GOBLIN live a Detroit 12 ottobre 2013 di Paolo Barone

15 Ott

Qualche giorno fa, ero da poco tornato a Detroit, e’ venuto a trovarmi un mio caro amico uno dei pochi veri che ho da queste parti. Dopo un po’ che parliamo mi dice, “Ehi lo sai che la band italiana Goblin suonera’ qui a Pontiac il 12…Io vado, se vuoi andiamo insieme..“.Non ci potevo credere, i Goblin di Roma in tour da queste parti??? Certo che ci sarei andato, fosse solo per la curiosita’ di un evento cosi strano.

Cosi, il giorno dopo mi sono messo in rete a cercare informazioni su questa cosa. Scopro che si, sono in tour con i tre membri fondatori originali Simonetti, Guarini e Morante, e che suoneranno alla Crofoot Ballroom a Pontiac, una bel locale rock molto noto in zona. Non solo, ma essendo questo il loro primo tour in assoluto negli States, il concerto e’ considerato un evento, si consiglia di prendere i biglietti (25 dollari) in prevendita e volendo e’ disponibile anche un pacchetto speciale a 70 dollari con poster autografato del concerto, accesso al soundcheck e qualche minuto con la band. Cose da pazzi. Prendo il mio da venticinque, e mi chiedo quanta gente andra’ a vedere questo show…Mah, misteri della musica….Intanto con il passare dei giorni scopro che molte persone di mia conoscenza conoscono i Goblin, probabilmente anche molto meglio di me, e che saranno al concerto, nonostante la stessa sera ci sara’ in citta’ anche Lee Renaldo dei Sonic Youth. Indago un po’, magari sono segretamente tutti fans del prog italiano, invece niente, non hanno idea di PFM, Banco e compagnia bella, mai sentiti nemmeno nominare. I Goblin invece si, altroche’! Come se non bastasse, il settimanale che si occupa di musica e spettacolo nell’area metropolitana di Detroit, Metrotimes, segnala il live della band romana come l’evento imperdibile della settimana, presentandoli come di gran lunga la band italiana piu’ famosa negli States, quasi al pari degli onnipresenti Lacuna Coil.

Goblin vintage

Goblin vintage

Finalmente arriva la sera del concerto e io e i miei amici andiamo a Pontiac, praticamente un quartiere nella zona nord di Detroit metro. La serata e’ stranamente molto calda, sembra ancora estate, e’ sabato sera e le strade sono piene di gente. Troviamo a malapena un parcheggio, strano perche’ da queste parti ci sono piu posti auto che abitanti, e ci infiliamo dentro la Crofoot Ballroom. Rimango subito stupito: La sala e’ strapiena! Tantissima gente di ogni eta’ e tipo, ma con una netta maggioranza di magliette e abbigliamento metal. La band di supporto ha appena finito di suonare, l’atmosfera e’ carica di energia, sono tutti su di giri. Come si possa conciliare tutto questo con i lunghi e lenti brani strumentali delle colonne sonore dei Goblin, per me e’ un mistero, ma ormai mi comincio ad abituare alle sorprese. C’e’ un banco con magliette 25 dollars, poster numerati 50 dollars, vinili, cd, dvd, e poster alternativi. Tutto molto bello, vinili e magliette vengono venduti a ritmo continuo, io come sempre resisto per pentirmene il giorno dopo. Ma in fin dei conti non sono mai stato un fan di questa band. Da piccolo la loro musica, perlomeno quei due pezzi che conosciamo tutti, mi spaventava da morire e i film di Dario Argento mi attraevano tantissimo ma non li potevo proprio vedere, pena mesi di incubi e notti in bianco. Poi per una serie di circostanze ho avuto modo di conoscere Dario, la ex moglie e attrice di alcuni film Daria Nicolodi, e sua figlia Asia e’ una mia carissima amica, con la quale spesso trascorro serate intere a condividere le nostre insane passioni musicali. Ma i film rimangono per me un tabu’, anche oggi non riesco a guardarli. Pero’ mi rendo conto che sono parte della mia storia, della cultura collettiva del nostro paese. Sono parte di noi, lo e’ la colonna sonora di Profondo Rosso cosi come la musica di Ennio Morricone, i film di Toto’ e i sogni di Fellini. Ma cosa c’entra tutto questo con gli americani, con tutta questa gente che e’ venuta qui stasera? Mi ritrovo perso in queste ed altre mie cosmiche riflessioni quando si spengono le luci e sul palco arriva una ballerina che inizia a danzare nel cono di un riflettore rosso porpora. Arrivano i Goblin, attaccano a suonare ed e’ un ovazione.

Goblin in Detroit 12 ottobre 2013 - foto di Paolo Barone

Goblin in Detroit 12 ottobre 2013 – foto di Paolo Barone

Il loro approccio live e’ molto rock, niente brani lenti, l’audio in sala e’ di una qualita’ e potenza strabilianti, come e’ normale da queste parti, e ti senti fisicamente investito dall’onda sonora che e’ un piacere. Il pubblico conosce tutti i pezzi, io qualcuno, durante i brani legati alle colonne sonore proiettano su un grande schermo dietro il palco montaggi dei film in questione. l’effetto e’ molto suggestivo e altrettanto sanguinolento…L’atmosfera pero’ non ha proprio nulla di inquietante o misterioso, anzi, direi che e’ proprio gioiosa. Loro a sessanta e passa anni di eta’ sono al loro primo tour americano, e l’entusiasmo e’ talmente palese da essere quasi imbarazzante. Specialmente il chitarrista, sembra una versione prog di Maurizio Solieri, con tutto il contorno poprock cafone che mi fa venire i brividi, non proprio di paura…Ma il pubblico in sala apprezza e ricambia, mentre io, forse unico Italiano in sala, un po’ arrossisco….Per non dire di quando Simonetti, prima del bis, attacca Jump dei Van Halen con la tastiera…Mah!

Goblin  - Claudio Simonetti  - foto di Paolo Barone

Goblin – Claudio Simonetti – foto di Paolo Barone

Vabbe,’ lasciamo perdere… Qualche caduta di stile, dettata forse dal troppo entusiasmo,e’ in questo contesto inevitabile. Ma pensiamo al resto del concerto…Che e’ stato molto intenso, una cavalcata dark prog veramente notevole, al punto che anche i miei amici che sono soliti frequentare tutt’altre sonorita’, alla fine si spellavano le mani. Per non dire il resto del pubblico, totalmente in delirio con tanto di ripetute invasioni di palco! Il finale e’ veramente impressionante, Suspiria, Dawn of the Dead, Profondo Rosso, Phenomena, Zaratozom si abbattono su di noi una dopo l’altra, mentre sullo schermo e’ un orgia di sangue e paura.

Loro parlano in Inglese con il pubblico, ringraziano per aver avuto 45 anni di pazienza prima di un tour da queste parti, scherzano palesemente emozionati e felici, scattano foto fra di loro e alla gente che balla e spinge sotto il palco. Alla fine, dopo quasi due ore, se ne vanno con il locale invaso di luce rossa, mentre il pubblico li chiama uno ad uno per nome, specialmente Claudio Simonetti.

Goblin - Detroit 12 ottobre 2013

Goblin – Detroit 12 ottobre 2013

Io torno a casa con le orecchie che ronzano, il suono delle tastiere ficcato in testa, e la sensazione di aver visto un concerto speciale, al di la’ della musica, uno di quelli che ricordero’ negli anni. Sono sempre piu’ convinto che il contributo piu’ importante dato dal nostro paese alla cultura poprock sia nelle colonne sonore e nei film. Questo tour trionfale dei Goblin negli Stati Uniti rende questa cosa secondo me ancora piu’ palese. Direi che ne possiamo, per una volta, essere contenti.

Paolo Barone©2013

2 Risposte to “GOBLIN live a Detroit 12 ottobre 2013 di Paolo Barone”

  1. Massi 16/10/2013 a 06:57 #

    Deve essere stata una serata mooooolto strana, con influenze inn e Yang niente male. La prova è data da Paolo che fa le foto, azz …. Avrei pagato per vedere te a trafficare con la macchinetta al concerto! Ahahahahaha

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  2. mikebravo 16/10/2013 a 08:06 #

    Paolo, Asia ti ha fatto vedere il suo tatuaggio?
    Ho un suo film ( sua la regia ) ma l’unica cosa che ricordo é il tatuaggio.
    Adoro Profondo Rosso, tutto il disco ed il film che avro’ visto
    almeno dieci volte.

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