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“Hallelujah Noel be it Heaven or Hell the Christmas you get you deserve”

24 Dic

Beh, eccola qua la vigilia, che ve ne pare? Come state? Sono almeno 4 giorni che sono immerso in questo stato emotivo, niente di cristiano e religioso per carità, e non sono nemmeno schiavo del consumismo, ma celebro – come ho già scritto – l’antico rito della festa del sole. Mi piace comprare qualcosa per i miei amici, le mie groupie, la mia stirpe o per qualcuno che condivide il mio viaggio e quindi qualche affinità elettiva, qualcosa che  funga da buon auspicio per la nuova stagione che sta arrivando.

Ci sono quelli che  rifiutano ogni addobbo, ogni orpello, ogni odore di questa festa…e ci sono quelli che si immergono nella ipocrisia del consumismo e del buonismo cristiano, io non so se sto in mezzo …in fondo non mi interessa, so solo che la festa del sole la sento molto, la mia malinconia spesso sconfina nella nostalgia, ripenso a mia madre, agli amici assenti, al  mistero di questa porca vita, ma ritorno bambino al fiutare l’odore dei tortelli dolci con la marmellata, col fatto di avere qualche pacchetto sotto l’albero che aprirò domattina, nell’adattare il battito del mio cuore a quello delle lucine ad intermittenza.

La colonna sonora di questo periodo è fatta – da sempre – soprattutto di (e mi vengono i brividi solo nello scriverne i nomi) EMERSON, LAKE & PALMER. Curioso come io trovi la musica in questione adattissima a questa feste ma anche alle caldi sere estive. Il PIANO CONCERTO, THE ENDLESS ENIGMA e la FUGUE relativa, i QUADRI AD UNA ESPOSIZIONE, le soavi ballate di Greg Lake e il piano di Keith Emerson…argomento su cui tornerò perchè quando Emerson suona il piano mi si aprono davanti orizzonti, dirupi e vallate di suggestioni cosmiche.

Sto forse un po’ rompendo il cazzo con ‘sti ELP, i miei amici forse non ne potranno più, ma sono parte di me, io sono come sono anche grazie a loro.

Primo natale in compagnia del blog, anche in questo momento, con la lucina sulla scrivania, la stufa di fuoco accesa, la campagna fredda lì fuori e voi che pur lontani siete sintonizzati su queste onde di blues. Così, miei cari amici, compagni, confratelli e consorelle, uomini e donne di blues, il vostro affezionato Tim Tirelli vi ringrazia per i bellissimi mesi fin qui passati insieme, vi da appuntamento ai prossimi rock and roll post e vi benedice, appunto, nel nome di Emerson, Lake e Palmer. La messa (nera) è finita, andate in pace. Buona festa del sole.

I Believe in Father Christmas – Greg Lake – 1975

They said there’ll be snow at Christmas

They said there’ll be peace on Earth

But instead it just kept on raining

A veil of tears for the Virgin’s birth

I remember one Christmas morning

A winters light and a distant choir

And the peal of a bell and that Christmas Tree smell

And their eyes full of tinsel and fire

They sold me a dream of Christmas

They sold me a Silent Night

And they told me a fairy story

‘Till I believed in the Israelite

And I believed in Father Christmas

And I looked at the sky with excited eyes

‘Till I woke with a yawn in the first light of dawn

And I saw him and through his disguise

I wish you a hopeful Christmas

I wish you a brave New Year

All anguish pain and sadness

Leave your heart and let your road be clear

They said there’ll be snow at Christmas

They said there’ll be peace on Earth

Hallelujah Noel be it Heaven or Hell

The Christmas you get you deserve.

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Dicevano ci sarà neve a Natale

Dicevano ci sarà pace sulla Terra

Ma invece continuava a piovere

Un velo di lacrime per la nascita (di Gesù) dalla vergine.

Io ricordo una mattina di Natale

Una luce invernale ed un coro lontano

Rintocchi lontani di una campana e quel profumo di albero di Natale

Ed i loro occhi pieni di addobbi  e di fuoco.

Mi hanno venduto un sogno di Natale

Mi hanno venduto una notte silente

Mi hanno raccontato una favola

Fino a farmi credere nell’israelita

E ho creduto in Babbo Natale

Ed ho guardato il cielo con occhi eccitati

Fino a svegliarmi con uno sbadiglio, alle prime luci dell’alba

E vedere oltre il suo travestimento

Vi auguro un Natale pieno di speranza

Vi auguro un felice anno nuovo pieno di coraggio

Ogni angoscia, dolore e tristezza

lasci il vostro cuore e  che il vostro cammino sia limpido e chiaro.

Dicevano ci sarà neve a Natale

Dicevano ci sarà pace sulla Terra

Alleluia Noel, che si tratti di Paradiso o Inferno

Il natale che abbiamo è ciò che ci meritiamo.

(libera traduzione di Tim Tirelli)

The Winter Solstice part two…LED ZEPPELIN Four Blocks In The Snow New York 12-02-1975 e il PINK FLOYD “Dark Side Of The Moon” Immersion Box Set

21 Dic

Seconda parte del solstizio passata in soffitta a sistemare le mie cose. Mi ascolto al volume giusto l’ormai mitologico bootleg dei LED ZEPPELIN “Flying Circus” New York Nassau Coliseum 12 febbraio 1975 nella versione matrix (soundboard + audience) chiamata FOUR BLOCKS IN THE SNOW. Arrivo a NO QUARTER e come sempre divento preda della sindrome di Stendhal. Come ho già detto, per perdersi in un bootleg del 1975 dei LZ bisogna superare il fatto che non sono quelli del 1971, che il tour partì malissimo con Plant con la bronchite e Page con un dito rotto e con le droghe pesanti a rendere il tutto sfuocato.  Questo del 12 febbraio tuttavia è un bootleg unico, perché la qualità audio è eccellente e pur tra leedifficoltà Page e Plant cercano di dare il meglio di loro stessi. L’assolo di NO QUARTER mi porta in altre dimensioni e quando Jones inizia a variare la tonalità Jimmy si perde, insiste sul Re minore, si perde e si ritrova…l’effetto – almeno per me – è cosmico. Ascoltato ad alto volume o in cuffia, questo bootleg e questo pezzo in particolare ti portano via. Letteralmente.

Ritorno sulla terra, Emi (amica di mia madre) mi chiama per farmi gli auguri, controllo il cellulino altri sms da Dan, Carletto, Lorenz, LinkAnto…controllo la posta e vedo che Doc mi ha inviato un’email delle sue:

“Love u pal, take a good care of urself & ur missus, and let’s celebrate, for Page’s sake,’till the juice runs down ur skinny legs, Zio pover…and ‘till the Levee Breaks ! Yours truly, the Only One, DoC,  diving deep down the river of whiskey blues, searching for the dogs of doom…deepest than ever, my friend, life is tough…”.

Polbi mi chiama da Detroit, ah il nostro Michigan boy! Lo ringrazio per il bel libro che mi ha regalato sui chitarristi blues…

Arriva poi Lasàurit e mi regala il PINK FLOYD “Dark Side Of The Moon” Immersion box set. Mi tremano le gambe, mi batte il cuore…6 dischetti ed una confezione straordinaria…sciarpa, biglie di marmo, vario merchandising, un photo book, un booklet e tante altre cosine. Una meraviglia. Lo abbraccio questo box set, me lo tengo stretto al cuore. .. la mia bassista preferita mi vizia. Lo so.

Se solo l’Inter stasera mi regalasse altri tre punticini, giocando male s’intende, sarebbe il solstizio perfetto.

The Winter Solstice and The Congregation of the Enlightened Men of the Blues

21 Dic

Eccolo qui l’inverno, cielo coperto, brina nei campi e malinconia confortevole nell’animo. Oggi mi son preso un giorno di ferie, compio gli anni (e poi non ci si sorprenda se la meno col fatto che sono un uomo di blues…son nato in una fredda stazione ferroviaria nella notte più lunga dell’anno…che altro sarei potuto diventare?) e non mi dispiace stare un giorno con me stesso, ascoltare musica, scribacchiare qualcosa per il blog, crogiolarmi della nostalgia tipica di questo periodo legato alla festa del solstizio d’inverno, insomma quello che l’altra gente chiama natale. C’è ancora EMERSON PLAYS EMERSON sullo stereo…BALLAD FOR A COMMON MAN e quel piano che pur non dando risposte ai grandi quesiti della vita te la rende sopportabile.

Tra un po’ metterò il WINTER ALBUM di quest’anno.

Sfoglio facebook e mi accorgo che già un sacco di persone mi hanno fatto gli auguri. Laròby poi mi telefona mentre ordina una pasta con la marmellata in chissà quale bar di Milano, Lalàlli, Biccio, Riff e March mi mandano affettuosi messaggi. A proposito di March, il suo regalo mi ha fatto sorridere, trattasi del libro di Patrick Graham IL VANGELO SECONDO SATANA…Suto mi ha fatto avere un bel quadro-locandina dei BEATLES e Lasìmo un paio di CD giapponesi versione ristampa mini Lp appena usciti: EDGAR WINTER “SHOCK TREATMENT e COVERDALE-PAGE in versione Blu-spec CD…queste persone conoscono il loro pollo, non c’è dubbio.

Marco C, romano di Toscana, mi manda invece un dirigibile di auguri…

Ieri sera assemblea della CONGREGAZIONE DEGLI ILLUMINATI DEL BLUES. Esco dall’ufficio verso le 19,30, ho tutto il tempo che voglio, ma voglio arrivare presto e fare le cose con calma. In macchina alterno un ottimo bootleg del 1975 degli AEROSMITH e i DICKEY BETTS’ GREAT SOUTHERN…

Alle 20,10 sono già al mio posto. Sandro del Kata e la sua collega indaffarati, io lì al tavolo, da solo, a pensare al Madison Square Garden. C’è un albero di natale fatto con dei long playing e c’è quella gran figa di Tina Turner sullo schermo…

(Ieri sera al Kata – particolare: albero di dischi e quella sex bomb di Tina – foto di TT)

Gli altri arrivano alla spicciolata: Mixi, March, Jaypee, Liso, Suto e quindi Picca, Riff e Lorenz. Siamo in nove, ci siamo tutti. Ci mettiamo in cerchio e intoniamo i sacri versi di mastro Gregorio Lago:

Are you confused
To the point in your mind
Though you’re blind
Can’t you see you’re wrong
Won’t you refuse
To be used
Even though you may know
I can see you’re wrong
Please, please, please open your eyes
Please, please, please don’t give me lies

I rule all of the earth
Witnessed my birth
Cried at the sight of a man
And still I don’t know who I am

Ci togliamo il cappuccio, la tensione si scioglie e ci prepariamo a passare insieme quella che diventerà una gran serata. Pizza e birre (per gli altri, io naturalmente ordino la mia fedele compagna ACQUA NATURALE FUORI FRIGO…). Ci raccontiamo a vicenda, ci abbracciamo, ci tocchiamo (virilmente s’intende, non siamo mica finocchi)…bello stare in compagnia degli illuminati del blues. Qualche battuta sul calcio, poche perché se no Lorenz si rompe e Liso potrebbe innervosirsi (unico milanista tra un schiera di interisti), ma Lorenz è ancora un adepto del primo livello, quindi dovrebbe tacere e subire…ma siamo magnanimi, quindi solo veloci accenni alla mia teoria del BARCELLONA come esponente dell’anti calcio, alla modesta Inter di questa stagione e al Milan che sta vincendo 2 a 0 col Cagliari.

Parliamo del fatto che secondo noi i KING CRIMSON sono sopravvalutati. Hanno fatto un bellissimo primo album, importante e suggestivo ma noi pensiamo (su concetto di Picca) che fosse essenzialmente un album di Greg Lake. Infatti, aggiungo io, andatosene Lake, che altri album fondamentali per la storia del rock hanno pubblicato? Nessuno. Per non parlare degli album davvero bruttini fatti con Tony Levin e compagnia. Che bello poter parlare di queste cose senza che nessuno si scandalizzi.

Da lì arriviamo a TRILOGY degli EMERSON LAKE AND PALMER, Paolino Lisoni pronuncia le parole magiche THE ENDLESS ENIGMA, Picca urla “in piedi” in segno di reverenza e tutti ci alziamo con gli occhi lucidi di commozione e rispetto per questa suite che è così bella che ci fa girar la testa.

Adempiamo poi al dovere civico di tirare qualche madonna e quindi passiamo al momento dello scambio dei doni. Io li guardo i miei amici, allegri, sorridenti, pieni di blues e di voglia di stare insieme. Un pacchetto a te, due a me, eccone altri per tutti…il rito vecchio 5000 anni di scambiarsi un augurio di buon auspicio per la nuova stagione che verrà, festeggiando il sole che da oggi torna a splendere di più grazie all’allungarsi delle giornate. I miei amici…Paolino Lisoni cresciuto con Dylan che ora si infiamma per gli ELP e che mi scrive che riguardo JOHN MILES ho ragione io, Picca che si è fatto tutta la discografia dei FREE e di EDGAR e JOHNNY WINTER, March che sta pensando di rimettere insieme insieme i TRENI LOCALI mentre io, Jaypee e Mixi non sappiamo se scherza oppure no, sempre March che ci parla della sua nuova vita a Roma, Riff che arriva trafelato dopo un impiccio (come direbbe Polbi) di lavoro ma che si presenta vestito di tutto punto con le sue camicine fighissime modello DICKEY BETTS, Suto che sorride al pensiero che giovedì 29 ci si possa ritrovare al concerto dei TACCHINI SELVAGGI a Dinazzano, Lorenz che mi spaventa ipotizzando di andare a vivere in Nuova Zelanda (Don’t Live me this way, bro’!), i miei amici..quelli con cui discuter di negozi di dischi ormai rarissimi, di Amazon, di cd in special edition, quelli con cui posso parlare di ENDLESS ENIGMA appunto o dei WHITE TRASH di Edgar Winter o del nuovo vinile di DEATH WISH II che deve arrivarmi direttamente dal sito di Page senza essere preso per un tipo strano.

(The  brothers of the Confraternity of the Blues, da sx a dx circumnavigando il tavolo: March, Mixi, Tim, Riff, Liso, Picca, Sutus, Lorenz, Jaypee – foto di Elkata)

Come farei senza di loro? Certo, ci sono sempre Trombetti, Riva e molti altri con cui parlarne ma il contatto fisico e visivo è determinante e io in mezzo ai miei amici mi sento al sicuro, al riparo dai rigori della musicaccia che si sente oggi in giro e dei blues che questa porca vita ci fa arrivare puntualmente tutti i giorni

Che il signore dell’oscurità, il Dark Lord, ci benedica tutti fratelli e viva i Led Zeppelin, viva l’Inter, viva il sol dell’avvenire.

Riorganizzazione dei cd blues

18 Dic

Una delle cose peggiori  che un uomo di blues deve affrontare è il cambiar vita, perché questo significa  anche dover risistemare e riorganizzare i cd.

Lasciare il nido, avere il batticuore, annaspare tra un  miscuglio di sentimenti, tatuarsi i dolori per la vita lasciata dietro di sé, dire addio a persone a cui si è voluto bene…grama la vita per un uomo di blues in quelle condizioni…

Poi, dopo aver dormito per diciamo un sei mesi in un rifugio provvisorio, inizi a pensare che un nuovo inizio non dico sia possibile ma perlomeno (faticosamente) ipotizzabile. Trovi un altro nido che ti pare caldo e confortevole, un nido dove accatastare momentaneamente buona parte delle tue cose…ma arriva il giorno in cui queste cose le dovrai risistemare e giunto alla voce CD, inizia la tragedia.

Togliere i CD dal posto provvisorio ma stabile in cui li avevi ficcati  mica è un lavoro semplice. Inizi un giovedì sera a ridosso del natale e il venerdì hai più o meno finito, ma il vedere i tuoi cd ammucchiati senza (apparente) senso di continuità è una fitta continua al fianco.

(I miei cd al freddo e al gelo – foto di TT)

Sei lì che li rassicuri circa la provvisorietà di quella situazione, che te li coccoli, con Lasàurit lì dietro che ti dice “Sembra New York”…una New York di CD…

(Ancora ii miei cd al freddo e al gelo – foto di TT)

Lasàurit, oltre ad essere la mia bassista preferita (Scusa Jaypee, lo sai…non sei più tu…ma sei sempre al secondo posto)…una di quelle che per addormentarti ti suona come ninna nanna le linee di basso di CUSTARD PIE dei LED ZEPPELIN, era anche nipote di un genio della carpenteria, Nonno Inigo, e da lui deve aver ereditato la manualità straordinaria di cui è dotata.

Io, capace tutt’al più di scrivere qualche semplice canzoncina e magari qualche articolo miserello, fungo da aiutante un po’ “nessi” e la guardo montare col suo tocco magico i nuovi scaffali “Besta” (i migliori per i CD) dell’Ikea (naturalmente), i faretti e assicurare il tutto ai muri.

Arriva così il momento di riposizionare i CD nella nuova sistemazione. Ordine alfabetico, ordine per classi (Led Zeppelin & Related / Rock Inglese / Progressive / Rock Americano / Blues & Rock And Roll neri / Musica Italiana…) o un misto delle due come era fino ad ora? Tre scaffali in ordine alfabetico, uno con i LZ & Related, il Blues e gli italiani. Ok, deciso. Cerchi di  far tutto per bene, di non farti sfuggire nulla, hai buone capacità organizzative come recita il tuo curriculum, non farai casino…ma arrivato alla lettera M…JOHN MILES, STEVE MILLER BAND, JONI MITCHELL, MONTROSE, GARY MOORE, MORRICONE, VAN MORRISON, MOTLEY CRUE, MOTT THE HOOPLE, MOTORHEAD, MOUNTAIN, MR BIG e ALANNAH MYLES ti accorgi che quando hai messo a posto la lettera H ti sei scordato di inserire i 24 cd degli HEART che avevi proprio davanti al naso. Là, a post! Rifar scalare di un ripiano tutto con la schiena che è  ormai un pezzo di legno fossilizzato.

Passi il sabato sera così, dopo aver accudito e portato in giro Brian (oggi oltre alla pasta, il caffè e il crodino anche spremuta d’arancia con un Brian contento con un bambino) e adempiuto ai soliti impegni, verso mezzanotte contempli – tutto soddisfatto – il tuo nuovo angolo CD.

(L’angolo Cd di TT – foto di un esausto TT)

Guardi di nuovo la tua nuova discoteca, pensi che hai più di 2500 dischetti, appoggi lo sguardo sul reparto “Deluxe & Digipack Edition”, pensi agli altri 555 cd ( LZ & Jimmy Page Bootleg) che hai nel sottotetto, vorresti qui anche loro…ma lo spazio è quello che è…”perciò accontentati e sarai un signore negli affari d’amore (per i CD)” come cantava il  grandissimo IVAN GRAZIANI.

Il presepio laico, l’albero di natale, Brian alla riscossa e i FREE dell’ultimo periodo

11 Dic

Sabato, di buon ora: sul car stereo l’album HEARTBREAKER  (1973) dei Free, i Free dell’ultimo periodo, quelli senza Andy Fraser e con un Paul Kossoff a mezzo servizio, capace  solo di tirare qualche nota lancinante sulla chitarra trattata col leslie. Sono però sempre i Free, e sono sempre gli anni settanta, gran disco quindi e grandissimo cantante. Quando parte la canzone che da il titolo all’album rabbrividisco, in questa livida mattina di dicembre è quello che ci vuole, che gran pezzo…tzé… altroché MISTREATED dei Deep Purple…e Paul Rodgers…come cantava…  era il numero uno. L’edizione è quella giapponese naturalmente, ho solo il cdr, il cofanetto originale prima o poi arriverà.

…Well the sun is shining  But it sure don’t seem to reach my heart 

I’m wasting my whole life  Tryin’…..to make a new start 

Make a new start  Make a new start  Make a new start  Make a new start…

Brian mi accoglie con la sua solita verve mattutina…è tremolante, e a 82anni se sei tremolante li senti tutti i rigori che la vita ti assegna contro. Ma Brian è Brian, è un po’ il Balottelli della vecchiaia, non sai mai come finirà la partita con lui, infatti dopo un bella doccia calda si riprende alla grande e ridiventa il Brian esuberante che tutti conoscono.  In macchina verso Ninentylands diventa un attivista di Greenpeace “Tutte le fabbricazioni  (intende gli edifici in genere ndtim) sono la rovina del mondo e della natura”. In paese in molti lo salutano e per lui è sempre motivo di soddisfazione e di gran godimente, un po’ come sarebbe per me suonare (le mie canzoni) al Madison Square Garden davanti ad un pubblico ben disposto. Al K2 due caffè macchiati, un cannolo e un kràfen. Incontriamo Peter, amico di Brian, col quale discuto un po’ di Inter ..(.”Mo’ ‘spol savèr sa gal cal Poli lè?” “E Snaider, ma dio canta, l’è sempèr rot“).

(Peter & Brian al K2 – foto di TT)

Tappa quindi al Minibar, dove Brian  si fa un pizzetta col crodino.

(Brian al Minibar – Foto di TT)

Brian ormai tende a scordarsi tutti e tutto, ma sa gestirsi alla grande e se non si approfondisce, nessuno capisce che fatica a ricordarsi nomi e facce. E’ un gran attore Brian, è osservarlo mentre cerca di far finta di nulla, di far credere che è ancora in gamba, mi commuove. Lo riporto a casa e rimango un po’ con lui. Domani me lo cucco di nuovo, così devo spiegarli più volte come si svolgerà la nostra domenica insieme. Commentiamo poi la situazione politica ed economica italiana ed europea “Beh, Tim, a me cal Monti lè am piès. L’è un po’ dura per tòt, mo al dev fer acsè,  l’è un brev om. Per fortun che clèter bon da gnint l’è andè via…”. Lo saluto mettendolo alla prova: alzo il braccio sinistro, chiudo il pugno e gli dico ” Ciao Brian, viva il comunismo viva la libertà” a cui lui risponde “Democrazia Cristiana“. Bon, con questa chiudo la porta e me ne vado.

(Brian legge Repubblica – foto di TT)

In centro incontro Julia, il tempo per un thé o poco più e le nostre chiacchiere profonde. Ad un certo punto le dico “Sì sono in un periodo discreto, vado avanti anche se continuo a guardare indietro…musicalmente, dal punto di vista dell’arte, dell’umanesimo, del calcio (Josè…sigh) e per le cose della mia vita in generale…ho sempre nostalgia per le cose passate…mi sto facendo dei problemi a tal proposito…” e lei, con il suo algido e al contempo passionale eloquio, mentre sorseggia il thé e inclina leggermente la testa in modo che i lunghi capelli neri le scivolino sulla spalla, mi dice: “Beh, per andare avanti, per guidare, bisogna guardare anche lo specchietto retrovisore…”. Ecco, una frase così mi risolve la giornata. Che superfiga che è Julia. Le parlo poi del presepio e dell’albero che ho fatto, ma non riesco a dire albero, per due volte mi esce la parola “album”…questo è un vero lapsus  freudiano “Ho fatto l’album...” “Ho fatto un gran bell’album“…ah, non riuscirò a far smettere il mio animo di volare così in alto, in una dimensione dove siamo io e i miei amici i chitarristi,  i cantanti,  i bassisti,  i tastieristi, i batteristi delle grandi rock band mondiali…LORENZ che era nei GUSTO ed ora è un artista solista in vetta alle classifiche con la edizione deluxe di  EMILIA ROMAGNA TOUR 1974, PICCA che con i suoi PICCA, LISONI, MINELLI & SUTO ha fatto un album storico chiamato GIA’ VISTO, Biccio che con il gruppo progressive LA GENESI ha fatto furore con l’album VENDENDO L’ITALIA AL CHILO, Lasàurit che come esponente del rock duro/sinfonico/maanchecommerciale con i suoi REGINA sta per far uscire il cofanetto rimasterizzato di UN POMERIGGIO ALLE CORSE (In Moto), Lele che con i suoi CENERENTOLA ha appena concluso il tour del 25nnale proponendo per intero l’album LA STAZIONE DEL CUORE SPEZZATO e io che come chitarrista della CATTIVA COMPAGNIA sto per preparare il bluray del CORRI COL BRANCO TOUR del 1976…ma aspetta un attimo, io sono davvero il chitarrista della CATTIVA COMPAGNIA…cazzo, inizio a confondere sogno e relatà…

Torno verso Regium Lepidi ascoltandomi FREE AT LAST dei FREE (1971)

(Questa versione di TRAVELLING MAN è in versione remixed purtroppo e non remastered)

Travellin’ man goes anywhere  I don’t stay nowhere long  travellin’ man don’t turn your back  before you know I’m gone 

Don’t ask me where have I been  or if I’m staying long  ‘cos till I find a love that’s real  I’m gonna keep on travelin’ on 

Di nuovo l’epica Rodgersiana che tanto mi infonde nel cuore.

Appuntamento in Coop con Lasàurit. Faccio la spesa, peso i rapanelli e mi dico come al solito che “an s’è mai vèst John Lee Hooker fer la spesa a la Coop”

(Tim e il Pesare i rapanelli alla coop – foto di LS)

Ritorno verso Borgo Massenzio. Lasaurit naturalmente mi deve superare, quando ha un motore sotto al culo il suo animo da Nuvolari prende il sopravvento. Con la sua Clio mi sfreccia a sinistra, la vedo far stridere le gomme sul cordolo della rotonda e passare davanti a tutti per poi immettersi sulla strada che porta fuori città.

(Lasàurit ormai lontana e io perso nei miei blues quasi invernali – foto di TT)

(Borgo Massenzio bound – Foto di TT)

(The long and winding road…la mia personale strada lunga e tortuosa – foto di TT)

Di nuovo alla domus saurea. Pranzo che è ormai pomeriggio: tartara, rapanelli, lambrusco reggiano, cachi, paste  e frutta secca…roba da uomo di blues che ha bisogno di mettersi in forze.

(L’uomo di blues mangia la carne cruda – foto di TT)

L’ultimo tocco al presepio: la ghiaina bianca. Ecco, è finito. Già, cosa ci faccio io – ateo – con un presepio? Bella domanda. Credo sia un inno alla mia infanzia, tutto sommato felice. Mia madre mi abituò fin da piccolissimo al presepio, all’albero, alla magia del natale, alla neve. Sarà che dicembre è il mio mese, sarà che son nato nel solstizio d’inverno, sarà che con la mente si ritorna ai giorni felici della nostra infanzia, sta di fatto che sento moltissimo questo periodo, allo scambiarsi un dono, un augurio. D’altra parte, mica è un festa religiosa. Già 5000 anni fa gli uomini avevano capito che intorno al giorno che noi chiamiamo 21 dicembre, le giornate tornavano ad allungarsi e  quindi si festeggiava il ritorno del sole e le genti erano solite scambiarsi un dono come buon auspicio per la nuova stagione, il nuovo anno.

Beh, e poi il mio è un presepio laico: al posto del bambinello c’è Jimmy Page…

(Il presepio di Tim, particolare: “9 gennaio 1944 – l’avvento” –  foto di TT)

…inoltre è un presepio politicamente schierato: il CHE e FIDEL fanno buona guardia…

(Il presepio di Tim, particolare: “Betlemme Libre” –  foto di TT)

(Il presepio di Tim, particolare: “Night In The Ruts” –  foto di TT)

(Il presepio di Tim, particolare: “Betlemme Skyline” –  foto di TT)

Le groupie che mi hanno accompagnato nel corso degli anni mi guardavano e mi guardano con sorpresa e con affetto materno mentre costruisco il presepio, mentre addobbo l’albero, mentre fisso per lunghissimi momenti le lucine ad intermittenza… mi viene in mente l’ultima, che l’anno passato mi sorprese a guardare (per l’ennesima volta) la neve che scendeva lieve sulla campagna ed esclamò, a mo’ di titolo di film, “L’uomo che guardava cadere la neve”. Sì, mi riconosco, sono proprio io, Tim Tirelli, o come direbbe Lorenz: Tim “fucking” Tirelli.

PS:

INTER – FIORENTINA é finita 2 a 0, Muntari e Pazzini hanno sbagliato un paio di goal gnocchissimi, ma abbiamo vinto. Ne avevamo bisogno. Non sono del tutto felice perché il REAL di Mou ha perso contro le merde blaugrana. Pazienza. Ho visto la partita con Dennis: ha di recente dato una scossa alla sua vita lavorativa. La sua nuova avventura è appena iniziata e già domattina parte per Hong Kong e quindi la Cina. Happy trails, amico mio.

(Tim & Dennis – foto di LS)

Il Governo Monti, i BLACK SABBATH di “Master Of Reality” e la nebbia emiliana

20 Nov

L’ossessione da japanese pressing e japanese remaster persiste, sembra proprio che io non possa ascoltare altro. Mi è sufficiente vedere un “obi” (quella fascetta con le scritte giapponesi) che divento matto. Questa dolce movimento compulsivo mi permette di riascoltare dischi che avevo dimenticati. Venerdì sera: è il momento di MASTER OF REALITY dei BLACK SABBATH, disco che non ho mai considerato più di tanto.

Sono le 19 passate, esco dall’ufficio. A Stonecity notte fredda ma tersa, pochi km in direzione Herberia e mi infilo in un tunnel di nebbia profonda. In quella atmosfera ovattata e sospesa i BLACK SABBATH sono una colonna sonora ideale, almeno per questo venerdì. SWEET LEAF…CHILDREN OF THE GRAVE…il potente metallo nero del gruppo è quello che ci vuole in questa serata. Certo, a volte sorrido per certe ritmiche rozze ed elementari, per certe soluzioni musicali gnocche, ma stasera i BLACK SABABTH fanno per me. Arrivo nel posto in riva al mondo e la nebbia è fitta fitta. Scendo dalla macchina, lascio la radio accesa e mi addentro a piedi nella campagna scura…la sensazione è notevole…parte SOLITUDE e ho i brividi.

Il buio è opprimente, qualche strisciolina di paura mi scivola dall’animo, respiro quella nebbia nera, guardo davanti a me  senza vedere nulla, la campagna è muta. Mi verrebbe da inginocchiarmi, prendere una chitarra e iniziare a cantare  I went down to the crossroad fell down on my knees  I went down to the crossroad fell down on my knees  Asked the (dark) lord above “Have mercy now save poor Tim if you please” . Evito di farlo, domani devo vedere Brian, non ho tempo stasera di fare un patto col diavolo.

Sabato mattina ore 8: in cortile brina e freddo.

(Brina a Borgo Massenzio – foto di TT)

In direzione Brian, penso al governo Monti. Prima che gli fosse dato ufficialmente l’incarico ne parlavo con due amici, anche loro titolari di piccole aziende, a proposito della situazione generale. Non feci in tempo a dire ” magari adesso con Monti riusciamo a risollevarci un po’ ” che R iniziò a vomitarmi addosso tutta la sua sfiducia nei politici “tanto sono tutti uguali”. B appena accennai al nome Monti cominciò a parlare di “logge giudaiche”. Una volta ricevuto l’incarico, noto che su facebook un amico (amico di facebook, non ci siamo mai incontrati) pubblica una bandiera dell’Europa con le stelle a forma di svastica. D’accordo che Monti ha messo d’accordo più meno tutti in parlamento, ma mi sembra che sia anche di moda non accodarsi alla generale atmosfera positiva. Mi chiedo cosa ci si aspettasse. Siamo sull’orlo del baratro come mai nella nostra storia e adesso facciamo i fighini e snobbiamo anche Monti? A meno che non vogliamo cambiare e rinnegare il sistema occidentale (e a me andrebbe benissimo), mi sembra il minimo non dico sostenere ma non ostacolare Monti. Ma ci ricordiamo di chi avevamo prima? Abbiamo già scordato che fino a due settimane fa abbiamo avuto il governo peggiore che mai sia apparso in Europa dal dopoguerra a questa parte?  Io ho ritrovato un po’ di fiducia nell’Italia, nel giro di una settimana siamo passati da un governo guidato da un piazzista irresponsabile e volgare, e composto da guitti da baraccone, incapaci e mignotte ad un governo solenne, sobrio, ligio e grigio, guidato da un rigoroso economista e da tecnici (che dovrebbero essere) competenti. Certo non è un guevarista, ma l’Italia non è mica un paese di sinistra. Qui abbiamo il Vaticano,la borghesia populista e becera e un passato fatto da cinquantanni di governi democristiani. Ci aspettavamo che al posto di Monti in un paese mai così diviso tra destra e sinistra, il presidente di un governo di emergenza  nazionale sostenuto da quasi tutte le parti politiche fosse di sinistra? Per il momento va bene così. Aspettiamo un po’ e poi magari torneremo a sperare che l’alba un giorno o l’altro ci porti il sol dell’avvenire.

Accantono i pensieri politici, la blues mobile avanza tra la nebbia e i colori tipici dell’Emilia di questo periodo.

(Misty road in Stiolo – foto di TT)

Con Brian normale amministrazione, un sabato senza sussulti particolari.

(Brian e Tim in Nintyland)

Me ne torno ascoltando BLONDES HAVE MORE FUN di ROD STEWART…il drumming di CARMINE APPICE in DIRTY WEEKEND mi fa sempre andare in combustione.

Cinegiappo e poi spesa alla Coop. Finalmente a casa. Do una occhiata ad una scatola di maglioni che ho recuperato stamattina da Lasìmo…maglioni fatti o ricamati da mia madre tanti tanti tanti anni fa. Strofino con tenerezza quella lana e ripenso ancora una volta alla sua pazienza…

(fatto da BB ricamato da Mara – foto di TT)

(Fatto e ricamato da Mara Imovilli – foto di TT)

(Fatto e ricamato da Mara Imovilli – foto di TT)

Alle 18 Inter-Cagliari. 2 a 1. Niente di spettacolare, ma ero in astinenza da Inter…quasi tre settimane senza tra sosta per la nazionale e rinvio causa maltempo.

Domenica mattina: ancora nebbia e freddo. Colazione con ABBEY ROAD dei BEATLES.

Finisco una canzoncina che mi è arrivata ieri all’improvviso e che forse intitolerò NEVE CADRA’. Per il resto veleggio tra le correnti calde della stufa a pellet.

The dark night, il Nonantola state of mind e il chiedersi da dove viene tutto questo blues

15 Nov

Sera che scivola sul tardi, mi trovo quasi per caso a Nonantola. Nebbia e luci gialle dei lampioni. Atmosfera che ho saggiato migliaia di volte, ma stasera al primo sentore delle bollicine di nebbia che mi frizzano nel naso mi ritrovo impantanato in ricordi che mi tirano giù. Io e Biccio, diciamo ben più di 30 anni fa, in giro per il paese.  Sabato sera passato in un circolo culturale (gli anni settanta, cazzo…) a filosofeggiare sul niente, sbirciando dalla finestra che di sbieco dà sul centro e immaginare che al di là della nebbia dove poggia l’Abbazia ci sia un porto e noi a nemmeno 17 anni già pieni di nostalgia. L’ultima fetta degli anni settanta, i nostri sogni di rock and roll, lo sceneggiato JAZZ BAND di Pupi Avati con la sigla di Henghel Gualdi, le prime ragazze e quell’impellente bisogno di blues. I nomi della nostra band erano  (in inglese) La Banda Del Salice Piangente o i Forestieri. C’era sempre quest’aria da epopea malinconica…

Lo risento mio, stasera, questo paese e ora che lo ho lasciato ripiombo in una malinconia cupa e  fredda. E’ un riflesso involontario ma questa notte scura mi tira giù verso l’abisso. E mi chiedo da dove viene tutto questo blues, dove si nasconde, dove sta…sono pelle e  ossa, sono magro come un uscio, dove lo tengo tutto questo blues? Perché sono malinconico? Perché starei ore a fissare la neve che cade? Perché le vigne d’autunno si attorcigliano al mio animo? Perché cavolo trovo così struggente la luna che trapela dalla foschia riflessa nei fossi?

Mi stringo nel giubbotto, sono ormai le 10 e mezza di sera. Do una occhiata alla torre dell’orologio, alla curva della provinciale che da piccolo mi sembrava enorme, ai posti dove da piccolissimo ho vissuto l’alluvione del novembre 1966. Ricordo l’alluvione…roba da matti…

Notte scura, notte nera e mi viene in mente il MUDDY WATERS di BLACK NIGHT…

In macchina il riscaldamento cerca di rabbonirmi l’animo, ma sono in modalità deep down in the blues e le tenebre hanno vita facile nella mia worried mind. Incrocio macchine i cui fari non riescono ad illuminare il mio umore cupo.

(fari nella notte – foto di NNT Slim)

Passo Modena, mi getto negli svincoli industriali di Campogalliano. Poco dopo mi inoltro in quella che da tre anni a questa parte chiamo la campagna nera. Sono in preda al blues, ho l’istinto di scappare, in un minuto pianifico la mia nuova vita ma mi accorgo subito che non posso mortificare così la mia intelligenza, so che non scapperò, so che non riuscirò a fare quello che voglio, ma le catene le sento tutte e mi danno un gran tormento. A Molino di Gazzata passo in mezzo ai due pioppeti e lo sento il diavolo, e mi sembra di vederlo… gigantesco, scuro in volto, con gli occhi rossi. Li sento lì dietro i cani dell’inferno sulle mie tracce…

In macchina c’è ROBERTO CIOTTI con SUPER GASOLINE BLUES del 1978.

Percorro strade che sanno di nebbia e di metallo, mi sembra persino che la blues mobile alzi il muso e vada a dissolversi in cometa.

Arrivo, mi sembra che la riva del posto in riva a l mondo stia franando, ma sarà solo un’impressione. Mi gira la testa, mi sento instabile e pallido…avrei bisogno di un Southern Comfort, ma domani dovrò di nuovo fare la fila per tre, risponder sempre di sì e comportarmi da persona civile e così opto per un infuso caldo.

Sono a casa solo, vado davanti allo stereo, oramai è mezzanotte…metto su BECAUSE dei BEATLES, TEN YEARS GONE dei LED ZEPPELIN e TIME di JOHN MILES… così, tanto per mettermi a piangere.

Sotto alle coperte. Canticchio … Because the sky is blue, it makes me cry because the sky is blue…

CD Japan Remasters obsession, The Speed Queen e il senso di Tim per il blues.

6 Nov

Sono in preda ad una ossessione da rimasterizzazione giapponese…K2HD, SHMCD, o anche semplici cd  made in japan…ormai non ho più limiti. ROD STEWART, EAGLES, JOHN MAYALl, CINDERELLA, SCORPIONS, HOUND DOG TAYLOR, BAD CO, VAN HALEN, ABBA, NEIL YOUNG, DEF LEPPARD, HEAVEN AND HELL, UFO, QUEEN, CLAPTON…tutta roba che ho già ma che pare io non possa farne a meno in queste versioni di questi tempi. E il carrello di CD JAPAN è già pieno, dopo aver appena svuotato quello di AMAZON UK (ordine da 250 euro). Di questi tempi, ordine da 250 euro. Devo essere impazzito.

In macchina me li sparo a canna, per quanto discreto il car stereo, si sentirà davvero la differenza? Magari in cuffia con lo stereo da casa, ma in macchina? Ho notato però che il japanese remaster 2011 del primo della BAD COMPANY è differente da quello classico di alcuni anni fa. La chitarra si sente meno, mi pare. Soprattutto la solista. Mah.

Questo è uno di quegli album incisi sulla mia anima ed è un disco molto bello, pieno di pezzi memorabili (per chi ama il genere hardrokblues di stampo inglese)…è buffo però:  i pezzi che mi ascolto più volentieri sono i meno conosciuti: THE WAY I CHOOSE e DON’T LET ME DOWN.

I want all your love today 
Just to keep me from fading away 

Terzo sabato consecutivo in cui il rapporto con Brian è eccellente. Domenica scorsa lo ho avuto qui con me: brodo, bollito, salsine, gelato, caffè corretto con grappa fatta in casa. Brian era su di giri. Gli ho dato il colpo di grazia quando gli ho fatto bagnare il becco in due dita di Southern Comfort. Ci siamo guardati insieme il film SALT su Sky con Angelina Jolie. Commento  – in dialetto – di Brian “Che artèsta! Sl’è brèva! Brèva e bèla!”.

Ieri in centro a Ninentyland l’ho messo alla prova con una frase un po’ forte: “Oh, Brian, vè: a gh’è sol di nìgher” (Ci sono solo dei negri). Lui subito pronto e risoluto: “Beh, sa vol dir, sono tutti miei fratelli”. Brian è un vecchio molto aperto e progressista per queste cose. Ancora: lo provoco e gli chiedo chi capisce di più tra i suoi due figli e prima che lui possa rispondere gli dico “io naturalmente” e lui, “No, l’Elisa“. Gli faccio ripetere la cosa due volte e lui non esita; poi aggiunge “Le donne capiscono di più degli uomini“. Sogghigno: mi vanto di avere un padre che ragiona così su queste tematiche.

(Brian ieri al Minibar – foto di TT)

Ieri era il compleanno della SpeedQueen: cena in un elegante ristorante giapponese di Regium Lepidi e poi di corsa a Mantova alla pista indoor di kart dove la virago della velocità sfoga le sue voglie motoristiche. Vederla correre è sempre uno spettacolo.

(Shibuya – foto di TT)

(The Speed Queen a Mantova – foto di TT)

Viaggiare in autostrada al sabato sera mi piace; sulla Brennero non c’è traffico, lampioni  giallo-zafferano, autogrill finalmente vivibili, CRUSADE di John Mayall che rende l’abitacolo della blues mobile ancora più accogliente,  nostalgia, un velo di malinconia, l’attraversare la notte nera in cerca di una guiding light…insomma…il senso di Tim per il blues.

(TT: Drive My Car)

Gli aironi di Brian, il miglior disco dei Led Zeppelin e l’attesa per Inter – J**e

29 Ott

Un letto di nebbia stamani sulle campagne.

(bed of fog on the countryside in Borgo Massenzio – foto di TT)

Non sono nemmeno le otto, il sole fa ancora il timido dietro la giovane quercia che sta nascendo lì sul ponte e le vigne un po’ più lontane.

(Sun behind the young oak and the vineyard – foto di TT)

In macchina si parte con MEAN STREET dei VAN HALEN, una scossa metallica e grigiastra in questo mattino di fine ottobre.

A Ninentyland incontro gente che non vedevo da anni, da lustri, da interi decenni. Nello e la Giovanna, Nevio, Saverio. Rivedo anche Robby – dalla prima elementare fino al Barozzi sempre insieme – e Marina. Con più passano gli anni e più mi accorgo di quanto sia bello riallacciare legami del tempo che fu. Brian è in forma, per il secondo sabato consecutivo. Lo accudisco e me lo coccolo con una dolcezza e un affetto che sorprende anche me. Tutto questo gli fa bene, riesco a fargli indossare una camicia nuova, un giaccone nuovo senza che lui opponga resistenza. Rammenta che domani verrà a pranzo da me e non fa storie, anzi è eccitato all’idea. A fine mattina mentre lo riaccompagno è così di buon umore che riesco a farlo giocare. “Brian, scrivi su quel block notes quello che ti detto, ho bisogno di prendere appunti…dai fammi da segretario oggi..” Lui sta al gioco, lo faccio scrivere così sta in allenamento.

Brian scrive un titolo di un album dei LED ZEPPELIN (sì, è vero, mio padre ha un bella pazienza:-)) …diligentemente verga sul foglio lilla “Auses of se oli”. Continuo con il dettato e lui con impegno scrive. Brian è ancora in gamba. Guarda i campi arati e gli uccelli che vi svolazzano sopra. “Sa gh’è, i clomb?” (Ci sono i colombi?). “No Brian, sono aironi?” faccio io. “Aironi?” si chiede. Passa qualche minuto, deve riflettere sulla parola aironi, poi mi fa “Cus’ èren chi uslèn là?” (Cos’erano quegli uccelini là?). Che tenerezza che mi fa a volte il vecchio Brian.

(Brian e il suo crodino del sabato – foto di TT)

Ieri ascoltavo  i Led Zeppelin (strano eh?). Mando un sms a Picca a cui lui risponde prontamente.

Tim: “Comincio a pensare che HOUSES OF THE HOLY sia il miglior disco dei Led Zeppelin.

Picca “HOTH? Per me no. Spiego. Se i LZ avessero fatto solo un album, il IV sarebbe comunque un must. Anche il I ma è ancora un po’ figlio del beat e pieno di cover. GRAFFITI lo trovo un pochino monolitico da un punto di vista espressivo. HOLY è bellissimo, ma alla luce degli altri. E c’è un po’ di zavorra”

Dopo poco mi arriva un secondo sms:

Picca: “Scusa per la risposta di prima. Sono così cerebrale che mi sto sul cazzo da solo“.

Io Picca lo adoro.

In macchina ancora i VAN HALEN…LITTLE GUITARS  e BIG BAD BILL (IS SWEET WILLIAM NOW)

Telefonata con Dan per aggiornarci sugli acquisti di CD in corso; tutto soddisfatto gli racconto che in Giappone ho ordinato un cd che stavo cercando da tanto: “Super Gasoline Blues” di ROBERT CIOTTI. Comprai il long playing 33 anni fa, (etichetta Cramps) e lo amai dal primo istante. Tra poco lo avrò in mano, ma penso di conservarmelo per la festa del solstizio d’inverno.

Mi sparo un cinegiappo, in mezzo alla gente cerco di non pensare alla partita di stasera.

(Cinegiappo a Regium Lepidi – foto di TT)

Vado alla Coop a fare la spesa,  in mezzo alla gente cerco di non pensare alla partita di stasera.

Torno nel posto in riva al mondo, guardo un albero e cerco di non pensare alla partita di stasera.

(L’albero che guardo – foto di TT)

Mi chiama Jaypee. Non è esattamente uno che segue il calcio, ma ha in simpatia l’Inter per via del sottoscritto, ha un presentimento e mi chiama. Gli spiego che stasera c’è Inter – J**e. Si preoccupa e nel contempo è contento di avermi chiamato. Parliamo anche del fatto che i biglietti per i RIVAL SONS al Corallo a inzio dicembre sono esauriti e perciò non si trovano. Avevamo deciso di andare (insieme a Lorenz, a un paio di fighe e a Frank e Silvia di Padova).

Tra poco verrà Dennis. Chissà in che stato sarò tra tre ore.

PS: penso a Josè Mourinho.

Il sole che filtra tra gli alberi e la rete di freddo di questo mattino autunnale, Lorenz che non mi caga e THAT’S THE WAY dei LED ZEPPELIN

28 Ott

Fermo in coda sulla Emily Road all’altezza di Maison, il sole filtra tra gli alberi e tra la rete di freddo di questo mattino autunnale. Cerco Lorenz al cellulino. Non mi risponde. Ne avrà abbastanza di me? E’ in cuffia a registrare sul Mac la sua ultima composizione prima di correre al lavoro? Boh, ma io sono il suo migliore amico…dove cazzo è quando ho bisogno di lui?

Bisogno, o aleister, bisogno no, volevo solo confrontarmi sui due file musicali che gli ho inviato ieri sera. Le registrazioni di LA CASA DEGLI ABETI NERI e di BLU, due nostri pezzi che mercoledì’ abbiamo provato con la band. Non funzionano… (le versioni, non i pezzi). Nel primo poi ho fatto un assolo che in diretta non mi sembrava male ma che riascoltando mi mette in imbarazzo. Odio quando faccio degli assoli del cazzo.

Siamo una buona band, quando facciamo certe cover il senso rock c’è tutto, ma fare pezzi propri è un altra cosa, senza la comunione di intenti assoluta la scintilla non scintilla e la musica non si accende. Il suonare pezzi miei o comunque nostri insieme alla band è la cosa che vorrei fare di più nella vita, quando non ci riesco o lo faccio male il mio animo si ribalta.

Sono giorni che non so cosa ascoltare, metto su dei CD e dopo un pezzo li tolgo. A DAY AT THE RACES, DIXIE CHICKEN, DRIVE di Roberto Palmieri, DIARY OF A MADMAN, il secondo dei CLASH, un bootleg del 77 dei GENESIS, i RIVAL SONS,  persino gli MC5. Poi stamattina infilo nel car stereo il terzo dei LED ZEPPELIN e trovo subito la quadra.

Sullo stradone HERBERIA – STONECITY parte THAT’S THE WAY. Il sole sempre meno timido compare dietro agli alberi, il lento rollio della blues mobile, le immagini del tour bus di ALMOST FAMOUS che appaiono e scompaiono dalla mente, il pensare un po’ dissoluto alle gambe calde di una figa che conosco.

(Hot Legs)

Ringrazio il diavolo che un bel giorno mi ha fatto scoprire i LED ZEPPELIN, con loro la mia vita è viva…e fa niente se tra poco in ufficio dovrò affrontare mille faccenduole fastidiose.

PS: mio fratello blues Lorwood (Lorenz) mi ha poi chiamato non appena recuperato il cellulino che aveva dimenticato a casa. Va beh, gli credo.

That’s the Way

I don’t know how I’m gonna tell you, I can’t play with you no more,
I don’t know how I’m gonna do what mama told me, My friend, the boy next door.
I can’t believe what people saying, You’re gonna let your hair hang down,
I’m satisfied to sit here working all day long, You’re in the darker side of town.

And when I’m out I see you walking, Why don’t your eyes see me,
Could it be you’ve found another game to play, What did mama say to me.

*That’s The Way, Oh, That’s The Way it ought to be,
Yeah, yeah, mama say That’s The Way it ought to stay.

And yesterday I saw you standing by the river,
And weren’t those tears that filled your eyes,
And all the fish that lay in dirty water dying,
Had they got you hypnotized?

And yesterday I saw you kissing tiny flowers,
But all that lives is born to die.
And so I say to you that nothing really matters,
And all you do is stand and cry.

I don’t know what to say about it,
When all you ears have turned away,
But now’s the time to look and look again at what you see,
Is that the way it ought to stay?

That’s the way… That’s the way it oughtta be
Oh don’t you know now, Mama said.. that’s the way it’s gonna stay, yeah