THE MICK RALPHS BLUES BAND on tour

25 Lug

Mick Ralphs, chitarra dei MOTT THE HOOPLE e BAD COMPANY, ha messo insieme un gruppo con cui fare qualche data suonando blues in club da qualche centinaio di posti.

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Jul 2011 –  The Mick RalphsBues Band have announced the first of a slate of dates for 2011.

  • 08 Nov 2011 – The Robin Hood 2, Bilston England
  • 11 Nov 2011 – The Musician, Leicester England
  • 17 Nov 2011 – The Old Vic, Swindon England
  • 26 Nov 2011 – Jazz Cafe, London England

Pre-sale tickets for the Jazz Cafe gig will be on sale starting on 8 July 2011 at 10 AM GMT. Mick Ralphs fans must use this pre-order link in order to get early access to the best restaurant seats in the venue. After next Thursday, tickets will go on general sale. The club’s capacity is small (350 or so) so be quick!

The Mick Ralphs Blues Band

A blues-rock legend keeping great company

(Jun 2011) Mick Ralphs, a founder of two iconic rock bands and still touring with both, takes time out to explore his blues, soul and funk roots. The Bad Company and Mott The Hoople guitarist is joined by some of the best-known names on the current blues scene to play blues and R’n’B favourites – from B.B. King and Otis Rush to Robert Johnson and Sonny Boy Williamson – alongside fresh interpretations of some of Mick’s own classic songs.

Sam Kelly – drums
Sam Kelly has dominated the UK and European scene for the last 20 years. As well as his own band, Station House, he has featured on sessions with some of the biggest names from around the world – from Dr John and Ben E. King, to Chaka Khan, Eddie Floyd and Desmond Dekker.

Son Maxwell – vocals and harmonica
Critically acclaimed vocalist and harmonica ace Son Maxwell broke onto the international scene with Storm Warning and now fronts his own Unruly Blues outfit. British R’n’B legend Chris Farlowe covered Son’s “The Woman? Or The Blues?”, co-written with Storm Warning, on his recent Hotel Eingang album.

Jim Maving – guitar and vocals
Jim Maving has been playing blues, funk and Americana with his band The Kickback since 1995. His renowned slide guitar brings echoes of Duane Allman and Ry Cooder to complement Mick’s classic British blues sound.

Dicky Baldwin – bass
Dicky Baldwin has been working with Mick Ralphs for ten years and has also provided his solid, grooving bass lines for Albert Lee, Gordon Giltrap and country star George Hamilton 4th.

The Mick Ralphs Blues Band blayed its first gig at Jagz on 8 June 2011, and it looks there will be a lot more to come. You can check out the band’s own site athttp://www.unrulysun.net/mickralphs/. Plans are underway for a full slate of gigs, and more information will be

Sarajevo, Brian e “Evil Wind” della Bad Company

24 Lug

Venerdì 22 luglio ore 20,30/21 ho appuntamento con Picca e Liso in Piazza Mazzini a Modena. Esco dall’ufficio alle 20, ho molto fare, non riesco a passare per casa e mi dirigo direttamente in città. Passo per la Pomposa dove, come dice Picca, ci sono “i forzati da aperitivo”… la movida modenese  sta prendendo forma anche questo venerdì.

Arrivo a Mazzini Square, lo vedo, è seduto su una panchina nel centro della piazza. Mi seggo accanto a lui. Abbiamo abbastanza confidenza per non dover fare necessariamente i salti di gioia ogni volta che ci vediamo. Passano un paio di ragazzi giovani, ci guardano, mi chiedo cosa vedano. Alla loro età, cosa avrei pensato io di due uomini adulti dallo sguardo un  po’ vago, seduti su di una panchina in Piazza Mazzini a Modena verso le 20,45 di un venerdì sera d’estate? Meglio non pensarci.

(Modena, Piazza Mazzini)

Paolino lo vediamo a bordo piazza a parlare con qualcuno, lo andiamo a raccattare e ci infiliamo nella prima pizzeria a tiro con veranda sulla piazza stessa. Dunque, fatemi fare due conti…per almeno due ore e 20 minuti non abbiamo smesso un solo momento di parlare di musica rock.

E’ così appagante parlare della cosa che ti interessa di più in assoluto nella vita senza la paura di annoiare nessuno… Delaney & Bonnie…Carl Radle, Bobby Whitlock e Jim Keltner, ma chi è oggi come oggi che parla di questi personaggi qui? Piatti per dischi, vinili, Eric Clapton, Rory Gallagher, Springsteen a Zurigo nel 1981, Heart, Bob Dylan, Little Feat e poi, naturalmente i LZ.  Come dico sempre sono io tra i miei amici l’esperto in materia, ma non sono io il primo a toccare l’argomento.

The Song Remains The Same & The Rain Song versione live 1973 come punto più alto del chitarrismo rock con Picca che per farti capire canta fraseggi strumentali della canzone della pioggia e aggiunge “C’è più chitarrismo in quesi due pezzi lì che in intere discografie di altri musicisti“. Liso (chitarrista lui stesso) – con lo sguardo incredulo e scuotendo la testa – dice ” io quando lo sento suonare TSRTS dal live mi chiedo sempre…ma come cazzo fa?” e poi aggiunge “io ascoltavo in continuazione l’assolo di No Quarter dal vivo, appena finiva  spostavo il braccio del piatto e riposizionavo la puntina sul punto di partenza”.

Poi, un commento en passant di Paolino “Ah, cosa darei per poter fare un reset e poter iniziare di nuovo ad ascoltare quei gran dischi per la prima volta…”, già, noi ormai i grandi dischi del rock li abbiamo già tutti, ne godiamo ancora ma a volte fa paura il fatto che oltre quelli non c’è più niente.

Decidiamo di fare un salto ai Giardini Ducali. Entriamo e la atmosfera è evidentemente deprimente: Claudio Lolli che sta terminando il suo spettacolo, poche luci…il tutto sembra dimesso.

Picca scuote la testa “Ve mo lè, a pèr d’èser a Saraievo” (Guarda mo’, sembra di essere a Saraievo). Ci si chiede se è possibile che le serate delle estati modenesi debbano essere queste. Oltre ad avere un disco primo in classifica, avere un programma tutto suo su Sky, essere uno speaker di Radio Capital, per me e Liso, Picca dovrebbe anche essere assessore alla cultura di Modena. Non glielo possiamo dire se no si incazza, ma almeno posso scriverlo qui sul blog, al riparo dai suoi occhi.

(Liso e Picca a Saraievo, l’altra sera – Foto di TT)

Due birre (per loro), una bottiglia d’acqua fuori frigo per me (maledizione anche qui non fanno tisane), argomenti di conversazione che puoi affrontare solo con gli amici veri e che toccano le corde Ernie Ball Super Slinky 009 delle nostre anime. Malgrado la atmosfera da Bosnia-Erzegovina durante l’assedio 1992/96 sarei stato a parlare fino al mattino, ma  l’indomani Brian si sarebbe messo sul balcone in attesa di vedere spuntare la Croma Blu  e non potevo farlo aspettare troppo.

E infatti eccolo là Brian verso le 9 del mattino sul terrazzo. Parcheggio, gli faccio il segno del rock e lui mi saluta. Bagno, iniezione, barba, somministrazione pillole e di nuovo in strada Ninetyland bound. Riesco a scaravoltargli l’umore, da depresso/ spaventato a euforico / spavaldo. Brian parla, saluta tutti, parla, cita Dante Alighieri, parla, mangia la pastina, parla, beve il caffè, parla, contempla il verde, parla, cita i Kennedy, parla, prega vostro signore, parla… io non ho mai visto una persona che parla tanto come mio padre. Questo suo bisogno di intrattenere rapporti con la gente chiacchierando andrebbe studiato. Io e mia sorella ancora ci stupiamo della cosa, ancora adesso dopo tutti questi anni.

(Let The Brian Do The Talking – Brian al K2, ieri – foto TT)

(The One and Only Brian – foto TT)

La sera di sabato la passo alla festa della birra di BigHouses (frazione di Luzzara), si dice che sia la festa della birra più grande d’Italia…in effetti è sconfinata. Sono venuto per lo spettacolo di Cornacchione, prima però ritorno bambino e mi prendo lo zucchero filato.

(Little Tim and the spun sugar at Casoni’s Beer Fest – foto by LS)

Io purtroppo ho la soglia del riso che è altissima, rido di gusto davvero raramente, ma Cornacchione in un paio di occasioni riesce nell’impresa. Lo vidi anche l’anno scorso,  è sempre divertente. Una oretta davvero godibile.

(Anthony Bigcrow at Casoni 23-7-2011 foto di TT)

Uno dei vantaggi di vivere in campagna nel posto in riva al mondo è la possibilità di alzarsi alla domenica mattina e mettere su DESOLATION ANGELS della Bad Company a volume alto. Il rock del mio gruppo preferito esce liquido dalle finestre e va ad innaffiare piante, prati e coltivazioni lì fuori…certo, è il venticello a farli muovere, ma sembra quasi che  i malghetti vadano a tempo.

Poi arriva EVIL WIND, che non è che sia poi il pezzo rock migliore del mondo ma ha un qualcosa che mi prende completamente. Tipico pezzo di Rodgers ma con un Mick Ralphs super. Quando poi arriva al minuto 3,03 mi viene la pelle d’oca, mi si rizzano i peli, la mia mente comincia a capire i misteri dell’universo, inizio a sentirmi leggero, galleggio e veleggio verso galassie inesplorate…credo che sia uno dei momenti più alti di MICK RALPHS come chitarrista. Questo è una di quelle canzoni rock per cui vale la pena vivere, almeno per me.

Alle 13 sono ancora qui che ascolto DESOLATION ANGELS…Lonely For Your Love (alias Can’t Get Enough pt 2), Oh Atlanta, Take The Time, Rhythm Machine…non riesco a staccarmi, ma devo: tra un minuto ristorante cinegiappo con Dennis e Labetty.

Bad Company miglior gruppo di tutti i tempi :-)

SOGNANDO JOSE’ MOURINHO

22 Lug

Stanotte ho sognato Josè Mourinho! Quando gli altri mi raccontano i loro sogni mi annoio, così evito di entrare nei particolari, vi basti sapere che eravamo amici, lui era l’allenatore dell’Inter ed io ero felicissimo.

Naturalmente non posso fare a meno di farmi qualche domanda: sono normale? Sono gay? La risposta credo sia no in entrambi i casi.

Quante emozioni che mi ha dato, quante migliorie ha installato nella mia vita…per me l’Inter alla sua guida è stata un po’ come i Led Zeppelin nel 1971, come gli Emerson Lake And Palmer del tour del 1973/74, come Johnny Winter And live 1971, come gli Edgar Winter’s White Trash del 1971, come i Rolling di Live in Brussels 1973, come la Bad Company di Straight Shooter, come i Free di Fire And Water, come John Miles di Rebel, come i Beatles del White Album, come…insomma, avete capito.

Josè, ah!

RIFLESSIONI SU WWW.JIMMYPAGE.COM

21 Lug

(Jimmy Page 1988 promo shot)

Il conto alla rovescia, la clessidra, il tanto parlare intorno alla cosa…insomma alla fine poi il tutto si è rivelato essere la semplice inaugurazione di un sito. Niente da dire per carità, il sito non è affatto male, sebbene contenga diverse sbavature: ad esempio nei primi giorni mancavano nella discografia DEATH WISH II e THE SONG REMAINS THE SAME e l’elenco delle sessions fatte nei suoi anni pre-zep non è corretto.

Ci si poteva aspettare qualcosa di più (intendo relativamente al sito)? Forse sì, ma conoscendo Page non pensavo a nulla di troppo eccitante (nuove interviste rilasciate apposta per il lancio del sito / possibilità di download di concerti / sue riflessioni su materie particolari / un miniblog dove ogni tanto far capolino).

La cosa forse più interessante è la rubrica ON THIS DAY, dove Jimmy brevemente racconta cosa successe nel tal giorno nel passato. Fino a ieri nulla di particolarmente interessante e poi oggi la pubblicazione di una registrazione del 1960:

ON THIS DAY… 21 JUL 1961

I PLAYED THE MERMAID THEATRE, ACCOMPANYING ROYSTON ELLIS

On this day in 1961, the poetry at The Mermaid Festival was fully underway in London, with readings by William Empson, Louis MacNiece, Sir Ralph Richardson and Dame Flora Robson.

I appeared on electric guitar with Royston Ellis, a British beat poet/beatnik with a fusion of poetry and music and this was quite unique set amongst the other poetry readings. Royston had visited a number of Neil Christian and The Crusader’s gigs and alluded to the lifestyle in the first chapter of his book The Big Beat Scene, published the same year.

He also hung out with The Silver Beetles in Liverpool, pre- Hamburg.

Clicchi su play e parte ‘JET BLACK’ , presumibilmente live nel 1960.

E’ davvero Page alla chitarra? Fosse così si tratterebbe della registrazione più vecchia del Dark Lord e la prima testimonianza in assoluto di lui alla chitarra elettrica.

Il pezzo in questione fu scritto da Jet Harris e pubblicato dagli SHADOWS nel 1959. Della registrazione fino ad oggi non si è mai saputo nulla. Oh, se fosse davvero lui bisogna dire che già a sedici anni Jimmy Page era un diavolo di chitarrista.

Questa cosa ha dato una notevole scossa a circoli zeppeliniani in giro per il mondo. Speriamo ci siano altre sorprese di questo genere.

Per il resto, si mormora che ci sia materiale d’archivio in uscita, ma è ancora presto per parlarne.

Intanto il 13 luglio è salito sul palco dello Shepherd Bush a Londra insieme ai BLACK CROWES per una versione di Shake Your Moneymaker. Il pezzo è molto semplice da suonare, l’assolo che ha fatto è durato solo un giro e probabilmente persino io in preda alla dispepsia più feroce sarei stato in grado di farne uno più convincente.

http://www.youtube.com/watch?v=-QQ4HSPejX4

(Jimmy & Black Crowes – Londra 13 luglio 2011 – Foto Ross Halfin)

CLASSIC ROCK MAGAZINE N.161

20 Lug

Ecco il nuovo Classic Rock; mi sa che sarà da prendere…

HOUSES OF THE HOLY – Buffalo Memorial Auditorium

20 Lug

(Buffalo Memorial Auditorium)

(Il LZ al Buffalo Memorial Auditorium il 15 luglio 1973)

 

 

 

HOUSES OF THE HOLY – Boston Garden

20 Lug

(Boston Garden)

(LZ al Boston Garden 20 luglio 1973)

L’angolo della posta: i tour che mi perdo quest’anno

19 Lug

Scrive POLBI: “Quest’anno in Italia ci sono stati i tour di ELETRIC WIZARD, STOOGES, BLACK MOUNTAIN, MOTORHEAD,  SKINK ANANSIE, LOU REED e la reunion della CATTIVA COMPAGNIA. Non ho visto e non vedrò nulla…che vita, non posso andare avanti così”

Risponde l’esperto: “Caro amico, per tutto il resto non posso farci niente ma, visti i miei contatti, posso almeno provare ad organizzarti un concerto privato della CATTIVA COMPAGNIA nel courtyard del Diving Center lì a Scilla, certo… non sono gli Skunk Anansie ma magari passeresti un paio di ore spensierate”

(Electric Wizard)

(The Stooges)

(Black Mountain)

(Motorhead)

(Skunk Anansie)

(Lou Reed)

(Cattiva Compagnia 2011: Pol, Tim, Lorenz, Lele – foto della bassista Saura)

(Cattiva Compagnia – la bassista Saura)

Gabriele Oriali, noi ti vogliamo un sacco di bene.

19 Lug

FRANCO BALDINI: “Chiedo scusa a Oriali”

da La  Repubblica del 18/7/2011

"Le mie regole per un calcio pulito"

LONDRA – Sono i suoi ultimi giorni di quiete. Cammina per Chelsea con l’aria di chi rimpiangerà questo clima grigio e fermo. “A Londra sto bene, c’è discrezione, buona qualità di vita”. Franco Baldini torna in Italia come direttore generale della Roma. Se n’era andato nel 2005, alla vigila dello scandalo dello calcio, dopo aver vinto nella capitale uno scudetto come ds, con Capello allenatore, nel 2001. E dopo aver pubblicamente denunciato il sistema di Moggi, definito “un uomo senza qualità”. Fuga, anzi trasferimento di lavoro in Spagna e in Inghilterra. Poi la chiamata degli americani.

Rientra dall’esilio?

“Sono andato via perché dopo quello che ho detto su Moggi non aveva più senso restare in Italia, né c’erano più le condizioni di lavoro. Troppi conflitti d’interesse, troppo impicci, tra sistemi di credito, persone, istituzioni. Si ama e si smette di amare. Io quel calcio non l’amavo più, non ci riuscivo. Per un po’ sono andato in Sudafrica a vendere caffè. Però ora devo fare ammenda”.

Su qualcuno?

“Su Gabriele Oriali, che è rimasto coinvolto e ha patteggiato, come dirigente dell’Inter, nello scandalo dei passaporti falsi sul dossier Recoba. Ha detto la verità, nel senso che mi chiese un consiglio, io gli dissi che sapevo che c’era una persona, che però non conoscevo, che si occupava di vedere se le carte erano in regola. Poi questa persona non si è rivelata  a posto. Oriali non lo sapeva, nemmeno io. Lui ha molto sofferto per la macchia e mi dispiace”. 

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Piper, noi lo abbiamo sempre saputo e per noi rimani un eroe senza macchia. Hai comunque pagato il tuo debito (come han pagato Recoba e  la società) assumendoti la piena responsabilità, questo fa di te un cavaliere d’altri tempi  a confronto della gentaglia che ancora oggi ha il coraggio di parlare.

Gabriele Oriali, grazie per tutto quello che hai fatto per noi, ti vogliamo un sacco di bene.

QUEENMANIA a Borgo Massenzio e il decadimento culturale della musica

18 Lug

Alla festa di Borgo Massenzio ieri sera c’erano i QUEENMANIA, tribute band dei Queen. Essendo ormai un abitante del borgo decido di andare. Il tragitto lo faccio a piedi, un chilometro immerso nella campagna senza una luce che faccia da guida, prendo con me la mia navigatrice preferita munita di torcia.

Il parcheggio intorno al sagrato della chiesa è pieno come non mai, macchine parcheggiate nei campi, lungo i canali…ci fossero i Pink Floyd capirei, ma i Queenmania? Vidi la band un paio di anni fa, non mi aspetto quindi granché, ma magari stasera riescono a sorprendermi, forse un paio di anni fa ero predisposto male. Missione fallita. I QUEENMANIA valgono ben poco. Il chitarrista è bravo, bel tocco,  benchè la presenza scenica lasci a desiderare, ma gli altri tre proprio non convincono. Il bassista è un professionista ma gli manca il senso, il batterista è innamorato di se stesso e anche lui usa il doppio pedale. Il doppio pedale con i Queen! E’ lo stesso discorso del post di ieri a proposito del decadimento musicale. Poi c’è il cantante, la star, il sosia (o presunto tale) di Freddie Mercury, quello che parla solo in inglese, che si mette le tutine, che durante I WANT TO BREAK FREE si veste come MrBulsara nel video omonimo e che ha una voce da papero. Ma può uno con una voce da papero cantare in una tribute band dei Queen? E’ sufficiente una lontana somiglianza per copiare le gesta del Great Pretender?

Certo che può, per carità, nessun giudizio snob…fossero una tribute locale senza troppe pretese di stardom, ma questa è una di quelle tribute band professioniste, che suona dappertutto, che si autocelebra, che a sentir loro hanno fatto 50 date in Europa e in Inghilterra. In questo caso bisogna saper cantare, bisogna calarsi nel mood di John Deacon e Roger Taylor, occorre avere un minimo di eleganza e dignità. Possiamo discutere sul senso delle tribute band, ma perlomeno se lo fate a questo livello fatelo bene. Non si può cantare Freddie Mercury in quel modo.

(I Queenmania a Borgo Massenzio ieri sera – foto di TT)

Il pubblico naturalmente era tutto per loro, applausi convinti, qualche urlo, mani che battono il tempo, verso la fine addirittura una ventina e più di persone sotto il palco (d’altra parte da un pubblico maschile che veste al 95% improbabili braghe corte con infradito, ciabatte o sandali che vuoi aspettarti?) Nessuno che si sia posto il problema circa la proposta musicale, la qualità…l’appiattimento dei gusti del pubblico ormai è senza speranza. Liga che fa 120.000 persone al Campovolo (Liga, mica il farewell tour dei Rolling Stones), i Negramaro che riempiono San Siro, band dignitose ma il cui giusto posto sarebbe un palasport che richiamano folle oceaniche senza che la proposta musicale sia all’altezza … cosa sta succedendo? Sono io che mi sto trasformando in un vecchio incazzato col mondo o c’è qualcosa che non va?

Il ritorno: è mezzanotte passata, nel cielo nuvoloso ci sono ampi squarci di sereno che lanciano le stelle in primo piano. La stretta e tortusoa countrylane è preda delle tenebre e fa un po’ paura. Lì accanto cicale e grilli fanno un gran casino, si sente persino qualche rana  superstite della strage che stanno facendo quei maledetti gamberi americani d’acqua dolce, quelli che ormai regnano incontrastati nei nostri fossi. Penso a come si doveva sentire Robert Johnson 80/90 anni fa nel girovagare tra campagne ancor più nere. Il senso blues è altissimo e il mio animo si perde spaurito tra quella emozioni.

Tutto mi sembra spaventoso, la mia worried mind mi fa scivolare la prosa, incespico in frasi tipo “il grembo caldo della notte mi confonde i pensieri”, ” gli artigli delle tenebre ghermiscono il mio corpo”…ah, come vorrei essere un uomo normale… Save me, save me, save me I can’t face this life alone Save me, save me, save me…I’m naked and I’m far from home…