ZUCCHERO FORNACIARI “Il Suono Della Domenica” (Oscar Mondadori 2013 – euro 9,50) – TTTT½

31 Ago

Parlando di ZUCCHERO una sera Picca mi disse che “è sempre gradevole” e io sono d’accordo con lui. Non tutte le sue cose mi piacciono, ma in molte mi ci ritrovo e comunque anche io credo che in generale Zucchero sia piacevole. Poi ci sono le canzoni che mi piacciono un casino, le sue frasi tipo “viene Venere su dai campi“, i continui rimandi alla sua/mia terra, le malinconiche melodie che adotta quando si tratta di parlare della neve, del  cane Tobia che ha perduto, dei dolori dell’amore, dei granai e della luce che filtrando li attraversa. Sono ormai 26 anni che lo seguo con una certa attenzione, da BLUE’S insomma, da quando iniziò a fare le cose alla sua maniera…le proposte precedenti non mi parevano granché e il fatto di aver scritto canzoncine sanremesi per Stefano Siani era un po’ troppo per il rockettaro duro e puro che c’è in me.

zucchero Fornaciari il suono della domenica

Così, in una sera di questa estate in cui passeggiavo con la groupie durante una notte rosa a Regium Lepidi, entro alla LIBRERIA DELL’ARCO e, una volta davanti agli scaffali dei libri musicali, compro la sua autobiografia del 2011, recentemente ripubblicata nella collana Best Seller Mondadori.

Zucchero è nato a RONCOCESI, una frazione di Regium, ad un tiro di scoppio da Borgo Massenzio dove vivo adesso, e da VILLA BAGNO, il luogo dove è nato Brian e dove io passavo le domeniche dai nonni e i mesi di settembre durante la vendemmia. Sapevo, già dal titolo del libro, che mi sarei immedesimato e che avrei rivissuto, nei suoi racconti, le pagine più dolci della mia infanzia. Certo, Zucchero è più vecchio di qualche anno, ma nel corso del tempo abbiamo respirato gli stesso odori, lassù in dal tasèll. Voglio parlare del libro e non della mia infanzia e adolescenza, ma devo farvi capire che non sarò lucido nel giudizio: l’epica contadina delle storia della mia famiglia combacia con la sua, le mie domeniche ed estati passate a VILLA BAGNO (o a SAN MARTINO IN RIO paese di mia madre) hanno gli stessi colori delle sue. Anche gli stessi sapori: i cappelletti, il bollito, la torta di riso, il lambrusco…gli stessi rumori: il ticchettio della sveglia sulla mensola del camino, il ruvido sferragliare della pompa a mano per far uscire l’acqua nel lavello posizionato fuori nell’aia, il campanellino dell’Ape di Fiorini, il signore che col suo “carrettino” vendeva gelati…le stesse parole: “Biff”, “Fruttino”, “Sughini” che stanno per ghiacciolo, succo di frutta e animaletti di liquirizia. Non ho avuto una nonna come la sua, Diamante, la mia era meno dolce, si chiamava Luigina, ma il richiamo di ” ‘tefano vin a ca’ ” aveva lo stesso sapore di quello contenuto nella sua canzone DIAMANTE…

Prendete il mio giudizio dunque per quello che è: a me la sua autobiografia è piaciuta molto, moltissimo. Letta in due giorni (durante le ferie), è una biografia candida, onesta, per nulla snob, sincera. Zucchero parla senza tanti giri di parole dei suoi disagi interiori, delle sue malinconie, delle crisi di panico, e del chiaroscuri della vita on the road.

La prosa a volte è un po’ selvatica, e la punteggiatura difficile; a tratti Zucchero è un po’ autoreferenziale (ma ci sta, non potrebbero non esserlo, teniamo in mente che è pur sempre uno degli artisti musicali più di successo della storia musicale italiana), sfiora in una sola occasione il tema delle similitudini tra certe sue canzoni e quelle di altri artisti (io di certo non mi scandalizzo, ma a volte forse si è preso qualche libertà di troppo), ma i capitoli si susseguono con una leggerezza naturale e il tutto risulta scorrevole.

Insiste forse un po’ troppo col blues, la sua musica ogni tanto si bagna nelle acque del Mississippi, ma non è esattamente (o almeno non così spesso) blues. Zucchero poi intende per blues un calderone dove Soul, Rhythm And Blues e musica nera ballabile si mescolano. Secondo me invece il blues è quello di ROBERT JOHNSON, di SON HOUSE, di MUDDY WATERS e compagnia …so che questa considerazione può sembrare snob, ma che volete farci, il R&B, il Soul, il Gospel non mi hanno mai rapito spiritualmente come invece ha fatto il blues, quello che anche nei momenti più frivoli contiene un che di tenebroso e demoniaco.

Zucchero, tuttavia, è un vero uomo di blues, pur essendo una rockstar consacrata da tanti anni, ha un travaglio interno vero e genuino. Zucchero poi è uno che si è fatto il culo suonando in giro, costruendo la sua abilità, il suo sapere, il suo modo di porsi cantando cover…non è uno di quei fighetti insomma che se solo li allontani dal loro repertorio non sanno più fare un cazzo. Zucchero lasciatemelo dire, è uno di noi, uno che ancora si sente fan. Uno che appena ne ha avuto l’occasione ha collaborato con leggendari musicisti rock, ne citiamo tre per tutti: ERIC CLAPTON, JEFF BECK, BRIAN MAY…

Ci sono anche parti molto divertenti, come ad esempio i momenti passati insieme a PAVAROTTI, altro emiliano ruspante (divertenti anche un paio di refusi: lo spelling sbagliato di Massenzatico, e la traduzione del soprannome di CLAPTON: “manolesta” invece che “manolenta”).

Concludendo: me c’al lèber chè a l’ho let v’luntèra.

Una Risposta to “ZUCCHERO FORNACIARI “Il Suono Della Domenica” (Oscar Mondadori 2013 – euro 9,50) – TTTT½”

  1. mikebravo 02/09/2013 a 23:40 #

    Zucchero piace anche a me.
    Corrado Rustici, ex-Osanna , suonava la chitarra nei primi dischi.
    Sta facendo una grande carriera.
    Ha ospitato in studio anche Miles Davis ed il mitico BRIAN WILSON.
    Sicuramente ha un menagement eccezionale.
    Riguardo l’ispirazione, qualcuno la ritiene spuria.

    Mi piace

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