Bluesin’ away in a rainy february day

20 Feb

La groupie, che di solito si sveglia a ridosso dell’alba, prima di partire viene a svegliarmi “Buongiorno Tyrrell, dai tirati su che devi andare da quel cliente”. Mi dà un bacio e poi esce da casa. E’ un po’ che quando ho appuntamenti o riunioni di prima mattina richiedo a lei il servizio sveglia, perché in questi ultimi mesi a fatica riesco a sentire la sveglia. Sono in uno stato di cottura permanente, più psicologica che fisica, così uscire dal letto è un po’ come uscire dal caldo ventre materno…ci manca solo che un’ostetrica mi dia uno schiaffo per farmi piangere e siamo a posto.

Mentre mi preparo controllo il cellulino …. Salvo mi ha mandato un messaggio “Since I’ve Been Loving You dei GREAT WHITE è … non ho parole!”, immagino che il Sicily boy intenda dire che gli piace moltissimo. Vado di fronte agli scaffali, lettera G, tiro fuori il loro live tributo ai LZ, metto su SIBLY…

Fine febbraio, piove, tanto per cambiare. L’anno scorso eravamo a ridosso di forti nevicate, ma ora c’è questa pioggia neutra, insignificante, sfibrata. In garage mi accorgo di non avere la chiave della blues mobile. Tiro la prima madonna. Torno in casa a cercarla. Diretto come ogni dannata mattina a Stonecity, su Radio Capital, Lateral di Luca Bottura. Le country road che a tratti percorro a volte nascondono delle insidie: da Bath (Bagno, insomma) verso Little Court (Corticella, insomma) sto per attraversare un incrocio solitario, lì vicino una macchina ferma, all’interno una coppia di anziani che evidentemente sta cercando la via giusta per andare da Toschi a comprare una coppa (l’insaccato). Improvvisamente Gisto inserisce la retromarcia e viene nella mia direzione mentre sto passando. Con una manovra degna della groupie versione speed-queen riesco a evitarlo con una brusca sterzata, poco più avanti suono il clacson, mi fermo, apro lo sportello e gli urlo “Ma sei cretino, porca madosca”. Gisto fa l’incazzato, lo vedo agitarsi all’interno della macchina, scendo e faccio per andargli incontro. Gisto si attacca al clacson e parte (nella direzione sbagliata). Ritorno in me. Guardo l’orologio, ore 8,35, e ho già tirato due madonne.  Ho bisogno di musica; rendo ovattata l’atmosfera all’interno della blues mobile con gli Steely Dan (in versione SHM-CD of course, alla faccia di Piccus che dice che non c’è differenza con i CD fatti con materiale standard), mentre fuori, sullo stradone Herberia-Stonecity, camion e furgoni s’ inseguono diretti alle grandi fabbriche.

Steely Dan Countdown To Ecstasy 1973 Sleeve

Ripenso a un paio di cose che ho letto di recente sul diario di ROSS HALFIN:

“Oliver Halfin told me I should hear The Winery Dogs, so he played it. I thought it was rubbish, tired old stuff with people who just overplay and can’t write songs”, beh sarà contento il mio amico Lorenzino Stevens che dei WINERY DOGS è un fan…

“Johnny and Edgar Winter (TOGETHER Live 1975 ndTim) is from 1976 and is appalling – they sound like a wedding band…”, ecco qui sono meno contento io. Il live TOGETHER dei fratelli WINTER è schifoso? Davvero sembrano una band da matrimonio? Ora, trattasi di esibizioni del 1975, fatte alla fine di un paio di concerti di JOHNNY WINTER, dove l’EDGAR WINTER GROUP era l’opening act, con tutte e due le band sul palco a suonare insieme qualche vecchio standard amato dai fratelli albini.

Johnny & Edgar Winter 1975 poster

Non è semplice in quel contesto, poco più che una improvvisazione tra musicisti dello stesso giro, mettere su vinile esibizioni perfette, ma…gruppo da matrimoni? Sono io ad essere così accecato dall’amore che ho per fratelli INVERNO da non sentire l’aspetto “matrimoniale” della faccenda? Picca, Lorenz, Jaypee, Giancarlo… è così?

Alle 9 in punto sono dal cliente, poco dopo in ufficio davanti a un thé caldo. Alle 13 dovrò essere al Policlinico di Mutina a far rinnovare una carta medica per Brian, poi mi fermerò da lui e infine di nuovo qui in ufficio. Sono già stanco. Guardo fuori dalla finestra, grigiume… si ferma il furgone di un corriere, ho una scossa d’eccitazione, che sia uno dei pacchetti che Amazon UK (avevo scritto “OK”…sintomatico…) mi deve consegnare? Macché, il corriere suono nella palazzina di fronte. Vado sul mio account di Amazon UK a riguardarmi gli ordini fatti:

Ordine 2 & 3  Amazon UK Ordine Amazon UK

Con la scusa di raggruppare gli articoli in una unica spedizione per risparmiare sulle spese di trasporto, ho capito che fino a marzo non mi arriverà nulla. Guardo fuori, febbraio continua a piovere da un cielo cinereo, mi bevo un Southern Comfort e mi metto a lavorare. Vita blues.

Southern Comfort

Pausa pranzo. In tangenziale sud a Mutina. JEFF BECK spara SO WHAT, risvolti metallici e industriali che ben si adattano al mood generale di oggi e al tempo atmosferico…

Al monumento al grappolo d’uva che capeggia al centro di una delle grandi rotonde sulla tangenziale volto a sinistra, mi infilo sulla Vignolese diretto al Policlinico. Osservo vecchie ville padronali, palazzine affacciate sulla strada, distributori chiusi. Piove. JEFF BECK incornicia i quadretti che vedo dal mio parabrezza con JB’S BLUES…

Passo davanti a dove abitava LAURA, il cuore rallenta, maledico il caso, il destino, il fato, dio, il demonio, chissacché o chissacchì. In un fiotto di religiosa laicità mi chiedo se la sua anima è lì che aleggia da qualche parte o se si è inabissata nelle profondità siderali dell’universo.

Fermo ad un semaforo mi cade l’occhio su un manifesto che pubblicizza il “piano solo tour 2014”. di Giovanni Allevi, quel simpaticone che “Beethoven è una mezza sega”. Mi vien voglia di fermarmi e di pisciare sul poster. Entro al Policlinico, ingresso 1 corridoio A. Una infermiera amministrativa mi consegna il rinnovo della “Scheda Prescrizione Per Pazienti Ambulatoriali Esterni” per la terapia anticoagulante di Brian. Mi rimetto in macchina. Sulla via Emilia, fermo ad un altro semaforo guardo la Ghirlandina in lontananza, JEFF BECK mi scioglie l’anima con uno dei suoi pezzi languidi…

Mutina in February (Foto di TT 2014)

Mutina in February (Foto di TT 2014)

Svolto in Ciro Menotti, passo non lontano da Picca, mi piacerebbe chiamarlo e offrirgli chessò (sì, lo so, oggi sono in fissa col raddoppiamento fonosintattico) un CYNAR, un PETRUS, un AMARO BENEDETTINO, ma Brian mi aspetta, sono già in ritardo… un salto veloce in un caffè per far svagare cinque minuti il mio vecchio e  poi riparto per l’ufficio. Giornata dunque loffia, poco interessante, giornata in cui anche i blues sembrano “inculenti”  ma poi, d’un tratto alle 15,15 RADIO CAPITAL trasmette TARKUS degli EMERSON LAKE AND PALMER… la giornata inizia a svoltare. Poco dopo mi arriva un messaggio da VALERIA del management di LOREDANA BERTE’: m’ invita a vedere il concerto di LOREDANA a BOLOGNA il 3 marzo al Teatro Europauditorium. Ecco, che una del management di un’artista affermata si preoccupi di invitare un uomo di blues che ha un blog miserello dove si parla di musica sì, ma fuori dai binari canonici dei media musicali italiani, lo trovo molto, molto positivo. In Italia, c’è ancora speranza.

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