Addio a GREG LAKE

10 Dic

Credo ci si debba abituare alla perdita dei musicisti simbolo della musica a cui siamo tanto legati, anche le rockstar muoiono, come tutti noi, per scelta, per incidente, per malattia. Come scrivo sempre in questi casi, cerco di evitare commenti sui social network e sul blog, se ne scrive già a sufficienza, ma quando muore uno che ha fatto parte di una delle “mie” band è difficile restare in silenzio. Sapevo che GREG LAKE non stava bene, non aver partecipato ai funerali dello stesso KEITH EMERSON nel marzo scorso fu sintomatico, ma non sapevo stesse così male. Greg è morto il 7 dicembre dopo una lunga battaglia contro il cancro.

Greg Lake

Greg Lake

La notizia è arrivata all’improvviso e mi ha schiacciato a terra con una forza gigantesca. Gli EMERSON LAKE AND PALMER sono una delle 5 band che posiziono nel cielo empireo, una di quelle che mi ha reso uomo, che mi ha cresciuto, modellato, raffinato.

Sono un ragazzino, laggiù nella seconda metà degli anni settanta, sono già stato contagiato dall’irresistibile rag-time di HONKY TONK TRAIN BLUES, trovo irresistibile il boogie feel di EMERSON, con gli amici stiamo scoprendo il Rock, uno dei primi Lp che compro è BRAIN SALAD SURGERY…vedo la luce. Un adolescente che viene a contatto con quella copertina (di HR Giger) e con quella musica non potrà mai più essere lo stesso. Rimango folgorato. Musica complessa, completa, magnifica, visual gotico ed esoterico. Mi gira la testa, intraprendo viaggi cosmici, anche se non lascio i city limits di Locus Nonantulae inizio a scoprire il mondo.

ELP BSS 1973

ELP BSS 1973

ELP BSS 1973

ELP BSS 1973

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In quel momento gli ELP, come gruppo, vivevano sospesi. Dopo i cinque incredibili anni del periodo 1970-74 i tre musicisti avevano bisogno di staccare, ognuno si dedicava a propri progetti (che comunque sarebbero finiti nei due album successivi), ma che ne sapevo io allora, una delle poche fonti a cui mi dissetavo era Ciao 2001, le notizie non erano esattamente disponibili in tempo reale come lo sono ora. Nel 1977 esce WORKS Volume 1. Copertina nera dal grande fascino. In Italia non replica il successo degli album precedenti ma arriva comunque al 5° (quinto!) posto.Elp works volume 1.

Un piano concerto, ballate suggestive, episodi pazzerelli e la maestosità di PIRATES e FANFARE FOR THE COMMON MAN di Aaron Copland. Inizia a girare il video di quest’ultima filmato allo stadio olimpico di Montreal tra neve e strumentazione che all’epoca mi sembra stellare. La ballata di GREG che tira l’album è C’EST LA VIE, è un po’ sdolcinata, non sono sicuro che l’arrangiamento con l’orchestra le sia d’aiuto, ma sono un ragazzino alle prime armi, mi pare comunque bella. Il sentimento di grandeur mi arriva tutto. A quel punto non mi sembrano più nemmeno umani, sono dei.

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Di lì a poco dalla Britannia arriveranno spifferi che faranno un gran male a gruppi come gli ELP, spifferi che comunque apprezzo ed ascolto ma che non mi impediscono di continuare ad amare il grande Rock. Mi immergo negli album del gruppo, mi lascio incantare dalla voce piena e possente di LAKE, dalle sue chitarre acustiche, dal gran lavoro al basso. Il primo album, quello con LUCKY MAN e la m-e-r-a-v-i-g-l-i-o-s-a TAKE A PEBBLE, il secondo, TARKUS, con THE ONLY WAY (HYMN), STONES OF THE YEARS, JEREMY BENDER. L’omaggio live a Mussorgsky (e Tchaikovsky) di PICTURES AT AN EXHIBITION, quindi TRILOGY forse l’album più riuscito (e il preferito di LAKE stesso) e il triplo (triplo) album dal vivo WELCOME BACK MY FRIEND TO THE SHOW THAT NEVER HANDS.

Nel 1978 esce LOVE BEACH su pressione dell’Atlantic Records. Il gruppo avrebbe voluto qualche mese di pausa dopo tour interminabili e difficili come quello del 1977 (con i costi proibitivi del portarsi in giro l’orchestra e le relative difficoltà logistiche) e del 1978. L’album doveva essere quello che And Then There Were Three fu per i Genesis, ma i rapporti erano ormai sfilacciati e l’energia non certo sufficiente per produrre un album all’altezza.

Nel 1979 esce IN CONCERT con le registrazioni del concerto del 1977 allo stadio di Montreal, uno di quelli suonato con il supporto dell’ orchestra di 70 elementi. Mi basta guardare la copertina per sognare, per essere preda della magniloquenza del trio, ma il gruppo in quell’anno ormai è in pratica sciolto.

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 Come dice BEPPE RIVA, giornalista musicale extraordinaire, personale amico e grandissismo fan del gruppo, “le generazioni più giovani non hanno idea di cosa abbiano rappresentato gli ELP negli anni settanta”.

ELP: Greg Lake / Carl Palmer / Keith Emerson

ELP: Greg Lake / Carl Palmer / Keith Emerson

Sì, oggi non è certo hip amare gli ELP, tra le grandi band del rock progressivo sono davvero quelli meno considerati, ma allora erano tra “i giganti che camminavanao sul pianeta terra”. Basta guardare il cartellone del Madison Square Garden dell’estate del 1977, subito dopo i LZ e i PF ci sono loro…tre date consecutive al MADISON SQUARE GARDEN allora erano in pochissimi a poterle fare.

Concerti dell'estate del 1977 al Madison Square Garden del 1977.

Concerti dell’estate del 1977 al Madison Square Garden del 1977.

GREG LAKE fu naturalmente anche il cantante, bassista del primo (e secondo) album dei KING CRIMSON, probabilmente l’album più celebrato del genere in questione. Molti in questi giorni si ostinano ad accostare GREG soprattutto a questo album, ritengo sia una forzatura, perché prima di tutto LAKE è stato uno dei due pilastri degli EMERSON LAKE AND PALMER, gruppo per cui, tra l’altro, produsse i primi sei album, quelli del grande successo; senza contare poi che scrisse la più bella, sincera e onesta canzone sul natale.

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Greg Lake

Greg Lake

Adesso che se ne è andato mi sento un po’ più solo, certo avrò il confronto dei dischi, dei bootleg, del ricordo del loro concerto durante la prima reunion, quella del 1992, nel magnifico anfiteatro romano dell’Arena di Verona, ma sento che il mio mondo si sta sgretolando. Figure su cui potevo spiritualmente contare ormai non ci sono più. Anno un po’ difficile questo 2016, prima mio padre, poi Keith Emerson e adesso Greg Lake. Si va avanti naturalmente, ma i vuoti lasciati rimangono.

Addio GREG, non ti ringrazierò mai abbastanza.

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Greg Lake

Greg Lake

9 Risposte to “Addio a GREG LAKE”

  1. mikebravo 11/12/2016 a 07:26 #

    Un altro grande é andato.
    Quando un musicista che ami dai tempi d’oro di ELP viene a mancare,
    la consolazione é pensare alla vita di successi che greg ha avuto.
    Nella mia mente restera’ vivo il ricordo delle 2 notti in cui gli ELP si sono
    esibiti sul palco anche per me.

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  2. Paolo Barone 11/12/2016 a 19:30 #

    Ho riscoperto ELP grazie a Tim.
    Li ascolto con grandissimo piacere e i primi quattro dischi sono dei veri pilastri del Prog, con il primo che va di diritto nella storia del rock oltre ogni genere di riferimento.
    Il contributo di Lake, come scrive benissimo Riva in questo Blog, e’ stato prezioso sia come bilanciamento alle furie Emerson/Palmer che al genio visionario di Fripp. Grandissimo produttore, autore e cantante.
    Una voce unica, capace di evocare cose profonde in ognuno di noi.
    Una voce che a me emoziona sempre ma a livelli indescrivibili nel primo disco dei King Crimson, per me e altri come me, il suo punto più alto.
    Pochi anni passati in prima linea, ma un contributo importantissimo che resterà nel tempo, per sempre. Lo si puo’ dire di pochi, alcuni dei quali purtroppo sono andati proprio in questi ultimi dodici mesi.
    I nostri santi laici.

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  3. clod_60 12/12/2016 a 09:24 #

    Il primo LP rock da me acquistato a 17 anni (venivo dai cantautori…) fu proprio “Trilogy”, in società con mio fratello, perché di mio non avevo una lira.
    Fu un’esperienza che allora mi figuravo paragonabile all’ascolto della musica classica, che peraltro non praticavo. In più, però, mi affascinava quella voce calda, potente, romantica, senza paragoni nel rock di allora e di sempre (e l’accusa costante di ELP era la freddezza!).
    So long, Greg. Grande perdita per ognuno di noi.

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  4. Baccio 13/12/2016 a 17:42 #

    Vai tranquillo Greg per il Tuo viaggio: You’ll never walk alone!
    Resterai sempre nei nostri cuori con quella voce MERAVIGLIOSA

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  5. Fabio 14/12/2016 a 12:34 #

    Grande Greg. Eri la vera anima del trio e li hai portati a livelli stratosferici . Mi rimarrai nel cuore . Ora va insieme a Keith a rendere felici gli angeli con la tua chitarra e la tua voce .

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  6. tiziano the V° cavaliere in Zianigo...naaaaa 14/12/2016 a 15:44 #

    from the beginning e the sage ,che fatica impararla (male), sono due tra i pezzi top che ho nel mio malandato repertorio.RIP Greg…

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  7. 77Gio 30/01/2017 a 13:15 #

    Felice di essermi imbattuta in questo blog, in cui trovo finalmente celebrati come meritano ELP. Sono stata in loro adorazione dal ’75 in poi. Avevo 14 anni e posso dire senza alcuna enfasi che la mia vita non è stata più la stessa.
    Ma sopra ogni elemento della loro musica, ciò che mi commuove, esalta, consola, turba e accompagna in un altro mondo è la voce di Greg. Niente di più distante dalla freddezza e dalla pomposità regolarmente (e in modo assai miope) attribuite a ELP: sonora e profonda, pura e gentile, calda, elegante, magnifica. Per me, la voce più bella del rock anni ’70, e non soltanto.
    Mi manca infinitamente, Greg Lake. Si è portato via un pezzo di me lasciando una ferita che non guarisce. Anche io sono stata “schiacciata a terra con una forza gigantesca”.

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  8. timtirelli 30/01/2017 a 13:34 #

    Benvenuta Gio. Grazie per esserti presa la briga di lasciare un commento. Sono felice che la tua barchetta ti abbia portato su queste sponde, da quel che scrivi potresti davvero essere una di noi :-)

    Qui non parliamo solo di ELP naturalmente, ci sono anche altri gruppi a cui dar spazio, per non parlare dei blues della vita, ma sebbene io sia conosciuto per essere sostanzialmente un fan dei LZ, ricordo spesso le parole di un mio amico che ogni tanto mi dice: “Tu sei quello che sul blog scrive: ELP O MUERTE!”

    Su questo spazio miserello, LAKE ed EMERSON sono luci guida. Nessun dubbio.

    Spero di rileggerti.

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