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Catch a Train

24 Gen

Una fredda mattina di gennaio, sul treno regionale Placentia-Bonomia. Sono seduto accanto al finestrino e meditabondo contemplo la pianura. Due file più in là sento un uomo parlare al telefono in un italiano con cadenza francese. “Si, va bene, ho capito, ma lascia un po’ di soldi anche a me, non prenderli tutti”. Dal cellulare arriva la voce di una donna, risponde con tono risoluto ma gentile e con un filo d’apprensione “Sì, ti lascio dei soldi, ok, ma non spenderli tutti nel bere, hai capito?”.

Due posti più avanti una coppia di amici che vedo quasi ogni mattina. Hanno più o meno la mia età, sono però vestiti come lo zio Fedele. Uno deve essere un bancario (quello più posato), l’altro un professore di una facoltà universitaria (dal quel che capisco è un precisino di prima riga). Una volta saliti l’uno chiede all’altro “Dove ci mettiamo a destra o a sinistra, dove preferisci?”, aggiungendo una sfumatura politica pseudo ironica. “Ah, guarda un posto vale l’altro, a volte a destra, a volte a sinistra, a seconda di come mi gira, sono contro gli estremismi, sono un moderato”.

Sento che dentro di me Ittod (uno di tre uomini che sono, il senza dio rivoluzionario) ribolle … a forza di essere moderati e conservatori guarda un po’ dove siamo arrivati, guarda in che società di melma ci troviamo, guarda come abbiamo ridotto il pianeta col meccanismo liberale e con quel turboliberismo a cui siamo rassegnati. Puah. Ci dovrà pur essere un sistema più decente con cui amministrare la società …

Ricaccio Ittod al suo posto, come dico spesso non posso mettermi a duellare con tutti, Stefano e Tim riprendono il controllo, mi metto gli auricolari, la riproduzione random del cellulino passa Catch a Train dei Free, Satisfaction Guaranteed dei Firm e, guarda un po’, Ten Years Gone dei Led Zeppelin, la grande bellezza. L’animo si quieta, arrivo a Mutina, scendo, cammino in mezzo alla gente in questa società a me sempre più aliena, attraverso il complesso dell’ex Manifattura Tabacchi, uno spazio che in qualche modo ricorda quartieri industriali vittoriani e procedo verso l’ex convento dove lavoro.

Ripenso ad una frase di Richard Phillips Feynman, fisico statunitense: “Io, un universo di atomi, un atomo nell’universo”. Ecco, appunto, se mettessimo la cose nella giusta prospettiva magari la vita sulla roccia immersa nell’universo in cui siamo forse sarebbe decorosa.

universo

Time keeps moving onFriends they turn awayI keep moving onBut I never found out whyI keep pushing too hard and babeI keep trying to make it rightThrough another lonely day, ooh-whoa

FREDERICK FORSYTH “Il Pilota” (Mondadori 1976)

Mi madre mi regalò questo libro, se non ricordo male, per i miei 21 anni, rammento di averlo letto in un paio d’ore o poco più e con molto gusto, mi piacque proprio parecchio. Poi lo prestai ad un’amica che mai me lo restituì. Prima che Internet diventasse disponibile su larga scala provai a cercalo più volte ma invano. Recentemente ne ho acquistato una copia usata chissà dove e in questi giorni me lo sono riletto, dopo tutti questi anni.

Col senno di poi, dall’alto della mia incerta età, l’ho trovato meno travolgente di quanto ricordavo. In pratica è una favoletta di natale, semplice e breve. E’ curioso constatare quanti anni sono passati e dunque quanto si cambi, quanto il chilometraggio influisca su di te, sulla tua anima che tu ancora pensi fanciullesca. Rileggerlo però mi ha portato dolci ricordi, la mia estrema giovinezza, il mio spirito di allora e soprattutto Mother Mary.

Oh, pilot of the storm who leaves no traceLike sorts inside a dreamLeave the path that led me to that placeYellow desert streamMy shangri la beneath the summer moonI will return againAs the dust that floats high in JuneWe’re moving through Kashmir

LED ZEPPELIN – Los Angel Forum 22 giugno 1977

Il canale Led Zeppelin Boots ha recentemente caricato su Youtube una nuova e aggiornata versione del secondo concerto tenuto dai LZ al Forum di Los Angeles nel giugno del 1977. Ricordo che la serie dei sei concerti al Forum del 1977 sono considerati leggendari e probabilmente furono uno dei punti più alti dell’intero tour. La registrazione è ovviamente audience ma il nuovo transfer di questa Barry G’s source rende questa nuova versione un upgrade su quanto reso disponibile fino ad ora. Dei sei concerti tenuti a LA nel 1977 si è sempre parlato soprattutto di quelli del 21 e del 23 giugno, i famosissimi (tra gli appassionati di live recordings) Listen To This Eddie e For Badge Holders Only, c’è chi dice però che il migliore della serie sia proprio questo del 22 … inizio ad essere d’accordo.

ADDIO A MC

Gli ultimi giorni sono state pesanti, ho perso (e in qualche modo lo stesso si può dire anche del blog) un amico. MC era un mio ex collega, eravamo entrati nella azienda in cui lavoro lo stesso giorno tre anni fa (io, lui e il Fontana Rosa Boy) e benché ci fosse una grande differenza d’età poco dopo fu chiaro che noi due (anzi noi tre) avevamo forti affinità elettive, ed infatti diventammo amici piuttosto stretti e lo rimanemmo ovviamente anche quando lui (e ancor prima il Fontana Rosa Boy) partì per una nuova avventura circa un anno e mezzo dopo. Molto intelligente, aperto alla vita e al mondo, pieno di interessi e di amici, estremamente sensibile, questo era il mio amico. Ogni tanto riuscivamo a vederci, noi tre o insieme al gruppo di colleghi a noi più prossimi. L’estate scorsa era venuto qui alla Domus Saurea durante uno di quegli incontri, a fine settembre venne alla penultima School Of Rock che ho tenuto in azienda ed è stata quella l’ultima volta in cui ci siamo visti. Ricordo calorosi e virili abbracci e il suo magnifico sorriso. Gli ultimi tre mesi dell’anno passato sono stati difficili per me pertanto non sono riuscito ad organizzare l’uscita prenatalizia insieme a lui e allo Rosespring Boy, magari lo avessi fatto, ma lo sappiamo … ognuno è in fondo perso dentro i fatti suoi. L’ultimo messaggio su whatsapp giusto un mese fa, in occasione del mio compleanno

[08:47, 21/12/2023] MC: Mister, tantissimi auguri!
[08:50, 21/12/2023] MC: Come stai? Come festeggerai?
[08:54, 21/12/2023] Tim Tirelli: Grazie amico mio, grazie mille. Speriamo di vederci presto.

Con tanto di cuore da lui apposto alla mia risposta.

Il mio amico se ne andato a metà gennaio a soli 36 anni. Tra le nebbie che avvolgono adesso la mia vita e la vita di quelli che lo hanno amato occorre ora riuscire a scorgere il sole e celebrare la sua di vita, certamente interrotta troppo presto ma vita che è valsa la pena di essere vissuta.

Addio Michael, perdona la canzoncina un po’ così, ma mi mancherai e d’altra parte questo è il mood di oggi.  Addio mio giovane amico, come dicevamo sempre … long live the blues.

Michael, Tim, RoseSpring Boy, dicembre 2022 Modena

Michael, Tim, RoseSpring Boy, dicembre 2022 Modena

PLAYLIST

FINALE

Il gelo dell’ultimo periodo sembra essersi attenuato, si sta qualche grado sopra lo zero e anche per i giorni della merla la situazione non dovrebbe cambiare. Cerco di stemperare i fardelli che ho sull’animo guardando la mia amatissima Inter portare a casa un’altra coppetta, ascoltando l’album del 1977 di Dickey Betts & Great Southern, guardando vecchi film tipo Il Laureato.

I ricordi tuttavia tornano a galla, ma stranamente mi sento saldo come una roccia, certo, a volte li tengo a bada con due dita di Rum on the rocks, ma si vede che dopotutto ho imparato la lezione di Bob Seger.

And sometimes late at nightOh, when I’m bathed in the firelightThe moon comes callin’ a ghostly whiteAnd I recall, I recall
Like a rock, standin’ arrow straightLike a rock, chargin’ from the gateLike a rock, carryin’ the weightLike a rock
Oh, like a rock, the sun upon my skinLike a rock, hard against the windLike a rock, I see myself againLike a rockOh, like a rock

Quel qualcosa che danza ai margini dei pensieri

13 Gen

Quando diventi un uomo (di blues) di una incerta età, si amplificano le caratteristiche di quello che sei, tutta questa commozione, questo diventare estremamente sentimentali creano la sensazione che ci sia qualcos’altro, qualcosa che danza al margine dei pensieri. Cosa sia nessuno lo sa, o perlomeno io non lo so, probabilmente è lo step ulteriore a cui noi scimmie evolute arriviamo.

A volte magari si vorrebbe essere uomini (o donne) più lineari ma dall’altra parte quel qualcosa che danza al margine dei pensieri ti rende irrequieto e frizzante, magari è proprio questo che ti mantiene alive and kicking, il che probabilmente non è affatto male.

La Marzia che dice: “Quando tu parli dei Led Zeppelin si compie la magia”.

Martedì 9 gennaio, freddo intenso nel centro storico di Mutina, di fianco ho la Mar, siamo in pausa pranzo e stiamo andando in mensa.

Tim & Mar gennaio 2024 – Mutina

Siamo nel cuore della città, vi è amore in esso? Quien sabe …

Sotto la Ghirlandina e di fianco al duomo

Ghirlandina e Duomo – Mutina

chiacchieriamo, non so come ma finiamo per riparlare dell’ultima School Of Rock, al che dopo un po’ la Mar se ne esce con “Quando tu parli dei Led Zeppelin si compie la magia”. Lo dice in maniera naturale e scevra da ogni sovrastruttura, con lo stesso spirito e cadenza con cui avrebbe detto “Eh, oggi fa un bel freddo”. La guardo, abbiamo già cambiato argomento e parliamo d’altro, ma mentre continuiamo i nostri discorsi non posso che soffermarmi su questa sua constatazione. Sì, certo, dico a me stesso, lo so chi sono, so che nonostante il mio eloquio diciamo così “bizzarro” sono uno che sa catturare l’attenzione delle persone, so che ho qualche freccia al mio arco, sono conscio che quello dei Led Zeppelin è uno dei miei temi forti, ma questo assioma esposto dalla mia amica mi fa meravigliare, per la Mar è un principio evidente per sé, non ha bisogno di essere dimostrato … “si compie la magia”, punto.

Però!

PS: per me, in verità, la magia è quella del video qui sotto.

SERIE TV

_(La Casa Di Carta:)Berlino – (Spagna 2023 Netflix) TTTT

Prequel e spin off de La Casa Di Carta.  Missione compiuta direi: otto episodi di cui i primi due e gli ultimi due riuscitissimi. Il template è sempre lo stesso ma il tutto rimane coinvolgente, travolgente, esuberante. Da vedere.

FILM

_Father Stu (Usa 2022) – TTT

Questo film racconta una storia vera, scampoli di disagio americano e redenzione (almeno per chi crede).

_La Società della Neve (2023 Spagna, Uruguay, Cile) – TTT

(da wikipedia) Basato sul disastro aereo delle Ande, il film è un adattamento dell’omonimo libro di Pablo Vierci, che documenta i racconti dei 16 sopravvissuti allo schianto. La pellicola è stata selezionata per rappresentare la Spagna ai premi Oscar 2024 nella sezione del miglior film internazionale.

Il problema, per me, è che lessi negli anni settanta il libro di Piers Paul Read “Tabù – La vera storia dei sopravvissuti delle Ande” da cui fu tratto il film del 1993 “Alive – i sopravvissuti delle Ande”, film che ho amato e visto più volte. Dunque, per me (!) questa è una pellicola inutile … Alive è troppo recente per rendere necessario un remake, non aggiungendo La Società Della Neve nulla di significativo. Sia chiaro però che per chi si accosta per la prima volta alla tragica storia in questione il film potrebbe piacere molto.

_Enzo Jannacci Vengo Anch’io (Italia 2023 Netflix) TTTT 

Sarà che con Jannacci ci sono nato, da bimbo lo guardavo nelle trasmissioni RAI, da ragazzo e da uomo lo sentivo nei dischi fatti dal 1975 al 1980, ma questo (docu)film mi è piaciuto davvero molto.
Da vedere.

THERE’S A SHADOW HANGING OVER ME

Un mese è passato da quando Palmiro se ne è andato e io non riesco a riprendermi, semplicemente non ce la faccio. Intendiamoci, tutto è nella giusta prospettiva e la vita ovviamente continua, ma il vuoto dato dalla sua assenza è incolmabile. Mi sento spaesato, vacuo, solo. E’ come se fosse franato un pezzo del territorio in cui vivo e mi muovo, e ogni giorno continuassi la mia vita con questo ostacolo in più, come se ormai fosse ineluttabile scendere nel burrone, quindi risalire e continuare con la monotonia del solito tran tran. Un paio di settimane fa in un momento di disperazione, piangendo, Saura mi disse “guarda come siamo ridotti per un gatto” … potrebbe sembrare la frase che direbbe un antropocentrista qualunque, invece era l’ennesima constatazione di quanto un mammifero di specie diversa sia centrale nella vita degli umani. Ed è di questo che sto scrivendo ora, della magnifica interazione che a volte si concretizza tra la specie umana e le altre.

Continuiamo a ricevere manifestazioni di affetto da parte di altri animal lovers e d’altro canto mi è sufficiente riflettere su qualche esempio che ho sotto gli occhi in questo periodo. Una conoscente che vive nel mio paesello natale ha perso la sua amata gatta bianca alcuni mesi fa ancora oggi su facebook posta (molto) spesso affettuosi ricordi con annesse foto … un mio amico – uomo di altissimo lignaggio morale e intellettuale, un vero pezzo da novanta – ancora si commuove se ripensa alla gatta con cui ha vissuto per 17 anni scomparsa alcuni anni fa … il figlio trentenne di un mio vicino non si dà pace causa perdita del proprio amatissimo cane. Di esempi ce ne sarebbero a bizzeffe ne cito solo un altro, quello di Brian May, il magnifico chitarrista dei Queen, in età adulta, da Rockstar fatta e finita, scrisse e pubblicò (nel 1977) in uno degli album più belli del gruppo una canzone dedicata alla gattina che tanto aveva amato da bambino. Ne ripropongo il video:

Al di là degli incredibili momenti sentimentali in cui io e Palmir ci tenevamo stretti per non scivolare negli spazi siderali glaciali, mi mancano le piccole cose, gli sguardi veloci che ci scambiavamo quando ci incontravamo in casa o giù in campagna, una veloce occhiata d’intesa come a dire … ciao Tyrrell, ciao Palmir, sono qui se hai bisogno, oppure la zampina che mi metteva sul braccio quando eravamo sul divano, o le sue visite estemporanee sulla scrivania mentre ero al computer o suonavo la chitarra. Chiunque ha o ha avuto un animale con cui ha condiviso la vita sa di cosa parlo. E ancora mi pare di vederlo là, tra le lunghe ombre degli alberi.

Pantera nera alla Domus – Foto TT

Palmiro – Domus Saurea ottobre 2020 – foto TT

Senza tutto questo sembra venire a meno la sicurezza, l’armonia, l’equilibrio e la propria dimora sembra meno immune dalle follie di questo mondo impazzito. L’ho già scritto, abbiamo e abbiamo avuto parecchi altri gatti (in passato siamo arrivati ad averne 9, al momento ne abbiamo 5) ma era Palmiro quello con cui avevamo un legame impareggiabile, vi era in lui una sorta di coscienza e una connessione con noi due umani così speciale da renderlo unico. Il tempo attenuerà il trambusto emotivo, ne smusserà gli spigoli, ma di certo non cancellerà il ricordo e l’amore, saranno indelebili quelli.

You were amazing Palmir, amazing…

Palmiro - crazy from the heat - Domus Saurea

PLAYLIST

On the first day of winterI was set to leaveWith the lost awe of true love in my eyeThe wild frontier outlaws and thievesTo find me a mountain in the sky

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FINALE

Metà gennaio, qualche grado sotto lo zero, la pianura impreziosita dalla coltre di galaverna e nebbia brinata.

Le notizie dal mondo, l’italia (con la i minuscola), l’ala conservatrice della chiesa alla riscossa, Bianca Berlinguer che vorrebbe andarsene da Rete 4, i femminicidi, la misera vita negli abusi di potere, gatti morti causa petardi, gatti scuoiati vivi e cani bruciati da esseri (dis)umani, gli usa e il regno unito (tutto in minuscolo) che fanno comunella e giocano alla guerra, trump (minuscolo) che prepara l’arresto per chi pratica l’aborto, saluto fascista libero e la digos che indaga chi è antifascista … direi che il 2024 prosegue la parabola discendente senza nessuna esitazione.

Teniamoci stretti e proviamo ad accennare perlomeno un minimo di resistenza.

TT’s SCHOOL OF ROCK VII: Led Zeppelin

5 Gen

La settima puntata della School Of Rock che tengo per la azienda per cui lavoro si è tenuta il 21 dicembre del 2023, il giorno del solstizio d’inverno, nonché mio compleanno e dunque vi si è aggiunta una sfumatura personale.

Faccio un copia incolla dell’introduzione presa dalle precedenti School Of Rock per far comprendere meglio la cosa a chi si dovesse affacciare sul blog per la prima volta:

Come scrivo ogni volta che affronto questo tipo di articoli, lavorando in un’azienda come quella in cui sono uno dei miei compiti è anche quello di tenere alcune lectio magistralis (e sia chiaro, lo scrivo con tutta l’autoironia possibile) sulla musica Rock. D’altro canto il presidente me lo disse già durante il colloquio quasi tre anni fa: “In caso scegliessimo te, sappi che ti chiederò di tenere lezioni sul Rock per i colleghi”. Eccomi dunque qui per la nuova “School of Rock”. Siamo ormai arrivati alettimo episodio, da tenersi come sempre dalle 18:15 alle 19:30 nella – a me tanto cara – Sala Blues, la sala riunioni informale,  la sala “where the dreams come blue”, capacità: 25 posti a sedere. Un pubblico dunque selezionato che si prende la briga di fermarsi in azienda dopo l’orario di lavoro per ascoltare storielle e brani musicali di gruppi del bel tempo che fu. 

Vista la faccenda di Palmiro avevo pensato di posticipare la lezioncina di qualche settimana, non mi sentivo esattamente nell’umore adatto per affrontare una School Of Rock, il mio è un approccio alla Jack Black e Rick Gervais (e lo dico con la massima umiltà), non mi interessano le lezioncine da pretini che ogni tanto vedo in giro, il Rock è un altra cosa, occorre che la passione e il ritmo primordiale prendano il sopravvento e sapere lasciarsi andare. Tuttavia se un dirigente insiste chi sono io per tirarmi indietro? Il suddetto manager mi ha invitato a tenere la barra puntata verso l’Hard Rock e allora – visto anche la concomitanza col mio compleanno – niente di meglio che parlare dei Led Zeppelin.

In un ora o poco più non è che si possa riassumere la storia del gruppo e far ascoltare qualche brano e allora, come sempre faccio, meglio affidarsi a qualche squarcio estemporaneo per cercare comunque di far capire che cosa sia il Rock e che caxxo siano stati i Led Zeppelin. Ho fatto ascoltare alcuni brevi spezzoni di qualche brano del gruppo partendo dai classici Hard Rock, virando sulle deep cut e proponendo un paio di brani meno consoni, tanto per far capire l’ampia gamma espressiva dei Led Zeppelin. Questi i brani scelti:

WHOLE LOTTA LOVE
HEARTBREAKER
BLACK DOG
ROCK AND ROLL
BATTLE OF EVERMORE
STAIRWAY
RAIN SONG
KASHMIR
IN THE LIGHT
TEN YEARS GONE
FOOL IN THE RAIN
I’M GONNA CRAWL

Prima della School Of Rock pranzo con alcuni colleghi, colleghi così carini da organizzare il consueto rito del dolce con la candelina da spegnere e questo ha contribuito a smussare gli angoli di un mood spigoloso.

Team Tirelli celebrating the winter solstice, Mutina 21-12-2023 – foto Siuviu

Poi, verso sera, dopo il lavoro, ecco arrivare da uno dei lunghi corridoi del convento in cui lavoriamo i colleghi. Più di 25 persone, un quarto del personale, che sebbene si sia sotto le feste decide di spendere un po’ di tempo col sottoscritto, di trasformarsi in congregazione e  di assistere di nuovo al rito della School Of Rock.

Introduco il tutto alla mia maniera … specifico che anche questa volta sarà una non-lezione  perché credo che il Rock non si possa insegnare, il Rock lo si riceve in dono da una predisposizione spirituale e lo si impara col chilometraggio. 

E subito dal fondo sento SimoSta dire “Bene, con questa possiamo anche andare. Hai già detto tutto”

Ripeto quanto sia basilare comprendere la differenza tra capitoli importanti della Musica e della propria vita … e che è bellissimo quando le due cose collimano, sottolineo che quello dei Led Zeppelin è Rock contenutistico, perlomeno dal punto di vista musicale. Insisto sul fatto che il gruppo di Page fa parte di quella cerchia di grandi gruppi Rock a tutto tondo come Beatles, Rolling Stones, Who, Pink Floyd etc etc e che non vada pensato come solo gruppo Hard Rock perché come scrisse Manuel Insolera (giornalista musicale italiano) “tra loro e gli imitatori (Deep Purple, Black Sabbath, Ufo, Bad Company etc) c’è la stessa differenza che c’è tra una sinfonia di Wagner e una canzone della Bertè.”

Perché sì, i LZ si differenziano dagli altri gruppi Hard Rock, tra le altre cose, per l’ampiezza della gamma espressiva e compositiva, i LZ hanno fatto Hard Rock, Blues, Rock, prog Rock, country, reggae, canzoni, punk, musica sudamericana, musica celtica …

Cito poi una riflessione di Dave Grohl (batterista dei Nirvana e Leader dei Foo Fighters): “to me, Zeppelin were spiritually inspirational. I was going to Catholic school and questioning God, but I believed in Led Zeppelin. I wasn’t really buying into this Christianity thing, but I had faith in Led Zeppelin as a spiritual entity. They showed me that human beings could channel this music somehow and that it was coming from somewhere. It wasn’t coming from a songbook. It wasn’t coming from a producer. It wasn’t coming from an instructor. It was coming from somewhere else”.

TT School Of Rock – Photo Jona

Spiego che i LZ sono stati il gruppo Rock in senso stretto ad aver venduto più dischi … sia chiaro, la classifica generale vede altri artisti ai primissimi posti: Beatles 600 mln, Elvis Presley 500 mln, Michael Jackson 400 mln, ma subito dopo insieme a Elton John, Queen e Madonna vi sono i Led Zeppelin con 300 mln. Aggiungo che certo, anche Beatles, Presley e  Queen possono essere considerati artisti Rock, ma la loro discografia comprende per lunghi tratti anche musica leggera e commerciale, mentre i LZ hanno fatto esclusivamente musica Rock articolata, non facile, contenutistica (se non altro dal punto di vista musicale appunto). Tutto questo considerando che sono stati insieme solo 12 anni e durante il loro regno hanno fatto uscire solo 8 dischi da studio e un disco dal vivo e nei lustri successivi giusto un disco di inediti, qualche raccolta e un secondo live, pochissima roba rispetto ai loro colleghi (i LZ sono in pratica l’unico gruppo ad aver pieno controllo del proprio catalogo, nulla esce se il gruppo – Jimmy Page – non vuole).

Tanto per mettere le cose in prospettiva sciorino alcune cifre circa le vendite dei dischi di altri gruppi Rock: i Pink Floyd 250 mln, i Rolling Stones (con una carriera di 60 anni) 200 mln, i Metallica 125 mln, i Deep Purple 100 mln.

Mi soffermo su alcuni punti cardine: la visione sonora di Jimmy Page / i primi due album hard rock blues mai sentito prima con un sound che ha fatto scuola / la sterzata acustica di LZ III / la musica rock universale di IV, HOTH, PG / il cupo grido metallico di PRESENCE / il tentativo di rinascita con ITTTOD

Rimarco che il concetto LZ vale più della somma dei componenti del gruppo, come a volte infatti accade nel rock alle capacità dei quattro musicisti si unisce un quinto elemento, una sorta di vibrazione universale, un plus (pronunciata come si legge, sono italiano e non pronuncio una parola latina all’americana) dato da sinergie cosmiche inaspettate.

Cito i due record mondiali di presenze nei concerti di Tampa (FL) 5 maggio 1973 56,800 e al Silverdrome Pontiac (area di Detroit) 30 aprile1977 76,229 spettatori (anche se fonti non ufficiali parlino di più di 80.000). Uno dei veri pochi(ssimi) grandi gruppi della musica Rock. Parlo della evoluzione dei testi di Plant, dai primi due album pieni di rigurgiti provenienti dalla grande tradizione blues (i testi a carattere sessuale erano per i neri che suonavano blues un espediente per poter affermare la propria identità, il proprio diritto ad esistere e il proprio modo per uscire dalla condizione di schiavo o servo) alle liriche più composte e complesse, sicuramente più suggestive del periodo della maturazione.

Tim Tirelli’s School Of Rock LZ 21-12-2023 – photo Marzia P.

E poi finalmente ecco qualche assaggio musicale.

WHOLE LOTTA LOVE …il riff, l’assolo maschio e cazzuto e il potentissimo sound mai ascoltato prima

HEARTBREAKER …il riff e assolo senza accompagnamento…oggi magari sorpassato dato che è possibile trovare nei negozi di musica 14enni che provano chitarre e mettono in scena una tecnica mostruosa, ma appunto occorre distinguere tra abili giocolieri e creatori di musica, di emozioni appunto.

L’Hard Rock Bluesato giocato sui tempi del 4/4 e del 5/4 di BLACK DOG,

il virginale candore di STAIRWAY TO HEAVEN (e la meravigliosa coda sonora dei piatti della batteria di Bonham) e le suggestioni celtiche di THE BATTLE OF EVERMORE

la meraviglia compositiva di RAIN SONG, il mellotron e l’accordatura aperta

Soffermarsi sugli artwork delle copertine poi è un dovere.

TT School Of Rock HOTH 21-12-2023 photo Jona

La magniloquenza unita ad un senso del blues estremamente innovativo di PHYSICAL GRAFFITI e la sua incredibile ampiezza stilistica …

TT School Of Rock HOTH 21-12-2023 photo Jona

la stupefacente narrazione musicale del mio pezzo preferito in assoluto TEN YEARS GONE e le frasi emozionanti del testo tra cui la mia preferita ...”sebbene il loro corso a volte possa cambiare, i fiumi sempre raggiungono il mare”

l’oscuro impianto metallico dell’album Presence e infine l’album della tentata rinascita In Through The Out Door pieno di percorsi musicali inaspettati;

visto che il clima natalizio propongo in chiusura un blues suadente dalle nuance soul, doo woop, l’ultimo brano in studio del gruppo. Dopo qualche considerazione sul bellissimo assolo di chitarra cito una volta ancora quanto Pike (colonna di questo blog) scrisse a proposito:

“I’m Gonna Crawl è un capolavoro assoluto. Il miglior modo di concludere una carriera. Mai abbastanza celebrata. Posso vedere la band sul palco, locale chiuso, una donna delle pulizie che passa lo straccio. La festa è finita, ma prima di andare a dormire c’è tempo per questo piccolo ma gigantesco blues che riporta tutto all’inizio. Un doo-wop spettrale che esce da una radio A.M., fuori dal tempo. Echi di Five Satins, Flamingos, Skyliners, Penguins. La tastiera vagamente da music-hall è perfetta. I ragazzi, in piena malinconia, sembrano volerci dire ‘Vi facciamo sentire per l’ultima volta cosa cazzo state per perdervi per sempre’. Irripetibile. E’ il ‘Last Waltz’ degli Zep. Pensate se avessero chiuso il disco con Hot Dog… ” (Stefano Piccagliani 2015)

Dopo quest’ultima meraviglia di pezzo chiudo alla mia maniera; confesso che mentre citavo la frasetta sui fiumi che sempre raggiungono il mare per qualche secondo mi sono smarrito nel lago silente della commozione, dopotutto pochi giorni prima avevo perso Palmiro … comprensibile. Ad ogni modo penso sia stata una lezioncina riuscita, l’attenzione e la partecipazione calorosa dei presenti mi pare siano lì a dimostrarlo. Una festicciola di compleanno niente male per l’uomo di blues che sono.

Video della chiusura – filmato da Siuviu

Video della chiusura (alternate version) – filmato da Stremmy Girl

Poco dopo un brindisi veloce e auguri di buone feste e anno nuovo a tutti.

Stremmy & Tim photo Marcya P

I commenti arrivati la sera stessa o il giorno dopo oltre al piacere che hanno portato sono anche testimonianza che il Rock, quello vero, è ancora musica viva, palpitante, irresistibile.

Siuvio (o homem de Belo Horizonte): Tim, favoloso ieri!!! C’è tanto bisogno di autenticità e spontaneità in un mondo come quello di oggi.

The Tuscany Boy: Numero 1

Marcella T: Ciao Tim, ieri sera è stata la mia prima School of Rock e mi è piaciuta tantissimo!!! Grazie davvero, è stato un momento molto piacevole e soprattutto ho imparato tante cose che non sapevo sui Led Zeppelin… Mi hai trasmesso tanto entusiasmo e curiosità di approfondire ulteriormente!

Matzia-Marcya P: Tim stasera sei stato davvero assoluto. Mentre uscivamo dalla sala blues ho sentito la Stefania S che parlava con L.Bosch, gli diceva “sento il bisogno di ascoltare i Led Zeppelin mentre vado a casa” e Luca “incredibile, musica che hai già ascoltato mille volte, raccontata da Tim fa venire la pelle d’oca, ti entra dentro”
Professoressa Stremmy: Tim sei stato davvero…non lo so…io rivivrei quell’ora e come hai concluso per altre 100.000 volte…pazzesco, davvero pazzesco, è stata una bellissima lezione.

E’ stata una bellissima lezione” dice la Stremmy Girl… meglio così, dopotutto il Rock sarebbe dovuto (avrebbe potuto) essere la mia (la nostra) vita. Rock on, baby.

Ooh, let me get it back, let me get it back
Let me get it back, baby, where I come from

It’s been a long time, been a long time
Been a long lonely, lonely, lonely, lonely, lonely time

◊ ◊ ◊

la School Of Rock sul blog:

I

Tim Tirelli’s School Of Rock

Sotto una nebbia di ghiaccio (dopo le feste blues)

31 Dic

In questi giorni non vado al lavoro eppure continuo a svegliarmi prima dell’alba (da qualche anno ahimè canto spesso il Ritmo Circadiano Blues) e di conseguenza scendo nelle brulle campagne di primissima mattina. Saranno i sogni variegati in cui mi intreccio, sarà che ancora non ho elaborato a dovere la mancanza di Palmiro,

Palmiro – Domus Saurea dicembre 2019 – foto TT

ma contemplare i campi intorno alla Domus Saurea nel freddo del mattino sembra sia una esigenza a cui devo piegarmi.

View from Domus Saurea – Late december 2023 photo Tim Tirelli

View from Domus Saurea – Late december 2023 photo Tim Tirelli

View from Domus Saurea – Late december 2023 photo Tim Tirelli

Sì, sono passate ormai più di due settimane da quando Palmiro se ne è andato ma il senso di vuoto, il concetto di assenza assoluta e il dolore sono ancora molto forti. Ora, non scrivo questo per auto commiserazione (almeno credo), ma solo per valutare quanto la dipartita di mammiferi di specie diverse con i quali si è condiviso un buon pezzo di cammino possa condizionare pesantemente la vita di certi umani. Sì, è stato un Natale (inteso come Dies Natalis Solis Invicti  … “Giorno della nascita del Sole Invitto”) mesto senza Palmiro, abbiamo cercato di fare il possibile ma non è facile gestire tutta quella afflizione. Non siamo i soli, anche Minnie – la gatta arrivata qui da chissà dove 4 anni fa, la più legata a Palmir dei nostri altri 5 gatti – rivela molta tristezza nello sguardo, credo si senta spaesata senza il capo colonia che tanto seguiva e amava. Cerco di sopperire con le mie attenzione, ma al momento sembra sconsolata.

Palmiro e Minnie – Marzo 2023- Foto TT

Quest’anno per la prima volta ho pure provato una decisa repulsione per il Natale, non sono riuscito a ritrovare il candore che in tutti gli anni passati ho in qualche modo scorto, fosse esso reale o solo un ologramma sbiadito proveniente dall’infanzia e dall’adolescenza. Quel respiro di umanità, speranza e mistero mi si è dissolto tra le pieghe aride della domanda e dell’offerta che obnubilano la collettività. Non sembro più essere in grado di sopportare l’ipocrisia, l’isteria del consumismo e le frottole in cui la società sprofonda. Va bene lasciarsi cullare da storielle prive di fondamento, ma qualche domanda ce la si potrebbe porre o no? Perché il turco San Nicola – poi mixato alla figura del dio nord europeo Odino …entrambi portavano regali ai bambini – è stato trasfigurato? Perché ci è stato imposto quel grassone rubicondo che beve Coca Cola e che porta doni solo ai bambini ricchi? Perché Gesù bambino non sfama i bambini denutriti? Nessuno si chiede queste ovvietà, tutti ad acquistare regali per lo più inutili, tutti a farsi irretire dal marketing e dal modello liberale spinto, tutti costretti ad essere felici per le festività, anche se non lo siamo né lo saremo mai in concreto (in primis gli statunitensi, coloro che hanno hanno persino inserito la felicità nella costituzione). A mio parere il concetto di felicità è sopravvalutato.

The Real St. Nicholas

WINTER KEEPER

Incappo in questo articolo del Guardian a proposito del custode invernale del parco nazionale Pietragialla (va beh, il parco di Roche Jaune, lo Yellowstone insomma) e sì, lo so, non potrei farcela, ve lo immaginate lo smilzo di Nonantola con le sue Adidas e le partite dell’Inter in streaming passare gli inverni in quelle terre selvagge? Però, così, per un momento permettetemi di sognare …

https://www.theguardian.com/environment/ng-interactive/2023/dec/06/the-winterkeeper-steven-fuller-yellowstone-national-park

LED ZEPPELIN

Una parte dei lettori di questo blog è fan dei Led Zeppelin, dunque non c’è da meravigliarsi se ne trattiamo con una certa frequenza. Nessuna novità di rilievo in programma da parte di quel che resta della band (sciolta da 43 anni) sebbene sappiamo esserci alcune cosette già pronte che potrebbero essere pubblicate senza grossi sforzi. Accontentiamoci così per il momento di queste nuove foto amatoriali pubblicate per la prima volta qualche giorno fa.

PS: oggi dovrebbero caricare su youtube alcuni spezzoni amatoriali di registrazioni video dei LZ relative al concerto al Silverdrome di Pontiac il 30/04/1977 riprese da un fotografo per la propria collezione personale. Il tipo in questione avrebbe ripreso i LZ in più occasioni. Qui sotto il link del canale youtube che pubblicherà il nuovo filmato. Vi sono già pubblicati alcuni spezzoni di altre band: Van Halen, Queen, Yes etc etc.
NB: AGGIORNAMENTO DEL 31/12/2023 ore 21: ecco il nuovo video…

queste invece le nuove foto di Dortmund 1980

Led Zeppelin Dortmund 17-06-1980

Led Zeppelin Dortmund 17-06-1980

Led Zeppelin Dortmund 17-06-1980

Led Zeppelin Dortmund 17-06-1980

Led Zeppelin Dortmund 17-06-1980

PHOTOGRAPHS (Cattiva Compagnia Blues)

Sistemando alcune cartelle che ho sul pc ho ritrovato questi scatti relativi ad una photo-session dell’autunno 1999 fatta poco prima dell’uscita del cd del mio gruppo Cattiva Compagnia. In questo fine anno mi ritrovo dunque a fare bilanci anche riguardo la mia passione per il Rock e le mie canzoni. Lo sbilanciamento è evidente, ne sono conscio e tutto sommato piuttosto fatalista, però, mamma mia, quanti caxxo di blues che mi porto sulle spalle.

Nelle foto da sx a dx: John Paul Cappi (bs), Mixi Croci (dr), Fausto Sacchi (vocals), Tim Tirelli (gtr)

CATTIVA COMPAGNIA – photo session autunno 1999 – copyright Tim Tirelli

SERIE TV

_Rick Gervais “Armageddon” (2023 Netflix) TTTTT

E’ piuttosto incredibile che questo nuovo spettacolo di Ricky Gervais (una delle luci guida di questo blog) sia oggi al terzo posto delle serie TV su Netflix.

Armageddon, nuova stand-up comedy del comico inglese disponibile su Netflix dove ancora una volta il politicamente scorretto si fa ingrediente principale di una denuncia sociale circa vizi e virtù di un’umanità allo sbaraglio.

https://movieplayer.it/articoli/ricky-gervais-armageddon-recensione-stand-up-comedy_31564/

Non aggiungo altri. Da vedere assolutamente

FILM

_Maestro (Usa 2023) – TTTT+

Bradley Cooper è l’attore protagonista (e regista) che interpreta magnificamente Bernstein. Il film è davvero bellissimo, la musica è stellare ovviamente ma soggetto, sceneggiatura e interpretazioni non sono da meno. Bernstein viene messo in scena senza senza tante ipocrisie, con onestà e senza pudore.

Che uomo superlativo era LB, uomo empatico, passionale, vivo e vivace, schietto ed esuberante, uomo vero … mica come certe di Rockstar che abbiamo amato da giovani, creatori forse di musica Rock sublime ma in massima parte uomini di pezza.

Ad ogni modo, film da vedere.

_Il Mondo Dietro Te (Usa 2023) – TTT

Una vacanza di famiglia viene sconvolta da due estranei sopraggiunti nel cuore della notte per sfuggire a un cyberattacco che diventa sempre più terrificante.

Adattamento cinematografico dell’omonimo romanzo del 2020 di Rumaan Alam, thriller distopico non riuscito, l’intento sembra quello di concentrarsi sulle reazioni di due famiglie sconosciute l’una all’altra mentre accade qualcosa di spaventoso al mondo, ma come ha scritto qualcuno il problema principale di Il mondo dietro di te è la sua assoluta incapacità di nascondere le carte, di velare di mistero gli avvenimenti,

PLAYLIST

FINALE

In questi ultimi scampoli di fine anno mi confronto con Polbi, al solito riflessioni e disgressioni politiche e personali, due uomini di blues a circa 1.000 km di distanza che coltivano una forte amicizia oramai quasi trentennale, mi vedo con Mario, insieme guardiamo – trepidando – le partite di football della nostra squadra del cuore con in mano due snifter con due dita di rum e infine ascolto musica, la nostra, quella bella.

E’ l’ultimo giorno del 2023, niente bilanci approfonditi, la vita è già abbastanza bizzarra per aggiungere altra obliquità, ma niente paure, rizziamoci in piedi ed affrontiamo questa nuova stagione, e il sole che tornerà a battere sul nostro viso, come meglio possiamo. Buon anno brothers and sisters.

Tim – dicembre 2023

Sentirsi nevoso (21 dicembre blues)

21 Dic

Scendo in campagna in queste fredde mattine ancora intrise di notte, fino a pochi giorni fa lo facevo insieme a Palmiro visto che da tempo voleva fare i suoi bisognini solo all’aperto e allora eravamo io e lui al freddo e al gelo a contemplare il cosmo e a confidare nel mistero dell’esistenza. Due mammiferi maschi di specie diverse che si davano man forte, che cercavano come meglio potevano di trovare le giuste coordinate. Io che guardavo le colline a sud, lui che scrutava i suoi territori a est.

Early In The Morning – View from Domus Saura – mid december 2023 – foto Tim Tirelli

Ora che il mio piccolo amico non c’è più mi sento più solo a questo mondo e mi ritrovo intrappolato nella ragnatela di freddo e blues che questo dicembre ha portato. Di solito la decade che va dal 13 al 23 dicembre è la mia preferita, tuttavia quest’anno sono troppo sconsolato per godermi gli umori del mio mese preferito, per ritrovarmi al tepore della felice malinconia del periodo, un velo di crepe nere mi avvolge e non sarà facile togliermelo di dosso. La House of Blues in cui vivo si veste dei colori tipici del periodo qui in Emilia, colori pastello e tenui che si stemperano nelle nuance dei territori più a nord.

View from the Domus Saurea – december 2023 – foto Tim Tirelli

Another view from the Domus Saurea – december 2023 – fot Tim Tirelli

Un paio di settimane fa tuttavia abbiamo avuto una leggera nevicata qui alla Domus, il mio umore è cambiato immediatamente, mi sono sentito frizzante, ben disposto, candido. Mentre andavo in stazione a prendere il treno ho anche canticchiato seguendo quello che la chiavetta Christmas Edition proponeva. E niente, sono proprio figlio del giorno in cui sono nato (oggi), la neve, le lucine ad intermittenza e il candore spirituale che mi pervade in dicembre fanno parte di me, sono un tipo nevoso, non c’è che dire.

serie tv

_The Railway Men – Bophal 1984 (India 2023) – TTTTT

Dopo la fuga di un gas mortale da una fabbrica a Bhopal, in India, alcuni ferrovieri rischiano la vita per salvare le persone da una tragedia che lascia senza parole.

4 episodi che raccontano la tragedia che accadde in India nel 1984. Una serie TV da vedere ad ogni costo. In lingua originale sottotitolata in Italiano

_Una Famiglia Quasi Normale ( Svezia 2023 – Stagioni: 1. Episodi: 6. Serie a lunga narrazione
Distribuito da Netflix2023) – TTT¾

Adattamento dell’omonimo romanzo di Mattias Edvardsson, Una famiglia quasi normale è un thriller che mostra due genitori in crisi quando la loro figlia viene accusata di omicidio.

Come sapete sono un appassionato di Nordic Noir, non poteva sfuggirmi dunque questa nuova serie TV svedese. Niente male davvero.

_Quicksand (Störst av allt) – (2019 Svezia – 1 stagione 6 episodi) TTT¾

Serie basata sul libro Sabbie mobili di Malin Persson Giolito, genere drammatico, adolescenziale, poliziesco, altro Nordic Noir interessante.

_Barraccuda Queens (Svezia 2023 1 stagione) – TTT¾

Un gruppo di ragazze che vivono in un quartiere benestante di Stoccolma si ritrovano coperte dai debiti e per questo iniziano a rubare nelle case dei loro vicini.

Basata su fatti realmente accaduti, adolescenti svedesi fuori controllo – Altra serie scandinava nienet male.

film

_Non così vicino (A Man Called Otto) (USA/Svezia 2022) – TTT+

l film, con protagonista e produttore Tom Hanks, è l’adattamento cinematografico del romanzo del 2012 L’uomo che metteva in ordine il mondo scritto da Fredrik Backman, già portato sul grande schermo col film Mr. Ove (2015).

Film che si fa guardare con piacere, nulla di che ma carino.

playlist

coda

Raggiunta l’età della paura paradossalmente finisco per non spaventarmi più, sebbene quest’anno senza Palmiro mi senta più insicuro … ancora mi pare di vederlo davanti alla porta chiedere di entrare

Palmiro – In Throught The Front Door – december 2023 – foto Tim Tirelli

e andare ad accucciarsi in uno dei suoi posticini preferiti. La sua assenza si nota ancora moltissimo, la casa sembra vuota (benché vi siano altri 5 gatti in giro), ed è sufficiente vedere lo sgabello davanti alla stufa vuoto per commuoversi.

Sgabello vuoto – foto Saura T

Provo a non diventare troppo insistente circa la dipartita del mio amico peloso, faccio di tutto per parlarne solo con chi può capire, perché le frasi di circostanza non corroborate da una vera empatia infastidiscono. Lo noto lo stupore delle persone quando percepiscono il dolore che mi pervade, cerco di dissimulare il mio malessere spirituale davanti a questa gente incapace di mettersi nei panni dell’altro, mi sforzo di non leggere quello che ha stampato in faccia (“Tim esagera, in fondo è solo un gatto”) e di non far trapelare quello che ITTOD (uno di tre uomini che sono, quello preda della furia iconoclasta) vorrebbe gridare: “Solo un gatto ‘sto cazzo! Era un membro della famiglia, un compagno di avventure e di vita con cui avevo un cazzo di legame profondissimo, andate a farvi dare dove si nasano i meloni, antropocentristi del menga!”. Ovvio, non va persa la prospettiva, però … Ad ogni modo, non ne vale la pena, è una faccenda intima, viviamo la vita in maniera diversa, abbiamo sensibilità diverse, non posso stare in punta di piedi a duellare con tutti.

Mi adopero così al meglio per affrontare questo periodo: l’albero (che cerca di resistere agli attacchi di Honny) e il presepe vittoriano …

Assault Attack – Honecker & The Christmas Tree – foto Tim Tirelli

Honecker vs The Christmas tree – december 2023 – foto Saura T

The Dickens scenery – Domus Saurea dicembre 2023 – foto Tim Tirelli

The Dickens scenery – Domus Saurea dicembre 2023 – foto Tim Tirelli

The Dickens scenery – Domus Saurea dicembre 2023 – foto Tim Tirelli

The Dickens scenery – Domus Saurea dicembre 2023 d- foto Tim Tirelli

certi film di Walter Hill che fanno parte del mio DNA …

The Long Riders on TV – foto Tim Tirelli

il nettare della mia isoletta preferita

una salto nella mia hometown

Nonantola – dicembre 2023

Nonantola – dicembre 2023

Nonantola – dicembre 2023

e ovviamente la mia, la nostra, grande musica.

Inoltre stasera nella azienda in cui lavoro terrò la School Of Rock episodio VII, guarda caso si parlerà dei Led Zeppelin.

Ed è così che grazie a questi espedienti, il senza dio sono, il radicale osservatore del “sistema di conoscenze ottenute attraverso un’attività di ricerca prevalentemente organizzata con procedimenti metodici e rigorosi, coniugando la sperimentazione con ragionamenti e esperimenti logici condotti a partire da un insieme di assiomi” (va beh, la scienza) che penso di essere, colui che festeggia il sol invictus e non il natale cristiano e che disdegna la retorica imposta dalla coca cola e dal consumismo di stampo statunitense, si quieta e finisce per un istante per cercare una luce nel lungo inverno e il suono di un coro lontano. Mi basta un pensiero, una immagine, una sensazione per ritornare nell’immaginario che avevo da bambino.

Quadro di Marino Di Fazio

E allora, donne e uomini di blues che fate parte di questa comunità, giungano a voi i miei migliori auguri, che un po’ di pace possa scendere su questa povera Terra e che, come diciamo ogni anno citando Greg Lake, l’angoscia e la tristezza lascino il nostro cuore e che la strada dinnanzi a noi torni pulita e sgombra. Che l’amore e il Rock (quello vero) tornino a regnare. Vi abbraccio tutt* fortissimo.

They said there'll be snow at Christmas
They said there'll be peace on Earth
But instead it just kept on raining
A veil of tears for the Virgin birth
I remember one Christmas morning
A winter's light and a distant choir
And the peal of a bell and that Christmas tree's smell
And their eyes full of tinsel and fire

They sold me a dream of Christmas
They sold me a Silent Night
They told me a fairy story
'Till I believed in the Israelite
And I believed in Father Christmas
I looked to the sky with excited eyes
'Till I woke with a yawn in the first light of dawn
And I saw him and through his disguise

I wish you a hopeful Christmas
I wish you a brave New Year
All anguish pain and sadness
Leave your heart and let your road be clear
They said there'll be snow at Christmas
They said there'll be peace on Earth
Hallelujah Noel be it Heaven or Hell
The Christmas we get we deserve

Uomo di Blues – Nonatown – dicembre 2023 –

Un gatto di nome Palmiro

13 Dic

Palmiro arrivò alla Domus Saurea nel giugno del 2012 per una curiosa serie di coincidenze: Daniela, una collega di Saura, andando al lavoro si accorse di una cosina nera spaventata in un sottopassaggio, si fermò, la cosina si infilò nel motore della sua macchina, furono chiamati i pompieri e la cosina – un gattino di 45 gg – fu portato al gattile di Reggio Emilia. Un volta appresa la notizia Saura mi telefonò: “Senti Tim, è successo questo, preparati che oggi pomeriggio lo andiamo a prendere”.

(chi volesse approfondire: https://timtirelli.com/2012/06/28/il-gatto-palmiro/ )

Palmiro - Domus Saurea 26-06-2011 - foto TT

Palmiro – first day at Domus Saurea – 26-06-2012 – foto TT

Palmiro arrivò con le tempistiche giuste: da un paio d’anni vivevo alla Domus Saurea, due mesi prima avevo perso il mio amato gatto Fidèl, il primo felino con cui avevo vissuto e condiviso la vita, gli altri gatti della Domus (Raissa e suoi tre figli Pato, Spaventina e Ragnatela) vivevano in pratica sempre fuori.

Lo svezzammo come non avevamo mai fatto, ci svegliavamo alle 3 di notte per dargli il latte col biberon e ci prendemmo cura di lui in maniera totale.

Tim & Palmiro - svezzamento - 2011 - foto Saura T

Tim & Palmiro – svezzamento – 2011 – foto Saura T

Pur essendo un gattino e quindi un diavoletto della Tasmania (questo soprattutto nei primi tre anni)

Palmiro, first day at Domus Saurea - 2011 -- foto TT

Palmiro – Domus Saurea – 2012 — foto TT

Palmiro si rivelò ben presto un gatto riflessivo, un gatto blues direi, visto che qui sul blog siamo in tema,

Palmiro alla Domus - estate 2011 - foto TT

Palmiro alla Domus – estate 2012 – foto TT

sembrava avere davvero una sfumatura diversa dagli altri gatti, pareva contemplare il mistero della vita e porsi le domande che qui sul blog ci poniamo in continuazione: chi siamo, da dove veniamo, dove stiamo andando.

Palmiro - primavera 2013 - foto TT

Palmiro – primavera 2013 – foto TT

Pensavo Palmiro fosse un gatto solo tenero e buono, gli piaceva l’AOR, era sentimentale… ma mi sbagliavo, ben presto Palmiro si trasformò in un gatto dominante, un vero maschio alfa e musicalmente passò dal rock melodico all’Hard Rock inglese degli anni settanta e al blues di Chicago. Diventò il capo della colonia felina (poi rinominata “Palmiria”) qui alla Domus Saurea e i gatti randagi maschi che capitavano qui dovettero o accettare la sua leadership o rassegnarsi ad essere inseguiti e rullati.

Palmiro & Saura - Domus Saurea Estate 2014 - foto TT

Palmiro & Saura – Domus Saurea Estate 2014 – foto TT

Sì, Palmiro diventò un gatto possente, 7 kg di eleganza felina pronta a scattare, un gatto fiero, da rispettare, al contempo però sapeva mantenere il suo aspetto sentimentale. Amava le asperità spartane della vita all’aperto ma quando verso sera rincasava era prontissimo a godersi le comodità che una vita con gli umani garantiva.

Palmiro - Golden slumbes -  gennaio 2015 - foto TT

Palmiro – Golden slumbers – gennaio 2015 – foto TT

Una delle cose che mi ha sempre colpito è stata la assoluta fiducia che Palmiro aveva in noi, forse il fatto di essersi sentito salvato, di aver vissuto qui sin da piccolino, ma la sua fede in noi e negli umani era totale e questo lo rendeva speciale. Palmiro era inoltre una gatto socialista, condivideva tutto con gli altri felini della colonia, era sempre l’ultimo a mangiare, prima si assicurava che fossero gli altri a sfamarsi (tanto sapeva che avrebbe avuto la sua razione). Palmiro inoltre era (ovviamente) un cuore nerazzurro.

Palmiro cuore nerazzurro - febbraio 2015 - foto Saura T

Palmiro cuore nerazzurro – febbraio 2015 – foto Saura T

Palmiro è stato anche un gatto fortunato a trovare due umani decenti e finire a vivere in una casetta nelle campagne di Reggio Emilia, per di più sita su una stradina (lunga e tortuosa) chiusa… poche macchine e tanti campi da esplorare.

Raissa e Palmiro difendono i confini - Ottobre 2015 - foto TT

Raissa e Palmiro difendono i confini – Ottobre 2015 – foto TT

Black cat for the wine - Palmiro ottobre 2015 - foto TT

Black cat in the vinegard – Palmiro ottobre 2015 – foto TT

Friends - Palmir e Tim - novembre 2015 - foto Saura T

Friends – Palmir e Tim – novembre 2015 – foto Saura T

Palmiro e il presepe laico, dicembre 2015

Palmiro e il presepe (laico) – dicembre 2015

Saura e il suo apprendista Palmiro - ottobre 2017 - foto TT

Saura e il suo apprendista Palmiro – ottobre 2017 – foto TT

Palmiro in soffitta - Marzo 2017 - foto TT

Palmiro in soffitta – Marzo 2017 – foto TT

Palmiro e Tim - foto Saura TT

Palmiro e Tim assistono ad un partita dell’Inter – foto Saura TT

Palmiro sotto ad un frassino. Sitting and thinking - maggio 2018 - foto TT

Palmiro sotto ad un frassino. Sitting and thinking – maggio 2018 – foto TT

Fu anche fortunato a trovare Saura, una umana speciale a cui fare riferimento e con la quale instaurò un legame profondissimo. Lo stesso fece ovviamente con me, ma il nostro era più un rapporto di amicizia virile (seppur piena di momenti sentimentali) ma con l’umana femmina trovò la madre che da piccolino aveva – chissà come – perduto.

Palmir e Saura - estate 2018 - foto TT

Palmir e Saura – estate 2018 – foto TT

Palmiro però ebbe anche la sfortuna di avere un sistema linfatico difettoso. A fine 2017 scoprimmo una ciste (vabbeh, cisti) di liquido linfatico nel suo addome, collegata a vari linfonodi e quindi non operabile. Ogni due o tre mesi la si controllava tramite ecografia. Per più di cinque anni non causò problemi, ma nel maggio scorso le prime avvisaglie, una prima crisi, una corsa dal nostro veterinario di fiducia e quindi nei giorni successi una tac e esami vari in una clinica di Sasso Marconi. Il tutto più o meno si risistemò.

Black panther on the hunt - Pamiro novembre 2018 - foto TT

Black panther on the hunt – Pamiro novembre 2018 – foto TT

Lying in thye sunshine - Palmiro marzo 2020 - foto TT

Lying in thye sunshine – Palmiro marzo 2020 – foto TT

Palmiro aiuta Saura a finire un puzzle - Febbraio 2021 - foto TT

Palmiro aiuta Saura a finire un puzzle – Febbraio 2021 – foto TT

Don't mess with Mr P - Palmiro maggio 2021 foto TT

Don’t mess with Mr P – Palmiro maggio 2021 foto TT

Palmiro e la sua Umana - novembre 2022 - foto TT

Palmiro e la sua umana – novembre 2022 – foto TT

Palmiro - novembre 2022 - foto TT

Palmiro – novembre 2022 – foto TT

Palmiro - Novembre 2022 - foto TT

Palmiro – Novembre 2022 – foto TT

il 23 ottobre tuttavia il problema si manifestò in tutta la sua gravità. Da qualche giorno ci sembrava avesse il respiro più pesante, una visita dal nostro vet e il giorno dopo ricovero nella clinica di Sasso Marconi e chirurgia d’urgenza: kilo torace. In pratica Palmiro aveva dei versamenti di kilo (linfa) che finivano nelle pleure, nei polmoni insomma. Occorreva operarlo e sperare di ridurre o far cessare i versamenti. La chirurgia non funzionò, ogni tre o quattro giorni occorreva fargli una centesi (drenaggio del liquido), era tornato a casa, ma non potevamo mai lasciarlo solo perché ogni tanto dovevamo controllare quanti respiri facesse al minuto, avesse superato una certa soglia occorreva correre in clinica.

Si decise di provare una seconda chirurgia, questa volta nell’addome e sempre sul sistema linfatico, purtroppo nemmeno questa funzionò. Gli esami istologici confermarono la gravità della situazione, addirittura sembra che sia stato il secondo caso del genere diagnosticato in Europa. Certo, magari ce ne saranno stati altri, ma non sono stati scoperti perché evidentemente in pochissimi sono arrivati al punto in cui siamo arrivati noi. Quando la dottoressa della clinica ci disse che era una “patologia rarissima”, Saura mi sussurrò in un orecchio “come rarissimo è Palmiro come gatto”. E’ facile farsi suggestionare, ogni umano amante degli animali pensa che l’animaletto con cui vive sia speciale, intelligente, unico. Certo è che vivendo con diversi gatti da molti anni non nego che Palmiro fosse davvero particolare, nessuno capiva i momenti e le situazioni come lui, nessuno confidava negli umani come lui. Era diventato il beniamino della Clinica di Sasso Marconi, lo era già da anni nello Studio Veterinario in cui andavamo. Sì, era collaborativo, pareva capire che se i suoi umani lo avevano portato lì c’era un ragione.

Palmiro se ne è andato stamattina verso le cinque mentre correvamo dal veterinario perché era entrato in crisi; da sabato scorso ogni mattina ci recavamo allo studio per le terapie, il drenaggio, le flebo, le iniezioni, sapevamo che eravamo alla fine. Io e Saura arriviamo alla fine di questa cosa emotivamente, fisicamente ed economicamente provati, sono stati due mesi difficili, non potendo lasciarlo mai solo quando era a casa, andando a trovarlo un giorno sì un giorno no quando era ricoverato a Sasso Marconi (località non esattamente dietro l’angolo per noi), andare in clinica per le centesi ogni 3/4 giorni… abbiamo davvero fatto i salti mortali per districarci tra il lavoro e la sua gestione. Sì, abbiamo davvero fatto tutto quello che potevamo fare (senza scivolare credo nell’accanimento terapeutico), ne sono conscio, in diversi ce lo hanno detto, compreso il personale della clinica e dello studio veterinario, pur riflettendo attentamente sul da farsi passo dopo passo, decisione dopo decisione, non abbiamo mai avuto dubbi, per il nostro Palmir andava fatto tutto il possibile. Ma queste sono cose risapute, sono sicuro di non dire nulla di nuovo agli umani che vivono con gatti, cani o altri animali… gioie, dolori, sofferenze, spese mediche… fa tutto parte del pacchetto.

Scrivo tutte queste considerazione intime con un po’ di pudore, non sono cose per tutti, chi non vive con animali domestici, chi non ama ogni essere vivente, chi ha una visione antropocentrica (come quel tipo vestito di bianco che sta in san Pietro che continua a blaterare frasi senza senso a tal proposito) non può capire, non può concepire questo approccio. Questo però è un blog “personale”, qui non parliamo solo di musica Rock, qui riflettiamo sui blues della vita, dunque cedo all’enfasi e al sentimentalismo per salutare il gatto Palmiro, qui sul blog era un figura importante.

Noi umani di blues siamo consci che tutto è un mistero, noi non crediamo nell’aldilà, nel “ponte” verso un’altra vita, non crediamo forse nemmeno nell’aldiquà come abbiamo detto più volte in questo blog, ma essendo umani, pur essendo combattenti per la scienza, non possiamo evitare di cullarci sulle suggestioni… il 17 ottobre, qualche giorno prima che Palmiro avesse la sua prima grossa crisi, si è presentato all’improvviso davanti alla porta della Domus Saurea un gattino di 45 gg circa, gattino che abbiamo finito per tenere.

(per chi fosse interessato: https://timtirelli.com/2023/10/20/una-gattino-di-nome-honecker/ )

Honny, una volta fattosi accettare da tutti i felini della Domus, ha scelto Palmiro come guiding light, nei suoi momenti di calma (Honecker è una vera “teppa”, come dice Saura) non perdeva occasione di accovacciarsi di fianco a Palmiro, di leccargli il muso, di stare appiccicato a lui, come fosse il suo riferimento felino. Questo ci ha intenerito moltissimo.

Palmiro e Honecker

Palmiro e Honecker

Oggi è un giorno difficile per noi, ma è bene ricordare che Palmiro, seppure abbia vissuto non esattamente tantissimo (11 anni e 7 mesi), ha avuto una vita bella, qui in campagna, in mezzo ad altri felini, amato, anzi amatissimo da due umani, libero di scorrazzare per le campagne durante il giorno, al sicuro e al tepore di una casetta accogliente la sera e la notte.

Palmiro ad ogni modo è stato fortunato anche di aver trovato uno studio veterinario che lo ha seguito con cura e dedizione, Fausto, Esmeralda e Katia hanno sempre fatto un lavoro splendido. Torno a sottolineare che per lui aver trovato Saura è stata una fortuna indescrivibile, vederla in questi ultimi due e mesi e soprattutto in questi ultimi giorni fare il possibile e oltre è stato commovente. Una dedizione totale, una amore infinito. Riusciva a farlo mangiare anche quando lui non ne voleva sapere, apriva una scatoletta dietro l’altra fino a quando non trovava quella su cui Palmiro cedeva, lo imboccava letteralmente con le mani, lo coccolava e lo inondava di baci. Anche se le due chirurgie non sono andate a buon fine, lei non si è arresa, sapeva che doveva trovare scatolette con grassi grezzi prossimi allo zero perché questo cibo poteva aiutare a rallentare il versamento… ho ancor qui un foglio excel di otto pagine fatto da lei con le scatolette scelte divise per marca, nome, confezione, quantità, percentuale di grassi e con relativa immagine. Già lo sapevo, ma che donna!

Oggi è un giornata per noi piena di dolore, di lacrime e di tristezza infinita, ma verranno giorni in cui questo malessere spirituale in qualche modo si attenuerà, giorni in cui ricorderemo soprattutto i tantissimi momenti belli, le gioie date e ricevute, la felicità di vivere insieme ad un gatto come lui.

Buon viaggio Palmir, amico mio, spero tu abbia capito quanto amore ho provato per te e quanta bella vita abbiamo passato insieme, ti porterò per sempre con me, ti ricorderò ogni giorno. Sono stato fortunatissimo ad averti. Mi mancherai moltissimo ma so che la scintilla di quello che ancora ti rappresenta aleggerà qui sui prati intorno alla Domus Saurea, quei campi che hai tanto amato e dove adesso riposi. Addio patato, addio Palmir… di gatti come te non ce n’è.

Young Palmiro and his human 2011

Young Palmiro and his human 2012

All dead, all deadAt the rainbow’s endAnd still, I hear his own sweet songAll dead, all deadTake me back againYou know my little friend’sAll dead and gone
All dead, all deadBut I should not grieveIn time, it comes to everyoneAll dead, all deadBut in hope, I breatheOf course, I don’t believeYou’re dead and gone
All dead and gone

Camminare sotto la pioggia con le scarpe slacciate …

12 Nov

Sarà che il tempo è cambiato, sarà che la pioggia di acqua e di foglie è arrivata, sarà che povero autunno che è ma il mood di queste settimane è questo (complici i blues di Palmiro), simile al camminare sotto la pioggia con le scarpe slacciate. Sono uomo di blues, nulla di cui preoccuparsi, ma perdindirindina vorrei sentirmi più spesso titanico dinnanzi al futuro, con una Les Paul al collo e un Marshall col volume a 10 e immerso in una bella giornata di sole.

Then I had bad luckLike a fool I fell where I stoodI was walking in the rain with my shoes untiedTryin’ to find a dry place to hideTo hide.

In questa condizione passeggio sotto la pioggia nella mia hometown

Walking in the rain in old Nonatown – oct 2023 – Photo TT

fermo ad un passaggio a livello contemplo finestrelle blues e mi chiedo che vita ci sia dietro di esse,

Finestrella in via Adua – Regium Lipidi – ott 2023 – foto TT

oppure seguo con lo sguardo la strada ferrata nell’illusione che mi possa portare chissà dove.

Stazione di Regium Lepidi – novembre 2023 – foto Tirelli

Essere immersi in questo mood a volte è come vivere nel lato oscuro

Domus Saurea’s doormat – foto TT

e allora cerco la salvezza nelle solite cose: la finora magnifica stagione dell’Inter, la Musica Rock, la letteratura e le uscite varie con gli amici. Recentemente sono uscito ad esempio con la Laura Zambarda Blues Band, un gruppetto di colleghi accomunati da affinità elettive, inutile dire che sono il più vecchio, ma è bello confrontarsi con quest* giovinastr* curios*, attent*, pront* a gettare il cuore oltre l’ostacolo.

TT reservation – Red Lion Pub – Mutina oct 2023 foto TT

The Laura Zambarda Blues Band – da sx Lady J, SimoSca, Timmy Winter, Laura Z. – autoscatto – ott 2023

Pheeghe

Interno giorno, in ufficio, sto compilando uno schema excel. Arriva Marzia, la mia collega del cuore; sbrigate le formalità lavorative scambiamo due chiacchiere: la mia amica mi informa che tra qualche sera dovrà andare ad una cena di gala per non so quale evento e si dice preoccupata perché non sa cosa indossare, le dico che qualcosa troverà visto che ha armadi pieni di vestiti compresi quelli per serate formali, al che lei – con un tono tra l’apprensivo e l’incazzoso – se ne esce con la frase più tipica che una donna possa dire: “Non ho un cazzo da mettermi!”.
E niente, sono giorni che rido.

Palmiro’s double trouble

Il blues del sistema linfatico di Palmiro torna prepotente: ci accorgiamo che il respiro è cambiato, prendiamo appuntamento dal veterinario il quale il giorno dopo ci manda d’urgenza alla Clinica veterinaria di Sasso Marconi.

Copio incollo dalla pagina fb di Palmiro:

26/10/2023 – Messaggio per gli umani che in queste ore stanno chiedendo notizie su di me:
sono ricoverato da martedì alla Clinica Veterinaria di Sasso Marconi, Tyrrell e la Terry in accordo col nostro veterinario hanno pensato che fosse la soluzione migliore. Da qualche giorno faticavo a respirare, la causa era un versamento di liquido nei polmoni, io da qualche anno ho il sistema linfatico difettoso, lo tenevamo sotto controllo ma in questi ultimi giorni la faccenda è peggiorata. Ieri sera mi hanno operato, oggi sono ancora un po’ obnubilato dalla anestesia e dagli antidolorifici, ma sono venuti a trovarmi i miei due umani e questo mi ha risollevato. Sono davvero due tesori, farebbero di tutto per me, compreso spendere alcune migliaia di quei foglietti che gli umani chiamano euro, devono volermi molto bene. Non sappiamo ancora se l’operazione sarà risolutiva, lo si capirà nelle prossime settimane, forse mesi, ma farò di tutto per saltarci fuori, sono una gatto blues e ho 11 anni (equivalenti a 60 anni umani) è vero ma come Tyrrell mi piace pensare che sono uno che salta ancora i fossi alla lunga. Grazie a tutti per il continuo interesse. Vada come vada certo, ma tengo duro e non mollo di un centimetro. Un morsichino a tutti, il vostro Palmir.

Palmiro subito dopo l’operazione – foto TT

Palmiro subito dopo l’operazione – foto TT

Saura e Palmir – clinica vet sasso Marconi – ott 2023 – foto TT

28/10/2023: Diario di bordo 

Cari umani che seguite le mie peripezie, è il quarto giorno che sono ricoverato, due giorni sono passati dall’operazione, il personale della clinica di Sasso Marconi dice che sono più vigile, più espansivo e stabile. Come spesso accade 24/48 ore dopo l’intervento il versamento è ricominciato, vediamo come si mette nei prossimi giorni, intanto ovviamente tengo il drenaggio. Mi annoio un po’, guardo il mondo da un oblò…va beh, dalla gabbia … per fortuna oggi sono tornati Tyrrell e la Terry, vederli mi fa bene, infatti non appena entrati nella stanza nel reparto degenze in cui sono mi è subito venuta fame e loro mi hanno dato dei crocchini parecchio gustosi. Devo avere il muso imbronciato, spero capiscano, non mi diverto e non è che mi senta in formissima, ma cerco di essere paziente e sul pezzo. Va bene, torno a dormicchiare, sono ancora un pochino scombussolato. Grazie ancora per tutte le attenzioni che mi date, ricevo ogni vostro messaggio. Un morsichino a tutti, il vostro Palmir. 
7/11/2023 A tutti i miei amici umani:
Buongiorno Homo Sapiens, continuate a scrivermi in tanti dunque vi aggiorno sulle mie condizioni. Dopo due settimane di ricovero nella clinica veterinaria di Sasso Marconi, ieri sera sono finalmente tornato a casa, il problema non è esattamente risolto ma non è che potessi stare là all’infinito. L’operazione è tecnicamente riuscita ma il versamento di liquido linfatico rimane, sono un paziente idiopatico… in pratica non si conosce la causa esatta del mio problema. Una volta chiuso il dotto toracico il sistema si dovrebbe adeguare creando altre ramificazioni, a me non è ancora successo, ad alcuni gatti succede dopo pochi giorni, ad altri serve qualche mese ma può succedere che ciò non accada. Non ci resta che pazientare e restare a vedere. Il versamento del liquido è in calo, ma è ancora troppo copioso, così Tyrrell e la Terry dovranno accompagnarmi alla clinica una/due volte la settimana per fare la centesi, ovvero l’aspirazione del liquido organico attraverso la puntura della parte interessata con siringhe o aghi cannula. Restiamo tutti con le zampine per terra, speriamo che pian piano la faccenda in qualche modo si risolva, ma anche un discreto compromesso non sarebbe male. Sì, continuo a essere preoccupato, ma non mollo. Intanto mi godo la Domus Saurea, Tyrrell e la Terry… è bello essere di nuovo a casa. Stanotte mi sono fatto una dormita fantastica sul divano avvolto nel morbido plaid bianco, stamattina i miei umani mi hanno persino accompagnato fuori (da tempo sono abituato a fare i bisognini solo in campagna), 15 minuti nella fredda e soleggiata mattina emiliana per poi ritornare nella mia comfort zone. Grazie ancora a tutti, per essere umani non siete davvero male. Un strusciata col muso dal vostro Tirelli Palmiro (vedi la foto della mia cartella clinica). 

Palmiro torna a casa – foto TT

Cartella clinica “Tirelli Palmiro”

Palmiro torna a casa – Friends Will Be Friends – foto TT

Palmiro torna a casa – la prima sgambata – foto TT

Palmiro torna a casa – Golden Slumbers – foto TT

Ad oggi in realtà le cose non stanno andando benissimo, Palmiro ha versamenti continui e non è in forma. Venerdì di nuovo in clinica per centesi e consulto col chirurgo, si accenna ad una seconda chirurgia ma occorre decidere con estrema cautela e comunque in questi giorni non sarebbe fisicamente pronto. Ieri sera dal veterinario per iniezioni di antibiotico e antinfiammatori (Palmiro è tornato dalla clinica molto raffreddato), stamattina di nuovo dal veterinario locale per esami sangue e flebo. Per il resto passa le sue giornate sul divano. E’ dura vederlo così.

Il gattino Honecker, ovvero il Gian Burrasca felino

Tre settimane fa si è presentato alla porta (dal nulla) un gattino di circa 45gg, abbiamo finito per adottarlo come già scritto:

https://timtirelli.com/2023/10/20/una-gattino-di-nome-honecker/

Era da più di 11 anni che non avevamo un diavoletto della Tasmania in casa, dunque riabituarsi ad un gattino scatenato non è automatico, Honny poi sembra essere una vera peste, un senza dio che si getta a capofitto su tutto senza nessun filtro. Mi par di ricordare che alla sua età Palmiro – benché vivacissimo come tutti i gattini – fosse in qualche modo più riflessivo, Honny no, Honny è sempre e comunque irrefrenabile. Sia chiaro, è una gioia, ma a volte fa girar la testa. Il fatto è che ti frega dato che non si può che amare alla follia una gattino di due mesi, perché prima ti incanta con quel suo faccino da micetto innocente e poi ti sconquassa la casa e ti attacca (per gioco) in tutti i modi possibili. Rincorre le palline, si alza sulle zampine posteriori per sembrare più grandi quando tormenta gli altri gatti, morsica (per gioco) in continuazione e appunto non sta fermo un attimo. E’ un amore, lo ribadisco, e grazie a lui alla Domus c’è sempre una certa dose di allegria garantita. E in queste settimane è una cosa maledettamente importante.

Video di Honny sui piedi di Tyrrell:

Il Gattino Honecker – ott/nov 2023 – foto TT

Il Gattino Honecker – ott/nov 2023 – foto TT

Essendo in una famiglia da alta gradazione Rock, è spesso a contatto con l’aria sonora che tanto amiamo, e ho così scoperto che ha una predilezione per i Rolling Stones

Il Gattino Honecker – ott/nov 2023 – foto TT

Saura e Il Gattino Honecker – ott/nov 2023 – foto TT

Tim e Honny – Ottobre 2023 – foto TT

C’è di bello che oltre ai Rolling Stones inizia ad amare anche i Led Zeppelin

Dopo aver saltellato al ritmo di Trampled Underfoot si prende una pausa

Tim & Il Gattino Honecker – ott/nov 2023 – foto TT

poi, dopo il riposino, torna a chiedere la tua attenzione

Il Gattino Honecker – ott/nov 2023 – foto TT

Il Gattino Honecker – ott/nov 2023 – foto TT

Il Gattino Honecker – ott/nov 2023 – foto TT

e via che si ricomincia. Meno male che gli altri 5 gatti hanno iniziato ad accettarlo.

Ragni & Il Gattino Honecker – ott/nov 2023 – foto TT

The return of The Dark Lord

A sorpresa TDL fa una apparizione alla Rock And Roll Hall Of Fame, chiamato ad introdurre Link Wray uno dei suoi eroi, finisce persino per omaggiarlo con una versione di Rumble. Il pezzo è semplice, ma con la doppiomanico il TDL fa la sua porca figura.

Commento della pollastrella: “Idolo Assoluto!”

TDL, Rock And Roll hall Of Fame, 3 november 2023.
Pic Theo Wargo

Serie tv

_Tutta La Luce Che Non Vediamo (USA 2023) – TTT¾

Miniserie convincente. Da vedere.

Tutta la luce che non vediamo (All the Light We Cannot See) è una miniserie televisiva statunitense del 2023 ideata da Shawn Levy e Steven Knight. La miniserie è l’adattamento televisivo dell’omonimo romanzo del 2014, vincitore del premio Pulitzer per la narrativa, scritto da Anthony Doerr. Le vicende di due adolescenti: la francese Marie-Laure, una ragazza cieca, e Werner Pfennig, un giovane tedesco costretto a combattere per la Germania nazista nella seconda guerra mondiale.

PLAYLIST

CODA

Con l’umore dunque in balia del blues seguo la corrente che ci porta verso la fine dell’anno, fine d’anno da passare in tempi gonfi di stupide oscurità … guerre al nord, guerre in medio oriente, guerre dappertutto, neri governi che offuscano l’umanesimo, immigrazione fuori controllo, oligarchie e turboliberismo come unico modello, cristianesimo e religioni varie che ancora infettano l’intelletto, il raziocinio e i valori universali, il pianeta che sta collassando, la popolazione sempre più isterica. Mala tempora currunt, baby, teniamoci stretti e continuiamo a resistere.

Uomo Di Blues – Novembre 2023

Il gattino Honecker

20 Ott

Martedì 17 ottobre 2023, torno dal lavoro, entro in casa, la porta dello studiolo è chiusa, entro e vedo l’umana con cui vivo che cerca di far bere un po’ di latte ad un minuscolo mammifero felino piuttosto spaventato.

Il gatto Honecker

The (Blues) Man: “E questo chi è?”

The Woman: “Ero giù in cortile poco fa, ho visto un’ombra nera salire di corsa le scale, credevo fosse un pungone (dialettale … un topo grosso), una volta salita ho visto davanti alla porta questo gattino …

The Cat: “Miaooooooooo”

The (Blues) Man: “Non possiamo tenerlo, ne abbiamo già cinque, più una che abbiamo dato in adozione ma della quale dobbiamo occuparci in certi periodi, senza contare i due forestieri che gironzolano qui intorno e che sfamiamo.”

The Woman: “Lo so. Adesso vado dai vicini e chiedo se per caso è loro, poi posto la foto nel gruppo Sei Di Borgo Massenzio Se e vediamo se qualcuno ha smarrito un gattino”.

The Cat: “Hissssss”

The (Blues) Man: “Ehi piccolino, non mi devi soffiare contro, sono un umano decente, non voglio farti del male. Adesso ci mettiamo qui io e te buoni buoni, in attesa che torni la Yamaha Girl, ok?”

The Cat: “Hissssss Hissssss”

The (Blues) Man: “Okay senti, per calmarti adesso ti racconto un po’ dei Led Zeppelin, dei Firm e del blues, ok?”

The Cat: “Hissssss Hissssss Hisssssss”

Torna la Yamaha Woman. Nessun dei vicini ha smarrito un gattino, con ogni probabilità qualcuno lo ha abbandonato nelle campagne oppure si è semplicemente perso, sul gruppo Sei Di Borgo Massenzio due persone si dicono interessate ad adottarlo; intanto il piccolino resta con noi, accetta il cibo ma poi corre a nascondersi nei luoghi più impensati (tipo dietro lo scaffale degli LP) dove tra l’altro fa i suoi bisognini e noi due umani ci ritroviamo una volta di più alla mercé dei gatti dovendo spostare tutto e pulire.

Umani addetti alle pulizie e alla mercé dei gatti – foto TT

Il gattino rimane alla Domus per due giorni, in attesa di decisioni. Inizia ad ambientarsi e a fidarsi dei due umani che lo hanno accolto. E’ vero, il gatto Palmiro – il capo colonia – lo tollera appena, la Minnie ringhia, soffia e con gli occhi mi fulmina non appena lo prendo in braccio, ma la notte il micetto la passa al sicuro, chiuso nello studiolo, sul castello del gatti (il tira graffi), una sorta di Tower House per felini.

La Tower House nel 1878

The (Blues) Man: “Prima che sia troppo tardi, dobbiamo darlo via…”

The Woman: “Sì, lo so, ma è così carino…”

The Cat: “purr … purr … purr”

Il giorno dopo la Yamaha Woman fa smart working e mi manda un messaggio su whatsapp:

Vedo così il micetto stare sulla scrivania dove lei lavora. La cosa si fa preoccupante. Le scrivo:

The (Blues) Man: Sì, ma dobbiamo darlo via, abbiamo già una gatterìa che ci impegna la vita, non possiamo prenderne un altro…”

Lei non risponde.

Poco dopo mi manda una foto del gattino ancora senza nome insieme al Ragno Assassino, un vecchio compagno di giochi del gatto Palmiro:

The Woman: “Guarda bene il suo musetto… sei proprio certo di volerlo dare via?”

Honny e il ragno assassino

Giovedì sera, torno a casa, la vedo giocare con Gianburrasca.

The (Blues) Man: Sì, però così non va bene, dobbiamo … darlo … v..”

The Woman: “Dai, dagli tu da mangiare…”

Lo sgabagigio avrà più o meno 45 giorni, lo imbocco con un cucchiaino, è affamato ed eccitatissimo, non riesce a star fermo e al contempo si sbafa la mousse di carne. Resistere alla tenerezza che scatena un musetto di un gattino così piccolo è uno sport estremo, saranno i feromoni, sarà che che sono un uomo di blues, ma la faccenda si mette male …

The Woman: “Allora, cosa vuoi fare?”

The (Blues) Man: “Ma, ehm, in verità io, cioè, potremmo, sarebbe meglio, però, se tu proprio vuoi, anche se … dopotutto … quindi … ah, maledizione!

Il gatto Honecker

E così continua la saga dei gatti con nomi legati al Sol Dell’Avvenire: prima Fidèl, poi Raissa, quindi Palmiro ed ora il piccolo Honecker.

Benvenuto alla Domus Saurea, Honny, benvenuto nella tua nuova famiglia blues.

Magnolia … (l’antróstomo che canta, la brezza di fine estate …)

15 Ott

Metà ottobre e la stagione è ancora calda, mi sembra quasi di sentire l’antròstomo cantare mentre la brezza estiva accarezza i blues, è vero … non ho lasciato nessuna donna a New Orleans, ma il mio mondo oggi sembra quello di JJ Cale. Tra poco giungerà il primo freddo ma intanto io mi lascio illuminare e irretire da queste dolci sensazioni.

Whippoorwill - antròstomo - aprimulgus vociferus

Whippoorwill – antròstomo – aprimulgus vociferus

Whippoorwill’s singingSoft summer breezeMakes me think of my babeI left down in New OrleansI left down in New Orleans
Magnolia, you sweet thingYou’re driving me madGot to get back to you babeYou’re the best I ever hadYou’re the best I ever had
You whisper, “Good morning”So gently in my earI’m coming home to you babeI’ll soon be thereI’ll soon be there
Magnolia, you sweet thingYou’re driving me madGot to get back to you babeYou’re the best I ever hadYou’re the best I ever hadYou’re the best I ever hadYou’re the best I ever had

I Fratelli Macchianera*

Come scritto qualche post fa mi sono comprato una nuova copia de I fratelli Karamazov, ovviamente in edizione della collana a me tanto cara Universale Economica Feltrinelli (una delle mie dolci ossessioni) e nel rileggere questo capolavoro provo un piacere intellettuale e spirituale fortissimo. Mi conosco bene ma sono sorpreso da questa sensazione magnifica, la lettura assume un carattere imperioso, accostarmi ogni sera a questo romanzo diventa una necessità impellente. Risento lo stesso sfarfallio di quando da ragazzo leggevo Kafka e Italo Svevo … non c’è niente da fare, certa letteratura ti sospinge sulle ali del maestrale.

*a proposito di ossessioni, la conoscete ormai quella che ho per l’etimologia, dunque non potevo esigermi dall’esercizietto di onomastica riguardo il cognome dei protagonisti del romanzo: Dostoevskij deve aver basato la creazione del cognome sul termine кара (kara) di origine tartara/turca che significa nero e sulla parola russa мазать (mazat) ovvero macchia. I Fratelli Macchianera insomma.

Commuter Blues – Etica Etnica

Sono ormai otto mesi che ogni empio giorno salgo e scendo dal treno per andare e ritornare dal lavoro. Il tragitto è breve ma è sufficiente per misurare una fetta di umanità. Rimango sempre un po’ così quando vedo che certa gente non rispetta le basilari leggi della convivenza, anche nelle piccole cose (vedi quelle che si fermano insieme alle amiche davanti alle scale che portano ai sottopassaggi delle stazione e poi si lamentano se la folla che vomita il treno le urtano mentre questa cerca di imboccare le scale per correre al lavoro). Il pseudo manager stretto in un completo che veste slimfit (come si dice oggi) che parla di lavoro al telefono a voce alta con un collega, poco dopo Mutina (in direzione nord ovest) vi è una breve galleria sotterranea (dura 60 secondi) che ovviamente interrompe le trasmissioni e le connessioni. Il tipo si innervosisce, una volta usciti richiama il collega ed esclama “scusa ma c’è un cazzo di galleria di merda che ha interrotto la comunicazione”. Ho pensato di scrivere a Trenitalia per capire se sia possibile fare una sopraelevata al posto della sotterranea in modo che il poveretto possa discutere delle facezie lavorative senza essere interrotto.

Galleria sotterranea Modena

L’altra mattina, come spesso capita mi trovo nella prima carrozza in alto. Nella prima fila di posti siedono soquanti (alcuni insomma) ragazzi biondi. Dalla parlata direi siano scandinavi, si esprimono in quella sorta di tedesco/inglese nordico e gutturale. Parlano a voce alta, uno in particolare, pare che la carrozza sia a loro uso e consumo. Non dico nulla, da giovane devo aver fatto cose simili, magari senza pensare al disturbo che potevo arrecare, ma ciò non toglie che tra me e me mi scappi un “scandinavi di melma”. Lo dico senza pormi il problema e mi interrogo sulla differenza di preoccupazioni … quando (soprattutto al ritorno) vi sono gruppi di nordafricani o di africani subsahariani (buffa l’assonanza col temine “ariani”) che si intrufolano sul treno prima che la gente sia scesa, che si mettono a chiacchierare tutti insieme a voce alta, magari ascoltando quella musica araba commerciale immonda o quel trap/rap insopportabile, beh anche in quel caso mi verrebbe da usare lo stesso metodo avuto con gli scandinavi, ma mi perito a pensarlo e a scriverlo. Curioso come ci si faccia condizionare dal politicamente corretto. Quando poi verso sera lascio i binari per tornare a casa e nel backyard della stazione di Regium Lepidi passo in mezzo a gruppi di giovani uomini neri che si fanno delle canne, ti guardano con strafottenza e dalle loro casse acustiche esce quel pattume musicale di cui sopra beh, il primo pensiero non è essere troppo dissimile da quello dell’elettore medio dei partiti che stanno al governo. Mi basta però tornare a pensare che poco prima, mentre ero diretto alla stazione di Mutina, avevo scorto un nero che dormiva sul marciapiede di un vecchio palazzo che dà sul piazzale della stazione e che era avvolto in un panno, la testa china sullo zaino, sprofondato in un sonno di certo corrotto da malesseri, per ritornare ad essere quel liberal radical che penso di essere.

Il canale youtube LedZepfilm ha aggiunto – sincronizzandolo con le immagini – il sonoro al filmato amatoriale scoperto recentemente di Dallas 1977. Dato che la registrazione audio di Dallas 1977 non è mai apparsa sono stati usati i nastri audience di Oklahoma City e della prima serata di Chicago sempre del tour del 1977. Il risultato è molto gustoso.

SERIE TV

_Il Supervissuto (Netflix 2023) – TTTT

Docuserie di 5 puntate su Vasco Rossi, vita personale, vita da Rockstar, gli inizi, i primi album, il successo, gli eccessi il mega successo e la ricerca dell’equilibrio sopra la follia. Siamo nati ad alcune decine di km di distanza, qui nel modenese, lo seguivo quando era dj a Punto Radio nella seconda metà degli anni settanta, ho amato moltissimo i suoi primi 5 album tanto che a militare mi chiamavano Vasco… non poteva che piacermi questa docuserie. Brividi, malinconia e tanti amarcord durante le prime due/tre puntate…Punto Radio, lui DJ allo Snoopy (storica discoteca di Modena), i primi due album, poi i successivi, la prima Rock band … quanto mi piaceva in quel periodo. Vederlo dal vivo nel 1981 (a bordo palco), nel 1983 e poi nel 1985 e nel 1989 fu una bella esperienza. Ho seguito con interesse anche le ultime due puntate ovviamente… non ha perso quell’approccio genuino e schietto che nasce qui in provincia anche se ora il tutto è avvolto in una sorta di autoreferenzialità che credo essere fisiologica (quando per tanti anni se una famosissima Rockstar con un successo stratosferico credo sia inevitabile). Vasco qui a Modena rimane una istituzione, ci piace pensare che sia uno di noi, qui sembra quasi che tutti lo conoscano personalmente e abbiano aneddoti da raccontare … la docuserie su Vasco noi la avevamo già nel sangue.

_Il Giovedì Delle Vedove – TTT½ (Netflix 2023)

La vita effimera, vuota e senza emozioni di ricchi sudamericani.

https://www.repubblica.it/serietv/schede/le-vedove-del-gioved-/8905/

Miniserie dai toni del thriller e del noir insieme, Le vedove del giovedì è l’adattamento del fortunato romanzo della scrittrice argentina Claudia Pinero. La vita apparentemente perfetta in un ricco complesso residenziale viene sconvolta quando vengono trovati tre uomini uccisi. E’ stato un omicidio o un incidente?

Il quartiere di Los Altos de Las Cascadas è fatto di ville lussuose, campi da tennis, scuole esclusive. Niente sembra poter scalfire questa realtà dorata fin quando Teresa nel tornare a casa trova Tano, il marito, morto insieme a due suoi amici. La piccola comunità è pronta a considerare il fatto drammatico come un incidente, ma ben presto si capisce che nulla è perfetto. La serie trasporta in Messico le inquietudini del romanzo argentino che sullo sfondo aveva la crisi economica di quegli anni e lo fa schierando un folto cast  di celebri attori messicani a cominciare da Irene Azuela (Monarca) nei panni di Teresa e di Omar Chaparro in quelli del marito Tano. Alla regia troviamo Humberto Hinojosa. Dal romanzo del 2005 è già stato tratto un film nel 2009 diretto da Marcelo Pineyro ambientato invece in Argentina.

FILM

_Nowhere (Spagna 2023) TTT

Il genere mi interessa, la produzione spagnola anche, il film si lascia vedere con piacere ma ci sono troppi espedienti narrativi semplicistici.

Incinta, sola e alla deriva, una donna intrappolata in un container cerca di sopravvivere dopo essere fuggita da un paese devastato e controllato da un regime totalitario.

_The Silencer – Senza Voce (2023 Canada / Usa) – TTT+

Mi piacciono i film girati in quei vasti territori freddi dove le comunità umane vivono vite dure e difficili, mi piacciono le storie dei losers, dunque anche questa pellicola l’ ho vista volentieri. Niente male.

https://www.mymovies.it/film/2020/the-silencing-senza-voce/

Rayburn Swanson vive ancora sulla sua pelle il dolore per la perdita della figlia adolescente, rapita cinque anni prima. Scivolato in una spirale senza fine di alcolismo e autodistruzione, Rayburn ha detto addio alla caccia e ha deciso di aiutare gli stessi animali che uccideva realizzando una sorta di santuario al confine con un’area incontaminata. La sua vita viene però rimessa in discussione quando da uno dei monitor di sicurezza vede un assassino inseguire una ragazza che gli ricorda la figlia scomparsa. Determinato a salvarla, Rayburn si avventura nella natura selvaggia per trovarla prima che lo faccia il killer.

PLAYLIST

CODA

Dicevo all’inizio che l’autunno sta arrivando ma a dire il vero io mi sento piuttosto frizzante, certo, il mio approccio potrà anche essere quello che Tommaso Litigioso (Tom Keifer, va beh) descrive ne “il blues della cattiva sarta” ma non sto esattamente “cadendo a pezzi” e anzi, malgrado sia un uomo di un incerta età, devo ammettere che mi sento pieno di energia. Saranno i fratelli Macchianera, saranno gli assoli di Johnny Winter, le architetture del Dark Lord, le prodezze dei Black And Blues boys? E chi lo sa, il nido di stelle forse non esiste, lo stesso dicasi per the girl with the far away eyes (o, se vogliamo, Magnolia), ma visto che per un cazzo di motivo misterioso ci siamo materializzati su questo cazzo di pianeta e di universo che altro possiamo fare se non continuare a rollare con la benedizione del Dark Lord sopra di noi?

Lookin’ on back
when I was young
I tried to sing it,
but my song had been sung
And now I ain’t got no worries
Ain’t got no one to call my own

My heart’s like a wheel
And my head’s just a stone
I got my memories
Ain’t got no home

Old friends seem
much closer now
They stand the test
of time somehow

Look at the winner who hit the ground
It comes around and then it goes back down

I’m fallin’
Ooo fallin’ apart at the seams
Fallin’
Ooo yea fallin’ apart at the seams

PS: in questo pezzo alla batteria c’è l’indimenticato Cozy Powell, e si sente.

Quando il viola intenso cade sui muri assonnati del giardino

25 Set

Tiepida serata settembrina, sono al tornio con cui adatto i miei appunti per la nuova puntata della School Of Rock che tengo per la azienda in cui lavoro. Sopra la House Of Blues, dove vivo, il cielo è già intriso di notte ma ad ovest il sundown è passato da poco, vi sono riflessi violacei che arrivano fino a qui, a ghermire l’ultima idea di luce di questa giornata.

Dato il tema della nuova lezioncina rispolvero una vecchia canzone degli anni trenta del secolo scorso, mi ci immergo in quel viola intenso, mi ci avvolgo, mollo la zavorra e leggero mi appoggio su quella voce e su quel testo.

DEEP PURPLE

When the deep purple falls
over sleepy garden walls
and the stars begin to flicker in the sky
thru the mist of a memory
you wander back to me
breathing my name with a sigh.

In the still of the night
once again I hold you tight.
Tho’ you’re gone your love lives on when moonlight beams
and as long as my heart will beat,
lover, we’ll always meet
here in my deep purple dreams.

DREAMS

A proposito di (purple) dream … sono ormai mesi che ne faccio di molto strani o comunque particolari e complessi, ne parlavo l’altro giorno con la mia amica Mar e le dicevo di come sia incredibile il fatto che la mente si diverta a creare delle serie TV strampalate dove tu sei il protagonista. A dire il vero a volte mi basterebbe fare anche solo un cameo o la comparsa.

LITTLE LOVE STORY

In treno, è mattina, la carrozza in cui sono è stranamente quasi vuota. Mi siedo, dietro a me sento che vi è qualcuno che parla al telefono; siamo schienale contro schienale e mio malgrado percepisco quello che il tipo dice e ciò che una tipa gli risponde; sembrano parlare di faccende personali, il tono non è alto ma per un curioso motivo tutto mi arriva in modo chiaro. Vorrei pensare agli affari miei ma non riesco.

Lui sembra innamorato, lei pare avere un impedimento … da quel che si dicono mi pare di intendere che lei stia già con qualcuno ma deve esserci anche dell’altro, non mi è chiaro. Lui le parla con passione, mi pare sincero, schietto, uno che è capace di mettersi a nudo e visto l’uomo di blues che sono lo ammiro sin da subito, lei ci scherza su, tuttavia lo fa in modo delicato, al contempo deve essere lusingata dell’interesse del tipo … sorrido tra me e me, l’amore spesso in fondo è questo, uno ama una persona che a sua volta ne ama un’altra. Capisco anche che lui sta andando ad incontrarla, suppongo quindi che malgrado tutto pure lei sia interessata; siamo sulla linea Placentia-Bonomia, abbiamo da poco lasciato Regium Lepidi dunque è possibile che vivano in due città diverse, chissà dove si incontreranno. Decido di alzarmi, non voglio imbarazzarmi dei fatti altrui, vado a sedermi più lontano, mentre lo faccio mi arrivano gli ultimi scampoli del discorso, lui che le dice una cosa tipo “Okay, allora ci vediamo al parco dopo le nove e mezza …no, stai tranquilla …certo, mi piacerebbe baciarti, ma non lo farò, lo sai che sono un gentiluomo …”. 

Un gentiluomo” … che grande; con la coda dell’occhio lo inquadro, è un uomo adulto, più giovane di me, direi di un decina d’anni, vestito con stile, in mano La Repubblica e un libro … buona fortuna sconosciuto amico mio.

Christianity Blues

Mi interrogo sempre più spesso sui disastri fatti dal cristianesimo, sarà che ascolto e leggo Umberto Galimberti ma certi temi non sembrano lasciare mai la mia maruga; sarà dovuto anche al fatto che l’antropocentrismo proprio non lo reggo e che questo è dovuto per l’appunto al cristianesimo visto che è lì che si sostiene che la Terra è a disposizione dell’uomo. 

Ma in fin dei conti che cavolo è poi in fin dei conti il cristianesimo? 

Un vocabolario dice: Religione monoteista, di matrice ebraica, rivelata da Gesù Cristo attraverso la propria persona e la predicazione, attestata nei vangeli; è basata sull’idea di un unico Dio, padre di tutti gli uomini. Per estens. Civiltà sviluppatasi dalla concezione cristiana della natura, dell’uomo, della storia

Un altro (Treccani) precisa: cristianéṡimo s. m. [dal lat. tardo Christianismus, gr. Χριστιανισμός]. – 1. La religione fondata da Gesù Cristo, nel quale i credenti riconoscono, nello stesso tempo, l’iniziatore e profeta meramente umano e il Verbo di Dio incarnato, il rivelatore e il rivelato; storicamente nato in seno al giudaismo, il cristianesimo si presenta come un religione fondata, rivelata, dogmatica, proselitistica, universalistica ed escatologica, la quale estende a tutti gli uomini un rapporto di filiazione divina e di fratellanza reciproca, e sostiene la speranza suprema della beatitudine oltremondana concessa dalla misericordiosa bontà e dalla giustizia di Dio. 2. estens. La civiltà cristiana.

A me questa configurazione ottimistica del futuro mi pare una farsa, il futuro sarebbe l’aldilà? Ma se non siamo nemmeno certi certi che ci sia l’aldiquà! Il Cristianaesimo è un inconscio collettivo che appartiene anche a chi non crede, questo mi fa penare … ma perché devo avere questa sovrastruttura che a mio modo di vedere è una stortura? 

Io di collettivo vorrei la intelligenza, perché ogni organismo ha bisogno di quella dell’altro per funzionare meglio.

Imagine there’s no heavenIt’s easy if you tryNo hell below usAbove us, only sky

Imagine there’s no countriesIt isn’t hard to doNothing to kill or die forAnd no religion, too

ABBA The Movie – TT½

Per tre giorni al cinema ritorna Abba The Movie, il mockumentary uscito a fine 1977 in Svezia e in Australia. Sono un fan del gruppo, la accoppiata di songwriter Benny Andersson e Björn Kristian Ulvæus è una delle mie preferite in assoluto e Agneta, la cantante bionda del quartetto, era la mia pin up prediletta quando ero un ragazzino, laggiù negli anni settanta (e comunque lo è ancora oggi). Mi reco al cinema UCI di Regium Lepidi dentro al complesso dello stadio Città Del Tricolore con la Yamaha Girl. Sosta di alcuni minuti davanti alla grande pista di macchinine che vi è nell’ampio atrio … dice che è sempre stato il suo sogno averne una …

Dice che è sempre stato il suo sogno – Motor head woman – settembre 2023 foto TT

davanti a quelli che un tempo erano gli sportelli del botteghino interagisco con una macchina dispensatrice di biglietti e lancio una profanity per dirla alla Lowell George: il biglietto costa 16 euro …va beh che è un evento speciale, va beh che è per i fans, però dio pòver …

Dopo 40 insulsi e pesantissimi minuti spesi a guardare i trailer dei film di prossima programmazione inizia il film degli Abba. Avevo già visto buona parte di esso, ma al cinema è chiaro che l’effetto è superiore. Un mockumentary (una combinazione di finzione e documentario) è un tipo di film o programma televisivo che descrive eventi di fantasia, ma presentato come un documentario che di per sé è un sottoinsieme di uno stile cinematografico finto documentario, nel caso degli Abba è un documentario con all’interno la ridicola storiella di un dj radiofonico incaricato di intervistarli per uno special di due ore da mandare sulla radio per cui lavora. I filmati dal vivo, le scene dietro le quinte e di vita tra aeroplani e hotel sono basati sul tour australiano de 1977 il cui pubblico sembra lo stesso di una sagra di paese… famigliole, bambini, adulti poco svegli, un livello davvero lofi. Restano i filmati del gruppo on stage, le bellissime canzoni e l’aurea che la meravigliosa Agneta emanava.

I Ragazzi Della Via Po

Con cadenza regolare mi trovo per una pizza in pausa pranzo con i miei ex colleghi, in due distinte epoche ho lavorato per un insieme di 12 anni in una grande azienda di Mutina dove ho stretto un forte rapporto con alcune persone, tra cui loro quattro: due li conosco da 33 anni gli altri due da 4 anni. Succede anche in questo fine settembre: gli argomenti sono sempre i soliti, football, pheeghe, politica, i blues della vita ma è gratificante farlo e ogni volta che ci salutiamo avremmo già voglia di ritrovarci. Bello avere ex colleghi a cui vuoi un gran bene. (#cel’homancacel’homancacel’homancacel’homanca).

I ragazzi della via PO – settembre 2023 – da sx: Rinna-Tyrrell-Campa-Picci-Pavve

Gommista blues

Poco fa, dal gommista di Borgo Massenzio. 

Si avvicina il titolare:

“Ha bisogno?”

“Buongiorno, sì, ho un chiodo conficcato in una gomma”

“Okay, ci dia 20 minuti, dobbiamo girare le gomme a quella macchina e poi siamo da lei”

Dopo 15 minuti viene da me l’addetto.

“Buongiorno, ha una gomma bucata vero? Porti pur la macchina dentro”

Arriva una donna di mezza età, etnia asiatica, potrebbe essere una vietnamita. 

Si avvicina il titolare:

“Dimmi”

“Ho una gomma bucata”.

“Okay, fammi vedere.”

Si avvicina l’addetto:

“Hai bucato anche tu? Ma cosa avete fatto sabato e domenica tu e questo signore?”

Mi sforzo di ridere.

Conclusione: il tu all’asiatica e il lei all’italiano/emiliano.

SERIE TV

_In Fiamme /Spagna 2023) – TTT¾

Solida serie TV spagnola che racconta un fatto realmente avvenuto che sconvolse la Spagna nel 2017. La protagonista è Úrsula Corberó, ovvero Tokyo de La Casa Di Carta.

 

PLAYLIST

CONCLUSION

Il presidente della azienda per cui lavoro mi fissa una call con l’oggetto “I fratelli Karamazov”, titolo di un, anzi del, romanzo di Fëdor Dostoevskij. La settimana scorsa chiacchierando abbiamo casualmente toccato i soliti leggeri argomenti (l’aldilà, l’aldiquà, il vuoto prima del big bang che vuoto propriamente non era e bazzecole simili). Il problema è che quel romanzo lo lessi decenni fa, così ne ho ordinato una nuova edizione (Universale Economica Feltrinelli of course) … devo affrettarmi a rileggerlo, in quella call non dovrò cercare di sviare il discorso se non ricorderò certe parti e finire come sempre per parlargli dei Led Zeppelin.

Ad ogni modo, eccomi di nuovo a godermi qualche giorno di ferie da passare da solo qui alla Domus Saurea. Le previsioni promettono tempo sereno, spero di poter fare qualche altro bagno con la mia muta da sub che ogni vola che la infilo mi fa sentire degno del mio amico Polbi (diver extraordinaire), dovrei poi uscire una volta col mio gruppo, gli Equinox, per la prima puntata dell’autunno nel mio pub preferito (lo Sherlock Holmes di Regium Lepidi) e sì, dovrei sistemare anche alcune cosette …avere del verde intorno a casa è bellissimo ma anche impegnativo. Mi sono ripromesso inoltre di capire se sono ancora in grado di leggere la musica e quindi di ributtarmi sulla chitarra in maniera ortodossa,

e di mettere in agenda altre faccende che si affrontano solo con grande spirito di volontà, ma chissà se sarà così, non ho più l’autodisciplina di un volta. Di una cosa sono sicuro, queste mie ferie miserelle mi vedranno ascoltare i Led Zeppelin a palla mentre nella House Of Blues in cui vivo si svolgerà di nuovo il Festival del Gin Tonic.

Oh yeah, baby, let’s Rock.

Uomo di blues – Tim settembre 2023