ROGER HODGSON, Scalo City Style Arena, Milano 16 luglio 2017

24 Lug

Sulla A1 verso Milano. C’è traffico, ma non abbiamo fretta, siamo partiti per tempo; mi faccio qualche domanda sul fatto che uno come Roger Hodgson tenga un concerto gratuito in un villaggio/centro commerciale all’aperto, quelle realtà senza dubbio moderne e funzionali ma che non mi fanno mai sentire a mio agio. Siamo nel 2017, il rock ha perso da decenni quei valori che forse aveva nel quinquennio 1967-71, ora tutto è spettacolo, a vedere gli AC/DC vanno indifferentemente gli hard rocker e chi ascolta abitualmente jovanotti (con la i lunga minuscola), tutto si è mischiato ed è sfociato in una brodaglia omogenea che ormai non sa più di nulla. Kiss, Sex Pistols, Madonna e Michael Jackson … tutti nello stesso calderone, i telegiornali che chiamano Veronica Ciccone “rockstar”, dovrei farmene una ragione, ma non riesco, e vivo male.

Cerco di scacciare i pensieri e di concentrami sulla musica che esce dal lettore mp3 (maledizione, ancor non mi capacito del fatto che facciamo uscire le auto senza lettore cd): PINK FLOYD  a BOSTON nel 1977, WORKS VOLUME 1 degli ELP e i LED ZEPPELIN a BATON ROUGE nel 1975.

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Arriviamo verso le 19. Una veloce occhiata al luogo dove si terrà il concerto, e poi via a magiare qualcosa…

Milano – Scalo City Style – foto TT

Milano – Scalo City Style – foto TT

Alle 19,45 davanti al palco ci sono poche decine di persone. Incontriamo gli amici che non si perdono mai un concerto, Umberto Montanari e Frappè Freddo Manfredi. C’è anche Grazianone Romani, leader dei Rocking Chairs e voce mai dimenticata del più bel inno mai sentito sui campi da calcio (C’E’ SOLO Lì’INTER, insomma).

Siamo in prima fila, niente male.

Roger Hodgson – Milano Scalo 16/7/2017 – foto Saura Terenziani

Verso le 21 il posto inizia a riempirsi. Alla fine saremo qualche centinaio di persone. Ed a quell’ora che un nugolo di zanzare cala senza pietà su di noi. Le bombolette spray di Autan sono state tutte requisite all’entrata, siamo alla mercé di questi insetti maledetti. Abito nelle low lands emiliane, so cosa sono le zanzare, ma un lavoro del genere non lo avevo mai visto. Non sappiamo più dove stare quando, alle 21,30, il gruppo sale sul palco. TAKE THE LONG WAY HOME. Tripudio. E’ facile avere la gente dalla proprio parte quando puoi permetterti di partite con un pezzo del genere, ma la proposta è assai convincente.

Dopo SCHOOL e BREAKFAST IN AMERICA, faccio una prima constatazione, e arrivo a pensare che quello che sto vedendo e sentendo è di livello superiore. Roger è ben disposto, il gruppo è una meraviglia. Gran batterista, gran tastierista(quello che suona le parti che furono di Rick Davis), gran polistrumentista (clarino, flauto, melodica, sax, tastiere, giabanini vari).

Roger Hodgson – Milano Scalo 16/7/2017 – foto Saura Terenziani

Roger Hodgson – Milano Scalo 16/7/2017 – foto Saura Terenziani

Roger Hodgson – Milano Scalo 16/7/2017 – foto Saura Terenziani

I brani si susseguono in modo fluido, la scaletta funziona alla grande. Hodgson mi colpisce, suona benissimo le tastiere e la chitarra. Gran tocco. E poi, come canta! Certo, dopo i Supertramp, per parecchi anni non ha cantato né fatto tour, ma è da sottolineare il fatto che a 67 anni si ritrova ancora con una gran voce.

Roger Hodgson – Milano Scalo 16/7/2017 – foto Saura Terenziani

Il pubblico è incredibile. Sono davvero sorpreso, gli tributa un affetto e un amore incondizionato. Le canzoni vengono cantate parole per parola, e non mi riferisco solo ai grandi successi dei SUPERTRAMP. Tutti (e ribadisco tutti) i pezzi sono affrontati con una verve e una professionalità impeccabili. HIDE IN YOUR SHELL, EASY DOES IT, SISTER MOONSHINE, A SOAPBOX OPERA si susseguono con leggiadria.

Osservo lo show da dietro la cresta bionda di Saura, mentre un aurea di beatitudine mi avvolge … grande musica.

Roger Hodgson – Milano Scalo 16/7/2017 – foto TT

THE LOGICAL SONG ha più o meno lo stesso effetto di quando i LZ intonavano WHOLE LOTTA LOVE, delirio. Poi di nuovo persi nelle suggestioni cosmiche con ALONG CAME MARY. Il concerto è bellissimo, rimango incantato. Scordo anche le zanzare killer. LORD IS IT  MINE, BABAJI, riportano lo show su binari più consueti, poi con CHILD OF VISION e DREAMER si torna su vette altissime.

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Di nuovo nello spazio profondo con FOOL’S OVERTURE. Il gruppo esce e ritorna per GIVE A LITTLE BIT e IT’S RAINING AGAIN.

Roger Hodgson – Milano Scalo 16/7/2017 – foto Saura T.

Il pubblico non si tiene. Io raggiungo il massimo in IT’S RAINING AGAIN. Tutto mi sembra perfetto, la serata, il gruppo, la canzone, l’interprete principale. Roger saluta commosso e ci assicura che tornerà presto.

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Prima di uscire dal villaggio ci rechiamo alla toilette. I bagni sono pulitissimi. Mentre aspetto Saura, osservo la signora addetta alle pulizie. Si appresta a pulire i servizi per l’ennesima volta nella giornata, ha lo sguardo velato di rassegnazione, ma si sforza di sorridere ad ogni avventore.

Mentre attraverso la notte solcando l’autostrada, penso che per tutto il concerto Roger è sembrato molto colpito dalla reazione del pubblico. Applausi, cori da stadio, gente in visibilio. Non mi aspettavo nulla del genere. A distanza di una settimana posso dire a mente fredda che è stato uno dei migliori concerti che io abbia mai visto. Quando uscì BREAKFAST IN AMERICA ero un adolescente, fu uno degli album di quella che chiamo la mia SUMMER OF 79, il long playing lo comprò una ragazzina con cui stavo allora, me lo feci prestare e lo tenni quasi tutta l’estate, non riuscivo a smettere di ascoltarlo. Avevo una predilezione per Rick Davies, ma oggi non saprei proprio chi scegliere. Rifletto sul fatto che ho visto i SUPERTRAMP (senza RH naturalmente) nel 2010 all’Arena di Verona e oggi ho visto “l’altra metà”. Sono felice.

PS: Saura aveva ripreso un paio di pezzi (TAKE THE LONG WAY HOME e GIVE A LITTLE BIT) col cellulino, ha provato a caricarli su youtube, ma dopo poco sono stati cancellati per violazione di copyright. Evidentemente RH non vuole che registrazioni fatte dai fan siano presenti in rete. Per questo i video proposti sono presi da cose ufficiali e  non relative al concerto di cui ho parlato.

  1. (Supertramp song) (Composer: Roger Hodgson)
  2. (Supertramp song) (Composer: Roger Hodgson)
  3. (Supertramp song) (Composer: Roger Hodgson)
  4. (Supertramp song) (Composer: Roger Hodgson)
  5. (Supertramp song) (Composer: Roger Hodgson)
  6. (Supertramp song) (Composer: Roger Hodgson)
  7. (Supertramp song) (Composer: Roger Hodgson)
  8. (Supertramp song) (Composer: Roger Hodgson)
  9. (Composer: Roger Hodgson)
  10. (Supertramp song) (Composer: Roger Hodgson)
  11. (Supertramp song) (Composer: Roger Hodgson)
  12. (Supertramp song) (Composer: Roger Hodgson)
  13. (Supertramp song) (Composer: Roger Hodgson)
  14. (Supertramp song) (Composer: Roger Hodgson)

    BIS

  15. (Supertramp song) (Composer: Roger Hodgson)
  16. (Supertramp song) (Composer: Roger Hodgson)

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