“ma la musica musica è tutto quel che ho”

9 Giu

Sempre più spesso sento che la musica sta diventando un heavy load che a fatica riesco a portare sulle spalle. Sarà che I’m growing older, ma il tutto sta prendendo una china preoccupante. Fissare per lunghi minuti migliaia di cd incapace di sceglierne uno da ascoltare, lottare contro la malavoglia di caricare all’inverosimile per l’ennesima volta la blues mobile per andare alle prove o a quei pochi concerti che faccio, maledire le due orette che dovrei dedicare ogni sera alla chitarra per rimanere ad un livello più o meno accettabile, cercare le motivazione per mettere in piedi uno show decente quando il tuo pubblico è composto da 14 persone (martiri venuti tutti lì per te), vedere dissolversi in lontananza tutti i significati che pensavi avesse il Rock.

Uff, ma chi me lo fa fare? Certo, il gusto per la musica, ma come direbbero i QUEEN, per me oggi pain is so close to pleasure quando si tratta della mia musa preferita.

Stamattina ad esempio, mi metto in macchina che sono ancoro cotto dal concerto di domenica sera (ritorno alle 2, infilato nel sonno verso le 3, alle 6 la sveglia di Palmiro). Un paio di notti in cui dormi poche ore non sono sufficienti per riprendersi, ma sono qui Ninetyland bound: porto il Marshall a far controllare, dato che domenica sera ho avuto problemi. La marea alta del traffico delle 8 inonda la tangenziale e io sono in quello stato che è un misto di blues, indifferenza, apatia, accidia, fastidio e il castamasso della Cesira. Mi riprometto di vendere la mia strumentazione, i miei lp, i miei cd, di liberarmi dal peso della mia passione principale e di andare a rilassarmi nel mio nido di stelle che so (non) esserci da qualche parte. M’immagino vivere una vita più serena, scordarmi delle tante canzoni mie chiuse nel cassetto, spendere energie e risorse in viaggi, mollare gli ormeggi del blues e salpare verso mari caldi e acque tranquille…ma poi, all’improvviso, quella stronza della musica ti prende alla gola, quasi presagendo le tue intenzioni … e non lo fa con un capitolo di umanesimo musicale….che so BOB DYLAN, i FREE, AARON COPLAND, gli ELP, BLIND LEMON JEFFERSON, SANTANA, GUSTAV HOLST, i LITTLE FEAT, no, lo fa con una canzonetta sdolcinata, banalotta, senza pretese, che però ti prende alle spalle e ti spinge di nuovo ad inginocchiarti davanti a quella gran troia della musica, e ad abbeverarti di nuovo al delta di venere da cui proviene l’aria sonora di cui sei schiavo da decenni. NOBODY KNOWS…

E allora ti risenti tutto l’album da capo, quel DON’T SAY NO che hai tanto amato da ragazzo e tutto ti sembra, se non sopportabile, perlomeno di nuovo gestibile.

La J**e che invece di festeggiare la vittoria in semifinale con Real Madrid, il giorno dopo manda un messaggio dal suo account ufficiale augurando a tutti i suoi tifosi un buon cinque maggio (in riferimento all’Inter che nel 2002 perse sciaguratamente uno scudetto a favore della squadra di Torino)? Cantagliele tu Billy! WHADDA YA WANT FROM ME…

La J**e che nella buia notte berlinese si incazza se qualcuno le tifa contro (come che avesse fatto qualcosa per meritarsi non dico la simpatia, ma almeno un vago appoggio in campo internazionale dei tifosi di calcio italiani)? IN THE DARK …

La J**e che aveva preparato le magliette in caso vittoria con su scritto “il vero triplete” con quel “vero” che mirava a sminuir quello dell’Inter (ad oggi realmente l’unico vero triplete di una squadra italiana) e che dunque a partire dalla dirigenza si comporta come un bambino bullo e dispettoso? (Non) cara J**e, ti è andata male, riprova e sarai più fortunata. THE STROKE …

E dire che tifare Barcellona non è stato facile, squadretta mica tanto simpatica che per di più rappresenta il forte sentimento separatista della catalonia (con la c minuscola), e lo sapete dove li mando i separatisti, i campanilisti, i localisti…

Ancora, lo scooterista che stai sorpassando ha i calzini corti (con dei rombi disegnati) su mocassini beige tipo zio Fedele? Su, non disperare, fino a che ci sono pezzi come questo l’umanità non è ancora spacciata …

E allora ti rassegni, ti arrendi di nuovo alla musica, perché lo sai … è tutto quello che hai.

11 Risposte to ““ma la musica musica è tutto quel che ho””

  1. Tom 09/06/2015 a 16:39 #

    Ho molta nostalgia anch’io del mio vecchio imperatore Franz Joseph e della sua splendida consorte Elisabetta d’Ungheria detta Sissi, in luogo di quei cafoni torinesi e juventini dei Savoia e del loro sgherri garibaldini (pensa te: 1000 ubriaconi bastarono per conquistare il derelitto regno delle duesicilie) o del boyscout che sta pilotando questa baracca

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  2. Tom 09/06/2015 a 17:43 #

    ehm… Tim…dove li manderesti i separatisti, campanilisti, localisti? fammi sapere perchè anche l’Internazionale Football Club il 09 marzo 1908 si separò – fortunatamente – da una società che poi finì in serie B “prima pagando e poi gratis2 (G.Prisco).

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    • Tom 09/06/2015 a 17:54 #

      chiosa finale…ci sono società calcio che fanno 8 finali Champions o coppa campioni e ne vincono MEZZA, ma ce n’e una sola al mondo che vince 3-0 al 45° e poi la Coppa va a Liverpool…so long ….tom

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  3. Gianni 10/06/2015 a 08:43 #

    Ciao Tim. Belle parole che riflettono perfettamente i miei blues sull’abbandonare tutto about music e vivere di leggerezza. Pensieri che faccio almeno una volta al giorno. Poi arriva una canzone da qualche parte e mi riporta sulla strada. Sulla giuve posso solo dire che rispetto tifosi e giocatori, perchè io (noi) conosco la sconfitta, ma i dirigenti no, gente come l’agnello e la marmotta e quel finto biondo di nedved sono la l’arroganza fatta persona. No per loro festeggio e d’ora in poi dirò “Buon 6 giugno”. Un abbraccio rocker.

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    • timtirelli 10/06/2015 a 10:08 #

      Fratello Gianni, siamo “condannati”, almeno fino a che saremo sotto l’incantesimo della musica…chissà se mai un giorno libereremo, per il momento, visto che non possiamo fare altro, …let the music do the talking.

      PS: per quanto riguarda la J**e mi riconosco nelle tue parole.

      Grazie del commento.

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  4. mikebravo 10/06/2015 a 15:02 #

    Noi siamo condannati a forte passione.
    E di ‘sti tempi non è cosa comune.
    E non ce ne possiamo lamentare.
    Perché come dice zucchero sugar fornaciari ” è un peccato morir”.
    Ovvero smettere o lasciare siffatta passione.

    In quanto a leggerezza……..siamo affamati di musica hard o
    metal……….di quella buona…….non musica leggera…………
    ……..anche se LEGATA AD UN GRANELLO DI SABBIA…….
    di nico fidenco……è un gran bel pezzo.
    AVETE SENTITO LA VERSIONE CHE NE HA FATTO IL
    CANTANTE DEI FAITH NO MORE?
    NO?
    ASCOLTATELA!!!!!!!!!!!!!!!!!! .

    MONDO CANE MIKE PATTON

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  5. mikebravo 12/06/2015 a 08:47 #

    Ieri, 11 giugno 2015, ero all’arena per ricordare gli who e il loro concerto
    dell’ 11 giugno 2007.
    Anche quelli che stavano sul palco sembrano averlo voluto ricordare con
    bella versione di un mitico brano degli who.
    I kiss hanno fatto un gran bel concerto.

    Temo pero’ che al bassista l’aria di verona non faccia bene.

    Gia’ 2 volte che li vedo a verona.

    Gia’ 2 volte che gli sanguinano molto le gengive.

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  6. Baccio 15/06/2015 a 11:34 #

    Ero presente l’11 giugno 2007 a Verona per gli Who: “na tragedia!”.
    A Gene Simmons suggeriamo invece Paradontax contro il sanguinamento delle gengive.

    P.S. da juventino, se in finale ci fosse stata l’Inter, avrei tifato per lei in quanto squadra italiana senza farmi tanti problemi.

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    • timtirelli 15/06/2015 a 11:41 #

      “P.S. da juventino, se in finale ci fosse stata l’Inter, avrei tifato per lei in quanto squadra italiana senza farmi tanti problemi.” …..

      e allora Baccio mi tolgo il cappello davanti a te…come cantavano gli YARDBIRDS… ‘Mr. You’re a Better Man Than I’

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  7. mikebravo 15/06/2015 a 14:07 #

    Ragazzi, bellissima citazione a parte di Tim, non entro in merito al calcio
    in quanto resta per me in un piano secondario rispetto alla musica.

    L’altra sera ero all’arena perché un mio amico si é occupato dei biglietti e mi
    ha pregato di esserci.
    E non ho voluto mancare.
    Non abbiamo bevuto e ci siamo goduti il concerto.

    Lo stesso mio amico era con me al concerto degli who.
    Lui era venuto solo per BEHIND BLUE EYES.
    La canzone che Daltrey ha iniziato ed ha interrotto per mancanza di voce.

    Scroscio di pioggia e prima interruzione del concerto,
    Ci rifugiammo nelle gallerie dell’arena.
    Quella volta avevamo bevuto fortunatamente e pigliammo tutto in allegria.

    Non tutti gli spettatori mi guardavano con simpatia durante l’interruzione
    quando gridavo 4 CANZONI, OTTANTA EURO, BUONANOTTE!!!!

    E siccome si arrabbiavano ed i miei amici ridevano come matti, mi scappo’ pure
    Pete Townshend è morto!!!!

    Qualcuno invei’ ed aveva ragione.

    Alla ripresa del concerto, seppur breve, imparai chi era pete.

    Un grande.

    E non me lo scordero’ mai.

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  8. Baccio 15/06/2015 a 18:53 #

    Confermo la grandezza di Townshend che alla ripresa del concerto si caricò tutto sulle sue spalle : provate Voi a fare chitarra e voce degli Who in uno solo per un’ora davanti a 12 mila fan incazzati!

    Grazie delle belle parole Tim, ma non mi sento migliore di nessuno; stiamo uniti e tutto andrà bene!

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