METAL SHOCK n.38 gennaio 1989 (Steve Vai)

23 Dic

All’inizio degli anni ottanta ero abbonato alla rivista statunitense GUITAR PLAYER; il magazine americano era solito allegare ai vari numeri un flexi disc, una sorta di 45 giri di vinile flessibile che messo sopra ad un vinile tradizionale poteva essere ascoltato con l’impianto stereo. Nel 1984 arriva il flexi disc di STEVE VAI con THE ATTITUDE SONG. Era la prima volta che lo ascoltavo e mi parve subito molto innovativo. Ripetei l’ascolto insieme al mio insegnante di chitarra di allora, GIANNI NICOLINI, che lo trovò magnifico.

Nemmeno un paio d’anni più tardi STEVE diventò l’assetto principale della DAVID LEE ROTH band, poi a seguire l’entrata negli WHITESNAKE e la pubblicazione del fortunatissimo album solista PASSION AND WARFARE. Un lustro di grandissimo successo.

Nel gennaio del 1989 METAL SHOCK pubblicò il mio articolo su di lui. Eccolo qui.

FILE PDF:

METAL SHOCK N 38

METAL SHOCK N 38

 

2 Risposte to “METAL SHOCK n.38 gennaio 1989 (Steve Vai)”

  1. alexdoc 23/12/2014 a 16:07 #

    Sempre molto bello riscoprire i tuoi vecchi articoli, anche per i digiuni di tecniche chitarristiche come me. Vai l’ho sempre trovato perfetto in determinate situazioni, non in tutto. Oltre alla sua carriera solista (sono molto affezionato al “finto esordio” del 1990 “Passion And Warfare”) la sua dimensione ideale è stata la band di DLR, che non a caso dopo la sua partenza non ha più saputo trovare un partner così insostituibile ed è entrato nel suo declino artistico. I due avrebbero dovuto continuare insieme, invece Steve accettò l’offerta di un altro David e altro mio idolo, Coverdale, per l’ennesima rivisitazione dei suoi Whitesnake. A mio avviso con quella band Vai non c’entrava niente: conserverò sempre il ricordo del Monsters Of Rock di Bologna 1990, dove stravolse completamente le opere del sottovalutato e dimenticato ma a me carissimo John Sykes (“Slide It In” e “1987”), assoli che pur non essendo un chitarrista potrei cantare tuttora nota per nota, particolarmente imperdonabile la sua performance sulla ballatona “Is this love”. Molto più rispettoso del lavoro Sykesiano fu Adrian Vanderberg, che compose tutte le parti di “Slip of the tongue” (che col senno di poi fu l’inizio della fine per il Serpentone), poi interamente suonato da Vai per seri problemi alle mani dell’olandese.

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  2. timtirelli 23/12/2014 a 16:22 #

    Grazie del commento Alex. Vai se ne andò dalla DLR perché Diamond Dave si montò la testa ai massimi livelli…voleva avere il controllo completo su tutto, così i due – amichevolmente – si lasciarono. Fu un grave errore, soprattutto per DLR che iniziò a scivolare verso il basso in modo inequivocabile. Coverdale offrì a VAI una cifra che il nostro non riuscì a rifiutare, ma anche quello fu un errore per entrambi. A Bologna nel 1990 c’ero anche io, emozionato nel vedere COVERDALE e VAI, ma quegli Whitesnake c’entravano poco con il senso della band.

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