Un sabato qualunque con Brian, mi limito quindi ad annotare il crodino del Minibar che lo ringalluzzisce sempre (insieme ad un paio di tartine che si spara con gusto).
(Brian and the same old Crodino – oggi al Minibar)
Poco dopo mezzogiorno sono in centro a Modena, edicola sotto la Ghirlandina, reparto giornali musicali stranieri. Là, rovinato. Mentre pago l’edicolante mi fa “Classic Rock con i LZ eh? Stamattina ne ho già vendute tre copie!” e io “Beh, è naturale, i LZ sono i numeri uno” e lui di rimando “…già, sono i numeri uno“.
Mando un sms a Riff, Picca e Liso: “Mojo con Paul MacCartney, Uncut con Roger Daltrey e Classic Rock con i LZ, e via altri 30 eurini“.
Riff mi risponde imprecando, ieri ha trovato solo Uncut e dovrà rimettersi a caccia.
Picca mi scrive col suo solito sarcasmo ficcante “Bisogna sostenere i nuovi artisti“.
Paolino infine “60.000 lire…io solo Mojo e CR”
In altri giorni questo tipo di acquisti avrebbe lenito i dolori del (non più) giovane Tim, ma oggi sento un trambusto nell’animo che non mi da pace. Dalle parti di MagpiePlaceMill il blues è così forte che devo accostare. Rory Gallagher sta suonando THERE’S A LIGHT dal suo secondo album DEUCE. Il pezzo è uno di quelli sospesi per aria, quelli che quando stai rimettendo in discussione tutto nella tua vita ti schiacciano a terra. I due assoli poi – bellissimi – sono di quelli capaci di trasportarti in altri spazi e nei non luoghi della tua anima. Sono circa le 2 del pomeriggio, fa molto caldo (dopo giorni e giorni di tempo instabile e fresco), in giro non c’è nessuno, ma proprio nessuno. Mi inoltro nel pioppeto lì accanto e passo mezzora ascoltando il battito del mio animo e la musica di Rory Gallagher che oggi mi sembra più dolorosa del solito. Oggi nessuno mi sta aspettando, posso prendermela comoda.
(Poplar Grove a MagpiePlaceMill – foto di TT)
Verso le 15 armeggio ai fornelli, cosa può prepararsi un uomo di blues? Vediamo un po’… una svizzera, due uova sode, pomodori, una Budweiser gelata (e fanculo la dispepsia) e un po’ di cuca.
Ore 17,30 amichevole di lusso INTER – CELTIC per la Dublin Super Cup su Sky. L’avvento di Gasperini sulla panchina della mia squadra, la mancanza di acquisti importanti e il fairplay finanziario mi avevano cacciato in una sorta di atteggiamento tipo “chissenefrega del calcio quest’anno”. La partita inizia. Il Celtic non sarà il Real Madrid ma è pur sempre una delle due squadre più forti di Scozia e tra l’altro il loro campionato è già iniziato, il test quindi non è di quelli morbidi e in più questo scozzesi del cazzo picchiano come fabbri. C’è anche da dire che io sono gemellato con i RANGERS GLASGOW del mio amico Billy Fletcher e quindi per me Inter – Celtic è una sorta di derby. Alla fine del primo tempo siamo due a zero per noi e giochiamo in dieci uomi: quel furbone di Thiago Motta è stato espulso (in una gara amichevole!). Non ho esultato ai due goal, ma l’iniziale distacco si è trasformato nel secondo tempo dapprima in un tiepido interesse e poi – con l’entrata di Eto’o e di Snejider – in un avvincente tourbillon emotivo. Vuoi vedere che anche quest’anno l’Inter giocherà un ruolo importante nella mia vita?
(Inter – Celtic: il Pazzo dopo il secondo goal)




















































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