ROLLING STONES, Roma, Circo Massimo, 22 june 2014

28 Giu

Introduction

I Rolling Stones… difficile prescindere da loro, per quanti milioni di esseri umani sono stati un esempio, una luce guida, uno stile di vita? Per me certamente sì, le figure di Mick e Keith sono state il template per i sogni di rock and roll miei e di Tommy ai tempi dei MIDNIGHT RAMBLERS (inizio anni ottanta… il nome era tutto un programma) prima e della CATTIVA COMPAGNIA originale (1988-1993) poi. Quegli album,  quelle canzoni, quel senso di fighinaggine Rock. Quel rimanere completamente estasiati davanti a quei quadretti musicali nascosti tra gli angoli più in ombra dei loro album: MOONLIGHT MILE, COMING DOWN AGAIN, WINTER e poi ancora NO EXPECTATIONS, MEMORY MOTEL e le ballate sbilenche cantate da KEITH RICHARDS. I Rolling che ho vissuto in diretta sono quelli di LOVE YOU LIVE (il disco dal vivo col miglior titolo di sempre), SOME GIRLS, EMOTIONAL RESCUE, TATTO YOU, i Rolling che ho visto dal vivo sono quelli di SAN SIRO 2003, nel 1982 ero a militare e quelli fine anni ottanta/anni novanta chissà perché me li sono persi. A San Siro c’era anche Picca, non ha lo stesso ricordo che ho io… a me piacquero davvero tanto e per molto tempo pensai che era quello il miglior concerto a cui avevo mai  assistito (dal punto di vista spettacolare, di visual insomma, lo è tutt’ora). In questi ultimi anni il mio rapporto con loro si è sfilacciato, non riesco più ad accettare certe inadeguatezze strumentali, non riesco più a credere a quel vecchio adagio che vuole CHARLIE WATTS grandissimo batterista rock, non riesco a non infastidirmi davanti all’inettitudine chitarristica di RON WOOD. KEITH RICHARDS è un caso a parte, lui è il Rock, riff efficaci e riconoscibili, songwriting (in partnership con JAGGER) stellare, physique du role perfetto. Certo, chitarristicamente (diciamo così) “particolare”, non un musicista dal talento naturale, ma di tutto rispetto fino a che è restato concentrato sulla chitarra, diciamo primi anni settanta, fino a quando utilizzava con buona frequenza la GIBSON LED PAUL. Dopo è stato risucchiato dalla facilità del suonare sulla TELECASTER con accordatura aperta sempre e comunque, quella che ti consente di non sfigurare quasi mai, di fare il KEITH RICHARDS.

Sempre controproducente fare queste considerazioni, perché poi si scatenano quelli che pensano di sapere e di aver capito tutto, quelli che ti dicono che allora non capisci il rock, ma questo è un blog così, obliquo, blues (nel senso lato) e quindi non possiamo esimerci dall’analisi introspettiva anche riguardo al rock. Sì perché poi non è che a me piacciano solo  i musicisti che “sanno suonare” (qualsiasi cosa significhi), anzi tutt’altro… spesso quelli che san suonare (o credono di saperlo fare) li trovo insopportabili e fastidiosi… mi piacciono ad esempio i MOTT THE HOOPLE e la BAD COMPANY… tolto PAUL RODGERS non è che gli altri siano proprio dei musicisti incredibili, però mi piace come portano a casa il pezzo, come lo confezionano con cura, come riescano a sembrare professionisti seppur siano pieni di limiti. I Rolling spesso sfiorano il dilettantismo puro, incappano in pasticci a volte incredibili, incredibili sì, per musicisti che da 50 anni suonano insieme sbagliare ancora  i finali è un po’ troppo, entrate di batteria fuori tempo, assoli di chitarra (quelli di RW) spesso ridicoli e da band di parrocchia… tutto questo  andrebbe bene per una band che suona alla festa dell’amicizia di Villa Bagno, non per chi si esibisce al Circo Massimo davanti a più di 70.000 persone che hanno pagato 80 euro ciascuna.

Rolling Stones Circo Massimo Roma Locandina 22-06-2014

Ma i Rolling godono di una immunità musicale totale, senza riserve. Il mio caro amico L (bona fide rocker, musicista di ottimo livello) ad esempio era al concerto, gli chiedo un parere a caldo… gli sono piaciuti un sacco e non è d’accordo con il mio punto di vista… eppure lo stesso L era stato deciso nel criticare (con santa ragione) la performance di PAGE nella reunion del 2007… era evidente la cosa, soprattutto per i musicisti, ma allora perché non si adopera lo stesso metro per i RS? Forse perché nell’immaginario collettivo i LZ (e JP in particolare) sono una band di virtuosi, mentre i RS sono sempre stati una band di simpatici disgraziati? Mah, mi interrogo spesso su questa cosa, ci perdo il sonno.

Sì perché poi leggo la (banale) recensione del concerto su Repubblica e mi chiedo se abbiamo visto lo stesso show:

http://www.repubblica.it/spettacoli/musica/2014/06/22/news/stones-89724010/?ref=HREC1-29#gallery-slider=89764650

… sì perché poi leggo commenti su facebook del tipo “Sono stati eccezionali. Tutto il resto è solo rosicata”. Rosicata? Ma perché? Io amo i ROLLING, son contento dei loro trionfi, ma non sono stati eccezionali (almeno non tutti i membri), divertenti semmai, ecco questo sì. Io le orecchie le ho, il cervello anche, se fanno qualche figura barbina lo sento, se decine di migliaia di persone si riversano a vedere una banda di settantenni che suona pezzi scritti in giovinezza, beh qualche domanda sullo stato di salute del Rock me la faccio.

Bene, ho detto la mia. Ora posso concentrarmi sul vero motivo di questo post: LA MIA ADORAZIONE INCONDIZIONATA A MICK JAGGER. Tra un mese compirà 71 anni (71) ed è ancora in una forma S P E T T A C O L A R E. Vederlo, fighissimo, correre (in senso stretto) per il palco, cantare (quasi sempre) molto bene, intrattenere come mai nessun altro, reggere lo spettacolo da solo è semplicemente favoloso. Sì, e piantiamola una buona volta, è JAGGER che tiene su il baraccone. A parte RICHARDS, dietro di lui ci potrebbe essere chiunque altro,  qualsiasi altro batterista e la gente ballerebbe comunque. JAGGER, il pathos rock di RICHARDS e quelle canzoni. Ripenso ad un numero di qualche anno fa di CLASSIC ROCK MAGAZINE UK dedicato ai front men del Rock: primo posto della classifica Bon Scott, tra i primi 5 anche Robert Plant, nessuna menzione per MICK JAGGER. Sono ancora qui – allibito – a chiedermi il perché.

Se c’è un dio su questa terra, si chiama MICK JAGGER.

 

il numero uno

il numero uno

Going down to Rome

Non fosse stato per la groupie comunque, non sarei andato a vederli a Roma, in un prato. Alla mia età è uno sport estremo a cui non voglio più partecipare, ma lei non li aveva mai visti, e questo potrebbe essere davvero l’ultimo tour, così mi convinco e l’accompagno, spinto anche dal fatto che un giorno a ROMA, la città che amo alla follia, non può che farmi bene di questi tempi.

Domenica 22 giugno, di prima mattina alla stazione MEDIOPADANA dell’altavelocità di Regium Lepidi, praticamente dietro casa. Sono ancora assonnato …

Tim - waiting on a train. Stazione Mediopadana AV (foto della groupie)

Tim – waiting on a train. Stazione Mediopadana AV (foto della groupie)

 

Dopo 55 minuti siamo a Firenze, in due ore e mezza alla stazione Tiburtina. ITALO TRENO mi piace molto, l’alta velocità è una gran comodità, certo è anche uno sfregio che attraversa l’Italia. Abbiamo una stanza prenotata all’ARGILETO Residenze, 20 metri dal viale dei Fori Imperiali. Un’ottima scelta questa, courtesy of the groupie. Pranziamo in un ristorantino nei paraggi, un giretto tra i fori…

A day at the forum with the groupie (foto di TT)

A day at the forum with the groupie (foto di TT)

 

poi cala inesorabile l’abbiocco, ci ritiriamo nei nostri (splendidi) appartamenti. Entriamo al Circo Massimo vero le 17, la situazione è già sul complicato andante, i cellulari non funzionano ma ad un certo punto incontriamo, per una di quelle coincidenza fortuite che poi sono i segni del blues, Lakerla (la mia socia) e Salvo, mangiamo qualcosa, sfidiamo l’afrore di piscio dei bagni chimici, e ci prepariamo a raggiungere una posizione che non sia lontano 200 metri dal palco …

TT: feed the blues (foto di ST)

TT: feed the blues (foto di ST)

 

Rolling Stones Circo Massimo 2014 (foto di TT)

Rolling Stones Circo Massimo 2014 (foto di TT)

 

Rolling Stones Circo Massimo 2014 (foto di Saura Terenziani)

Rolling Stones Circo Massimo 2014 (foto di Saura Terenziani)

Verso le 20 inizia JOHN MAYER, un’ora di pop rock dai lievi contorni blues noiosetto e francamente inutile poi, verso le 21,45 entrano gli STONES.

Rolling Stones Circo Massimo Roma scaletta 22-06-2014

 

 

Si parte con  JUMPING JACK FLASH e per quanto mi riguarda l’inizio non poteva essere peggiore. Da classico del Rock bello, duro, corposo, da alcuni anni JJF è diventato, grazie ad un insensata frasetta di chitarra di RON WOOD, un jingle per bambini (per intenderci dal minuto 03:04 del clip qui sotto)…

… son già lì che già scuoto la testa quando parte LET’S SPEND THE NIGHT TOGETHER, e mi viene la pelle d’oca, gli STONES, finalmente! Sentimento rafforzato da (una sgangherata) IT’S ONLY ROCK AND ROLL e da TUMBLING DICE, il “mio”pezzo”,  portato in giro più o meno come si vede e con uno dei pochi assoli decenti di RW di stasera…

Senza tanti clamori sbuca poi MICK TAYLOR, MICK TAYLOR cazzo! Imbolsito, senza più le scintille tra le mani, ma pur sempre anni luce dal suo sostituto. JAGGER è incredibile, ho già scritto tutto nella introduzione, ma rimango a bocca aperto, che magnifico rock and roller, che superbo intrattenitore. Mi godo pure CHUCK LEAVELL e BOBBY KEYS, due figure importanti per chi ama il Rock e i ROLLING. Mi infiammo per HONKY TONK WOMEN, sì certo ormai forse non se ne può più, ma è stata una forza trainante della mia crescita.

Il momento di KEITH RICHARDS parte con YOU GOT THE SILVER, uno sferragliamento di chitarra slide che dalla mia posizione mi pare incredibile (nell’accezione negativa). Risentirla su youtube non sembra così terribile; entra poi la batteria (dal minuto minuto 04:10 in questo videoclip) e sembra arrivato il momento del dilettante. Mah. La groupie mi guarda ridendo…

Di nuovo MICK TAYLOR per MIDNIGHT RAMBLER, penso a Tommy e ai nostri vent’anni… e poi MISS YOU, che a me piace sempre un casino… ricasco nella nostalgia e ripenso all’estate del 1978, io e Biccio in giro in motorino, e le 100 lire infilate nel juke box della baracchina del parco per ascoltare i pezzi che sarebbero diventati la colonna sonora della nostra adolescenza, tra cui appunto MISS YOU…

Finale con GIMME SHELTER, START ME UP, SYMPHATY, BROWN SUGAR. Di SYMPHATY FOR THE DEVIL mi rimangono in mente due cose: il volume altissimo della chitarra di KEITH durante l’accordo di SI (“pleased to meet you”) e alcuni suoi pasticci notevoli durante il secondo assolo.

YOU CAN’T ALWAYS GET WHAT YOU WANT è suonata con l’aiuto di un coro (italiano), non tutto sembra funzionare a dovere, ma il pezzo è “il pezzo”, silenzio (ma anche qui, l’assolo di RON WOOD è inascoltabile). La groupie si emoziona. Di SATISFACTION avrei fatto anche a meno, ma non gli altri 69,999 che sono lì insieme a me.

Non eccezionali dunque, ma certamente divertenti… e vorrei anche vedere, con quelle facce e quelle canzoni.

Rolling Stones Circo Massimo Roma KEITH RICHARDS 22-06-2014

Rolling Stones Circo Massimo Roma KEITH RICHARDS 22-06-2014

 

Rolling Stones Circo Massimo Roma MICK JAGGER 22-06-2014

Rolling Stones Circo Massimo Roma MICK JAGGER 22-06-2014

Il popolo del Rock scema lentamente, stanco e tutto sommato soddisfatto. Noi ci siamo in mezzo, sospesi in una serata romana perfetta, calda ma sospinta da una brezza che è una benedizione. Costeggiare l’Anfiteatro Flavio (sì, va beh, il Colosseo) illuminato mi ripaga della stanchezza dovuta alle ore passate in piedi.

Roma, Anfiteatro Flavio, 22-6-2014 after the Stones (foto di Saura Terenziani)

Roma, Anfiteatro Flavio, 22-6-2014 after the Stones (foto di Saura Terenziani)

Una pasta in uno dei tanti bar aperti, un ultimo giretto e quindi in camera, una doccia ristoratrice e ROMA good night.

Risvegliarmi nella mia città preferita è sempre un’emozione, mi affaccio alla finestra e respiro le vibrazioni romane: i viali costeggiati dai pini marittimi, il groove più elastico rispetto alle mie città, gli echi dei vagiti provenienti dalla culla in cui l’umanità si è plasmata.

Rome from the window (foto di TT)

Rome from the window (foto di TT)

Check out e colazione in un grazioso bistrot in via Madonna dei Monti…

Bistrot in via Madonna dei Monti, Roma (foto di TT)

Bistrot in via Madonna dei Monti, Roma (foto di TT)

Via Madonna dei Monti (particolare) (foto di TT)

Via Madonna dei Monti (particolare) (foto di TT)

Metropolitana e quindi stazione Tiburtina, bella ed “europea”…

Stazione Tiburtina Roma (foto di TT)

Stazione Tiburtina Roma (foto di TT)

Mezzora passata sulle comode poltrone di Casa Italo e poi saliamo sul treno. Sfrecciare tra il dolcissimo declivio dei colli laziali è un balsamo per l’animo, il viaggiare ti scuote dal torpore dei blues quotidiani. Mi infilo le cuffiette… seleziono l’album SLOWHAND,  poi metto in random… BILLY JOEL, JOHNNY WINTER, ELTON JOHN… socchiudo gli occhi, baby I’m movin’ on.

Regium Lepidi, la blues mobile è lì che mi aspetta nel parcheggio, pronta, calda, bollente… le entro dentro. Pranziamo al cinegiappo, mi bevo una Sapporo gelata, guardo la maglietta della groupie…

Cinegiappo time (foto di TT)

Cinegiappo time (foto di TT)

Non so perché ma mi viene di provare una delle pose crowleyane…

TTCrowleyng away (foto della groupie)

TT Crowleyng away (foto della groupie)

 

Non succede nulla, Succubus non si materializza, meglio pagare il conto e andare alla domus saurea. Prima di correre da Brian vorrei dare un’occhiata all’email e al blog, ma PALMIRO non è di questo avviso… c’è lui al computer, sta preparando un post per il suo mini blog…

20140625_111253

Va beh, lascio la groupie a disfare gli zaini, Brian arrivo.

 

 

17 Risposte to “ROLLING STONES, Roma, Circo Massimo, 22 june 2014”

  1. Lorenzo Stefani 28/06/2014 a 09:52 #

    Gran bel report, Tim, non solo perché scrivi cose sugli Stones e su Mick che condivido, ma soprattutto per come le scrivi. Notevole anche la descrizione di Roma, dal groove più elastico dell’Emilia ai vagiti provenienti dalla culla in cui l’umanità si è plasmata. La chiusura surreale con la posa alla Crowley mi ha fatto cappottare dal ridere. Well done!

    Mi piace

  2. Fausto "Tom" Tomelleri 28/06/2014 a 10:12 #

    Perfetto!! non una virgola in più o in meno! Riassunto e cronaca da leggere di corsa.
    Gli Stones – per molti di noi allora 15enni – sono stati nel bene e nel male come la “posa della prima pietra” biblica testata d’angolo su cui costruire poi tutto il resto in musica, dal blues alla dodecafonia….
    Oggi purtroppo sia loro che molti di noi siamo iscritti all’Associazione Nazionale Combattenti e Reduci, comunque se Jagger a 71 anni sculetta ancora come “un’oca amfetaminica”, hallelujiah, abbiamo sempre un futuro…ciao tOM

    Mi piace

  3. lucatod 28/06/2014 a 11:45 #

    Finalmente un reportage “onesto” dal concerto romano degli Stones ! Io li ho visti sempre nella capitale il 6 luglio del 2007 , per una folla che era almeno la metà di questa serata al Circo Massimo . Non un concerto memorabile , anche se ho dei bei ricordi .
    Le mie sensazioni sono state all’incirca le stesse che hai espresso nel tuo articolo , e sono d’accordo su tutto . Band leggendaria , belle canzoni , grande show etc. però , se uno ha le orecchie , qualche nota “stonata” la sente eccome !! Io ho assistito ad una Can’t You Hear Me Knocking da vomito , questo perché Ronnie Wood è una merda di chitarrista , per essere un rinforzo entrato a metà dei 70s , il livello è piuttosto basso . Mentre al resto della band perdono tutto (anche all’ex .. Bill Wyman , musicista non certo straordinario ma perlomeno discreto) . Quello che hai scritto su Mick Taylor mi ha fatto quasi commuovere , perché come ho scritto più volte sul blog , ho un debole per questo chitarrista , ormai fuori forma , ma sempre eccellente se lo si paragona al suo sostituto .
    Caspita vederli in concerto nel 1982 , non è la stessa cosa di averli visti dal 1989 ad oggi (anche se la formazione fino al 1993 era la stessa) , perché a mio parere gli ultimi Stones (quelli un po da revival 60s , ma sempre memorabili) sono quelli di Tattoo You e relativo tour , entrambi memorabili . Il problema sta nel solista , che di fatto non esiste dal 1974 , manca quella compattezza che una band rock della portata dei RS dovrebbe avere .
    Mick Jagger , dimostra sempre e comunque una grande classe e professionalità , lo metto nel podio tra i migliori cantanti/showman di sempre (assieme a lui ci metto anche Freddie Mercury) .

    Tornando a M. Taylor , non avrebbe meritato di stare sul palco per più di una o due canzoni concesse ? Sono due anni che sta in tour con la band , a questo punto , Io lo avrei lasciato per l’intero concerto .

    Mi piace

  4. timtirelli 28/06/2014 a 13:31 #

    LS/TOM: thank you so much.

    LUCA: sì, da fuori la apparizione di MT per solo due o tre pezzi sembra davvero bizzarra, ma chissà come funzionano i rapporti all’interno di una situazione complessa come quella dei RS. Anche a me piacerebbe vederlo per l’intero concerto, magari vestito meglio, non in modo appariscente come gli altri ma nemmeno da zio Fedele.

    La scelta di RW è stata un addio alle armi, da lì in poi tutti si sono sentiti liberi di non fare poi troppi sacrifici sugli strumenti. Nel tour 1972/73 erano una gran band, Keith che ancora suonava, Watts e Wyman dignitosissimi, Jagger unico come sempre e Taylor sublime. Da lì in poi, dal vivo, una discesa costante.

    Mi piace

  5. mikebravo 28/06/2014 a 18:58 #

    Avete senz’altro colto una bellissima occasione.
    Se non erro domani c’é Jeff Beck a Padova.
    E Robert Plant tra un po’ arriva in Italia.
    A settembre il nuovo disco.
    Un 2014 non male.

    Mi piace

  6. timtirelli 28/06/2014 a 19:03 #

    Il concerto di Jeff Beck è stato annullato, tutto il tour lo è stato. Deve sottoporsi ad una operazione chirurgica. Speriamo vada tutto bene.

    Mi piace

    • mikebravo 29/06/2014 a 07:35 #

      Mi dispiace molto.
      E pensare che gli Yardbirds sono negli usa in tournée con Jim
      Mc Carthy e Top Topham ( il primo chitarrista dei 4 che hanno
      avuto ).

      Mi piace

  7. Paolo Barone 28/06/2014 a 20:22 #

    Questa e’ una delle cose che più amo del Blog e del suo titolare. Tim esce sempre con un punto di vista personale, non fa sconti a nessuno, non ci sono santi e madonne: un vero punk rocker! Qualita’ rara, che ci costringe a ripensare le nostre certezze musicali, non dico necessariamente a cambiarle, ma a rifletterci sopra si. Che meraviglia…!
    Una volta ho visto un tipo con una maglietta che diceva ” Rock and Roll is Better than Music! “. Ecco, io penso che con gli Stones (e con tanti altri che non sto a elencare) il punto sia proprio questo. R’N’R’ is better than music. Chi se ne fotte degli sbagli, delle entrate fuori tempo, dei solo sgangherati, tutto questo non lo sentiamo e se lo sentiamo ci piace così, fa parte del gioco. Certo, da giovani con Brian Jones nella band hanno scritto le canzoni più belle. Con Taylor i dischi più belli. Con Ronnie hanno salvato la band. Oggi settantenni fanno ancora serate magiche come quella di Roma (che io vedo sui video di internet). Forse noi gli Stones li prendiamo così, e per questo non li riusciamo a criticare, forse le emozioni che ci trasmettono con le loro canzoni, con la loro storia, mettono tutto in una prospettiva positiva. Con i LZ le cose stanno diversamente, ma da sempre non da oggi. Loro non erano una band di rock and roll, o perlomeno lo erano solo in parte. Il passaggio di emozioni avveniva (e avviene) anche e molto attraverso le complicate trame strumentali di Page-Jones-Bonham, tramite la particolarissima voce di Plant. Voli cosmici da una parte, danze e chitarre sferraglianti dall’altra. Due immense bellezze, totalmente complementari. La musica degli Stones “arriva” anche con esecuzioni imperfette, quella del dirigibile…meno. Mick e’ senza ombra di dubbio il miglior front man della storia del rock, non si discute punto e basta. Ma se gli togli gli Stones, si e’ visto, non funziona più. Mi viene da pensare che di tutti loro, quello che senza gli altri ha fatto di meglio sia stato Wood con i Faces. Le riflessioni di Tim valgono comunque più di tutti i resoconti un po’ scontai e banali che ho letto in giro finora. E che avrei scritto anche io se ci fossi potuto essere.

    Mi piace

  8. bodhran 29/06/2014 a 09:10 #

    Bella recensione si. La resa incondizionata da fan non mi è mai piaciuta, e in questo blog è pane quotidiano. A me gli Stones non hanno mai impressionato più di tanto, mi sono sempre sembrati un “complessino di r’n’r”. Riconoscendogli comunque il valore di pietra miliare (ma si parla di mezzo secolo fa) per il resto il merito è, e concordo con Tim, di Jagger, star per eccellenza, un fiuto assoluto per la visibilità, per le mosse azzeccate, caratteristiche che sono mancate a tanti gruppi (se ne lamentavano anche i LZ, che di certo erano un gradino sopra per versatiilità e apertura musicale). Poi ovvio che non se ne possa parlar male, o quanto meno con oggettività, sono gli Stones…. a parte in questo blog

    Mi piace

  9. bodhran 29/06/2014 a 10:10 #

    piccola correzione, il pane quotidiano che intendo nel blog è un atteggiamento critico non “la resa incondizionata”. Mi serviva un secondo caffè….

    Mi piace

  10. lucatod 29/06/2014 a 11:55 #

    Vero , io ad esempio sono molto critico nei confronti dei musicisti che ammiro , ma credo che sia l’atteggiamento giusto di chi ascolta da anni un certo tipo di musica in modo attento e approfondito . Su certi blog , mi viene in mente uno sui RS , c’è troppa indulgenza “Charlie Watts ha suonato da dio” , “assoli spettacolari di Ronnie” quest’ultimo veniva addirittura preferito a M. Taylor perché “più simpatico” . Tutto questo scritto , a quanto pare , da fans in senso stretto ……
    Se si conosce davvero bene una band , non ci si può esimere da fare (quando è il caso) della sana critica . Quando sul web o riviste si leggeva che Celebration Day era il più grande concerto Rock , o addirittura uno dei migliori spettacoli dei LZ , io TESTA DI PIOMBO SFEGATATA , inorridivo . Grande evento sicuramente , ma chi scrive certe cose non ne capisce un cazzo dei LED ZEPPELIN .
    E’ anche vero che It’s Only Rock ‘n’ Roll !!

    Mi piace

  11. mikebravo 30/06/2014 a 08:09 #

    Mick Taylor l’ho visto a Bologna nel novembre 1983 con John Mayall che quella
    sera compiva 50 anni ( Bluesbreakers reunion con Mc Vie e Allen ).
    Era un gran bel chitarrista ( anche di aspetto).
    Immagino che la decisione di uscire dagli Stones abbia cambiato la sua vita.
    Da ragazzo sentivo dire da amici che gli Stones non sapevano suonare.
    Vero o falso, Mick Taylor, il piu’ tecnico, é durato poco lasciando il posto a
    Wood ( che sicuramente ha sempre avuto un gran culo ).

    Mi piace

  12. Fausto "Tom" Tomelleri 30/06/2014 a 10:06 #

    “In medio stat virtus” diceva un saggio latino.
    Gli Stones sono “l’aurea mediocritas” del rock (Jagger compreso), ma hanno riempito il mondo oltrechè di figli e polverine varie, di inni memorabili ed una stirpe innumerevole di seguaci, dai Velvet ai Black Crowes, diffondendo il Vangelo del Blues e del Rock dai poli all’Equatore come nessun altro, credo, e sono ancora lì….45 anni dopo Brian Jones….
    La prossima volta verranno con le badanti e carrozzelle varie, vegliate perchè non sapete nè il giorno nè l’ora….amen, Tom

    Mi piace

  13. lucatod 02/07/2014 a 12:04 #

    Io non sarei così duro con le doti musicali degli STONES . Certo , essendo nati nei primi anni 60 , non possiedono doti sovrumane dei futuri Hendrix o Beck , ma non di meno come I Beatles prima di loro (tecnicamente non certo eccelsi) , i RS hanno tra le loro file dei musicisti di tutto rispetto . Jagger (uno dei migliori cantanti di sempre , oltre che grandissimo show man) e Richards (i suoi riff sono ormai parte della storia) hanno creato una delle più belle coppie di compositori si sempre , capaci come pochi di stare a galla anche col passare del tempo . Anche Charlie Watts e Bill Wyman hanno i loro meriti , pur essendo tecnicamente limitati , hanno costituito l’ossatura ritmica del gruppo per 30 anni , , sapendo passare da Little Red Rooster a pezzi come Hot Stuff , Miss You , Emotional Rescue o Start Me Up . E non è poco .
    Poi c’è Brian Jones . Qua devo dire che la mia considerazione diminuisce notevolmente , in lui non vedo un genio , ma semplicemente un personaggio carismatico decisamente sopravvalutato . Solo nei primissimi anni ha svolto un ruolo significativo . Dal 1965 al 69 , il suo ruolo sarà sempre più marginale sia in studio che dal vivo , lasciando a Keef carta bianca sulla gestione musicale della band . Certe sue trovate come la marimba su Under My Thumb o il sitar su Paint It Black , seppur notevoli , non bastano a decretarne tutta questa importanza .
    Il suo sostituto M. Taylor , grande chitarrista (l’unico tecnicamente valido) che ha contribuito non poco a ricompattare la band sia in studio che in concerto . L’unico difetto è il suo distacco dai compagni , non riesco a vederlo uno Stones al 100% . Non a caso durerà veramente poco . Tutto il contrario Ronnie Wood , debolissimo dal punto di vista tecnico , ma ottimo collante all’interno del gruppo . Viene quasi difficile , pensare agli Stones senza la sua (brutta) faccia .. almeno per quelli che come me lo hanno da sempre visto con Jagger &Co .

    Mi piace

  14. mikebravo 02/07/2014 a 14:06 #

    Se dovessi scegliere un decennio in assoluto dell’epopea rock, non avrei
    dubbi.
    Nonostante a quei tempi ne ignorassi l’esistenza, la musica rock ha dato
    negli anni sessanta il meglio di se’ ad ogni livello.
    Ed anche per i Rolling Stones, sono tante e troppe le belle canzoni del loro
    repertorio che videro la luce in quel periodo indimenticabile.
    E se il mio è stato un viaggio a ritroso, alla ricerca del tempo perduto,
    che secondo Proust si realizza invero nel sogno, ho sognato a lungo
    ascoltando i dischi di quell’epoca irripetibile.

    Mi piace

  15. Baccio 21/10/2014 a 18:12 #

    Segnalo che è appena uscito il bootleg di Roma, edito dalla Godfatherecords, con bella copertina digipack che si apre in tre parti con tante foto.
    Titolo: “Circus Maximus MMXIV”, Euro 22,90 sulla costa toscana.
    Registrazione ottima (mi sembra un board dal palco -monitor di Mick?-, anche se sul sito è scritto ex aud).
    Grandissima Lisa Fisher in Gimme Shelter (da sempre mio pezzo preferito degli Stones)!
    Mick parla un sacco in italiano, complimenti.

    Speriamo che non sia veramente una produzione proveniente dalla mafia come suggerisce il nome della casa discografica, mi seccherebbe non poco contribuire ai loro guadagni!

    Mi piace

  16. mikebravo 19/05/2016 a 08:31 #

    Mentre l’unica intrusione di un rollingstoniano su un disco dei led zeppelin
    risale al 1975, jimmy page ha piu’ volte messo il naso e non solo negli
    studi dei rolling stones.

    Nel 1972 i rolling stones stanno registrando in giamaica.
    Il produttore si ammala.
    Jimmy Page ha ultimato HOTH.
    Jimmy Page e Keith Hartwood volano in giamaica
    Squadra di soccorso ai rolling stones.
    I 2 lavorano su4 pezzi.
    JAMAICA, TOPS, CRISS CROSS e THOUGH THE LONELY NIGHTS.

    Provate a cercare in quali dischi dei rolling sono poi apparse…….

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: