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La Cattiva a Saint Martin On The River, il sinodo d’estate degli illuminati del blues e la compilation di Picca e Tim

10 Lug

La CATTIVA COMPAGNIA langue da qualche mese, problematiche di vario tipo impediscono al gruppo di restare attivo; poi all’improvviso chiama il proprietario di un locale e ci chiede la disponibilità per un concerto da lì a qualche giorno. Naturalmente accettiamo…non faremo le prove, siamo fermi da marzo, siamo arrugginiti ma il rock and roll non è qualcosa di comodo.

La preparazione al concerto è sofferta: la notte tra mercoledì e giovedì la passo al pronto soccorso…la madre della groupie ha un problemino, preferiamo non rischiare. Passiamo otto ore al PS di Regium Aemilia; usciamo alle 5,30 di mattina. Io e la groupie guardiamo l’alba che monta sulla città, con i lampioni che si spengono, le genti che si svegliano, gli uccelli che si mettono a cinguettare. Alle 6 mi butto sul letto. Alle 12 mi sveglio, una doccia, corro da Brian e al pomeriggio sono in ufficio. La sera non avrei proprio una gran voglia di prendere in mano una chitarra, ma devo se voglio limitare le figuracce.

Venerdì riesco a scaricare, grazie alla generosità del mio amico AMDUSCIA, il nuovo bootleg soundboard dei LZ, THE KING’S (sic) OF THE STONE AGE, Nassau Coliseum 13 febbraio 1975. E’ sempre una emozione ascoltare in ottima qualità audio un concerto dei LZ. Alle 13 esco dall’ufficio e mi fiondo alla domus saurea. Pranzo, insieme alla groupie carichiamo le due macchine (l’impianto naturalmente dobbiamo portarlo noi, così lo abbiamo chiesto in prestito ai nostri amici dei TACCHINI SELVAGGI, con cui condividiamo – malgrado le gelosie  – la bassista preferita), una doccia e si parte.

Gli operai del rock si mettono al lavoro e in breve tempo il palchetto del WHISKEY A GO-GO (va beh, il CAZTUS CAFE’) è pronto…

Cattiva Compagnia - the catzus cafè stage

Un check alle chitarre…

Cattiva Compagnia Tim Tirelli guitar army

Cattiva Compagnia Tim Tirelli guitar army

Un birretta in compagnia di Lorenz…

Lorenz & Tim - foto di LST

Lorenz & Tim – foto di LST

E si parte. Sono e siamo un po’ arrugginiti, ma nel complesso non siamo andati male. Qualche accordo poco preciso, qualche attacco non proprio esatto, ma anche tanta energia e voglia rock.

Momenti particolari: prima di CAN’T FIND MY WAY HOME il manico della mia chitarra prende contro qualcosa senza che me accorga; la corda di SI si trasforma in un (non ricordo bene) LA o in un RE. L’accordatura standard prende una piega obliqua, che comunque non stona del tutto con la canzone. Come PAGE anche io invento (per caso) accordature, diventerà un mio marchio di fabbrica…la famosa timtirelli’s semi-open tuning E A D G A-or-D E, il mio prossimo nickname sarà EADGAODE. L’altro momento che ricordo bene è l’assolo armonizzato di CAN’T GET ENOUGH, io e Lorenz in sincrono più o meno perfetto…che bel sentimento chitarristico.

CC. San Martino 5/7/13: Introducing the band. da sx a dx Pol, Lele, Tim, Lorenz, Saura

CC. San Martino 5/7/13: Introducing the band.
da sx a dx Pol, Lele, Tim, Lorenz, Saura

Ci vengono chiesti anche un paio di bis, così procediamo e chiudiamo con WHOLE LOTTA LOVE e HEARTBREAKER. Quest’ultima l’ avevo tolta dalla scaletta, se si è un po’ arrugginiti si rischia di fare la figura di PAGE all’ATLANTIC 40TH ANNIVERSARY DEL 1988…al momento della scarica elettrica dell’assolo senza la band butto la mano, chissà che ne viene fuori. Meno male che sia la telecamera in mano a mia sorella (videoripresista ufficiale della CATTIVA) e il registratore audio in mano a JAYPEE hanno smesso di funzionare in tempo.

Solite chiacchiere post concerto, smontaggio del palco, caricamento delle macchine e via a casa. Giunto in garage download dell’impianto, posizionamento dello stesso nella stanzina. Doccia e (senza che veda la groupie) un goccio di Southern Comfort prima di andare a letto. La adrenalina è ancora in circolo, così faccio ciò che avrebbe fatto PAGE dopo un concerto al NASSAU COLISEUM (droga esclusa of course). Spengo la lampada che sono le tre passate. Sospiro, penso ai miei sogni, poi mi lascio trasportare dalle correnti ascensionali che mi portano tra i notturni dei cieli estivi…”New York, good night”.

Sabato mattina, ore 7,30: suona la sveglia corro da Brian. Sono così cotto che non perdo la pazienza col mio vecchio. Lo porto in giro, la barista asiatica del bar di Chen il cinese mi sorride, entro al Conad del Torrenova per far la spesa per Brian….e mentre lo faccio mi dico che an s’è mai vèst Frank Marino andèr a fer la spesa dop aver sunèe al  GIORNO NEL VERDE al Colosseo di Querceto nel 1979 (il DAY ON THE GREEN all’OKLAND ALAMEDA COLISEUM insomma).

La sera che arriva questa volta è diversa dalla sera prima, c’è il SINODO D’ESTATE DEGLI ILLUMINATI DEL BLUES. La serata è speciale perchè c’è l’iniziazione dell’aspirante confratello blues FABRITIUS SIMONORUM, Biccio insomma, colui che è carne della mia carne, anima della mia anima, il mio fratello di blues e di sangue, quello con e grazie a cui scoprii (qualcosa come 7 lustri fa) i FREE e JOHN MILES. Siamo solo in sette (groupie del blues compresa), il confratello JAYPEE è il solo ad avere la giustificazione (è in tour con gli STICKY FINGERS VIGNOLA EXPERIENCE), gli altri confratelli-fighette vengono retrocessi all’unanimità a “bidelli del blues”. La serata però è fantastica, siamo in forma, abbiamo l’hard rock blues che ci pompa nelle vene siamo in modalità “don’t take no prisoners”. Cena a base di pesce alla piccola Festa Dell’Unità di Gavassae (dove suona il gruppetto di liscio, stavolta col bassista sostituito da una tastierina triste triste) e poi ritrovo nell’outdoor notturno della domus saurea.

Illuminati del Blues alla Domus Saurea - Luglio 2013 (da sx a dx: Riff, Biccio, Sutus, Liso, Tim, Picca)

Illuminati del Blues alla Domus Saurea – Lugluio 2013 (da sx a dx: Riff, Biccio, Sutus, Liso, Tim, Picca)

Biccio porta in dono una bottiglia di Southern Comfort, il giusto beveraggio che fa da contorno alla cuca (anguria) e al gelato della award-winning gelatery di Borgo Massenzio.

A mò di ostia dono ai confratelli la compilation che insieme a Picca ho assemblato…un paio di cd all’apparenza anomali per dei fan di ALLMAN BROTHERS, GENESIS, NEIL YOUNG, BOB DYLAN, EMERSON LAKE AND PALMER e LED ZEPPELIN come siamo noi, ma le nostre anime sono onnivore e allora via, andiamo a naufragare nei passaggi del tempo…

tim & picca album

tim & picca album retro

Il Confratello Picca porta in dono vinili di estrema bellezza (DOORS, JACKSON BROWN, BEATLES, ROLLING STONES, DYLAN (con poster interno) e per me THE SONG REMAINS THE SAME versione giapponese con tanto di OBI) e Paolino Lisoni Cd in versione deluxe editions e digipack…ripeto, deluxe edition e digipack. Sono basito dai fremiti d’amore (virile s’intende) che sentiamo l’uno per l’altro. Questa porca vita non ci avrà, cazzo, almeno fino a che un alito di vento blues soffierà sulle nostre pianure piatte e afose, proletarie e piene di buoni sentimenti.

Fino alle due di notte stiamo a parlare, senza fermarci un attimo, di musica rock. Lo scrivo sempre lo so, ma che bello, cazzo! Li accompagno sulla carreggiata John Miles dove sono parcheggiata le macchine. Un abbraccio e un arrivederci…che il DARK LORD vegli su di noi.

THE DARK LORD

THE DARK LORD

La domenica di nuovo da Brian, o meglio Brian nel posto in riva al mondo. In campagna Brian si svaga un po’…passeggia per i campi, va dietro ai gatti, mi guarda mentre faccio il bagno della piscinetta. Tenerlo a bada è comunque lavoro impegnativo, ma me la passo grazie ai commenti che mi arrivano via email dai confratelli:

PICCA: “grazie della bella serata, abbasso i bidelli del blues”

LISO: “compilation perfetta (a parte chris rea) flor d’luna pietra miliare, malinconica, struggente, capolavoro assoluto del chitarrista messicano, sarà il tormentone dell’estate 2013… domus saurea come Headley Grange o Villa Nellcote. Confratelli alla prossima!!! Music was my first love and it will be my last”

TIM: “FLOR D’LUNA zenith chitarristico dell’umanità intera. Stop. CARLETTO SANTANNA come e più di LUDOVICO DA CAMPOBIETOLE (Beethoven insomma).Stop.Confraternita del Blues fulgido esempio di fratellanza a base etica e morale per il perfezionamento delle condizioni dell’umanità. Stop. SOUTHERN COMFORT nettare (e martello) degli Dei che da conforto ai Confratelli di Tim Tirelli. Stop. Riuscitissima iniziazione di Fabritius Simonorum.Stop. Till the next time we say goodbye…  Massenzatico…goodnight!Stop.Gloria In Excelsis Miles. Magister Timotheus”

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LISO: “Music min 4:44 john miles e’ sulla luna”
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TIM: “Quando giovincello arrivavo a quel punto iniziavo a tremare e ad avere la pelle d’oca. E prontamente riposizionavo la puntina su quel punto. Anche al minuto 5:10. quando con ancora più enfasi nel cantato e john Miles è su…saturno. D’ora in poi “Music minuto 4 e 44” farà parte del lessico del cerchio più ristretto dei maestri massenzio, per indicare “il sublime”. Per accrescere la suggestione, gli altri confratelli potranno schiacciare l’acceleratore con “Music minuto 5 e 10”. John Miles, noi ti lodiamo, ti benediciamo, ti adoriamo! Ti glorifichiamo, ti rendiamo grazie per la tua gloria immensa! Magister T
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BICCIO: “Grazie a tutti per la bellissima serata e per l’accoglienza ricevuta dai membri della Congregazione.”
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Lunedì mattina diretto in uffico,  verso Masone mi accorgo che i cartelli con i nomi delle vie hanno impostazioni diverse…alcuni col bordo blu, alcuni col bordo giallo, alcuni con le prime lettere dei nomi e cognomi maiuscole, alcuni invece con le minuscole, altri -INCREDIBILE- con la prima lettera del nome minuscola e la prima lettera del cognome maiuscola. Roba da non dormirci la notte.

Arrivato a Stonecity,mi fermo a fare il pieno all’ex distributore IES, ex perche il nuovo gestore, stanco delle vessazioni e della poca serietà del marchio, ha stracciato il contratto, ha fatto ridipingere le tettoie, ha cambiato l’insegna: V per Vaccari. Mi piacciono un sacco queste storie. Il gestore avrà 65 anni buoni, viene da Nonantola, e a quell’età prende in gestione un distributore e apre un brand tutto suo. Il carattere emiliano, cazzo! Mitico.

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Economizing on the blues

2 Lug

Pausa pranzo in ufficio: insalata di riso, frutta fresca, acqua Lete. Come al solito mi aggiro tra i soliti siti alla ricerca di qualche cd da comprare per alleviare i miei blues. Uno di questi ieri sera mi ha preso alla gola, tanto che ho dovuto mettere in registrazione il film che stavo vedendo su Sky e fare due passi  giù in cortile. Guardo un po’ in giro, deluxe edition, mini box set, edizioni giapponesi…poi arrivo a scoprire che sono appena stati rimasterizzati i primi dischi dei BLACKFOOT.

blackfootbundle

Uh, che prelibatezza. MARAUDER è uno di quegli album con cui sono cresciuto, quindi decido di non perdere la ghiotta occasione, che è un po’ meno ghiotta quando capisco che la cifra è in sterline; ma va bene lo stesso, ho bisogno di un po’ di soddisfazione garantita, ecco… seleziono il pagamento con  paypal…paga ora o  continua lo shopping? Dai, pago ora, ecco sto per dare invio quando squilla il cellulino: è Paolo Lisoni che vuol sapere a che ora suoneremo venerdì sera al Whiskey A Go-GO (va beh, il Caztus Cafè) di San Martin On The River. Mi chiede cosa sto facendo, gli spiego che stavo cercando un po’ di sollievo acquistando qualche cd dei Piedi Neri “Ah”, mi fa Paolino “siamo messi così!”.

Il coito è stato interrotto, le nuvole nere del futuro passano lente sopra la mia testa, non ho più il coraggio di spendere diverse decine di euro in cd. Peccato, ora non mi resta che continuare a scrivere il diario di un uomo che lavora...

Pomeriggio, in giro per lavoro, rollin’ down Stonecity’s avenues. Passo per Maranello, mi fermo all’edicola, quella toga, quella del mio amico Marchino con tutti i giornali esteri. Tralascio il reparto fumetti, ieri li ha già presi la groupie. PROG ha TUBULAR BELLS in cover, posso soprassedere; CLASSIC ROCK ha in copertina Bonamassa con la doppiomanico, ma non è che mi piaccia granché il KEVIN SHIRLEY protegè dunque non considero l’acquisto nemmeno per un secondo. BLUES ha GARY MOORE, qui faccio un po’ più di fatica a passare oltre, non mi interessano i suoi album blues, ma gli album hard rock degli anni ottanta li ho tutti. Devo risparmiare, dai, lasciamo stare. Poi arrivo a MOJO con KEITH e MICK in copertina…cazzo!

Mojo July 2013 Rolling Stones

Rimango un minuto a contemplarlo, ma non cedo. Mi ripeto che l’immediato  futuro potrebbe essere fosco e allora, STOP COI ROLLING STONES!

Me ne torno sconsolato nella blues mobile e nel caldo pomeriggio estivo, mentre attraverso quartieri industriali, piste automobilistiche e rotonde, mi ascolto STORIE DEL MISTERO E DELL’IMMAGINAZIONE del PROGETTO DI ALAN DEL PRETE. Nella quarta e nella quinta canzone canta GIOVANNI DI MILO (nome d’arte di GIOVANNI DA CITTA’ DEL FIUME ARGENTATO), e si sa…lui riesce sempre a rimettermi in piedi…

Digipack

Note:

Parson Name Meaning English: from Middle English persone, parsoun ‘parish priest’, ‘parson’ (Old French persone, from Latin persona ‘person’, ‘character’), hence a status name for a parish priest or perhaps a nickname for a devout man. The reasons for the semantic shift from ‘person’ to ‘priest’ are not certain; the most plausible explanation is that the local priest was regarded as the representative person of the parish. The phonetic change from -er- to -ar- was a regular development in Middle English.Americanized form of one or more like-sounding Jewish names.Americanized spelling of Swedish Pärsson, Persson (see Persson).

Miles Name MeaningEnglish (of Norman origin): via Old French from the Germanic personal name Milo, of unknown etymology. The name was introduced to England by the Normans in the form Miles (oblique case Milon). In English documents of the Middle Ages the name sometimes appears in the Latinized form Milo (genitive Milonis), although the normal Middle English form was Mile, so the final -s must usually represent the possessive ending, i.e. ‘son or servant of Mile’.English: patronymic from the medieval personal name Mihel, an Old French contracted form of Michael.English: occupational name for a servant or retainer, from Latin miles ‘soldier’, sometimes used as a technical term in this sense in medieval documents.Irish (County Mayo): when not the same as 1 or 3, an Anglicized form of Gaelic Ó Maolmhuire, Myles being used as the English equivalent of the Gaelic personal name Maol Muire (see Mullery).Jewish (eastern Ashkenazic): unexplained.Dutch: variant of Miels, a variant of Miele 3.

Errington Name Meanin English (Northumberland): habitational name from a place in Northumbria, so called from a British river name akin to Welsh arian ‘silvery’, ‘bright’ + Old English tun ‘enclosure’, ‘settlement’.

Source: Dictionary of American Family Names ©2013, Oxford University Press

Popstars in salotto

27 Giu

Tre sere consecutive da Brian. Lo lavo, gli preparo la cena, lo porto a far due passi e lo metto a letto. Questo dopo giornate di lavoro non proprio esaltanti. Torno a Borgo Massenzio attraversando la calda sera emiliana. Sono di umore grigio, sono stanco, ce l’ho col mondo. Cerco di rilassarmi, mi sono ripromesso di non portare lo stress e le vibrazioni negative a casa. Penso alla piscinetta da uomo di blues che ho giù nel pratino, una di queste domeniche mi aspetta una bella nuotata di due bracciate in mezzo metro d’acqua. Non vedo l’ora.

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La piscinetta nel posto in riva al mondo – foto di LST

Ascolto la compilation che sto assemblando a fatica con Picca, a fatica perché Picca mi caga solo di striscio…starà soffrendo il caldo dei suoi blues anche lui. Valuto l’accostamento dei brani, come s’ insediano l’uno nell’altro. Certo che alcuni pezzi sono proprio belli. Arrivo alla domus saurea, entro e nel corridoio trovo Palmiro stravaccato sul pavimento alla ricerca di un po’ di refrigerio. “Dura eh la vita Palmir? Hai limato del ferro oggi eh?”. Non mi degna di uno sguardo, lo scavalco.

Palmiro soffre il caldo - foto di LST

Palmiro soffre il caldo – foto di LST

Con la coda dell’occhio vedo che in salotto c’è un’estranea, metto a fuoco…cazzo, ma è PINK. Rimango a bocca aperta. PINK! Se non mi cagasse solo di striscio chiamerei Picca. Parto col mio inglese dalla patetica pronuncia emiliana:

“Exchiusmi Pink, bat wot ze fac iu du iar?”

Pink mi sorride. Non dice niente. Io allora aggiusto il mio inglese e insisto:

I am one of your fans. I like hard rock music and the Love Beach album but I like also your FUNHOUSE cd. Would you please sing something for me? What do I know…GLITTER IN THE AIR, my fave…or your beautiful version of BABE I’M GONNA LEAVE YOU”.

Continua a sorridere,  sembra quasi che ci stia…

“PINK, to me you are a beautiful fyga, can I offer you an ice cream in the award winning gelatery of Massenziosburgh?”

Non risponde. Uhm, c’è qualcosa che non va…questa PINK ha in mano un cd live degli YES, mi sa che è una finta Pink. Che sia Leopolda, la corrispettiva di Leopold, quell’australiano che ha preso il posto di Page?  Va beh, tanto io non sono mica FRANK MARINO…

“Veh, Pink, Leopolda, vin mo’ meg a tor un zlèe a Masinsàdeg…ca fòm du pas al fresc.” (“Veh, Rosina, vienimo’ con me a prendere un gelato a Massenzatico…che così facciamo due passi al fresco…)

Leopolda Pink

Leopolda (Pink) – la groupie col nuovo look

Pink 2

Pink 5

Caro diario & il potere taumaturgico di John Miles

26 Giu

Caro diario, domenica sera me ne tornavo a casa dopo aver passato la giornata a fare il badante a Brian, mio padre. Avevo ormai oltrepassato le porte del bosco di pioppi di Molino di Gazzata e percorrevo a media velocità la blue highway che porta al posto in riva al mondo quando, ad un incerto punto,  mi accorsi che stavo iniziando a sospirare sempre più forte. In breve mi parve di essere precipitato in un dirupo dell’anima da dove non riuscivo più a risalire. Il fine settimana che stava finendo era stato uno di quelli difficili; sabato avevo dovuto affrontare un imprevisto, uno di quelli che razionalmente sapevi che potevano capitare, ma nel trovarcisi in mezzo poi capivi quanto complicato fosse gestire la situazione.

Caro diario, credo di avere fatto il mio dovere in quel frangente, avevo reagito in modo fermo, razionale, pur senza perdere la tenerezza. Mi ero anche sentito dire un “ma come fai ad essere così forte?”, a cui avevo risposto minimizzando la cosa…“ma sai, un uomo è programmato diversamente rispetto ad un donna ad esempio”. Ma in definitiva lo sapevo di avere certe caratteristiche, sapevo di essere “uno che non si perde”, come diceva Julia.

Caro diario, a proposito di Julia, mentre tornavo domenica sera mi avrebbe fatto piacere avere ancora Julia con cui fare due chiacchiere, confrontarmi con lei mi aveva sempre aiutato a mettere in ordine i miei pensieri e i miei sentimenti, a piegare i miei blues e riporli con cura nei cassetti.. Domenica sera invece ero lì da solo, guidavo, e mentre guardavo la luna piena alla mia sinistra capii che mi ero messo a piangere…

Luna piena su Molino Di Gazzata - foto di TT

Luna piena su Molino Di Gazzata – foto di TT

Caro diario, mi vergogno un po’ a dirlo, ma poi penso che piangere sia un riflesso pieno di umanità, è l’accettare il momento di tristezza e renderlo noto agli altri, il recepirlo ed elaborarlo. Ma domenica sera ero lì da solo, con la luna e la musica. Sì, stavo ascoltando una compilation che con l’aiuto di un amico avevo messo insieme nei giorni precedenti…è con A SALTY DOG che iniziai a piangere, con EUROPA mi ripresi un po’,  LANDSLIDE mi fece franare di nuovo ma poi arrivò MUSIC e grazie ad essa fui in grado di risalire il dirupo dell’anima in cui ero precipitato. Percepivo in modo netto il grande potere taumaturgico della MUSICa, sapevo che grazie ad essa mi sarei rimesso in piedi ancora un volta, che come diceva quella gran figa della Terry “Si ricomincia”.

Caro diario, domenica sera arrivai finalmente nel posto in riva al mondo, la luna era sempre lì, ma il cielo aveva preso una una sfumatura di blu scuro deciso, là dove l’indaco si scioglie nella grande tavolozza del cielo notturno. Caro diario, come vedi sono un poetuncolo da strapazzo, ma anche queste cose mi servono a smarrire i fiotti di tristezza della mia piccola anima blu. Sì, blu, per una volta blu e non blues.

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Luna piena nel cielo indaco del posto in riva al mondo – foto di TT

Me ne stavo a rimirare la luna mentre MUSIC volgeva al termine, mi sentivo tutto un fremito, come se un raggio pieno di speranza e di forza proveniente dagli abissi siderali mi centrasse in pieno. Risentire l’ultima strofa portata in trionfo dall’orchestra mi fece di nuovo piangere, ma erano lacrime piene di vita, di accettazione della condizione umana, di risolutezza per e nel continuare a testa più o meno alta il cammino. Caro diario, spero di non averti annoiato, lo so che sono sempre i soliti blueselli di Tim Tirelli, ma che vuoi farci, tuffarmi tra le le tue pagine è piacere a cui non so resistere, lo scriverti è un balsamo senza pari per questo mio vecchio cuoricino di rock and roll, cuoricino che vorrebbe tanto battere all’unisono con quello di qualcun altro.

…To live without my music
Would be impossible to do
‘Cause in this world of troubles
My music pulls me through…

Storie dell’Emilia profonda: le autolinee Fernando Imovilli

25 Giu

Venerdì scorso ero al funerale di un vecchio zio acquisito. I funerali ormai sono le uniche occasioni per rinsaldare i rapporti con parenti che non vedi da anni e anni. Son lì che mi trattengo con zii e cugini quando mi si avvicina una figura conosciuta che però fatico a collocare nell’album dei ricordi. In dialetto reggiano stretto mi chiarisce ogni cosa:

MISTER X” Ciao, te t’è Stefano, al fiòl d’la Mara, vero?” (Sei Stefano il figlio della Mara vero?)

TIM “Sè, a sun mè, vò chi siiv?” (Sì sono io, voi chi siete?)

MISTER X: “A sun Francesco, al cusèin ed tò mèdra” (Son Francesco, il cugino di tua madre).

TIM: “Francesco! Ma sì, certo! Come sta?”

FRANCESCO MISTER X: “A stag bein. ‘scolta, finìi al funerèl, prèma d’andèr a ca’, pasa da me ca’t dag un lèber con la storia dal curèri et to nòon. T’el sè in du stag, vèdet a stag lè. An scurdèret mia. Ciao” (Sto bene. Senti, finito il funerale prima di andare a casa passa da me che ti do il libricino che ho scritto sulla storia delle corriere di tuo nonno. Lo sai dove sto, vedì sto lì…”

TIM: “va bèin, a fom acsè, a pàas dop. A se v’dom.”

Francesco ha un forno, proprio di fianco alla vecchia casa di mio nonno, casa che comprò anni fa, demolì e ricostruì rispettando l’architettura originale. Francesco ha sempre tenuto molto alla IMOVILLI legacy. Finito il funerale passo da lui, ricevo il libricino e mi metto in macchina a leggerlo. Non avevo mai visto vecchie foto delle corriere e della casa di mio nonno . E’ un colpo al cuore. Quello che sapevo era quel poco che ricordavo dai racconti di mia madre. A 22 anni mio nonno comprò a rate un taxi e con questo portava avanti indietro la borghesia di San Martino In Rio a Reggio Emilia. Qualche anno dopo comprò una corriera, poi una seconda e una terza. Nel 1948 si dice fosse arrivato ad averne sette. Credo che le cose gli andassero bene, ho diverse foto del 1948 di mia madre ventenne al mare a Cattolica con i suoi 3 fratelli e le sue tre sorelle. Immagino non fosse per tutti fare ferie sulla nostra riviera 65 anni fa. Mia madre inoltre suonava il piano e aveva frequentato le scuole superiori, indice di un tenore di vita mica da ridere all’epoca. Purtroppo mio nonno poco dopo si ammalò, morì nel 1953 a 53 anni lasciando mia nonna Anita, tre figli maschi minorenni e quattro figlie femmine poco più che ventenni. La ditta FERNANDO IMOVILLI non superò quella piccola catastrofe e fu costretta a chiudere i battenti, anche a causa di alcuni avvoltoi locali.

Leggere il resoconto di FRANCESCO mi aiuta a ricostruire la storia con maggiori dettagli, e ad approfondire il “rapporto” con un nonno che non ho mai conosciuto. La pubblico sul blog perché con la sua prosa genuina, offre uno spaccato dell’Emilia profonda di più di ottant’anni fa.

Blog Francesco Imovilli Quand Usèva La Curèr  021 - Copia

blog Francesco Imovilli Quand Usèva La Curèr  022

casa FERNANDO IMOVILLI   018

La casa di Fernando Imovilli con autorimessa a San Martino In Rio (RE)

Blog Francesco Imovilli Quand Usèva La Curèr  023 - Copia

blog Francesco Imovilli Quand Usèva La Curèr  024 - Copia

blog Francesco Imovilli Quand Usèva La Curèr  025

Intervallo: DIFFERENZE

19 Giu
Jimmy Page - Old Mill House - Outside1990

Jimmy Page – Old Mill House, Windsor – Outside1990

Tim Tirelli - Domus Saurea - Outside 2013

Tim Tirelli – Domus Saurea, Borgo Massenzio – Outside 2013

L’essere chitarristi nell’approcciarsi alle fighe

18 Giu

Ieri mattina, ad un corso di formazione. Alle 8,45 parcheggio sotto l’edificio in cui si terrà il tutto. Una ragazza mi viene incontro e mi fa “Ciao, scusa, mi sapresti dire dove è la sede della XXX, non riesco a trovarla”. E’ una quarantenne di bell’aspetto, in carne, coi lunghi capelli ricci e rossastri. Fuma una Marlboro.

40 years old woman

“Sì, guarda è qui dietro. Sei qui per il corso anche tu? Per raggiungere l’aula è comunque possibile fare un percorso diverso, questo, vedi?”.

Lei mi sorride. “Ah, ecco. Grazie mille. Proprio non mi ci trovavo. Allora mi fumo una sigaretta e arrivo”. Lo dice mentre con gli occhi mi chiede se per caso avessi voglia di stare lì con lei a far due chiacchiere. Io, invece, ombroso e pieno di blues, non do nessun chance alla cosa. Le ho dato l’informazione, l’ho salutata …ho fatto quello che dovevo fare. Stop.

Verso le 10,40 pausa caffè. Scendo, entro nel bar, mi accorgo che lei affretta il passo per raggiungermi, capisco che potremmo bere un caffè insieme, ma no, incorruttibile, altezzoso e  timido, ordino il mio, lo bevo ed esco immediatamente dal locale.

Verso le 13 il corso finisce, firmo il foglio d’uscita e senza dir nulla a nessuno mi dirigo all’uscita.

La sera mentre torno verso Borgo Massenzio rifletto sulla cosa. Non sto naturalmente dicendo che potevano nascere sviluppi, che lei potesse essere interessata ad un uomo di blues come me, ma trovo curioso il mio comportamento. Logico, freddo, razionale, attentissimo a non fare la parte del maschio cascamorto. Sono uno di quei tipi che di groupie ne vuole una sola, lo so, ma non per questo devo cancellare la galanteria dal mio misero repertorio.

Sorrido… penso che se al mio posto ci fosse stato il mio amico LES, forse la scenetta si sarebbe svolta in modo diverso. Già, forse è questo…LES, che è cantante, le avrebbe sorriso, l’ avrebbe aspettata, l’ avrebbe scortata fino all’aula, le si sarebbe seduto accanto, le avrebbe offerto il caffè, e magari a fine corso le avrebbe potuto anche dire che le avrebbe preparato volentieri,  su cd, una compilation di pezzi rock accessibili anche alle fighe come lei.

Io, invece, chitarrista miserello dall’animo tormentato,  ho perso un’altra occasione buona stamattina, è andata a casa col cantante, la troia! Mi son distratto un attimo…colpa del blues che con i suoi discorsi seri e inopportuni mi fa’ sciupare tutte le occasioni e prima o poi lo uccido!… Lo uccido!

Tim Tirelli Live In Gavassae

Tim Tirelli & i chitarristi miserelli

Luisa loves Brian e la LOVE BEACH Appreciation Society

17 Giu

Sabato mattina: faccio per uscire dal bar di Chen il cinese con Brian, quando sento una voce femminile dire “Aspetti, aspetti.“. E’ una donna di mezza età dallo sguardo gentile e schivo. Saluta Brian, lo accarezza con un affetto che mi sorprende, lo guarda con gli occhi teneri…come quelli di una figlia che guarda il suo vecchio padre. Mi guarda e mi dice “Sono Luisa, la ex portinaia di suo padre. Mi fa così piacere rivederelo. E’ sempre stato carino con me, sempre di una gentilezza squisita” . Le sussurro che Brian ora è un po’ confuso e che non riconosce le persone. “Fa lo stesso. Mi fa tanto piacere rivederlo” e mentre lo dice riguarda Brian con una tenerezza sincera, totale, onesta. Mi sorprendono sempre queste cose, e mi fanno vedere il mio vecchio sotto luci diverse. Io sono suo figlio, conosco anche gli aspetti meno nobili del suo carattere, i suoi mille difetti, ma devo riconoscergli un bon ton innato ed elegantissimo nel rapportarsi con le persone. Ovunque vada, vedo che la gente ama Brian, Luisa, la ex portinaia, non fa eccezione. Vecchio Brian, anche a 83 annì non smetti di cuccare.

Brian Plays Air Guitar - foto di TT

Brian Plays Air Guitar – foto di TT

Mentre ritorno verso il posto in riva al mondo ricevo un sms di Paolino Lisoni: “Memories Of An Officer And A Gentleman capolavoro assoluto!!!Pezzo dell’estate 2013!!!”

Ecco, avere amici così mi risolve la vita. La LOVE BEACH Appreciation Society ora conta ben tre membri: oltre a me e al maestro Beppe Riva, anche Liso. Forza cavalieri dall’animo blues, unitevi a noi. Cercate il vostro personale chiaro di luna sulla spiaggia dell’amore, condividetelo con noi e diventate un membro di questa setta esoterica! Sedetevi con noi alla tavola rotonda, innalzate i calici di Southern Comfort e unitevi al coro:

Sweep those blues outside the door
You won’t need them anymore
I’m coming to you
I must have been a fool before
Now all I want
All I want
All I want is you

So roll away your loneliness
You have to send your last S.O.S.
Turn you heart on put mind at rest
‘cause all I want
All I want
All I want is you

I’m on flight 1 1 2
The airports straight ahead
Runway lights in blue and red
Now the seatbelt sign’s aglow
I’m nearly home, nearly home
So throw throw those long sad books away
Times and crimes of yesterday
Tonight I’m gonna love you
till the break of day
‘cause all I want
All I want
All I want is you

La sera, insieme alla groupie, scappata a Soliera: nel cinema teatro “Italia” si tiene uno spettacolo teatrale in cui sono coinvolti anche Bodhram e la sua compagna Ale. E’ un piacere rivederli, l’unico problema è il ripensare all’ultima volta in cui ci si è visti…si fanno un paio di calcoli e ci si ritrova a conteggiare il tempo in lustri…ma porca vacca. Domenica placida: il PC mi ha lasciato a piedi, così cinegiappo con la groupie, gelatino con i miei cugini Luciana & Alberto, sul dondolo a contemplare le campagne assolate pensando ai FIRM, ai MAHOGANY RUSH, ai FIRM e a JOHN MILES. Unico sussulto, il tentativo di calmare la groupie dopo che BAUTISTA – nella corsa odierna della motogp – ha tentato di stendere anche questa domenica VALENTINO ROSSI. In quei frangenti la groupie si trasforma in una valchiria assetata di sangue. Meglio assecondarla e tenere un profilo basso.

Valchiria

Motivi per cui interrompere un rapporto sentimentale

9 Giu

Sabato, di buon ora già in macchina. Cerco di prendere il ritmo del respiro del mattino ascoltando IV dei MAHOGANY RUSH. Parte IT’S BEGUN TO RAIN…

…mi faccio prendere dall’entusiasmo e mi dico a voce alta,” il IV dei MAHOGANY RUSH è bello almeno quanto il IV dei LED ZEPPELIN!”. Il suono delle mie parole mi riporta sulla terra, mi guardo in giro, non mi ha sentito nessuno. Bene. Spendo la mattina con Brian, non andiamo a Ninetyland, sono troppo stanco, non ho voglio di girare ulteriormente. Mentre Brian mi parla, intavolo un confronto via sms con Liso. Gli scrivo “Mi ascolto i MAHOGANY RUSH e mi sento un alieno…a parte me, te e forse Trombetti, ma chi è che si ascolta roba del genere?FRANK MARINO is god” .

MAHOGANY RUSH

Paolino mi risponde “Absolutely! Sto ascoltando JEFF BECK. Discografia difficile. Tu cosa consigli?” Replico:”Discografia difficilissima! Non c’è un disco veramente bello. TRUTH è quello storico, poi ROUGH AND READY del 71, JBG del 72, BBA Live 1973 in Giappone, BLOW BY BLOW del 75. Lascio stare le ultime cose perché tu e Piccagliani dite che sembra BEPPE MANIGLIA…”

Verso la mezza riparto, ho appuntamento con la groupie alla Coop. Sul car stereo TALES OF THE UNEXPECTED sempre dei MR. All’altezza di GAVASSAE sono così preso dal pezzo STORIE DELL’INASPETTATO che sbaglio raccordo e mi infilo in quello che di solito prendo per andare a lavorare.; così mi tocca proseguire fino a San Maurèsi e tornare indietro… va mo là che la musica mi fa un bell’effetto….

Spesa alla Coop e ritorno alla domus saurea. Finalmente il pranzo! Io e la groupie mangiamo mentre ci sentiamo il terzo cd di KEYS TO ASCENSION, il cofanetto live 1996 degli YES… GOING FOR THE ONE, TIME AND A WORD, CLOSE TO THE EDGE, TURN OF THE CENTURY, AND YOU AND I…la groupie adora quella roba…

Finito il tutto metto sullo stereo LOVE BEACH degli ELP. Mentre parte l’intro a ALL I NEED IS YOU davanti allo stereo mi agito come fossi HERBERT VON KARAJAN davanti a una orchestra. Seguono gli altri pezzi. All’altezza di THE GAMBLER la groupie viene nello studiolo, s’avvicina all’impianto stereo, prende in mano il cd…“Ah, sarebbe questo LOVE BEACH? Lofi!”. Non riesco a credere alle mie orecchie, ma come…”Tu quoque, Saurae, groupie mea!”. Obnubilato e confuso mi aggiro per casa con la testa bassa. Anche lei, ma cazzo. “Ma ascolta qui, questa è FOR YOU, non ti piace?” “Mmh..“Senti, questa è CANARIO…” “Sembra CELEBRATION della PFM…”

L’impulso è quello di fare le valige e andarmene da casa, ma poi do un’0cchiata agli scaffali pieni di CD…e chi se la sente di rivuotarli per l’ennesima volta? Così, in preda alla depressione,  mi bevo un doppio bourbon…visto l’occasione un Souther Scomfort, e mi mi butto sul letto.

La sera passa in modo neutro, cerco di starle lontano, non riesco nemmeno a guardarla negli occhi. Non le piace LOVE BEACH…la mia vita è rovinata.

Verso mezzanotte vado a letto, timidamente,  con lo sguardo da piccolo fiammiferaio, le chiedo ” “Ma ti piace almeno FRANK MARINO?” “E lei “Ma è roba che ascoltate solo te, Picca e Lisoni!” e torna a leggere LULLABY di BARBARA BARALDI.

Infierisce pure. Mi raggomitolo in preda alla disperazione…

Uomo triste nel letto

Rimango in quella posizione per un paio d’ore, ma non riesco a dormire, così, sconfitto, mi alzo, vado nello studiolo, scelgo un cd dei CACTUS, mi infilo le cuffie e mi immergo di nuovo nel liquido amniotico, lì nella pancia di mater musĭcae…

cactus

Ma perchè non facciamo un giornale anche noi e lo chiamiamo OUTRIDER?

7 Giu

Si parla parecchio tra di noi in questi giorni della nuova rivista di MAX STEFANI, un po’ perchè ci scrive GIANCARLINO TROMBETTI, un po’ perché a MAX vogliamo bene, un po’ perché, anche se si sposta un po’ dalle nostre coordinate, giornali del genere fanno bene alla musica che amiamo.

Ieri sera prima di andare a letto, spedisco un’email un po’ spiritosa a Picca e Liso, con la frasetta che trovate nel titolo. Un pensiero frivolo che però forse cela pruriti atavici, un giornale che abbia approcci obliqui, che scavi tra i solchi della musica rock e che porti alla luce argomenti poco trattati, che non abbia paura di parlare di certi artisti, che stia tra i due poli di segaioli che sembrano da sempre schiacciare il pianeta musica: quello che tratta artisti dalla portata intellettuale imponente (secondo il loro giudizio) e quello che parla bene anche degli  ultimi due album degli WHITESNAKE .

Picca mi risponde stamattina presto:

In copertina:
John Miles – Le 100 più belle canzoni di JM scelte da una giuria di esperti
Articoli:
Durban Laverde, intervista (di Tim Tirelli)
Monografia di Andy Fraser
Disco del mese: Give Us A Wink degli Sweet
Approfondimenti: storia del Preludio di Chopin (8 pagine di Picca)
In regalo:
il poster di Joe Cocker all’ARMS al Cow Palace”
.
Che risate ragazzi. Niente di meglio per cominciare col sorriso un’altra mattina di merda.
Picca, I love you.
outrider
(artwork di Tim Tirelli)