Sabato mattina: faccio per uscire dal bar di Chen il cinese con Brian, quando sento una voce femminile dire “Aspetti, aspetti.“. E’ una donna di mezza età dallo sguardo gentile e schivo. Saluta Brian, lo accarezza con un affetto che mi sorprende, lo guarda con gli occhi teneri…come quelli di una figlia che guarda il suo vecchio padre. Mi guarda e mi dice “Sono Luisa, la ex portinaia di suo padre. Mi fa così piacere rivederelo. E’ sempre stato carino con me, sempre di una gentilezza squisita” . Le sussurro che Brian ora è un po’ confuso e che non riconosce le persone. “Fa lo stesso. Mi fa tanto piacere rivederlo” e mentre lo dice riguarda Brian con una tenerezza sincera, totale, onesta. Mi sorprendono sempre queste cose, e mi fanno vedere il mio vecchio sotto luci diverse. Io sono suo figlio, conosco anche gli aspetti meno nobili del suo carattere, i suoi mille difetti, ma devo riconoscergli un bon ton innato ed elegantissimo nel rapportarsi con le persone. Ovunque vada, vedo che la gente ama Brian, Luisa, la ex portinaia, non fa eccezione. Vecchio Brian, anche a 83 annì non smetti di cuccare.
Brian Plays Air Guitar – foto di TT
Mentre ritorno verso il posto in riva al mondo ricevo un sms di Paolino Lisoni: “Memories Of An Officer And A Gentleman capolavoro assoluto!!!Pezzo dell’estate 2013!!!”
Ecco, avere amici così mi risolve la vita. La LOVE BEACH Appreciation Society ora conta ben tre membri: oltre a me e al maestro Beppe Riva, anche Liso. Forza cavalieri dall’animo blues, unitevi a noi. Cercate il vostro personale chiaro di luna sulla spiaggia dell’amore, condividetelo con noi e diventate un membro di questa setta esoterica! Sedetevi con noi alla tavola rotonda, innalzate i calici di Southern Comfort e unitevi al coro:
Sweep those blues outside the door You won’t need them anymore I’m coming to you I must have been a fool before Now all I want All I want All I want is you
So roll away your loneliness You have to send your last S.O.S. Turn you heart on put mind at rest ‘cause all I want All I want All I want is you
I’m on flight 1 1 2 The airports straight ahead Runway lights in blue and red Now the seatbelt sign’s aglow I’m nearly home, nearly home So throw throw those long sad books away Times and crimes of yesterday Tonight I’m gonna love you till the break of day ‘cause all I want All I want All I want is you
La sera, insieme alla groupie, scappata a Soliera: nel cinema teatro “Italia” si tiene uno spettacolo teatrale in cui sono coinvolti anche Bodhram e la sua compagna Ale. E’ un piacere rivederli, l’unico problema è il ripensare all’ultima volta in cui ci si è visti…si fanno un paio di calcoli e ci si ritrova a conteggiare il tempo in lustri…ma porca vacca. Domenica placida: il PC mi ha lasciato a piedi, così cinegiappo con la groupie, gelatino con i miei cugini Luciana & Alberto, sul dondolo a contemplare le campagne assolate pensando ai FIRM, ai MAHOGANY RUSH, ai FIRM e a JOHN MILES. Unico sussulto, il tentativo di calmare la groupie dopo che BAUTISTA – nella corsa odierna della motogp – ha tentato di stendere anche questa domenica VALENTINO ROSSI. In quei frangenti la groupie si trasforma in una valchiria assetata di sangue. Meglio assecondarla e tenere un profilo basso.
Sabato, di buon ora già in macchina. Cerco di prendere il ritmo del respiro del mattino ascoltando IV dei MAHOGANY RUSH. Parte IT’S BEGUN TO RAIN…
…mi faccio prendere dall’entusiasmo e mi dico a voce alta,” il IV dei MAHOGANY RUSH è bello almeno quanto il IV dei LED ZEPPELIN!”. Il suono delle mie parole mi riporta sulla terra, mi guardo in giro, non mi ha sentito nessuno. Bene. Spendo la mattina con Brian, non andiamo a Ninetyland, sono troppo stanco, non ho voglio di girare ulteriormente. Mentre Brian mi parla, intavolo un confronto via sms con Liso. Gli scrivo “Mi ascolto i MAHOGANY RUSH e mi sento un alieno…a parte me, te e forse Trombetti, ma chi è che si ascolta roba del genere?FRANK MARINO is god” .
Paolino mi risponde “Absolutely! Sto ascoltando JEFF BECK. Discografia difficile. Tu cosa consigli?” Replico:”Discografia difficilissima! Non c’è un disco veramente bello. TRUTH è quello storico, poi ROUGH AND READY del 71, JBG del 72, BBA Live 1973 in Giappone, BLOW BY BLOW del 75. Lascio stare le ultime cose perché tu e Piccagliani dite che sembra BEPPE MANIGLIA…”
Verso la mezza riparto, ho appuntamento con la groupie alla Coop. Sul car stereo TALES OF THE UNEXPECTED sempre dei MR. All’altezza di GAVASSAE sono così preso dal pezzo STORIE DELL’INASPETTATO che sbaglio raccordo e mi infilo in quello che di solito prendo per andare a lavorare.; così mi tocca proseguire fino a San Maurèsi e tornare indietro… va mo là che la musica mi fa un bell’effetto….
Spesa alla Coop e ritorno alla domus saurea. Finalmente il pranzo! Io e la groupie mangiamo mentre ci sentiamo il terzo cd di KEYS TO ASCENSION, il cofanetto live 1996 degli YES… GOING FOR THE ONE, TIME AND A WORD, CLOSE TO THE EDGE, TURN OF THE CENTURY, AND YOU AND I…la groupie adora quella roba…
Finito il tutto metto sullo stereo LOVE BEACH degli ELP. Mentre parte l’intro a ALL I NEED IS YOU davanti allo stereo mi agito come fossi HERBERT VON KARAJAN davanti a una orchestra. Seguono gli altri pezzi. All’altezza di THE GAMBLER la groupie viene nello studiolo, s’avvicina all’impianto stereo, prende in mano il cd…“Ah, sarebbe questo LOVE BEACH? Lofi!”. Non riesco a credere alle mie orecchie, ma come…”Tu quoque, Saurae, groupie mea!”. Obnubilato e confuso mi aggiro per casa con la testa bassa. Anche lei, ma cazzo. “Ma ascoltaqui, questa è FOR YOU, non ti piace?”“Mmh..” “Senti, questa è CANARIO…”“Sembra CELEBRATION della PFM…”
L’impulso è quello di fare le valige e andarmene da casa, ma poi do un’0cchiata agli scaffali pieni di CD…e chi se la sente di rivuotarli per l’ennesima volta? Così, in preda alla depressione, mi bevo un doppio bourbon…visto l’occasione un Souther Scomfort, e mi mi butto sul letto.
La sera passa in modo neutro, cerco di starle lontano, non riesco nemmeno a guardarla negli occhi. Non le piace LOVE BEACH…la mia vita è rovinata.
Verso mezzanotte vado a letto, timidamente, con lo sguardo da piccolo fiammiferaio, le chiedo ” “Ma ti piace almeno FRANK MARINO?” “E lei “Ma è roba che ascoltate solo te, Picca e Lisoni!” e torna a leggere LULLABY di BARBARA BARALDI.
Infierisce pure. Mi raggomitolo in preda alla disperazione…
Rimango in quella posizione per un paio d’ore, ma non riesco a dormire, così, sconfitto, mi alzo, vado nello studiolo, scelgo un cd dei CACTUS, mi infilo le cuffie e mi immergo di nuovo nel liquido amniotico, lì nella pancia di mater musĭcae…
Si parla parecchio tra di noi in questi giorni della nuova rivista di MAX STEFANI, un po’ perchè ci scrive GIANCARLINO TROMBETTI, un po’ perché a MAX vogliamo bene, un po’ perché, anche se si sposta un po’ dalle nostre coordinate, giornali del genere fanno bene alla musica che amiamo.
Ieri sera prima di andare a letto, spedisco un’email un po’ spiritosa a Picca e Liso, con la frasetta che trovate nel titolo. Un pensiero frivolo che però forse cela pruriti atavici, un giornale che abbia approcci obliqui, che scavi tra i solchi della musica rock e che porti alla luce argomenti poco trattati, che non abbia paura di parlare di certi artisti, che stia tra i due poli di segaioli che sembrano da sempre schiacciare il pianeta musica: quello che tratta artisti dalla portata intellettuale imponente (secondo il loro giudizio) e quello che parla bene anche degli ultimi due album degli WHITESNAKE .
Picca mi risponde stamattina presto:
“In copertina:
John Miles – Le 100 più belle canzoni di JM scelte da una giuria di esperti
Articoli:
Durban Laverde, intervista (di Tim Tirelli)
Monografia di Andy Fraser
Disco del mese: Give Us A Wink degli Sweet
Approfondimenti: storia del Preludio di Chopin (8 pagine di Picca)
In regalo:
il poster di Joe Cocker all’ARMS al Cow Palace”
.
Che risate ragazzi. Niente di meglio per cominciare col sorriso un’altra mattina di merda.
Bassa pressione sul mio ufficio, nuvole gonfie e pesanti rendono l’atmosfera quasi insostenibile, l’aria sembra rarefatta e si fatica a respirare. Come ogni giorno mi sto occupando di “economy & administration”, penso alle parole di Paolino Lisoni (” belle vite di merda che facciamo…“), alla compilation di pezzi bellissimi che sto scegliendo insieme a Picca (un doppio CD a cui abbandonarsi completamente senza ascoltare più nulla d’altro…un cd che avrà pezzi tipo LIVE AND LET DIE, MUSIC, TAKE THE LONG WAY HOME, BAKER STREET e prelibatezze simili), ai messaggi che scambio con GIANCARLINO TROMBETTI… tutto questo mentre mi ascolto RED ROSE SPEEDWAY degli WINGS, gruppo che, insieme ai FIRM, rappresenta ad oggi le mie preferenze assolute. (sì, dai, lo sapete, è una boutade).
Sono dentro ad uno dei miei soliti blues, quelli noiosi, tediosi, irrisolvibili…l’anima spinge verso voli pindarici, verso nuovi zenith, verso scelte coraggiose … ma i freni inibitori fan sì che dopo qualche passo verso la nuova direzione, io incespichi, cada, mi ritiri. Misera la vita se si abusa del volere sganciato dal potere…
E allora guardo alla finestra, quando arriverà il corriere? Non sono più tanto orgoglioso di fare ordini su AMAZON, non mi pare che questa azienda sia poi così ligia al commercio etico, i reportage che leggo su internet non sono incoraggianti…ma evidentemente non ho sufficiente energia per recarmi a Modena da DISCHI IN PIAZZA e spendere lì quei pochi euro che mi rimangono per sognare. Poi ecco l’autista cingalese della SDA che suona al campanello, scendo le scale di corsa, gli sorrido, lo ringrazio e stringo forte il pacchetto. Lo apro con la delicatezza con cui ROBERT LANGDON apre il misterioso contenitore che trova in una tasca nascosta della sua giacca nel romanzo INFERNO…
Eccoli qui i miei gioielli:
Uno può domandarsi “Ma cosa compri il box set dei CHEAP TRICK che hai già tutti gli album'”? Uno però può rispondersi “Perchè quelli dal 1983 in poi si trovano rimasterizzati solo in questo cofanetto”… ma in realtà il motivo è un altro, lo sappiamo, ed è quello dell’illusione di rivivere le fortissime emozioni che ci attraversarono quando ci trovammo in mano per la prima volta certi dischi. Un giorno di alcuni decenni fa vidi il filmato di CT al BUDOKAN…rimasi folgorato. Corsi dalla PINA a Modena, trovai il Live (su vinile naturalmente … i cd sarebbero arrivati 10 anni dopo) di importazione giapponese, con un booklet – roba mai vista- e con la copertina apribile. Una scossa di adrenalina mi tenne accesso per varie settimane. Poco dopo arrivarono DREAM POLICE e ALL SHOOK UP (il mio preferito)…se ci ripenso sento ancora un fremito lungo la schiena…ecco, sì , è l’illusione di scoprire ancora una volta uno dei grandi album del rock, e dato che i grandi album del rock li abbiamo già tutti, ci inganniamo ricomprandoli in nuove edizioni.
E così metto questi due cofanetti accanto al PC in modo da vederli continuamente e in pausa pranzo mi sdraierò sulla brandina dello sgabuzzino, ripiegato su me stesso lì terrò stretti a me …” e allora sì, torno a girare là dove c’è musica …”
Mentre vado e vengo da Brian sempre più spesso mi sorprendo a pensare a lui, a questo vecchio di 83 anni alle prese con l’alzheimer. Ogni settimana mi accorgo che perde qualcosa eppure vedo che non cede, è lì sul precipizio ma rifiuta di gettarsi, di scivolare in quella melma da cui non si torna più indietro. Sono ormai alcuni anni che Brian soffre di questa malattia tipica dei nostri tempi, non è più autosufficiente naturalmente eppure riesce ancora a telefonarmi, a restare da solo qualche ora e alla notte, ad eccitarsi quando sa che si avvicina il sabato mattina e lo porto in giro a Ninetyland.
Gli studiosi dicono che l’alzheimer rappresenta verosimilmente lo stato mentale degli uomini primitivi, su questa cosa riletto di frequente…la vergogna ad esempio è la prima ad andarsene, un certo modo di vedere le cose doveva essere comune anche ai cavernicoli, quell’atteggiamento dalla sfaccettatura spartana davanti al susseguirsi degli eventi.
E’ interessante poi constatare come alcune faccende proprio non gli rimangano in mente (il nome della groupie, delle signore che quotidianamente ci danno una mano ad accudirlo, il nome dei suoi amici, dei suoi fratelli, addirittura di sua moglie) anche se gliele ripeto di continuo, mentre altre cose gli si piantano nella memoria e hanno rimandi continui. Come ho già scritto, uno sogno della sua vita era quello di andare in America, quando per caso ha saputo che anni fa ci sono stato, non fa che tirarla in ballo. Tempo fa mi ha chiesto se avevo fatto il militare…”Sì, Brian l’ho fatto nei Carabinieri..” da allora la ripete spessissimo. Due settimane fa parlava delle Russia e del fatto che là ci fosse il comunismo, una volta aggiornato che la situazione era cambiata, stupore…meraviglia e posizionamento della notizia nel cassetto delle cose da ricordare.
Il vecchio Brian – foto di TT
Ci sono poi momenti in cui mi fa molta tenerezza: poche settimane fa seguivamo su Sky una delle ultime deludenti partite dell’INTER. Nell’intervallo il collegamento con lo studio e con ILARIA D’AMICO e le solite chiacchiere post primo tempo. La D’Amico e i suoi ospiti fissano la telecamere mentre parlano e Brian mi fa “Tim , ma loro ci vedono?”
L’altro sabato eravamo a far colazione da CHEN il cinese nel bar del centro commerciale Newtower vicino a casa sua. Guarda i baristi e mi chiede: “Tim , ma sono stranieri?” ” Sì, Brian,sono Cinesi.” “Ah,…vengono dalla Cina…ma hanno dovuto imparare l’italiano…” “Certo papà“. Subito dopo in macchina “Ah, sono cinesi…beh io la so parlare la loro lingua…sleptur aiafar…visto?”…SLEPTUR AIAFAR… se metto su un nuovo gruppo lo chiamo così.
Non è tutto così pieno di buoni sentimenti il nostro rapporto, ogni tanto perdo la pazienza, quando mi chiede per dieci volte “Tim , ma che giorno è oggi?”, quando sono obbligato a fargli da badante in ogni momento libero, quando lo vedo inetto a far tutto…però poi passa, e quando alla sera della domenica lo metto a letto verso le 20,30/21 e lui mi ringrazia per la bella giornata e si scusa se mi ha fatto tribolare, gli do un bacio e dopo che ho chiuso la porta a chiave e lo lascio da solo, mi commuovo e mi preoccupo per lui. Che brutto lavoro la vecchiaia…
Ieri verso le 13 ero in macchina e facevo queste riflessioni su di lui mentre ascoltavo un greatest hits di BILLY JOEL. Spossato dall’ennesimo sabato mattina dedicato a mio padre arrivo nel posto in riva al mondo, c’è il sole, la groupie a piedi scalzi, in calzoncini e maglietta è sotto ad un albero a leggere un libro, Palmiro è lì con lei. Spengo la macchina mi incammino verso di loro, Palmir mi vede e mi corre incontro, mi si butta addosso, fa le fusa, strofina il muso contro il mio, la groupie sorride…piccole sciocchezze quotidiane che però ti risolvono il sabato.
Tim & Palmiro – foto di LST
Sono alcuni giorni che Palmiro è nel suo sentimental mood, credo sia contento: accudito amorevolmente da due umani che stravedono per lui, coccolato continuamente, possibilità di stare all’aperto diverse ore al giorno, spazi perfetti per un gatto…casa in campagna situata in una lunga stradina chiusa, poco traffico, pochi pericoli e tanta libertà.
Il posto in riva al mondo – foto di TT
Sabato sera ritrovo con una parte degli ILLUMINATI DEL BLUES. Appuntamento alla domus saurea e cena in un ristorante di Borgo Massenzio. Spaghetti del pescatore, fritto misto del molo, acqua fuori frigo, vinello bianco e tante discussioni nel nome del rock. Dimenticavo, tante risate…e Page solo sa quanto ne abbiamo bisogno. Mentre a fine cena mi bevo il secondo sorbetto ghiacciato penso alla dispepsia funzionale e al fatto che ormai sono mesi che mi lascia in pace. Non lo credevo possibile. Dal 2006 era un attacco se non continuo comunque automatico in certe condizioni. Sono piacevolmente sorpreso. C’è speranza dunque…e se anche dovesse tornare, beh, un episodio ogni tanto è più che accettabile.
Finiamo la serata alla domus saurea in uno dei modi che più ci divertono: guardare filmati musicali improbabili. Il clou della serata è ASIA IN ASIA degli ASIA appunto, filmato del 1983 al Budokan di Tokyo. In quell’occasione al basso e alla voce c’era GREG LAKE. Il video però guardato oggi fa proprio ridere: scenografia tipo FESTIVAL DI SANREMO primi anni ottanta (quello con gli artisti in playback), pezzi tutt’altro che memorabili (diciamo pure brutti), suoni lofi, pubblico in preda ad un modesto entusiasmo preconfezionato e finto…nel vedere queste cose c’è da maledire MTV e gli anni ottanta. LISO l’indomani mi scriverà che aver visto ASIA IN ASIA lo ha cambiato. Che ridere ragazzi.
Picca poi richiede di vedere un evergreen dell’orrore, uno dei filmati più temuti dalle teste di piombo: la parte del concerto dedicata a JIMMY PAGE dell’ARMS tour del dicembre 1983 al MSG di New York. Il più grande chitarrista rock di tutti i tempi in versione peggior chitarrista rock di tutti i tempi. Erano gli anni bui per PAGE, ancora preda dell’eroina, si presenta sul palco fisicamente quasi irriconoscibile in preda ad una carica da cocaina e incapace di suonare la chitarra. L’attacco di PRELUDE per poco non fa venire un attacco di cuore a Paolino Lisoni che mai aveva affrontato questa impervia prova. JIMMY PAGE ai minimissimi termini. Con malinconiche risate poi constatiamo come l’aristocrazia del rock inglese in quegli anni fosse tutta a pezzi. Anche chi suona benino sembra non aver senso in quel contesto. Un carrozzone messo in piedi per una nobile causa che avanza stancamente mentre sprofonda nel fango di situazioni assurde…gli spazi di vuoto tra un pezzo e l’altro, la maglietta stile Rockpalast di Jeff Beck, la apatia di Clapton, la improponibile maglietta attillatissima con cui si propone JOE COCKER…un festival dell’orrore. Mi chiedo quale spinta masochista ci spinga a vedere obbrobri del genere. Ad ogni modo un bella serata, il vedersi con i confratelli contribuisce non poco a lenire i blues di questa porca vita.
Finisco la serata dando un’occhiata al cofanetto di OZZY OSBOURNE che mi ha portato dono The Pike Boy e al primo numero di OUTSIDER, il nuovo mensile messo in piedi da MAX STEFANI su cui scrive anche GIANCARLINO TROMBETTI. Me lo ha portato Liso, e ad una prima occhiata non mi dispiace per nulla benché il mio mondo musicale e quello di Stéfani non siano proprio gli stessi. Torneremo a parlarne.
Gli Illuminati Del Blues: da sx a dx Liso, Tim, Picca, March, Jaypee, Riff – foto di LST
Sono in macchina, sullo stradone Herberia – Stonecity, mi arriva un messaggio da Laroby: “un pensiero a tua mamma”. Malgrado stia ascoltando a canna i RAINBOW con RJD, mi commuovo. Non è che sia difficilissimo ricordare la data… mi madre se ne andò 21 anni fa nello stesso giorno e alla stessa ora in cui se andò GIOVANNI FALCONE, però trovo il piccolo gesto de Laroby davvero gentile e premuroso. Questo blog continua a sorprendermi. Così, stamattina dedichiamo una bella melodia alla mia indimenticabile mother Mary.
La settimana lavorativa si avvia alla sua conclusione e, mentre me torno nel posto in riva al mondo, ci sono delle nuvole basse che passano sopra alla blues mobile. Sono sulla freeway di Regium e l’effetto è notevole: low clouds, squarci di sereno nel cielo che in questo tardissimo pomeriggio lasciano passare decisi raggi di sole, e un’aria scura di tempesta. Le osservo con meraviglia queste nuvole basse, è un peccato che non riesca a fotografarle. Ci riesce il mio amico Max Pattano che posta su facebook con instagram una foto che gli rubo…
Nuvole basse – foto di Max Pattano
Nuvole basse, nuvole che ti schiacciano verso terra, nuvole che ti fanno riflettere sulle insicurezze a cui questa crisi maledetta ormai ci incatena.
Mentre procedo verso Borgo Massenzio entro ed esco da paesaggi che sembrano cadere preda di una tempesta da un momento all’altro…
Gavassae city limits – foto di TT
“…Got to keep running Stormbringer coming…”
Thru’ the trees of the Domus Saurea – foto di TT
Il sabato mattina mi aspetta un bel sole, ma mentre vado da Brian sull’anima circolano le nuvole basse. Cerco di soffiarle via con un bel bootleg dei LZ ma non ci riesco. Salgo da Brian, sistemo la spesa, lo lavo, lo vesto, lo porto in giro. A Ninentyland ci fermiamo al K2, accanto alla storica proprietaria troviamo una cinese che non capisce le ordinazioni. Non dico niente, guardo la signora…un altro piccolo pezzo del mio mondo venduto agli orientali. Brian è in forma, è sufficiente portarlo in mezzo alla gente per vederlo rifiorire, malgrado il pantano in cui sta affondando. Dopo mezzogiorno lo saluto, lui mi abbraccia, mi bacia e mi dice una delle sue frasi storiche che ormai ripete spessissimo “Non ti sbigottir che vincerai la prova”…
Di nuovo in macchina…in questi ultimi anni non mi pare di fare null’altro: andare a lavorare e andare da Brian. Ho i pensieri stanchi, ricado sulla faccenda delle insicurezze…chi è che può dire oggi di aver certezze, ad esempio, a livello lavorativo? Io no, non mi sento tranquillo, e che alla mia età, in una zona fino a ieri ricca e soprattutto viva come l’Emilia profonda, io e migliaia di altri come me si sia costretti ad affrontare certe cose, è davvero triste. L’altro giorno Paolino Lisoni era a Stonecity per lavoro, ci siamo visti per una pizza; ci siamo raccontati con un certo sgomento di nostri amici e amiche che hanno perso il lavoro e che adesso non sanno come fare. Oltre a questo abbiamo naturalmente parlato di Rock e Paolino mi ha fatto dono di un maxi singolo degli ELP che originariamente uscì nel 1973 e che è stato recentemente ristampato per il Record Store Day. Che pensiero gentile. Io a Paolino Lisoni voglio un gran bene…
Con questi pensieri ritorno alla domus saurea, un cotoletta alla milanese, rapanelli in pinzimonio, una Corona ghiacciata, frutta, caffè, Southern Comfort e poi mi verso liquido sul letto. A metà pomeriggio mi desto, ho sempre questi blues, questa incertezza riguardo il prossimo futuro…devo trovare un rimedio. Prendo la groupie, saliamo sulla blues mobile, ci dirigiamo al parcheggio Foro Boario, in una zona di Regium che per me è ancora sconosciuta, lasciamo la macchina e prendiamo il piccolo bus navetta che porta in centro…servizio gratuito del comune. Comune che ha organizzato la mostra fotografica ROCKSTARS del fotografo inglese Mick Rock. Durante il tragitto a piedi osservo i “draghi” che dragheggiano sui cornicioni di un vecchio palazzo …
Il palazzo dei draghi a Regium – foto di TT
La mostra è davvero bella e si sviluppa su tre piani dello Spazio Marco Gerra, spazio della città dedicato alla fotografia.
Mick Rock lo conosciamo tutti, molte sue foto ci sono assai famigliari, ma è comunque emozionante trovarsi a rivederle in uno spazio come si deve, dove vengono anche proiettati filmati che lo vedono alle prese col suo lavoro e con l’intervista che il comune gli ha fatto in esclusiva a Londra il marzo scorso. Io e la groupie entriamo in un momento in cui non c’è quasi nessuno, poco dopo lo spazio si riempie di parecchia gente. La cosa mi fa molto piacere. Bowie, Iggy Pop, Lou Reed, SydBarrett…la mostra piacerebbe molto a Polbi. Scatto qualche foto:
RE spaziomarcogerra Rock Stars by Mick Rock- La groupie e Freddie
RE spaziomarcogerra – Mick Rock BOWIE e RONSON
RE spaziomarcogerra – Rockstars by Mick Rock
RE spaziogerra – Mick Rock BLONDIE
RE spaziomarcogerra – Mick Rock LOU REED e BOWIE
RE spaziomarcogerra – Rock Stars by Mick Rock – La groupie versione Marlene Mercury – foto di TT
Bella mostra. Le nuvole tendono ad alzarsi dall’anima. Mentre torniamo verso Borgo Massenzio in macchina il secondo dei JOURNEY…SPACEMAN…
Per spazzare via ulteriormente le idrometeore costituite da minute particelle d’acqua condensata decido di cenare fuori. A Borgo Massenzio c’è un nuovo ristorante, lo proviamo. Il locale è molto grande e mi sorprende che, in questa era di cinegiappo a buon mercato, sia praticamente pieno. Buon segno. Niente pizza stasera, io e la groupie ci diamo al pesce. Una veloce occhiata ai risultati sportivi: lo STONECITY per la prima volta nella sua storia è promosso in serie A. Sono contento. Che sia di buon auspicio per tutto il distretto in cui lavoro.
Un volta a casa, per sconfiggere gli ultimi rimasugli di blues, ci mettiamo a guardare le ultime due puntate de IL TRONO DI SPADE, serie televisiva di cui io e la groupie siamo ormai dipendenti.
Prima di andare a letto rimiro per un po’ i miei scaffali di CD. Dopo diversi ordini di buste salvaspazio, sono riuscito ad avere tutti i miei CD nello studiolo e questo è motivo di grande soddisfazione. Non devo più andare nel sottotetto a cercare i bootleg dei LZ quando me ne voglio ascoltare uno. 2780 cd stipati tutti in 4 scaffali e mezzo. Finalmente.
Gli scaffali di cd di Tim Tirelli
Tim Tirelli’s digipack/deluxe editions shelf unit
Domenica mattina, non sono da Brian, un po’ di relax. Il tempo atmosferico passa da nuvoloso a sereno con grosse nubi bianche. Dopo colazione insieme alla groupie sistemo un po’ la casa. Mi metto poi al computer a scrivere questo post, son lì che rifletto sulle nuvole quando mi chiama Laroby da Milano, anche lei in fase meditativa circa lo stesso soggetto… mi manda in diretta uno scatto del pezzo di cielo che sta guardando in quel momento…
Milan clouds – foto di Laroby
Metto sullo stereo THE PIPER AT THE GATES OF DAWN, strano, non sono questi i PF che mi piacciano, eppure… che la mostra di ieri e il continuo confronto con Polbi stiano dando i suoi frutti?
E’ tornato nuvolo, uhm. Alle 14 la MotoGP con Vale che guarderò con e per la groupie, più tardi qualche fraseggio sulla Les Paul e stasera INTER-UDINESE. Alle nuvole basse e ai blues tornerò poi a pensare un’altra volta.
Stamattina rinnovo della formazione per addetto antincendio a basso rischio.
Da Borgo Massenzio mi metto in macchina diretto a Mutina. Mi ascolto WINGSPAN, ripenso alle parole di Picca…VENUS AND MARS/ROCKSHOW è davvero uno degli incipit più riusciti per quanto riguarda i gruppi rock, sia che si stia parlando dell’album da studio VENUS AND MARS che del live WINGS OVER AMERICA…
Rollare con la blues mobile accompagnato da un greatest hits degli WINGS è una cosa sempre gradevolissima, e non puoi non renderti conto per l’ennesima volta, che l’unico beatle ad essere stato grandissimo anche dopo lo scioglimento del gruppo storico per eccellenza è stato PMC.
Arrivo alla sede provinciale della CNA. In breve la sala corsi si riempie. Arriva anche Kerlo, il mio socio. Essendo un aggiornamento il corso dura solo un paio d’ore e fila in maniera meno noiosa del previsto. Le nozioni che ripassiamo sono interessanti e utili, non solo per l’ ambito lavorativo ma anche per la vita di tutti i giorni. Al momento di compilare un questionario per vedere se abbiamo recepito qualcosa, dalle ultime file uno burlone chiede “Si vince qualcosa se azzecchiamo tutte le risposte?”.
Scuoto la testa.
Usciamo poi per la prova pratica che si svolge in una sorta di spiazzo in disuso. Colui che presiede il corso inizia i preparativi. Dietro di me due donne parlano: “eh sì, sono già passati dieci anni, avevamo 33 anni, adesso sono 43, non è mica la stessa cosa eh eh eh” “ah sì, hai ragione, Jacopo era appena nato e adesso ha già 10 anni”. “Senti hai saputo della Raffaella? Si è lasciata con suo marito!” “Mo no!?” “Sì, sembra che abbia trovato uno…” “Eh, son cose che capitano, quasi quasi me ne trovo uno anche io ah ah ah ah “
Inizio ad innervosirmi, il ciozzame mi è sempre stato sul culo. Con la coda dell’occhio vedo che una delle due ha delle scarpe coi tacchi altissimi…per fortuna che sull’invito c’era scritto “RACCOMANDIAMO LA MASSIMA PUNTUALITA’ E ABBIGLIAMENTO COMODO”… però, certe scarpe hanno spesso un effetto particolare sull’immaginazione dei maschietti…
…guardo meglio…sono due fighe di legno…il tutto è confermato quando una delle due dice, a voce alta per farsi sentire da tutti, “Ah, se scoppia un incendio io faccio presto, ioscappo. No, te lo dico, io scappo” … e giù risata fragorosa. Ecco pensa mo’che razza di addetta antincendio può essere: ciozzeggia mentre il relatore spiega come fare, ha i tacchi alti 30 cm e fa la spiritosa dileggiando responsabilità.
Va beh, mi avvicino al fuoco, mi metto in coda, tocca a me: a noi due fiamme maledette, adesso vi spengo…impugno l’estintore, tolgo la spoletta e faccio fuoco…in due secondi un pericolosissimo incendio di ben 1 metro quadrato alto 20 cm è domato…éter che Steve McQueen nell’INFERNO DI CRISTALLO.
Ripongo l’estintore come si ripone una Les Paul sul reggichitarre, saluto, prendo sottobraccio Kerlo e, col passo incerto di Jimmy Poige che lascia il backstage del Madison Square Garden, me ne vo.
Ieri sera, ore 20,45, sul divano di fronte a Sky, canale 252, INTER-LAZIO. Lo hanno detto tutti, la stagione dell’INTER è maledetta: malasorte, un numero d’ infortuni mai visti (persino l’iron man Zanetti si è rotto il tendine d’achille), errori arbitrali a nostro danno continui e costanti. Si aggiunga poi la faccenda del giovane tecnico inesperto, vecchi campioni logori, giocatori non all’altezza, mercato di gennaio che sì, porta un fuoriclasse assoluto e giovanissimo, ma anche un povero diavolo che non dovrebbe calcare i campi da calcio. Oltre a questo, confusione in società. Nonostante tutto mi appresto a guardare la partita con il solito ardore, con l’eccitazione che monta nel vedere i colori sociali della mia squadra del cuore, con la speranza che si tornerà a vincere.
L’Inter gioca con le riserve, perde a partita in corso due altri giocatori per infortunio, li sostituisce con un paio primavera…nonostante questo, come ho scritto su facebook, prendiamo a pallonate la Lazio, siamo noi a fare il gioco, abbiamo continuamente l’iniziativa, sembriamo affamati. Eppure arriva il goal della Lazio, cross balordo, Batman Handanovich sbaglia l’uscita, la palle rimbalza sui corpi di due giocatori ed entra lemme lemme in rete. Non posso crederci.
Poco dopo Apocalipto El Palito Pereira fa un cross da sinistra e Riccardino Alvarez insacca di testa. 1 a 1. Partita di nuovo in equilibrio. Sono gasatissimo, Kovacic, poco più che 18enne, illumina San Siro con classe purissima. E’ il faro illuminante, la guiding light di cui abbiamo tanto bisogno. Le sue accelerazioni, i suoi dribbling, la sua eleganza (a dispetto di un corpo un po’ goffo) sono l’essenza del calcio, la ragione per cui gioiamo nel vedere 22 uomini che si fronteggiano. Kovacic è uno dei due fuoriclasse che attualmente giocano in Italia (l’altro è SuperMario Balotelli). La squadra ce la mette tutta, i ragazzi s’impegnano, sbagliamo goal già fatti, prendiamo un palo, poi – in una delle rare azioni offensive della Lazio – Ranocchia inciampa su di un loro attaccante: rigore. Porca puttana.
Qualche minuto e Guarin entra in area, viene toccato da un difensore, cade a terra. Rigore per noi. Alvarez va sul dischetto. Tiro uno madonna. Io non lo vedo come rigorista. Domenica scorsa si era quasi fatto parare quello contro il Napoli. Prende la rincorsa, io tremo come un giunco in balia di un forte vento, sta per tirare, scivola, palla sopra la traversa. Nooooooooooooooooooo!
Alvarez scivola durante il rigore.
Tiro un sacco di madonne, colpisco il divano più volte col pugno destro, come una belva caduta nella rete cerco di divincolarmi da questa sfiga cosmica. La groupie mi guarda preoccupata ma anche divertita (ma che ne sa lei, Valentino è tornato in Yamaha, il suo Milan ha vinto 4 a 0 col Pescare ed è sicuro del posto in Champions League). Non mi capacito della cosa. “Ma zio cagnone, fate tirare i rigori a Guarin, porca di quella puttana. Che tiri una delle sue gheghe e poi vada come vada” urlo alla panchina dell’Inter.
L’Inter continua ad attaccare, adesso in campo ci sono tre giocatori della squadra primavera, forza ragazzi almeno un pareggio. Nella Lazio entra un nero di nome Onazi, è fuori dalla nostra area, tira e trova il goal della vita, dritto nel sette.
Va beh, allora ditelo, se anche il padre dei quattro venti mi volta le spalle, mi rassegno e non guardo più il calcio. Spengo la tivù. Scuoto la testa, dico delle parolacce, recito la litania del “An ‘spol menga!”. Palmiro mi segue, sembra sconsolato anche lui …povero gattino dal cuore nerazzurro, soffre come me. Gli do qualche crocchetta. Mi faccio una tisana calmante, quando vorrei bermi mezza bottiglia di Southern Comfort!
Vado al computer, cerco sollievo sui siti di Amazon, meditando su quali titoli acquistare per lenire questo dolore, questa frustrazione. Scrollo pagine piene di deluxe edition, di box set. Poso poi lo sguardo sugli scaffali dei miei cd (grazie alle space-saving sleeve son riuscito a portare nello studiolo anche i bootleg dei LZ), sulla mia Les Paul lì sul reggichitarre. Prendo in mano qualche LP, lo accarezzo. Poi Palmir sale sul castello lì di fianco e mi osserva con quei suoi occhi gialli e quel musino appuntito. Passa la groupie, mi manda uno dei suoi sorrisi radiosi. Mi faccio forza. Gonfio il petto, i ragazzi ce l’hanno messa tutta… “che si vinca o che si perda forza Inter e …. merda”.
Sono spossato ma non domo, il padre dei quattro venti tornerà a gonfiare le nostre vele, i nostri vessilli torneranno a svolazzare alti nei cieli, il sol dell’avvenire dovrà sorgere prima o poi.
« Fischia il vento e infuria la bufera scarpe rotte e pur bisogna andar a conquistare la nerazzura primavera dove sorge il sol dell’avvenir »
Viaggio per il breve tratto di pianura che percorro abitualmente per andare e tornare da Brian, giorni festivi e sabati si susseguono in questo questo periodo di piena primavera. Rollo sulla blues mobile, mi ascolto DUANE ALLMAN, BLUES FROM THE LAUREL CANYON di JOHN MAYALL, SONNY BOY WILLIAMSON con Page e Auger…
Ripensando alle mie cose mi soffermo su una email che il mio amico BILL McCUE di NYC mi ha inviato l’altro giorno:
“How are you, my dear friend? I’m a little worried about you. Please let me know.” Subito ho pensato ad un email spam partita dal suo computer, ma dopo avergli chiesto conferma mi scrive “Yes – hello, caro mio. Just checking in. You seem very sad in your recent posts and emails. Hope everything is ok. I worry about you.”
Billy, dai miei post su facebook e dai commenti che faccio sul forum del LZClub che dirige, pensa che io sia triste.
Gli rispondo che sì, sono sotto pressione…fare il badante di mio padre, la crisi che attanaglia ormai da più di quattro anni l’economia globale e dunque anche il distretto in cui lavoro, l’insicurezza che la parola futuro ci regala ogni volta che la pronunciamo , la disastrosa situazione politica italiana, l’Inter che non va…ma poi, aggiungo anche che I’m getting older and I becoming a bitter man…very sad, but it’s true.
Sì, diventando vecchio mi accorgo che mi sto trasformando in uno di quegli uomini di una (in)certa età amareggiati e rabbiosi. I miei post su facebook sono pieni di giudizi sommari su avversari politici, calcistici, religiosi. Anzi oramai non ho più avversari, ma nemici. Se sei emiliano, di sinistra, tifi Inter e ti piacciono i Led Zeppelin, le serie tv Homeland e il Trono Di Spade bene, altrimenti sei fuori.
Bel modo di ragionare, Tim Tirelli! Proprio tu che nella vita hai intrapreso percorsi di studio coraggiosi (5 anni di piscoterapia non sono uno scherzo), che hai scelto sentieri chegli altri non prendono (cit. No Quarter) , che ti dichiari illuminato e consapevole…bell’ometto miserello che sei diventato. Tu che una volta hai cassato dai tuoi amici di facebook il compagno della tua miglior amica perché aveva pubblicato un clip di youtube intitolato “ODIO L’INTER” e un amico di rock solo perché aveva scritto che forse CARLO GIULIANI quel giorno avrebbe fatto bene a starsene a casetta sua, per poi ritornare mentalmente sulla cosa spesso e sentire di avere sbagliato, tu che riesci a tollerare il fatto che uno dei tuoi mentori su facebook si sia iscritto al gruppo INTERISTA PEZZO DI MERDA, tu che dopotutto sai stare ad ascoltare, che sai consolare, tu che non credi ai miracoli ma li sai fare (cit. De Gregori)…guarda come ti sei ridotto.
Ripiegato su te stesso come un inquisitore del blues qualunque, incapace di elaborare e quindi di dissolvere rabbia, frustrazioni, angosce e dolori.
La groupie e Tim Tirelli, l’inquisitore spossato del blues
Ma così fai la fine del giudice di IN PRIGIONE IN PRIGIONE, bel patachèn…
Immerso in questi pensieri faccio ritorno verso il posto in riva al mondo, arrivo, spengo la macchina, lascio lo stereo acceso con CSNY e vado a naufragare nel countryside…
TT drifting in the countryside… – foto di LST
Costeggio fossi, contemplo pioppi, calpesto piscialetti. Circumnavigo la piccola tenuta Ganassi, con gli occhi seguo le evoluzioni di Palmiro che rincorre farfalle, per poi andare a riposarsi sotto a un frassino poco dopo …
Palmiro si riposa sotto un frassino – foto di TT
Piano piano ritorno in me, seguo il sorriso luminoso della groupie, salgo le scale, pranzo. Un doppio Southern Comfort, gli Allman al Fillmore East, la primavera che arriva in netto contrasto con le stagioni dell’appassimento che regolano il tempo atmosferico della mia anima. Mi chiedo se troverò mai pace…
Commenti recenti