Anna Funder “C’era una volta la DDR” (2016 – feltrinelli) – TTTT

7 Ago

Anna Funder è una giornalista australiana, specializzata in lingua tedesca. Questa è la ristampa del 2016 del suo libro del 2002 “C’era una volta la DDR”.

Il muro di Berlino cadde nel 1989, dopo di allora la Funder incontrò e parlò con diverse persone (vittime del regime e personale della Stasi, la polizia politica). Questo libro è il diario di quelle conversazioni, una sorta di romanzo in bianco e nero su alcune vicende personali ambientate nella DDR.
Da alcuni lustri vi è una sorta di nostalgia della DDR, la cosiddetta Ostalgie, la nostalgia dell’Est, sentimento che la Funder contrasta vivacemente, è un sentimento di certo curioso ma credo anche comprensibile, le difficoltà che derivano dal vivere in un regime di capitalismo selvaggio non sono robetta ed ecco che allora si guarda al passato, cedono a questo impulso anche i giovani che, come scrive l’autrice “sono semplicemente alla ricerca di qualcosa verso cui sospirare”.

Il muro di Berlino

Il libro è notevole, da qualunque parte la si guardi, la storia della DDR è intrigante, è impressionante vedere come – soprattutto nei primi lustri – la Repubblica Democratica Tedesca credette in se stessa e nella creazione dell’uomo socialista. La DDR si differenziava non poco dagli altri paesi socialisti, il Partito Di Unità Socialista di Germania non era infatti il solo partito, vi erano anche i cristiani democratici, i liberaldemocratici, i nazionaldemocratici e gli agrari. Naturalmente però era il SED (Partito Di Unità Socialista di Germania) ad avere il priorità assoluta e ad avere come suo credo la formazione di una società senza classi sociali.

Il muro di Berlino

Il libro della Funder è una feroce critica alla DDR, personalmente non mi sarebbe dispiaciuta leggere qualche pagina dedicata anche al punto di vista opposto, ma evidentemente per questo occorrerà appoggiarsi ad altri testi.

Ad ogni modo, se interessati all’argomento, libro da leggere.

Sinossi

https://www.lafeltrinelli.it/libri/anna-funder/c-era-una-volta-ddr/9788807884993

Fonti ufficiose affermano che nella Germania dell’Est gli informatori al servizio della Stasi, la potente polizia segreta, fossero una persona ogni sei abitanti e nel dopo-1989, all’apertura degli archivi, con grande sorpresa si è scoperto quante famiglie allevassero al proprio interno informatori incaricati di riferire allo stato i pensieri e le aspirazioni dei propri familiari. In un libro scritto con una suggestiva tonalità narrativa, Anna Funder ci riconduce in quell’esperienza, ascoltando sia ex funzionari governativi e informatori, sia persone che hanno avuto la vita spezzata da una repressione immotivata.

9 Risposte to “Anna Funder “C’era una volta la DDR” (2016 – feltrinelli) – TTTT”

  1. lucatod 07/08/2018 a 14:35 #

    Uno di quei libri che mi è capitato di rileggere con piacere, acquistato nel 2004, dovrebbe essere la prima edizione Feltrinelli (con la Trabant in copertina).
    Il titolo originale, Stasiland, mi pare più appropriato ma forse meno commerciabile. Forse la Funder tende a romanzare un pochetto qua e la e a essere troppo critica, ma trattandosi d’interviste relative al 1996 trovo interessante che l’effetto Ostalgie sia già presente da una parte della popolazione (anche se appena accennato vien fuori quanto i tedeschi abbiano la memoria corta quando si tratta della loro storia, cosa che penso fermamente). Sarebbe interessante una rivisitazione aggiornata da parte dell’autrice.

    Su quest’argomento ho letto diversi libri, alcuni buoni altri meno, interessanti quelli fotografici sulla DDR e Soviet Bus Stop.

    P.S, finito di vedere la serie tv The Americans ….

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  2. timtirelli 07/08/2018 a 17:27 #

    Luca, se vuoi suggerire qualche buon libro sulla DDR fallo liberamente, sarebbe utile.

    Grazie.
    Ciao

    PS: il finale di THE AMERICANS è fantastico. le ultime due puntate mi hanno tenuto incollato letteralmente allo schermo.

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  3. lucatod 07/08/2018 a 20:06 #

    Premetto che per quanto riguarda l’argomento, C’era una volta la DDR è il libro che ho trovato più interessante, dato il mio morboso interesse ne ho acquistato diversi, questi sono quelli facilmente reperibili :

    -Il ministero della paranoia (meno romanzato rispetto al libro di A. Funder)
    -Non si può dividere il cielo (dello stesso aurore del precedente ma più scorrevole)
    -La stasi dietro al lavello (personalmente l’ho trovato un libretto per adolescenti anche se l’autrice/protagonista non è male)
    -Berlino in fuga dal muro (alcune storie erano presenti sul doc di History Channel)
    -Goodbye DDR e DDR: che cosa rimane? (secondo me non aggiungono molto)

    Una menzione a parte :
    -Appunti dal carcere di Eric Honecker (la versione di Eric, all’opposto rispetto la maggior parte degli altri titoli, non so se ancora reperibile da qualche parte).

    Poi ci sono i libri fotografici che ho citato nel precedente commento (anche se Stop.. non ha nulla a che fare con la DDR) , purtroppo non ricordo il titolo di un libro (in inglese) con foto della Berlino fine settanta/ottanta con molti punk dell’est ..

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  4. mikebravo 09/08/2018 a 07:43 #

    Non so se a qualcuno di voi è capitato di possedere qualche vinile stampato
    nell’est da etichette che erano di stato.
    Perché era il governo che decideva le pubblicazioni.
    Copertine e vinili che lasciavano molto a desiderare.
    A tutti i nostalgici basterebbe un mobile pieno di vinili della etichetta MELODIJA
    per rimpiangere il nostro sporco capitalismo.

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    • lucatod 09/08/2018 a 09:37 #

      Hai ragione. Generalmente le copertine dei paesi dell’est erano davvero brutte . Sono stato tentato da una copia “made in DDR” di The Dark Side of The moon per puro feticismo, poi ho lasciato perdere. La cover sul fronte era quasi identica ma con il retro bianco e la label rossa con la scritta Amiga . Non apribile.

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      • bodhran 09/08/2018 a 10:04 #

        Io all’epoca in Jugoslavia portai via per poche lire qualche disco, uscito per l’etichetta di stato Jugoton. Evidentemente Rush, Beatles, Deep Purple e Hendrix non erano considerati controrivoluzionari….

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  5. mikebravo 09/08/2018 a 14:21 #

    CHOBA B CCCP di paul mc cartney non usci’ a caso in russia.
    Usci’ per i suoi fans di oltrecortina che faticavano a trovare i suoi dischi.
    Sicuramente i frequentatori di questo blog ( o qualsiasi collezionista incallito di vinile )
    avrebbero avuto qualche difficoltà nei paesi dell’est ( pure a cuba o in cina ) a
    trovare gli oggetti del desiderio.

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    • bodhran 09/08/2018 a 17:21 #

      C’era però chi non si perdeva d’animo, se non ricordo male in una biografia si racconta di come Zappa restò sorpreso di trovare un tizio che in Russia era riuscito a collezionare tutta la sua discografia, che come dimensioni non era quella degli Honeydrippers, per intendersi.

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  6. mikebravo 10/08/2018 a 07:49 #

    Sicuramente era un nipote di breznev….
    A parte gli scherzi sarebbe bello conoscere le condizioni dei collezionisti
    sotto il caudillo, sotto i colonnelli e sotto i regimi sovietici.
    Bunuel era dell’opinione che il vero piacere nasce dal desiderio di qualcosa
    non dal possesso della stessa.
    Se cosi’ fosse……

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