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Tim Tirelli’s School Of Rock

9 Lug

Nel dicembre scorso, durante il secondo video colloquio prima di essere assunto, quello che sarebbe diventato il mio presidente, mi disse:

“Tim, per me è molto importante che tu sia un esperto e un amante della musica Rock, e se verrai assunto tu per la posizione aperta in questione, come presidente ti chiederò – quando potremo ritornare ad organizzare queste cose in presenza – di tenere degli incontri sul Rock, in modo che anche i colleghi più giovani possano approfondire queste tematiche”.

Al che io mi dissi:

“vuoi vedere mio caro Tim Tirelli che essere caduto in mare potrebbe non essere così male in caso fossero questi a ripescarti?”

Come ho scritto qui sul blog più volte, ripartire da zero – professionalmente parlando – per un uomo di una (in)certa età non è roba da poco, reinventarsi non è automatico, ma quando i disegni del blues per una volta girano nel modo giusto, quando i pianeti si allineano, quando la vibrazione universale prende la giusta direzione, allora anche avere un blog, un gruppo rock e una visione blu della vita fanno punteggio e ti ritrovi a vivere una nuova esperienza in una realtà davvero speciale.

Sei mesi esatti di appartenenza ad una delle più belle realtà italiane in campo ipertecnologico, sei mesi a contatto di colleghi giovanissimi (almeno rispetto a me, che naturalmente sono il più vecchio) e dotatissimi con cui, in qualche caso, sono persino diventato amico, una direzione illuminata, un ensemble insomma davvero rimarchevole.

Da qualche mese l’AD mi diceva “Tim, quando sarà il momento giusto faremo la prima (non) lezione di School Of Rock, tieniti pronto”.

Martedì sera il momento giusto è arrivato, e dopo un lungo e importante meeting aziendale, ecco che la School Of Rock di Tim Tirelli ha preso forma.

Non sapevo cosa aspettarmi, credevo ci sarebbero state 10/15 persone, e invece quasi tutta l’azienda era presente. C’era anche Saura, la quale proprio non voleva perdere l’evento.

TT’s School of Rock – Good Company

Ho voluto fare una non-lezione, perché credo che il Rock non si possa insegnare, il Rock lo si riceve in dono da una predisposizione spirituale e lo si impara col chilometraggio. Piuttosto che sciorinare una lista di gruppi e album (che poi ho citato brevemente – alla fine – tanto per dare qualche riferimento cronologico) ho preferito fare delle considerazioni, parlare dell’impatto che il Rock ha avuto sulle vite di un paio di generazioni, sulla spinta che ha dato alla più grande rivoluzione socio culturale del secolo scorso, dei viaggi che inconsciamente ci spinge a fare nelle profondità cosmiche. 

TT’s School of Rock – photo by the CEO

E infine ho preferito far loro toccare con mano cos’è il vero senso del rock. Non potendo portare la band con me (siamo in centro storico, in un contesto protetto dai beni culturali) ho portato comunque con me la Les Paul e il Marshall per far “vivere” ai miei colleghi uno degli strumenti del rock. Ho preferito pormi in maniera schietta, e sopra le righe, ho voluto lasciarmi trasportare dalla mia emilianità, perché è vero che il rock è anche profondità, commozione e intelletto, ma di sicuro una fetta importante del suo fascino è data dal battito primordiale e dallo lo scambio di energia, il Rock è un ballo da strappamutande, è cantare l’Hare Hare e ballare l’Hoochie-Koo.

TT’s School of Rock – photo by the CEO


TT’s School of Rock – photo by the CEO

Io credo di essere stato bravino nell’aver saputo catturare per quasi due ore la loro attenzione, penso che non si aspettassero nulla del genere, questo perché molti di loro non avevano tutta questa confidenza con il concetto del Rock.

Tim Tirelli's School Of foto Saura T

Tim Tirelli’s School Of Rock – foto Saura T


Tim Tirelli's School Of foto Saura T

Tim Tirelli’s School Of Rock – foto Saura T

Lo sapete che disdegno la autoreferenzialità, certo ho il mio ego da soddisfare, ma cerco sempre di tenere i piedi per terra, e la perfetta riuscita della serata la imputo alla magia universale che ha questa meravigliosa musica che amiamo.

Sono bastati un paio di riff e qualche svisata per proiettare i miei colleghi nel Madison Square Garden nel 1973.

Riguardando oggi gli spezzoni dei video inviatemi (e che trovate qui sopra), mi imbarazzo un po’, quando prende il controllo ITTOD (uno dei tre uomini che sono) sono dolori per le altre due sfumature più riservate di me stesso. Ma cerco di non pensarci e di soffermarmi sui commenti che la sera stessa e il giorno dopo hanno fatto i miei colleghi:

♦ ♦ ♦

_The Tuscany Boy : “sei la Rockstar numero uno, serata spettacolare, sei un grande. Sei davvero il numero uno.”

_Mr SMST: “Tim, è stato uno spettacolo, sei la figura più importante dell’azienda. Sei una luce guida”.

_TYM: “è stato il discorso più importante che io abbia mai sentito in tutta la mia vita. Quando hai parlato della ricerca del Nido di Stelle mi sono emozionato fino alle lacrime, perché quello sono io. Quando hai detto che il blues più che tristezza è inquietudine, mi ci sono ritrovato in pieno”

al che io ho risposto: “Figliolo, vedi, se oltre ad essere colleghi siamo diventati amici nonostante la grande differenza di età, ci sarà un perché.  Senza saperlo anche tu sei un uomo di blues. Se ci siamo trovati così bene non è un caso, il nostro incontro è un segno del blues”

E lui, che fino a sei mesi fa probabilmente non aveva la minima idea di che cosa fosse il blues, con un candore commovente mi ha detto “Sì, Tim, hai ragione, è un segno del blues”

_Mr Zlatan: il mattino dopo si affaccia davanti alla mia vetrata con le braccia alzate e le mani che fanno le corna e mi grida:  “Tu sei il demonio!”

Mr IT: ” ….comunque … una sola parola: mitico!!!! Dovresti andare in TV!!!!!”

Mr TOGA: “ciao Tim, super ieri sera, davvero super, davvero superlativo!”

Mr Chairman: “Grande Tim, che Rock, che uomo! Ieri hai dimostrato di essere una vera rock star del blues. Sei un grande Tim!

Il responsabile HR: “Grazie per questa serata. Hai fatto una cosa importante per l’azienda e i ragazzi.”

Tim Tirelli's School Of foto Saura T

Tim Tirelli’s School Of Rock – foto Saura T

♦ ♦ ♦

Pensate che questi commenti li abbia pubblicati per soddisfare il mio ego? No, non è così, lo faccio solo per far capire una volta di più la forza propulsiva del Rock, per mettere a nudo le reazioni delle gente (o meglio di certa gente) quando è a contatto con questa musica universale.

Non posso che ringraziare ancora la persona che, una volta saputo che stavo cercando lavoro, ha fatto da tramite, perché pensava che il connubio tra Timmy Blue e la azienda in questione avrebbe funzionato. Thank you baby, I will always love you.