The Equinox – Milly Bar 14/07/2018 (The Rain Song Blues)

16 Lug

14/07/2018: previsto concerto degli Equinox al Milly Bar del Parco Ferrari di Modena. Da giorni le previsioni danno sole cocente e sia noi che Emilio, il titolare del Milly Bar, siamo tranquilli.

Una occhiata alla Gazzetta di Modena e poi si parte.

Da La Gazzetta di Modena 14-7-2018

Ore 18: arriviamo sul posto. Primi approcci col (bravo) fonico Alessandro mentre montiamo l’armamentario.

The Equinox – LZ Oblique Tribute – Milly Bar – Parco Ferrari Modena 14-7-2018 – photo TT

Il cielo si ingrigisce, ma restiamo tranquilli; col passare dei minuti però il dubbio si insinua in noi. Chiediamo di preparare teloni in caso cadesse qualche goccia. E’ un sabato pomeriggio caldo, ma c’è un filo di vento che rende il tutto non troppo opprimente.

Soundcheck – The Equinox – LZ Oblique Tribute – Milly Bar – Parco Ferrari Modena 14-7-2018 – photo TT

Iniziamo il soundcheck, come sempre c’è qualche problemino che però risolviamo senza troppe paturnie. Alessando ci aiuta a tirar fuori il suono giusto, le spie sono ben bilanciate. Proviamo qualche pezzo, si sente bene dappertutto, per una volta sono contento del mio sound e della mia mano, dopo sei settimane di allenamento quotidiano qualche frutto del duro lavoro lo raccolgo.

The Equinox – LZ Oblique Tribute – Milly Bar – Parco Ferrari Modena 14-7-2018 – photo TT

The Equinox – Milly Bar Parco Ferrari – Soundcheck – foto Federica Pratissoli

Scendono le prime gocce. Siamo sempre più preoccupati. Saura piega verso il blu dipinto di blues.

The Equinox – LZ Oblique Tribute – Milly Bar – Parco Ferrari Modena 14-7-2018 – photo TT

Sposto l’ampli e le chitarre accanto la batteria di Lele e ricopro tutto con un telone. Lo stesso fa Saura con piano, basso e pedaliera. Sono le 20, ci mettiamo a tavola, ma inizia a piovere con decisione. Dopo mezz’ora controlliamo gli strumenti, sono bagnati, i teloni evidentemente non fanno il loro lavoro. Sotto la pioggia spostiamo tutto sotto il grande tendone dove di solito sta il pubblico.

L’umore non è il massimo, spostare una volta di più l’armamentario è una pena. E’ un blues già trattato più volte qui sul blog, probabilmente sembrerò pesante, ma il maneggiare tutto quello che ci portiamo in giro io e Saura è fonte di incazzatura perenne. Sorrido quando sento altri amici musicisti lamentarsi quando devono portare con sé un (1) amplificatore, non cerco compatimento, metto solo nero su bianco il load & download gear blues, la malinconia del caricare e dello scaricare la propria attrezzatura. D’altra parte me la sono cercata, fare un tributo ai LZ come si deve significa portarsi in giro almeno quattro chitarre (con ampli e pedaliera) se poi mi metto con una musicista che è nel mio stesso gruppo e che suona più strumenti (basso, tastiere, pedaliera basso, mandolino, con tutti gli annessi e connessi) beh allora dovrei stare zitto e farmene una ragione.

E’ comunque arrivata gente e lì sotto, al riparo, vengono portati anche i tavoli per coloro che hanno prenotato e devono cenare. Arriva anche il Vagabondo di Mezzanotte, il mio rambler preferito, quello con cui nel lontano passato ho fatto sogni di rock and roll. Lo abbraccio e in un secondo ritroviamo la stessa armonia ed isteria di sempre. Siamo vecchi amici e si vede. Parafrasando una vecchia canzone che abbiamo scritto insieme, visto che abbiamo in mano una birra, all’unisono intoniamo “Questa sera che piove, non ci resta che farci una Weiss”.

Sotto al tendone si sta bene, c’è molta umidità ma la (cattiva) compagnia spegne ogni (beh non proprio) blues dato dalla sospensione del concerto. Emilio ci informa che, se siamo d’accordo, recuperiamo la data venerdì 17 agosto 2018.

Emilio mi fai anche sapere che qualcuno ha chiesto se possiamo accennare almeno ad un pezzo. Penso a Tangerine da fare insieme al solo Pol, ma poi decidiamo di darci di rock. Accendiamo gli amplificatori, asciughiamo gli strumenti, colleghiamo le casse per la voce, montiamo la batteria e in formazione voce/chitarra/basso e batteria ci gettiamo in un veloce set improvvisato.

Siamo vestiti da soundcheck, è una suonata per gli amici, possiamo evitare di cambiarci. Partiamo con What Is And What Should Never Be e, sebbene un po’ freddi, bagnati e delusi per la cancellazione del concerto vero e proprio, capiamo che una manciata di canzoni fatte inaspettatamente davanti a questo pubblico caloroso lenirà il nostro blues.

videoclip: What Is And What Shoudl Never Be

Proseguiamo con Dazed And Confused, non sappiamo come mai ma questo è uno dei “nostri pezzi”, lo viviamo sempre all’unisomo e, da superfan dei LZ quale sono, posso dire che ne diamo una versione niente male. Lele in questo brano si scatena, e noi ci lasciamo trascinare ogni volta. Sono sempre soddisfatto del risultato finale. Alla fine del pezzo sento un forte applauso, alzo la testa, c’è più gente di quanto m’aspettassi…60/70 persone, alcune della quali accorse dalle case vicine (come mi dirà poi Emilio) appena capito che si sarebbe suonato ugualmente.

Non abbiamo molto tempo, l’idea era quella di fare uno o due pezzi (finiremo per farne sei) proseguiamo con Heartbreaker seguita da Whole Lotta Love collegate alla maniera del tour del 1973 dei Led Zeppelin. In WLL Includiamo anche la sezione funk, il Theremin e Goin’ Down, facendo riferimento alla immortale versione del Los Angeles Forum del 3 giugno 1973.

videoclip: WLL – Theremin section

Il Vagabondo di Mezzanotte riprende tre brevi momenti del mini concerto per inviarli ad una nostra amica comune, sono i frammenti che pubblico qui sopra e qui sotto.

Il pubblico mostra di gradire, noi siamo piuttosto carichi e credo che anche stasera stiamo riuscendo a proporre quelli che ci siamo prefissi, e cioè di catturare – sopra ogni cosa – il senso e lo spirito del gruppo di Page, Plant, Jones e Bonham.

Il pubblico sembra proprio gradire e io ne sono felicissimo. In Communication Breakdown inseriamo It’s Your Own Thing degli Isley Brothers come facevano i LZ, che io arricchisco col riff discendente di Jam Sandwich dalla colonna sonora Death Wish II di Jimmy Page. Serve per introdurre il break basso/batteria su cui presento la band:

“Alla batteria .. .si getta nella mischia con la stessa foga di un tigrotto di Mompracen, il CR7 delle percussioni, Mr Tamburino, L’unico e il solo: Lele Morselli” – applausi scroscianti.

“Al basso, alle tastiere e alla pedaliera basso, la Valentino Rossi del rock and roll, la reggiana dagli occhi di ghiaccio, the girl from Gavassa, Nostra Signora di Guadalupe, la nostra superfiga: Saura “boogie mama” Terenziani” – boato!

“Alla voce Il nostro usignolo, il principe soprano, lo stallone reggiano: Paolino Morigi” applausi scroscianti.

Pol dice quindi due cose sul sottoscritto dopo di che termino la presentazione con i dovuti ringraziamenti:

“Gli Equinox vi ringraziano per la bella serata, ringraziano Emilio e tutto lo staff del Milly Bar vero punto di riferimento della musica dal vivo di Modena, vi danno appuntamento al prossimo rock and roll show e vi benedicono nel nome del blues e vi ricordano che sebbene il loro corso a volte possa cambiare, i fiumi sempre raggiungono il mare.

Grazie mille per l’affetto Parco Ferrari, in questi 30 minuti ci è sembrato di essere sul palco del Madison Square Garden … e dunque la chiosa finale rimane la stessa: NEW YORK, GOODNIGHT.”

Si è creata un onda di emozioni sincera tra noi e il pubblico, ne vado fiero, perché un‘audience attenta, esperta ed esigente come quella del Milly Bar non la si incontra dappertutto.

Giusto il tempo di chiudere il pezzo e Lele parte con l’intro di Rock And Roll, e va beh, let’s there be rock, che rock sia. Io e Saura qui ci distraiamo un po’, la nostra prova non è impeccabile, l’heat of the moment ci ha traditi, ma poco importa quello che conta è lasciare scorrere i buoni momenti  … let the good time rolls, baby.

videoclip: Rock And Roll

35 minuti di rock and roll indiavolato. Il pubblico ci saluta con un calore che apprezzo davvero tanto. E’ poi il momento di baci e abbracci e di bermi un paio di birre e qualche rum insieme al Midnight Rambler e al fido Riff.

Torno sul posto, i ragazzi si sono divertiti ugualmente, solo Saura è affranta e incavolata. Non aver potuto suonare il piano dopo tutta la preparazione e gli sforzi fatti le è costato molto; ma dopotutto va bene così, il piombo zeppelin è entrato in circolo anche oggi e ci rivedremo su questo palco tra poco più di un mese.

Carichiamo la blues mobile e ci apprestiamo a tornare alla Domus Saurea. Osservo la volta celeste, dopo che un po’ di pioggia è caduta su tutti noi, le stelle brillano lassù, così fanno le luci della città mentre noi le attraversiamo scivolando … New York, goodnight.

Una Risposta to “The Equinox – Milly Bar 14/07/2018 (The Rain Song Blues)”

  1. Lorenzo Stefani 16/07/2018 a 18:19 #

    Veramente bravi come sempre, e doppiamente bravi per essere riusciti a suonare qualche canzone nonostante il tempo inclemente. Hats off (to Equinox)

    Mi piace

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