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L’incanto della musica Rock e dell’amore

6 Mar

PARAGRAFO 1: L’INCANTO DELLA MUSICA ROCK

Interno giorno in azienda ipertecnologica proiettata verso l’iperspazio. Primo pomeriggio, chino sulle faccende lavorative che mi competono. Giulia, giovane stagista, passa da me e nota alcuni LP sulla scrivania. Per quanto nelle settimane passate abbia cercato come sempre di pormi in maniera aperta, non lavorando insieme oltre all’augurarci una buona giornata non siamo mai andati, troppa la differenza di età. Deve aver saputo per forza che tutti lì mi chiamano Tim, ma la confidenza è poca dunque esordisce con un: “ma Stefano, quelli sono …?”,

“Sì Giulia sono ellepì.”

Ci riferiamo a “Seconds Out” dei Genesis, “Sandinista” dei Clash e Peter Gabriel Live In Modena 1983 che l’amministratore delegato ha fatto arrivare alla mia attenzione affinché io li porti nella Sala Blues aziendale, la sala che abbiamo dedicato alle riunioni informali e al dopolavoro e attrezzata con un buon impianto hifi, offerto generosamente dal titolare nonché presidente.

“Intendi vinili?”

“Sì, Giulia, vinili, ma la mia generazione non li chiamava così, bensì dischi o appunto ellepì, long playing”.

“Ma quelli sono nuovi modelli vero?”

Nuovi modelli mi chiedo? Poi capisco: “sì Giulia, sono le nuove edizioni, rimasterizzate … ripulite insomma.”

Giulia li guarda con meraviglia “ho quelli di mio padre e mi piacciono davvero tanto, sono fantastici, e contengono musica così diversa da quella che si sente oggi …”

Giulia lo sai che nella Sala Blues abbiamo un impianto hifi dove dopo il lavoro a volte ci mettiamo ad ascoltare musica?

Giulia mi guarda stupita. Capisco che oltre all’ufficio che le è stato assegnato non ha visto molti altri spazi dell’azienda. Le chiedo di seguirmi. Lo fa quasi in punta di piedi. Arrivati, legge la scritta Blues fuori dalla sala e, una volta entrata, davanti all’impianto le scappa un “Wow!”. Sono le due del pomeriggio, i colleghi stanno lavorando, chiudo le porte, metto sul piatto Dark Side Of The Moon e faccio partire Breathe. Mi metto comodo sul divanetto e la osservo.

Giulia rimane in piedi, chiusa nel suo giaccone, il volto nascosto dalla mascherina e dallo sciarpone che la avvolge fino al naso. Sulle spalle lo zaino con il laptop e chissà cos’altro la costringe a bilanciarsi tenendo il busto e le braccia spostate in avanti. E’ ferma, incredula, irretita e rapita dal giradischi e dalla musica che fuoriesce dalle casse. Ogni tanto le scappa un “wow“. Guardo questa giovane donna, che a me sembra una ragazzina, iniziare a vagare per le profondità cosmiche, condotta dalla vibrazione musicale della musica che tanto amiamo. Evidentemente è un mondo che ha appena iniziato a capire e a guardare, le invidio la gioia assoluta della scoperta, lo stupore che avrà mentre esplorerà quel nuovo universo.

Contemplo ancora una volta la magia della musica Rock, la capacità che ha di farci volare per sentieri sconosciuti, di riempirci l’animo, di dare risposte a questo cazzo di vita che risposte non dà. Vorrei poterle fare ascoltare il disco sino alla fine ma siamo in orario di lavoro, mi spiace rompere l’incanto ma devo far alzare la puntina e spegnere l’amplificatore. Giulia si ridesta, si scuote e mi segue verso i nostri uffici. Dopo il lungo corridoio ci salutiamo, la sento – mentre sale al secondo piano – dire “fantastico…fantastico…“. Sorrido, e benedico il Dark Lord per avermi fatto salire sull’astronave in cui lavoro e su quella in cui ho viaggiato in questi decenni lungo le coordinate del Rock.

Jimmy Page Knebworth august 1979

The Dark Lord

Elo Out Of The Blue

Electric Light Orchestra live

PARAGRAFO 2: L’INCANTO (e le pene) DELL’AMORE

Interno sera, nella mia pizzeria preferita a Regium Lepidi. E’ venerdì, dopo una settimana lavorativa portare la pollastrella a mangiare una pizza è cosa buona e giusta. Ne abbiamo girate parecchie ma questa di viale Gramsci secondo noi è la pizzeria migliore, ed è diventata una sorta di comfort zone. Ci piace il locale e ci piace interagire con gli addetti alla pizzeria, sono giovani uomini e giovane donne con cui a pelle ci troviamo bene e per i quali cerchiamo di essere clienti decenti. (Quella che io chiamo) Judith, Antonio, (quella che io chiamo) Hermione, Miss N… ci accolgono sempre con grande calore.

Antonio viene a prendere le ordinazioni, ci parla con la solita leggerezza e simpatia delle ultime disavventure sue e – purtroppo – del mondo. Io e Polly parliamo fitto fitto, dopo 13 anni di convivenza abbiamo ancora un sacco di cose da dirci, ehi, mica male. Poi arrivano le pizze: Paprika (e Coca cola media) per la groupie, Bella Napoli (e belgian blanche media nove luppoli) per l’uomo di blues.

Tim Tirelli marzo 2022

L’uomo di blues – Tim Tirelli marzo 2022

Non sono nemmeno le 20, d’altra parte tra non molto ci sarà la partita dell’Inter e non posso perdermela. Polly paziente e rassegnata sa che deve adattarsi, non ci prova nemmeno a mettersi in competizione col mio grande amore, quella meraviglia nerazzurra che mi fa palpitare il cuore e che mi scuote nel profondo.

Come dessert torta mimosa per Guajira Guantanamera e sorbetto (in realtà una mini granita) al mandarino per me, una delle droghe a cui non so resistere. Ultime chiacchiere prima di alzarci, arriva Miss N, una giovane donna con cui ci siamo già raccontati un pochino in passato. Un genitore italiano, l’altro straniero, universitaria che per pagarsi gli studi lavora dunque in pizzeria. E’ intenta a sparecchiare.

Ciao N, tutto bene, come stai?

“In verità non va benissimo…” e ci racconta delle sue pene d’amore. Lo fa con candore e onestà, ci spiace davvero vederla così, amori finiti e non più corrisposti, ci siamo passati tutti, si soffrono le pene dell’inferno. La ascoltiamo attentamente, lei cerca il conforto di due adulti con i quali pensa di avere un rapporto niente male. Miss N si mette in discussione, fino a sminuirsi. “Ma N, che dici? Sei stupenda, non farli nemmeno quei discorsi!” Sembra un po’ rinfrancata. Cerchiamo di non fare la parte di quelli con esperienza, di non essere gli adulti che fanno la lezioncina. Non sono sicuro che si riesca nell’intento, finiamo per raccontarle le nostre esperienze dopotutto, ma cerchiamo di farlo rimanendo sullo stesso piano “vedi, N, noi siamo te solo con (parecchi, troppi!) anni in più, ci siamo passati, e si soffre, si soffre molto … sappiamo che in questo momento non riesci a concepire una vita senza di lui, e che non crederai ad una delle parole che stiamo per dirti, ma visto che abbiamo attraversato questa palude prima di te, possiamo assicurarti che non solo passerà, ma che sicuramente troverai uno per il quale perdere ancora più la testa, per il quale varrà la pena spendere la vita insieme, per il quale ti tremeranno le gambe e sentirai l’amore in tutta la sua forza. Sì, quello che senti oggi è un torrentello a confronto, sappi che proverai dentro di te l’impeto di un fiume in piena, uno di quelli che romperà gli argini a monte, a valle e a ridosso del mare, che ti travolgerà l’anima. Ora, ripetiamo, non ci credi e non lo pensi possibile, è giusto, tutto deve fare il suo corso. Soffri, ma fallo nel miglior modo possibile, ci sono momenti in cui è necessario metterti nel tuo angolino, racchiusa su te stessa, altri in cui dovrai trovare la forza di uscire e stare con la gente, sebbene non avresti voglia di farlo. Ma soprattutto N …guardaci negli occhi … non mollare mai. Sono fasi della vita in cui ci si deve passare.”

Ah, mi dico, meglio scendere dal piedistallo, non volevamo ma abbiamo fatto la parte che non volevamo fare, tuttavia N mi sembra meno afflitta, forse parlare con due adulti come noi non le ha fatto del tutto male, dice cose molto carine sul nostro conto, sorride, è malinconica, ma nei suoi occhi c’è la scintilla vitale che volevamo vedere.

Mentre alla cassa sbrighiamo le ultime faccende la osservo da lontano, mi spiace per lei ma al contempo sono quasi felice, essere scossi da questi sentimenti fa sentire vivi, gioire, soffrire … sono i crazy circles di cui cantava Paul Rodgers …

Poter provare quelle sensazioni, esseri travolti dall’impulso dell’impollinazione, riuscire a darsi completamente, essere capaci a dirle “tu sei tutto per me”, “ho in testa solo te“, “ti amo”, essere felici quando la si sente, quando la si pensa, quando si è in quello stato in cui si accetta anche una sua sfuriata con un sorriso e con pazienza poi cercare di comprendersi, spiegarsi e quindi ritornare a ridere insieme. E poi certo, il lato oscuro della luna, il dubbio di non riuscire ad averla, di non vedere corrisposto il proprio sentimento, lo struggersi, l’essere impossibilitati ad incanalare il proprio flusso emotivo verso di lei, lei che magari è innamorata di un altra persona o vive addirittura con un’altra persona … ma dopotutto, non è comunque un incanto? Essere vivi, provare forti emozioni, sentirsi scombussolati … non ha prezzo, fare rafting discendendo le impetuose acque fluviali della propria passione significa essere! Tanto, comunque vada, in un modo o nell’altro, anche se il loro corso a volte può deviare, i fiumi sempre raggiungono il mare.

Then as it was, then again it will be
and though the course may change sometimes
rivers always reach the sea

Fine Gennaio Blues

30 Gen

Gennaio agli sgoccioli, paura e terrore a proposito di possibili capi e cape di stato, sospiri di sollievo alla notizia di SM disponibile suo malgrado al bis e dunque rieletto, senso di vergogna per una classe politica incapace di trovare una nuova figura istituzionale adatta a ricoprire quel ruolo FONDAMENTALE per la Repubblica. Questo è il pensiero che faccio appena sveglio, mentre mi preparo per la spesa settimanale alla Coop di Regium Lepidi. Ennesima mattina fredda, se non altro la nebbia mista a smog che da settimane e settimane ci tormenta e ci avvolge in un freddo e umido scialle, sembra lasciare posto al sole e i campi di Gavassa mettono a cromia la giornata.

Gavassa gennaio 2022 – foto Tim Tirelli

Colazione al Cafè Des Antilles, cappuccino e ciambella.

appuccino al Café Des Antilles – gennaio 2022 – foto Tim Tirelli

Do una occhiata alla prima pagina della Gazza, la prima metà è dedicata alla mia squadra del cuore, l’altra all’arcinemica. Lascio stare, ho voglia di pensieri a colori. Avanzo a passo moderato, questo sarà un weekend lungo per noi che lavoriamo a Mutina, lunedì 31 sarà la festa del Patrono della città, San Zemiàn, e vorrei prenderla dolce, anche nelle piccole cose.

S-Geminiano

Col carrello navigo a velocità di crociera tra gli scaffali, nel reparto liquori come sempre controllo se sono presenti il rum Legendario e il bourbon Southern Comfort, sebbene sappia che non sarà così. Si sa, non sono uomo da whisky irlandesi o scozzesi, niente torba, brughiera e cuoio per me, ma piuttosto spezie e accento fruttato di New Orleans e melassa da canna da zucchero della mia isoletta caraibica preferita.

Southern Comfort e Rum Legendario

Una delle commessa al reparto gastronomia della Coop mi sembra nuova; il display mostra il numero 666, il mio, e tocca a lei occuparsi di me. Mi serve con un pelo d’enfasi, accentuando gentilezza e cortesia, mi dà del lei, rispondo alla stessa maniera. Mi prepara le tre vaschette di cibo richieste e rimane in attesa: “Non prendo altro. Grazie mille, gentilissima. Arrivederla.” La giovane donna gongola, mi ringrazia a sua volta e unisce le mani nel gesto della preghiera. “Sempre sia lodato” le dico, e aggiungo subito dopo “il Dark Lord”

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Jimmy Page (1973 - photo Neil Preston)

Il Dark Lord (1973 – photo Neil Preston)

Poco più in là al reparto frutta, intento a scegliere mirtilli, arance e mele. Una anziana signora è ferma col carrello vicino a me. Non sembra male in arnese, ma non è vestita benissimo, capi indossati senza continuità cromatica o stilistica, un cappottone sopra ad una giacca sportiva, pantalonacci casual, scarpe ginniche generiche. E’ al telefono, la sento concludere con un ” ...e smetti di telefonare, rompicoglioni!”. E getta il cellulare nella borsa. Un figlio troppo premuroso, un o una amante geloso/a, un consanguineo, un o una amico/? Chi lo sa, come dice Vasco “ognuno in fondo perso dentro ai cazzi suoi”.

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Una volta lasciato il reparto frutta mi appresto ad affrontare la parte di supermercato in cui ancora non sono passato. Incrocio lo sguardo con la cassiera slava (ma magari è albanese e dunque non lo è) che ormai mi conosce.

 woman cashier

Mi fa un cenno d’intesa e mi strizza l’occhio. Non pensavo fossimo così in confidenza.

Confidenza

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L’ANGOLO DELLA POSTA – MOTOR CITY 1 (The Polbi Blues Experience)

Scambio di whatsapp tra me e il Scylla boy, lo strettonauta.

Polbi “Wayne Kramer degli MC5 una volta sciolta la band diventò un tossico spacciatore a tempo pieno. Lo arrestarono e fece diversi anni in galera. Una volta uscito riprese logicamente a suonare e ora da qualche anno ha un progetto di musica nelle carceri per i detenuti. Per finanziare questa iniziativa ha fatto questa cover di un brano storico degli MC5 con la cantante pop Kesha…sorprendentemente, a me piace molto in questa versione e ho voglia di fartela sentire. Non me ne volere…”

Tim: Mi piace molto. Molto.

Polbi: Wow

Tim: Gran pezzo, grande versione. Uno dei pezzi degli MC5 che amo. Già mi piaceva la versione originale, ma questa, visti i tempi, spacca. Pop senza svendersi. Toghissima.
Polbi: La penso esattamente così.
Tim Tirelli: AEROSMITH e MOTLEY CRUE devono molto a questo pezzo, nella versione originale.

Polbi: non ci avevo mai pensato
Polbi: comunque anche per me è uno dei loro pezzi preferiti
Tim: ci sono dentro almeno 10 pezzi degli Aero!
Polbi: ma pensa te
Tim: è un pezzo bellissimo. Scritto bene, articolato ma senza sbrodolature, un momento di magico songwriting.
Polbi: sì, una benedizione arrivata a Wayne Kramer
Tim: beh, il primo degli Aero – che detto per inciso non è un gran disco … siamo già nel 1973 – è di derivazione MC5 / Stooges e Yardbirds.
Polbi: sì mix con Stones e NY Dolls forse …
Polbi: poveri MC5 che destino disgraziato
Tim: ad esempio l’arpeggio di chitarra di I DONT’ WANNA MISS A THING degli Aerosmith (non scritta da loro) è pressoché uguale e anche direi in CRAZY ci sono passaggi di chitarra molto simili … è indubbio
Polbi.: non so se stai prendendo Blow Up. È molto diversa da prima e ormai ci scrivono tanti in gamba orfani di altre riviste. Ultimo numero se vuoi con il primo libro scritto sugli MC5 in Europa dal mio amico Roberto Calabro’. Non avevo assolutamente mai pensato alla connessione con Aero ma sicuramente hai ragione …! Interessante…
Tim: vatti a risentire il primo, di chiarissima derivazione
Polbi: non credo di averlo qui in cd o vinile ma provvedo subito con internet….
Tim: poi già dal secondo virarono su un rock più classico (GET YOUR WINGS 1974 – per me meraviglioso) ma vengono da lì, dagli Yardbirds e dal british blues.
Polbi: sì il primo Aero è forse un po’ fiacco…ci sento MC5 Yardbirds e quello che non mi piace molto dei NY Dolls
Polbi: certe band americane dal vivo erano una potenza ma in studio forse per scarsa produzione o che so io, erano mosce e appiattite. Il secondo MC5, il primo Aero, il primo BOC, anche NY Dolls…esempi di quello che vorrei dire
Tim: produzione sì. Budget basso e produttori non all’altezza
Polbi: ecco. Sono dischi che potevano essere tutt’altro…

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SERIE TV e FILM

The Silent Sea – serie TV coreana del 2021. Non essendo abituato a produzioni asiatiche ho faticato un pochino ad adattarmi, ma il soggetto non è niente male, il genere mi piace e la protagonista ha un un’anima tormentata. – TTT½

SERIE TV THE SILENT SEA

AFTER LIFE – serie TV del Regno Unito del 2019 col grandissimo Ricky Gervais – TTTTT

Umorismo nerissimo, drammi umani, padre con l’alzheimer, ateismo, blues estremo … serie TV da vedere assolutamente. Avevo provato ad iniziarla diverse volte, ma dopo10 secondi puntualmente cambiavo. Vedere una serie basata su di un uomo che perde la propria compagna non mi va, mi dicevo. Poi, sulla chat del mio gruppo di amici (The Clarksdale Rebels), Liso scrive:

“Sono arrivato tardi…come sempre ….ma la serie più bella è After Life con Ricky Gervais, idolo …trovare un senso a questo caos per andare avanti, per continuare a vivere ed evitare così il precipitare in una depressione che come fine ha solo quello di interrompere la vita stessa. Mai nessuna serie mi ha entusiasmato tanto … mio parere ovviamente”.

Aveva ragione!

After Life

◊ ◊ ◊

FILM

I SEGRETI DI WIND RIVER – film di produzione USA, CANADA, UK del 2017 – TTT½

Il filone è quello della frontiera americana contemporanea, il panorama è quello innevato dello Wyoming, specificatamente quello della riserva indiana Wind River. Un po’ western, un po’ thriller, un po’ dramma. Niente male davvero.

film wind river

THE MAURITIAN – film del 2021 di produzione USA/UK. Tratto da una storia vera. – TTTT

I 14 terribili anni passati nelle carceri di Guantanamo da un innocente. E gli americani che parlano di diritti umani calpestati in altre nazioni!

locandina The mauritian

RADIOACTIVE – GB 2019 – TTTT

La storia delle scoperte scientifiche e della relazione sentimentale dei fisici Marie e Pierre Curie, entrambi premiati con il premio Nobel per la fisica. Bel film sulla grande Maria Salomea Sklodowska.

RADIOACTIVE film

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NOTIZIE DAL MONDO DEL ROCK: Led Zeppelin – Live in New York, NY (June 10th, 1977) – 8mm film (Source 2) (NEW FOOTAGE)

Ieri è stato caricato su Youtube un filmato dei LZ di sei minuti mai apparso prima E relativo ad una delle sei date consecutive al Madison Square Garden nel giugno 1977. Malgrado sia un filmato amatoriale e sia formato da spezzoni, è uno dei ritrovamenti più eccitanti di questi ultimi anni. In alcuni momenti l’immensa grandezza dei LZ esplode in tutta la sua energia cosmica. Il martello degli dei, cazzo.

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SUL PIATTO DELLA DOMUS

Larks' Tongues in Aspic

off the record The Sweet

peter green the anthology

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OUTRO

L’inverno è ancora lungo, il freddo durerà per un altro bel po’. Qui alla Domus abbiamo avuto una spolverata di neve tre settimane fa e poco altro

Domus Saurea - 9 gennaio 2022 - Foto TT

Domus Saurea – 9 gennaio 2022 – Foto TT

per il resto, come abbiamo detto, nel pezzo d’Emilia in cui vivo soprattutto nebbia e temperature sotto zero. Non mi resta che ripararmi – in pausa pranzo – nella Sala Blues della azienda in cui lavoro, cercando di scaldarmi con certi long playing

Sala Blues - foto Tim Tirelli 2021

Sala Blues – foto Tim Tirelli 2021

Sala Blues - foto Tim Tirelli 2021

Sala Blues – foto Tim Tirelli 2021

e sfogliando sul cellulare gli album dei ricordi.

Tim Tirelli Radio Blues 1997 - da sx a dx David Bowie Aka Athos Bottazzi TT John Paul Cappi Mixi Croci

Tim Tirelli Radio Blues 1997 – da sx a dx David Bowie (aka Athos Bottazzi ), TT, John Paul Cappi, Mixi Croci.

In attesa della primavera andiamo avanti confidando nel Dark Lord. Che continui a vegliare su noi tutti.

The Dark Lord - Jimmy Page

La nebbia ai lisci piani piovigginando cade

4 Gen

Nebbia, nient’altro che nebbia. Sono due settimane che non vediamo altro, immersi come siamo in un impasto di goccioline di acqua liquida o cristalli di ghiaccio sospesi in aria. Qui in Valpadana a volte ci sembra di essere nel regno delle tenebre.

nebbia in valpadana

nebbia in Valpadana

Il fatto è che passare le vacanze natalizie in questo contesto non è il massimo: la nebbia per quanto faccia parte del nostro DNA ed abbia un indiscusso fascino (specialmente per noi donne e uomini di blues), poi sfilaccia la volontà, schiaccia verso il basso, costringe ad una situazione di stallo.

Sembra di vivere in una bolla, bianca durante il giorno, nera alla notte, nessun orizzonte, nessun paesaggio, solo questa membrana impalpabile che gonfia la testa.

Luzzara (RE) – foto di Emanuele Caleffi

A volte arriva quasi all’improvviso, sospinta da un vento maligno

Muro di nebbia su Modena – credit: Osservatorio Geofisico di Modena

ricopre le città, i paesi, le campagne e a noi non rimane che arrenderci e stenderci sotto quel mantello freddo e umido cercando di trovare gli aspetti positivi del fenomeno, d’altra parte con la nebbia anche i blues più vividi si fanno sfumati e magari ci si metti a cercare film da guardare con più impegno.

◊ ◊ ◊

Nomadland di Chloé Zhao, con Frances McDormand – USA 2020 – TTTT½

La trama: Dopo aver perso il marito e il lavoro durante la Grande recessione, la sessantenne Fern lascia la città industriale di Empire, Nevada, per attraversare gli Stati Uniti occidentali sul suo furgone, facendo la conoscenza di altre persone che, come lei, hanno deciso o sono state costrette a vivere una vita da nomadi moderni, al di fuori delle convenzioni sociali.

Qualcuno ha scritto: “Un poetico studio dei personaggi sui dimenticati e gli emarginati, Nomadland cattura splendidamente l’irrequietezza seguita alla grande recessione”

Film splendido.

The Unforgivable – Regia di Nora Fingscheid,  con Sandra Bullock, Jon Bernthal, Vincent D’Onofrio, Viola Davis, Richard Thomas, Aisling Franciosi. Gran Bretagna, Germania, USA, 2021 – TTT+

Discreto film drammatico sul difficile reinserimento in società dopo il carcere. Il finale e alcuni escamotage narrativi non sono inaspettati, ma tutto sommato il film si lascia guardare.

Don’t look Up – Regia di Adam McKay, con Timothée Chalamet, Leonardo DiCaprio, Melanie Lynskey, Jennifer Lawrence, Cate Blanchett. Cast completo Genere Commedia, – USA, 2021 – TTT¾

Tra i più visti su Netflix, questo film genera reazioni discordanti, chi lo apprezza, chi lo odia. Il soggetto è trito e ritrito, ma l’esposizione critica del sistema umano in cui viviamo è da apprezzare.

Una Relazione – di Stefano Sardo. Con Guido Caprino, Elena Radonicich, Thony, Freddy Drabble, Giacomo Mattia – Italia 2021 – TTT¾

Il protagonista è un musicista songwriter di 44 anni, dunque uno che vive e respira – musicalmente – gli anni novanta, nonostante questo potrebbe essere uno di noi: insoddisfatto, pieno di blues emotivi, piscia sui manifesti che reclamizzano “concerti” trap, scrive canzoni niente male … i film italiani di questo tenore mi piacciono sempre.

 ◊ ◊ ◊

Oltre ai film, reimpariamo a suonare qualche nostro vecchio pezzo stimolati dai recenti apprezzamenti fatti dal presidente della azienda in cui lavoriamo; riprendere in mano la Les Paul, risuonare certi licks introduttivi, ci riporta a sensazioni passate quando ci  si illudeva di essere chitarristi.

Dalla finestra guardiamo la nebbia trasformarsi in foschia, posiamo la Gibson, facciamo ripartire la musica, che oggi significa mettere i Weather Report, musica dilatata che ben si adatta al … ehm … bollettino meteorologico odierno.

Dopo tre ore di Zawinul con i suoi amichetti occorre però qualcosa che ci riporti sulla terra e chi se non il vecchio Jimbo in versione smandrappata?

Qualcosa magari di più semplice ma che siamo sicuri ci dà soddisfazione.

Hibĕrnum blues

21 Dic

Dalla profondità dei cieli tetri
scende la bella neve sonnolenta,
tutte le case ammanta come spettri;
di su, di giù, di qua, di là, s’avventa,
scende, risale, impetuosa, lenta,
alle finestre tamburella i vetri…
Turbina densa in fiocchi di bambagia,
imbianca i tetti ed i selciati lordi,
piomba dai rami curvi, in blocchi sordi…
Nel caminetto crepita la bragia…

(Dicembre di Guido Gozzano)

Questi versi di Gozzano descrivono il sentimento che in questo periodo pervade l’animo delle donne e degli uomini di blues di questo blog. Tutti gli anni arriviamo alle stesse conclusioni, diamo voce ai soliti pensieri malinconici, ai bilanci tutt’altro che positivi di un altro anno andato, riparandoci nel passato che ci siamo costruiti nelle marughe dagli spifferi del presente e dalle bufere che pensiamo porterà il futuro. Come sempre nel tragitto casa-lavoro arzigogoliamo senza freno su domande a cui è meglio non cercare di rispondere. Che ne è stato di noi? Che ne è di noi? Che ne sarà di noi?

La pianura padana in questo periodo è stretta in una morsa di gelo, ci sembra così di essere il dottor Divago nel gelo dei Monti Urali. Il poco traffico delle strade che attraversano le campagne tratteggia in noi un sentimento di libertà illusoria, 

Gavassa, Monti Urali – dicembre 2021. Foto TT

perché subito dopo Campo dei Galli la presenza di autoveicoli si centuplica, file infinite, rotatorie intasate, raccordi strapieni. Prigionieri delle nostre automobili, fermi in coda osserviamo gli alberi da frutto che dormono sul bordo degli argini del fiume Secchia.

Sulle rive del Secchia- Dicembre 2021 – Foto TT

Lo sguardo si sofferma e quindi viene rapito dai piccoli dettagli blues che ci capita di incontrare: sul finire di Meadow (Prato, frazione di Correggio, insomma) sulla strada principale c’è una casina grigia, bruttina, sottile, con ancora la casupola esterna dei servizi igienici; il contesto in cui è sita è piuttosto scialbo, l’aggettivo che le si addice è derelitta, colpisce dunque la bella renna fatta di lucine e impreziosita da un fiocchetto rosso che sta sopra all’ingresso. Quell’addobbo risolve la situazione e regala alla casetta un momento di candore. A Campo dei Galli la ferramenta incastonata tra una serie di abitazioni e di fabbriche pare solitaria, poco dopo le 7:30 è già aperta, sulla porta la scritta luminosa Buone Feste, all’interno i neon illuminano gli scaffali, immaginiamo il proprietario con un grembiule blu bersi il primo caffè della mattina insieme alla moglie e al garzone.

Alla Domus Saurea il gelo regala il solito paesaggio stile Tundra, così ci ritroviamo a fare il coretto sull’aria di Thunderstruck degli AC/DC:

” Tundra ahahahahaha, Tundra ahahahahah, Tundra ahahahahah ….”
 

Tundra – Domus Saurea – Dicembre 2021 – Foto TT

Tundra – Domus Saurea – Dicembre 2021 – Foto TT

I gatti tendono a restare fuori poco, a preferire il tepore della casa, d’altronde possono tranquillamente evitare i loro impicci quotidiani: “smarrire” i randagi maschi che si aggirano nei paraggi (Palmiro), arrampicarsi su e giù per gli alti pini (la Stricchi), rincorrere insetti, uccellini e topolini (Raissa, Ragni e Spaventina) e cercare un riparo (Minnie la freddolosa).

Le festività legate alla celebrazione del Solstizio D’Inverno qui alla Domus Saurea sono rispettate quasi alla lettera, quasi perché la sfumatura Dickensiana è evidente,

Presepe Vittoriano – Domus Saurea – Dicembre 2021. Foto TT

ma il tradizionale rito nordico del Sol Invictus con l’alberello pieno di luci a simboleggiare il ritorno delle giornate più lunghe dopo il solstizio è un imperativo qui.

Sol Invictus Fest – Domus Saurea – Dicembre 2021. Foto TT

Sol Invictus Fest – Domus Saurea – Dicembre 2021. Foto TT

Sol Invictus Fest – Domus Saurea – Dicembre 2021. Foto TT

Sol Invictus Fest – Domus Saurea – Dicembre 2021. Foto TT

E’ così che ci prepariamo ai festeggiamenti di questo fine d’anno. Non è mancato il tradizionale sinodo dei confratelli del blues (alias The Clarksdale Rebels), cena in una antica trattoria della campagna reggiana, e dopo aver fatto un brindisi alla memoria del grande John Miles, abbiamo gustato le specialità della nostra terra, ci siamo scambiati i regali (che apriremo il 25), parlato di musica, del Dark Lord, di calcio, di donne, dei massimi sistemi, giocando a fare gli uomini di una volta, insomma … i solito lavori del Team Tirelli. 

Prima del sinodo una pizza a due con il pontefice del blues, Giovanni Paolo III, ovvero l’amico Livin’ Lovin’ Jaypee che non poteva essere presente al sinodo. Un particolare ci colpisce: alla domanda ironica “Allora Jaypee, e l’Inter?”, ci sentiamo rispondere rispondere “Beh, andiamo molto bene, siamo primi in classifica, stiamo giocando un ottimo football e Inzaghi pare essere un allenatore formidabile.” Dopo di che ci mostra un adesivo con il logo dell’Inter che estrae dal portafoglio. Niente male per uno che non è mai stato interessato al football … evidentemente qualche amico che ci vuole bene lo abbiamo.

QUELLI CHE TI CHIEDONO SE “STRIMPELLI” ANCORA E USANO IL TERMINE “PIANOLA” PER RIFERIRSI ALLE TASTIERE.

Non è nemmeno mancata la cena di classe delle superiori, la seconda in tre mesi; al di là di vedere con piacere gli sciamannati e le sciamannate con cui abbiamo condiviso gli anni formativi, vi è sempre un po’ di terrore nel sentire raccontare aneddoti che ci riguardano. Non avevamo ancora cognizione di noi stessi allora e certe storielle – come già scritto – ci portano a dire “belle teste di cazzo che eravamo”. L’altro motivo di imbarazzo proviene dall’essere considerati legatissimi alla musica. Vi è sempre un sfumatura quasi di compatimento, o almeno a noi sembra così. Il tutto viene certificato quando un ex compagno ci chiede: “Strimpelli ancora Tim?” e, visto che lavora insieme ad un nostro fraterno amico che suona le tastiere, aggiunge “vi vedete con Biccio? Tu con la chitarra e lui con la pianola?”

Sono due lance conficcate nel costato. “Strimpellare” e “Pianola”, accezioni negative che negano allo suonare e alle tastiere dignità. Visto che la pianola, detta anche autopiano o pianoforte meccanico, è uno strumento musicale che, grazie a meccanismi pneumatici o elettromeccanici, suona automaticamente. Tali meccanismi sono pre-programmati con schede perforate di carta, o più raramente di metallo, chi usa quel vocabolo degradante non sa veramente di che caxxo sta parlando.

SERIE TV: THE NORTH WATER (Tim Vision) – TTTT

Segnalo questa nuova serie TV, è roba da maschi, ne sono conscio, e per quanto sia doloroso per un animalista come me guardare scene relative al massacro di foche e alla caccia delle balene, il resto è davvero – per ora – superlativo. Cinque episodi, uno nuovo ogni martedì.

Il TV drama in cinque episodi distribuito da BBC Studios è basato sull’omonimo romanzo del 2016 di Ian McGuire, edito in Italia nel 2018 da Einaudi con il titolo Le acque del nord.

La serie è ambientata alla fine del 1850 e racconta la storia di Patrick Sumner (Jack O’Connell), un ex chirurgo dell’esercito inglese caduto in disgrazia che partecipa come medico di bordo a una spedizione a caccia di balene nell’Artico sulla nave The Volunteer. Un viaggio reso ancora più avventuroso dalla presenza tra i balenieri di Henry Drax (Colin Farrell), uno psicopatico omicida.

OUTRO

Tra le nebbie padane, la galaverna e l’effetto tundra eccoci dunque arrivati al solstizio d’inverno

Tundra – Domus Saurea – Dicembre 2021 – Foto TT

Ogni tanto qualche sprazzo di sole riesce a spazzare via la nebbia e il cielo torna a stendersi sulla pianura,

Prato (RE) – Domus Saurea – Dicembre 2021 – Foto TT

la Stricchi ne approfitta, e come lei fanno tutti gli altri gatti. Ma è solo un momento, l’inverno freddo e gelido torna bel presto ad irretire ogni cosa.

La Stricchi al sole – Domus Saurea dicembre 2021 – foto TT

Così non rimare altro che procurarci i beni essenziali per le feste (spongata, tortelli dolci alla prugna, datteri, fichi secchi, mon cheri, marrons glacès e Jack Daniel’s fruttato) e sperare che San Nicola ci porti qualche pacchettino. 

Domus Saura – dicembre 2021 – foto TT

Non potrà mancare sui nostri schermi Il Canto Di Natale di Dickens versione Disney 2009,

sul nostri piatto gli album che durante i festeggiamenti del solstizio ascolteremo senza sosta:

Naturalmente non mancheranno nemmeno canzoncine più tradizionali …

… tutto per ricreare quel sentimento dicembrino che ci portiamo dietro da sempre. E dunque, donne e uomini di blues che avete la pazienza di passare insieme a noi per l’undicesimo anno consecutivo le festività invernali, a voi giunga il nostro augurio. Palmiro e la Domus Saurea Choir Ensemble intonano per voi i canti di natale affinché, come diciamo ogni anno, il padre dei quattro venti gonfi le nostre vele, il sole batta sul nostro viso e le stelle riempiano i nostri sogni. Come cantava il grande Greg Lake, Hallelujah, Noel! Be it Heaven or Hell, The Christmas we get we deserve.

For those about the Blues we salute you.

Tim & Palmiro dicembre 2021 – foto Saura T.

Then came the first days of december

1 Dic

Non so come ma anche quest’anno è già arrivato dicembre. A furia di aspettare i weekend, le settimane, i mesi e gli anni passano a velocità strabiliante. Eccolo qui dunque my favourite month, il periodo dell’anno che preferisco; l’avvento del solstizio d’inverno e le relative festività mi scaldano sempre il cuore, mi metto a favore dell’allegra malinconia illuminata dalle lucine ad intermittenza in modo da essere più sorridente possibile.

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Ma siamo a fine anno, ad un passo dalla nuova stagione e dal ritorno del sol invictus e dunque è tempo di bilanci, faccenduola sempre delicata per me. Tirando una riga il rendiconto finale tende inevitabilmente a segnalare una perdita, non proprio un bilancio in rosso, direi piuttosto in blu, e dal blu al blues il passo è breve. Cerco quindi di distrarmi per restare su uno stato d’animo decente e mi sforzo di pensare a faccenduole positive:

AVVERTENZA:

presenza di autoreferenzialità (più o meno inconsapevole)

In the shadow

Ore 8:45, in ufficio:
GIOVANE E TALENTUOSO COLLEGA: “Eccomi qui dal numero uno…”
TIM “Ciao young man, se fossi il numero uno pensi che sarei qui?”
GIOVANE E TALENTUOSO COLLEGA:” Sì, saresti qui, è una scelta, vivi nell’ombra ma rimani il numero uno!”
Uhm, giornata risolta.
.

I come to terms with the devil

Venerdì sera in Sala Blues, la sala per le riunioni informali e per il dopolavoro (vi abbiamo messo un buon impianto HI-FI); io e il presidente nonché titolare stiamo aiutando un fornitore ad appendere al muro una pesantissima vecchia lavagna (anche il boss non ha problemi a sporcarsi le mani). Mentre il montatore prende misure e installa i tasselli, il presidente dà un’occhiata ai primi LP che abbiamo portato nella sala: LZ IV, TDSOTM dei Pink Floyd, Selling England dei Genesis, Rock And Roll Animal di Lou Reed. Vi sono anche un paio di CD che ho portato per testare l’impianto quando ci è stato consegnato e montato. Uno è della Mahavishnu Orchestra, l’altro della Cattiva Compagnia, il mio vecchio gruppo. Il Titolare lo prende in mano, guarda le foto e una volta capito che è il mio disco lo infila nel lettore. Non so se sia stato perché era venerdì sera e il weekend già si affacciava davanti a noi o semplicemente perché eravamo semplicemente disposti bene, fatto sta che le mie canzoncine in quel contesto sembravano graziose e perfette per il momento. Il titolare legge i titoli, ascolta pezzetti di brani e ne rimane piacevolmente colpito, e divertito da quelli in dialetto emiliano “Sei un grande Tim, ma già lo sapevo”. Spegniamo l’impianto, solleviamo la lavagna, l’agganciamo e torniamo ai nostri impegni lavorativi.

Il mattino dopo, sabato, alle 7 sulla chat aziendale trovo un messaggio, è il presidente, scatto sull’attenti:

THE PRESIDENT: Ciao Tim! Le tue canzoni si trovano anche su qualche piattaforma in streaming? Mi hanno caricato troppo e oggi vorrei ascoltarle! Buon fine settimana.

Gli invio un wetransfer

THE PRESIDENT: Fantastico! In questo weekend uggioso e blues sarò accompagnato dai tuoi pezzi. Grazie mille.

Un po’ dopo:

THE PRESIDENT: Cazzo che tiro! Che sound Tim. Spacchi! Sono senza parole che un album così non ti abbia proiettato nel mondo della musica. Avete tutto, voi dei grandi musicisti e tu un vero creativo, un vero artista. “Vengo a patti col demonio” l’ho ascoltata 20 volte, sto tirando giù gli accordi.

Uhm, weekend risolto.
.

The musketeer

Ieri sera, un martedì spompo qualunque ricevo un whatsapp:

IL CARO, CARO, CARO AMICO: Vecchio mio, il periodo è quello che è, lo sai come sto. Nel frattempo ho letto il nuovo capitolo di Aramis e mi appassiono ogni volta, trovando parte delle mie fragilità e punti di forza in comune con questa tua creatura letteraria. Come ogni vero personaggio, mi fa relazionare con lui/te e me stesso. Mi chiedo come possa un tipo come lui non superare il piccolo “tradimento“ di Michela, e aspetto di leggere i futuri sviluppi. In un momento come questo, è una delle poche letture che riesco a seguire e non è poco my friend….
TIM: Che bello leggere questi tuoi pensieri, grazie, mi fanno tanto piacere. Credo che quel tradimento abbia dato la stura a situazioni irrisolte, vuoti esistenziali, situazioni pregresse. Il povero Aramis è uno di noi … 
IL CARO, CARO, CARO AMICO: Sì. È uno di noi. Senza dubbio.

Uhm, martedì sera risolto.

◊ ◊ ◊

Ecco leggo e rileggo queste tre sciocchezze, e mi dico, beh, dai Tim, non buttarti sempre giù, qualcosa di buono devi averlo pur fatto. Per un paio di giorni mi trastullo con questo sentimento, ma poi vado alla cena di classe delle  superiori e rimango basito dalle cose che mi raccontano le mie compagne, aneddoti su di me, di come mi comportavo, di cosa dicevo e non posso che dirmi “bella testa di cazzo che ero” … e così torno a scivolare nell’oscurità.

Novembris Blues

13 Nov

Settimane  laboriose al lavoro, quando sono in vena l’ora di pausa pranzo la passo a camminare per il centro di Mutina nel tentativo di sciogliermi un po’ e dipanare i miei blues, pettinare i pensieri e trovare la costanza di fare la fila per tre, risponder sempre di sì e comportarmi da persona civile 

in modo da tenere Ittod (uno dei tre uomini che sono) a bada ed evitare di prendere la prima blue highway che trovo e dirigermi verso nuovi orizzonti e dunque perdermi nella sua realtà alternativa dove dio è Johnny Winter e lui ne è un seguace.

Tra i viali di Mutina, con quei colori autunnali che sembrano tranquillizzare l’animo, sembro trovare un po’ di pace….

I viali di Mutina, novembre 2021 - foto TT

I viali di Mutina, novembre 2021 – foto TT

Mutina Novembre 2021 - foto TT

Mutina Novembre 2021 – foto TT

ma pensieri continuano a sgorgare:

ROCK AND ROLLING

Penso a due commenti che hanno fatto Jackob e Luca, due lettori nonché colonne portanti di questa comunità, a corredo della mia recensione della super deluxed edition di Tattoo You ei Rolling Stones. In uno Luca posta un video e aggiunge:

Anche se non ha niente a che fare con questo periodo , volevo condividere questo video relativo alle sedute ai Pathé Marconi Studios nel 1985 durante le registrazioni dell’album Dirty Works. Il video mostra i “ragazzi” uscire (credo) la mattina dallo studio in condizioni che .. lasciamo perdere. Mick sembrerebbe arrivare separatamente. Al minuto 3:08 Keith, accompagnato dal padre , esce dallo studio firma qualche autografo e parte con la sua Bentley rossa. Più avanti lo troveremo appisolato dentro un auto. Al minuto 5:53 un Charlie Watts visibilmente “provato” riceve un nastro da un fan mentre al minuto 13:38 è “titubante” mentre con tanto di papillon firma un autografo. Bill appare invece solo qualche secondo. C’è anche Wood.

Guardiamo il video al che Jackob scrive una frase che entra di diritto tra quelle storiche apparse su questo blog:

E quando pensi che siamo stati qui venti minuti a guardare gente che sale in macchina e esce da un parcheggio… capisci cos’è il rock’n’roll.

Cazzo, che lavoro! (come diciamo in Emilia), che sintesi, che capacità di cogliere il senso delle cose.

Luca aggiunge:

Keith che fa “Keith” anche quando fa manovra

Guardare quel video e osservare Keith Richards mi fa sentire meno solo, a volte vorremmo essere proprio come lui, impossibile, di Keith ce n’è uno solo (a dire il vero Ittod ci prova …), ma sapere che nel mondo in cui viviamo c’è e c’è stato un Keith Richards fa passare la paura.

Keith Richards at Pathé Marconi Studio - Paris 1985

Sì perché poi arrivare a cogliere l’essenza più profonda del Rock non è mica roba da tutti, e io ho un gran bisogno di confrontarmi con persone che almeno ci provano.

PENSIERI PRIMA DI ADDORMENTARSI

Una amica lettrice del blog inciampa su questo articolo di oltre un anno fa, dove parlavo con un po’ di ironia dell’amazzone reggiana con cui vivo …

La maglietta di Titti

questa amica mi manda un email con alcune considerazioni che mi hanno molto colpito. Tra le poche frasi pubblicabili senza che mi senta troppo in imbarazzo, queste:

No vabbè,  è la dichiarazione di  stima e di complicità e di interesse e di amore più bella che io abbia mai letto; lei è la donna, l’uomo, la musicista, la scavezzacollo, la donna sexy, la donna sportiva e la donna massaia…lei è TUTTO per te…. che bella cosa le hai scritto….non la conosco ma la immagino a leggerla, avrà sorriso per nascondere l’emozione e ti avrà detto “Ma va là che scemo che sei”….

E’ fantastico ciò che dici di lei, semplicemente fantastico….siete entrambi fortunati ad esservi trovati….a volte la vita sembra toglierti persone e possibilità da vicino per far sì che invece tu possa donartene altre senza le quali la tua maturità e la tua vecchiaia non avrebbero lo stesso senso…

Articolo coinvolgente….donna meravigliosa…la foto con il piccolo saldatore da 10 e lode…la foto da Eremita da scompisciarsi dalle risa…

Tra l’altro anche il nostro povero Mike Bravo sotto l’articolo aveva scritto qualcosa del genere.

E invece di godermi la cosa e dirmi “però, che bella coppia che siamo io e la pollastrella”, mi dico “ma siamo davvero così?”, “siamo speciali?” e mi domando “ma la groupie, cioè Polly, intendo la reggiana dagli occhi di ghiaccio, va beh nostra signora di Guadalupe, quella lì … Guajira Guantanamera, insomma la Hermione Granger dei poveri, a cosa pensa giusto prima di addormentarsi?” perché poi il problema è quello lì, a cosa pensiamo prima di addormentarci. Noi, le nostre compagne, i nostri compagni, insomma le persone che dividono il letto e la vita con noi che pensieri fanno prima di prendere sonno? Siamo noi a cui pensano? Si sentono felici di averci accanto, di passare un pezzo di vita con noi, di aver trovato un altro esemplare di una specie di scimmie evolute con cui condividere i blues di questa porca vita?

GettyImages

Lei (copyrights GettyImages)

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Lui (Uomo di blues)

BURNIN’ SKY AT THE DOMUS

Ho anticipato l’uscita al mattino per esigenze lavorative, questo fa sì che mi alzi prima dell’alba e che incontri un maggiore traffico sulle strade che mi portano in the heart of the city ma il cielo di prima mattina qui alla Domus mi ripaga di ogni sacrificio …

Early In The Morning at Domus Saurea - Novembre 2021 - photo TT

Early In The Morning at Domus Saurea – Novembre 2021 – photo TT

Early In The Morning at Domus Saurea - Novembre 2021 - photo TT

Early In The Morning at Domus Saurea (con Palmiro già in ricognizione lungo la stradina) – Novembre 2021 – photo TT

La sera poi, una volta rincasato dopo una giornata passata a limare del ferro e dunque provato dalla vita, mi bevo un bicchiere dei vini che certi colleghi mi portano in regalo dopo essere stati in trasferta … e tutto inizia ad essere meno difficile.

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TT's School Of Rock summer 2021 - foto FF

Io che limo del ferro al lavoro – foto FF

Addio al nostro Mike Bravo

29 Ott

Il nostro Mike Bravo se ne è andato la prima settimana di ottobre, l’ho saputo ieri da sua moglie che gentilmente ha risposto a un messaggio che avevo inviato a Mauro (il nostro Mike insomma) martedì.

Nel dicembre dell’anno scorso ci scrivemmo (come facevamo ogni tanto), mi diceva che aveva subito una operazione e che era a casa da un paio di mesi. Ci sentimmo per qualche mese aggiornandoci sulle reciproche vite e ad agosto, in un momento di confidenza, mi spiegò meglio la situazione. Nuovi messaggi in settembre, volevo fargli sentire la vicinanza del blog, volevo non fargli perdere la speranza, volevo che sentisse la nostra amicizia. Il 18 settembre ci scambiammo qualche messaggio, gli chiesi come andava, lui mi aggiornò, poi qualche battuta sulla imminente sfida tra la mia Inter e il suo Bologna. Gli scrissi infine “Ti abbraccio Mike, e stasera vinca il migliore. Quando vuoi, io sono qui.” e lui  rispose “Grazie!”. Non sapevo sarebbe stata l’ultima interazione che avrei avuto con lui.

Entrai in contatto con Mauro negli anni ottanta, non gli pareva vero che a qualche decina di km da dove viveva abitasse uno che aveva messo in piedi una fanzine su Jimmy Page, il suo idolo musicale. Ci conoscemmo di persona in centro a Modena nel negozio di dischi che ero solito bazzicare e in qualche altra occasione, ricordo che mi inviava elenchi (scritti a mano … i computer ancora non esistevano) delle session pre zeppelin di Page che aveva avuto modo di verificare … che tempi ragazzi. Ricordo inoltre che mi parlò anche del concerto di Edgar Winter che vide a Bologna nel 1981. Mike era inoltre un grandissimo appassionato di Yardbirds e – ovviamente – di musica Rock e vinili in genere.

Con l’avvento del blog i nostri contatti si intensificarono, a volte avevamo differenti vedute e non avevamo paura di battibeccarci un po’, in fondo erano scambi divertenti per entrambi; nei due o tre anni pre covid ci vedemmo qualche volta nel mio paesello natale, la mia Nonantola che chissà perché amava molto, fare colazione insieme, parlare del blog e del nostro Jimmy Page, dargli i video e audio bootleg che avevo doppi per me era un piacere, e lui – generoso com’era – contraccambiava sempre con regali a sfondo rock … non me li scorderò più quei sabati mattina. 

Ora elaborare che non c’è più mi riempie il cuore di tristezza, e penso a lui, a sua moglie Stefania e alle loro due figlie. Dopo Alcadoc, se ne va un altro pezzo del blog, Mike era quello commentava più spesso, quello con cui avevo un contatto diretto, quello che in definitiva mi riempiva sempre di complimenti. Non so come faremo senza di lui. Mike aveva appena compiuto 67 anni.

Mauro Bortolini

Il nostro Mike Bravo

Sapete come la pensiamo qui, preferiamo evitare la retorica e le credenze di circostanza, ma caro Mike, ovunque sia ora la scintilla di energia che ancora ti rappresenta, sappi che ti penseremo e che ci mancherai molto. Buon viaggio amico mio.

 

 

 

I got to move (feeling locked in a cage blues)

30 Set

Settimana di ferie buttata nel cesso, passata da solo a cercare di frenare l’irrequietezza e finire invece per gonfiarla, per tatuarmela addosso. Partito pieno di progetti finisco per non portarne a termine nemmeno uno. Suono con fastidio la chitarra, e dunque suono male, sistemo i miei archivi musicali ma lo faccio con malessere spirituale quindi non godo dell’ordine che metto in opera, affronto i miei scritti che dovrei e vorrei continuare come fossero una seccature … quando erigo il pezzo di Muddy Waters a mio manifesto personale non è un vezzo per fare la parte del pseudo artista tribolato, goddamnit!

Le macchine vendemmiatrici hanno finito il loro lavoro lasciando le viti spossate e in pessimo stato, la campagna proletaria in cui vivo sembra perdere quel minimo di fascino che pur aveva, raccogliere le foglie morte che coprono l’aia, metterle nei sacchi di iuta, posizionarli sul ponte per la prossima raccolta di fogliame e potature da parte della azienda municipalizzata che si occupa della cosa … si è mai visto Johnny Winter fare queste cose? 

 

SERIE TV: “Rapinatori – La Serie” (Francia 2021) – TTT+

Droga, rivalità tra bande, tradimenti, risse, armi, violenza e omicidi tra la Francia e il Belgio. Niente di eclatante, ma è fatta benino e si lascia guardare.

Titolo originale: Braqueurs. Titolo internazionale: Ganglands. Francia (2021 – in corso) – Stagioni: 1. Episodi: 6. Serie a lunga narrazione – Distribuito da Netflix

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SERIE TV: “L’Uomo Delle Castagne” (Danimarca) – TTT½

Da quando vidi The Bridge (la serie originale nota con il titolo Bron in lingua svedese e Broen in danese) il genere Nordic Noir è diventato uno dei miei preferiti per quanto concerne le serie TV.

L’uomo della castagne è una produzione di Netflix Danimarca basato sul romanzo omonimo di Søren Sveistrup pubblicato nel 2018.

Gli ingredienti del Nordic Noir ci sono tutti: tensione, terrore, atmosfera cupa, personaggi con vite non facili e piene di drammi. Serie niente male e godibile ambientata a Copenhagen.

Titolo originale: The Chestnut Man. Danimarca (2021 – in corso) – Stagioni: 1. Episodi: 6. Serie a lunga narrazione. Distribuito da Netflix

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GATTE ALLA DOMUS

Minnie - Domus Saurea fine settembre 2021 - foto TT

Minnie – Domus Saurea fine settembre 2021 – foto TT

Stricchi - Domus Saurea fine settembre 2021 - foto TT

Stricchi – Domus Saurea fine settembre 2021 – foto TT

SUL PIATTO DELLA DOMUS

The Move Shazam

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Gruppo Italiano

OUTRO

Avrei bisogno di tornare al mare, rimirare la massa d’acqua salata che ricopre gran parte della superficie terrestre mi rimette in carreggiata, sistema il mio equilibrio, fa da semaforo ai miei pensieri …

Mare - foto artistica

oppure trovare qualcuno che abbia una macchina del tempo e farmi trasportare al Los Angeles Forum il 3 giugno 1973 …

magari sarebbero sufficienti altre attività umane …

Chiavare

 

E invece mi sa che dovrò accontentarmi di andare allo stadio col mio amico Pavve sabato sera a vedere Sassuolo – Inter, sperando che i ragazzi del tipo che dicono mi assomigli facciano il loro dovere.

sassuolo inter 2 ottobre 2021

In attesa dell’evento clou delle mie ferie, amplio il manifesto della mia vita e mi sparo un po’ di blues, tanto per cambiare.

Everyday, everyday I have the blues
Everyday, everyday, everyday I have the blues
Speaking of bad luck and trouble, now, it’s you I hate to lose
 
Nobody love me, nobody seem to care
Baby, nobody love me, nobody seem to care
Speaking of bad luck and trouble, now, you know I’ve had my share
 
Everyday, everyday, everyday, everyday,
Everyday, everyday, everyday, everyday I have the blues
 
I’m gonna pack my suitcase and, move on down the line
I’m gonna pack my suitcase and, move on down the line
Because there ain’t nobody worried, and ain’t nobody crying
 
Everyday, everyday, everyday, everyday,
Everyday, everyday, everyday, everyday I have the blues
Everyday, everyday, everyday, everyday,
Everyday, everyday, everyday, everyday I have the blues

Memoirs of an Officer and a Bluesman (September Blues)

22 Set

Niente, non mi riesce di dormire. Mi appisolo sul letto alle 23,45 ma all’una sono già sveglio. Il demone delle notti senza sonno mi ha ghermito, i turbamenti, i pensieri che si affollano, il lavoro, la mia identità di uomo, le mie speranze per il futuro, la felicità, la misantropia, i rimorsi, i rancori … non c’è pace per l’uomo di blues. Passo la notte a scrivere le Avventure di Aramis, a sgironzolare per il cortile, a farmi un thè caldo. Mi metto in cuffia, Heavy Weather dei Wheater Report sembra darmi un po’ di pace …ma, ehi, chi è che sta scrivendo, Tim Tirelli o Aramis?

 

Torno a letto, cerco di pensare a faccenduole positive, a certi miei colleghi che passano da “Tim sei tu il numero 1” (Giuse), a “Buongiorno Ittod”(Simosca) oppure a “Ora devo per forza farmi il taglio alla Correa per ricostruire la coppia neroazzurra” (FraTucu … ironizzando sul fatto che recentemente sembra che la mia somiglianza con Inzaghi Simone sia un dato di fatto).

La domenica arriva pallida e senza fiato, giusto un salto al ristorante, una ebrezza leggera soffia sospinta dai 65cl di una Sapporo e da due dita di Rum 1888.

Arriva la tarda sera, prima di coricarmi metto sull’impianto hifi uno dei miei dischi obliqui preferiti. Parto dal settimo ed ultimo pezzo. Dopo poco la groupie mi fa “Cos’è, Palm Beach?”

“Palm Beach?” le faccio “Non sai più nemmeno come si intitola? E’ come se io chiamassi Tormato che so Portato! Love Beach, per dio, Love Beach”!

 

Lo rimetto su al mattino mentre mi preparo per il lavoro …

… il tempo si fa freschinotto, qualche ora di sole, poi uno sguazzarotto (una piovuta improvvisa), poi di nuovo il sole che va e che viene da e tra le nuvole.

E’ settembre inoltrato, e il primo passo verso l’avtunno è passare dalle infradito alle Adilette.

Adilette – foto TT

FILM : Bac NordTTT¾

BAC Nord (The Stronghold) di Cédric Jimenez (2020 Francia – Netflix) Film poliziesco girato a Marsiglia, tratto da una storia vera. Consigliato

CAGACAZZITE ALLA COOP: 

Rimprovero un poveraccio perché con le mani senza guanto tocca tutti i kiwi nel reparto frutta per saggiarne la consistenza: “Guardi che deve usare un guanto, non può toccarli tutti a mani nude! Scusi sa, ma come direbbe Riff a gh’è dal regoli, ci sono delle regole!”. L’uomo trasale (ha tra i 55 e i 65 anni, forse meno, forse di più … sembra sconfitto dalla vita), e con lo sguardo fisso verso il basso va a prendersi un guanto. Mi sento una merda, avrei dovuto riprendere l’addetta della Coop che passa proprio in quel momento e non dà le giuste dritte al povero malcapitato; chi mi credo di essere, l’ufficiale addetto al bon ton? Ma è più forte di me, in cosa mi sto trasformando, in un vecchio brontolone?

IL REGGIANO DEL FARO

Già, sto diventando vecchio? Sto mutando in un rompicoglioni? Sono affetto dalla misantropia? O è solo voglia di rispetto per il bene comune e per il vivere insieme? E se lo è, allora perché cado nel vecchio e logoro luogo comune dove mi vorrei guardiano del faro? Un isoletta, una lingua di terra tutta mia dove assaporare la nebbia, al tepore di un maglione a collo alto, di libri e LP selezionati, di un paio di gatti e ogni tanto gettare lo sguardo là, oltre il mare infinito.

Tutto bello, a patto che ci sia la fibra ultraveloce e il collegamento TV satellitare per poter guardare le partite dell’Inter, e con la possibilità di farmi arrivare gli ordini Adidas.

JUKKA TOLONEN

Meno male che c’è il grandissimo Jukka a districarmi dai rovi in cui sono impigliato, la sua musica eccellente è una panacea per il mio animo.

THE EQUINOX

E’ il 22 settembre 2021, alle 21,20 scatterà l’equinozio d’autunno ovvero quel momento della rivoluzione terrestre intorno al Sole in cui quest’ultimo si trova allo zenit dell’equatore, evento importante per questa piccola, bislacca e speciale comunità. E allora alziamo i calici e festeggiamo tutti insieme, come tanti piccoli pianeti che girano intorno ad un sole blu(es). Buon Equinozio e buon autunno, Tyrellians.

Diagram of the Tyrellian system, with habitable moons shown. 

 

 

Mare e Mahavishnu (Pino Marittimo Blues)

17 Set

Quando vedo i pini marittimi mi si illumina l’animo, non ne conosco il motivo, forse un riflesso che mi arriva dall’infanzia e dalle spensierate vacanze al mare passate sulla riviera adriatica, resta il fatto che quegli alberi sono una panacea per la mia irrequietezza. Se sono a Roma poi e mi soffermo ad osservare il Pinus maritima immerso nel colore magico di quella città vado letteralmente in sollucchero. Arrivare in Romagna è dunque sempre un motivo di contentezza, non fosse altro che per quei magnifici pini.

Pino Marittimno

Oltre a questa dolce ossessione ho scoperto di averne un’altra, ed è l’ascoltare quasi esclusivamente la Mahavishnu Orchestra quando sono in vacanza. Non so come mai ma a questo punto è una condizione obbligata, mi metto sul lettino, scruto l’orizzonte, seguo con lo sguardo i disegni tracciati dalle bianche vele in alto mare mentre in cuffia il mio lettore lossless spara la Mahavishnu, quest’anno l’album del 1975 Visions Of The Emerald Beyond.

E dire che non sono uno di quelli che ascoltano solo musiche articolate e difficilotte, eppure la Mahavishnu di John McLaughlin è ormai diventata un bisogno, una esigenza e spirituale e fisica. E’ vero, sono cambiato, e questo già da molti anni, fatico ad ascoltare gruppi anche di nome che hanno gamme espressive e compositive ridotte o che mettono in scena arrangiamenti e soluzioni musicali mediocri, ma da qui ad intripparmi col Jazz Rock … d’altra parte è stata una (piccola) componente sempre presente in me e col passare degli anni deve aver recuperato terreno e rubato spazio ad altro, fatto sta che la Mahavishnu al mare per me è un imperativo. E se non è la Mahavishnu è roba tipo questa …

I sei giorni al mare si dipanano secondo copioni già scritti, ma comunque sempre piacevolissimi …

la tappa obbligata alla colonia del terrore (come la chiamiamo io e la groupie), la colonia dell’Agip di cui abbiamo parlato diffusamente su questo blog in passato, di notte fa sempre raccapriccio

La Colonia Agip di Cesenatico

La Colonia Del Terrore – foto TT

e mi ci vuole un bel drink per riprendermi.

TT in Romagna - settembre 2021

TT in Romagna – settembre 2021

Alla fine dei pranzetti che ci concediamo all’ombra dei pergolati dei ristobar sulla spiaggia, quest’anno mi godo i Fruttini, ghiaccioli squisiti.

Come sempre gironzolando per le località balneari vicine all’Hotel, mi soffermo su dettagli blues, come l’insegna  accesa parzialmente di un hotel, o su creazioni piuttosto kitsch

Una mattina scendo in spiaggia prima di colazione, sono più o meno le 7. Cammino sulla riva del mare e penso a te.

Early In The Morning - Romagna settembre 2021 - foto TT

Early In The Morning – Greendale, Romagna settembre 2021 – foto TT

Non può mancare la birra gelata, sorseggiata mentre monitoro l’assolato landscape marino.

Beer On The Beach - Romagna 2021 - Foto TT

Beer On The Beach – Romagna 2021 – Foto TT

Solita capatina a Tavullia, dove la Speed Queen che è con me torna a sentirsi a casa, con tradizionale pizza da Rossi insieme alla Floro Bisello Wakeman Experience.

Ritorno in spiaggia early in the morning, stavolta è l’alba, l’aria fresca, la bassa marea, l’acqua fredda del mare, il sole che nasce e lo spirito dell’uomo di blues che sono in piena libertà … frammenti del passato tornano in superficie, tra i riflessi argentati del sole sulle increspature della bassa marea mi rivedo con Mother Mary in una mattina di settembre di qualche decennio fa e la sento dire “Stefano, respira lo iodio che fa bene“. Fu lei ad abituarmi a queste passeggiate di prima mattina, credo fossi nella fase della prima adolescenza, e io e lei in spiaggia a valutare i giorni nascenti dell’estate inoltrata è uno dei ricordi più teneri che ho.

TIM & Mother Mary – Lido di Pomposa anni settanta

In quest’alba fresca cammino immerso nei miei pensieri, sento le tossine lasciare il mio corpo mentre le adidas macinano km sulla fredda sabbia bagnata. Incrocio una giovane (almeno per me) donna tutta sola, deve avere 40 anni, pantaloni da joggin’, maglietta che si intravede sotto la felpa; sembra sicura di sé, è decisamente una tipa sportiva, pare anch’ella meditabonda nell’osservare il mare. Ha lo stesso sguardo della donna di cui cantano i Rolling in FAR AWAY EYES, dunque per me irresistibile.

Sono quasi portato a dirle “Buongiorno beautiful girl, come va? Scappiamo insieme?”

Ma non sono un cantante, non ho quell’approccio, sono un misero chitarrista rock, un uomo di blues destinato a cercare se stesso dentro al riflesso del sole sull’acqua. Lascio la spiaggia, torno verso l’hotel, mentre lo faccio mi imbatto in un uomo sui settant’anni che ha appena lasciato l’edicola all’angolo, guardo che quotidiano ha acquistato … “Libero” …. sacramento e torno in quell’immondezzaio che è il mondo reale.

La passeggiata fino alla Colonia dell’Agip by day è d’obbligo, l’effetto DDR garantito.

La Colonia dell'agip - Caesenatensis, Settembre 2021, foto TT

La Colonia dell’Agip – Caesenatensis, Settembre 2021, foto TT

L’AD della azienda per cui lavoro è a nemmeno 20 km di distanza, ci invita a mangiare il pesce in un ristorante di livello, io, lui e le nostre groupie. Io mi presento con una delle mie camice frufru (come direbbe Saura), gilet, foulard … divisa d’ordinanza dell’uomo di blues, lui col Chiodo. Oltre ad annoiarlo con le mie insignificanti storielle, i discorsi che facciamo vertono spesso sui Led Zeppelin, Jimmy Page e il rock in generale. E capisco una volta di più gli amici (e la stessa Saura) quando mi dicono a tal proposito “va mo’ là che hai una bella fortuna”.

Mi vedo anche col nostro Bodhràn, il mio tosco-romano amico anche lui – stranamente – in vacanza da queste parti; una seratina a quattro sul porto canale di Ziznàtic, location che ogni volta vira verso la meraviglia. Da quanto sono in contatto col mio amico post hippie? Trenta, trentacinque anni? Di cose di cui parlare ne abbiamo un bel po’.

Tim sulla destra con le Adidas.

Il tormentone di quest’anno è relativo ad una domanda che un negoziante di etnia incerta (forse cingalese) pone a Saura una sera; intenta a cercare un nuovo bikini che le piaccia, si ferma a valutarne i modelli messi in mostra fuori dal negozio. Essendo la donna che è preferisce fogge lineari, senza fronzoli. Il tipo del negozio vuole aiutarla nella ricerca ed è uno spasso vederlo intento a capire – in una lingua non sua – che tipo di costume vorrebbe la sua potenziale cliente. Lo vedo cercare nei diversi stand in cui i costumi sono appesi e interagire con Saura. Va da lei con un costume nuovo ogni minuto e le chiede – con accento affrettato e affettato – “Questo modello?”. Non è carino sorridere dell’inflessione bislacca di uno straniero, ma la cosa è molto divertente. Questo modello? diventa dunque il tormentone di questa fine estate per me e Saura. 

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Al mare la mia fede si si riflette nei costumi, negli occhiali e nei pensieri che elaboro, già, penso spesso alla beneamata, mi interrogo su che tipo di annata sarà, e rimango sospeso tra speranze, consapevolezze e timore per l’ignoto.

Shades - Romagna settembre 2021 - foto TT

Shades – Romagna settembre 2021 – foto TT

Cammino di prima mattina sul lungomare, direzione edicola. Compro lo speciale estivo di Zagor (che Saura troverà “imbarazzante” e io “entusiasmante”)

 

Zagor estate 2021

Sento una turista straniera chiedere – esprimendosi in un idioma inventato – dove può acquistare delle sigarette, allorché l’edicolante risponde con padronanza della lingua inglese perfetta: “Tabacchi … Tabac …”.

Tabaccheria

Poteva mancare la puntata al kartodromo Happy Valley? No di certo. Poteva Saura – dopo 12 mesi esatti che non saliva su un Kart – permettere a qualcuno di batterla? No di certo. E infatti il piccolo bolide n.48 da lei guidato è al primo posto della classifica finale.

L’Adriatico di queste latitudini secondo me ha una nomea che non merita. Naturalmente non può competere con certi mari, ma la qualità dell’acqua in una area così urbanizzata è da considerarsi più che buona, lo conferma anche Goletta Verde nel bollettino estate 2021.

Goletta Verde tabella 21021

Ci sono giorni in cui la limpidezza è totale e bagnarsi in quelle acque è una meraviglia

Ci concediamo un pranzo come si deve in un buon ristorante della zona, certe prelibatezze sono una delle piccole gioie della vita.

Piccole gioie della vita, Greendale, Romagna, Settembre 2021 - foto TT

Piccole gioie della vita, Greendale, Romagna, Settembre 2021 – foto TT

Sei giorni passano in fretta, il venerdì lo dedico alla contemplazione di questo mare e di questi luoghi famigliari e di come un’altra mini vacanza volga al termine. Scruto il mare dalla cresta bionda di Saura …

Greendale, Romagna, Settembre 2021 - foto TT

Greendale, Romagna, Settembre 2021 – foto TT

Meditabondo mi godo questi ultimi spiccioli di mare … perchè tanto lo so che castles made of sand
fall in the sea eventually

Greendale, Romagna, Settembre 2021 - foto TT

Meditabondo Blues, TT in Greendale, Romagna, Settembre 2021 – foto TT

Castles Made of Sands, Greendale, Romagna, Settembre 2021 - foto TT

Castles Made of Sands, Greendale, Romagna, Settembre 2021 – foto TT

In Hotel una signora mi chiede:

“Scusi, ma lei è quello della televisione?”

La guardo allibito col mio solito ghigno …

“No perché lei mi sembra l’allenatore dell’Inter” mi dice ridendo.

Sarà stata la felpa dell’Inter che indosso o il taglio di capelli in qualche modo simile, ma non posso che risponderle

“No signora, purtroppo no, magari lo fossi, magari lo fossi …” allenare la mia squadra del cuore, ah sarebbe una faccenda cosmica per me:

“Ivan, dio pòver, a t’ho det ed fer acsè …ti ho detto di far così!”,

“Tucu bisogna che poi fai goal!”,

“Brozo, se ti fai un altro tatuaggio at ‘mas, ti ammazzo!”,

Arturo, le birre le devo bere io non te, diomadàna, dio d’una madonna!”,

“Chala, qui non siamo al Milan, bisàgna et zog ben …bisogna che giochi bene”,

“Piero, mi devi compri un portiere, se vuoi i soldi te li do io…”,

“E statemi bene a sentire tutti, d’ora in poi nello spogliatoio prima delle partite si ascoltano solo i Led Zeppelin, a manetta!!!”

Saura guarda divertita, poi mi abbassa la mascherina e dice: ” Ma sai che quasi quasi la signora ha ragione …”

Simone Inzaghi

Inzaghi Tim

L’ultima sera la passiamo a Doe (Cervia insomma), affollata, un po’ caotica, ma bella. Ci spariamo uno di quei gelati che fanno girare la testa e diciamo arrivederci al mare, alle vacanze, ai giorni belli.

Cervia, Romagna, Settembre 2021 - foto TT

Doe, Romagna, Settembre 2021 – foto TT

L’indomani, rincasato, alla Coop per le solite provviste settimanali, capisco che ho bisogno di droga per affrontare la fine delle vacanze e il conseguente ritorno al lavoro e allora ecco che la trovo nello scaffale delle caramelle, con Saura che mi dice “T’è propria un putén …se proprio un bambino”.

E va beh, torniamo in pista, let’s work, kill poverty.

PS: “Questo modello?”