DAN BROWN “Inferno” (2013 – Mondadori – Euro 25) – TTTT

15 Ago

Quando si tratta di DAN BROWN non sono spocchioso come spesso mi capita di essere, anzi tendo a spingere l’autore del CODICE DA VINCI forse oltre i suoi meriti; BROWN vende milioni (milioni!) di copie, piace ai lettori dunque ma i recensori intellettuali ne parlano spesso con sussiego. Io sono un suo fan: fui rapito da CODICE DA VINTI il suo quarto romanzo, fui entusiasta delle ristampe dei suoi primi tre libri ANGELI E DEMONI (in primis), CRYPTO e LA VERITA’ DI GHIACCIO, lessi con bramosia il quinto lavoro (IL SIMBOLO PERDUTO). La formula del thriller che mischia sapientemente storia, arte, codici e simboli mi cattura sempre (se ben fatta).

Dan Brown Inferno

Ogni sua nuova uscita mi procura sempre un fremito, e anche questa volta, nell’entrare alla libreria ALL’ARCO in pieno centro a Regium Lepidi, quel bel sentimento di trepidazione ed eccitazione mi prese l’anima. Come son solito fare evito di accennarvi alla trama, su internet ci sono milioni di pagine a proposito, accenno solo al fatto che, per buona parte del libro, la scena si svolge a Firenze da dove ROBERT LANGDON cerca di uscire districandosi tra indizi a tratti incomprensibili che lo porteranno in altre città nella speranza di risolvere una questione di massima importanza.

Le prime trecento pagine mi hanno, se non annoiato, lasciato quasi indifferente. Di solito se dopo 40 pagine un libro non mi piace lo getto nel bidone del riciclo della carta, ma con DAN BROWN ho provato a resistere, e ho fatto bene: nella seconda parte del libro monta pian piano, svelandosi,  una storia basata su di un argomento che m’interessa molto e comunque inizia a legare il lettore al libro con la delicatezza violenta di una giovane edera. Colpi di scena, azioni scoppiettanti, trama avvincente. Ottimo thriller, dunque, Dan Brown, per quel che mi riguarda, ha fatto centro anche stavolta.

CITAZIONI DAL LIBRO:

Quella maschera – continuò Langdon – veniva indossata dai medici medievali perché il morbo non arrivasse alle narici mentre curavano gli infetti. Al giorno d’oggi la si vede solo al Carnevale di Venezia…è un sinistro ricordo di un periodo tragico della storia italiana”

“Robert, parlando da un punto di vista puramente scientifico, tutta logica e niente cuore, posso assicurarti senza ombra di dubbio che, se non interverranno cambiamenti drastici, la fine della nostra specie è alle porte. E si avvicina velocemente.  Non sarà causata dal fuoco né dallo zolfo, dall’apocalisse o da una guerra nucleare…Il collasso globale sarà provocato dal numero degli abitanti sul pianeta, la matematica non è un’opinione”.

“Nell’uomo, la negazione è un fatto re importante nei meccanismi di gestione dello stress. Se non ci fosse, ci sveglieremmo ogni mattina terrorizzati al pensiero di tutti i modi in cui potremmo morire. Invece la mente umana blocca ogni nostra paura esistenziale concentrandosi sugli stress che riesce a gestire, come per esempio arrivare in ufficio in orario o pagare le tasse.  Se ci vengono in mente paure esistenziali più ampie, le rigettiamo subito e torniamo a concentrarci su compiti semplici e banalità quotidiane.”

In poche parole – spiegò Sinskey – il transumanesimo è una specie di filosofia che sostiene la necessità di ricorrere a tutte le tecnologie disponibili per manipolare la specie umana al fine di renderla più forte”

2 Risposte to “DAN BROWN “Inferno” (2013 – Mondadori – Euro 25) – TTTT”

  1. tiziano's ( the best guitar in Zianigo) 15/08/2013 a 16:20 #

    …ho seguito il tuo stesso percorso.Almeno per i primi 4 libri.Gli ultimi 2 credo non li leggerò.Ho deciso che non sarebbero stati interessanti come gli altri.Certamente si capisce che Dan B.non è un grande scrittore.Il suo modo di scrivere è sempre uguale :un capitolo parla di A.il capitolo dopo parla di B.Poi riprende a parlare di A,ancora dopo riprende a parlare di B…e cosi via.Però,che storie ragazzi.Proprio fuori di testa.Una fantasia enorme.I film un po’cosi cosi…..

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  2. Clod_60 16/08/2013 a 12:03 #

    Beh, io mi sono limitato al “Codice da Vinci” e , per quello che può servire, confermo tutti i limiti della scrittura di Brown. Mi fanno sorridere soprattutto le sue descrizioni tra il turistico e il didattico del Louvre e dei vari ambienti reali in cui si svolge l’azione: è evidente che si tratta di digressioni pensate su misura per il lettore medio americano, che in genere non sa molto di cose europee.
    Ma per non sentirmi come quello che spara sulla Croce Rossa, devo anche dire che Brown ha il dono del ritmo e della opportuna distribuzione dei colpi di scena nel dipanarsi della trama: questo porta il lettore, anche il più scettico (me compreso), ad essere catturato dal libro e a non mollare mai la lettura fino all’ultima riga dell’ultimissima pagina.

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