RICH ROBINSON, Live in Modena, Off, 16 oct 2015 – TTT½

19 Ott

Ci siamo io e Lollo Stevens in questo venerdì sera denso di foschia tra le grinfie del blues. Alle 22 siamo all’OFF, rock club Modena, sito sotto ad un cavalcavia, non distante dalla MASERATI. Porgiamo all’addetto i nostri biglietti, numeri 001 e 002, ed entriamo.

Ticket Rich Robinson

L’OFF è il tipico music club di sinistra: atmosfera cupa, organizzazione tutto sommato attenta, Rock alternativo. Mi chiedo perché il Rock a sinistra debba sempre essere alternativo. Stessa cosa per i gruppi Rock chiamati alle feste dell’unità. Quasi tutti i miei amici sono di sinistra, e tutti non amano quel genere…e basta con questi luoghi comuni, questo dover essere a tutti i costi assoggettati alle nuove tendenze! Fine della rivendicazione, anche perché stasera c’è RICH ROBINSON che proprio alternativo non è.

Tra gli avventori incontriamo ROBBY di Dischinpiazza (l’unico negozio di dischi di Modena), DAVIDE COCCONCELLI (sublime cantante chitarrista della Mutina-Regiun County che assomiglia sempre più al JOHN BONHAM figo dei primi anni dei LZ) e WILKO dei RATS. Wilko mi racconta delle volte (quattro) che ha visto BLACK CROWES e mentre lo fa gli si illuminano gli occhi.

Speravamo che ROBINSON si presentasse con la band, ma il palco è spoglio, c’è un solo ampli per chitarra e qualche effetto. D’altra parte è logico, stasera saremo in 150, forse 200, pubblico troppo esiguo per poter ammortizzare il costo di una band.

A fare a support act c’è tal JOHN HOGG che ci intrattiene – da solo con la chitarra –  per quaranta minuti con brani originali e RISE dei PIL

Rich Robinson Modena 16/10/2015 - photo TT

Rich Robinson Modena 16/10/2015 – photo TT

Arriva poi sul palco RICH ed è un’emozione vederlo lì a pochi metri da noi. ROBINSON mette in scena il sound di Atlanta, o comunque della Georgia, quello dell’immaginario collettivo di rockettari come noi. Il sound fuoriesce da chitarre di pregio, in particolare la Gibson Hummingbird è quella che mi ruba il cuore. RICH presenta in massima parte pezzi dai suoi album solisti, quasi tutte le canzoni sono in accordatura aperta, dunque sviluppo, melodia e arrangiamento tendono a ripetersi.

Mediante un effetto a pedale, durante certi pezzi, ROBINSON registra un pezzetto di accompagnamento che poi manda in loop improvvisandoci sopra. Sono assoli degni di nota, efficaci, carini, ma è tutto il lavoro di chitarra che convince, così come la voce, davvero una sorpresa.

Rich Robinson Modena 16/10/2015 - Photo TT

Rich Robinson Modena 16/10/2015 – Photo TT

L’unico problema è che il suo spettacolo dura un’ora e quaranta minuti, davvero troppo per un concerto solo chitarra. Tra i brani proposti anche BLUEBIRD di STEPHEN STILLS.

Ad un certo punto si avvicina al microfono: “this is a JIMMY PAGE song” e si lancia in una versione di WHITE SUMMER / BLACK MOUNTAIN SIDE / BLACK WATER SIDE. Diavolo d’un RICH, anche tu non riesci a contenere la tua ammirazione per il DARK LORD.

Due i pezzi dei BLACK CROWES, tra cui OH JOSEPHINE …

Rich Robinson - Scaletta concerto di Modena 16-10-2015 - foto TT

Rich Robinson – Scaletta concerto di Modena 16-10-2015 – foto TT

RR si prende un bel 7 e il voto sarebbe stato più alto se si fosse presentato con la band o avesse tenuto lo show più corto. Spero di rivederti RICH, sembri davvero uno di noi.

23 Risposte to “RICH ROBINSON, Live in Modena, Off, 16 oct 2015 – TTT½”

  1. alexdoc 19/10/2015 a 16:04 #

    Neanch’io posso dimenticare le due volte che ho visto live i Corvi Neri, indelebile la prima al Monsters Of Rock di Modena nel 1991, prima di Ac/dc e Metallica (!). Io avevo imparato a memoria il loro esordio “Skake Your Moneymaker”, uno dei miei album preferiti dell’anno prima, li adoravo ma essendo lontanissimi da quel contesto temevo problemi di accoglienza da imcompresi. Invece alle prime note conquistarono tutti, poi attaccarono senza tregua, guidati dalla chitarra di Rich Robinson e da quell’ideale figlio filiforme del Rod Stewart dei Faces che era il fratello Chris. Che ho continuato a seguire negli anni fino alla psichedelica doppietta di album del 2012 in tema Grateful Dead, mentre “Phosphorescent Harvest l’anno scorso fu una solenne delusione, superato di gran lunga e contro ogni previsione da brother Rich, rivelatosi anche rispettabile cantante. Avesse avuto la band mi avrebbe aumentato la rabbia per non poter essere presente all’Off, così se non altro riesco di più a farmene una ragione.

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  2. alexdoc 19/10/2015 a 16:28 #

    Dimenticavo: “Oh! Sweet Nuthin'” è ovviamente la cover dei Velvet Underground da “Loaded”, che il “Brother of Feathers” fa sempre in concerto, con e senza band, e appare anche su “Woodstock Sessions, Vol.3”, disco dal vivo che ci permette di ascoltarlo con l’intera band, uscito circa un anno fa pochi mesi dopo il suo album in studio che preferisco, “The Ceaseless Sight”. Dunque R.R. se la cava egregiamente anche confrontandosi con un brano di una band almeno sulla carta distante dalle sue corde e dal teorico status di “intoccabile”. I pezzi dei LZ sono invece la memoria delle due notti del 18-19 ottobre 1999 a Los Angeles quando i BC suonarono con “special guest” Jimmy un set a base di catalogo del Dirigibile e standard blues, documentato dal doppio “Live at The Greek”.

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  3. mikebravo 20/10/2015 a 10:43 #

    Beh, in realta’ i concerti con i black crowes andarono dal 12 ottobre 1999
    al 2 ottobre 2000.
    Seppur con pause, fu l’ultimo periodo di attivita’ concertistica di page.
    Tenuto conto che era ben coperto alle spalle da altri due chitarristi,
    la formazione a 2 punte e mezzo forni’ buoni risultati.
    Live at the greek mi è piaciuto molto.
    E’ la dimostrazione che un plant non sarebbe essenziale per suonare
    dal vivo i classici dei led zeppelin.
    E’ che sarebbe piu’ che ragionevole far suonare Jimmy in un gruppo
    a 3 chitarre tipo lynyrd skynyrd o outlaws .
    Per una versione sudista dei led zeppelin.

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  4. timtirelli 20/10/2015 a 11:20 #

    Alexdoc, complimenti per la perfetta conoscenza della Robinson brothers legacy…tanto di cappello.

    Non sono sicuro però che la riproposizione dei due pezzi strumentali “di” Page provengano dalla memoria del due mini tour del 1990-2000 fatti insieme a Page, anzi credo che in quel paio di occasioni a Rich possa essere caduto un mito.
    Vedere Page faticare così tanto sulla chitarra, suonare maluccio, vestito con una orrenda felpa nera da cui spuntava la pancetta deve essere stato, se non un brutto colpo, perlomeno un momento di confusione (dopo l’emozione del primo momento dovuto alla condivisione dello stesso palco).

    No, credo che l’omaggio provenga invece dall’amore e dal suo essere fan del Jimmy Page dell’immaginario collettivo. Rich lo ha spesso citato come uno dei suoi punti di riferimento. Anche pochi giorni fa lo inserito tra i suoi preferiti.

    https://www.teamrock.com/features/2015-10-03/the-10-best-guitarists-as-chosen-by-rich-robinson

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    • alexdoc 20/10/2015 a 18:53 #

      Bell’articolo, grazie per la segnalazione. Elenco vario e molto interessante, fra tutti i suoi prediletti Rich più ancora che al Dark Lord mi fa pensare a una versione americana anzi Southern di Paul “Koss”, altro Gibsoniano per eccellenza.

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      • timtirelli 20/10/2015 a 21:14 #

        Secondo me un Keith Richards che sa suonare la chitarra.

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      • alexdoc 20/10/2015 a 21:30 #

        Un figlioccio sudista di Koss e Keef (che non sa suonare perchè non è un uomo, è un suono).

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  5. mikebravo 20/10/2015 a 12:27 #

    Tutte le volte che Jimmy ha messo in atto la deplantizzazione,
    plant, per poco o per molto, è tornato a lui.
    Dopo coverdale-page, è tornato per 5 lunghi anni.
    Dopo black crowes- page, è tornato per Good rockin tonight,
    il tributo alla sun records ed il concerto del 2001 a Montreux,
    dove,,guarda caso, quell’estate suonarono anche i black crowes..
    Se dopo il concerto del 2007 jimmy avesse deplantizzato
    le cose sarebbero andate diversamente perché plant odia
    essere deplantizzato.

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  6. lucatod 20/10/2015 a 17:17 #

    Ho sempre trovato inutile Live at the Greek . Credo che sia stata un occasione mancata sia per i fan dei Black che per quelli del dark . Un gruppo affermato che si mette a completa disposizione di un vecchio maestro non è che mi entusiasmi tanto , inoltre se il chitarrista in questione ha bisogno di essere “imboccato” per non commettere cazzate ancora meno . Con una band alla Outrider tour (quindi Page avrebbe dovuto tirare fuori le palle e sorbirsi tutto il carico di lavoro) e una voce come quella di Chris , lo avrei apprezzato maggiormente . Ognuno per se .. mi pare meglio .

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  7. mikebravo 20/10/2015 a 19:18 #

    Ah….a me é piaciuto tantissimo!!!!!!!!!!!!!!!!!
    E non ero neppure fan dei Crowes.
    Godibilissimo.
    E non aspettavo altro di vederli in Italia.
    Ma che scherziamo ragazzi ?
    Io ci sarei andato al volo!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
    Un doppio disco che riascolto sempre volentieri.

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  8. timtirelli 20/10/2015 a 21:12 #

    Mike, io avevo il biglietto per il Forum di Assago, ma fu annullato per il finto mal di schiena di Page.

    Ciò non toglie che Page non suonava bene, e sul disco si sente. Che poi ti piaccia (come a tanti altri fan di Page) è un altro discorso.

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  9. lucatod 20/10/2015 a 22:28 #

    Beh , dal vivo ci sarei andato a vederlo pure io eccome !! Page andrei a vederlo suonare con chiunque . Ma quel disco live non mi fa impazzire . Il Gruppo è grande sia chiaro , ma non digerisco il modo di suonare di JP durante quelle serate . E’ una caricatura . Dischi come Live at the Greek (o No Quarter) mi fanno venire voglia di mettere su TSRTS , però capisco che possa piacere perché i BC sanno il fatto loro . L’interpretazione di Chris sui pezzi dei LZ la trovo grandiosa .

    Tim , quante madonne avrai tirato ?

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  10. mikebravo 21/10/2015 a 08:32 #

    Forse a Jimmy é sempre mancata una seconda chitarra a fargli da spalla.
    Blasfemia!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
    Non sarebbe declinato dal vivo dal 1975 ,come si sostiene, perché meno
    stressato.
    Riprodurre dal vivo i pezzi dei led zeppelin era complicato anche per un
    maestro come page .
    I pezzi dei led zeppelin erano sin dai primi album architetture troppo
    elaborate per un solo chitarrista, anche se grande, dal vivo.

    La prima cosa che ho notato ascoltando i primi bootlegs dei led zeppelin
    è stato questo.
    Nonostante la maestria dei 4, soprattutto nei momenti degli assoli di page,
    non c’erano quei bei riffoni sovraincisi dei dischi in studio a sostenere
    il sound.
    Page era bravo ma non poteva sdoppiarsi.

    Che poi page dagli anni ottanta sia andato in calando é certo.
    Ma soprattutto quello che ha prodotto in studio é stato deludente,
    piu’ che la sua resa dal vivo.

    Poi se coi Crowes suonava malissimo, magari si rimettessero assieme
    anche domani.
    Andremmmo a vederli tutti.

    E pensate come suonerebbe male oggi…………………………………………..

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  11. timtirelli 21/10/2015 a 10:00 #

    Sì, Luca, qualche madonna l’ho tirata. Avevo i posti nelle prime file, sebbene il Page di quegli anni fosse poca cosa (anche come visual) vederlo sarebbe stata un’emozione.

    Io e te siamo spesso sintonizzati benissimo, in questo caso le nostre sensazioni collimano. Ho discusso per anni con vari amici su questo disco. i BLACK CROWES fanno un ottimo lavoro, ma Page è piuttosto lofi. Mi chiedo sempre come certi fan facciamo a non accorgersi della cosa. THE LEMON SONG è imbarazzante. Mi chiedo anche come PAGE possa aver dato il permesso a pubblicare ufficialmente quel disco dal vivo, non è che ci faccia una gran figura.

    Ricordo discussioni infinite anche per NO QUARTER, in particolare su THANK YOU. Un mio amico riteneva che l’assolo fosse grandioso mentre a me pareva misero, Proprio come esecuzione.

    E’ così difficile capire quando PAGE suona bene o male?

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  12. mikebravo 21/10/2015 a 15:36 #

    Ok! Ricevuto.
    Come ha detto il grande Jannacci, ci vuole orecchio.
    Ed anche il pacco, mi pare dicesse la canzone.
    Vabbè mi arrendo.
    Siete due contro uno.

    Pero’ lasciatemi immaginare che Terry Reid , che cantava ma suonava anche
    la chitarra, avesse detto di si’ a Page.
    Sarebbe nato un gruppo con una solista ed una seconda chitarra.
    Non ci sarebbe stato plant e di conseguenza neanche bonham.
    Forse si sarebbero sciolti dopo 1 o 2 dischi.
    E non staremmo neanche qui a discutere.

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  13. timtirelli 21/10/2015 a 15:54 #

    Guarda Mike che la mia è una domanda scevra da sottintesi. Visto che ci sono davvero tantissimi fan che reputano molto buono il chitarrismo di Page anche quando obbiettivamente – da un punto di vista tecnico – suona maluccio, mi chiedo se davvero sia difficile – per un non musicista – cogliere certe cose che per me sono lampanti.

    TERRY REID: hai colto il punto…senza Plant non ci sarebbe stato BONHAM, e i LZ sarebbero stati molto molto meno affascinanti. Sarebbero diventati un gruppo diverso da quello che conosciamo. Magari meno sguaiato all’inizio, meno testosteronico e più fine, ma PAGE è PAGE anche perché era l’unico chitarrista. Certe sue architetture sono certo siano il frutto anche della’ampia libertà di cui godeva dal punto di vista chitarristico.

    E poi, la formazione classica a 4 è la più figa.

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  14. lucatod 21/10/2015 a 18:02 #

    Non credo che saper suonare la chitarra ci metta su un piano differente , magari riusciamo a cogliere maggiori sfumature , ma l’orecchio lo abbiamo tutti . Mi viene in mente Joe Walsh . Quando lo sento suonare mi viene da sorridere , perché nonostante ne abbia passate di tutti i colori , suona sempre da dio (agilità , assoli dinamici , tocco sublime , vena melodica….). Page per anni si è accontentato di “essere Jimmy Page” , ha perso la mano e non c’è stato verso di ritrovarla . Nel disco con i B.C ne esce malissimo proprio perché affiancato da chitarristi di una certa levatura . Non per forza dei virtuosi .
    Aldilà del mito , per la band dei fratelli Robinson non è stata una grande mossa artistica .

    Alla hall of fame del 2009 con Jeff Beck ; Joe Perry , Kirk Hammett , ognuno si è ritagliato un assolo di chitarra , arrivato il suo turno ha preferito stare a fare la spalla assieme a Ron Wood . Con Beck li ha spronarlo ….
    Alla O2 non ha eseguito nemmeno un assolo degno , non dico del suo nome , di essere definito tale . Solo goffi tentativi coperti dagli effetti che certo miracoli non possono fare . Detto questo , AMO JIMMY PAGE ! JIMMY PAGE IS GOD !

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  15. bodhran 22/10/2015 a 11:31 #

    Concordo con la conclusione di lucatod. Amo JP! Page (con gli altri 3) ha aperto e chiuso un capitolo. Un conto son gli Zeppelin un conto è “il rock anni ’70”, un conto è ascoltare un bravo chitarrista e un conto è ascoltare Page. Ma Page non non suona più à-la Page da decenni. Mi spiace molto, anche se quando leggo questo blog, articoli o libri, mi chiedo se forse non c’è da dispiacersi, forse ha dato tutto quel che poteva, e tutto sommato da ascoltatori non ci è andata affatto male. Mi chiedo anche se, avendone la possibilità, sarei disposto a spendere soldi per un suo concerto, sapendo che molto probabilmente suonerebbe male. Forse preferirei non soffrire. Forse…..

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  16. Tom 22/10/2015 a 12:20 #

    Io preferirei leggere la sua autobiografia – possibilmente SINCERA!! – e lui ne ha di cose da raccontare…. o no?

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    • bodhran 22/10/2015 a 13:53 #

      purtroppo il problema è proprio nella sincerità, oramai JP vive solo nella leggenda zeppeliniana.
      Ecco cosa ha imbastito l’anno scorso durante un’intervista:
      “When pressed about his supposed heroin addiction, Page went on the defensive. “How do you know I had a heroin problem? You don’t know what I had or what I didn’t have,” he said.”
      Infatti nel ’77 si era ridotto a quel modo per una forte intolleranza al glutine…

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  17. mikebravo 22/10/2015 a 12:55 #

    Tom , ti racconterebbe in tutta sincerita’ che è stato col cantante dei suoi sogni
    dal 1968 al 1980.
    Ti direbbe che il Golden god gli è mancato per 14 lunghi anni.
    Poi il Golden god è tornato nel 1994.
    E con lui la felicita’.
    Ti direbbe che il sogno è svanito nel dicembre 1998 quando il Golden god
    l’ha smollato di brutto.
    Ti direbbe che neanche un anno dopo ha cercato consolazione coi black
    crowes.
    Ma non era felice .
    E se non era felice, come poteva suonare bene ?

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    • Tom 22/10/2015 a 23:36 #

      …mah, secondo me, finita la fiaba del Dirigibile, lui vive molto di ricordi, come tutti quelli, del resto, che hanno vissuto un’ epoca unica, irripetibile, anche la sue mitiche Les Paul sono diventate più pesanti, per non parlare delle dita….meglio un dignitoso silenzio e perdio Pagey, raccontaci ‘sta fiaba vista da te…prima che arrivi la notte….

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