
Classic Rock magazine versione italiana eh? Non mi sorprende che sia uscito, della versione italiana se ne parlava da tempo, tra amici, tra giornalisti musicali, ognuno pensava a come sarebbe stato bello far partire il progetto in questione, poi all’improvviso eccolo qui; ciò che sorprende è che nessuno sembra sapere chi siano i tipi che compongono la redazione. Tenendo presente che nella mia testolina il Classic Rock Magazine versione italiana avrebbe dovuto vedere coinvolti, tra gli altri. Giancarlo Trombetti e Beppe Riva, il mio approccio alla rivista non è sereno, lo ammetto.
Sì, ho un atteggiamento un po’ snob, sbaglio lo so, ma non ci posso fare niente. Dando un’occhiata alla rivista, leggendo qua e là, possiamo dire che contiene qualche articolo tradotto dall’originale rivista inglese, alcuni articoli scritti da gente della redazione e molte altre cosette sono senza firma. Non è nemmeno citato il mese di uscita. Evidentemente vogliono scegliere gli articoli che ritengono più adatti dagli ultimi numeri di CRMag UK e integrarli con cose nostrane.
Io e Picca avremmo voluto una cosa più legata all’originale, la traduzione più o meno integrale di ogni numero, magari -aggiungo io- con 8 pagine ex novo gestite alla redazione italiana, ma si sa, ognuno vede le cose alla sua maniera.
La grafica si rifà all’originale e anche la impostazione generale. Per il resto non mi sento di dare un giudizio, non ho trovato particolari difetti, ma sento che c’è qualcosa che non va… capisco ad ogni modo che possa essere utile e piacevole per i lettori appassionati di rock classico che hanno poca dimestichezza con l’inglese. Dal canto mio, per ora, temo che continuerò a prendere l’edizione inglese.
Ultima cosa: tra gli articoli tradotti c’è anche quello relativo ai “50 peggiori dischi rock”, tra i quali viene inserito anche LOVE BEACH degli ELP. Divento sempre nervoso quando leggo questi luoghi comuni circa LA SPIAGGIA DELL’AMORE (okay, d’accordo, il titolo non è un granché, ve lo concedo) degli ELP. Certo, è un album che non fa di sicuro parte della storia del rock, che mostra il gruppo in un momento poco brillante, che non è sullo stesso livelli degli altri, ma io proprio non ce lo vedo tra i peggiori dischi rock di sempre. Io credo che sia un album dignitoso, realizzato da un gruppo costretto dalla casa discografica ad entrare in studio senza nessuna voglia dopo un tour estenuante. Se penso alla recensione che ne fece ROLLING STONE – la peggior rivista di musica di tutti i tempi – mi sale una rabbia in corpo che fatico a contenere. Va beh, mi fermo qui. Ma tornerò sull’argomento: LOVE BEACH RULES!!!









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