“ Local Custom – Downriver Revival “ di Paolo Barone

18 Dic

Senza i dispacci blues che ci manda Polbi da Detroit questo blog non sarebbe lo stesso. Altra storia di outsider che cercano di sopravvivere. Giù il cappello per il nostro Michigan boy.

“ La vita Caterina lo sai, non e’ comoda per nessuno…” su questo non ci sono proprio dubbi. Lo e’ anche per le rockstar, figuriamoci per i poveri cristi come noi. Quello che invece cambia sempre, e’ come noi reagiamo ai disagi del vivere di tutti i giorni, e come lo fa ciascuno di noi nel suo personale percorso esistenziale. Le storie di epici naufragi umani sono sempre affascinanti, c’e’ poco da fare e’ molto piu’ interessante una grandiosa sconfitta che un banale trionfo, ci racconta molte piu’ cose e ci aiuta ad affrontare le nostre piccole e grandi battaglie quotidiane.

Ma non sempre le storie che vale la pena ricordare sono piene solo di dolore e disperazione. Sicuramente non lo e’ quella che ci racconta “ Local Custom – Downriver Revival “ uno dei dischi piu’ interessanti che mi sono capitati fra le mani negli ultimi anni.

Local Custom - Downriver Revival

E’ una raccolta di registrazioni fatte in uno studio casalingo da un simpaticissimo signore afroamericano, tale Felton Williams.

Arrivato ad Ecorse-Michigan, nel 1941 in cerca di un lavoro nell’industria automobilistica e senza un soldo in tasca, la storia di mr. Williams potrebbe essere uguale a quella di altri milioni di proletari americani nelle sue stesse condizioni. Sfruttamento, sogni infranti, condizioni di vita misere, nostalgia del sud e via di questo (pesante) passo… E invece no. Felton Williams non era e non e’ tipo da buttarsi giu’. A lui il lavoro in fabbrica piaceva, si appassionava a tutto quello che poteva imparare di elettricita’ ed elettronica. Leggeva libri, frequentava corsi in fabbrica, avanzava di carriera e si dava da fare come un matto. E quando i suoi colleghi, un miscuglio di classe operaia proveniente da ogni angolo del globo, finito il turno andavano a bere i propri affanni in un bar, lui andava da Dio, che lo aspettava ogni santo giorno alla Church of the Living God. Non aveva e non ha mai messo piede in un night club il signor Williams, in chiesa aveva tutto quello di cui aveva bisogno per essere felice: Dio, i suoi amici, e la musica. Perche’ nel frattempo aveva imparato, e bene, a suonare la pedal steel guitar, e ci provava un gusto pazzesco a farlo in chiesa ogni volta che poteva. Ando‘ avanti cosi per anni, contento e felice, e poi un giorno decise di fare un passo avanti in questa sua piccola missione, che lui non era tipo da stare fermo nelle cose. Mise insieme la passione per la musica con quella per l’elettronica e si costrui’, pezzo per pezzo con le sue mani, uno studio di registrazione casalingo, un piccolo gioiello di tecnica e cuore. L’idea di base era semplicissima: Il suo studio sarebbe stato aperto a chiunque nel vicinato avesse voglia e bisogno di registrare qualcosa. Soul, Blues, Pop, R & B, Rock and Roll, Jazz, e soprattutto Gospel e musica religiosa, la porta dello studio Double U Sound era aperta a tutti. Dal 1967 al 1981 Felton Williams ha registrato ogni anima in pena che veniva a bussare alla sua porta, senza chiedere un dollaro in cambio, ma con un accordo: Se il materiale registrato gli piaceva avrebbe prodotto un disco, e se mai fosse arrivato qualche guadagno si sarebbe equamente diviso fra lui e l’artista.

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Mise in piedi ben quattro etichette, Revival, Compose, Cass e Solid Rock stampando un certo quantitativo di dischi che….non andarono mai da nessuna parte. Ora grazie al lavoro degli appassionati che gestiscono la piccola label Numero Group di Chicago, una selezione di queste registrazioni e’ finalmente di nuovo disponibile, e c’e’ da saltare sulla sedia ad ascoltare alcune di queste cose. Pur essendo tutti pezzi artigianalmente ben fatti, non possiamo certo aspettarci il suono professionale e pulito della Atlantic, della Motown o della Chess Records, questo in fin dei conti e’ materiale che arriva da uno studio casalingo interamente autocostruito. Ma non e’ questo il punto. Quello che esce dalle casse dello stereo e ci fa emozionare sono le voci, i suoni, le emozioni che questi artisti assolutamente sconosciuti avevano riversato nelle registrazioni. Ci credevano con tutto il cuore questi poveri cristi, cantavano di paradiso e fede con il cuore in gola e con l’inferno che gli correva dietro, si sente, eccome se si sente, in queste voci femminili bellissime e incontenibili. In questi Gospel che urlano aiuto, in queste chitarre slide che cantano del Signore che non ci lascera’ mai soli in questa disperazione, in questa vita da spingere al buio. C’e’ disperazione si, ma c’e’ anche speranza e c’e’ tanta umanita’ soprattutto, sono loro ma potremmo essere noi, tutti noi insieme che cerchiamo una luce, una mano che ci sostenga, una ragione superiore per andare avanti.

La raccolta “Local Custom: Downriver Revival”, ci propone 24 brani principali, piu’ una serie di altre cose nel secondo cd/dvd. Impossibile e forse anche inutile elencare tutti i brani e gli artisti, e logicamente non ogni cosa e’ dello stesso livello. Ma una menzione particolare la meritano almeno Shirley Ann Lee e Calvin Cooke. Il secondo e’ un piccolo mago della Pedal Steel, e dopo un lungo periodo passato a suonare nella chiesa della sua congregazione si e’ finalmente deciso ad intraprendere il mestiere di musicista a tempo pieno. Non e’ diventato una star, ma e’ l’unico degli artisti passati nello studio Double U Sound ad aver avuto una carriera solida e riconosciuta. Sentirlo suonare e vederlo all’opera nel dvd e’ un occasione da non perdere.

Shirley Ann Lee invece e’ un discorso a parte. Ha passato tutta la vita a cantare Gospel, in maniera del tutto originale, lontanissima dal sound classico del genere. Una voce unica, che ti vibra dentro. Ha girato chiese e congregazioni in lungo e in largo per anni, per poi fermarsi in Ohio, anziana e contenta, dove ancora canta e suona alla Curch of the Living God. Le uniche sue registrazioni disponibili sono quelle fatte anni fa con Felton Williams, e quando i tipi della Numero Group sono andati a trovarla per incontrarla e parlarle del loro progetto, hanno dovuto farle ascoltare le sue stesse canzoni nel lettore cd della macchina. Lei a casa non ha nulla per riprodurre musica, ma in compenso ha ancora una piccolo organo nel patio con il quale spesso si accompagna.

Tutto questo, cosi come lo studio casalingo di Williams, e’ visibile nel dvd che accompagna questa confezione. Un prezioso piccolo documentario amatoriale, che completa il lavoro fatto con il cd musicale.

Non sono vite facili quelle che questa storia ci racconta, sicuramente non agiate e spesso attraversate da pesanti sconfitte e disillusioni. Eppure a vederli oggi i protagonisti di questa storia, nelle loro piccole case dignitose, con i loro sorrisi e gli occhi sereni, sentiamo che in loro non c’e’ dolore. Forse qualche rimpianto, ma nemmeno troppi. E’ una sensazione di vitalita’ serena quella che ci trasmettono. La difficolta’ di vivere, i dubbi, i tormenti dei peccatori, se li e’ portati via la musica strada facendo.

Paolo Barone ©2014

Una Risposta to ““ Local Custom – Downriver Revival “ di Paolo Barone”

  1. bodhran 19/12/2014 a 09:13 #

    storia bellissima. La domanda è: ma chi fa realmente la storia della musica? Le star o questa gente qui?

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