma gli altri tre proprio non convincono. Il bassista è un professionista ma gli manca il senso, il batterista è innamorato di se stesso e anche lui usa il doppio pedale. Il doppio pedale con i Queen! E’ lo stesso discorso del post di ieri a proposito del decadimento musicale. Poi c’è il cantante, la star, il sosia (o presunto tale) di Freddie Mercury, quello che parla solo in inglese, che si mette le tutine, che durante I WANT TO BREAK FREE si veste come MrBulsara nel video omonimo e che ha una voce da papero. Ma può uno con una voce da papero cantare in una tribute band dei Queen? E’ sufficiente una lontana somiglianza per copiare le gesta del Great Pretender?

Certo che può, per carità, nessun giudizio snob…fossero una tribute locale senza troppe pretese di stardom, ma questa è una di quelle tribute band professioniste, che suona dappertutto, che si autocelebra, che a sentir loro hanno fatto 50 date in Europa e in Inghilterra. In questo caso bisogna saper cantare, bisogna calarsi nel mood di John Deacon e Roger Taylor, occorre avere un minimo di eleganza e dignità. Possiamo discutere sul senso delle tribute band, ma perlomeno se lo fate a questo livello fatelo bene. Non si può cantare Freddie Mercury in quel modo.

(I Queenmania a Borgo Massenzio ieri sera – foto di TT)

Il pubblico naturalmente era tutto per loro, applausi convinti, qualche urlo, mani che battono il tempo, verso la fine addirittura una ventina e più di persone sotto il palco (d’altra parte da un pubblico maschile che veste al 95% improbabili braghe corte con infradito, ciabatte o sandali che vuoi aspettarti?) Nessuno che si sia posto il problema circa la proposta musicale, la qualità…l’appiattimento dei gusti del pubblico ormai è senza speranza. Liga che fa 120.000 persone al Campovolo (Liga, mica il farewell tour dei Rolling Stones), i Negramaro che riempiono San Siro, band dignitose ma il cui giusto posto sarebbe un palasport che richiamano folle oceaniche senza che la proposta musicale sia all’altezza … cosa sta succedendo? Sono io che mi sto trasformando in un vecchio incazzato col mondo o c’è qualcosa che non va?

Il ritorno: è mezzanotte passata, nel cielo nuvoloso ci sono ampi squarci di sereno che lanciano le stelle in primo piano. La stretta e tortusoa countrylane è preda delle tenebre e fa un po’ paura. Lì accanto cicale e grilli fanno un gran casino, si sente persino qualche rana  superstite della strage che stanno facendo quei maledetti gamberi americani d’acqua dolce, quelli che ormai regnano incontrastati nei nostri fossi. Penso a come si doveva sentire Robert Johnson 80/90 anni fa nel girovagare tra campagne ancor più nere. Il senso blues è altissimo e il mio animo si perde spaurito tra quella emozioni.

Tutto mi sembra spaventoso, la mia worried mind mi fa scivolare la prosa, incespico in frasi tipo “il grembo caldo della notte mi confonde i pensieri”, ” gli artigli delle tenebre ghermiscono il mio corpo”…ah, come vorrei essere un uomo normale… Save me, save me, save me I can’t face this life alone Save me, save me, save me…I’m naked and I’m far from home…