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Riflessioni su Vasco a Modena Park 2017

5 Lug

Nelle ultime due/tre settimane per un modenese rimanere immune dalla febbre del sabato sera vascorossiano è stato praticamente impossibile. Non si riusciva a parlare d’altro, un po’ per l’evento in sé (davvero fantasmagorico) e un po’ per la cappa di panico che stava scendendo sulla città. Ho cercato di rimanere razionale e fedele alla mia idea, che fosse cioè una grande festa per Modena e per la regione. Sì perché in Emilia Romagna noi di solito siamo così, aperti agli altri, ben disposti se c’è da far baracca (da far festa insomma) e al contempo capaci di organizzarci al meglio. Avevamo un gran bisogno di un concerto del genere perché a Modena da 4/5 lustri non è che sia siano visti poi tutti ‘sti grandi nomi. Fino agli anni novanta sono approdati qui (soprattutto grazie alle Feste Dell’Unità) gruppi e artisti di elevatissima caratura internazionale, che so PINK FLOYD, GUNS N’ ROSES, BOWIE, DYLAN, il MONSTER OF ROCK, e decine di altri, poi il lento declino.

Mi stupivo infatti sentire certa gente lamentarsi per il concerto dopo averla ascoltata imprecare perché siamo una realtà di provincia dove non viene mai nessuno e non succede mai niente. Buffi poi quelli che si chiedevano il perché organizzare un concerto del genere a MODENA, rimanevo basito…ma come, Vasco è di Modena, ha iniziato qui a farsi conoscere, non è naturale che festeggi i suoi 40 anni di carriera nella sua città anche pensando a quel “abito fuori Modena Modena Paaaaark…”? Tutti a criticare l’amministrazione, mi dicevano che concedere uno spazio per un numero di spettatori maggiore al numero degli abitanti era da pazzi. Cercavo di non rispondere di petto, pur tenendo il punto, perché la vita è già piuttosto dura e non vale la pena ingrigirsi l’animo con queste ulteriori sterili polemiche. Ribattevo solo che pochi anni fa per due volte LIGABUE aveva riempito con circa 160.000 persone il Campovolo di Reggio Emilia e che non era successo nulla di terribile. “Sì, ma il Campovolo è un’altra cosa” rispondevano subito. Io non capivo, perché è vero che il Campo Volo (il piccolo aeroporto di Reggio) è un po’ più decentrato rispetto al centro città e confina con frazioni di campagna ma rimane comunque a poche centinaia di metri dalla stazione ferroviaria che a sua volte è vicina al centro, senza calcolare che il numero degli abitanti e il numero di spettatori era più o meno lo stesso.

Ma qui sembrava che tutto stesse per precipitare. Negozi e fabbriche che ipotizzavano chiusure il giovedì e il venerdì prima del concerto, i residenti in zona Parco Ferrari  preoccupati e il resto della città, attonito e sgomento, rassegnato in attesa dell’arrivo degli unni.

Su facebook leggo oggi una breve riflessione della mia amica Jaded baby (La Giorgia insomma):

Cosa ci ha insegnato questo Modena Park?
Che chi non sa fare luce, è pregato di non fare ombra! 

Un saluto agli indignati, ai catastrofisti, agli esperti di sicurezza, ai laureati all’università della vita, ai cagacazzo, a Giovanardi, ai musicisti pippologi e a tutti quelli che hanno remato contro a questo evento.

A parte Bonolis, è stato perfetto 

Schietta, precisa e al punto, non c’è che dire.

Giorgia ha ragione, i disfattisti dovrebbero farsi da parte e non mettere i bastoni tra le ruote e soprattutto evitare, una volte che tutto si è svolto alla perfezione, di salire sul carro dei vincitori.

Quelli che sanno tutto loro dovrebbero per una volta farsi un esame di coscienza e tapparsi la bocca.

I musicisti pippologi, come li chiama la Giorgia, e gli amanti di musica che si ritiene superiore (aggiungo io), devono andare semplicemente a prenderla in quel posto. Che Vasco possa non piacere è sacrosanto, ognuno ha la propria sensibilità e se certe cose non arrivano o infastidiscono nessun problema, a patto che non si vengano a dare lezioni soprattutto poi, se a loro volta, questi sapientoni ascoltano artisti che non sono proprie eccellenze. Sì perché queste teste vuote gli rinfacciano mediocrità musicale e poi adorano musicisti (pseudo) rock che – come direbbe il mio amico Picca – è manovalanza, oppure gruppi che sono ben più kitsch e tout court di Vasco. E’ questo che non sopporto di questa gente, il non avere un minimo di obbiettività. Quello che piace a loro è musica di valore quello che non piace a loro musica senza importanza, sebbene le due cose spessissimo siano sullo stesso piano.

Io non sono andato al concerto, mi sono pentito di non aver fatto del pubblico di Vasco in quella magnifica serata, o forse dovrei chiamarlo “il popolo di Vasco” come viene rinominato in questi giorni di dibattiti, riflessioni, dove tutti diciamo la nostra. Parliamo de”Il popolo di Vasco” come una entità a se stante, come fossero “gli altri”, invece come hanno già detto in tanti, il popolo di Vasco siamo tutti noi. Da quelli che tirano bottigliette piene di piscia ai gruppi di supporto, a quelli che fanno del rispetto per gli altri una bandiera, da quelli che oltre ai cd di Vasco hanno al massimo comprato le compilation del Buddha bar a quelli come noi che LED ZEPPELIN, FREE, EMERSON LAKE AND PALMER, EDGAR WINTER’S WHITE TRASH etc etc. C’è di tutto dentro al “popolo di Vasco”, c’è l’umanità. E ad ogni modo l’altra sera al parco Ferrari il “popolo di Vasco” si è comportato benissimo.

(Poi magari un giorno parleremo del popolo dei ROLLING STONES, degli AC/DC e degli AEROSMITH, gli ultimi tre megaraduni a cui ho partecipato).

Per noi modenesi (in primis quelli della mia generazione) Vasco è sempre stato uno di famiglia. Già dal nome. Sì perché al di là di quel che dice wikipedia, Vasco proviene dal francese, dalla parola guascone , e infatti qui da noi “fare il Vasco” o “lui lì è un Vasco” significa essere un simpatico spaccone oppure essere un figo. Vasco era un nome non troppo comune ma tipico delle campagne intorno a Reggio e a Modena, d’altra parte qui abbiamo avuto per lunghi decenni – qualche secolo fa – la dominazione francese.

Sono (o perlomeno sono stato) un grande fan di Vasco Rossi quindi. Lo ascoltavo a Punto Radio prima che iniziasse a fare dischi, poi l’emozione di vedere un suo 45 giri (Jenny e Silvia) da Fangareggi a Modena e finalmente dal 1978 avere l”occasione di comprare ogni anno un suo LP.

Puntoradio – dal 1975

Pur avendo una predilezione per il rock, l’hard rock e il blues sono sempre stato attaccatissimo ai cantautori italiani …DE GREGORI, BENNATO, IVAN GRAZIANI sono nomi che ho inciso sull’animo. Fu dunque naturale amare anche un cantautore che proveniva oltre che dalla prima radio libera che ascoltavo con passione anche dalla mia provincia, lui da un paese in montagna (Zocca) io da uno di pianura (Nonantola).

Tra l’altro proprio a Nonantola Vasco si esibì più o meno 50 anni fa…

Vasco Rossi a Nonantola – anni sessanta

MA COSA VUOI CHE SIA UNA CANZONE con quegli arrangiamenti alla YES e GENESIS di Gaetano Curreri, NON SIAMO MICA GLI AMERICANI con quella sfilza di canzoni che mandavano in orbita un adolescente come me (FEGATO SPAPPOLATO, SBALLI RAVVICINATI, LA STREGA (scritta da Sergio Silvestri altro “cantautore” che poi avrei seguito), 15 ANNI FA e VA BEH (oltre a quella lì, ALBACHIARA). COLPA D’ALFREDO, SIAMO SOLO NOI e VADO AL MASSIMO poi saziarono le mie voglie rock, la chitarra di MAURIZIO SOLIERI diventò imprescindibile e il mio amore per VASCO immenso. Lo vidi per la prima volta nel marzo del 1981. Non ricordo se SIAMO SOLO NOI era già uscito o meno. VASCO (insieme al suo gruppo) era l’ospite d’onore a MODENA ROCK 1981, rassegna di gruppi locali che si teneva nella palestra (o era un semplice capannone?) di Modena Est. Col mio gruppo avevo suonato il sabato sera, Vasco era previsto per la domenica. Essendo un membro di uno dei gruppi coinvolti potevo muovermi come volevo. Entrai nei camerini e vidi Vasco insieme ai suoi musicisti. Aveva una bottiglia di Johnni Walker in mano e quello sguardo sempre un po’ perso ma al contempo determinato. Non mi scomposi più di tanto, all’epoca era piuttosto sicuro di me, così scambiai due parole con lui e con Solieri. Vidi il concerto a fianco del palco e fu bellissimo vederli in azione durante la loro fase Rock naif. Magari è dovuto anche alla suggestione data dalla mia giovane età, ma è a tutt’oggi uno dei concerti a cui sono più legato. Quando alla fine Massimino Riva gettò in aria la sua Fender Stratocaster e la fece cadere per terra, il rito del rock si compì.  Dopo il concerto fermammo Vasco all’uscita, eravamo forse in dieci, Vasco era noto a Modena ma non è che fosse già un cantante di successo, scherzammo un po’ con lui e poi lo vedemmo andare via sulla sua Porsche. Il compenso se non ricordo male fu di due milioni e mezzo di lire.

Ricordo che a militare (nel 1982) mi chiamavano Vasco, dovevo essere un fan piuttosto convinto. Il mio amore raggiunse l’apice in quell’anno, con l’album VADO AL MASSIMO, ma non voglio fare la parte di quello che ama solo i primi album e poi snobba il resto, quello che si allontana dall’artista una volta che questi diventa famoso. Io fui contento della popolarità di Vasco che dal 1984 in poi crebbe a dismisura, semplicemente le formule musicali non mi attiravano più come in passato. Rimanevo un fan, compravo i suoi album, mi illuminavo dinnanzi a certe sue nuove canzoni, ma tutto in maniera più riservata. Lo rividi in concerto un paio di volte nel 1983, nella discoteca di Soliera (MO) e al Picchio Rosso di Formigine (MO), poi ancora nel 1985 alla Festa Dell’Unità di Reggio Emilia e infine nel 1989 alla Festa dell’Unità di Modena.

Negli ultimi anni abbiamo parlato più volte su questo blog a proposito del gigantismo di cui soffre il rock e della gente che va ai concerti più per partecipare al rito, all’evento che per la musicain sì, e’ stato così anche in questo caso, ma l’aria di festa e l’incredibile risultato ottenuto compensano il tutto. Sì perché c’è stato anche chi irrideva i numeri e pensava ci fossero stati concerti simili con più spettatori, facendo parecchia confusione. A me queste cose sono sempre interessate e sapevo che – vado a memoria dunque potrebbe esserci qualche lieve imprecisione – il record per concerto a pagamento di un singolo artista era detenuto dagli A-HA con circa 200.000 spettatori, seguiti da TINA TURNER e PAUL McCARTNEY con più o meno 190.000 agli inizi negli anni duemila. LIGABUE col primo Campovolo (160.000) e U2 sempre al Campovolo (150.000 negli anni novanta) poco dietro. Più di 220.000 spettatori per VASCO ROSSI, un trionfo.

Vasco – Modena Park 2017

E’ stato un esperimento perfettamente riuscito, produzione, amministrazione comunale, forze dell’ordine, cittadinanza, etc etc tutti impeccabili. MODENA PARK 2017 sarà un evento da ricordare a lungo. A proposito, vale forse la pena rammentare che MODENA PARK è un canzone di IVAN GRAZIANI apparsa sull’album AGNESE DOLCE AGNESE del 1979, e che il parco a cui fanno riferimento sia Graziani che Rossi è il parco storico di Modena, la lunga striscia verde tra due viali che circumnavigano il centro della città. Il Parco Ferrari è tale dal 1991, prima di quella data fu – in tempi lontanissimi –  il piccolo l’aeroporto della città e quindi l’autodromo.

Credo non se ne possa più di sentir parlare dei benefici portati all’indotto, riporto solo questo piccolo ma sintomatico fatto: 1600 krapfen preparati dal mio amico Stef della Pasticceria Malaguti di Nonantola per il back stage.

Pasticceria Maluguti – 1600 bomboloni per il backstage del Modena Park – foto Stef Malaguti.

La diretta della RAI è stata risibile. Bonolis è sembrato un pesce fuor d’acqua. Prima di tutto – secondo me – avrebbe dovuto dire che la RAI non aveva i diritti per mandare in onda il concerto nella sua interezza. Inutile prendersela con la tv di stato per questa faccenda, succede quasi sempre per eventi in diretta trasmessi via radio o tv, gli speaker devono parlare sopra ai pezzi, il concerto non può essere trasmesso senza interruzioni, altrimenti chiunque può registrarselo e magari fare copie pirata. La produzione deve riservarsi la possibilità di fare uscire divudi, bluray, cd audio. In secondo luogo avrebbero dovuto scegliere qualcuno che avesse maggiore familiarità col mondo di Vasco. Bonolis sembrava non avere confidenza con la storia del re di Zocca, ma il vero motivo per cui la diretta è stata un fallimento è dovuto alla regia. Comunicazioni approssimative, stacchi sempre fuori tempo, gestione dilettantesca. Non hanno nemmeno messo qualche microfono verso il pubblico, cosicché ogni volta che Vasco finiva una canzone calava un silenzio irreale. Sarebbe stato meglio far trasmettere il concerto a SKY in chiaro sul canale CIELO. Lo sfacelo della RAI è lento e inesorabile.

Quello che si è intravisto però è stato emozionante.

Vasco – Modena Park 2017

Vasco tutto solo che parte con COLPA D’ALFREDO, Vasco che cita gli ELP (come suo solito) con WELCOME BACK MY FRIENDS TO THE SHOW THAT NEVER ENDS, con tanto di traduzione in italiano. Il secondo chitarrista con la doppio manico rossa della Gibson, Curreri al piano che accenna a JENNY, SILVIA, LA NOSTRA RELAZIONE e quindi procede con ANIMA FRAGILE (come sempre brillante l’arrangiamento delle due chitarre),

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Stef Burns che sentirlo suonare è sempre una gioia, i bei giri di basso di Golinelli vestito come Keith Richards in chiara. Non si poteva non notare Clara Moroni, che noi ancora ricordiamo (e amiamo come) leader del suo gruppo CLARA & THE BLACK CARS. Bello rivedere sul palco Maurizio Solieri, il pezzo strumentale finale sembrava un omaggio a Jeff Beck. E poi Vasco. Bello constatare che ancora una volta a dispetto delle pressioni che deve sostenere per aver messo in piedi un lavoro del genere rimane un puro. Scafato, attento, furbo, determinato, accorto ma sempre un puro. E che voce che ha ancora! Immancabile alla fine il tributo a Massimini Riva.

Vasco – Modena Park 2017

Musicalmente la band di Vasco è pressoché impeccabile, musicisti validi e preparati, alcuni di scuola americana. I due chitarristi sono bravissimi (e non sto parlando solo di tecnica). Si passa dal pop levigato e mainstream, a certi pruriti d’elettronica, al metal moderno con facilità, affrontando anche il nocciolo della canzone d’autore con la giusta incisività.

Vasco – Modena Park 2017

Certo, alcuni aspetti li trovo ridondanti, la doppia cassa della batteria, arrangiamenti e atteggiamenti tout court e forse sopra le righe, gradirei insomma un bon ton musicale più presente, ma le mie sono congetture personali, io non sono nessuno, Vasco è Vasco, dunque ha ragione lui, e lo dico in tutta sincerità.

Vasco-ModenaPark-2017

Vasco – Modena Park 2017

I fuochi d’artificio finali sono stati altamente spettacolari , cornice perfetta per un palco da record. Mai visto nulla di simile

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Finita ALBACHIARA, dall’impianto DIE FOR METAL dei Manowar, pezzo ultra metal che deve molto a KASHMIR dei Led Zeppelin.

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In tanti hanno condiviso le foto pubblicate da Vasco sulla sua bacheca, ma vale la pena riproporle anche qui, perché sono spettacolari.

E’ stata una splendida serata, tutto ha girato per il verso giusto, ed io sono contento, per Vasco, per la mia città, per i fan che si sono riversati al Parco Ferrari, per tutti noi che in questi tempi cupi abbiamo bisogno di giornate di festa come questa. Bravo Vasco, sei sempre il numero 1.

Foto Milly Bar

Vasco – Modena Park 2017 – foto Millybar

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20 Risposte to “Riflessioni su Vasco a Modena Park 2017”

  1. Giancarlo T. 05/07/2017 a 09:26 #

    Caro amico mio…so che mi procurerò una valanga di sentiti vaffanculo, ma devo ammettere di non essere mai stato in grado di apprezzare il Rossi. Sarà perché quando devi lavorare con qualcuno – ed io ho perso anni di vita con i suoi referenti discografici e manageriali – non riesci, o almeno: non riesco, a scindere il lato umano da quello artistico, e quello lì, io, non l’ho mai apprezzato. Ma questo è un problema tutto mio, giustamente… cazzi miei. Ciò che mi ha colpito, al contrario, non è stato vedere 220mila persone a un concerto…sempre meglio lì che in discoteca a farsi di Mdma… ma la santificazione di un soggetto che, come ho malamente commentato, mi pare più impacciato di un Ozzy briao, dalle movenze di un salumiere e con la voce, la poca che c’era, completamente andata. Ho letto un commento spiritoso, a mio vedere… “senza gli eeeehhh e gli aaah, il concerto sarebbe finito alle dieci”.. :) Ecco…apprezzo il farsi piacere e godere di un concerto, non riesco ad apprezzare il fatto che 50 anni della mia vita si siano consumati a bearsi di musicisti cui il Rossi non sarebbe nemmeno in grado di fare da supporto. E che una comunicazione infame ha ridotto a cenci.

    Ecco : la beatificazione. Quello proprio mi ha disturbato. Così come la comunicazione della stampa circa “il più grande concerto al mondo”. Lì mi sono cascate le palle… ho letto di fan di Rossi che hanno scritto : “A Woodstock c’erano solo 50mila persone eppure è passato alla storia!”, “Vasco il più grande al mondo…” e via così. Tu sai, sai bene, per uno che è cresciuto nel dolore di non aver potuto essere a Wight, Woodstock, Monterey perché nei suoi “teens”, cosa significhi sentire fare affermazioni del genere… una offesa quasi personale …

    Nessuno che abbia, sui media, provato a correggersi, a ridimensionare da un grandissimo evento, il più grande, per l’Italia a un grande evento per il resto del mondo…con numeri che qualsiasi decerebrato avrebbe potuto trovare,a confronto, googolando per pochi secondi.
    Concerti di Stones a Rio, Watkins Glen, Mosca, Stewart, una dozzina a Central Park, lo stesso Woodstock….spazzati via da un rutto comunicativo che ha coperto tutto e tutti…e il vecchio Rod puttaniere ha suonato davanti a 3 milioni e mezzo, stimate, di persone… era gratis ? E ‘sti cazzi ?

    Forse è invidia per questo seguito apostolare, di fanatici che non muterebbero idea nemmeno se gli Zeppelin, Jimi, Who e Free, Allman e BOC gli dimostrassero dal vivo che … c’è vita oltre il Rossi. E invece no. Proprio grazie a una comunicazione delirante – che vorrei aver avuto dalla “nostra” parte quando ci fosse stato un qualcosa veramente da comunicare – parleremo, al di qua delle Alpi, del più grande spettacolo dopo il diluvio. Di qua, perché di là…

    No, in fondo non ce l’ho proprio con quelli che sono andati a divertirsi come a me non riesce più da tempo, tutto mi pare massificato e già visto e sentito, ma con chi li ha esaltati al punto di spernacchiarci. A noi e ai nostri miti, che poi sono pezzi essenziali di vita. Senza i quali, chissà che sarebbe stato di tanti di noi…E questo non posso accettarlo. Perché un pur eccellente panino non può competere con un’anatra all’arancia.

    E quel tipo lì, di Zocca, non è più di un panino…anche se Red Ronnie ha affermato che “Rossi scrive col cuore, mica Bob Dylan”… e con questo il cerchio della comunicazione falsata, delel fake news, si chiude.

    Andando in culo all’accademia del Nobel, all’unico, vero poeta e scrittore cantante (insieme a Cohen), e a chi, quei testi lì li ha amati, digeriti, fatti suoi. Costruendo su quella rivoluzione sociale e culturale, la propria stagione vitale.

    Eeeehhh….aaaaahhhh….vado a vomitare.

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  2. Enri1968 05/07/2017 a 11:47 #

    Bell’articolo.
    Visto il successo completo ha ragione Vasco : ha vinto lui.

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  3. timtirelli 05/07/2017 a 12:08 #

    Hai la tua idea su Vasco e va benissimo Giancarlo, non ti piace come scrive, canta e si pone? Nessun problema. Io semplicemente non la penso come te e ripeto quello che ho scritto… Vasco musicalmente non è all’altezza dei mostri sacri che citi, però non è certo dia meno di tanti troppi nomi che solo perché cantano in inglese passano per essere di gran lignaggio e dunque sono osannati da sedicenti esperti di musica Rock.

    La faccenda del profeta è vera, ma non vale mica solo per lui…vogliamo parlare di Springsteen, di Bono degli U2, di Bowie, di certi nomi del metal e di tanti altri gruppi? Ne scrisse anche Max Stefani nemmeno troppo tempo fa.

    Non ti piace perché ha un fare campagnolo e montanaro? Pazienza, ma allora anche qui vale lo stesso per tanti altri nomi, dallo stesso Bruce, ai red neck nemmeno troppo intelligenti che fanno il southern rock.

    Per quanto riguarda i numeri, ti ostini a non vedere che stiamo parlando di 2 cose diverse e che quando diciamo record mondiale ci riferiamo a 1 CONCERTO di 1 ARTISTA UNICO a PAGAMENTO. Lo sappiamo tutti (beh, quasi tutti…) che alcuni artisti hanno richiamato molte più persone, ma non si possono considerare in questo contesto Festival con più artisti e concerti gratuiti. Ma poi Giancarlo, sei sicuro che la proposta musicale di Rod Stewart sia migliore di quella di Vasco Rossi?

    Te la prendi con la comunicazione dei media? La penso come te, però fanno così con tutti !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! Ogni volta che leggo o ascolto qualcosa a proposito di qualche artista o gruppo vengo travolto dall’incazzatura, parlano senza aver studiato a fondo, citano i soliti tre luoghi comuni e sputano cifre a casaccio avulse dal loro contesto. E questo capita spesso anche sulla stampa specializzata di settore italiana !! Quindi non è solo un problema di Vasco Rossi.

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  4. Enri1968 05/07/2017 a 12:36 #

    Sapete che nei vostri due commenti vi sono parti condivisibili.

    Dal canto mio mi piace un po’ il vecchio Vasco, non ho mai preso suoi album, li ascoltavo a casa di un amico fra Genesis e Pink Floyd.

    Personalmente seguo altri musicisti.

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  5. mikebravo 05/07/2017 a 13:54 #

    Vasco rossi è da sempre invidiato per il culto di cui gode.
    Anche se mio padre è di zocca, non sono un fan di vasco.
    Resta il fatto innegabile che il concerto è stato un ENORME successo !
    A culo gli invidiosi !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

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  6. Tom 07/07/2017 a 00:27 #

    Io sto con Tim…. di Vasco mi piacciono 10 forse 15 pezzi max, però l’ho sempre trovato – magari sbagliando – sincero ed umile, montanaro e gigione…. però a 65 anni trovarsi UN MODENESE davanti 220 mila persone QUALCOSA deve pur significare o no??

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  7. Paolo Barone 08/07/2017 a 01:12 #

    Vasco Rossi ha scritto delle canzoni molto belle e originali, così come è stato decisamente personale nel proporsi nella prima fase della sua lunga carriera.
    Poi, secondo me, da Bollicine in poi ha scritto ancora una manciata di testi di grande valore ma seguendo un pop rock che è presto diventato scontato e privo di spinte vitali.
    Devo confessare che da decenni non ascolto un suo disco, non ho mai visto un suo concerto ma in qualche modo ho mantenuto una certa simpatia per il personaggio.
    Mi ha sempre interessato invece il suo vastissimo pubblico.
    Non sono mai riuscito a capire come potesse essere così trasversale, come facesse a mettere insieme la casalinga, l’ultra’ della curva e Michele Serra.
    Ci penso un po’ su, e forse credo che riesca a rappresentare quel tipo di ribellione tollerabile, che in fondo non mette nulla in discussione se non a un livello molto superficiale e innocuo. Forse, dico forse, riesce più di tutti a dare una voce e uno sfogo al famoso vaffanculo popolare in cui tutto e tutti si ritrovano a proprio agio.
    Sempre fermo restando il valore indiscutibile di alcune sue canzoni, non è per me, ma è un fenomeno strettamente nazionale molto interessante da questo punto di vista.
    In un certo senso una chiave per capire una parte del paese e del nostro tempo.

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  8. timtirelli 09/07/2017 a 09:02 #

    Bella riflessione Polbi.

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  9. m&m 10/07/2017 a 11:05 #

    Concordo in pieno con il commento di Giancarlo T. La cosa che più mi ha disturbato è questo “osannare” all’evento. Ho sentito gente affermare che, pur non amando particolarmente Vasco Rossi, dovevano essere presenti “all’evento dell’anno”. Pur avendo gusti musicali totalmente diversi, non colpevolizzo e rispetto chi ama Vasco, ci mancherebbe, ma basta con questa “esaltazione”, alla fine è stato un concerto!
    Visto che credo di far parte di quel gruppo che identifichi come “teste vuote” vorrei che mi facessi anche nomi (and cognomi) dei musicisti da te classificati come “manovalanza”, così tanto per vedere se ne riconosco qualcuno. STAY FREE!

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  10. timtirelli 10/07/2017 a 12:41 #

    Come ho accennato alla mia risposta precedente, i media usano iperbole e l’esaltazione per tutto, spesso senza conoscere a fondo gli argomenti e i nomi che descrivano, quindi – per quanto anche io infastidito sia infastidito dall’atteggiamento – questo è un problema generale.

    Sì, alla fine è stato un concerto come dici tu, però è stato il concerto di un unico artista con più spettatori paganti di sempre. Mi sembra dunque che l’andar sopra le righe possa in qualche modo essere giustificato.

    Probabilmente a te e a GCT dà fastidio perché l’artista in questione non interessa per nulla, immagino che se tanto clamore fosse stato creato ad un nome a voi caro (e non parlo dei nomi profondi della musica rock a cui fate riferimento, ma ad artisti che hanno più o meno lo stesso lignaggio di Vasco ma che a voi in qualche modo piacciono) magari sareste meno piccati.

    Non credo valga la pena fare nomi, mi sembra tutto abbastanza chiaro. Naturalmente Vasco (insieme a milioni di altri artisti) non può competere con alcuni dei nomi citati da GCT, ma non mi pare certo peggio di migliaia di gruppi osannati dal pubblico Rock che in realtà sono ben poca cosa.

    Come ripeto spesso bisogna cercare di fare una certa distinzione tra capitoli importanti della propria vita e capitoli importanti della musica rock.

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    • m&m 10/07/2017 a 12:51 #

      Scusa ma l’importanza di un’artista, purtroppo, non si misura con i numeri. Ci sono artisti che hanno veramente dato molto alla musica, in termini di innovazione, sperimentazione ecc., e sono praticamente “sconosciuti” ai più… Vasco può essere un grande “rocker”, un personaggio, aver scritto belle canzoni, ma in termini musicali non mi pare abbia apportato nulla di nuovo pur avvalendosi di bravi musicisti.

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      • timtirelli 10/07/2017 a 16:29 #

        Sono d’accordo con te M&M, ma non mi sembrava fosse questo il punto. Dico solo che 220.000 spettatori paganti per un concerto sono un record, e non mi scandalizzo se questo record lo si glorifica, tanto più se è un record mondiale. E non mi sembra di aver mai messo Vasco sullo stesso piano di, che so, Led Zeppelin, Free, JJ Cale, Emerson Lake And Palmer, Little Feat etc etc.

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  11. mikebravo 10/07/2017 a 15:07 #

    Io ho sempre prediletto il rock inglese ed americano.

    Ricordo nel luglio del 1990 il concerto dei rolling stones
    al flaminio di roma.
    Eravamo forse ventimila.
    Vasco rossi in contemporanea riempi’ san siro a milano.
    E i giornali parlarono di fiasco rolling stones.

    Sono passati 27 anni.
    Ora il concerto con duecentoventimila anime.

    Che piaccia o no,
    e ripeto che non sono un suo fan,
    il vasco rossi puo’ permettersi di dichiarare in un intervista recente
    I ROLLING STONES MI CHIESERO DI SUONARE CON LORO
    PER VENDERE PIU’ BIGLIETTI !

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  12. Beppe R 10/07/2017 a 20:31 #

    Un dibattito come non avveniva da tempo sul blog. Bravo il consumato “polemista” Giancarlo ad innescare la miccia, memore dei tempi andati…e significative alcune repliche. Ho letto volentieri. Peccato che non scrivi più GC, resti un campione (PURTROPPO anche in uno sport che esula dalla critica musicale)

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  13. Tom 11/07/2017 a 09:35 #

    Neanch’io sono un fan del Vasco, ma una volta – la butto sul grottesco – c’erano in Deutschland ed in Italia i “raduni oceanici” ed al giorno d’oggi rimangono quelli “papali” e quelli maomettani della Mecca…..si vede che a suo modo il Vascorossi è riuscito a creare un consenso “quasi religioso e politico” di tale entità, 220 mila PAGANTI si badi bene, non come a Hyde Park ’69, Altamont, Woodstock o Wight, tutti free concerts….pretendere che i fans del Vasco stiano a chiedersi validità musicale, innovazioni, sperimentazioni è come farsi le pippe davanti a 25.000 groupie vogliose…amen!!!

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    • Tom 11/07/2017 a 09:36 #

      ..pardon 250.000 groupies

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      • Paolo Barone 11/07/2017 a 12:43 #

        Hey Guys, in questo dibattito però dobbiamo cercare di capire che Vasco Rossi e la storia del rock sono cose distinte e separate. I grandi raduni che citano in molti a partire dall’interessantissimo commento di GT, da cui questa discussione è scaturita, erano un mondo con dei riferimenti culturali, musicali, sociali e storici totalmente differente e per certi versi addirittura opposto allo spettacolo pop-televisivo di Rossi.
        Ci sono dei punti in comune, ma non più di tanto. Pur con qualche citazione alla tradizione Rock più banale e stereotipata, il raduno di Modena si inserisce nella categoria delle grandi produzioni della musica popolare italiana. E lo scrivo sinceramente senza che questo sia un giudizio qualitativo.
        Monterey, Woodstock, Bath o Parco Lambro, indipendentemente dal numero degli spettatori, hanno un legame molto più forte e diretto con uno qualsiasi dei tanti festival Rock indipendenti, che con lo spettacolo di Vasco & Bonolis.
        Ribadisco, non è il mio un giudizio qualitativo dettato da uno snobismo elitario, ma un contributo ad un interessante discussione collettiva.

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      • Tom 11/07/2017 a 16:59 #

        ….non solo il concerto del Vasco è diverso dai raduni anni 60-70 per i motivi citati, ma addirittura concerti della stessa band dopo 8-10 anni, hanno significati diversissimi…gli Stones visti nel ’67 e ’70 a Milano superavano “spiritualmente” di una galassia gli Stones di Torino ’82 o ’90 (questi al confronto costavano 10-20 volte di più ma valevano 50-100 volte di meno)…per noi “raffinati” Vasco dice poco o nulla, ma vallo a chiedere ai 220 mila, ti risponderebbero con una sonora pernacchia…!!

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  14. mikebravo 11/07/2017 a 14:26 #

    Il mio vecchio amico Valerio non abita piu’ li’ ma quello che mi racconto’
    del Vasco è storia vera.
    Tutto comincio’ da via Porrettana a Bologna scriveva l’altro giorno il Carlino.
    Il mio amico che abitava in un condominio che è a ridosso dello stadio Dall’ Ara,
    il secondo palazzo dopo l’arco del Meloncello, era vicino del Vasco.
    Che gli suonava spesso alla porta per un po’ di zucchero o altro.
    Molto gentile dice Valerio.
    Ancora non era celebre.
    Sua madre scendeva da Zocca una volta a settimana a pulirgli casa.
    Ma le ragazze gia’ dormivano sulle scale per aspettarlo la notte al rientro.
    I condomini in riunione straordinaria lo convinsero ad andarsene.

    Trattando per lavoro il caso di una coppia che aveva avuto una bimba
    di nome Jenny, osai sfoggiare la citazione della canzone di Vasco
    e loro mi dissero di aver suonato alla sua villa di Zocca.
    Vasco in persona li aveva accolti, invitandoli ad entrare.
    Da li’ il nome Jenny della figlia,

    il mio collega Dario, anche lui originario di Zocca, lo incontro’ in un locale
    col suo clan.
    Dario si fece riconoscere riesumando i giorni in cui Vasco faceva il DJ.
    Accoglienza benevola del Vasco che lo fa sedere al suo tavolo
    come un qualsiasi vecchio amico.

    3 anni fa capito a Cuneo per un Piemonte- Tour con mia moglie.
    Giornata infuocata di luglio.
    Troviamo una boutique chiamata “365 giorni natale” e vi troviamo rifugio.
    La titolare dall’accento mi riconosce e si rivela grandissima fan del Vasco.
    Per lei un fratello.
    Ha visto decine di concerti.

    Nel 1996 a Licenza ( Rm ) durante la fiera di San Lorenzo ( 10 agosto )
    compro ad una bancarella di peruviani una cassetta contraffatta di Vasco.
    Costo 1.000 lire.
    Titolo NESSUN PERICOLO PER TE.
    Sara’ l’unico album del Vasco che imparo a memoria.
    Me lo ricordo ancora.

    Per rispondere ai suoi detrattori cito dei versi di una canzone dell’album :

    MI SI ESCLUDEVA PER MOTIVI CHE OGGI FANNO
    SOLTANTO RIDERE……..

    E non sono un suo fan……………

    ,

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  15. mikebravo 11/07/2017 a 14:44 #

    1997, san lorenzo

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