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L’unica volta che ho vinto (Pippo Civati Blues) … e in lontananza luci ad intermittenza …

11 Dic

Settimana scorsa: in giro per lavoro circumnavigo il distretto ceramico, lambisco Maranello e nel farlo decido di fermarmi all’edicola BONFATTI; Marchino non appena mi vede mi lancia un’occhiata complice, ci unisce una certa passione politica, passione per il calcio (ma lui è un “cugino”) e tutto sommato anche per la musica. Prendo il nuovo numero di PROG con in copertina CLOSE TO EDGE per la groupie, la passione che ha per gli YES oramai ha raggiunto livelli inimmaginabili…

CLASSIC-ROCK-PRESENTS-PROG_NO-403

…avendo deciso di fare la raccolta degli album di FRANCESCO GUCCINI che sta pubblicando il Corriere Della Sera, ritiro anche gli ultimi due cd usciti (sì, lo so, è tutta roba che già avevo, ma vuoi mettere le versioni digipack con annesso cofanetto?).

Francesco Guccino corriere della sera

Marchino infine mi passa, con fare carbonaro, anche un volantino di PIPPO CIVATI, le primarie del PD sono alle porte e mi vuole esortare a fare il mio dovere. Mi infiammo subito, sono un sostenitore convinto di PIPPO CIVATI, un volto e una testa nuova per una sinistra moderna.

PIPPO CIVATI VOLANTINO PRIMARIE 2013 005

Marchino ciangotta sottovoce “..tanto ormai siamo abituati a perdere”; non voglio avere un’aria rassegnata, ma so che probabilmente ha ragione e dunque aggiungo “Guarda, io l’unica volta che ho vinto è stato l’otto gennaio del ’59 quando FIDEL è entrato all’Havana”…

Fidel entra all'Havana, 8 gennaio 1959

Fidel entra all’Havana, 8 gennaio 1959

I rivoluzionari cubani entrano all'Havana 8-1-59

I rivoluzionari cubani entrano all’Havana 8-1-59

Certo, non ero ancora nato, ma la Rivoluzione Cubana è una faccenda che porto nel cuore ed è come se vi avessi partecipato anche io (sebbene mi sarebbe piaciuto vedermi nella Sierra Maestra dire “Senti Che, oggi non posso venire a fare la rivoluzione, ho la dispepsia funzionale che mi da da fare, me ne sto qui quieto nella capanna.”)

Fidel & Che - Sierra Maestra 8 ottobre 1957 (AFP)

Fidel & Che – Sierra Maestra 8 ottobre 1957 (AFP)

Esco dall’edicola col petto gonfio dichiarando “Civati o muerte!”. Civati o muerte…mah, povero Tim Tirelli.

I risultati delle primarie poi confermano la tendenza di questi ultimi anni, la sinistra che si scolora, e il fatto che moriremo democristiani.

In questo dicembre di prima mattina mi ritrovo spesso a Mutina, Brian ha iniziato un percorso che ha a che fare con le coagulopatie (ci mancava pure questa), e ad intervalli regolari devo portarlo a fare dei prelievi del sangue. Parto alle 6 dal posto in riva al mondo, verso le 6,45 sono da Brian, lo lavo, lo preparo e, insieme a mia sorella, alle 7 siamo già in macchina. Occorre essere in due per la gestione in esterna di Brian. Benché non sia il massimo fare certe levatacce, respirare il risveglio della città mi piace un sacco…

Early In The Morning in MODENA

Early In The Morning in MODENA

Sbrigata la faccenda prelievo, il trio Tirelli si ritrova a far colazione insieme al City Bar…Brian è in estasi, in giro con suoi due figli…non gli sembra vero.

Il resto delle mattine, prima di partire, mi fermo ad ammirare la tundra gelata intorno alla domus saurea…

La tundra gelata intorno alla domus saurea - foto di TT

La tundra gelata intorno alla domus saurea – foto di TT

E’ dicembre, il mese che più di ogni altro mi colpisce l’animo, così mi accorgo che sono più meditabondo del solito. Mentre la sera me ne torno verso Borgo Massenzio, scorro la Emily Road.

Nel car stereo improbabili ballate degli UFO con Vinnie Moore…

…romanticume da suo soldi di ROD STEWART…

Attraverso Herberia, mi guardo in giro…le grandi e brutte vetrata di bazar cinesi dove si vende tutto quello che è inutile, l’anziano che attraversa la strada chiuso in un lungo paletò e in un cappello con i lembi paraorecchie, il negozio di abbigliamento aperto da poco in cui – tutte le volte che ci passo davanti – non c’è mai nessuno, il distributore di benzina con a fianco un’ampia area buia che da l’effetto Sarajevo durante la guerra, gli sghembi addobbi natalizi fatti da gente senza il minimo gusto estetico. Quando la Via Emilia si versa sulla tangenziale, perdo la cognizione del tempo, i fari delle macchine che incontro diventano una sorta di tunnel temporale che mi trasporta in altre dimensioni ed è allora che è il momento dei PINK FLOYD…

Soliti sabati e solite domeniche a far da badante a Brian. Si aggrappa a me, mi tiene la mano, non vuole scivolare via; lo stadio “demenza grave” gli fa un baffo…non sa quanto resisterà prima di cadere nell’oblio, ma per il momento si regge con una tenacia insperata a quei due o tre appigli che lo tengono ancora appeso all’albero della vita. Quanta tenerezza mi fa il vecchio Brian.

Arrivo all’appuntamento con la spesa alla coop del sabato trafelato, in ritardo, cotto. Nonostante questo mi perdo come un fanciullo nell’iconografia natalizia…sospiro ammirando una sorta di mock up di fantasie legate alle festività a cui stiamo andando incontro…

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Winterwonderland fantasy – foto di TT

…come un cinno di dieci anni mi faccio sorprendere dalla groupie mentre valuto l’acquisto di dolciumi disneyani…

Tim e il dolciumi disneyani - foto di Saura T.

Tim e il dolciumi disneyani – foto di Saura T.

…la groupie mi scatta una foto, la voglio vedere…sembro uno stuchino…che razza di uomo di blues che sono, perso nelle mie paturnie natalizie a far la spesa alla Coop…mo zio can an s’è mai vest ROBERT PLANT andèr a fer la spesa al supermerchèe…ops…

Robert Plant fa la spesa al supermercato come un Tim Tirelli qualsiasi...

Robert Plant fa la spesa al supermercato come un Tim Tirelli qualsiasi…

Scuoto la testa, sopraffatto dai miei blues perenni ed instancabili, sono senza forze…ore 15,30 e devo ancora pranzare…per fortuna che la groupie come sempre è in forma e ready to rock…

La groupie alla Coop Ariosto di Regium Lepidi - foto di TT

La groupie alla Coop Ariosto di Regium Lepidi – foto di TT

Cerco di ripararmi dal freddo intenso di questi giorni ascoltando i TEN YEARS AFTER. La nebbia che da giorni ingoia la pianura fa sì che la percezione del freddo sia maggiore rispetto alla reale temperatura che scende appena sotto lo zero. Il blues rock del gruppo riesce nell’intento…

Periodo denso di prove da superare; le percentuali che alcune di essere possano risolversi in maniera positiva sono esigue, tipo 4/5%, eppure sebbene sia razionale, realista e non mi aspetti nulla, devo fare i conti col fatto che nell’essere umano la speranza prende sempre il sopravvento. Puoi essere pessimista, rassegnato al peggio, freddo e distaccato, ma in fondo confidi sempre che il nulla cosmico onnipotente te la mandi buona. E quando ti accorgi che non è così, aggiungi un altro fardello al peso che già devi portare in giro.

Così mi infilo nelle nebbie e medito sul da farsi…

SAMSUNG

Sulla blues mobile infilarsi nella nebbia a Magpie Place (alla Gazzata, insomma) – foto di TT

Un cambiamento mi farebbe bene, lo dice anche ETTA JAMES…

…cambiare vita, lavoro, città, chitarra, orizzonti…ma è difficile quando senti che ti hanno riempito il serbatoio di musica leggera e non di blues nero e feroce…la blues mobile del tuo animo sbuffa, borbotta, viaggia a rilento, con le 4 frecce accese, certo è ancora in moto ma dovrai fermarti in officina. Non mi do per vinto, sono tenace.. esile come un giunco ma forte come una quercia…è così che mi descrisse qualcuno in una delle più belle estati della mia vita, quella del 1981, a Brez, dopo la maturità, insieme a Biccio, Pigi, Gheri e tutti gli altri…raccolgo i pezzi, mi fermo in stazione e acquisto un altro biglietto…dopotutto l’importante è viaggiare e non restare fermo…

Why can’t it stay like this forever?
Why does it always have to change?

Everytime you think you’ve paid the price,
Seems you’ve always got to pay it twice.
Everytime you think you’re near the end,
You turn around and find another ticket.

Oh my love, time is running out.
Oh my love, time is running out.

Why must we wait until tomorrow,
When we already know the score?

Everytime you think you’ve paid the price,
Seems you’ve always got to pay it twice.
Everytime you think you’ve got it made,
Seems you’re only lying in the shade.

Everytime you think you’ve run the course,
Seems you’ve got to ride another horse.
Everytime you think you’re near the end,
You turn around and find another ticket.

Sinodi, kartodromi e i cieli grigi dei novembre emiliani

18 Nov

Tra i sinodi che si tengono al calar di solstizi ed equinozi, ci sono sinodi minori , quelli in cui io e gli illuminati del blues possiamo presentarci con l’animo in tuta da ginnastica, sinodi informali, leggeri, frizzanti, schietti e sinceri come il lambrusco. E’ in questa dimensione che ci troviamo in questo sabato sera intorno al tavolo del ristorante del centro sportivo di Quariêg, lì, nelle terre reggiane profonde, dove l’oscurità, il blues e l’idea della socialdemocrazia si fondono…lì in mezzo alle gambe di quel bel pezzo dell’Emilia, tra casolari, fabbriche, tortelloni, parmigiano-reggiano, gnocco fritto, lardo e lambrusco appunto. Stasera con noi c’è anche MARIO, e con lui TIMMY BOY (che poi sarei io), PICCA, RIFF, JAYPEE, SUTUS, LORENZO STEVENS e udite udite il MAHATMA MARCI (March insomma) il quale mancava da tempo immemorabile.

Il primo brindisi è per ERICK THOHIR, non che ne abbia bisogno, ma probabilmente ne abbiamo bisogno noi cuori nerazzurri, ancora intimoriti, incerti ed impauriti dinnanzi ad un cambiamento così epocale per la nostra cara, amata, dolce, bella, sexy, pazza INTER.

Brindisi a Thohir

Per un momento, quando son lì col calice alzato, mi viene in mente la recente notizia che vuole MOURINHO poco prima delle partite leggere la bibbia per qualche minuto…ma è solo un istante, scuoto la testa e scaccio il pensiero…

Mentre facciamo il brindisi, qualcuno accende il grande schermo che c’è nella sala, Radio Capital Tivù proprio in quel momento trasmette STAIRWAY TO HEAVEN da Earls Court 1975, ah…questi segni del blues!

Quando parlo di musica rock con gli illuminati non mi accorgo del tempo che passa, d’un tratto mi accorgo che il locale è vuoto, che siamo ben oltre la mezzanotte e che è ora di andare. Prima dei saluti, lì nel parcheggio in mezzo al nulla, accendo lo stereo della blues mobile e faccio partire ROCKET MAN di ELTON JOHN, ci stringiamo intorno alle struggenti note di Reginaldo…che brividi…

Le domeniche senza calcio sono insopportabili, non sono un fan delle pause per la nazionale…ridatemi la mia INTER.

Senza football mi sottometto alle richieste della groupie. Andare a comprare un paio di scarpe? No. A fare shopping? No. A chiedere gli opuscoli turistici della mia città e passare il giorno a visitar musei monumenti e chiese parlando inglese? No. Con la groupie si va al kartodromo di Mantova dove la si guarda sfrecciare e superare i poveri tapini che le si parano davanti.

Autobrennero quindi, JOE WALSH nel car stereo. Poi ROLLING L.A.FORUM 1975 e infine QUARTERMASS.

Non facciamo nemmeno in tempo ad entrare al GO PARK che la ragazza alla reception, tal Laura, urla “Sauraaaaaa!!!” Devo controllare meglio i movimenti della groupie, non è che quando mi dice che esce con le amiche viene a Mantova a correre eh?! Dopo un quarto d’ora è già in pista. Io mi accomodo nella terrazza panoramica, unico maschio in mezzo ad almeno venti/trenta fighe che fanno i filmatini ai loro ragazzi sui kart. Le sento parlare: “Oh ma hai visto con chi si è messa la Momi?” “E la Fufi? Mio dio ma come fa a stare con quello?” “Frenci, ma dove hai comprato quelle scarpine?” “Debbi, anche tu a volte hai un prurito lì nelle parti intime?”…Io son lì che cerco di leggere il libro sui KING CRIMSON di DONATO ZOPPO…

Tim Tirelli legge il libro sui King Crimson di Donato Zoppo - Foto della Momi.

Tim Tirelli legge il libro sui King Crimson di Donato Zoppo – Foto della Momi.

…ma ci rinuncio, mi metto a fare un filmatino anch’io e a scattare qualche foto…becco la speed queen che sta per acciuffare un poveretto che osa cercare di starle davanti…

La groupie sta per sorpassare l'ennesimo malcapitato - foto di TT

La groupie sta per sorpassare l’ennesimo malcapitato – foto di TT

Guardo il tabellone, il nome “saurafumi” è primo, giro più veloce…non ce n’è per nessuno…

Tabellone: saurafumi  kart n.22 prima posizione- foto di TT

Tabellone: saurafumi kart n.22 prima posizione- foto di TT

Finita la prima corsa viene da me, è carichissima, beve un integratore, è spettinata, sudata, ma il mood è alle stelle…

La Groupie - The Go Kart Killer Queen - Foto di TT

La Groupie – The Go Kart Killer Queen – Foto di TT

La seconda gara la fa sui BLACK EAGLE, kart speciali che possono essere guidati soltanto da chi scende al di sotto di un certo tempo. Roba per professionisti. Per i primi giri c’è uno che le sta incollato, ma una volta prese le misure la Killer Speed Queen prende il volo e ti saluto mingone. Prima di andarcene dobbiamo rifermarci alla reception, Laura mi vuole assolutamente conoscere “ Ah, finalmente, eccolo qui l’artista, il musicista”. Le stringo la mano e le sorrido cordialmente mentre sussurro alla groupie “Ma cosa le sei andata a dire? L’artista? Il musicista?” La groupie ancora mi guarda con gli occhi foderati di prosciutto. Mah.

Lunedì, nel venire a Stone City mi ascolto THE WINERY DOGS, cd che mi è arrivato grazie alla gentilezza di LORENZINO STEVENS…

Diversi i riferimenti ai LED ZEPPELIN, seppur rinchiusi in una gamma espressiva modernista. Il progetto di KOTZEN/SHEEHAN/PORTNOY mi ricorda quello di 25 anni fa di SYKES/FRANKLIN/APPICE, i BLUE MURDER…

In pausa pranzo faccio un salto da Brian, lo porto fuori per un crodino. Se lo gode Brian il suo quarto d’ora d’aria, quando poi nel bar di Chen il cinese arriva anche mia sorella il viso di Brian s’illumina. Poco dopo parlando di me usa la parola “fiulèn“, figliolino…dall’alto della sua età mi vede ancora giovanissimo. “Fiulèn”… ah, caro vecchio Brian.

Mentre torno a Stonecity il cielo si fa metallico, pioviggina, foschia sulle colline…è tempo di FAIR WARNING, VAN HALEN…

La pioggerellina autunnale, i tergicristalli che lasciano il rigo sul parabrezza e il pensare ai MOTT THE HOOPLE

15 Nov

Una di quelle pioggerelline leggere, insistenti, che però non riescono a bagnare a sufficienza il parabrezza affinché i tergicristalli scivolino a dovere; tu sei lì che ascolti i MOTLEY CRUE e ogni cinque secondi senti il rumore dello strisciare sordo della gomma degli windshield-wiper sul vetro…trrcrum…trrcrum…trrcrum, certo potrebbe essere una diavoleria insita nella musica del VARIEGATO GRUPPO DI PERSONE (o se preferite BANDA VARIOPINTA)…

L’autunno avanza, e con lui i blues…blues fastidiosi, ostinati, sin agguato dietro l’angolo. Sei così blues che finisci per infilare nel cassetto il primo dei BON JOVI e ti chiedi cosa potrebbe pensare POLBI se ti vedesse farlo…

L’anno sta finendo, inizi a fare qualche considerazione, a vedere se il bilancio del tuo animo si chiuderà in attivo, in pareggio o in perdita. Chissà se dovrai tornare dal tuo commercialista spirituale per sistemare i conti.  Chissà se prima dell’ultimo dell’anno ci sarà un raggio di sole che sbucherà dal cielo nero, che possa in qualche modo riscaldare l’essserino che sei sperduto su questo cavolo di pianeta, su questo cavolo di pianura. Intanto pioviggina…spiuvsèina come dice Brian, il tuo meteorologo di fiducia che non manca di aggiornarti in tempo reale ad ogni cambio di direzione del vento (“Tim, adèss al tira al vent“, “Tim, a piòv, mo dio bon che lavòr“, “Tim” ridendo, “adèss l’è gnu fora al sol”).

I primi addobbi natalizi sfoggiano le lucine ad intermittenza, come un pavone che fa la ruota con la coda cercano di far colpo tra il grigiume di questa pioggia di polvere e foglie, di attirare a sè gli animi malinconici degli uomini di blues. Hai già iniziato a parlare con la groupie a proposito dell’albero di natale. Troverai la voglia e la energia per farlo? E il presepio? Riuscirà il misero architetto che c’è in te a crearne uno con la capanna dei due genitori adottivi e del loro figliuolo, con la grotta dei pastori, il lago fatto con la carta stagnola, e lì in alto sulle montagne l’ Abbazia di Thelema con il CHE e FIDEL a far da guardia?

La mente slitta, e la slitta mente perché probabilmente anche quest’anno Babbo Natale non riuscirà a portarti ciò che vorresti, rimetti i pensieri in carreggiata, le renne che tirano il tuo meditare si mettono a trottare con metodo, dunque sei di nuovo libero di pensare liberamente ai MOTT THE HOOPLE… hanno iniziato il tour inglese e ROSS HALFIN ha preso a postare sul suo diario le foto relative:

MOTT THE HOOPLE Birmingham 11-11-2013 - photo by ROSS HALFIN

MOTT THE HOOPLE Birmingham 11-11-2013 – photo by ROSS HALFIN

Guardi le loro facce da eccentrici inglesi ultrasessantenni (RALPHS ne ha 69, HUNTER addirittura 74), ti piacerebbe davvero diventare come loro: ancora un po’ sopra le righe, ma con dignità e ancora intenti a fare rock and roll, meglio loro di quei gruppi di vecchie rockstar che si danno alle proposte patinate, o a quelle più acustiche e mature (?), per non parlare di quelle stelle del rock piene di soldi che non fanno altro che crogiolarsi nell’accidia (Sì, sto parlando ti te, Jimmy Page)!

Vorresti essere anche tu sulla strada per BIRMINGHAM e andarli a vedere…

..ma sei qui, come uno stupido sotto alla pioggia, a fare la fila per tre, risponder sempre di sì e comportarti da persona civile.

A Blues man in the rain

E con il freddo entro in modalità ELP (mentre monta il space-saving-cd-sleeve blues)

12 Nov

Sera d’autunno, sono di fronte ai miei scaffali di CD, estraggo quelli che, prima che scoprissi le SPACE-SAVING-CD SLEEVE, misi dentro a semplici buste di nylon trasparenti. I CD sono quelli non originali, quasi tutti bootleg. Arriva la groupie e mi fa: “cosa fai?” e io, “sto togliendo dagli scaffali tutti i cd nelle buste di nylon normali, ora che ho scoperto le SLEEVE non le sopporto più, devo sostituirle tutte adattando le copertine alla misura (più grande) delle SLEEVE, appunto”. Mi guarda divertita, stupita, preoccupata. ” Spinta ossessiva compulsiva?” mi fa…per risposta appoggio la testa alla sua spalla e sospiro.

Mi porto i CD, le cui copertine sono da rifare, in ufficio…è così che passo le mie pause pranzo quando non sono da Brian…invece di rilassarmi tra una riunione e l’altra, sistemo le dimensioni degli artwork, li stampo, li ritaglio e li inserisco nelle sleeve…la versione fatta in casa dei digipack.

Space Saving CD Sleeve blues - by Tim Tirelli

Space Saving CD Sleeve blues – by Tim Tirelli

SAMSUNG

A sx le normali buste di nylon, a destra le sleeve

Mentre sono alle prese con questo riflesso ossessivo-compulsivo mi capita in mano il bootleg degli ELP registrato dal grande DAN LAMPINSKI il 4 febbraio del 1978…uhm, è un po’ che sono lontano da loro, ma il tempo di un nuovo ritorno di fiamma sta arrivando, si sa, con l’inverno, con il sopraggiungere dell’atmosfera festiva del solstizio d’invermo, l’uomo di blues Tim Tirelli entra in modalità ELP.

ELP Boston garden 4th feb 1978

Magari è ancora prestino ma non appena inserisco il CD nel lettore del car stereo, metto un piede in quel magico mondo in cui piombo ogni anno verso dicembre…il solstizio d’inverno, la neve, le luci ad intermittenza e gli ELP periodo 1977-78. Il bootleg me lo sento tutto d’un fiato, oh nulla cosmico onnipotente, che meraviglia gli EMERSON LAKE and PALMER nel 1978…

Verso mezzogiorno esce un bel sole, l’aria si scalda, la luce s’ infila tra le fronde autunnali degli aceri che abbiamo dietro all’ufficio…vado a gustarmi questi ultimi spicchi dell’estate di San Martino, il cambio di stagione sta arrivando, un altro anno sta finendo ed io sono qui sul terrazzo a pensare ai MOTT THE HOOPLE e agli EMERSON LAKE AND PALMER. Mah.

Tim Tirelli osserva gli aceri mentre pensa ai MOTT THE HOOPLE e agli ELP - Foto di Cassy

Tim Tirelli osserva gli aceri mentre pensa ai MOTT THE HOOPLE e agli ELP – Foto di Cassy

IMMIGRANT SONG & il MOTT THE HOOPLE blues

10 Nov

Mutina, via Poletti… ci capito almeno una volta al mese quando vado dal commercialista; ogni volta mi fermo qualche secondo davanti alla lapide del partigiano ABELE MISELLI, ucciso dalle bande nere nel settembre del 1944. Osservo alla base della lapide le due bandiere tricolore con  in mezzo una bandiera rossa. CVL… corpo volontari della libertà. Mi chiedo se oggi ci sia qualcuno che ogni tanto si fermi davanti a questo tipo di lapidi, se a qualcuno interessi ancora l’epopea dei partigiani (al di là degli sporchi revisionisti tipo GIAMPAOLO PANSA, principe della prostituzione intellettuale e dei blog dei neofascisti che col solito tanfo non mancano di sottolineare le distorsioni della guerra civile avvenuta qui dalle nostre parti). Mah. Un ultimo istante di raccoglimento e saluto ABELE.

Abele Miselli lapide

Tra i vari impegni di questo giovedì riesco ad incastrare una visita da SAL e dunque a portare BRIAN al solito haircut trimestrale. Per Brian è un’avventura che gli risolve la giornata…

Haircut time - Brian da Sal - Foto di TT

Haircut time – Brian da Sal – Foto di TT

Poco dopo ho appuntamento con l’ assistente sociale da BRIAN. Rossella arriva e con il giusto mix di tenerezza e professionalità, interagisce alla perfezione col vecchio TIRELLI; raccoglie poi i documenti per quello che sarà il prossimo step a cui BRIAN – purtroppo –  sarà destinato. Io e mia sorella ormai abbiamo elaborato la cosa, la decisione è stata presa, non ci sono soluzioni alternative, e sappiamo che il malessere spirituale che ci investe è solo una prima avvisaglia di quello che sarà nel prossimo futuro. La notte, a letto, non riesco a prendere sonno. Al mattino non riesco ad andare in ufficio. Vi arrivo verso le 14, ricurvo e sdrucito come un girasole in ottobre. Una delle ennesime riunioni di questo periodo, della durata di tre ore, mi dà il colpo di grazia.

La sera avrei voglia di versarmi sul divano, ma ho promesso alla groupie che avrei partecipato alla cena che ha organizzato insieme ai suoi amici. La serata si rivela ottima, buona compagnia e buon groove. Siamo al ristorante ORCHIDEA di OLINDO di Regium Lepidi, un locale enorme (e  non certo arredato con gusto) ma rimango di stucco quando mi accorgo, verso le 21,30, che è pieno imballato. Di questi tempi vedere locali così pieni è quasi impossibile. Parlo con gli amici: ridacchio della nuova passione sportiva della Ceci (ragazzi, il Ghiri Sport è un lavoro da mica normali), scambio battute con la Sonia circa le sfumature “sgrause” della groupie, cerco di risollevate il morale ad Andrea cuore rossonero, parlo di musica con la Stefi e approfondisco la conoscenza con M e A. Rimango sbigottito davanti ai loro blues lavorativi. Entrambi dipendenti a tempo determinato, contratto in scadenza, qualifica mortificante (e ripeto: m o r t i f i c a n t e),  retribuzione che vi lascio immaginare. Uno di 44 anni, architetto, l’altro 24 anni pieno di vita ma senza speranze per il futuro. Entriamo nei dettagli – anche delle loro esperienze precedenti – e rabbrividisco.  Mi chiedo cosa abbiamo fatto per ridurci così, e non in una città o in una regione  del sud, no… qui, nell’ Emilia profonda, quella descritta da wikipedia in inglese in questo modo:

477px-Emilia-Romagna_in_Italy.svg

Emilia-Romagna today is considered one of the richest European regions and the third Italian region by GDP per capita.[3] These results have been achieved by developing a very well balanced economy that comprises Italy’s biggest agricultural sector as well as a long-standing tradition in automobile, motor and mechanics manufacturing.

Emilia-Romagna, except for the province of Piacenza, was historically a stronghold of the Italian Communist Party, and now is a stronghold of center-left coalitions, forming with TuscanyUmbria and Marche the famous Italian political “Red Quadrilateral”.

La mia Emilia, quella piena di vita, di operosità, di bon vivre, di (almeno in parte) giustizia sociale… la mia Reggio Emilia, città di tutta la mia stirpe, dove ci sono gli asili migliori al mondo, dove le strade si chiamano VIA CHE GUEVARA, VIA RIVOLUZIONE D’OTTOBRE, VIA DEL PARTIGIANO… come abbiamo potuto arrivare a certi livelli? Togliere la speranza ai ventenni, minare ogni sicurezza ai quarantenni, far precipitare nella disperazione i cinquantenni che hanno la sfortuna di mettere un piede in fallo,  fuori del cerchio del lavoro?

E’ con questi pensieri che in questo sabato mattina, alle 7,30 metto in moto la blues mobile e mi avvio per andare da Brian. Il mondo appare grigio, io sono in modalità neutra, così, visto che da alcune settimane (ve ne sarete accorti) sono in un MICK RALPHS kick, spingo nel lettore cd MOTT dei MOTT THE HOOPLE…

mott 1973

e il mondo appare di nuovo in quadricromia. Quel misto di DYLAN, ROLLING STONES e  BOWIE periodo glam messo sapientemente a fuoco dai semplici e pratici talenti di HUNTER e RALPHS , è quello che ci vuole in questa mattina sbiadita…

Arrivo a Mutina alle 08,30, mi fiondo al Conad del Newtower, da questo sabato ho deciso di fare la spesa per Brian prima di andare da lui. Non cago nessuno,  me la sbrigo in 15 minuti, le uniche parole alla cassa… “buongiorno“… “pago col bancomat”… “arrivederci“.

Brian è di buon umore, sempre più perso nelle nebbie e nei pantani di questo cazzo di alzheimer, ma proprio per questo il suo essere è scevro dalle paturnie del passato. Animo leggero, voglia di uscire e di stare con la gente benché non riconoscendo quasi più nessuno, tutti debbano sembrargli degli sconosciuti. Lo lavo, lo vesto, facciamo i nessi, gli faccio la cresta come quei baggiani dei giocatori di calcio del giorno d’oggi… Brian ride di gusto, e io con lui…

El Brianawy- foto di TT

El Brianawy- foto di TT

Arriviamo a Ninetyland, mi cade l’occhio sul vecchio font del cinema del prete che ancora resiste su di una vecchia bacheca su cui si affiggevano le locandine dei film…

Cinema Teatro Arena di Nonantola - foto di Tim Tirelli

Cinema Teatro Arena di Nonantola – foto di Tim Tirelli

Al K2 il caffè stamattina è davvero cattivo. Ci vengo ancora solo perchè Brian possa incontrare i suoi vecchi amici. La nuova gestione cinese non mi soddisfa… il caffè è acquoso, le paste sembrano meno buone che in passato, diverse luci sono spente. Dietro alla grande TV c’è un paravento, dietro il quale vanno ad imboscarsi gli schiavi delle slot machine e dei video poker. Scorgo una donna sui sessantanni incollata ad una di quelle macchinette infernali. Poco dopo arriva un uomo, meridionale, vestito da pseudo giovane ma in modo sfigato, entra nel bar, non saluta nessuno, furtivo si eclissa dietro il paravento. Quante storie di vite misere che devono esserci al di là di quel paravento maledetto.  Anche oggi constato che sono l’unico nonantolano, nei tavoli lì intorno solo nord africani. Due passi in centro, incontriamo (quelli che crediamo essere), pakistani, nigeriani, asiatici, meridionali. Per fortuna ci viene incontro PETER, l’amico di Brian, 83 portati alla grande, vispo, pronto, tonico, pieno di emilianità nei gesti e nell’accento. Siamo entrambi progressisti, posso permettermi rilievi che ad altri potrebbero sembrare di stampo razzista: “Pirèn” gli dico “mo dio canta a gh’è sol di stranièr, an cat menga un nunantlàn, cuschè ormai l’è un paès multirazziale”. Mi risponde “Mo’ zio pèder, che multirazziale, ormai la nostra l’angh’è piò”.

Mi chiedo dove finiremo, e cosa comporterà la fine della identità culturale di comunità tipo questa. In più il problema è che tutti questi migranti che arrivano sono tutti religiosissimi, molti fondamentalisti, e questa cosa proprio non mi piace nemmeno un po’.

Torno verso Regium Lepidi, ancora i MOTT sullo stereo, mi perdo ascoltando I’M A CADILLAC cantata da MICK RALPHS… penso ad un recente scambio di battute che ho avuto con Picca…

Gli scrivo, ironicamente: “… un anziano che sa due-fraseggi-due prova una chitarra da Notari…” riferendomi al link che vede il MICK RALPHS dei giorni nostri provare una Les Paul in un negozio (Notari è un famoso guitar shop di Modena)…

Mi risponde: “bastava nascere a Londra negli anni giusti, imparare otto accordi, due riff, due licks, due fills, essere amico di Ian Hunter o Paul Rodgers e ti facevi 45 anni di rock… e invece… Nonantola…”

Già, perché se sei JIMMY PAGE, KEITH EMERSON o CHRIS SQUIRE niente da dire, ma a Londra in quegli anni farcela non era poi difficile nemmeno per musicisti ordinari…

Mentre ascolto I’M A CADILLAC cantata dal grande MICK RALPHS  ancora una volta mi sorprendo di quanto mi riconosca in questo musicista, quando poi parte la coda EL CAMINO DOLOROSO entro in modalità meditabondo e mi getto in una foschia che vedo e che vivo solo io… mi dissolvo in cometa… mi ricompongo… mi dissolvo di nuovo…

Il cd è il remaster del 2006, ha delle bonus tracks, la prima è ROSE, che apparve come lato B del singolo HONALOOCHIE BOOGIE… struggente, malinconica, adattissima per l’uomo di blues che è in me. Sono cosi dentro al mood hoopleiano  che arrivo al parcheggio della COOP di REGIUM LEPIDI con l’intento di mettere in piedi un nuovo gruppo,  la versione italiana dei MOTT THE HOOPLE appunto, ma è solo un attimo di sbandamento, mi riprendo quasi subito, metto l’euro nel carrello, lo estraggo dalla tettoia sotto cui è riposto e mesto mi avvio verso la Coop… tanto il mio IAN HUNTER non lo troverò mai.

Album dei ricordi: BAD COMPANY “Straight Shooter” (Swan Song 1975) – TTTTT+

4 Nov

Qualche sera fa, in casa, entro nello studiolo e mi accorgo che PALMIRO è dietro allo scaffale degli LP, fa il matto, io sto al gioco, lui inizia a strampellare con i miei dischi, temendo ne rovini qualcuno lo faccio uscire, lui mi ubbidisce ma non prima di aver dato una zampata a caso…dandola fa uscire dallo scaffale un disco della BAD COMPANY, STRAIGHT SHOOTER…uhm…guarda caso indosso la mia t-shirt preferita (della BAD COMPANY appunto)…ed è la stessa sera in cui mi arriva l’email dove mi si dice che MICK RALPHS ha iniziato a seguirmi su twitter…io sono razionale, non sono superstizioso nè scaramantico, ma adoro questo tipo di coincidenze, questi segni del blues. E allora tiro fuori l’album in questione, lo inserisco nello stereo, mi adagio sul cuscino e lascio partire i ricordi…

TT assorto nelle note di copertina di STRAIGHT SHOOTER - foto della groupie

TT assorto nelle note di copertina di STRAIGHT SHOOTER – foto della groupie

Ultimi sospiri degli anni settanta, sono un adolescente, ho già scoperto i LED ZEPPELIN, i FREE, gli ELP, JOHNNY WINTER, SANTANA e alcuni altri gruppi rock che mi fanno girare la testa. Non c’è internet, non c’è youtube, non c’è un cazzo, solo CIAO 2001 e poco altro. Ma sono un fan on the prowl, determinato e cocciuto, adesso che l’ho scoperto, il ROCK è tutto quello di cui m’importa; scovo notizie, ritagli di giornali, foto, qualche libro… FREE, LED ZEPPELIN, SWAN SONG, dunque BAD COMPANY. E’ settembre, uno di quei settembre emiliani, tiepidi, dolci, a misura d’uomo di blues. Il futuro sembra pieno di luce, le possibilità infinite, la vita gravida di sorprese. Sabato, mi fiondo al PEECKER SOUND di FORMIGINE, di fianco alla leggendaria discoteca PICCHIO ROSSO. Il PEECKER è probabilmente il negozio di dischi per eccellenza del modenese, grande, pieno di scaffali, self service, nessun commesso che ti disturbi con la frase “posso aiutarti?”. Lì dentro ci si passa pomeriggi interi. Lettera B: BAD COMPANY. La copertina con i dadi è quella che mi attira subito, …printed in USA…cazzo, l’etichetta è quella della SWAN SONG, special thanks to PETER GRANT, sleeve by HIPGNOSIS…STRAIT SCIUTER sei mio.

Bad Company Straight Shooter

Arrivo a NONANTOLA, salgo in casa, sono tutti fuori, metto il disco sul piatto…primo pezzo GOOD LOVING GONE BAD. Bam, una sorta di imprinting immediato, una scossa di testosterone, un marchio indelebile che mi si stampa sull’animo. Il pezzo è di un certo MICK RALPHS, ah è il chitarrista.

Hard rock di fattura pregevolissima, suoni efficacissimi,  batteria meravigliosa, voce che senti vibrare nello stomaco, e MICK RALPHS giustappunto alla chitarra. Un zabaione di iperbole per la mia giovane anima, per me che sono esile come un giunco ma che mi senti forte come una quercia. STRAIGHT SHOOTER significa  “persona schietta e sincera” ma c’è il gioco di parole dato dall’immagine dei dadi in copertina:  to shoot craps significa difatti  tirare i dadi, gettare i dadi. Ad ogni modo, mi accorgo che MICK RALPHS non è JIMMY PAGE, ma il suo chitarrismo  è appunto così schietto e sincero da essere, per me, irresistibile.  Riff granitico in LA e in RE, poi stacco lento dove RODGERS canta

I got my pride 
Don’t need no woman to hurt me inside
I need love 
Like any other
So go on and leave me
Leave me for another

Il ritmo poi riprende e sullo stacco PAUL che canta Cuz’ Baby I’m a bad Man, oh santo demonio quanta forza mi ha dato quella sciocca frasetta…

Good! Lovin’ gone bad
Good! Lovin’ gone bad
Good lovin gone bad
I’m a sad man
Get outta my way 
Cuz’ Baby I’m a bad Man
Now Now!

Io sono conosciuto per essere soprattutto un fan dei LED ZEPPELIN, e dei FREE e degli ELP se vogliamo, ma in definitiva forse il gruppo che più amo è la BAD COMPANY, e grazie a questo primo pezzo, STRAIGHT SHOOTER è probabilmente l’album che preferisco in assoluto. Intendiamoci, capisco benissimo che la BAD CO non è certo uno dei gruppi più importanti per la storia del rock, so che detta in modo un po’ maldestro il gruppo non è altro che la versione da stadio dei FREE, ma quell’hard rock genuino, semplice, diretto mi arriva al cuore con una facilità disarmante. Non è un caso che la mia band si chiami CATTIVA COMPAGNIA, se le canzoni che scrivo sono in qualche modo messe giù con un metodo simile, se mi sento e sono un chitarrista  alla MICK RALPHS più che alla JIMMY PAGE, se i il partner musicale che ho sempre cercato (invano) è una sorta di PAUL RODGERS emiliano… Oggettivamente credo che STR SHT sia un buon album hard rock, ma essendo diventato un capitolo così importante della mia vita, per me che sono lo smilzo di Nonantola, è the best hard rock album ever.

Back

FEEL LIKE MAKIN’ LOVE fu il secondo singolo tratto dal disco, arrivò nella top ten americana. Oggi non riesco più ad ascoltarlo, ma allora lo trovavo davvero carino. Ballatona acustica col ritornello pieno di chittarre distorte, testo al limite della sostenibilità…troppo mieloso. WEEP NO MORE è una delle pochissime canzoni scritte da SIMON KIRKE ad apparie sui dischi della BAD COMPANY originale. Intro d’archi e un incedere bluesy a seguire. Tutto molto godinile. SHOOTING STAR è uno degli altri hit del disco, stessa formula di FEEL LIKE MAKIN’ LOVE. Riflessione gradevole seppur un po’ retorica sulla tragica fine di giovani rockstar.

Riguardando le foto della copertina interne rammento quanto mi immedesimai in esse, quanto machismo involontario mi profusero, quanto mi fecero sentire un vero uomo…

Bad Comany Straight Shooter inside

Mi immaginavo di essere parte di loro, o di una band come la loro, in tour nel midwest americano nella metà degli anni settanta…

Bad Comapny Straight Shooter inside back

Immagini che si sposano a meraviglia con DEAL WITH THE PREACHER e WILD FIRE WOMAN, due ottimi esempi di hard rock inglese che racconta storie di vissuto nell’on the road americano. I cantati superbi di RODGERS, il chitarrismo lineare e ispirato di RALPHS, il basso preciso e mai sopra le righe di BOZ BURREL, la batteria elegantemente rock di SIMON KIRKE, che band ragazzi! La slide guitar di WILD FIRE WOMAN sa di sud degli Stati Uniti, di viaggi intrapresi per incontrare una bellezza di donna al di là del confine col Messico. Trovavo e trovo ancora irresistibile il finale quando PAUL RODGERS canta

I start to shiver and shake
I just can’t wait, I start to shiver and shake
I just can’t wait, I start to shiver and shake
I, Lordy, I just can’t wait
Driving down the highway, yeah
Wow
Oh baby, take a good loving to keep me driving all night
I’m a-driving all night, oh yeah

Quando poi al minuto 4:18 MICK RALPHS ci da di slide partivo e parto anche io per le highway americane in cerca di chissà chi …

Straight on down the highway
Straight on down the highway
Wow, straight on down the highway, yeah

Bad Co Straight Shooter ad

ANNA, di Simon Kirke, proviene dall’album KOSSOFF KIRKE TESTU AND RABBIT del 1972, registrato all’indomani del primo scioglimento dei FREE. Delicata, lenta, cantata con pathos da RODGERS, ANNA si accasa senza problemi  in STRAIGHT SHOOTER. Preso dalla mia mania per la BAD COMPANY, iniziai a contagiare gli amici, in particolare TOMMY TOGNI, cantante con cui mi misi  a suonare poco dopo. A quel tempo TOM stava con una che si chiamava Anna, e ogni volta che lui veniva a casa mia dovevo fargli ascoltate il pezzo a più riprese. L’album si chiude con CALL ON ME, tempo medio che in alcune sue parti si rifà all’epica rodgersiana di cui spesso parlo, con quella coda finale che ti porta nei campi di foschia e bruma che hai dentro di te, dove socchiudendo gli occhi vai incontro al tuo destino, al sole che sorge, ad un nuovo giorno che nasce.

Don’t worry about the rain, baby
I’ll keep you dry
I’ll keep you warm inside
And satisfied

Don’t worry about the rain
I’ll keep you dry, I’ll keep you dry
Call on me, baby, call on me, baby

Bad Company - Straight Shooter - Booklet (2-2)

Registrato nel settembre del 1974 e pubblicato nell’aprile del 1975, STRAIGHT SHOOTER arrivò al numero 3 della classica americana, vendendo 3 milioni di copie. Album dunque fondamentale per il sottoscritto…dopo tutto ho preso forma grazie ad esso, sono diventato l’uomo che sono nel bene o nel male anche grazie a questo Rock, totale, puro, schietto e frizzante come il lambrusco. Oh, nulla cosmico onnipotente , che cazzo di album che mi hai fatto trovare lungo la via…e ora tutti nell’abbazia di Thelema a osannare il chitarrista, perchè IN MICK RALPHS WE TRUST.

Bad Co vintage straight shooter t shirt

 

Ottenebrato in ottobre (the battery blues)

31 Ott

Con ottobre calano i barbari dal nord, ed infatti anche quest’anno incontro RISE, il mio amico finlandese, ledhead come me. Ha lasciato moglie e parenti a FIRENZE ed è venuto a REGIUM LEPIDI per pranzare con lo smilzo di Nonantola. Quest’anno i miei impegni non ci permettono di più, ma ci accontentiamo anche solo di queste tre orette. RISE mi promette di farmi copia in bluray della LZ Reunion Collection (Live Aid 85/ Atlantic 88 / Rock And Roll Hall Of Fame 1995)… roba da depravati musicali.

Tim & Rise

Tim & Rise (notare la maglietta de IL TRONO DI SPADE) – Foto di ST

Lavoro, badantaggio da Brian, lavoro, ricette per Brian, lavoro, visite mediche di Brian, lavoro, poi blues sul lavoro, blues nella vita, blues nella blues mobile. Facendo un sunto: lavoro, Brian, a casa la sera, Sky. Mi chiedo se la vita sia tutta qua, o meglio se la vita che riesco a produrre sia tutta qua. Meno male che c’è la groupie che mi fa ridere con la sua cresta biondo platino… mi sembra un po’ PINK e un po’ un giocatore della seconda squadra di Milano… El SAURAwi appunto. Da morir dal ridere anche vedere il gatto PALMIRO aggirarsi tra le stanze buie della casa con gli abbaglianti accesi…

Il gatto Palmiro

Il gatto Palmiro

Se non altro con la CATTIVA COMPAGNIA abbiamo ripreso a far le prove, e trovarmi fianco a fianco con LORENZ a far ruggire le nostre LES PAUL mi fa sempre bene all’animo.  CHEAP TRICK, AEROSMITH, BOSTON, DEEP PURPLE, BAD COMPANY… quando POL chiama CUSTARD PIE, ci diamo di piombo ZEPPELIN. A fine pezzo mi sorprendo sempre di come questa band riesca a suonare i pezzi dei LZ nella giusta maniera (o almeno è così che mi sembra). POL in verità è più un purpleliano, ma come canta i pezzi dei LZ lui… nessuno mai, e non se rende nemmeno conto. Proviamo poi anche un paio di nostri brani: VENTO DI MAESTRALE e ED E’ UN ALTRO LUNEDI’. Tutto l’hard rock del mondo nel primo (con un grande LELE e una grandissima Saura nello stacco lento), tutta la disperata malinconica dolcezza nel secondo. Non dovrei scriverlo, lo so, queste due sono canzoni mie, ma quanto cazzo mi piace suonare i nostri pezzi con questa band.

Logo bianco 2012 aggiornato

Di nuovo lavoro, discussioni e confronti in ufficio, discussioni e confronti nelle sale riunioni dei clienti, discussioni e confronti con me stesso… STEVEN TYRRELL che dà del ‘bagiano’ a TIM TIRELLI, TEAM TEERALLY che dà del “sempio” a STEFANO TIRELLI, TIRELLI TIM che se ne fotte e si mette ad ascoltare in cuffia i FIRM (live in Albuquerque, Tingley Coliseum, 18/03/1985 soundboard)

Alla domenica quando non sono di turno da Brian, mi faccio un cinegiappo con la groupie. Bevo una birra cinese da 66 cl, un caffè corretto sambuca e ci aggiungo un doppio Southern Comfort, e per il mio fisichetto da due soldi sono già oltre la soglia, ma questo stato invece di regalarmi quell’allegria incosciente che tanto mi è cara, mi fa precipitare in un blues autunnale. Non vado nemmeno alla Fiera del Disco di Regium Lepidi, segno che qualcosa non va, avrei bisogno di un altro caffè ma non ho nessuno con cui prenderlo… Polbi è in Michigan, Jaypee ormai mi ha sostituito con Lorenz, Lorenz è in tour con i Bad Sisters, Bessi starà guardando la nebbia al di là del porto, Beppe Riva si starà preparando a vedere l’Inter, Giancarlino Trombetti si starà preparando a vedere la J**e, Liso starà ascoltando Caravanserai, Picca si starà ancora riprendendo dopo aver saputo che uscirà un box set di 14 cd di Leo Sayer , Riff sta guardando quel cazzo di Superbike, March sarà a Roma dalla Lara, Mixi in giro per il mondo, Doc starà suonando Brown Sugar, France’ starà sognando di essere a Scilla a fare immersioni, Dan starà scaricando qualcosa da Dimeadozen, Lorenzo Stevens-Athos-Sutus-Frank-Mario chissà che cazzo staran facendo, Dennis è in Qualchestan, Mikebravo starà ascoltando qualche oscura registrazione degli Yardbirds con Page, Bodhram sarà alle prese con i King Crimson post 1981, LucaTod si starà chiedendo cosa succederà a Dylan Dog viste le novità in arrivo, Axl starà ascoltando Music From Another Dimension, Alexdoc starà mettendo in ordine i suoi bootleg dei Fleetwood Mac, Baccio sarà alle prese col ratio di Dimeadozen, Pigi starà ancora festeggiando l’exploit della Maggica…

Povero me! Povero me! Povero me!
Non ho nemmeno un amico qualunque per bere un caffè
Povero me! Povero me! Povero me!
Guarda che pioggia di acqua e di foglie, che povero autunno che è
Povero me! Povero me! Povero me!
Mi guardo intorno e sono tutti migliori di me.
Povero me, povero me, povero me, povero me
guarda che pioggia di acqua e di foglie, che povero autunno che é

Passa un’altra settimana e poi il dramma: sabato mattina a Ninentyland con Brian, caffè in centro nel bar pasticceria di una mia vecchia conoscente (basta con i bar dei cinesi, sussurra qualcuno) e poi salto all’anagrafe per rinnovare la carta d’identità dopo aver fatto 4 fototessera nel celebre negozio nonantolano FOTO FABIO. La mia vecchia amica Amedea sta servendo un altro cittadino, così io cado preda di un’altra impiegata, che conosco, lo so, ma non metto a fuoco la sua identità.

Imposta il tutto, prende le tre foto, registra i dati, poi mi guarda e fa “statura 1,78, occhi castani, capelli… beh stanno diventando un po’ bianchi, il documento vale  per 10 anni e tra dieci anni eh …metto capelli brizzolati!”. La guardo con fare sbigottito, protesto, ma le mie proteste hanno lo stesso effetto di quelle di GIGI SIMONI in quell’ infame J**E – INTER del 26 aprile del 1998. Scuoto la testa. Smadonno in silenzio, obnubilato e confuso esco dall’ufficio… va bene che si invecchia, va bene che ho una (in)certa età, va bene che qualche capello è ormai dello stesso colore di quelli di JOHNNY WINTER, ma vi sembro uno con i capelli brizzolati, porca di quella madosca?

Di nuovo in centro, Brian incontra l’unico amico che ancora riconosce: MARIO SITTI. Mario, che è naturalmente a conoscenza dei problemi di mio padre , cerca di controbattere alle sue domande un po’ fuori luogo con una dolcezza infinita eppur risoluta nella sua emilianità. Lo sa, MARIO, che non saranno ancora tante le volte che si vedranno, così cerca di vivere nel migliore dei modi le ultime passeggiate per Ninentyland col suo vecchio amico. Mentre l’inquadro per la foto, o mentre li vedo camminare nel vialetto che porta alla Rocca, non posso non accorgermi dei commoventi color pastello che l’autunno dipinge intorno a loro…

Brian e Mario a Nonantola - 26-10-2013 - foto di TT

Brian e Mario a Nonantola – 26-10-2013 – foto di TT

Mi lascio andare alla nostalgia anche io incontrando volti e facce che hanno fatto parte della mia adolescenza e giovinezza… la ragazza della pasticceria, LINO BORGHI mio ex collega che abbraccio con fervore (seppur sia bianconero), MAURIZIO ZOBOLI figlio di Fabio e fratello di LENCIO, AMEDEA la responsabile dell’ufficio anagrafe, appunto. Tra tanti volti sconosciuti e tante facce di etnie diverse, il riconoscere volti familiari mi fa di nuovo sospirare per il mio paese natio.

Mentre parecchio più tardi ritorno verso BORGO MASSENZIO, mi godo tutta la dolcezza di questo ottobre, di questo anticipo di estate di San Martino, di questi colori in cui esplode l’autunno. La vite coltivata a tirelle e maritata a grosse querce che vedo mentre mi addentro nelle terre reggiane, è un balsamo per il mio animo…

Vite coltivata a tirelle maritata a vecchie querce, nei pressi di STIOLO (RE) – foto di TT

I colori sono gli stessi della copertina di BROTHERS AND SISTERS, e allora che ALLMAN BROTHERS siano…

Con GREGORY e RICHARD a spartirsi la tavolozza dei colori, arrivo a destinazione in traquillità con la blues mobile che rolla placida sulle country roads…

SAMSUNG

Alla domus saurea mi concedo un ultimo valzer tra gli splendidi colori autunnali…

Domus Saurea Flora Aurea - foto di Tim Tirelli

Domus Saurea Flora Aurea – foto di Tim Tirelli

Domus Aurea Flora Aurea - foto di TT

Domus Aurea Flora Aurea – foto di TT

La sera l’INTER vince col VERONA, mi pare che le cose si sistemino, ma mai abbassare la guardia: il blues vigliacchino è sempre dietro l’angolo.

Domenica: ore 9, in garage, sto per andare da Brian. Infilo la chiave nella blues mobile, non succede nulla. Non un alito di vita. La batteria, porca di quella puttana. Va beh, capita, facciamo buon viso a cattivo gioco. La groupie mi presta la sua CLIO pre-nuragica (come direbbe il PIERO MARRAS di FUORICAMPO). Arrivo da Brian, parcheggio, salgo,  (ma non mi sovviene di pensare che è una macchina di vecchia generazione, una di quelle che quando le spegni devi assicuarrti aver spento i fari) dopo qualche ora scendiamo e torniamo a Ninetyland per un caffè. Parcheggio, beviamo un caffè, ci trastulliamo un po’, risaliamo sulla CLIO 307.000 (sono i km che ha) e… non succede nulla. Batteria andata! Là, piantato a Nonantola, per la seconda volta nella stessa giornata rimasto a piedi con la batteria a zero e con un Brian ormai in confusione. Passo un paio d’ore nell’incazzatura più nera, non tanto per la doppia sfiga/distrazione, ma per il fatto che nel condominio de Lasimo nessuno ha i cavi per ricaricare batteria. Se vi abitassero delle olgettine capirei, ma zio cagnone ci abitano dei marcantoni mica da ridere… beh, nessuno con i cavi. Nelle case di fronte lo stesso. Risolvo chiamando GIPI,lui di sicuro i cavi li ha. Con l’aiuto de Lasimo e della groupie, che viene in soccorso con la macchina di sua madre, risolvo anche questa. Andare da Brian ormai è diventato uno sport estremo.

Break Down Car

Meno male che POLBI mi chiama da Detroit, che per telefono sento anche BEPPE RIVA, che tra poco ci sarà il sinodo degli illuminati del blues di novembre e che su twitter ho un follower che di nome fa… MIIIIIIIIICK RAAAAAAAALPHS!

BAD CO 1976 - da sx a dx: Boz Burrell, Paul Rodgers-Simon Kirke e MICK RALPHS

BAD CO 1976 – da sx a dx: Boz Burrell, Paul Rodgers-Simon Kirke e MICK RALPHS

Follow you follow me ( c’è Mick Ralphs che segue Tim)

28 Ott

Vengo da settimane impegnative, piene di fastidi, di blues, di ombre…presto ne leggerete un sunto in uno di miei soliti scritti autunnali…anche questa inizia in salita, fatico, ansimo, smadonno e poi d’improvviso mi arriva un’email dove mi si dice che MICK RALPHS ha iniziato a seguirmi su Twitter…

Mick Ralphs mi segue su twitter

…e così la notte si fa chiara, il vento si mette a gonfiare le mie vele e le stelle a riempire i mei sogni…no,perchè, ecco, diobono, mica uno qualunque, oh. MICK RALPHS, sì proprio lui, MICK RALPHS, the one and only MICK RALPHS… MICK RALPHS, the god himself. Come sia possibile non lo so… il blog? I miei continui rimandi alla BAD COMPANY su Facebook, Twitter e Google +? Boh, quel che che so è che adesso uno dei miei follower su Twitter è MICK RALPHS. Zio can, MICK RALPHS. Trop togo.

Chissà, magari al prossimo sinodo degli illuminati del blues c’è anche lui.

The one and only MICK RALPHS

The one and only MICK RALPHS

L’ “avtunno”, l’integrazione e il vecchio Brian

5 Ott

Grigio e umido sabato autunnale. Io e Lakerla di primissima mattina siamo già in giro. Ci mandiamo sms per confortarci a vicenda. Mentre attraverso la campagna, penso che solo un sabato fa era piena estate, e che in centro a Mutina per un mini sinodo insieme a Picca, Jaypee e Lorenzo Stevens, sotto la Ghirlandina in piazza Grande, dopo un pranzo a base di e tortelli di zucca e bollito, si stava da Page.

TRES HOMBRES: da sx a dx JayPee, Tim, Picca - Foto di Lorenzo Stevens

TRES HOMBRES: da Sx a DX: JayPee, Tim, Picca – Foto di Lorenzo Stevens

Invece oggi il cambio di stagione si inizia a sentire e a vedere.  Entro da Brian che, in pigiama, esordisce con:“Tim è arrivato l’avtunno”. Lo lavo, lo preparo e usciamo. Restiamo a Mutina, troppo cotto per andare a Ninetyland. Caffè e paste al bar di Chen il cinese, spesa e chiacchiere lì al centro commerciale New Tower. Brian si ferma a parlare con gente che non riconosce più. Un vecchio di 85 anni, che vengo a sapere Brian conosce da almeno 40 anni,  e che si tiene in forma spazzando la corte interna del New Tower, mi dice che lo fa per tenersi in forma, altrimenti se si adagia sulla poltrona a guardare la TV “per me l’è finida”. Con la stessa nonchalance mi informa che ha perso sua moglie due mesi fa.

Stiamo parlando davanti al negozio MEDITERRANEO – ARTICOLI ORIENTALI gestito da un nordafricano di mezza età che viene ad aggregarsi. Mi sorride, attento ad essere gentile, cercando in maniera discreta di sentirsi parte del gruppo. Cerco, per quanto possibile, di tenere i discorsi di Brian incanalati su terreni comprensibili, Khalid (non conosco il suo nome ma lo chiamo così) se ne accorge, ma mi fa cenno che capisce e che non devo preoccuparmi. Il vecchio modenese parla di politica e del cavaliere nero caduto – sembra – finalmente in disgrazia. Commento e alla fine mi scappa, in modenese stretto,  un “Mo’ dio canta an s’pol menga”. Khalid, ride. In quel momento mi è sembrato uno di noi, intendo dire…uno perfettamente integrato. Mantiene sempre un atteggiamento sempre un po’ reverenziale che la dice lunga su meccanismi vecchi di secoli, ma Khalid ormai è un modenese.

Entriamo al Conad, non prima di aver salutato la zingare seduta per terra all’entrata. La guardo negli occhi, si vede che non è abituata alla cosa. Mi sorride ma con un punto interrogativo gigante che le si accende sul viso. Facciamo la spesa. Usciamo, lascio qualche spicciolo alla zingara. Magari è una vittima del racket delle elemosine, ma non riesco ad evitare quel piccolo gesto. Mi viene in mente una frase che ho sentito tante volte: “ste atenti ca ghè di singànai in giro!” (state attenti che ci sono degli zingari in giro).

GipsyGirl

Ci fermiamo all’edicola della LITTLE CROSS…La GAZZA dello sport, la REPUBBLICA, il MANIFESTO. Nel lunotto della blues mobile bagnato di gocce di pioggia Brian scrive “W TE”. Il TE è riferito a me.

Che tenero che è diventato Brian. Lo osservo, dietro il velo dell’alzheimer credo di scorgere il giovane Brian…

Il vecchio Brian - foto di TT

Il vecchio Brian – foto di TT

Il giovane Brian (1958 circa)

Il giovane Brian (1958 circa)

Torno verso Borgo Massenzio. Ancora preda di un STEVE VAI kick, mi godo ad alto volume EAT ‘EM AND SMILE  e SKYSPCRAPER di DAVID LEE ROTH, due magnifici album di big hard rock americano. L’approccio alla take no prisoners (seppur scanzonato) del primo, gli accenti progressive del secondo… spettacolo…

Arrivo alla domus saurea, osservo lo squarcio prodotto dai due boscaioli (i genitori della groupie). Scuoto la testa.

Domus Saurea, l'opera dei boscaioli.

Domus Saurea, l’opera dei boscaioli.

Pranzo. Bistecca e birra media. Caffè, doppio southern comfort. Crollo sul letto. Mi alzo alle 18, subito dopo aver sognato che stavo per morire e che stavo scrivendo una lettera d’addio agli illuminati del blues. Avevo appena iniziato quella a Picca. Zabaione, frutta.  Sullo stereo READY AN’ WILLING degli WHITESNAKE.

Rising with the morning sun
I turn to greet the dawn,
Knowing I must face another day
Sleepless night behind me,
Just a memory of pain,
My heart has always been a cross to bear

Mi accingo a guardare INTER-ROMA.

Just another saturday for the ordinary bluesman…

Tim Tirelli, ordinary bluesman (foto di repertorio)

Tim Tirelli, ordinary bluesman (foto di repertorio)

The crazy world of Tim Tirelli’s enlightened men of blues: CORSO DI PREPARAZIONE ALLA MORTE

28 Set

L’altra mattina mi chiama Ronnie, gli parlo con piacere, è una dozzina di settimane che non ci sentiamo, forse di più. Il lavoro, la donna che vive in un’altra città, il duro mestiere di sopravvivere…tutte cose che ci portano ad attraccare a porti diversi durante le tempeste. Con Ronnie oltre a parlare di fighe e dei “migliori dischi di tutti i tempi”, finiamo spesso a filosofeggiare sul senso blues della vita, o almeno della nostra vita. Entrambi uomini di una (in)certa età, ci lasciamo scivolare lungo la discesa ardita della contemplazione del futuro, sulle incertezze a cui andiamo incontro, sui cocci dei cento sogni infranti su cui siamo costretti a camminare, sulla percezione del senso del limite (come diceva Julia) che poi è il succo della crisi di mezza età. Insomma, le solite esuberanti tristezze di cui noi uomini di blues siam soliti discorrere mentre ci beviamo un southern comfort o un caffè corretto sambuca.

Ad un certo punto mi dice “Sai, per cercare di dominare l’ansia relativa a quel che sarà ho partecipato ad un corso di preparazione alla morte”

Di quello che ci siamo detti da quel momento in poi non ricordo nulla, rammento solo di aver pensato “Ma che cazzo di amici fighissimi ho?” Perché no, voglio dire, non è che partecipiamo a questi corsi o che ci fiondiamo in analisi introspettive su questi temi per diletto o strane manie, no, cazzo, è che l’uomo di blues affronta, cerca di capire, vuole sapere. Pur non amandola, l’uomo di blues, non teme la morte falciatrice…

074646591826

PS: Ronnie numero uno!