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RIFF, LO ZIO PIPPO E IL TELEPHONE BLUES

8 Ago

Giorno prepartenza per Greendale (qualche giorno al mare, Brian permettendo).

Di buon ora sono in macchina diretto a Baebianus fundus dove mi aspetta il gommista per sistemare la Terry (leggasi Croma divoratrice di gomme da 18 pollici). Durante il tragitto mi sparo il demo fatto da Lorenz delle canzoni su cui stiamo lavorando, ormai siamo a 10 pezzi. L’ultimo, “ED E’ UN ALTRO LUNEDI'”, mi sembra sia davvero un gioellino: Lorenz ha trasformato una mia ballata un po’ obliqua in un pezzo riuscitissimo… che bravo. Mi godo anche gli altri più recenti: LA CASA DAGLI ABETI NERI, MOMENTI SI’ MOMENTI NO, LA SVEGLIA e il bluesaccio di PIOVE STAMATTINA. Che queste canzoni siano riuscite a scivolare fuori dal cassetto in cui erano rinchiuse mi sembra ancora incredibile, che abbiamo poi subito il trattamento “Lorenz” mi pare un segno di inequivocabile giustizia blues.

(la Blues Mobile dal gommista  –  Foto di TT)

Mi dirigo poi a Curvus Ager  meglio nota come Quariégh. Passo a prendere lo Zio Pippo (detto anche Zio Tonino) per un veloce caffè in piazza. Mi accordo anche con Riff: oggi compie gli anni e voglio offrirgli qualcosa da bere. Lo zio è in forma, ha 85 anni e vive da solo in un bilocale in una struttura per anziani…ha i suoi blues, ma si mantiene lucido. Ci sediamo a bordo piazza in un tavolino del Caffè Centrale.

(Uncle Little Anthony and his nephew Tim – foto di Riff)

Poco dopo un camioncino bianco della ditta Riff & Buri Plumbing Limited entra nella piazza, alla sua guida Riff, il Dickey Betts delle colline reggiane. Abbraccio il mio amico e gli offro qualcosa da bere: in altri tempi – seppur a metà mattina – avremmo ordinato un Jim Bean, ma visti gli anni una cedrata Tassoni è più che sufficiente. Mi chiede della Cattiva, vuol sapere del concerto di venerdì e se allora riprendiamo davvero a roccheggiare e rollare lungo la via Emilia…rivedo lo sguardo da tour manager, che voglia trovare qualche concerto da farci fare? Credo di sì, si mette a parlare inglese e inizia a trasformarsi in  Rex King.

(Riff – foto di TT)

(Rex King – tour managere dei LZ)

Prima di lasciare Quariegh, puntata d’obbligo a Piazza Lenin per un pensiero al compagno Vladimir Il’ič.

(Piazza Lenin – Quariegh)

Brian mi ha già telefonato 9 volte stamattina. Oggi faccio un salto da lui, spero di tranquillizzarlo. Intanto devo tranquillizzarmi io: DOWN BY THE SEASIDE dei Led Zeppelin, PEACEFULL EASY FEELING degli Eagles, DREAMING dei Firm, SWEET SWEET SURRENDER dei Beck Bogert & Appice, THE WATERFRONT di John Lee Hooker.

CATTIVA COMPAGNIA COMEBACK – Festa della Libertà – Zocca (Modena) 5 agosto 2011

6 Ago

Mi ero raccomandato con Sarwooda, la mia collega, di essere pronta per le 14: volevo chiudere l’ufficio per le ferie estive a quell’ora per poter essere a casa ad un ora decente e prepararmi con calma. Erano due giorni che glielo dicevo, ma anche  stavolta non ce l’ha fatta: alle 14,40 eravamo ancora in ufficio; e dire che il capo sono io e dovrebbe essere lei a fare quello che le chiedo. Ma niente da fare, la nostra adorata Sarwooda è così.

Arrivo dunque a casa un po’ più tardi del previsto, provo la pedaliera, controllo le chitarre, carico la macchina, scelgo le camicie, mi faccio la doccia e verso sera mi metto in macchina. Mi sorprendo della quantità di sms che ricevo:

Lakerla, appena atterrata in Sicilia per le ferie “In bocca al lupo per questa sera. Mi dispiace non vedervi, vi penserò. Sarà un successo. Baci.”

Dan ” Ciao Timoteo, in bocca al lupo per stasera. Mi raccomamdo.”

Margaret (cantante amercana leader dei Demolition Doll Roads moglie di Polbi) “Rock the house tonight. God bless and rock on.”

E poi ancora Mario, RobyZ, Lalalli,  e un altra decina di matti. Che bello aver persone che si preoccupano e ti fanno gli in bocca al lupo per una sciocchezzuola del genere.

Dalla domus saurea a Zocca ci sono più o meno 85 km, un quarto dei quali di strade di montagna. Sulla Vignolese iniziamo a tenerci in contatto, io, Lorenz, Jaypee (che non vuol perdere il nostro debutto), Lele e Pol. L’appuntamento è al ristorante LA FOGNA, dove mi si dice si mangia carne buonissima. Diego, l’amico di Lele, indossa una maglietta di Lenin davvero niente male.

(Lorenz alla Fogna – Foto di TT)

(Tim e Jaypee alla Fogna – foto di LS)

Sono le 22,30 quando usciamo dalla trattoria e ci dirigiamo alla Festa Della Libertà di Zocca. Parcheggiamo a 400 metri dalla zona dell’Overstage. Più tardi quando dovremo portare gli strumenti  nel backstage sarà un dramma. L’atmosfera della festa non è niente male e anche la location è adeguata, una sorta di piccolissimo borgo antico in the middle of nowhere.

(Festa della Libertà di Zocca – 05/08/2011 – foto di TT)

Il tempo di ambientarci ed è già ora di andare al Powerstage (il palco principale) a vedere gli Smokers, gruppo locale di cui tutti siamo fan.

(Gli Smokers alla FDL, 05/08/2011 – foto di TT)

Ascoltiamo un paio di pezzi e poi gira voce che due gruppi prima di noi non si sono presentati e che dovremo iniziare prima. Di corsa al parcheggio, ci cambiamo, preleviamo pedaliere, chitarre, borse e cose simili e ci incamminiamo verso il retropalco. Io e Lorenz rimaniamo indietro…arranchiamo, lui porta tre Gibson Les Paul dentro ad altrettante custodie, io ne porto una, la borsona a tracolla con dentro di tutto e una altro paio di sporte. Non credo che mi scorderò mai di quella situazione: io e Lorenz, stravolti che ci arrampichiamo per quella stradina, sotto le stelle, col buio dei boschi lì intorno, bestemmiando rassegnati all’ennesima condanna dell’essere operai del rock. Arriviamo al backstage con la lingua di fuori. Mi chiedo come farò a riprendermi per il concerto. Per fortuna gli Immigrants arrivano, abbiamo altri 45 minuti per riprenderci.

Nel backstage ci facciamo una foto, guardo Lorenz accordare le chitarre e riporle nel reggichitarre: 4 Gibson Les Paul (due sue e due miei) un in fila all’altra. Arriva uno e dice, “Oh, ve mo’ chè…almeno 9000/10.000 euro di chitarre”.

(Guitar tuning – Lorenz backstage – FDL 2011 – foto di TT)

(CC – da sx a dx: Lele, Tim, Saurit, Pol e, accosciato, Lorenz – foto di Lafède)

Penso al fatto che sono 4 anni che non salgo su un palco, credo di essere nervoso, mi dico anche che non sto per fare un concerto a San Siro bensì una semplice apparizione di 30 minuti alla Festa della Libertà di Zocca, ma tant’è…le farfalle nello stomaco le sento. Lele mi confida di essere nervosetto e di sentire la competizione tra gruppi. Oh ci siamo. Scendono gli Immigrants e saliamo noi. Mi colpisce la gentilezza del tecnico a bordo palco: è l’una di notte, è dal pomeriggio che aiuta i gruppi a montare e a smontare la strumentazione e a regolare i suoni, eppure è gentilissimo e disponibile. In pochi minuti ci sistemiamo un po’ per l’ottima organizzazione dei tecnici un po’ perché dopotutto siamo professionali anche noi.

Pol esordisce con il classico “Benvenuti in Cattiva Compagnia” e si parte.

Mi lascio trasportare dal rock ma ogni tanto metto il pilota automatico e la mente vola. Penso a Mimmo e alla Patty che si sono fatti 100 km per vederci suonare una mezzoretta. Penso a Mario, Patty e Maia che hanno fatto più o meno lo stesso. Guardo Jaypee lì in prima fila: domani dovrà partite per le vacanze ma stanotte ha voluto esserci ad ogni costo. Jaypee, l’amico con cui ho suonato 12 anni e che adesso suona con Lorenz nei Pawndeg. Di nuovo rapito dalle correnti della musica parto col riff di TIE YOUR MOTHER DOWN. Son lì  tra il respiro e il sogno e torno ad emergere in un lucido momento raziocinante. Guardo il pubblico e riconosco vari musicisti, lo stesso Mimmo, la stessa Maia, lo stesso Jaypee, poi gli Immigrants, Daniele Coccapani degli Smokers, Mauro Monti dei Tacchini Selvaggi e Altavia, c’è Marcello dei Settembre Adesso, c’è Giorgio dei Deja Vu.

(CC alla FDL 2011 – foto di LG)

Mi sembra che il concerto proceda bene, vedo Lorenz in pieno comando dei suoi assoli della madonna, sento Lele chiudere NEVER BEFORE in modo elegantissimo, sento Saura tenere in piedi tutti i pezzi, vedo Pol nei panni del Brad Delp di Correggio. Mi sento a mio agio tra l’abbraccio della mia band. Il pubblico sembra gradire, MORE THAN A FEELING è un piccolo trionfo. Chiusura col botto con LET THERE BE ROCK  e TRAIN KEPT A ROLLIN’. Concerto durato 33 minuti e 45 secondi, col breve soundcheck siamo stati perfettamente dentro ai 45 minuti concessoci, che bravi.

Dopo i concerti avrei sempre bisogno di 10 minuti tutti per me, ma mi devo accontentare di un angolino nella tenda-backstage. Sono stanco ma felice. Abbiamo suonato benino, abbiamo fatto del rock e a parte qualche piccola sbavatura tutto è filato liscio. Mauro dei Tacchini irrompe nel dietro le quinte ed esclama “E’ scoppiata la bomba! Siete una bomba. Che superformazione! Ho i brividi. Grazie ragazzi.” Ma in molti  altri vengono a complimentarsi. Bella sensazione.

(Tim: FDL 2011 – post gig daze – foto di LS)

Prima di lasciare la Festa vado a ringraziare il tecnico del bordo palco “Grazie, sai, sei stato gentilissimo, ci siamo trovati bene, ottima organizzazione” e lui di rimando “Grazie a voi, altroché, grazie per aver suonato qui, avete alzato il livello di molto, ma siete una nuova formazione?” Gli racconto un po’ la storia della CATTIVA COMPAGNIA e che gli ultimi 4 anni siamo stati fermi e una volta deciso di ripartite ho posto come condizione quella di avere Lorenz con noi e poi aggiungo “Hai sentito no come suona Lorenz? E’ un fenomeno”  E lui “Beh, Lorenz è Lorenz, ma mi è piaciuto il gruppo in quanto tale, bellissime le chitarre e il basso”. Esco dalla tenda, vedo i ragazzi in cerchio a parlare e sento Lele dire “Deve essere così, 5 musicisti ognuno col suo bagaglio, ognuno coi suoi meriti,  al servizio del gruppo”. Già è proprio questa  cosa che conta, il gruppo, il sound del gruppo, l’anima del gruppo, il senso del gruppo.

Mi infilo a letto alle 4 , ma l’adrenalina è ancora in circolo come spesso capita, mi faccio una tisana, mi leggo l’ultimo numero di JULIA, dormicchio un po’ e alle 7,30 del mattino sono già in piedi piuttosto vispo e pronto per affrontare il sabato. In pace con me stesso finalmente, come quando uno riesce a fare la cosa per cui è nato. I love rock and roll.

BRIAN, IL PIOPPETO E INTER – CELTIC 2 A 0

30 Lug

Un sabato qualunque con Brian, mi limito quindi ad annotare il crodino del Minibar che lo ringalluzzisce sempre (insieme ad un paio di tartine che si spara con gusto).

(Brian and the same old Crodino – oggi al Minibar)

Poco dopo mezzogiorno sono in centro a Modena, edicola sotto la Ghirlandina, reparto giornali musicali stranieri. Là, rovinato. Mentre pago l’edicolante mi fa “Classic Rock con i LZ eh? Stamattina ne ho già vendute tre copie!” e io “Beh, è naturale, i LZ sono i numeri uno” e lui di rimando “…già, sono i numeri uno“.

Mando un sms a Riff, Picca e Liso: “Mojo con Paul MacCartney, Uncut con Roger Daltrey e Classic Rock con i LZ, e via altri 30 eurini“.

Riff mi risponde imprecando, ieri ha trovato solo Uncut e dovrà rimettersi a caccia.

Picca mi scrive col suo solito sarcasmo ficcante “Bisogna sostenere i nuovi artisti“.

Paolino infine “60.000 lire…io solo Mojo e CR”

In altri giorni questo tipo di acquisti avrebbe lenito i dolori del (non più) giovane Tim, ma oggi sento un trambusto nell’animo che non mi da pace. Dalle parti di MagpiePlaceMill il blues è così forte che devo accostare. Rory Gallagher sta suonando THERE’S A LIGHT dal suo secondo album DEUCE. Il pezzo è uno di quelli sospesi per aria, quelli che quando stai rimettendo in discussione tutto nella tua vita ti schiacciano a terra. I due assoli poi – bellissimi – sono di quelli capaci di trasportarti in altri spazi e nei non luoghi della tua anima. Sono circa le 2 del pomeriggio, fa molto caldo (dopo giorni e giorni di tempo instabile e fresco), in giro non c’è nessuno, ma proprio nessuno. Mi inoltro nel pioppeto lì accanto e passo mezzora ascoltando il battito del mio animo e la musica di Rory Gallagher che oggi mi sembra più dolorosa del solito. Oggi nessuno mi sta aspettando, posso prendermela comoda.

(Poplar Grove a MagpiePlaceMill – foto di TT)

Verso le 15 armeggio ai fornelli, cosa può prepararsi un uomo di blues? Vediamo un po’…  una svizzera, due uova sode, pomodori, una Budweiser gelata (e fanculo la dispepsia) e un po’ di cuca.

Ore 17,30 amichevole di lusso INTER – CELTIC per la Dublin Super Cup su Sky. L’avvento di Gasperini sulla panchina della mia squadra, la mancanza di acquisti importanti e il fairplay finanziario mi avevano cacciato in una sorta di atteggiamento tipo “chissenefrega del calcio quest’anno”. La partita inizia. Il Celtic non sarà il Real Madrid ma è pur sempre una delle due squadre più forti di Scozia e tra l’altro il loro campionato è già iniziato, il test quindi non è di quelli morbidi e in più questo scozzesi del cazzo picchiano come fabbri. C’è anche da dire che io sono gemellato con i RANGERS GLASGOW del mio amico Billy Fletcher e quindi per me Inter – Celtic è una sorta di derby. Alla fine del primo tempo siamo due a zero per noi e giochiamo in dieci uomi: quel furbone di Thiago Motta è stato espulso (in una gara amichevole!). Non ho esultato ai due goal, ma l’iniziale distacco si è trasformato nel secondo tempo dapprima in un tiepido interesse e poi – con l’entrata di Eto’o e di Snejider – in un avvincente tourbillon emotivo. Vuoi vedere che anche quest’anno l’Inter giocherà un ruolo importante nella mia vita?

(Inter – Celtic: il Pazzo dopo il secondo goal)

LED ZEPPELIN III, TRACK 2

29 Lug

Ecco, uno è al lavoro, è molto indaffarato, i giorni prima della chiusura estiva sono intensi, è molto concentrato, vuole fare le cose per bene, è contento di essere così produttivo ma…sente che comunque manca qualcosa…certo manca il fatto di essere nei camerini del Madison Square Garden in attesa di iniziare un concerto del world tour della sua band, ma non solo quello…manca qualcos’altro e allora il fato, il caso, il blues recapitano tre sms nel giro di poco:

Paolino L.Ciao Tim. Domani parto e torno a ferragosto. Al rientro se ci sei ti vengo a trovare. Facciamo due tisane (a proposito…mai più senza!) e mi fai provare la tua pedaliera, eh?In bocca al lupo per Zocca.

Picca “Finito il primo volume delle vacanze You Never Give Me Your Money – The Beatles After The Break Up. Bellissimo. Straziante. Tra quelli che ho letto io è il migliore sui baronetti. Adesso attacco Mansion On The Hill – Dylan, Young, Geffen, Springsteen And The Head-On Collision Of Rock And Commerce

Polbi “In macchina da solo col primo ZZTop a palla. Un caldo che solo al sud e la Sicilia davanti. E il naufragar m’è dolce in questo mare…”

E allora uno pensa agli amici e all’amicizia. E si sente meglio.

(old friends: da sx a dx Tim, Picca, Liso)

Sarajevo, Brian e “Evil Wind” della Bad Company

24 Lug

Venerdì 22 luglio ore 20,30/21 ho appuntamento con Picca e Liso in Piazza Mazzini a Modena. Esco dall’ufficio alle 20, ho molto fare, non riesco a passare per casa e mi dirigo direttamente in città. Passo per la Pomposa dove, come dice Picca, ci sono “i forzati da aperitivo”… la movida modenese  sta prendendo forma anche questo venerdì.

Arrivo a Mazzini Square, lo vedo, è seduto su una panchina nel centro della piazza. Mi seggo accanto a lui. Abbiamo abbastanza confidenza per non dover fare necessariamente i salti di gioia ogni volta che ci vediamo. Passano un paio di ragazzi giovani, ci guardano, mi chiedo cosa vedano. Alla loro età, cosa avrei pensato io di due uomini adulti dallo sguardo un  po’ vago, seduti su di una panchina in Piazza Mazzini a Modena verso le 20,45 di un venerdì sera d’estate? Meglio non pensarci.

(Modena, Piazza Mazzini)

Paolino lo vediamo a bordo piazza a parlare con qualcuno, lo andiamo a raccattare e ci infiliamo nella prima pizzeria a tiro con veranda sulla piazza stessa. Dunque, fatemi fare due conti…per almeno due ore e 20 minuti non abbiamo smesso un solo momento di parlare di musica rock.

E’ così appagante parlare della cosa che ti interessa di più in assoluto nella vita senza la paura di annoiare nessuno… Delaney & Bonnie…Carl Radle, Bobby Whitlock e Jim Keltner, ma chi è oggi come oggi che parla di questi personaggi qui? Piatti per dischi, vinili, Eric Clapton, Rory Gallagher, Springsteen a Zurigo nel 1981, Heart, Bob Dylan, Little Feat e poi, naturalmente i LZ.  Come dico sempre sono io tra i miei amici l’esperto in materia, ma non sono io il primo a toccare l’argomento.

The Song Remains The Same & The Rain Song versione live 1973 come punto più alto del chitarrismo rock con Picca che per farti capire canta fraseggi strumentali della canzone della pioggia e aggiunge “C’è più chitarrismo in quesi due pezzi lì che in intere discografie di altri musicisti“. Liso (chitarrista lui stesso) – con lo sguardo incredulo e scuotendo la testa – dice ” io quando lo sento suonare TSRTS dal live mi chiedo sempre…ma come cazzo fa?” e poi aggiunge “io ascoltavo in continuazione l’assolo di No Quarter dal vivo, appena finiva  spostavo il braccio del piatto e riposizionavo la puntina sul punto di partenza”.

Poi, un commento en passant di Paolino “Ah, cosa darei per poter fare un reset e poter iniziare di nuovo ad ascoltare quei gran dischi per la prima volta…”, già, noi ormai i grandi dischi del rock li abbiamo già tutti, ne godiamo ancora ma a volte fa paura il fatto che oltre quelli non c’è più niente.

Decidiamo di fare un salto ai Giardini Ducali. Entriamo e la atmosfera è evidentemente deprimente: Claudio Lolli che sta terminando il suo spettacolo, poche luci…il tutto sembra dimesso.

Picca scuote la testa “Ve mo lè, a pèr d’èser a Saraievo” (Guarda mo’, sembra di essere a Saraievo). Ci si chiede se è possibile che le serate delle estati modenesi debbano essere queste. Oltre ad avere un disco primo in classifica, avere un programma tutto suo su Sky, essere uno speaker di Radio Capital, per me e Liso, Picca dovrebbe anche essere assessore alla cultura di Modena. Non glielo possiamo dire se no si incazza, ma almeno posso scriverlo qui sul blog, al riparo dai suoi occhi.

(Liso e Picca a Saraievo, l’altra sera – Foto di TT)

Due birre (per loro), una bottiglia d’acqua fuori frigo per me (maledizione anche qui non fanno tisane), argomenti di conversazione che puoi affrontare solo con gli amici veri e che toccano le corde Ernie Ball Super Slinky 009 delle nostre anime. Malgrado la atmosfera da Bosnia-Erzegovina durante l’assedio 1992/96 sarei stato a parlare fino al mattino, ma  l’indomani Brian si sarebbe messo sul balcone in attesa di vedere spuntare la Croma Blu  e non potevo farlo aspettare troppo.

E infatti eccolo là Brian verso le 9 del mattino sul terrazzo. Parcheggio, gli faccio il segno del rock e lui mi saluta. Bagno, iniezione, barba, somministrazione pillole e di nuovo in strada Ninetyland bound. Riesco a scaravoltargli l’umore, da depresso/ spaventato a euforico / spavaldo. Brian parla, saluta tutti, parla, cita Dante Alighieri, parla, mangia la pastina, parla, beve il caffè, parla, contempla il verde, parla, cita i Kennedy, parla, prega vostro signore, parla… io non ho mai visto una persona che parla tanto come mio padre. Questo suo bisogno di intrattenere rapporti con la gente chiacchierando andrebbe studiato. Io e mia sorella ancora ci stupiamo della cosa, ancora adesso dopo tutti questi anni.

(Let The Brian Do The Talking – Brian al K2, ieri – foto TT)

(The One and Only Brian – foto TT)

La sera di sabato la passo alla festa della birra di BigHouses (frazione di Luzzara), si dice che sia la festa della birra più grande d’Italia…in effetti è sconfinata. Sono venuto per lo spettacolo di Cornacchione, prima però ritorno bambino e mi prendo lo zucchero filato.

(Little Tim and the spun sugar at Casoni’s Beer Fest – foto by LS)

Io purtroppo ho la soglia del riso che è altissima, rido di gusto davvero raramente, ma Cornacchione in un paio di occasioni riesce nell’impresa. Lo vidi anche l’anno scorso,  è sempre divertente. Una oretta davvero godibile.

(Anthony Bigcrow at Casoni 23-7-2011 foto di TT)

Uno dei vantaggi di vivere in campagna nel posto in riva al mondo è la possibilità di alzarsi alla domenica mattina e mettere su DESOLATION ANGELS della Bad Company a volume alto. Il rock del mio gruppo preferito esce liquido dalle finestre e va ad innaffiare piante, prati e coltivazioni lì fuori…certo, è il venticello a farli muovere, ma sembra quasi che  i malghetti vadano a tempo.

Poi arriva EVIL WIND, che non è che sia poi il pezzo rock migliore del mondo ma ha un qualcosa che mi prende completamente. Tipico pezzo di Rodgers ma con un Mick Ralphs super. Quando poi arriva al minuto 3,03 mi viene la pelle d’oca, mi si rizzano i peli, la mia mente comincia a capire i misteri dell’universo, inizio a sentirmi leggero, galleggio e veleggio verso galassie inesplorate…credo che sia uno dei momenti più alti di MICK RALPHS come chitarrista. Questo è una di quelle canzoni rock per cui vale la pena vivere, almeno per me.

Alle 13 sono ancora qui che ascolto DESOLATION ANGELS…Lonely For Your Love (alias Can’t Get Enough pt 2), Oh Atlanta, Take The Time, Rhythm Machine…non riesco a staccarmi, ma devo: tra un minuto ristorante cinegiappo con Dennis e Labetty.

Bad Company miglior gruppo di tutti i tempi :-)

QUEENMANIA a Borgo Massenzio e il decadimento culturale della musica

18 Lug

Alla festa di Borgo Massenzio ieri sera c’erano i QUEENMANIA, tribute band dei Queen. Essendo ormai un abitante del borgo decido di andare. Il tragitto lo faccio a piedi, un chilometro immerso nella campagna senza una luce che faccia da guida, prendo con me la mia navigatrice preferita munita di torcia.

Il parcheggio intorno al sagrato della chiesa è pieno come non mai, macchine parcheggiate nei campi, lungo i canali…ci fossero i Pink Floyd capirei, ma i Queenmania? Vidi la band un paio di anni fa, non mi aspetto quindi granché, ma magari stasera riescono a sorprendermi, forse un paio di anni fa ero predisposto male. Missione fallita. I QUEENMANIA valgono ben poco. Il chitarrista è bravo, bel tocco,  benchè la presenza scenica lasci a desiderare, ma gli altri tre proprio non convincono. Il bassista è un professionista ma gli manca il senso, il batterista è innamorato di se stesso e anche lui usa il doppio pedale. Il doppio pedale con i Queen! E’ lo stesso discorso del post di ieri a proposito del decadimento musicale. Poi c’è il cantante, la star, il sosia (o presunto tale) di Freddie Mercury, quello che parla solo in inglese, che si mette le tutine, che durante I WANT TO BREAK FREE si veste come MrBulsara nel video omonimo e che ha una voce da papero. Ma può uno con una voce da papero cantare in una tribute band dei Queen? E’ sufficiente una lontana somiglianza per copiare le gesta del Great Pretender?

Certo che può, per carità, nessun giudizio snob…fossero una tribute locale senza troppe pretese di stardom, ma questa è una di quelle tribute band professioniste, che suona dappertutto, che si autocelebra, che a sentir loro hanno fatto 50 date in Europa e in Inghilterra. In questo caso bisogna saper cantare, bisogna calarsi nel mood di John Deacon e Roger Taylor, occorre avere un minimo di eleganza e dignità. Possiamo discutere sul senso delle tribute band, ma perlomeno se lo fate a questo livello fatelo bene. Non si può cantare Freddie Mercury in quel modo.

(I Queenmania a Borgo Massenzio ieri sera – foto di TT)

Il pubblico naturalmente era tutto per loro, applausi convinti, qualche urlo, mani che battono il tempo, verso la fine addirittura una ventina e più di persone sotto il palco (d’altra parte da un pubblico maschile che veste al 95% improbabili braghe corte con infradito, ciabatte o sandali che vuoi aspettarti?) Nessuno che si sia posto il problema circa la proposta musicale, la qualità…l’appiattimento dei gusti del pubblico ormai è senza speranza. Liga che fa 120.000 persone al Campovolo (Liga, mica il farewell tour dei Rolling Stones), i Negramaro che riempiono San Siro, band dignitose ma il cui giusto posto sarebbe un palasport che richiamano folle oceaniche senza che la proposta musicale sia all’altezza … cosa sta succedendo? Sono io che mi sto trasformando in un vecchio incazzato col mondo o c’è qualcosa che non va?

Il ritorno: è mezzanotte passata, nel cielo nuvoloso ci sono ampi squarci di sereno che lanciano le stelle in primo piano. La stretta e tortusoa countrylane è preda delle tenebre e fa un po’ paura. Lì accanto cicale e grilli fanno un gran casino, si sente persino qualche rana  superstite della strage che stanno facendo quei maledetti gamberi americani d’acqua dolce, quelli che ormai regnano incontrastati nei nostri fossi. Penso a come si doveva sentire Robert Johnson 80/90 anni fa nel girovagare tra campagne ancor più nere. Il senso blues è altissimo e il mio animo si perde spaurito tra quella emozioni.

Tutto mi sembra spaventoso, la mia worried mind mi fa scivolare la prosa, incespico in frasi tipo “il grembo caldo della notte mi confonde i pensieri”, ” gli artigli delle tenebre ghermiscono il mio corpo”…ah, come vorrei essere un uomo normale… Save me, save me, save me I can’t face this life alone Save me, save me, save me…I’m naked and I’m far from home…

I Jethro Tull a Boretto, Liga al Campovolo (black mood for a day) e le seppioline della Patty

17 Lug

Venerdì sera al LIDO PO di Boretto a vedere i JETHRO TULL. La location è di tutto rispetto, molto blues, ma indicativa del livello in cui si sono cacciati oggi i Jethro Tull, ovvero Ian Anderson, Martin Barre e altri tre tizi di cui nessuno sa nulla. Sono lì con Suto Sutovich detto anche Sutus, il chitarrista dei Tacchini Selvaggi,la bassista degli stessi, Lasàurit, Mimmo e Lapatty. Ci godiamo per un momento il lento scivolare dell’ Old Man River: il tramonto, le barche ormeggiate, quel sapore da Mississippi o come dice Suto da Mississippo.

(Sutus & Tim down by the river – Boretto 15/7/2011 – Foto by LS)

(Old man River – Boretto 15/7/2011 – Foto by TT)

Entriamo e ci mettiamo a sedere…meno male alla nostra età i concerti in piedi sono ormai insopportabili. Suto mi racconta di quando vide i Jethro nel 1973 e sempre nello stesso anno gli EMERSON LAKE AND PALMER e altri gruppi storici…io sospiro…gli ELP nel 1973, sigh.

(Il misero palchetto dei Jethro a Boretto – Foto by TT)

Sentire Giovanni D’Andrea – IAN ANDERSON – suonare il flauto e la chitarra acustica è sempre una emozione, così come immergersi in quella manciata di canzoni con cui siamo cresciuti (THICK AS A BRICK su tutte); Martin Barre dal canto suo è ancora un signor chitarrista. Detto questo occorre aggiungere che Anderson fatica a reggere con la voce, il tastierista ha dei suoni orrendi  da band sfigata e che il batterista rovina tutto con il doppio pedale. Doppio pedale nei Jethro Tull, ma siamo impazziti? Sta andando tutto in malora. Questo è un segno evidente dei decadimento culturale della musica. ‘Sti cazzi di doppi pedali, di influenze nefaste di band insopportabili come i DREAM THEATER, di spettacolarizzazione di virtuosismi inutili e dannosi.

Ci sono anche un paio di astronauti, un italiano e una americana che ha duettato dallo spazio col flauto con Anderson. Fanno naturalmente BOUREE’ e tutto decade ulteriormente in un teatrino di dubbio gusto. Mentre i Jethro portano avanti il loro spettacolo mi accorgo che non ho provato un brivido (a parte per THICK AS A BRICK), che me ne sto fermo come una statua di marmo, che non reagisco. In un paio di momenti mi appisolo anche, in altri scambio sms col mio amico chitarrista Paolino Lisoni e con mia sorella Lalalli. Magari il gruppo è ancora dignitoso (ma siamo al limite) …di certo è noiosetto.

Dietro di me ci sono un paio di “esperti”, quelli che perché hanno qualche sballatissima nozione rock si sentono in dovere di pontificare…li sento dire: “spettacolari“…”ma ci sono ancora gli Whitesnake?” “Certo, pensa che mio figlio quando si è sposato ha voluto che suonassero in chiesa IS THIS LOVE mentre entrava la sposa…sai quel pezzo lento che fa.…(starnazza come una gallina mentre tenta di replicare la melodia di Coverdale)“…”Sì, io so tutto, mi tengo aggiornato con Metal Hammer”, “..sì, la Fender è un’altra cosa“, “Ritchie Blackmore ha un carattere impossibile“…” Eh, I Led Zeppelin“…tendo l’orecchio …per fortuna non aggiungono altro. “(rivolto al concerto dei Jethro) Entusiasmante.” Penso a Picca, ah se solo fosse qui con me, basterebbe lo scambio di uno sguardo per quietare il mio animo. Guardo la gente intorno, non aspettava altro che il riff di AQUALUNG. Non importa come sia messa la band, se la proposta musicale sia valida o no, chi c’è in formazione, l’importante è il rff di ACQUALUNG e fare una foto col telefonino. Mi sento incompreso. Per fortuna ho accanto a me Lasàurit e Suto Sutovich e poco più in là MENNY, che incontro oggi per caso proprio qui, oggi che per entrambi è un anniversario molto doloroso…e così idealmente faccio un brindisi agli amici assenti.

Sabato mattina: benché gli avessi chiesto di evitare, Brian mi sveglia con una delle sue telefonate all’alba. In settimana abbiamo avuto la conferma che la sua maruga perde qualche colpo, quindi a maggior ragione cerco di non alterarmi. Alle 8,30 sono da lui, solite incombenze e alle 10 siamo a Ninetyland. Gestirlo diventa sempre più problematico e pensando al futuro … lo vedo solo a tinte fosche. Al K2 incontriamo la Rina, un ex collega di mia madre, anche lei in là con gli anni. La Rina è sola e mi chiedo chi si occuperà di lei quando non sarà più autosufficiente. Le offro un caffè.

Fermata come di consueto al Minibar, i fedeli avventori del sabato sono più carichi del solito…entriamo e riceviamo un’ovazione simile a quella che Liga riceverà questa sera appena salirà sul palco al Campovolo. Brian è in solluchero (con una c sola!).

(Minibar crew)

(Brian e il crodino del sabato al Minibar)

Ritorno verso la black (and blue) country, ma prima devo fermarmi a Reggio da Labetty di Jay…come se fosse facile arrivarci, oggi c’è il concerto di Liga al Campovolo. Strade chiuse, vigili e organizzatori ovunque, per arrivare al Mirabello mi fanno passare per Parma, cazzo! Beh, non proprio per Parma ma faccio un giro della madonna. Inizio ad incazzarmi. Cerco di ritornare, evito la strada che faccio di solito e che costeggia il Campovolo, ne cerco un altra. Arrivo alla deviazione e c’è un blocco, parlo con un vecchio addetto all’organizzazione che mi dice “possono passare solo i residenti” e io gli ripsondo “appunto sto a Borgo Massenzio“, “ah, bene passi pure” “grazie” a questo punto il vigile che era lì e che ha assistito alla scena mette un transenna, non mi fa passare e mi guarda con la faccia di chi ha un minimo di potere e lo mostra amplificandone i toni…. mi monta un nervoso che so solo io…ho due opzioni: spingere sull’ acceleratore e arrotare lo stronzo o andarmene e cercare un’altra strada. Rimango quindici secondi a pensare e poi opto per la seconda, ma sono incazzatissimo, vaffanculo vigile reggiano di merda e vaffanculo concerto al Campovolo.

Per tornare devo passare per Springfield, in mezzo alla campagna e spero che questa mi calmi un po’, ma è inutile sono In For The Kill. Tolgo il CD3 del cofanetto di Rod Stewart che sto ascoltando e infilo nel lettore BRITISH STEEL dei Judas Priest.

There I was completely wasting, out of work and down 
all inside it’s so frustrating as I drift from town to town 
feel as though nobody cares if I live or die 
so I might as well begin to put some action in my life 

Breaking the law, breaking the law 
Breaking the law, breaking the law 
Breaking the law, breaking the law 
Breaking the law, breaking the law 

Sono incazzato con tutti, spero di non incrociare preti, esponenti del PDL, dj, tifosi con la maglietta del colore sbagliato. Quando passo davanti alle chiese bestemmio, mentre incrocio le madonnine erette ai crocicchi di campagna urlo “666 the number of the beast”. Non posso continuare così…mi fermo. Tolgo i Judas, metto SIMON & GARFUNKEL, guardo la campagna e cerco di tornare in me.

(Looking at the country – Springfield- foto di TT)

Arrivo a casa ma sono ancoro scosso, faccio per salire le scale ma dalle finestre del pianoterra escono strane melodie: Leo sta ascoltando dei canti sovietici…mi rilasso.

Alle 17,55 ricevo un sms di Jaypee:

“Non riesco ad andare da Betty, tutte le strade interrotte, hanno persino parcheggiato a Borgo Massenzio per Liga. A morte il rock italiano, viva la Cattiva.”

Lo chiamo, è alterato anche lui, è un’ora che gira per Reggio cercando di raggiungere la sua meta. Gli parlo di Peter Andersen, di Davide Cocconcelli degli Smokers  e di Gregg Allman…Jaypee si placa.

Mi getto sul divano, penso alle seppioline che mangerò stasera dalla Patty e mi placo anch’io.

(le seppioline della Patty)

LORENZ AL RISTORANTE CINEGIAPPO

11 Lug

Son qui che rido con me stesso … sto facendo le mie cose qui in ufficio, sono in modalità silente, un po’ bluesy, non so nemmeno perché, il ventilatore che mi fa compagnia, il rotolo della calcolatrice che svolazza, 100 pennarelli sparsi sulla scrivania …e mi scappa da ridere.

Penso a Lorenz …  ieri a pranzo al ristorante cinegiappo, uno di quei ristoranti a buffet, ti alzi dal tavolo vai verso i banconi e ti prendi quel che vuoi.

Sono lì con i miei spaghetti di riso ai gamberetti, alla mia sinistra Jaypee, alla destra Lorenz, davanti le tre madonne. Lorenz si alza per andare al banco e scegliere chissà quale leccornìa asiatica, noi continuiamo a mangiare e a parlare.

Lorenz sta via più del dovuto. Ritorna ed esclama un po’ contrariato, ” Oh ma com’è? Ero lì che mi stavo mettendo del sushi nel piatto, e uno che era lì vicino attacca discorso e si mette a discutere. Oh, zio can, ma ti sembro uno che ha voglia di parlare?”.

Come direbbe Jaypee mentre imita Homer “Mitico!” :-)

THE SMOKERS, IL BLUES E IL TOUR DE FORCE DELL’AMICIZIA

11 Lug

Venerdì sera appuntamento con Lorenz e Jaype alle Notti Rosse a Villalunga di Casalgrande per il ritorno dei Rats; quel rock italiano non è esattamente il nostro genere preferito, ma Wilko e Lor (rispettivamente cantante-chitarrista e batterista del gruppo) li conosco da 3 decenni e non voglio mancare. Sono stato contento di vedere che anche dopo tutti questi anni la band ha un buon seguito che si ammassa sotto al palco e canta le canzoni. Prima di loro hanno suonato gli SMOKERS, gente del posto: Lorenz mi aveva già parlato del cantante ma non sapevo cosa aspettarmi. La locandina diceva “garage & sixties” e io pensavo “ah, un gruppo adatto a Polbi non a me” e invece mi son dovuto ricredere: la migliore band locale che io abbia visto negli ultimi anni. Il repertorio non supera il 1971, MC5, Neil Young, Creedence, FREE (Fire & Water e The Stealer) e la convinzione della band è commovente. Tutto gira intorno alla figura di DAVIDE COCCONCELLI , cantante e chitarrista ritmico. Daniele ricorda nelle sembianze il RORY GALLAGHER dei primissimi settanta e ha un voce che ti scuote e ti coinvolge sin da subito. Immaginate il PAUL RODGERS del 1969/70. Letteralmente FANTASTICO!

Sabato sera passato con i ragazzi che ogni tanto tornano in città, March non ce la fa e anche Liso da forfait all’ultimo ma gli irriducibili ci sono: yours truly, Sutus (come lo chiama Picca), Picca (appunto), Mixi, Jaypee e Dickey Betts…cioè, Riff. Fritto misto alla Festa Dell’Unità di Gavassa (frazione di Reggio), una di quelle feste dell’unità che tra un po’ scompariranno, fatte in una specie di grande cortile tra alcune case. Atmosfera da vecchia Emilia Romagna etichetta rossa.

(The boys are back in Gavassa)

Prendiamo il caffè alla baracchina del bar e per un momento contempliamo la situazione e riflettiamo sul fatto che la media dell’età  della gente è over 65. Finita questa generazione queste feste spariranno. Ognuno di noi immortala col telefonino la Festa di Gavassa.

(La festa di Gavassa)

(bands a Gavassa)

Verso le 22 ci spostiamo alla House Of Blues: un paio di tavoli, qualche sedia, la cuca (la cocomera), birre fredde, Southern Comfort  e fino alle 02 siamo ininterrottamente a parlare di musica rock. La serata caldissima, i campi di malghetti lì intorno (sì, lo so che li cito sempre), l’odore della campagna che suda e trasuda e Radio Capital che passa gli ZZTop ci portano ad inoltrarci in discussioni sul blues profondo, quello nero, quello che mica tutti saprebbero sostenere una conversazione a proposito.

La notte è nera e stellata, e noi ci appoggiamo sul suo ventre…notte che ci parla di blues e di rock dunque, con  accenti che arrivano fino a tematiche ancestrali e umanistiche. Guardo le facce di Suto, di Mixi, di Jaypee  e di Riff…tutti attenti alle teorie e riflessioni di Picca che sono sempre illuminanti. Lui non vuole che lo dica, ma io credo che Picca sia un genio. Io certi ragionamenti sul rock li ho sentiti solo da lui, ragionamenti che mi lasciano a volte a bocca aperta…e insomma, non è che io sia un rocker alle prime armi. Io dovrei filmarlo Picca mentre si lancia in congetture, storie, studi, ipotesi rock e poi mettere il video su youtube. Poi penso a noi, sei uomini maturi dell’Italia settentrionale (tra l’altro tutti interisti tranne Riff che tiene la Samp) che una sera d’estate in mezzo alla campagna dentro ad un pentacolo formato da ciotole di citronella anti zanzare accese, son lì che parlano seriamente di cose e di musiche successe nel sud degli Stati Uniti 80 anni fa nelle comunità nere. Che cosa potente il blues, che solido ponte temporale … capace di mettere in contatto vecchi ragazzini bianchi del nord italia con degli uomini spesso pericolosi che cantavano dei tizzoni ardenti di canzoni dalle parti di Helena o Rosedale. Ah.

Domenica a pranzo invece appuntamento al ristorante cinegiappo di Reggio con Jaypee, Lorenz, LS, LG e LB. La giornata è caldissima e soleggiata, il gatto Patuzzo è senza forze e comincio ad esserlo anche io. Tre uscite consecutive il venerdì, il sabato e la domenica si fanno sentire. Penso al fatto che sono appunto uscito tre volte con Jaypee questo weekend (e due con Lorenz), un bel tour de force dell’amicizia.

(Pato sfatto dal caldo)

(Tres Hombres: da sx a dx  Jay, Lorenz & Tim)

Gli occhi del demonio e il quadernino di Pol

9 Lug

L’altra sera arrivo nel posto in riva al mondo verso le 20, mi accorgo subito che c’è uno strano silenzio: la casa è deserta, la campagna lì intorno muta, i vicini sembrano spariti, guardo il cielo…mi viene in mente RUN WITH WOLF dei RAINBOW … There’s a hole in the sky something evil’s passing by …. sento che qualcosa o qualcuno mi sta guardando. Inizio ad avere i brividi, un alito di vento caldo mi avvolge i pensieri, scruto tutt’intorno ma non vedo nulla, eppure la sento, c’è una presenza…il maligno? Quasi quasi spero di sì, perché col diavolo ho un conto in sospeso. Mi faccio coraggio, ma vorrei tanto che Lorenz e Jaypee fossero qui. Continuo a sentire due occhi puntati su di me. Sono all’erta, i sensi sono un radar che scandaglia tutto, sento già un odore solfureo, mi dico di non impressionarmi se un essere col piede caprino mi si para davanti, vado in garage, prendo la DANELECTRO e vado incontro al mio destino. Avanzo con fare accorto verso la campagna, lo sguardo dell’essere misterioso mi trafigge, sono vicinissimo, ormai ci sono …  Robert Johnson dammi la forza …  mi inoltro nel campo dei malghetti e…oh, ah, è la gatta Raissa.

(la gatta Raissa)

Un’ora e mezzo più tardi arriva Pol, il cantante. Due chiacchiere tra amici, un ripasso dei pezzi dei BOSTON e due dritte su come scaricare torrent bootleg da Dimeadozen. Subito non ci faccio caso, ma Pol ha con sé un quadernino su cui prendere appunti. Il quadernino sembra provenire dagli anni ottanta, una copertina che non si riesce a descrivere, fogli a quadretti. Mi rendo conto che anche Pol è un uomo di blues.

(il quadernino di Pol)

Un paio di birre (per lui), due nozioni informatiche, CAN’T GET ENOUGH dall’ultimo bluray della BAD COMPANY, il divudì PHOENIX RISING dei Deep Purple mark IV con la discutibile performance di Tommy Bolin al Budokan di Tokyo, A MAN I’LL NEVER BE dei Boston chitarra e voce. Elaborazione di qualche blues doloroso, conferma del fatto che anche per lui QUEL CHE CANTAI è la mia TEN YEARS GONE, riflessioni sulle vibrazioni positive che la CATTIVA COMPAGNIA rinata sta dando a tutti quanti e, alla fine, malgrado il caldo, tisana della sera per entrambi da veri uomini di blues.

(Pol & Tim)