SCOSSE, KARTODROMI e l’odore d’Europa che senti sulla BRENNERO

13 Giu

L’altra sera la scossa di 4.3, a dire il vero dormivo e non l’ho sentita ma il trambusto che di solito segue a eventi del genere (sms, telefonate, passi nervosi in corridoio) mi ha svegliato e da lì in poi non sono più riuscito a prender sonno. Queste continue scosse stanno regalandoci un velo di stanchezza perenne. Ormai ci siamo abituati, ma lo stare sempre all’erta, il dormire in tenda, osservare i lampadari, valutare ogni crepa che vedi in giro rende la vita dei modenesi ancor più dura.

Per lenire questa cosa controllo l’albicocco che ho piantato l’anno scorso, le mugnaghe stanno prendendo forma, ne vado molto fiero e mi danno un bel senso di tranquillità.

(Mugnaghe – foto di TT)

Iersera porto la groupie al kartodromo di Mantova, per farla sfogare un po’. Rollare sulla Brennero mi mette spesso di buon umore, ti sembra di avere meno limiti e già subito dopo Carpi inizi a sentire l’odore dell’Europa. Ti metti sui 130, alla tua sinistra il sundown, sullo stereo il primo di PETER GABRIEL…

(Rolling on A22 – foto di LST)

Al kartodromo mentre la groupie riprende confidenza con la velocità (saranno tre le session) io me ne sto appollaiato nel balcone interno riservato agli spettatori…dove di solito ci stanno le fighe che guardano i loro maschi correre e battagliare…per fortuna stavolta se ne stanno da qualche altra parte a fumare…io scatto un paio di foto alla Speed Queen

(La groupie: a night at the races – foto di TT)

e poi mi leggo il nuovo numero del nuovo corso di SOUND, la rivista di hi-fi che ha inglobato MAX STEFANI e la sua ciurma. Ne parlerò in un thread a parte, ma… lettura piacevole e interessante: AAC, AAC PLUS, ALAC, MP3, LOSSLESS, nuove imposizioni (finalmente) della APPLE circa i criteri delle rimasterizzazioni (non più sparate al confine dello 0db  o addirittura oltre)…

 (Waiting & Reading – foto di TT)

(la speed queen esce dal kartodromo)- foto di TT)

Ritorno verso le 24, doccia, tisana all’anice, un occhio in internet, lettura di qualche pagina de IL VANGELO SECONDO SATANA e poi crollo. O almeno lo penso. Invece arriva il demone delle notti senza sonno, quasi all’improvviso, strisciando, cingendomi il respiro…

provo a far finta di nulla, penso alla finale di Madrid e ai due goal di Milito, ma il demone non ci casca, quando faccio per addormentarmi mi tira un cazzotto nello stomaco e mi ridesto di soprassalto. Cerco di controbattere, mi travesto da Nazareno e gli urlo “vade retro Satana” …

Sono le 3 e mezza, mi sa che non c’è nulla da fare…il cuore che batte like a big bass drum, presagi di morte, dolori ancestrali, i blues più feroci che si materializzano…ho capito, notte insonne…

Mi alzo, mi sparo una tisana rilassante, penso al perché di questi attacchi d’ansia…la gestione Brian, l’insicurezza che questa crisi genera, l’incertezza del futuro, nessun nuovo album di Leopold all’orizzonte, di nuovo un mercato al risparmio dell’Inter…uff…mi trascino davanti allo stereo…metto su REVELATIONS di Carlos Devadip…

 Bel pezzo, ma forse troppo spirituale per il mio stato d’ansia, quindi “vade retro Santana!”, meglio virare su qualche ninna nanna famigliare…

…ecco mentre mi trastullo alla ricerca di una regina senza re, il demone se va, gli occhi mi si chiudono, la pace ritorna, mi corico di nuovo sul letto mentre l’alba sboccia in tutta la sua bellezza..

Standing on a hill in my mountain of dreams,
Telling myself it’s not as hard, hard, hard as it seems.

SIGUR ROS “Valtari! (Emi 2012) – TTT½

13 Giu

Alcuni si chiederanno cosa ci fanno i SIGUR ROS sul TTBlog e la risposta non è semplice. Probabilmente mi si immagina imbalsamato dentro ad una bara rock costruita coi dischi di JOHN MILES, FREE e BLUE ÖYSTER CULT, non sempre è così…qui nel posto in riva al mondo abbiamo la parabola satellitare e capita a volte di captare suoni che arrivino dallo spazio profondo, suoni meno ascoltati che chissà perché si appiccicano nel nostro rock and roll heart.

Confrontandomi con Sarwooda, l’ultimo album dei SIGUR ROS – gruppo musicale islandese – è capitato a tiro e sì è incuneato tra gli ascolti di questo periodo.

VALTARI è un insieme di suoni gradevoli,…è il respiro dell’ISLANDA, è vapore sonoro che che si erge al di sopra delle nostre anime, musica che si innalza sopra al frastuono di questo mondo ormai caotico, musica che forse nasce proprio dalla difficile e rumorosa convivenza degli esseri umani di questi ultimi lustri, un faro, un suono che ci catturi e che ci guidi di nuovo verso l’essenza della nostra condizione, un piffero che ci riconduca alla ragione.

I 12 album che ascoltavamo negli anni 80 – Reminder

13 Giu

Alexdoc ha fatto iol riassunto circa le  preferenze dei fedelissimo del blog e ne è venuta fuori una di quelle classifichine che per gente come noi sono sempre divertenti. Tuttavia i 16 commenti – pur essendo un numero dignitoso – sono pochi per tirare le somme, così invito i più volenterosi della TTBlog Community a mandare qualche altro commento con le proprie preferenze.

I commenti vanno bene sia in risposta a questo reminder sia al thread originale del 31 maggio:

https://timtirelli.com/2012/05/31/i-12-album-che-ascoltavamo-negli-anni-80/

Thank you.

AA.VV. “PROGRESSIVE ITALIA – Gli Anni ’70 VOL.8″ The Universal Music Collection” (2010 Universal) – TT

12 Giu

Mi chiedo cosa c’entri questo cofanetto col progressive: tre album di gruppi dediti alla musica italiana più o meno melodica, 3 album di puro cantautorato fine settanta. Spacciare questi dischi come progressive mi sembra davvero  poco elegante. L’album di Maurizio Fabrizio non é male (tra l’altro mi pare che il primo pezzo si rifaccia a SOLSBURY HILL) ma non è certamente catalogabile sotto al genere citato in questa collana. No, perché allora anche il primo di VASCO “MA COSA VUOI CHE SIA UNA CANZONE (1978) possiamo condiderarlo progressive italiano visti gli arrangiamenti di GAETANO CURRERI. Mah.

GENS “Gens” 1974 – TTT

MARIO PANSIERI  “Sulla Spiaggia D’Inverno” 1978 – TT

MAURIZIO FABRIZIO  “Primo” 1979 – TTT

GIANNI BONFIGLIO  “Luci Spente A Testaccio” 1979 – TT

I NUOVI ANGELI  “Stasera Clowns” 1978 – TTT

LA STANZA DELLA MUSICA  “La Stanza Della Musica” 1978 – TT

Per arginare il “dispepsia funzionale blues”

11 Giu

Sarwooda è una mia collega, oltre al posto di lavoro condividiamo – purtroppo – anche il blues della dispepsia. Nei caldi pomeriggi estivi, mentre ci prepariamo una bella tisana calda bollente, fantastichiamo di non avere lo stomaco delicato e di poterci sparare una bella Guinness scura gelata o anche una fresca Lemonsoda.  Ben presto però ritorniamo down to earth, se lo facciamo siamo quasi certi di passare il giorno dopo con mal di testa e nausea, così sospirando ci accontentiamo della birrette o del Southern Comfort che ci concediamo diligentemente solo il sabato a pranzo.

(Sarwooda & Tim – foto di repertorio – scatto di Franzibus)

Oltre alla nausea e al feroce mal di testa, la dispepsia porta anche la cronica mancanza di sonno. Dal pasto serale al momento di coricarsi devono passare perlomeno 4 ore, meglio se 5… per essere più o meno sicuri di essere in una forma decente l’indomani. Questo significa andare a letto mai prima della mezzanotte, preferibilmente verso l’una. Vietato quindi addormentarsi sul divano la sera, vietato concedersi una sera alla settimana un bel lungo sonno ristoratore, di quelli che vai a letto alle 22.

La dispepsia significa avere il parafulmine dello stress proprio lì, nel bel mezzo dello stomaco. Che blues, per la madonna! Visto che dobbiamo conviverci (purtroppo non esistono rimedi veramente efficaci, e per la medicina quel tratto del corpo umano è ancora un mezzo mistero) siamo sempre alla ricerca di modi per arginarla o aggirarla. Sarwooda ha trovato questo pratico articolo con cui recuperare la mancanza di sonno in ufficio nella pausa dalla 13 alle 14. Piuttosto blues, eh?

 

UNCUT – LED ZEPPELIN SPECIAL COLLECTOR’S EDITION

9 Giu

Picca mi segnala che questo speciale di UNCUT è in uscita a luglio.

In che disco vogliamo essere pressati dopo morti?

8 Giu

Trasforma le tue ceneri in un disco in vinile!!!!!!!!!!!

L’immortalità a 33 giri (e un 1/3)
In che disco vogliamo essere pressati dopo morti?
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Picca mi manda queste due righe con link tramite email…e devo dire che l’idea mi sembra carina: le nostre ceneri pressate insieme al vinile di un disco dalla capacità di 24 minuti totali. Io ci sto pensando, non userei certo delle mie canzoni come invece propone l’inventore, ma fornirei alla ditta sei/sette canzoncine scelte tra i miei LP preferiti in modo da realizzare una simpatica mini compilation analogica da dare ai miei amici (sono previste 30 copie)…che so…SATISFACTION GUARANTED dei Firm, CITIES ON FLAME WITH ROCK AND ROLL dei Boc, A SALTY DOG dei Procul Harum, I’M GONNA CRAWL dei LZ, MUSIC di John Miles e THE ENDLESS ENIGMA degli Elp…(quest’ultima da ascoltare in piedi al grido di “Elp o muerte!”).

ISABEL ALLENDE “Il Quaderno Di Maya” (Feltrinelli 2011) – TTTT

8 Giu

Isabel Allende, scrittrice che seguo con la giusta devozione da molto tempo. Il nuovo romanzo ha come protagonista una giovane donna che vive negli Stati Uniti le cui peripezie la porteranno a scoprire la terra di origine della sua famiglia, il Cile appunto. Morto l’adulto di riferimento (il compagno di sua nonna), Maya scivola nelle zone d’ombra della vita, il cammino della sua giovane esistenza si fa drammatico e miserabile tant’ é che dopo aver riallacciato la sua vita a quella di sua nonna dovrà “scomparire” se vuole salvare la pelle.

BERKELEY, LAS VEGAS, L’ISOLA DI CHILOE’ fanno da sottofondo ai tradizionali colori della Allende, colori sudamericani, suadenti ma capaci anche di dipingere a dovere lo squallore e la disperazione che la vita può riservare agli esseri umani. Un altro gran bel romanzo…come spesso capita all’Allende.

Citazioni dal libro:

“Chiloé significa terra dei cahuiles, i gabbiani dalla voce stridula e la testa nera, ma si sarebbe dovuta chiamare terra del legno e delle patate.”

“Rimasi nel collegio in Oregon in attesa che passasse un po’ il freddo per fuggire, ma l’inverno in quei boschi arrivava per sistemarvisi, con la sua cristallina bellezza di ghiaccio e neve e i suoi cieli a volte azzurri e innocenti, e altre volte plumbei e irritati.”

“Manuel mi svegliò alle otto con una tazza di caffè e pane tostato. La tempesta si era dissolta e aveva lasciato l’aria pulita, con l’odore fresco di legna bagnata e sale.”

“Non si può toccare questo argomento davanti a suo padre e al resto della famiglia Schnake, che ritiene che il passato sia sepolto, che i militari abbiano salvato il paese dal comunismo, messo ordine, eliminato i sovversivi e impiantato l’economia del libero mercato, che ha portato la prosperità e ha obbligato i cileni svogliati per natura a lavorare. Atrocità? In guerra sono inevitabili e quella fu una guerra contro il comunismo.”

SOUNDGARDEN A MILANO

6 Giu

Scrive Marco: “A te non fanno impazzire, I know ma hanno fatto un gran concerto e chiuso la serata con un frammento cantato di “In my time of dying” nel finale della loro “slaves and bulldozers”. L’Emilia tremerà anche, ma che gli emiliani restino saldi!!!”

Scrive l’esperto: Sì, hai ragione non mi fanno impazzire…scarti del classic hard rock del 1971 uniti a valenze intellettuali contemporanee, ma li rispetto e per quanto posso li seguo. L’Emilia trema, il cuore degli emiliani anche purtroppo..ci pieghiamo ma non ci spezziamo. Grazie del pensiero.

(foto di Paolo Bianco )

SOUNDGARDEN – live @ Arena Milano Live, Rho, Italy
Lunedì 4 Giugno 2012

SETLIST:

01. Searching With My Good Eye Closed
02. Spoonman
03. Gun
04. Hunted Down
05. Live to Rise
06. Loud Love
07. Ugly Truth
08. Fell on Black Days
09. Blow Up the Outside World
10. My Wave
11. The Day I Tried to Live
12. Outshined
13. Rusty Cage
14. Burden in My Hand
15. Superunknown
16. Black Hole Sun
17. 4th of July
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18. Jesus Christ Pose
19. Slaves & Bulldozers

 

Il tizio con la cameretta per la musica da 8 milioni di dollari

6 Giu

Che cosa ci faccia PICCA in internet a scuriosare tra stanze da milioni di dollari è un mistero, ad ogni modo mi segnala la stanza musica in oggetto che un tizio sì è regalato.  Picca nell’email (oltre al titolo del post) aggiunge “invidiosi eh?“. Beh, sì, solo che se la avessi io finirei per rifugiarmi lì dentro per non uscirne più. Mi verrebbe a trovare Jaypee e mi troverebbe imbalsamato davanti alla centralina comandi obnubilato e confuso, sommerso da CD in versione K2HD, da BLU SPEC DISC, da BLU RAY. Esalerei l’ultimo respiro davanti alla TV4K (ormai FULL HD e  3D sono il passato) mentre in cuffia mi ascolterei la versione AUDIO 9.1 di BRAIN SALAD SURGERY.