Early december blues

6 Dic

Scivolo all’interno di dicembre con la mia solita verve, quel misto di malinconica razionalità e tonica sofferenza. Le mattine si fanno fredde, la campagna gela, il sole pallido e senza fiato. La Domus Saurea indossa le sue vesti invernali a cui ormai sono affezionato.

Cold cuntryside at Domus Saurea - photo TT

Cold countryside at Domus Saurea – photo TT

Cold cuntryside at Domus Saurea - photo TT

La Aor mobile si sta lentamente trasformando. Non è ancora una blues mobile, se mai lo diventerà sarà sempre una blues mobile radical chic, ma sento che siamo spiritualmente più vicini, sempre che si possa essere spiritualmente vicini  ad un  veicolo munito di ruote spinto da un motore solitamente a scoppio e condotto da un guidatore. Però la sento più mia, ed io mi sento più suo. Ad esempio lei si sente più a suo agio con la musica che le faccio passare. Sono uscite alcune recenti nuove produzioni di WINSTON REMASTERS (rimasterizzazioni di vecchie registrazioni live dei LED ZEPPELIN a cura di un fan piuttosto noto nel giro degli appassionati) e ogni tanto me le sento in santa pace in macchina. Frankfurt 30/7/1980, Mannheim 2/7/1980…ci vuole un certo fegato per affrontare bootleg del genere (con un Page ai minimi termini) eppure la Aor-mildly-blues mobile sembra affrontare tutto con pazienza. In queste ultime settimane ascolto più spesso del solito i BLACK SABBATH (sarà il continuo confronto con l’amico e maestro BEPPE RIVA), l’altro giorno ho passato SABBATH BLOODY SABBATH e la Tucson non ha fatto una piega. Quando poi ripiego sul blues sembra che sia addirittura contenta: ieri c’era il primo di GEORGE THOROGOOD in rotazione e  la macchina filava che era un piacere. Io ricambio. Non guardo le altre macchine, mi faccio coccolare (lascio che azioni i sedili riscaldati), la porto al lavaggio, la faccio dormire in garage… insomma, la nostra inizia ad essere una storia seria.

INTEGRAZIONE

Nell’adempiere ad una delle accortezze che riservo a Sigismonda (la Tucson insomma), mi ritrovo al lavaggio auto di Stonecity. Gli operatori sono solo in due e hanno già alcune macchine da lavare. Sembra che a comandare sia il nordafricano (uno di quelli che può avere tra i 45 e i 65 anni) visto come sprona l’italiano a darsi una mossa. L’extracomunitario mi dice con cadenza modenese “scusa siamo solo in due, mo’ adesso facciamo presto…”. L’accento è quasi perfetto, dà enfasi alla parlata, vuole essere considerato uno di noi, io gli do una pacca sulla spalla, voglio che lo senta tutto il calore della mia terra. Verso la fine del lavoro l’italiano mi dice “Vuol parlare il dialetto ma…è un bravo lavoratore”, io invece apprezzo la sua volontà di integrarsi, usi e costumi della terra in cui capiti… e poi parla il dialetto meglio di tanti emiliani di queste parti. Il mio amico marocchino (ma che ne so, magari è tunisino) mi ringrazia e mi dice “At saluut”, virando di nuovo sul modenese, io rilancio e scelgo la variante reggiana “At salòt” lui ride e corre a pulire l’interno di una altra macchina di questi Stonecitiani che gli devono apparire tutti pieni di soldi. Costo del lavaggio: 20 euro, senza ricevuta. Ah però, l’integrazione ormai è cosa fatta.

Tre dei libricini che ho letto recentemente:

FRANCESCO DE GREGORI con ANTONIO GNOLI “Passo D’uomo” (Laterza 2016) TTT½ 

Pongo sempre molto attenzione ad ogni uscita di o che riguarda DE GREGORI. Amo i cantautori e amo Francesco, diciamo dal 1978 e dall’album omonimo. Mi ha accompagnato per questi 38 anni, ha fatto di me un uomo migliore, mi rispecchio nelle affinità elettive che (mi pare) ci accomunano. Questo libro però è un po’ difficile. Intendiamoci, la conversazione è profonda, ben scritta e interessante, ma a mio parere poco fluida. Sono anni che De Gregori tiene a farci sapere quello che non è (ad esempio un intellettuale) ma i discorsi suoi e del giornalista Antonio Gnoli sembrano proprio quelli tra due intellettuali. Magari Francesco lo è solo in senso lato, ma ciò non toglie che questo libro mi sembra pecchi un po’ di intellettualismo, atteggiamento che non mi spaventa e che anzi seguo con interesse, ma in questo caso sembra spegnere la piacevolezza della lettura e (per il sottoscritto) del tema (la vita di Francesco De Gregori). Da affrontare con cautela.

FRANCESCO PICCOLO “Il Desiderio Di Essere Come Tutti” (Einaudi 2013) TTTT / “Momenti Di Trascurabile Felicità” (Einaudi 2010) TTTT

Piccolo è un autore e sceneggiatore. Ne Il Desiderio Di Essere Come Gli Anni racconta di come è diventato comunista (a dispetto di un padre che virava a destra) e lo fa mischiando leggerezza e il gomitolo di blues dato dalla sua trasformazione/condizione. Il libro è spassoso, dilettevole, profondo. Tutti i gli eventi italiani dagli anni settanta in poi sono presi in esame e riletti secondo lo spirito dell’epoca dell’autore. Coraggiosa la parte finale dove Piccolo si interroga sugli errori che tutti noi di sinistra abbiamo fatto, quel sentirci (anche se a volte a ragione) eticamente e moralmente superiori che troppe volte ha condizionato la nostra visione dell’orizzonte e della prospettiva. Divertente infine la filosofia della moglie dell’autore, ribattezzata “chesaràmai”, quell’atteggiamento salutare nei confronti della vita che spesso noi uomini di blues non possediamo. Libro consigliatissimo.

Consigliatissimo anche Momenti Di Trascurabile Felicità, una raccolta di brevi e brevissime riflessioni sulle gioie del vivere tipo: “La soddisfazione di infilare il braccio in fondo al frigorifero del bar o del supermercato e tirare fuori la bottiglia di latte con la scadenza più lontana, che qualcuno ha volontariamente coperto per farmi comprare la bottiglia con la scadenza più vicina”

SHAKE MY TREE

Vicino alla palazzina dove lavoro ce ne è un’altra ormai disabitata da tempo. E ‘stata acquistata da un costruttore edile per farne una più consona alla posizione (la zona dei musicista di Stonecity è considerata zona residenziale di alto livello). I lavori inizieranno a breve, pochi giorni fa sono venuti a tagliare il grosso e meraviglioso abete che troneggiava sul davanti. Un albero di, immagino, 50 anni. Ho sentito un dolore quasi fisico. Certo, lo so, serviva spazio, ma sempre più spesso penso che la visione antropocentrica che abbiamo ci porterà alla catastrofe. Le esigenze degli esseri umani vengono sempre prima di tutto, mentre forse dovrebbero essere quelle del pianeta ad avere la precedenza. Certo, fatta la nuova costruzione (ma ce ne era davvero bisogno con tutti gli appartamenti sfitti e liberi che ci sono a Stonecity?) si pianteranno due arbusti che si intoneranno con le nuove linee architettoniche della palazzina e tutto andrà a posto.

‘A LAZIO

Io e la groupie deciso di acquistare uno di quei box a chiocciola per auto, non voglio che la freccia gialla della pianura (la macchina della groupie) rimanga al gelo durante la notte. Già la Valentino Rossi del rock and roll esce di casa alle 6,50 tutte le mattine, se deve anche togliere il ghiaccio dai vetri della macchina è finita. Definiamo il tutto con una aziendina di House-Of-The-Wood Upper (Ca’ Del Bosco Sopra insomma). Il tipo è alla mano e sembra sappia di cosa parla. Mi pare ci possa fidare. Prima di andarmene, dopo aver visto due portabiro della Lazio gli dico “Questi portabiro? Sei laziale? Strano vedere quei colori da queste parti…”. “Ah no, io tengo la Juve, c’era un tipo che li buttava via e io me li sono fatti dare”. Mi sono messo nelle mani di uno che tiene in ufficio non uno bensì due portabiro di una squadra di serie A diversa dalla squadra di serie A per cui tifa. Che dio (Page insomma) me la mandi buona…

ABBESS HOUSE

Nell’andare al lavoro, da Borgo Massenzio a Stonecity, tutte le mattine mi faccio un pezzo di campagna, quella tra Bath (Bagno), Little Court (Corticella) e Saint-Little-Woman  (San Donnino) e tutte le mattine passo dunque davanti al ristorante La Badessa. Ogni volta mi dico, prima o poi devo andarci. Domenica scorsa prendo la groupie e mi ci fiondo. Il posto è di livello piuttosto alto, non te la cavi con poco ma ogni tanto bisogna anche trattarsi bene, se si può. Per quanto mi piaccia mangiar bene, ho capito il vero motivo per cui sono andato: sì, certo, il cibo (ottimo), il servizio (eccellente), la location (splendida) ma alla fine ero lì perché l’edificio de La Badessa mi ricorda la Boleskine House (e se vogliamo la Tower House). Una vera e propria house of the holy…

La Badessa

La Badessa

Boleskine House

Boleskine House

Boleskine House

Boleskine House

Tower House

Tower House

Groupie alla Badessa - foto TT

Groupie alla Badessa – foto TT

 

ADESTE FIDEL

Penso spesso a Fidel Castro. Ho un forte legame sentimentale e spirituale con Cuba e la sua rivoluzione. Sul blog Alganews trovo un post di una (LIA DE FEO) che non ha certo le mie stesse simpatie ma che leggo con passione. E’ piuttosto lungo, ma per capire cosa fosse e cosa sia Cuba andrebbe letto dall’inizio alla fine.

https://alganews.wordpress.com/2016/11/27/omaggio-a-fidel/

 

BROKEN ENGLISH

Ultimamente, per lavoro, sono in contatto con alcune realtà inglesi. Scambio email e telefonate. Concludo spesso scusandomi per il mio inglese, so che non è perfetto. Una mi scrive “no need to apologise, your English is very good! Much better than my italian.”  Visto che il suo italiano è inesistente (o meglio consiste nella conoscenza di cinque parole “amore, alla parmigiana, cibuongiorno, cappuccino”) non mi sembra un complimento, una cosa da dire. Non è la prima volta che mi capita. Britannici, ah!

LET THE MUSIC DIO THE TALKING

Ogni tanto al sabato mi concedo un matinée a Locus Nonantulae, my beloved hometown. Lo faccio anche in questo primo sabato di dicembre. Il cielo è nuvoloso, o meglio tra il molto nuvoloso e il poco nuvoloso senza una posizione di mezzo. Ci fosse qualche grado in meno in alcuni momenti sembrerebbe una giornata da neve. Monto sulla Sigismonda, aziono il sedile riscaldato, accendo il lettore mp3 (argh, lettore mp3!), inserisco una delle 4 chiavette da 64GB, la numero 2 ovvero quella dedicata agli artisti internazionali lettera A – L, seleziono la riproduzione casuale. I brani che arrivano sono i seguenti:

 

ALAN PARSONS PROJECT (Nucleus)…

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AEROSMITH (Let The Music Do The Talking),

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ELTON JOHN (Love Song),

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MILES DAVIS (Stella By Starlight),

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JOE JACKSON (How Long Must I Wait For You),

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DAVID BOWIE (Station To Station),

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ANGEL (Just Can’t Take It),

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EAGLES (Twenty-One)

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LINDA RONSTAD (You Tell That I’m Fallin’ Down)

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 CLASH (Hitsville UK),

 

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GENESIS (Stagnation)

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Mi sento fortunato e sono grato a mia madre per avermi creato con il chip della musica di qualità nel DNA.

Tutta musica del secolo scorso, come sempre sono ripiegato sul passato… chissà che ne direbbero amici tipo GDC, Polbi e Bodhran, mi lancerebbero di sicuro occhiate di rimprovero, ma non m’importa, la musica odierna non mi dà le stesse sensazioni, non posso sentirmi in colpa per lo stato in cui versa, io ho già dato, se le nuove generazioni sono abuliche e non interessate a sufficienza alla musica contemporanea non può essere colpa mia.

Arrivo a Locus Nonantulae, me lo giro tutto il mio paesello. Respiro scampoli di ricordi. Noto che a 4 anni dal terremoto stanno finalmeente iniziando i lavori per risistemare l’Abbazia e la Torre dell’orologio.

Abbazia di NNT- foto TT

Abbazia di NNT- foto TT

NNT downtown & Clock Tower - photo TT.

NNT downtown & Clock Tower – photo TT.

Entro a far colazione in un bistrot molto accogliente, proprio ai piedi della clock tower. Mi siedo ad un tavolo, mi gusto l’atmosfera… vengo di nuovo travolto dai ricordi… negli anni sessanta in questo stesso posto vi era la salumeria/drogheria MARCHESI. Ogni tanto ci capitavo con mia madre, le restavo attaccato alla gonna mentre rimiravo nei grandi vasi di vetro le mie leccornie preferite: i mentoni e le caramelline tonde dorate e argentate. Mia madre me ne comprava un po’ e io provavo il sentimento umano che tutti rincorrono: la felicità. Ora che ci penso oggi tre dicembre sarebbe stato il suo 88esimo compleanno, quanto mi manca Mother Mary…

Ricaccio indietro la commozione, mi ribello alla mia condizione di uomo di blues. Faccio i complimenti al gestore per il locale (e per la musica che passa).

Bistrot Premiere- Locus Nonatulae - foto TT

Bistrot Premiere- Locus Nonatulae – foto TT

Esco dal bistrot, continuo a scrollarmi i blues dei ricordi, tanto a che servono, ha ragione WOODY ALLEN quando dice che ogni 100 sulla terra c’è un reset dell’umanità…io non penso sia nichilismo, ma una semplice constatazione dello stato delle cose

https://www.facebook.com/391266544402788/videos/537962749733166/

…così cerco di sopravvivere alla belle meglio e mi metto alla ricerca della mia scarlet woman; incontro diverse rosse ma nessuna ha il riflesso crowleyano che cerco, e allora seguo la corrente e mentre guardo le decorazioni natalizie canticchio Winter Wonderland. 

GATTI

Con l’inverno il mio rapporto con i gatti si fa più intimo. Due delle tre gatte che vivono fuori tendono ad entrare in casa ad ogni occasione e anche Palmir accorcia le sue scorribande all’esterno. La Ragni è molto affettuosa, spesso mi cerca e si struscia con forza contro di me, ma occorre far attenzione, i suoi repentini scatti di umore sono sempre possibili e le conseguenti graffiate a tradimento possono arrivare in qualsiasi momento. Alterna momenti di stizza a tenerezze. ma d’altra parte, non siamo così anche noi umani? La Ragni è la principessina della Domus Saurea.

La Ragni sul frigo - foto TT

La Ragni sul frigo, versione don’t mess with me. – foto TT

La Ragni versione "Tyrrell ti amo" - foto TT

La Ragni versione “Tyrrell ti amo” – foto TT

RAISSA è la “mamma”, RAGNI e SPAVENTINA sono figlie sue, ed ha il senso materno così sviluppato da avere adottato PALMIRO. E’ una gatta buona, seppur selvatica, e si lascia far tutto da me, ma è sempre vigile, solidale, attenta; corre in soccorso degli altri gatti in caso di bisogno, se cattura un topino lo porta alle sue figlie, e in loro assenza a me e alla Terry. La Rais è una gatta di sinistra.

Raissa mi dorme addosso - foto TT

Raissa mi dorme addosso – foto TT

Palmir è il solito Palmir ma più affettuoso. Essendo una gatto di blues (anche se era inizialmente un gatto Aor) anche lui “sente” l’arrivo dell’inverno e immagino senta tutto il calore (materiale e spirituale) del vivere alla Domus Saurea con due umani che lo amano. Son lì nello studio sdraiato sul divanetto ad ascoltarmi i FREE, lui arriva, salta sulla spalliera e poggia la zampetta sul mio viso…

Palmir & Tim - foto TT

Palmir & Tim – foto TT

…non rinuncia a fare la guardia e a marcare il territorio, di prima mattina al sabato e alla domenica si aggira per le campagne col l’eleganza innata dei felini, una piccola pantera nera in perlustrazione…

Panther Palmir - foto TT

Panther Palmir – foto TT

…poi ad una certa ora torna in casa, si lascia lavare pazientemente sebbene le salviette umide non lo facciano impazzire, mangia qualcosa, beve e quindi si arrotola sullo sgabello vicino alla stufa. Rimane immobile per due o tre orette, poi d’mprovviso si sveglia, mi vede al computer mi corre incontro, spicca un salto, mi viene in braccio e si accoccola su di me…ed è così che porto avanti questo blog, con un pandoro di pelo tra le braccia.

Tim & Palmir - Foto Saura T.

Tim & Palmir – Foto Saura T.

Tim & Palmir - Bloggin' away - foto Saura T.

Tim & Palmir – Bloggin’ away – foto Saura T.

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◊ ◊ ◊

 

3 Risposte to “Early december blues”

  1. lucatod 06/12/2016 a 15:30 #

    E’ la prima volta dalla tua recensione di “European Championship” che tratti l’ultimo tour dei LZ . E’ vero ci vuole fegato , ma lo spettacolo del 30 giugno (Francoforte) è uno dei migliori (assieme a Zurigo) . Oltre ad una prima parte bella tosta non sono affatto male nemmeno Achilles last stand , Kashmir , Stairway , i bis Money , RnR e il lungo medley di WLL . Mannheim preferisco la data successiva , con una bella STH e la mia versione preferita di Communication Breakdown (anche l’ultima dei LZ) . Alle mie orecchie questo tour e contiene tanto materiale interessante .

    STATION TO STATION è stato uno dei dischi che ho ascoltato più volte quest’anno , mi sa che avevi ragione tu …

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  2. mikebravo 06/12/2016 a 16:06 #

    Proprio ieri ascoltavo in macchina DONE WITH THE MIRROR e ne traevo
    godimento.
    Ed ho pensato al JOE PERRY PROJECT.
    Oggi sono passato a PERMANENT VACATION e mi piace meno.
    Anch’io sono sulla falsariga di HIGHWAY STAR ed adoro la mia macchina.
    Sta attraversando il suo periodo d’oro.
    Non è mai andata cosi’ bene.
    Entrata nel diciottesimo anno di vita, il freelander ricambia il mio amore.
    E un patto tacito è stabilito tra noi.
    1) Nessun cd di plant nel lettore.
    2) Nessun viaggio che abbia come meta un suo concerto.

    A milano in estate sono andato con la macchina di mia moglie.
    Avevo comprato mesi prima il biglietto da MediaWorld e il freelander ha
    subito mostrato strani cigolii.
    Tanto che non mi sono fidato per il viaggio a milano.

    Passato il concerto, pian pianino, il freelander ha ripreso le normali
    prestazioni senza bisogno dell’officina.
    Addirittura da un po’ va a busso.
    Come non è mai andato.

    Forse mi legge nel pensiero.
    Ed io evito di mettere nel lettore dischi solisti di plant.
    E quando sono in macchina con amici non manco mai di dire che vorrei
    che i led zeppelin si riunissero.
    E dico a voce alta basta dischi solisti di plant.
    Che torni con page.

    Vi ricordate la pubblicita’ METTI UN TIGRE NEL MOTORE ?

    Nel caso del mio amato freelander diventa
    TOGLI PLANT DAL LETTORE !

    Il mio freelander è sensibilissimo.
    Che io mi stia stufando del plant solista ?

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  3. lucatod 08/12/2016 a 21:05 #

    Se ne va la più bella voce del progressive rock , e non solo .

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