Archivio | febbraio, 2011

LE SECONDE LINEE DEL ROCK & IL BRITISH ROCK ACCORDING TO PICCA

20 Feb

Certo, lo so, questo è il mio blog, ma come faccio a non pubblicare queste note tratte dagli interscambi sui massimi sistemi che siamo soliti avere via email io e Picca?

Da Modena Fats a Nonantola Slim

Oh Timmy,

noi abbiamo questa immagine delle rock stars edulcorata da decenni di pugnette e giornali inglesi tipo NME/MOJO/UNCUT/CLASSICROCK, ed è giusto così, è la nostra passione.

Quando mi è capitato di essere nelle vicinanze delle seconde linee del rock, gli oscuri faticatori da centrocampo per intenderci, ho avuto questa sensazione di routine, di lavoro duro, di riffs fabbricati come bulloni col tornio, di rullate surgelate.

Mi ricordo i Black Sabbath con Iommi, Tony Martin e il povero Cozy Powell aggirarsi nel backstage del palapanini coi jeans e le reebok, tinti, parruccati, con le pancione da birra, le chiappette in caduta libera, le fronti sempre più ampie con le attaccature in fuga.

Niente di male, per carità. E’ lavoro.

Uno se li immagina costantemente in estasi da ispirazione, magari (visto il genere e il pedigree) alle prese con messe nere, groupies minorenni e droghe spaventose.

Invece girava del tè, delle Cutty Sark e del pollo allo spiedo freddo.

Poi, alle nove, eccoli uscire dal camerino come 4 vichinghi satanici, come 4 barbari usciti da una Spada di Shannara o da un fumetto di Conan, e salire sul palco completo di croce rovesciata ivi trasportata nel pomeriggio dal sottoscritto e da Andrea Minelli, ottimo chitarrista jazz e facchino assieme a me in quell’occasione.

E’ working class del rock.

Interludio…..

Prendiamo adesso quello che era l’Inghilterra dopo la guerra fino a Love Me Do.

Un posto sfigato, grigio, piovoso, bombardato da Hitler fino all’ignoranza, con le donne meno attraenti del globo intero.

Poi, per qualche misterioso motivo contingente, da Liverpool, ripeto Liverpool, e cioè il posto più sfigato tra i posti sfigati, scatta la Beatlemania.

Lì non c’è mica il blues come non c’è mica Bill Monroe, non c’è mica Woody Guthrie o il gospel o un cazzo…

Il top sono Lonnie Donegan e Cliff Richards.

Dopo 5 minuti di Love Me Do, spuntano come prataioli un numero impressionante e forse irripetibile  di cantanti, chitarristi, matti, pop stars, gruppi, managers, grafici, autori, mignotte, tossici, capelloni, batteristi, i quali, questo si in perfetto stile coloniale britannico, dopo 6 minuti da Love Me Do hanno conquistato il mondo.

Se contiamo gli abitanti del Regno Unito del 1963/64 e consideriamo quante rock più o meno stars sono spuntate da quel turbillon, immagino che la media sia formidabile.

Vabbè la lingua inglese, ma ragàz che roba…

Beh Timmy, vuoi dire che se fossimo stati lì anche noi, 18enni nel 65, non saremmo riusciti a dare il nostro piccolo morsetto alla torta?!?

Adesso però magari non saremmo aristocrazia rock come Jimmy o Rod o Elton o Sir Paul o Bowie.

Forse tu saresti chitarrista di una versione ‘survivor’ degli Humble Pie a cercare date nei pub delle Highlands con Marriott morto e Frampton che vi fa causa, e io sarei corista e chitarrista ritmico di Manfred Mann o dei riuniti Herman’s Hermits.

Tutte le sere a phonarci la pelata per ricostruire una gnagna ormai sparita e a strizzarci la pancia nei jeans elasticizzati.

Valà che è meglio essere i due miti nonantolo-modenesi che siamo, vacca boia!

Bacini,

Picca

RUMORI DI ROCK AND ROLL

20 Feb

PAUL RODGERS UK TOUR APRIL 2011: Paul Rodgers ha annunciato alcune date per Aprile da tenersi in Inghilterra. In questo tour alla batteria ci sarà di nuovo JASON BONHAM. Se solo si decidessero a venire anche dalle nostre parti. A proposito, ma a capelli, come è messo in questo periodo Paul Rodgers? Mah!

YARDBIRDS BOX SET: si parla di un cofanetto in uscita tutto dedicato ai Gallinacci per la Easy Action Records, con il benestare di Emi, BBC e Yardbirds stessi. C’è già qualche indiscrezione riguardo il contenuto ma è meglio attendere ancora un po’ e vedere di cosa si tratta.

UNCUT di marzo ha in copertina i Led Zep. Discreto articolo sul rise&fall della Swan Song. Ottimo il cd allegato LET THE GOOD TIMES ROLL – 16 Tracks Of The Wildest New Orleans Soul And R’n’B 1941/1960.

CLASSIC ROCK di marzo ha invece in copertina Eric Clapton. Bella la copertina/contenitore cartonata. Dentro finalmente anche un articolo di 5 pagine su GREGG ALLMAN.

PER SENTIRMI VIVO ALLE CINQUE DI MATTINA CON LA NEBBIA DEI POLMONI

19 Feb

E’ già un po’ che al sabato mattina mi alzo presto, beh, non proprio alle cinque, ma presto abbastanza per mettere alla prova la mia volontà.

Mi lavo, faccio colazione a base di fette biscottate con la marmellata (rigorosamente quella  prodotta da Agricoltura Casentinese di Bibbiena AR) bevendo the e bevande alla frutta (sovieticamente della Coop).

Mi metto in macchina e lascio il posto in riva al mondo dove vivo; attraverso le campagne che in questo febbraio cercano di togliersi di dosso nebbie e foschie, costeggio la ferrovia tenendo il muso della Croma blu puntato verso il sole che nasce …destiny is a rising sun…attraverso Campogallo, arrivo in città, parcheggio all’ex ippodromo e prima delle otto sono in centro a Modena.

Ho bisogno di sentirmi vivo e vivere la città che deve ancora svegliarsi del tutto mi aiuta.

Mi stringo nel giubbotto, guardo i tetti, i cornicioni, particolari delle vecchie case del centro che di solito non si notano, i cardini di un vecchio portone, fontane quasi nascoste nel sottosuolo. Se come stamattina, sono arrivato ascoltando un bootleg degli Eagles (allo Spectrum di Philadelphia il 17 maggio 1975) mi aggiro tra le vie come se fossi uno della banda Doolin Dalton ma poi, se come stamattina incontro Julia, mi sciolgo e ritorno alla realtà. Julia l’ho conosciuta quasi per caso alcuni fa, anche lei ogni tanto è in giro per la città a quell’ora, ma per lavoro non per diletto o per stemperare qualche blues. Se il tempo lo consente ogni tanto ci sediamo in un caffè, ordiniamo qualcosa e ci mettiamo a parlare. E’ sempre bello scambiarsi pensieri profondi. Scuotendo leggermente i suoi lunghi capelli neri poi mi saluta e torna in fretta ai suoi impegni. Io mi fermo nell’edicola sotto la Ghirlandina, compro Repubblica, controllo se sono usciti Classic Rock, Uncut e Mojo, ripenso a quando usciva Ken Parker Magazine e al godimento assoluto che provavo nell’acquistarlo. Faccio mente locale e ripasso l’ora e il giorno  in cui l’Inter giocherà nel weekend, galleggio ancora un po’ nelle piazze del centro e poi rimonto in macchina. Niente di speciale dunque, ma abbastanza per sentirmi vivo … però non c’è più Agnese seduta sul manubrio a cantar canzoni, a cantar canzoni.

 

JIMMY PAGE ACCORDING TO PICCA

19 Feb

Picca lo conosco dalla seconda metà degli anni settanta. Rocker di altissimo lignaggio è suo malgrado diventato una figura storica, un personaggio centrale della scena musicale modenese. Ottimo cantante, bravo chitarrista, mente illuminata, tifoso dell’Inter, ha fama di essere un cultore di certo rock americano (CSN&Y, W.Zevon, Little Feat, Bruce…) ma lui solo sa quanto ha amato il rock inglese, quello dei Beatles, dei Led Zeppelin, degli Wings e, perché no, anche di Paul Rodgers (insieme ad un ristretto manipolo di eroi è uno dei pochi italiani che si è ascoltato per intero l’album del 1983 CUT LOOSE … addirittura una sera in pizzeria mi ha pure cantato la titletrack, citando correttamente il testo). Potevo non diventargli amico? Tra noi due, l’esperto dei Led Zeppelin sono io, ma avrei saputo riassumere meglio l’importanza degli stessi di questa breve nota, tratta dagli interscambi sui massimi sistemi che siamo soliti avere via email?

Io Pageiano?
Io SUPERpageiano!!!
Tieni presente, caro Oh Timmy, che nel 1978/79, il povero Maurizio Barbari (allora mio primo insegnante di chitarra) si vedeva frantumare dal sottoscritto le pur fragili balotas da continue richieste della serie “mi insegni l’assolo di HEARTBREAKER?”. oppure “ posso suonare la mia Yamaha folk con l’archetto del violino”…e via così…
Sul Signore Delle Tenebre ho mille congetture, mille teorie.
Non c’è che dire: il ragazzo incuriosisce…
Caro Oh Timmy, io la vedo così: il giovane James Patrick faceva il session man.
Va bene, lo sappiamo, però all’epoca (metà sixties), il session man secondo me era un tipo che sapeva leggere e scrivere musica, aveva la strumentazione, e i genitori che non facevano troppe domande.
E’ nei seventies che il turnista diventa importante (e la musica, casualmente, comincia a peggiorare).
Però Giacomino impara i rudimenti e, soprattutto, il businness.
Nella Swinging London gli Yardbirds sono un culto, ma le vendite così così. L’aspetto più importante di quel sound è l’influenza che ha in tutta la scena psycho/acid/fuzz americana, perché mentre tutte le band inglesi tirano alla beatlemania (ascoltare Nuggets 2), in America tutti sono emuli dei gallinacci (ascoltare Nuggets1). La cosa, relativamente al successo LEDZEP americano, verrà buona in seguito.
Probabilmente alla fine dell’avventura, Jimmy ascolta Truth e scopiazza qualcosa, ma quel modo di impostare il blues grazie anche all’amplificazione sempre più potente (Marshall ha appena cominciato) in quegli anni è nell’aria, a Londra.
Basta ascoltare il primo di Terry Reid (guarda caso) o i Live a Boston dei Fleetwood Mac di Peter Green: cantanti che sbragano le barriere del facile ascolto, chitarristi che all’improvviso sono protagonisti come i sax nel jazz, improvvisazioni su canovacci consueti (le mille canzoni uscite da Cat’s Squirrel)…
La differenza qual’é: il primo dei raga (LED ZEPPELIN I ndtim) suona DODICIMILA VOLTE MEGLIO di tutti gli album rock dell’epoca.
Non è mica poco.
La musica, sai, si ascolta. Se suona bene, è meglio…
Nel giro di tre anni (tre anni, capito??? al giorno d’oggi una band come gli Oasis in tre anni quasi non produce che due singoli, con evoluzione inesistente), in tre anni, insomma, il Dirigibile defeca 5 capolavori (perché HOTH – Houses Of The Holy ndtim- sarà anche minore, ma VORREI VEDERE…!), e Il Signore Delle Tenebre (a differenza di Jeff che ha fatto un casino di scale o di Eric che ha imparato a suonare come Freddie King e gli è bastato), ha:
-prodotto 5 capolavori
-scritto almeno 12 classici
-cambiato il music-businness
-allargato le prospettive passando dal blues al rock al funk al folk al country al prog all’arab.
-fissato su nastro un numero di assoli indimenticabili impressionante.
Il tutto mentre Jeff faceva le scale, Eric copiava JJ Cale, Ritchie litigava con Gillan.
A questo punto, il Signore Delle Tenebre smette di fare il chitarrista.
A pensarci bene, la cosa ha senso.
Cosa c’era da scrivere, più di così, nella storia delle sei corde…?
Esercitarsi tutti i giorni per essere ‘precisi’?
Fare gli esercizi per suonare sempre più velocemente HEARTBREAKER, in modo da permettere lo spalancamento mondiale della bocca di milioni di Amos Amaranti (bravissimo chitarrista modenese ndtim)?
Negli anni formativi della Londra pre-summer of love, Jimmy ha imparato una cosa: se scrivi Kashmir e sbagli qualche assolo, un giorno suoni alla O2 col mondo che sbava.
Se fai troppe scale, diventi Steve Vai che suona al Vox per un pubblico di segaioli.
Anzi, forse è stato proprio il Principe Delle Tenebre, quello vero, a dargli la dritta.
Morto Bonham, la bazza perde tutto il suo senso.
Perchè gli Zeps sono la vera BAND, ovvero 4 individui che assieme valgono molto di più di quanto non valgano singolarmente.
Tony Franklin? Chris Slade? Chris Squire? Phil Collins? Tony Thompson? David Coverdale? Chris Farlowe?
Bravi, simpatici, per carità.
Ma devo fare le scale per suonare Black Dog in qualche Palasport dell’Ohio con Chris Slade?
Cazzomenefrega, io sono Jimmy Page, mica Ted Nugent.
Adesso ho sonno e perdo il filo.
Vado a vedere i gol dell’Inter .
Bacini e grazie per le liste.
Salutami Eddie Kramer, che Lucifero lo benedica.
Picca

Beh, non so voi, ma io a Picca, voglio bene.

IMPRESSIONI DI DICEMBRE (2010)

19 Feb

REFLECTION FROM A DREAM

…dicembre per me sempre un mese magico: compio gli anni nel giorno del solstizio d’inverno (il giorno più corto, la notte più lunga… di certo il giorno blues per eccellenza), naufrago con malinconica felicità nella atmosfera festiva, rimango incantato dalle lucine ad intermittenza, preparo l’albero, il presepio (laico s’intende: con il pupazzino di Page al posto del bambinello, e le statuine di Fidel e del Che sulle montagne), contemplo il cielo annusando l’aria nella speranza che arrivi la neve, mi godo i rintocchi delle campane e il gelo delle campagne e infine scambio un augurio con le persone a cui tengo, per la nuova stagione e il nuovo anno che stanno arrivando.
Dicembre significa anche alzarsi con trepidazione il 25 mattina e trovare tutti quei bei pacchetti sotto l’albero. Libri, Dvd, Bluray e soprattutto cd, in edizioni speciali s’intende! …
Tutto molto poetico se non che …

WHEN THE LEVEE BREAKS
… la mia bassista preferita per il compleanno mi ha regalato il bellissimo cofanetto giapponese dei Pink Floyd (14 CD), il 25/12 tra i regali di alcuni di voi e quelli che mi ero preso per me mi saranno poi arrivati qualcosa come circa 25 altri titoli in CD, alcuni dei quali in edizione speciale, quindi da 2/3/4 o 5 cd l’uno.
Facendo un calcolo veloce circa 85 CD singoli.
Ora me li sto duplicandoli tutti – su CD! – per potermeli ascoltare in macchina e conservare gli originali con cura (ho anche iniziato a mettere quelli in edizione standard con la custodia in plastica, dentro a delle bustine affinché non si graffino).
Si potrebbe dire che per un po’ sono a posto no?
E invece, oggi 28 dicembre, il mio carrello su Amazon è già pieno di altri 21 titoli + altri 22 sono nel “sotto carrello” Saved Items To Buy Later.
E c’è di più: è bastata una email da CONCERT LIVE (la ditta inglese che produce gli Instant Live ufficiali di alcuni artisti) dove si leggeva che è iniziata la svendita (doppi cd a 7 sterline invece che 20) per farmi fare in fretta e furia un nuovo ordine di 3 doppi CD (Asia all’High Voltage Festival 2010 – Bad Company 1/4/2010 Birmingham – Bad Company 2/4/2010 Manchester … ovviamente quello a Londra di due giorni dopo lo avevo già).

HELP ME IF YOU CAN
Ora, qualcuno sa se esiste la associazione CDisti anonimi?

Poor Tim