Metrosexual blues

10 Set

Uno alla sera prima di andare a letto decide di darsi un po’ di crema sul viso, non una crema commerciale, no, una di marca, una di quelle che dovrebbero fare molto bene, mantenere la pelle morbida, creare l’effetto anti età. Uno fischietta un motivetto dei FIRM mentre se la spalma con cura. Uno si sente bene quando si prende cura di sé.

Foto internet

Foto internet

Uno poi va a letto e apre ancora con diffidenza il sequel della trilogia di Millenium. Stig Larsson se ne è andato ormai da 11 anni, il prosieguo dei suoi tre fortunatissimi libri è a cura di uno di cui uno non ricorda nemmeno il nome, ma il desiderio di rivivere le peripezie di Mikael Blomkvis ha il sopravvento. Uno poi chiude il libro, si sistema nel letto cercando di non disturbare il gatto Palmiro che dorme spaparanzato.

La notte uno si sveglia più volte, gli fa un po’ male la gola, sembra ingrossata, uno pensa ad un colpo di freddo. Alle 7 uno si sveglia definitivamente, si sente strano, la pelle del viso è calda, gli tira, come se avesse preso troppo sole. Uno muove i muscoli della bocca, uno capisce che c’è qualcosa che non va. Allora uno va allo specchio e si vede rosso e gonfio.

La groupie sta per partire per la Britannia, domani sera a Chesterfield ultimo concerto dell’anno di RICK WAKEMAN, non ha tempo di stare dietro ad un uomo di blues con una irritazione da crema da viso.

Uno si sciacqua la faccia più volte con l’acqua fresca. Uno va al lavoro. Uno ha 4 colleghe donne. La Virago intima di prendere del cortisone, la Sarwooda pure, la Dorwooda disapprova, la Vanwooda non si espone. La Sarwooda ribadisce il concetto, a volte s’ingrossa la gola e si fa fatica a respirare dice. Uno, che è un uomo di blues, inizia a sentire che la gola si chiude, inizia a vedersi trasportato d’urgenza al pronto soccorso, sente arrivare una crisi d’ansia. Uno va sul balcone del proprio ufficio, ispira ed espira lentamente, pensa all’inedito di PRESENCE e pian piano si tranquillizza. Uno va allo specchio e si guarda la faccia; uno dice tra sé e sé “mo’ dio canta ag manchèva sol càl lavòr chè. A sun propria un nessi… an s’è mai vest Johnny Winter dvintèr un metrosexual!” (Ma dio canta ci mancava solo quel lavoro qua, son proprio uno che non capisce niente…non si è mai visto Johnny Winter diventare un metrosexual)

faccia da blues - photo Sarwooda

TT – cream on – photo Sarwooda

 

 

7 Risposte to “Metrosexual blues”

  1. picca 10/09/2015 a 15:15 #

    Purtroppo io rimango Centimetrosexual

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  2. DoC 10/09/2015 a 15:20 #

    Fantastico, fratello…se hai tempo sentiamoci ho anch’io qualcosa di simile da raccontare 😊😜😎😈

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  3. pierluigi 10/09/2015 a 16:02 #

    Mioddio come te sei ridotto! Sembri Gabriel Garko!

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  4. bodhran 11/09/2015 a 11:48 #

    quando si dice “acqua e sapone”, ma bada lì che casino….

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  5. Tom 11/09/2015 a 13:00 #

    A salvarti la vita (forse!) è la scritta sotto la stella…tom

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  6. lucatod 11/09/2015 a 15:40 #

    ne so qualcosa di brutte allergie , a me è capitato con un antibiotico .. avevo la faccia completamente deformata e nemmeno riuscivo a parlare ..

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