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Sotto una nebbia di ghiaccio (dopo le feste blues)

31 Dic

In questi giorni non vado al lavoro eppure continuo a svegliarmi prima dell’alba (da qualche anno ahimè canto spesso il Ritmo Circadiano Blues) e di conseguenza scendo nelle brulle campagne di primissima mattina. Saranno i sogni variegati in cui mi intreccio, sarà che ancora non ho elaborato a dovere la mancanza di Palmiro,

Palmiro – Domus Saurea dicembre 2019 – foto TT

ma contemplare i campi intorno alla Domus Saurea nel freddo del mattino sembra sia una esigenza a cui devo piegarmi.

View from Domus Saurea – Late december 2023 photo Tim Tirelli

View from Domus Saurea – Late december 2023 photo Tim Tirelli

View from Domus Saurea – Late december 2023 photo Tim Tirelli

Sì, sono passate ormai più di due settimane da quando Palmiro se ne è andato ma il senso di vuoto, il concetto di assenza assoluta e il dolore sono ancora molto forti. Ora, non scrivo questo per auto commiserazione (almeno credo), ma solo per valutare quanto la dipartita di mammiferi di specie diverse con i quali si è condiviso un buon pezzo di cammino possa condizionare pesantemente la vita di certi umani. Sì, è stato un Natale (inteso come Dies Natalis Solis Invicti  … “Giorno della nascita del Sole Invitto”) mesto senza Palmiro, abbiamo cercato di fare il possibile ma non è facile gestire tutta quella afflizione. Non siamo i soli, anche Minnie – la gatta arrivata qui da chissà dove 4 anni fa, la più legata a Palmir dei nostri altri 5 gatti – rivela molta tristezza nello sguardo, credo si senta spaesata senza il capo colonia che tanto seguiva e amava. Cerco di sopperire con le mie attenzione, ma al momento sembra sconsolata.

Palmiro e Minnie – Marzo 2023- Foto TT

Quest’anno per la prima volta ho pure provato una decisa repulsione per il Natale, non sono riuscito a ritrovare il candore che in tutti gli anni passati ho in qualche modo scorto, fosse esso reale o solo un ologramma sbiadito proveniente dall’infanzia e dall’adolescenza. Quel respiro di umanità, speranza e mistero mi si è dissolto tra le pieghe aride della domanda e dell’offerta che obnubilano la collettività. Non sembro più essere in grado di sopportare l’ipocrisia, l’isteria del consumismo e le frottole in cui la società sprofonda. Va bene lasciarsi cullare da storielle prive di fondamento, ma qualche domanda ce la si potrebbe porre o no? Perché il turco San Nicola – poi mixato alla figura del dio nord europeo Odino …entrambi portavano regali ai bambini – è stato trasfigurato? Perché ci è stato imposto quel grassone rubicondo che beve Coca Cola e che porta doni solo ai bambini ricchi? Perché Gesù bambino non sfama i bambini denutriti? Nessuno si chiede queste ovvietà, tutti ad acquistare regali per lo più inutili, tutti a farsi irretire dal marketing e dal modello liberale spinto, tutti costretti ad essere felici per le festività, anche se non lo siamo né lo saremo mai in concreto (in primis gli statunitensi, coloro che hanno hanno persino inserito la felicità nella costituzione). A mio parere il concetto di felicità è sopravvalutato.

The Real St. Nicholas

WINTER KEEPER

Incappo in questo articolo del Guardian a proposito del custode invernale del parco nazionale Pietragialla (va beh, il parco di Roche Jaune, lo Yellowstone insomma) e sì, lo so, non potrei farcela, ve lo immaginate lo smilzo di Nonantola con le sue Adidas e le partite dell’Inter in streaming passare gli inverni in quelle terre selvagge? Però, così, per un momento permettetemi di sognare …

https://www.theguardian.com/environment/ng-interactive/2023/dec/06/the-winterkeeper-steven-fuller-yellowstone-national-park

LED ZEPPELIN

Una parte dei lettori di questo blog è fan dei Led Zeppelin, dunque non c’è da meravigliarsi se ne trattiamo con una certa frequenza. Nessuna novità di rilievo in programma da parte di quel che resta della band (sciolta da 43 anni) sebbene sappiamo esserci alcune cosette già pronte che potrebbero essere pubblicate senza grossi sforzi. Accontentiamoci così per il momento di queste nuove foto amatoriali pubblicate per la prima volta qualche giorno fa.

PS: oggi dovrebbero caricare su youtube alcuni spezzoni amatoriali di registrazioni video dei LZ relative al concerto al Silverdrome di Pontiac il 30/04/1977 riprese da un fotografo per la propria collezione personale. Il tipo in questione avrebbe ripreso i LZ in più occasioni. Qui sotto il link del canale youtube che pubblicherà il nuovo filmato. Vi sono già pubblicati alcuni spezzoni di altre band: Van Halen, Queen, Yes etc etc.
NB: AGGIORNAMENTO DEL 31/12/2023 ore 21: ecco il nuovo video…

queste invece le nuove foto di Dortmund 1980

Led Zeppelin Dortmund 17-06-1980

Led Zeppelin Dortmund 17-06-1980

Led Zeppelin Dortmund 17-06-1980

Led Zeppelin Dortmund 17-06-1980

Led Zeppelin Dortmund 17-06-1980

PHOTOGRAPHS (Cattiva Compagnia Blues)

Sistemando alcune cartelle che ho sul pc ho ritrovato questi scatti relativi ad una photo-session dell’autunno 1999 fatta poco prima dell’uscita del cd del mio gruppo Cattiva Compagnia. In questo fine anno mi ritrovo dunque a fare bilanci anche riguardo la mia passione per il Rock e le mie canzoni. Lo sbilanciamento è evidente, ne sono conscio e tutto sommato piuttosto fatalista, però, mamma mia, quanti caxxo di blues che mi porto sulle spalle.

Nelle foto da sx a dx: John Paul Cappi (bs), Mixi Croci (dr), Fausto Sacchi (vocals), Tim Tirelli (gtr)

CATTIVA COMPAGNIA – photo session autunno 1999 – copyright Tim Tirelli

SERIE TV

_Rick Gervais “Armageddon” (2023 Netflix) TTTTT

E’ piuttosto incredibile che questo nuovo spettacolo di Ricky Gervais (una delle luci guida di questo blog) sia oggi al terzo posto delle serie TV su Netflix.

Armageddon, nuova stand-up comedy del comico inglese disponibile su Netflix dove ancora una volta il politicamente scorretto si fa ingrediente principale di una denuncia sociale circa vizi e virtù di un’umanità allo sbaraglio.

https://movieplayer.it/articoli/ricky-gervais-armageddon-recensione-stand-up-comedy_31564/

Non aggiungo altri. Da vedere assolutamente

FILM

_Maestro (Usa 2023) – TTTT+

Bradley Cooper è l’attore protagonista (e regista) che interpreta magnificamente Bernstein. Il film è davvero bellissimo, la musica è stellare ovviamente ma soggetto, sceneggiatura e interpretazioni non sono da meno. Bernstein viene messo in scena senza senza tante ipocrisie, con onestà e senza pudore.

Che uomo superlativo era LB, uomo empatico, passionale, vivo e vivace, schietto ed esuberante, uomo vero … mica come certe di Rockstar che abbiamo amato da giovani, creatori forse di musica Rock sublime ma in massima parte uomini di pezza.

Ad ogni modo, film da vedere.

_Il Mondo Dietro Te (Usa 2023) – TTT

Una vacanza di famiglia viene sconvolta da due estranei sopraggiunti nel cuore della notte per sfuggire a un cyberattacco che diventa sempre più terrificante.

Adattamento cinematografico dell’omonimo romanzo del 2020 di Rumaan Alam, thriller distopico non riuscito, l’intento sembra quello di concentrarsi sulle reazioni di due famiglie sconosciute l’una all’altra mentre accade qualcosa di spaventoso al mondo, ma come ha scritto qualcuno il problema principale di Il mondo dietro di te è la sua assoluta incapacità di nascondere le carte, di velare di mistero gli avvenimenti,

PLAYLIST

FINALE

In questi ultimi scampoli di fine anno mi confronto con Polbi, al solito riflessioni e disgressioni politiche e personali, due uomini di blues a circa 1.000 km di distanza che coltivano una forte amicizia oramai quasi trentennale, mi vedo con Mario, insieme guardiamo – trepidando – le partite di football della nostra squadra del cuore con in mano due snifter con due dita di rum e infine ascolto musica, la nostra, quella bella.

E’ l’ultimo giorno del 2023, niente bilanci approfonditi, la vita è già abbastanza bizzarra per aggiungere altra obliquità, ma niente paure, rizziamoci in piedi ed affrontiamo questa nuova stagione, e il sole che tornerà a battere sul nostro viso, come meglio possiamo. Buon anno brothers and sisters.

Tim – dicembre 2023

Sentirsi nevoso (21 dicembre blues)

21 Dic

Scendo in campagna in queste fredde mattine ancora intrise di notte, fino a pochi giorni fa lo facevo insieme a Palmiro visto che da tempo voleva fare i suoi bisognini solo all’aperto e allora eravamo io e lui al freddo e al gelo a contemplare il cosmo e a confidare nel mistero dell’esistenza. Due mammiferi maschi di specie diverse che si davano man forte, che cercavano come meglio potevano di trovare le giuste coordinate. Io che guardavo le colline a sud, lui che scrutava i suoi territori a est.

Early In The Morning – View from Domus Saura – mid december 2023 – foto Tim Tirelli

Ora che il mio piccolo amico non c’è più mi sento più solo a questo mondo e mi ritrovo intrappolato nella ragnatela di freddo e blues che questo dicembre ha portato. Di solito la decade che va dal 13 al 23 dicembre è la mia preferita, tuttavia quest’anno sono troppo sconsolato per godermi gli umori del mio mese preferito, per ritrovarmi al tepore della felice malinconia del periodo, un velo di crepe nere mi avvolge e non sarà facile togliermelo di dosso. La House of Blues in cui vivo si veste dei colori tipici del periodo qui in Emilia, colori pastello e tenui che si stemperano nelle nuance dei territori più a nord.

View from the Domus Saurea – december 2023 – foto Tim Tirelli

Another view from the Domus Saurea – december 2023 – fot Tim Tirelli

Un paio di settimane fa tuttavia abbiamo avuto una leggera nevicata qui alla Domus, il mio umore è cambiato immediatamente, mi sono sentito frizzante, ben disposto, candido. Mentre andavo in stazione a prendere il treno ho anche canticchiato seguendo quello che la chiavetta Christmas Edition proponeva. E niente, sono proprio figlio del giorno in cui sono nato (oggi), la neve, le lucine ad intermittenza e il candore spirituale che mi pervade in dicembre fanno parte di me, sono un tipo nevoso, non c’è che dire.

serie tv

_The Railway Men – Bophal 1984 (India 2023) – TTTTT

Dopo la fuga di un gas mortale da una fabbrica a Bhopal, in India, alcuni ferrovieri rischiano la vita per salvare le persone da una tragedia che lascia senza parole.

4 episodi che raccontano la tragedia che accadde in India nel 1984. Una serie TV da vedere ad ogni costo. In lingua originale sottotitolata in Italiano

_Una Famiglia Quasi Normale ( Svezia 2023 – Stagioni: 1. Episodi: 6. Serie a lunga narrazione
Distribuito da Netflix2023) – TTT¾

Adattamento dell’omonimo romanzo di Mattias Edvardsson, Una famiglia quasi normale è un thriller che mostra due genitori in crisi quando la loro figlia viene accusata di omicidio.

Come sapete sono un appassionato di Nordic Noir, non poteva sfuggirmi dunque questa nuova serie TV svedese. Niente male davvero.

_Quicksand (Störst av allt) – (2019 Svezia – 1 stagione 6 episodi) TTT¾

Serie basata sul libro Sabbie mobili di Malin Persson Giolito, genere drammatico, adolescenziale, poliziesco, altro Nordic Noir interessante.

_Barraccuda Queens (Svezia 2023 1 stagione) – TTT¾

Un gruppo di ragazze che vivono in un quartiere benestante di Stoccolma si ritrovano coperte dai debiti e per questo iniziano a rubare nelle case dei loro vicini.

Basata su fatti realmente accaduti, adolescenti svedesi fuori controllo – Altra serie scandinava nienet male.

film

_Non così vicino (A Man Called Otto) (USA/Svezia 2022) – TTT+

l film, con protagonista e produttore Tom Hanks, è l’adattamento cinematografico del romanzo del 2012 L’uomo che metteva in ordine il mondo scritto da Fredrik Backman, già portato sul grande schermo col film Mr. Ove (2015).

Film che si fa guardare con piacere, nulla di che ma carino.

playlist

coda

Raggiunta l’età della paura paradossalmente finisco per non spaventarmi più, sebbene quest’anno senza Palmiro mi senta più insicuro … ancora mi pare di vederlo davanti alla porta chiedere di entrare

Palmiro – In Throught The Front Door – december 2023 – foto Tim Tirelli

e andare ad accucciarsi in uno dei suoi posticini preferiti. La sua assenza si nota ancora moltissimo, la casa sembra vuota (benché vi siano altri 5 gatti in giro), ed è sufficiente vedere lo sgabello davanti alla stufa vuoto per commuoversi.

Sgabello vuoto – foto Saura T

Provo a non diventare troppo insistente circa la dipartita del mio amico peloso, faccio di tutto per parlarne solo con chi può capire, perché le frasi di circostanza non corroborate da una vera empatia infastidiscono. Lo noto lo stupore delle persone quando percepiscono il dolore che mi pervade, cerco di dissimulare il mio malessere spirituale davanti a questa gente incapace di mettersi nei panni dell’altro, mi sforzo di non leggere quello che ha stampato in faccia (“Tim esagera, in fondo è solo un gatto”) e di non far trapelare quello che ITTOD (uno di tre uomini che sono, quello preda della furia iconoclasta) vorrebbe gridare: “Solo un gatto ‘sto cazzo! Era un membro della famiglia, un compagno di avventure e di vita con cui avevo un cazzo di legame profondissimo, andate a farvi dare dove si nasano i meloni, antropocentristi del menga!”. Ovvio, non va persa la prospettiva, però … Ad ogni modo, non ne vale la pena, è una faccenda intima, viviamo la vita in maniera diversa, abbiamo sensibilità diverse, non posso stare in punta di piedi a duellare con tutti.

Mi adopero così al meglio per affrontare questo periodo: l’albero (che cerca di resistere agli attacchi di Honny) e il presepe vittoriano …

Assault Attack – Honecker & The Christmas Tree – foto Tim Tirelli

Honecker vs The Christmas tree – december 2023 – foto Saura T

The Dickens scenery – Domus Saurea dicembre 2023 – foto Tim Tirelli

The Dickens scenery – Domus Saurea dicembre 2023 – foto Tim Tirelli

The Dickens scenery – Domus Saurea dicembre 2023 – foto Tim Tirelli

The Dickens scenery – Domus Saurea dicembre 2023 d- foto Tim Tirelli

certi film di Walter Hill che fanno parte del mio DNA …

The Long Riders on TV – foto Tim Tirelli

il nettare della mia isoletta preferita

una salto nella mia hometown

Nonantola – dicembre 2023

Nonantola – dicembre 2023

Nonantola – dicembre 2023

e ovviamente la mia, la nostra, grande musica.

Inoltre stasera nella azienda in cui lavoro terrò la School Of Rock episodio VII, guarda caso si parlerà dei Led Zeppelin.

Ed è così che grazie a questi espedienti, il senza dio sono, il radicale osservatore del “sistema di conoscenze ottenute attraverso un’attività di ricerca prevalentemente organizzata con procedimenti metodici e rigorosi, coniugando la sperimentazione con ragionamenti e esperimenti logici condotti a partire da un insieme di assiomi” (va beh, la scienza) che penso di essere, colui che festeggia il sol invictus e non il natale cristiano e che disdegna la retorica imposta dalla coca cola e dal consumismo di stampo statunitense, si quieta e finisce per un istante per cercare una luce nel lungo inverno e il suono di un coro lontano. Mi basta un pensiero, una immagine, una sensazione per ritornare nell’immaginario che avevo da bambino.

Quadro di Marino Di Fazio

E allora, donne e uomini di blues che fate parte di questa comunità, giungano a voi i miei migliori auguri, che un po’ di pace possa scendere su questa povera Terra e che, come diciamo ogni anno citando Greg Lake, l’angoscia e la tristezza lascino il nostro cuore e che la strada dinnanzi a noi torni pulita e sgombra. Che l’amore e il Rock (quello vero) tornino a regnare. Vi abbraccio tutt* fortissimo.

They said there'll be snow at Christmas
They said there'll be peace on Earth
But instead it just kept on raining
A veil of tears for the Virgin birth
I remember one Christmas morning
A winter's light and a distant choir
And the peal of a bell and that Christmas tree's smell
And their eyes full of tinsel and fire

They sold me a dream of Christmas
They sold me a Silent Night
They told me a fairy story
'Till I believed in the Israelite
And I believed in Father Christmas
I looked to the sky with excited eyes
'Till I woke with a yawn in the first light of dawn
And I saw him and through his disguise

I wish you a hopeful Christmas
I wish you a brave New Year
All anguish pain and sadness
Leave your heart and let your road be clear
They said there'll be snow at Christmas
They said there'll be peace on Earth
Hallelujah Noel be it Heaven or Hell
The Christmas we get we deserve

Uomo di Blues – Nonatown – dicembre 2023 –

Un gatto di nome Palmiro

13 Dic

Palmiro arrivò alla Domus Saurea nel giugno del 2012 per una curiosa serie di coincidenze: Daniela, una collega di Saura, andando al lavoro si accorse di una cosina nera spaventata in un sottopassaggio, si fermò, la cosina si infilò nel motore della sua macchina, furono chiamati i pompieri e la cosina – un gattino di 45 gg – fu portato al gattile di Reggio Emilia. Un volta appresa la notizia Saura mi telefonò: “Senti Tim, è successo questo, preparati che oggi pomeriggio lo andiamo a prendere”.

(chi volesse approfondire: https://timtirelli.com/2012/06/28/il-gatto-palmiro/ )

Palmiro - Domus Saurea 26-06-2011 - foto TT

Palmiro – first day at Domus Saurea – 26-06-2012 – foto TT

Palmiro arrivò con le tempistiche giuste: da un paio d’anni vivevo alla Domus Saurea, due mesi prima avevo perso il mio amato gatto Fidèl, il primo felino con cui avevo vissuto e condiviso la vita, gli altri gatti della Domus (Raissa e suoi tre figli Pato, Spaventina e Ragnatela) vivevano in pratica sempre fuori.

Lo svezzammo come non avevamo mai fatto, ci svegliavamo alle 3 di notte per dargli il latte col biberon e ci prendemmo cura di lui in maniera totale.

Tim & Palmiro - svezzamento - 2011 - foto Saura T

Tim & Palmiro – svezzamento – 2011 – foto Saura T

Pur essendo un gattino e quindi un diavoletto della Tasmania (questo soprattutto nei primi tre anni)

Palmiro, first day at Domus Saurea - 2011 -- foto TT

Palmiro – Domus Saurea – 2012 — foto TT

Palmiro si rivelò ben presto un gatto riflessivo, un gatto blues direi, visto che qui sul blog siamo in tema,

Palmiro alla Domus - estate 2011 - foto TT

Palmiro alla Domus – estate 2012 – foto TT

sembrava avere davvero una sfumatura diversa dagli altri gatti, pareva contemplare il mistero della vita e porsi le domande che qui sul blog ci poniamo in continuazione: chi siamo, da dove veniamo, dove stiamo andando.

Palmiro - primavera 2013 - foto TT

Palmiro – primavera 2013 – foto TT

Pensavo Palmiro fosse un gatto solo tenero e buono, gli piaceva l’AOR, era sentimentale… ma mi sbagliavo, ben presto Palmiro si trasformò in un gatto dominante, un vero maschio alfa e musicalmente passò dal rock melodico all’Hard Rock inglese degli anni settanta e al blues di Chicago. Diventò il capo della colonia felina (poi rinominata “Palmiria”) qui alla Domus Saurea e i gatti randagi maschi che capitavano qui dovettero o accettare la sua leadership o rassegnarsi ad essere inseguiti e rullati.

Palmiro & Saura - Domus Saurea Estate 2014 - foto TT

Palmiro & Saura – Domus Saurea Estate 2014 – foto TT

Sì, Palmiro diventò un gatto possente, 7 kg di eleganza felina pronta a scattare, un gatto fiero, da rispettare, al contempo però sapeva mantenere il suo aspetto sentimentale. Amava le asperità spartane della vita all’aperto ma quando verso sera rincasava era prontissimo a godersi le comodità che una vita con gli umani garantiva.

Palmiro - Golden slumbes -  gennaio 2015 - foto TT

Palmiro – Golden slumbers – gennaio 2015 – foto TT

Una delle cose che mi ha sempre colpito è stata la assoluta fiducia che Palmiro aveva in noi, forse il fatto di essersi sentito salvato, di aver vissuto qui sin da piccolino, ma la sua fede in noi e negli umani era totale e questo lo rendeva speciale. Palmiro era inoltre una gatto socialista, condivideva tutto con gli altri felini della colonia, era sempre l’ultimo a mangiare, prima si assicurava che fossero gli altri a sfamarsi (tanto sapeva che avrebbe avuto la sua razione). Palmiro inoltre era (ovviamente) un cuore nerazzurro.

Palmiro cuore nerazzurro - febbraio 2015 - foto Saura T

Palmiro cuore nerazzurro – febbraio 2015 – foto Saura T

Palmiro è stato anche un gatto fortunato a trovare due umani decenti e finire a vivere in una casetta nelle campagne di Reggio Emilia, per di più sita su una stradina (lunga e tortuosa) chiusa… poche macchine e tanti campi da esplorare.

Raissa e Palmiro difendono i confini - Ottobre 2015 - foto TT

Raissa e Palmiro difendono i confini – Ottobre 2015 – foto TT

Black cat for the wine - Palmiro ottobre 2015 - foto TT

Black cat in the vinegard – Palmiro ottobre 2015 – foto TT

Friends - Palmir e Tim - novembre 2015 - foto Saura T

Friends – Palmir e Tim – novembre 2015 – foto Saura T

Palmiro e il presepe laico, dicembre 2015

Palmiro e il presepe (laico) – dicembre 2015

Saura e il suo apprendista Palmiro - ottobre 2017 - foto TT

Saura e il suo apprendista Palmiro – ottobre 2017 – foto TT

Palmiro in soffitta - Marzo 2017 - foto TT

Palmiro in soffitta – Marzo 2017 – foto TT

Palmiro e Tim - foto Saura TT

Palmiro e Tim assistono ad un partita dell’Inter – foto Saura TT

Palmiro sotto ad un frassino. Sitting and thinking - maggio 2018 - foto TT

Palmiro sotto ad un frassino. Sitting and thinking – maggio 2018 – foto TT

Fu anche fortunato a trovare Saura, una umana speciale a cui fare riferimento e con la quale instaurò un legame profondissimo. Lo stesso fece ovviamente con me, ma il nostro era più un rapporto di amicizia virile (seppur piena di momenti sentimentali) ma con l’umana femmina trovò la madre che da piccolino aveva – chissà come – perduto.

Palmir e Saura - estate 2018 - foto TT

Palmir e Saura – estate 2018 – foto TT

Palmiro però ebbe anche la sfortuna di avere un sistema linfatico difettoso. A fine 2017 scoprimmo una ciste (vabbeh, cisti) di liquido linfatico nel suo addome, collegata a vari linfonodi e quindi non operabile. Ogni due o tre mesi la si controllava tramite ecografia. Per più di cinque anni non causò problemi, ma nel maggio scorso le prime avvisaglie, una prima crisi, una corsa dal nostro veterinario di fiducia e quindi nei giorni successi una tac e esami vari in una clinica di Sasso Marconi. Il tutto più o meno si risistemò.

Black panther on the hunt - Pamiro novembre 2018 - foto TT

Black panther on the hunt – Pamiro novembre 2018 – foto TT

Lying in thye sunshine - Palmiro marzo 2020 - foto TT

Lying in thye sunshine – Palmiro marzo 2020 – foto TT

Palmiro aiuta Saura a finire un puzzle - Febbraio 2021 - foto TT

Palmiro aiuta Saura a finire un puzzle – Febbraio 2021 – foto TT

Don't mess with Mr P - Palmiro maggio 2021 foto TT

Don’t mess with Mr P – Palmiro maggio 2021 foto TT

Palmiro e la sua Umana - novembre 2022 - foto TT

Palmiro e la sua umana – novembre 2022 – foto TT

Palmiro - novembre 2022 - foto TT

Palmiro – novembre 2022 – foto TT

Palmiro - Novembre 2022 - foto TT

Palmiro – Novembre 2022 – foto TT

il 23 ottobre tuttavia il problema si manifestò in tutta la sua gravità. Da qualche giorno ci sembrava avesse il respiro più pesante, una visita dal nostro vet e il giorno dopo ricovero nella clinica di Sasso Marconi e chirurgia d’urgenza: kilo torace. In pratica Palmiro aveva dei versamenti di kilo (linfa) che finivano nelle pleure, nei polmoni insomma. Occorreva operarlo e sperare di ridurre o far cessare i versamenti. La chirurgia non funzionò, ogni tre o quattro giorni occorreva fargli una centesi (drenaggio del liquido), era tornato a casa, ma non potevamo mai lasciarlo solo perché ogni tanto dovevamo controllare quanti respiri facesse al minuto, avesse superato una certa soglia occorreva correre in clinica.

Si decise di provare una seconda chirurgia, questa volta nell’addome e sempre sul sistema linfatico, purtroppo nemmeno questa funzionò. Gli esami istologici confermarono la gravità della situazione, addirittura sembra che sia stato il secondo caso del genere diagnosticato in Europa. Certo, magari ce ne saranno stati altri, ma non sono stati scoperti perché evidentemente in pochissimi sono arrivati al punto in cui siamo arrivati noi. Quando la dottoressa della clinica ci disse che era una “patologia rarissima”, Saura mi sussurrò in un orecchio “come rarissimo è Palmiro come gatto”. E’ facile farsi suggestionare, ogni umano amante degli animali pensa che l’animaletto con cui vive sia speciale, intelligente, unico. Certo è che vivendo con diversi gatti da molti anni non nego che Palmiro fosse davvero particolare, nessuno capiva i momenti e le situazioni come lui, nessuno confidava negli umani come lui. Era diventato il beniamino della Clinica di Sasso Marconi, lo era già da anni nello Studio Veterinario in cui andavamo. Sì, era collaborativo, pareva capire che se i suoi umani lo avevano portato lì c’era un ragione.

Palmiro se ne è andato stamattina verso le cinque mentre correvamo dal veterinario perché era entrato in crisi; da sabato scorso ogni mattina ci recavamo allo studio per le terapie, il drenaggio, le flebo, le iniezioni, sapevamo che eravamo alla fine. Io e Saura arriviamo alla fine di questa cosa emotivamente, fisicamente ed economicamente provati, sono stati due mesi difficili, non potendo lasciarlo mai solo quando era a casa, andando a trovarlo un giorno sì un giorno no quando era ricoverato a Sasso Marconi (località non esattamente dietro l’angolo per noi), andare in clinica per le centesi ogni 3/4 giorni… abbiamo davvero fatto i salti mortali per districarci tra il lavoro e la sua gestione. Sì, abbiamo davvero fatto tutto quello che potevamo fare (senza scivolare credo nell’accanimento terapeutico), ne sono conscio, in diversi ce lo hanno detto, compreso il personale della clinica e dello studio veterinario, pur riflettendo attentamente sul da farsi passo dopo passo, decisione dopo decisione, non abbiamo mai avuto dubbi, per il nostro Palmir andava fatto tutto il possibile. Ma queste sono cose risapute, sono sicuro di non dire nulla di nuovo agli umani che vivono con gatti, cani o altri animali… gioie, dolori, sofferenze, spese mediche… fa tutto parte del pacchetto.

Scrivo tutte queste considerazione intime con un po’ di pudore, non sono cose per tutti, chi non vive con animali domestici, chi non ama ogni essere vivente, chi ha una visione antropocentrica (come quel tipo vestito di bianco che sta in san Pietro che continua a blaterare frasi senza senso a tal proposito) non può capire, non può concepire questo approccio. Questo però è un blog “personale”, qui non parliamo solo di musica Rock, qui riflettiamo sui blues della vita, dunque cedo all’enfasi e al sentimentalismo per salutare il gatto Palmiro, qui sul blog era un figura importante.

Noi umani di blues siamo consci che tutto è un mistero, noi non crediamo nell’aldilà, nel “ponte” verso un’altra vita, non crediamo forse nemmeno nell’aldiquà come abbiamo detto più volte in questo blog, ma essendo umani, pur essendo combattenti per la scienza, non possiamo evitare di cullarci sulle suggestioni… il 17 ottobre, qualche giorno prima che Palmiro avesse la sua prima grossa crisi, si è presentato all’improvviso davanti alla porta della Domus Saurea un gattino di 45 gg circa, gattino che abbiamo finito per tenere.

(per chi fosse interessato: https://timtirelli.com/2023/10/20/una-gattino-di-nome-honecker/ )

Honny, una volta fattosi accettare da tutti i felini della Domus, ha scelto Palmiro come guiding light, nei suoi momenti di calma (Honecker è una vera “teppa”, come dice Saura) non perdeva occasione di accovacciarsi di fianco a Palmiro, di leccargli il muso, di stare appiccicato a lui, come fosse il suo riferimento felino. Questo ci ha intenerito moltissimo.

Palmiro e Honecker

Palmiro e Honecker

Oggi è un giorno difficile per noi, ma è bene ricordare che Palmiro, seppure abbia vissuto non esattamente tantissimo (11 anni e 7 mesi), ha avuto una vita bella, qui in campagna, in mezzo ad altri felini, amato, anzi amatissimo da due umani, libero di scorrazzare per le campagne durante il giorno, al sicuro e al tepore di una casetta accogliente la sera e la notte.

Palmiro ad ogni modo è stato fortunato anche di aver trovato uno studio veterinario che lo ha seguito con cura e dedizione, Fausto, Esmeralda e Katia hanno sempre fatto un lavoro splendido. Torno a sottolineare che per lui aver trovato Saura è stata una fortuna indescrivibile, vederla in questi ultimi due e mesi e soprattutto in questi ultimi giorni fare il possibile e oltre è stato commovente. Una dedizione totale, una amore infinito. Riusciva a farlo mangiare anche quando lui non ne voleva sapere, apriva una scatoletta dietro l’altra fino a quando non trovava quella su cui Palmiro cedeva, lo imboccava letteralmente con le mani, lo coccolava e lo inondava di baci. Anche se le due chirurgie non sono andate a buon fine, lei non si è arresa, sapeva che doveva trovare scatolette con grassi grezzi prossimi allo zero perché questo cibo poteva aiutare a rallentare il versamento… ho ancor qui un foglio excel di otto pagine fatto da lei con le scatolette scelte divise per marca, nome, confezione, quantità, percentuale di grassi e con relativa immagine. Già lo sapevo, ma che donna!

Oggi è un giornata per noi piena di dolore, di lacrime e di tristezza infinita, ma verranno giorni in cui questo malessere spirituale in qualche modo si attenuerà, giorni in cui ricorderemo soprattutto i tantissimi momenti belli, le gioie date e ricevute, la felicità di vivere insieme ad un gatto come lui.

Buon viaggio Palmir, amico mio, spero tu abbia capito quanto amore ho provato per te e quanta bella vita abbiamo passato insieme, ti porterò per sempre con me, ti ricorderò ogni giorno. Sono stato fortunatissimo ad averti. Mi mancherai moltissimo ma so che la scintilla di quello che ancora ti rappresenta aleggerà qui sui prati intorno alla Domus Saurea, quei campi che hai tanto amato e dove adesso riposi. Addio patato, addio Palmir… di gatti come te non ce n’è.

Young Palmiro and his human 2011

Young Palmiro and his human 2012

All dead, all deadAt the rainbow’s endAnd still, I hear his own sweet songAll dead, all deadTake me back againYou know my little friend’sAll dead and gone
All dead, all deadBut I should not grieveIn time, it comes to everyoneAll dead, all deadBut in hope, I breatheOf course, I don’t believeYou’re dead and gone
All dead and gone

Camminare sotto la pioggia con le scarpe slacciate …

12 Nov

Sarà che il tempo è cambiato, sarà che la pioggia di acqua e di foglie è arrivata, sarà che povero autunno che è ma il mood di queste settimane è questo (complici i blues di Palmiro), simile al camminare sotto la pioggia con le scarpe slacciate. Sono uomo di blues, nulla di cui preoccuparsi, ma perdindirindina vorrei sentirmi più spesso titanico dinnanzi al futuro, con una Les Paul al collo e un Marshall col volume a 10 e immerso in una bella giornata di sole.

Then I had bad luckLike a fool I fell where I stoodI was walking in the rain with my shoes untiedTryin’ to find a dry place to hideTo hide.

In questa condizione passeggio sotto la pioggia nella mia hometown

Walking in the rain in old Nonatown – oct 2023 – Photo TT

fermo ad un passaggio a livello contemplo finestrelle blues e mi chiedo che vita ci sia dietro di esse,

Finestrella in via Adua – Regium Lipidi – ott 2023 – foto TT

oppure seguo con lo sguardo la strada ferrata nell’illusione che mi possa portare chissà dove.

Stazione di Regium Lepidi – novembre 2023 – foto Tirelli

Essere immersi in questo mood a volte è come vivere nel lato oscuro

Domus Saurea’s doormat – foto TT

e allora cerco la salvezza nelle solite cose: la finora magnifica stagione dell’Inter, la Musica Rock, la letteratura e le uscite varie con gli amici. Recentemente sono uscito ad esempio con la Laura Zambarda Blues Band, un gruppetto di colleghi accomunati da affinità elettive, inutile dire che sono il più vecchio, ma è bello confrontarsi con quest* giovinastr* curios*, attent*, pront* a gettare il cuore oltre l’ostacolo.

TT reservation – Red Lion Pub – Mutina oct 2023 foto TT

The Laura Zambarda Blues Band – da sx Lady J, SimoSca, Timmy Winter, Laura Z. – autoscatto – ott 2023

Pheeghe

Interno giorno, in ufficio, sto compilando uno schema excel. Arriva Marzia, la mia collega del cuore; sbrigate le formalità lavorative scambiamo due chiacchiere: la mia amica mi informa che tra qualche sera dovrà andare ad una cena di gala per non so quale evento e si dice preoccupata perché non sa cosa indossare, le dico che qualcosa troverà visto che ha armadi pieni di vestiti compresi quelli per serate formali, al che lei – con un tono tra l’apprensivo e l’incazzoso – se ne esce con la frase più tipica che una donna possa dire: “Non ho un cazzo da mettermi!”.
E niente, sono giorni che rido.

Palmiro’s double trouble

Il blues del sistema linfatico di Palmiro torna prepotente: ci accorgiamo che il respiro è cambiato, prendiamo appuntamento dal veterinario il quale il giorno dopo ci manda d’urgenza alla Clinica veterinaria di Sasso Marconi.

Copio incollo dalla pagina fb di Palmiro:

26/10/2023 – Messaggio per gli umani che in queste ore stanno chiedendo notizie su di me:
sono ricoverato da martedì alla Clinica Veterinaria di Sasso Marconi, Tyrrell e la Terry in accordo col nostro veterinario hanno pensato che fosse la soluzione migliore. Da qualche giorno faticavo a respirare, la causa era un versamento di liquido nei polmoni, io da qualche anno ho il sistema linfatico difettoso, lo tenevamo sotto controllo ma in questi ultimi giorni la faccenda è peggiorata. Ieri sera mi hanno operato, oggi sono ancora un po’ obnubilato dalla anestesia e dagli antidolorifici, ma sono venuti a trovarmi i miei due umani e questo mi ha risollevato. Sono davvero due tesori, farebbero di tutto per me, compreso spendere alcune migliaia di quei foglietti che gli umani chiamano euro, devono volermi molto bene. Non sappiamo ancora se l’operazione sarà risolutiva, lo si capirà nelle prossime settimane, forse mesi, ma farò di tutto per saltarci fuori, sono una gatto blues e ho 11 anni (equivalenti a 60 anni umani) è vero ma come Tyrrell mi piace pensare che sono uno che salta ancora i fossi alla lunga. Grazie a tutti per il continuo interesse. Vada come vada certo, ma tengo duro e non mollo di un centimetro. Un morsichino a tutti, il vostro Palmir.

Palmiro subito dopo l’operazione – foto TT

Palmiro subito dopo l’operazione – foto TT

Saura e Palmir – clinica vet sasso Marconi – ott 2023 – foto TT

28/10/2023: Diario di bordo 

Cari umani che seguite le mie peripezie, è il quarto giorno che sono ricoverato, due giorni sono passati dall’operazione, il personale della clinica di Sasso Marconi dice che sono più vigile, più espansivo e stabile. Come spesso accade 24/48 ore dopo l’intervento il versamento è ricominciato, vediamo come si mette nei prossimi giorni, intanto ovviamente tengo il drenaggio. Mi annoio un po’, guardo il mondo da un oblò…va beh, dalla gabbia … per fortuna oggi sono tornati Tyrrell e la Terry, vederli mi fa bene, infatti non appena entrati nella stanza nel reparto degenze in cui sono mi è subito venuta fame e loro mi hanno dato dei crocchini parecchio gustosi. Devo avere il muso imbronciato, spero capiscano, non mi diverto e non è che mi senta in formissima, ma cerco di essere paziente e sul pezzo. Va bene, torno a dormicchiare, sono ancora un pochino scombussolato. Grazie ancora per tutte le attenzioni che mi date, ricevo ogni vostro messaggio. Un morsichino a tutti, il vostro Palmir. 
7/11/2023 A tutti i miei amici umani:
Buongiorno Homo Sapiens, continuate a scrivermi in tanti dunque vi aggiorno sulle mie condizioni. Dopo due settimane di ricovero nella clinica veterinaria di Sasso Marconi, ieri sera sono finalmente tornato a casa, il problema non è esattamente risolto ma non è che potessi stare là all’infinito. L’operazione è tecnicamente riuscita ma il versamento di liquido linfatico rimane, sono un paziente idiopatico… in pratica non si conosce la causa esatta del mio problema. Una volta chiuso il dotto toracico il sistema si dovrebbe adeguare creando altre ramificazioni, a me non è ancora successo, ad alcuni gatti succede dopo pochi giorni, ad altri serve qualche mese ma può succedere che ciò non accada. Non ci resta che pazientare e restare a vedere. Il versamento del liquido è in calo, ma è ancora troppo copioso, così Tyrrell e la Terry dovranno accompagnarmi alla clinica una/due volte la settimana per fare la centesi, ovvero l’aspirazione del liquido organico attraverso la puntura della parte interessata con siringhe o aghi cannula. Restiamo tutti con le zampine per terra, speriamo che pian piano la faccenda in qualche modo si risolva, ma anche un discreto compromesso non sarebbe male. Sì, continuo a essere preoccupato, ma non mollo. Intanto mi godo la Domus Saurea, Tyrrell e la Terry… è bello essere di nuovo a casa. Stanotte mi sono fatto una dormita fantastica sul divano avvolto nel morbido plaid bianco, stamattina i miei umani mi hanno persino accompagnato fuori (da tempo sono abituato a fare i bisognini solo in campagna), 15 minuti nella fredda e soleggiata mattina emiliana per poi ritornare nella mia comfort zone. Grazie ancora a tutti, per essere umani non siete davvero male. Un strusciata col muso dal vostro Tirelli Palmiro (vedi la foto della mia cartella clinica). 

Palmiro torna a casa – foto TT

Cartella clinica “Tirelli Palmiro”

Palmiro torna a casa – Friends Will Be Friends – foto TT

Palmiro torna a casa – la prima sgambata – foto TT

Palmiro torna a casa – Golden Slumbers – foto TT

Ad oggi in realtà le cose non stanno andando benissimo, Palmiro ha versamenti continui e non è in forma. Venerdì di nuovo in clinica per centesi e consulto col chirurgo, si accenna ad una seconda chirurgia ma occorre decidere con estrema cautela e comunque in questi giorni non sarebbe fisicamente pronto. Ieri sera dal veterinario per iniezioni di antibiotico e antinfiammatori (Palmiro è tornato dalla clinica molto raffreddato), stamattina di nuovo dal veterinario locale per esami sangue e flebo. Per il resto passa le sue giornate sul divano. E’ dura vederlo così.

Il gattino Honecker, ovvero il Gian Burrasca felino

Tre settimane fa si è presentato alla porta (dal nulla) un gattino di circa 45gg, abbiamo finito per adottarlo come già scritto:

https://timtirelli.com/2023/10/20/una-gattino-di-nome-honecker/

Era da più di 11 anni che non avevamo un diavoletto della Tasmania in casa, dunque riabituarsi ad un gattino scatenato non è automatico, Honny poi sembra essere una vera peste, un senza dio che si getta a capofitto su tutto senza nessun filtro. Mi par di ricordare che alla sua età Palmiro – benché vivacissimo come tutti i gattini – fosse in qualche modo più riflessivo, Honny no, Honny è sempre e comunque irrefrenabile. Sia chiaro, è una gioia, ma a volte fa girar la testa. Il fatto è che ti frega dato che non si può che amare alla follia una gattino di due mesi, perché prima ti incanta con quel suo faccino da micetto innocente e poi ti sconquassa la casa e ti attacca (per gioco) in tutti i modi possibili. Rincorre le palline, si alza sulle zampine posteriori per sembrare più grandi quando tormenta gli altri gatti, morsica (per gioco) in continuazione e appunto non sta fermo un attimo. E’ un amore, lo ribadisco, e grazie a lui alla Domus c’è sempre una certa dose di allegria garantita. E in queste settimane è una cosa maledettamente importante.

Video di Honny sui piedi di Tyrrell:

Il Gattino Honecker – ott/nov 2023 – foto TT

Il Gattino Honecker – ott/nov 2023 – foto TT

Essendo in una famiglia da alta gradazione Rock, è spesso a contatto con l’aria sonora che tanto amiamo, e ho così scoperto che ha una predilezione per i Rolling Stones

Il Gattino Honecker – ott/nov 2023 – foto TT

Saura e Il Gattino Honecker – ott/nov 2023 – foto TT

Tim e Honny – Ottobre 2023 – foto TT

C’è di bello che oltre ai Rolling Stones inizia ad amare anche i Led Zeppelin

Dopo aver saltellato al ritmo di Trampled Underfoot si prende una pausa

Tim & Il Gattino Honecker – ott/nov 2023 – foto TT

poi, dopo il riposino, torna a chiedere la tua attenzione

Il Gattino Honecker – ott/nov 2023 – foto TT

Il Gattino Honecker – ott/nov 2023 – foto TT

Il Gattino Honecker – ott/nov 2023 – foto TT

e via che si ricomincia. Meno male che gli altri 5 gatti hanno iniziato ad accettarlo.

Ragni & Il Gattino Honecker – ott/nov 2023 – foto TT

The return of The Dark Lord

A sorpresa TDL fa una apparizione alla Rock And Roll Hall Of Fame, chiamato ad introdurre Link Wray uno dei suoi eroi, finisce persino per omaggiarlo con una versione di Rumble. Il pezzo è semplice, ma con la doppiomanico il TDL fa la sua porca figura.

Commento della pollastrella: “Idolo Assoluto!”

TDL, Rock And Roll hall Of Fame, 3 november 2023.
Pic Theo Wargo

Serie tv

_Tutta La Luce Che Non Vediamo (USA 2023) – TTT¾

Miniserie convincente. Da vedere.

Tutta la luce che non vediamo (All the Light We Cannot See) è una miniserie televisiva statunitense del 2023 ideata da Shawn Levy e Steven Knight. La miniserie è l’adattamento televisivo dell’omonimo romanzo del 2014, vincitore del premio Pulitzer per la narrativa, scritto da Anthony Doerr. Le vicende di due adolescenti: la francese Marie-Laure, una ragazza cieca, e Werner Pfennig, un giovane tedesco costretto a combattere per la Germania nazista nella seconda guerra mondiale.

PLAYLIST

CODA

Con l’umore dunque in balia del blues seguo la corrente che ci porta verso la fine dell’anno, fine d’anno da passare in tempi gonfi di stupide oscurità … guerre al nord, guerre in medio oriente, guerre dappertutto, neri governi che offuscano l’umanesimo, immigrazione fuori controllo, oligarchie e turboliberismo come unico modello, cristianesimo e religioni varie che ancora infettano l’intelletto, il raziocinio e i valori universali, il pianeta che sta collassando, la popolazione sempre più isterica. Mala tempora currunt, baby, teniamoci stretti e continuiamo a resistere.

Uomo Di Blues – Novembre 2023

Il gattino Honecker

20 Ott

Martedì 17 ottobre 2023, torno dal lavoro, entro in casa, la porta dello studiolo è chiusa, entro e vedo l’umana con cui vivo che cerca di far bere un po’ di latte ad un minuscolo mammifero felino piuttosto spaventato.

Il gatto Honecker

The (Blues) Man: “E questo chi è?”

The Woman: “Ero giù in cortile poco fa, ho visto un’ombra nera salire di corsa le scale, credevo fosse un pungone (dialettale … un topo grosso), una volta salita ho visto davanti alla porta questo gattino …

The Cat: “Miaooooooooo”

The (Blues) Man: “Non possiamo tenerlo, ne abbiamo già cinque, più una che abbiamo dato in adozione ma della quale dobbiamo occuparci in certi periodi, senza contare i due forestieri che gironzolano qui intorno e che sfamiamo.”

The Woman: “Lo so. Adesso vado dai vicini e chiedo se per caso è loro, poi posto la foto nel gruppo Sei Di Borgo Massenzio Se e vediamo se qualcuno ha smarrito un gattino”.

The Cat: “Hissssss”

The (Blues) Man: “Ehi piccolino, non mi devi soffiare contro, sono un umano decente, non voglio farti del male. Adesso ci mettiamo qui io e te buoni buoni, in attesa che torni la Yamaha Girl, ok?”

The Cat: “Hissssss Hissssss”

The (Blues) Man: “Okay senti, per calmarti adesso ti racconto un po’ dei Led Zeppelin, dei Firm e del blues, ok?”

The Cat: “Hissssss Hissssss Hisssssss”

Torna la Yamaha Woman. Nessun dei vicini ha smarrito un gattino, con ogni probabilità qualcuno lo ha abbandonato nelle campagne oppure si è semplicemente perso, sul gruppo Sei Di Borgo Massenzio due persone si dicono interessate ad adottarlo; intanto il piccolino resta con noi, accetta il cibo ma poi corre a nascondersi nei luoghi più impensati (tipo dietro lo scaffale degli LP) dove tra l’altro fa i suoi bisognini e noi due umani ci ritroviamo una volta di più alla mercé dei gatti dovendo spostare tutto e pulire.

Umani addetti alle pulizie e alla mercé dei gatti – foto TT

Il gattino rimane alla Domus per due giorni, in attesa di decisioni. Inizia ad ambientarsi e a fidarsi dei due umani che lo hanno accolto. E’ vero, il gatto Palmiro – il capo colonia – lo tollera appena, la Minnie ringhia, soffia e con gli occhi mi fulmina non appena lo prendo in braccio, ma la notte il micetto la passa al sicuro, chiuso nello studiolo, sul castello del gatti (il tira graffi), una sorta di Tower House per felini.

La Tower House nel 1878

The (Blues) Man: “Prima che sia troppo tardi, dobbiamo darlo via…”

The Woman: “Sì, lo so, ma è così carino…”

The Cat: “purr … purr … purr”

Il giorno dopo la Yamaha Woman fa smart working e mi manda un messaggio su whatsapp:

Vedo così il micetto stare sulla scrivania dove lei lavora. La cosa si fa preoccupante. Le scrivo:

The (Blues) Man: Sì, ma dobbiamo darlo via, abbiamo già una gatterìa che ci impegna la vita, non possiamo prenderne un altro…”

Lei non risponde.

Poco dopo mi manda una foto del gattino ancora senza nome insieme al Ragno Assassino, un vecchio compagno di giochi del gatto Palmiro:

The Woman: “Guarda bene il suo musetto… sei proprio certo di volerlo dare via?”

Honny e il ragno assassino

Giovedì sera, torno a casa, la vedo giocare con Gianburrasca.

The (Blues) Man: Sì, però così non va bene, dobbiamo … darlo … v..”

The Woman: “Dai, dagli tu da mangiare…”

Lo sgabagigio avrà più o meno 45 giorni, lo imbocco con un cucchiaino, è affamato ed eccitatissimo, non riesce a star fermo e al contempo si sbafa la mousse di carne. Resistere alla tenerezza che scatena un musetto di un gattino così piccolo è uno sport estremo, saranno i feromoni, sarà che che sono un uomo di blues, ma la faccenda si mette male …

The Woman: “Allora, cosa vuoi fare?”

The (Blues) Man: “Ma, ehm, in verità io, cioè, potremmo, sarebbe meglio, però, se tu proprio vuoi, anche se … dopotutto … quindi … ah, maledizione!

Il gatto Honecker

E così continua la saga dei gatti con nomi legati al Sol Dell’Avvenire: prima Fidèl, poi Raissa, quindi Palmiro ed ora il piccolo Honecker.

Benvenuto alla Domus Saurea, Honny, benvenuto nella tua nuova famiglia blues.

Magnolia … (l’antróstomo che canta, la brezza di fine estate …)

15 Ott

Metà ottobre e la stagione è ancora calda, mi sembra quasi di sentire l’antròstomo cantare mentre la brezza estiva accarezza i blues, è vero … non ho lasciato nessuna donna a New Orleans, ma il mio mondo oggi sembra quello di JJ Cale. Tra poco giungerà il primo freddo ma intanto io mi lascio illuminare e irretire da queste dolci sensazioni.

Whippoorwill - antròstomo - aprimulgus vociferus

Whippoorwill – antròstomo – aprimulgus vociferus

Whippoorwill’s singingSoft summer breezeMakes me think of my babeI left down in New OrleansI left down in New Orleans
Magnolia, you sweet thingYou’re driving me madGot to get back to you babeYou’re the best I ever hadYou’re the best I ever had
You whisper, “Good morning”So gently in my earI’m coming home to you babeI’ll soon be thereI’ll soon be there
Magnolia, you sweet thingYou’re driving me madGot to get back to you babeYou’re the best I ever hadYou’re the best I ever hadYou’re the best I ever hadYou’re the best I ever had

I Fratelli Macchianera*

Come scritto qualche post fa mi sono comprato una nuova copia de I fratelli Karamazov, ovviamente in edizione della collana a me tanto cara Universale Economica Feltrinelli (una delle mie dolci ossessioni) e nel rileggere questo capolavoro provo un piacere intellettuale e spirituale fortissimo. Mi conosco bene ma sono sorpreso da questa sensazione magnifica, la lettura assume un carattere imperioso, accostarmi ogni sera a questo romanzo diventa una necessità impellente. Risento lo stesso sfarfallio di quando da ragazzo leggevo Kafka e Italo Svevo … non c’è niente da fare, certa letteratura ti sospinge sulle ali del maestrale.

*a proposito di ossessioni, la conoscete ormai quella che ho per l’etimologia, dunque non potevo esigermi dall’esercizietto di onomastica riguardo il cognome dei protagonisti del romanzo: Dostoevskij deve aver basato la creazione del cognome sul termine кара (kara) di origine tartara/turca che significa nero e sulla parola russa мазать (mazat) ovvero macchia. I Fratelli Macchianera insomma.

Commuter Blues – Etica Etnica

Sono ormai otto mesi che ogni empio giorno salgo e scendo dal treno per andare e ritornare dal lavoro. Il tragitto è breve ma è sufficiente per misurare una fetta di umanità. Rimango sempre un po’ così quando vedo che certa gente non rispetta le basilari leggi della convivenza, anche nelle piccole cose (vedi quelle che si fermano insieme alle amiche davanti alle scale che portano ai sottopassaggi delle stazione e poi si lamentano se la folla che vomita il treno le urtano mentre questa cerca di imboccare le scale per correre al lavoro). Il pseudo manager stretto in un completo che veste slimfit (come si dice oggi) che parla di lavoro al telefono a voce alta con un collega, poco dopo Mutina (in direzione nord ovest) vi è una breve galleria sotterranea (dura 60 secondi) che ovviamente interrompe le trasmissioni e le connessioni. Il tipo si innervosisce, una volta usciti richiama il collega ed esclama “scusa ma c’è un cazzo di galleria di merda che ha interrotto la comunicazione”. Ho pensato di scrivere a Trenitalia per capire se sia possibile fare una sopraelevata al posto della sotterranea in modo che il poveretto possa discutere delle facezie lavorative senza essere interrotto.

Galleria sotterranea Modena

L’altra mattina, come spesso capita mi trovo nella prima carrozza in alto. Nella prima fila di posti siedono soquanti (alcuni insomma) ragazzi biondi. Dalla parlata direi siano scandinavi, si esprimono in quella sorta di tedesco/inglese nordico e gutturale. Parlano a voce alta, uno in particolare, pare che la carrozza sia a loro uso e consumo. Non dico nulla, da giovane devo aver fatto cose simili, magari senza pensare al disturbo che potevo arrecare, ma ciò non toglie che tra me e me mi scappi un “scandinavi di melma”. Lo dico senza pormi il problema e mi interrogo sulla differenza di preoccupazioni … quando (soprattutto al ritorno) vi sono gruppi di nordafricani o di africani subsahariani (buffa l’assonanza col temine “ariani”) che si intrufolano sul treno prima che la gente sia scesa, che si mettono a chiacchierare tutti insieme a voce alta, magari ascoltando quella musica araba commerciale immonda o quel trap/rap insopportabile, beh anche in quel caso mi verrebbe da usare lo stesso metodo avuto con gli scandinavi, ma mi perito a pensarlo e a scriverlo. Curioso come ci si faccia condizionare dal politicamente corretto. Quando poi verso sera lascio i binari per tornare a casa e nel backyard della stazione di Regium Lepidi passo in mezzo a gruppi di giovani uomini neri che si fanno delle canne, ti guardano con strafottenza e dalle loro casse acustiche esce quel pattume musicale di cui sopra beh, il primo pensiero non è essere troppo dissimile da quello dell’elettore medio dei partiti che stanno al governo. Mi basta però tornare a pensare che poco prima, mentre ero diretto alla stazione di Mutina, avevo scorto un nero che dormiva sul marciapiede di un vecchio palazzo che dà sul piazzale della stazione e che era avvolto in un panno, la testa china sullo zaino, sprofondato in un sonno di certo corrotto da malesseri, per ritornare ad essere quel liberal radical che penso di essere.

Il canale youtube LedZepfilm ha aggiunto – sincronizzandolo con le immagini – il sonoro al filmato amatoriale scoperto recentemente di Dallas 1977. Dato che la registrazione audio di Dallas 1977 non è mai apparsa sono stati usati i nastri audience di Oklahoma City e della prima serata di Chicago sempre del tour del 1977. Il risultato è molto gustoso.

SERIE TV

_Il Supervissuto (Netflix 2023) – TTTT

Docuserie di 5 puntate su Vasco Rossi, vita personale, vita da Rockstar, gli inizi, i primi album, il successo, gli eccessi il mega successo e la ricerca dell’equilibrio sopra la follia. Siamo nati ad alcune decine di km di distanza, qui nel modenese, lo seguivo quando era dj a Punto Radio nella seconda metà degli anni settanta, ho amato moltissimo i suoi primi 5 album tanto che a militare mi chiamavano Vasco… non poteva che piacermi questa docuserie. Brividi, malinconia e tanti amarcord durante le prime due/tre puntate…Punto Radio, lui DJ allo Snoopy (storica discoteca di Modena), i primi due album, poi i successivi, la prima Rock band … quanto mi piaceva in quel periodo. Vederlo dal vivo nel 1981 (a bordo palco), nel 1983 e poi nel 1985 e nel 1989 fu una bella esperienza. Ho seguito con interesse anche le ultime due puntate ovviamente… non ha perso quell’approccio genuino e schietto che nasce qui in provincia anche se ora il tutto è avvolto in una sorta di autoreferenzialità che credo essere fisiologica (quando per tanti anni se una famosissima Rockstar con un successo stratosferico credo sia inevitabile). Vasco qui a Modena rimane una istituzione, ci piace pensare che sia uno di noi, qui sembra quasi che tutti lo conoscano personalmente e abbiano aneddoti da raccontare … la docuserie su Vasco noi la avevamo già nel sangue.

_Il Giovedì Delle Vedove – TTT½ (Netflix 2023)

La vita effimera, vuota e senza emozioni di ricchi sudamericani.

https://www.repubblica.it/serietv/schede/le-vedove-del-gioved-/8905/

Miniserie dai toni del thriller e del noir insieme, Le vedove del giovedì è l’adattamento del fortunato romanzo della scrittrice argentina Claudia Pinero. La vita apparentemente perfetta in un ricco complesso residenziale viene sconvolta quando vengono trovati tre uomini uccisi. E’ stato un omicidio o un incidente?

Il quartiere di Los Altos de Las Cascadas è fatto di ville lussuose, campi da tennis, scuole esclusive. Niente sembra poter scalfire questa realtà dorata fin quando Teresa nel tornare a casa trova Tano, il marito, morto insieme a due suoi amici. La piccola comunità è pronta a considerare il fatto drammatico come un incidente, ma ben presto si capisce che nulla è perfetto. La serie trasporta in Messico le inquietudini del romanzo argentino che sullo sfondo aveva la crisi economica di quegli anni e lo fa schierando un folto cast  di celebri attori messicani a cominciare da Irene Azuela (Monarca) nei panni di Teresa e di Omar Chaparro in quelli del marito Tano. Alla regia troviamo Humberto Hinojosa. Dal romanzo del 2005 è già stato tratto un film nel 2009 diretto da Marcelo Pineyro ambientato invece in Argentina.

FILM

_Nowhere (Spagna 2023) TTT

Il genere mi interessa, la produzione spagnola anche, il film si lascia vedere con piacere ma ci sono troppi espedienti narrativi semplicistici.

Incinta, sola e alla deriva, una donna intrappolata in un container cerca di sopravvivere dopo essere fuggita da un paese devastato e controllato da un regime totalitario.

_The Silencer – Senza Voce (2023 Canada / Usa) – TTT+

Mi piacciono i film girati in quei vasti territori freddi dove le comunità umane vivono vite dure e difficili, mi piacciono le storie dei losers, dunque anche questa pellicola l’ ho vista volentieri. Niente male.

https://www.mymovies.it/film/2020/the-silencing-senza-voce/

Rayburn Swanson vive ancora sulla sua pelle il dolore per la perdita della figlia adolescente, rapita cinque anni prima. Scivolato in una spirale senza fine di alcolismo e autodistruzione, Rayburn ha detto addio alla caccia e ha deciso di aiutare gli stessi animali che uccideva realizzando una sorta di santuario al confine con un’area incontaminata. La sua vita viene però rimessa in discussione quando da uno dei monitor di sicurezza vede un assassino inseguire una ragazza che gli ricorda la figlia scomparsa. Determinato a salvarla, Rayburn si avventura nella natura selvaggia per trovarla prima che lo faccia il killer.

PLAYLIST

CODA

Dicevo all’inizio che l’autunno sta arrivando ma a dire il vero io mi sento piuttosto frizzante, certo, il mio approccio potrà anche essere quello che Tommaso Litigioso (Tom Keifer, va beh) descrive ne “il blues della cattiva sarta” ma non sto esattamente “cadendo a pezzi” e anzi, malgrado sia un uomo di un incerta età, devo ammettere che mi sento pieno di energia. Saranno i fratelli Macchianera, saranno gli assoli di Johnny Winter, le architetture del Dark Lord, le prodezze dei Black And Blues boys? E chi lo sa, il nido di stelle forse non esiste, lo stesso dicasi per the girl with the far away eyes (o, se vogliamo, Magnolia), ma visto che per un cazzo di motivo misterioso ci siamo materializzati su questo cazzo di pianeta e di universo che altro possiamo fare se non continuare a rollare con la benedizione del Dark Lord sopra di noi?

Lookin’ on back
when I was young
I tried to sing it,
but my song had been sung
And now I ain’t got no worries
Ain’t got no one to call my own

My heart’s like a wheel
And my head’s just a stone
I got my memories
Ain’t got no home

Old friends seem
much closer now
They stand the test
of time somehow

Look at the winner who hit the ground
It comes around and then it goes back down

I’m fallin’
Ooo fallin’ apart at the seams
Fallin’
Ooo yea fallin’ apart at the seams

PS: in questo pezzo alla batteria c’è l’indimenticato Cozy Powell, e si sente.

Quando il viola intenso cade sui muri assonnati del giardino

25 Set

Tiepida serata settembrina, sono al tornio con cui adatto i miei appunti per la nuova puntata della School Of Rock che tengo per la azienda in cui lavoro. Sopra la House Of Blues, dove vivo, il cielo è già intriso di notte ma ad ovest il sundown è passato da poco, vi sono riflessi violacei che arrivano fino a qui, a ghermire l’ultima idea di luce di questa giornata.

Dato il tema della nuova lezioncina rispolvero una vecchia canzone degli anni trenta del secolo scorso, mi ci immergo in quel viola intenso, mi ci avvolgo, mollo la zavorra e leggero mi appoggio su quella voce e su quel testo.

DEEP PURPLE

When the deep purple falls
over sleepy garden walls
and the stars begin to flicker in the sky
thru the mist of a memory
you wander back to me
breathing my name with a sigh.

In the still of the night
once again I hold you tight.
Tho’ you’re gone your love lives on when moonlight beams
and as long as my heart will beat,
lover, we’ll always meet
here in my deep purple dreams.

DREAMS

A proposito di (purple) dream … sono ormai mesi che ne faccio di molto strani o comunque particolari e complessi, ne parlavo l’altro giorno con la mia amica Mar e le dicevo di come sia incredibile il fatto che la mente si diverta a creare delle serie TV strampalate dove tu sei il protagonista. A dire il vero a volte mi basterebbe fare anche solo un cameo o la comparsa.

LITTLE LOVE STORY

In treno, è mattina, la carrozza in cui sono è stranamente quasi vuota. Mi siedo, dietro a me sento che vi è qualcuno che parla al telefono; siamo schienale contro schienale e mio malgrado percepisco quello che il tipo dice e ciò che una tipa gli risponde; sembrano parlare di faccende personali, il tono non è alto ma per un curioso motivo tutto mi arriva in modo chiaro. Vorrei pensare agli affari miei ma non riesco.

Lui sembra innamorato, lei pare avere un impedimento … da quel che si dicono mi pare di intendere che lei stia già con qualcuno ma deve esserci anche dell’altro, non mi è chiaro. Lui le parla con passione, mi pare sincero, schietto, uno che è capace di mettersi a nudo e visto l’uomo di blues che sono lo ammiro sin da subito, lei ci scherza su, tuttavia lo fa in modo delicato, al contempo deve essere lusingata dell’interesse del tipo … sorrido tra me e me, l’amore spesso in fondo è questo, uno ama una persona che a sua volta ne ama un’altra. Capisco anche che lui sta andando ad incontrarla, suppongo quindi che malgrado tutto pure lei sia interessata; siamo sulla linea Placentia-Bonomia, abbiamo da poco lasciato Regium Lepidi dunque è possibile che vivano in due città diverse, chissà dove si incontreranno. Decido di alzarmi, non voglio imbarazzarmi dei fatti altrui, vado a sedermi più lontano, mentre lo faccio mi arrivano gli ultimi scampoli del discorso, lui che le dice una cosa tipo “Okay, allora ci vediamo al parco dopo le nove e mezza …no, stai tranquilla …certo, mi piacerebbe baciarti, ma non lo farò, lo sai che sono un gentiluomo …”. 

Un gentiluomo” … che grande; con la coda dell’occhio lo inquadro, è un uomo adulto, più giovane di me, direi di un decina d’anni, vestito con stile, in mano La Repubblica e un libro … buona fortuna sconosciuto amico mio.

Christianity Blues

Mi interrogo sempre più spesso sui disastri fatti dal cristianesimo, sarà che ascolto e leggo Umberto Galimberti ma certi temi non sembrano lasciare mai la mia maruga; sarà dovuto anche al fatto che l’antropocentrismo proprio non lo reggo e che questo è dovuto per l’appunto al cristianesimo visto che è lì che si sostiene che la Terra è a disposizione dell’uomo. 

Ma in fin dei conti che cavolo è poi in fin dei conti il cristianesimo? 

Un vocabolario dice: Religione monoteista, di matrice ebraica, rivelata da Gesù Cristo attraverso la propria persona e la predicazione, attestata nei vangeli; è basata sull’idea di un unico Dio, padre di tutti gli uomini. Per estens. Civiltà sviluppatasi dalla concezione cristiana della natura, dell’uomo, della storia

Un altro (Treccani) precisa: cristianéṡimo s. m. [dal lat. tardo Christianismus, gr. Χριστιανισμός]. – 1. La religione fondata da Gesù Cristo, nel quale i credenti riconoscono, nello stesso tempo, l’iniziatore e profeta meramente umano e il Verbo di Dio incarnato, il rivelatore e il rivelato; storicamente nato in seno al giudaismo, il cristianesimo si presenta come un religione fondata, rivelata, dogmatica, proselitistica, universalistica ed escatologica, la quale estende a tutti gli uomini un rapporto di filiazione divina e di fratellanza reciproca, e sostiene la speranza suprema della beatitudine oltremondana concessa dalla misericordiosa bontà e dalla giustizia di Dio. 2. estens. La civiltà cristiana.

A me questa configurazione ottimistica del futuro mi pare una farsa, il futuro sarebbe l’aldilà? Ma se non siamo nemmeno certi certi che ci sia l’aldiquà! Il Cristianaesimo è un inconscio collettivo che appartiene anche a chi non crede, questo mi fa penare … ma perché devo avere questa sovrastruttura che a mio modo di vedere è una stortura? 

Io di collettivo vorrei la intelligenza, perché ogni organismo ha bisogno di quella dell’altro per funzionare meglio.

Imagine there’s no heavenIt’s easy if you tryNo hell below usAbove us, only sky

Imagine there’s no countriesIt isn’t hard to doNothing to kill or die forAnd no religion, too

ABBA The Movie – TT½

Per tre giorni al cinema ritorna Abba The Movie, il mockumentary uscito a fine 1977 in Svezia e in Australia. Sono un fan del gruppo, la accoppiata di songwriter Benny Andersson e Björn Kristian Ulvæus è una delle mie preferite in assoluto e Agneta, la cantante bionda del quartetto, era la mia pin up prediletta quando ero un ragazzino, laggiù negli anni settanta (e comunque lo è ancora oggi). Mi reco al cinema UCI di Regium Lepidi dentro al complesso dello stadio Città Del Tricolore con la Yamaha Girl. Sosta di alcuni minuti davanti alla grande pista di macchinine che vi è nell’ampio atrio … dice che è sempre stato il suo sogno averne una …

Dice che è sempre stato il suo sogno – Motor head woman – settembre 2023 foto TT

davanti a quelli che un tempo erano gli sportelli del botteghino interagisco con una macchina dispensatrice di biglietti e lancio una profanity per dirla alla Lowell George: il biglietto costa 16 euro …va beh che è un evento speciale, va beh che è per i fans, però dio pòver …

Dopo 40 insulsi e pesantissimi minuti spesi a guardare i trailer dei film di prossima programmazione inizia il film degli Abba. Avevo già visto buona parte di esso, ma al cinema è chiaro che l’effetto è superiore. Un mockumentary (una combinazione di finzione e documentario) è un tipo di film o programma televisivo che descrive eventi di fantasia, ma presentato come un documentario che di per sé è un sottoinsieme di uno stile cinematografico finto documentario, nel caso degli Abba è un documentario con all’interno la ridicola storiella di un dj radiofonico incaricato di intervistarli per uno special di due ore da mandare sulla radio per cui lavora. I filmati dal vivo, le scene dietro le quinte e di vita tra aeroplani e hotel sono basati sul tour australiano de 1977 il cui pubblico sembra lo stesso di una sagra di paese… famigliole, bambini, adulti poco svegli, un livello davvero lofi. Restano i filmati del gruppo on stage, le bellissime canzoni e l’aurea che la meravigliosa Agneta emanava.

I Ragazzi Della Via Po

Con cadenza regolare mi trovo per una pizza in pausa pranzo con i miei ex colleghi, in due distinte epoche ho lavorato per un insieme di 12 anni in una grande azienda di Mutina dove ho stretto un forte rapporto con alcune persone, tra cui loro quattro: due li conosco da 33 anni gli altri due da 4 anni. Succede anche in questo fine settembre: gli argomenti sono sempre i soliti, football, pheeghe, politica, i blues della vita ma è gratificante farlo e ogni volta che ci salutiamo avremmo già voglia di ritrovarci. Bello avere ex colleghi a cui vuoi un gran bene. (#cel’homancacel’homancacel’homancacel’homanca).

I ragazzi della via PO – settembre 2023 – da sx: Rinna-Tyrrell-Campa-Picci-Pavve

Gommista blues

Poco fa, dal gommista di Borgo Massenzio. 

Si avvicina il titolare:

“Ha bisogno?”

“Buongiorno, sì, ho un chiodo conficcato in una gomma”

“Okay, ci dia 20 minuti, dobbiamo girare le gomme a quella macchina e poi siamo da lei”

Dopo 15 minuti viene da me l’addetto.

“Buongiorno, ha una gomma bucata vero? Porti pur la macchina dentro”

Arriva una donna di mezza età, etnia asiatica, potrebbe essere una vietnamita. 

Si avvicina il titolare:

“Dimmi”

“Ho una gomma bucata”.

“Okay, fammi vedere.”

Si avvicina l’addetto:

“Hai bucato anche tu? Ma cosa avete fatto sabato e domenica tu e questo signore?”

Mi sforzo di ridere.

Conclusione: il tu all’asiatica e il lei all’italiano/emiliano.

SERIE TV

_In Fiamme /Spagna 2023) – TTT¾

Solida serie TV spagnola che racconta un fatto realmente avvenuto che sconvolse la Spagna nel 2017. La protagonista è Úrsula Corberó, ovvero Tokyo de La Casa Di Carta.

 

PLAYLIST

CONCLUSION

Il presidente della azienda per cui lavoro mi fissa una call con l’oggetto “I fratelli Karamazov”, titolo di un, anzi del, romanzo di Fëdor Dostoevskij. La settimana scorsa chiacchierando abbiamo casualmente toccato i soliti leggeri argomenti (l’aldilà, l’aldiquà, il vuoto prima del big bang che vuoto propriamente non era e bazzecole simili). Il problema è che quel romanzo lo lessi decenni fa, così ne ho ordinato una nuova edizione (Universale Economica Feltrinelli of course) … devo affrettarmi a rileggerlo, in quella call non dovrò cercare di sviare il discorso se non ricorderò certe parti e finire come sempre per parlargli dei Led Zeppelin.

Ad ogni modo, eccomi di nuovo a godermi qualche giorno di ferie da passare da solo qui alla Domus Saurea. Le previsioni promettono tempo sereno, spero di poter fare qualche altro bagno con la mia muta da sub che ogni vola che la infilo mi fa sentire degno del mio amico Polbi (diver extraordinaire), dovrei poi uscire una volta col mio gruppo, gli Equinox, per la prima puntata dell’autunno nel mio pub preferito (lo Sherlock Holmes di Regium Lepidi) e sì, dovrei sistemare anche alcune cosette …avere del verde intorno a casa è bellissimo ma anche impegnativo. Mi sono ripromesso inoltre di capire se sono ancora in grado di leggere la musica e quindi di ributtarmi sulla chitarra in maniera ortodossa,

e di mettere in agenda altre faccende che si affrontano solo con grande spirito di volontà, ma chissà se sarà così, non ho più l’autodisciplina di un volta. Di una cosa sono sicuro, queste mie ferie miserelle mi vedranno ascoltare i Led Zeppelin a palla mentre nella House Of Blues in cui vivo si svolgerà di nuovo il Festival del Gin Tonic.

Oh yeah, baby, let’s Rock.

Uomo di blues – Tim settembre 2023

TT’s SCHOOL OF ROCK VI: DEEP PURPLE

23 Set

Intro:

Come scrivo ogni volta che affronto questo tipo di articoli, lavorando in un’azienda come quella in cui sono uno dei miei compiti è anche quello di tenere alcune lectio magistralis (e sia chiaro, lo scrivo con tutta l’autoironia possibile) sulla musica Rock. D’altro canto il presidente me lo disse già durante il colloquio due anni e mezzo fa: “In caso scegliessimo te, sappi che ti chiederò di tenere lezioni sul Rock per i colleghi”. Eccomi dunque qui per la nuova “School of Rock”. Siamo ormai arrivati al sesto episodio, da tenersi come sempre dalle 18:15 alle 19:30 nella – a me tanto cara – Sala Blues, la sala riunioni informale,  la sala “where the dreams come blue”, capacità: 25 posti a sedere.

Sala Blues – foto Tim Tirelli 2021

Un pubblico dunque selezionato che si prende la briga di fermarsi in azienda dopo l’orario di lavoro per ascoltare storielle e brani musicali di gruppi del bel tempo che fu. In questo equinozio d’autunno viro verso uno dei capisaldi dell’Hard Rock: i Deep Purple.

Per vari motivi arrivo a questa SoR in ritardo su tempi, penso di rimandarla senonché uno dei dirigenti dell’azienda mi sprona con molta decisione a farla ugualmente. Cerco di tenere il punto ma finisco per cedere davanti alla determinazione di uno dei colleghi più alti in grado, il quale approfitta della mia momentanea défaillance per invitarmi a parlare dei DP.

Nei minuti che precedono l’inizio vero e proprio della School Of Rock avviene una sorta di Meet & Greet, alcuni colleghi tra i più affezionati vengo a farsi fotografare con Nonantola Slim:

Dave & Tim – TT’s School Rock: Deep Purple 2023-09-21 – Foto Stremmy & Marcya

Tim e la professoressa Stremmy – TT’s School Rock: Deep Purple 2023-09-21 – Foto Marcya P.

◊ ◊ ◊

Per i colleghi nuovi arrivati anticipo che durante questi incontri capita (ma si sa, è la mia modalità standard) di andare sopra le righe ma parliamo di Rock santiddio, non si possono fare lezioncine, qui bisogna pompare se vogliamo raggiungere le profondità cosmiche.

Introduco il gruppo dicendo qualche ovvietà, ovvero che i Deep Purple sono una delle più importanti e  famose band di hard rock, che nel lustro che va dal 1970 al 1974 sfornarono alcuni lavori che sono  classici della musica (hard) Rock e che il nome Deep Purple (viola intenso) fu suggerito dal chitarrista perché era il titolo della canzone preferita da sua nonna, una brano di Peter De Rose degli anni 30 del secolo scorso. Qualche notiziola sui dischi venduti ovvero più di 100,000,000 albums in tutto il mondo, di cui 8.000.000 e più negli USA e 1.000.000 in UK. Avverto tutti che non abbiamo tempo a sufficienza per approfondire più di tanto e dunque ci concentreremo sui 5/6 anni in cui i Deep Purple hanno inciso sulla Storia del Rock. Prima di iniziare, per comprendere la vita turbolenta del gruppo accenno al
carattere assai particolare di Blackmore aggiungendo qualche aneddoto vissuto dal sottoscritto in prima persona al concerto di Zurigo del 1985.

Racconto brevemente che nel 1968/69 sull’onda del successo di Cream e Jimi Hendrix iniziano a crearsi i gruppi Rock in senso stretto che diventeranno definitivi e fondamentali per gli anni settanta, e dunque che nel 1968, dalle ceneri degli Yardbirds, il chitarrista inglese Jimmy Page (già valente per quanto poco ortodosso session man inglese) forma i Led Zeppelin, quartetto britannico che da lì a poco ribalterà il mondo del Rock. In novembre registra in 30 ore il primo album della band, disco d’esordio che nel giro di qualche mese arriverà nelle primissime posizioni della classifica che veramente conta in termini di vendite, quella americana. Il disco esce nel gennaio del 1969 e riscrive il sound della musica Rock. Se già Hendrix e i Cream avevano sondato nuovi terreni, con l’avvento dei LZ le sonorità Rock e il metodo di registrazione si arricchiscono di un nuovo abecedario. Prodotto da Jimmy Page con solo 3000 sterline il disco è una bomba, tanto che la rinomatissima etichetta americana Atlantic li mette sotto contratto immediatamente anticipando 200.000 dollari (siamo nel 1970, oggi sarebbero diversi milioni di dollari) e lasciando nero su bianco ampissima libertà decisionale a Jimmy Page.

Led Zeppelin 1 è un terremoto che pian piano colpisce anche l’Inghilterra. La Earth Blues Band, semisconosciute gruppetto di Birmingham rimane folgorata, cambia marcia, nome (adotterà quello di Black Sabbath) e si metterà a scrivere brani hard rock sulla falsariga del disco dei LZ.

Continuo nel dire che nel 1968/69 i DP sono un gruppetto che fa il verso agli statunitensi Vanilla Fudge, immerso in uno stile tra il rock psichedelico e il proto rock progressivo di quegli anni. Nei primi 3 album (Shades Of DP / The Book of Taliesyn / Deep Purple) vi sono spunti interessanti che lasciano intravedere un possibile futuro ma in pratica a parte due singoli (entrambi cover) che si comportano bene nelle classifiche americane gli album vendono poco. Il primo album dei LZ irretisce il chitarrista del gruppo (Ritchie Blackmore) che impone una svolta drastica: il bassista e il cantante vengono sostituiti da Roger Glover e Ian Gillan (due potenti e dotate personalità), la musica si trasforma in qualcosa di molto più duro.

TT's School Rock: Deep Purple 2023-09-21 - Foto Stremmy & Marcya

TT’s School Rock: Deep Purple 2023-09-21 – Foto Stremmy & Marcya

Parto dunque con In Rock specificando che è il primo album in studio registrato dalla formazione Mark II composta da Ritchie Blackmore, Ian Gillan, Roger Glover, Jon Lord e Ian Paice.

L’artwork perde i risvolti psichedelici dei tre precedenti e va dritto al punto: raffigura il Monte Rushmore con scolpiti nella roccia i volti dei membri della band sovrapposte a quelli dei presidenti degli Stati Uniti con l’ovvio gioco di parole IN ROCK … nella roccia e nel Rock. Parlo di Child In time che è uno dei brani più famosi dei DP, sebbene sia un’imbarazzante scopiazzatura di Bombay Calling del 1969 del gruppo It’s A Beautiful Day, ma i DP ne danno una versione sensazionale, matura, rotonda annullando così ogni perplessità, anche perché tutti, tutti (tutti!) i gruppi e gli artisti hanno “preso in prestito” parti musicali da altri musicisti.

Tim e la professoressa Stremmy - TT's School Rock: Deep Purple 2023-09-21 - Foto Stremmy & Marcya

TT’s School Rock: Deep Purple 2023-09-21 – Foto Stremmy & Marcya

Aggiungo che succede la stessa cosa anche per Black Night, il singolo (che non compare sul disco), che proviene dalla versione di Rick Nelson di Summertime, poi ripresa da The Blues MacGoos per We Ain’t Got Nothin’ Yet  e dai Deep Purple per l’appunto. Sono i due brani di In Rock che faccio ascoltare.

video Child In Time (filmed by The Stremmy Girl)

Due parole sul tour relativo, su Fireball comunque grande album ma schiacciato tra due capolavori e poi racconto del 1972, l’anno dei DP. La preparazione di Machine Head, Montreux, il Casinò che prende fuoco, il fumo sul lago.

TT's School Rock: Deep Purple 2023-09-21 - Foto Stremmy & Marcya

TT’s School Rock: Deep Purple 2023-09-21 – Foto Stremmy & Marcya

Faccio ascoltare Smoke And The Water e Highway Starr, poi parlo dl tour del 1972 e delle tre date in Giappone semplicemente sensazionali così come Live In Japan poi rinominato Made In Japan da cui faccio ascoltare la mervigliosa versione di Lazy.

video Lazy (filmed by Marcya P)

Il tempo scorre, accenno al fatto che nel periodo di maggior successo creativo e magia il gruppo crolla causa tensioni varie, Blackmore prova un progetto alternativo con Paice e Phil Lynott e che poi dopo il tour de 1973 Gillan e Glover se ne vanno. Entrano Hughes e Coverdale, si forma la Mark III ed esce Burn (faccio ascoltare la title track).

Chiaro che per il tipo che sono mi sarebbe piaciuto fare ascoltare pezzi obliqui, ma il tempo è poco meglio far arrivare ai giovani colleghi prima le pietre miliari. Via di corsa sulle ali di Stormbringer sorseggiando subito dopo Come Taste The Band e riassumendo in un minuto quello che successe dall’anno della reunion (1984) ad oggi.

Devi dire che è stata una delle School Of Rock più piacevoli, forse perché avendo avuto poco tempo ho più che altro improvvisato e mi solo lasciato andare. Il gentile pubblico sembra aver gradito tanto da farmi sentire a mio agio, come uno che trovi finalmente il suo posto nel mondo …certo non avevo la chitarra elettrica in mano, né stavo suonando le mie canzoni, ma la sensazione è più o meno la stessa. New York, goodnight!

video saluti e ringraziamenti

◊ ◊ ◊

I

Tim Tirelli’s School Of Rock

Il Johnny Weissmuller dei poveri e la mescolanza di pensieri

14 Set

Settimana di ferie spesa alla House Of Blues, tolgo le manette al cervello, mi libero dagli impicci, mi godo il caldo settembrino della Domus, nuoto, leggo, ascolto musica, vado fuori a cena … non fosse per la pausa del campionato per le nazionali sarebbe stata un settimana più o meno perfetta.

Avendo la maruga in (attenzione: Bodhran non ama questo termine) modalità free as a bird i pensieri circolano in piena libertà, svolazzano di qua e di là, si rincorrono, si mescolano senza nessun costrutto e per liberarmi di loro a me non resta che riversarli qui sul blog.

Mescolanza di pensieri

Colonia Agrippina

Mi sveglio, mi lavo, mi bevo un bicchiere d’acqua. Ogni tanto mi impongo il digiuno intermittente, seguo lo schema più facile (16 ore di digiuno, assunzione cibo dalle 13 alle 21). Il campanile di Borgo Massenzio batte le 8:30, riattivo il pc per controllare le news of the world; il Dell torna in azione e come prima cosa mi propone la foto del giorno: uno scorcio della città di Colonia.

Mi tornano alla mente i giorni passati in quella città in un inverno degli anni ottanta. Colonia mi piacque, così in questa dolce mattina mentre ascolto Memoirs Of An Officer And A Gentlement degli ELP (brano relativo al mese in cui siamo) ripenso al passato, a quello remotissimo legato alla città della Renania Settentrionale.

2062 anni fa la antica popolazione germanica degli Ubi si accordò con i romani e si insediò sulla sponda sinistra del Reno, il villaggio prese il nome di Ara Ubiorum e ben presto si trasformò in un centro militare romano. Dieci anni dopo Agrippina – moglie dell’imperatore Claudio e figlia di Germanico – volle che il villaggio fosse innalzato al rango di Colonia Romana, fu così che l’abitato prese il nome di Colonia Claudia Ara Agrippinensium (“la colonia di Claudio e l’altare di Agrippina”) conosciuta come Colonia Agrippina.

Colonia Romana Colonia Agrippina.

Colonia Agrippina (ricostruzione).

In quelle zone fu poi costruito uno degli acquedotti più lunghi dell’Impero Romano, 130 km di incredibile ingegneria. Verso la fine dell’Impero Romano, nel 455 dc, i Franchi conquistarono la città e ne fecero la loro capitale.

Nei giorni spesi a Koln mi divertivo a fare trite battute, mi versavo qualche goccia d’acqua addosso ed esclamavo “Ah, finalmente posso permettermi l’acqua di Colonia!”. Che nessi (come diciamo qui a Reggio nell’Emilia) che ero.

Colonia (Germania)

Colonia (Germania)

Rolling Stones’ new single “Angry” TTT¾

Nuovo singolo dei Rolling, che devo dire … non mi dispiace nemmeno un po’. Meno banale di quel che mi aspettassi e la melodia nella sezione con gli accordi (diciamo così) mi pare carina. Per gente che scrive pezzi da 60 anni e che ha 80 anni Angry è un bel prodottino, chapeau! Godibilissimo l’assolo centrale di chitarra, minimal ma con un senso Rock mica da ridere.  Mi piace anche il video, certo … vi è la bella pheega vestita di Rock che fa le mossettina su una decapottabile che attraversa la città assolata, ma il gioco con i video nei billboard dell’epoca è vincente. Ragazzi, che fighi i Rolling!

New Silent Footage

Dal nulla emergono nuovi filmati musicali senza audio, vengono caricati su Youtube e quel resta delle legioni di fan del Rock vanno in sollucchero: video amatoriali del Led Zeppelin di quella qualità non ve ne erano e sebbene siano senza colonna sonora vederli in azione è sempre un brivido.

Led Zeppelin live at the Dallas Convention Center Arena, April 1, 1977

Lo stesso dicasi per i Bad Company, gruppo quasi sconosciuto in Italia ma molto, molto amato su questo blog.

Bad Company live at the Dallas Convention Center Arena, May 20, 1977

The Boys Are Back In Town

6/9 degli Illuminati del blues si ritrovano alla Festa Dell’Unita Di Reggio Emilia per il tradizionale pre-sinodo di inizio settembre. Le Feste dell’Unità da anni sono una pallida copia di ciò che erano ma noi imperterriti continuiamo a tenere alta la tradizione. Cena nel ristorante “La Rezdora”, un giro per la festa e quindi dritti alla Domus Saurea, la nostra comfort zone. Il Rum, l’amaro Nonino e la birra Moretti rafforzano la brotherhood che ci lega come un fascio di catene. I temi affrontati sono i soliti: musica Rock, football, politica, pheeghe. Zakk ci prende sotto, essendo il nostro centurione (il Richie Kotzen di piazzetta San Giorgio tende al metal) ama parlare di gruppi e artisti che non si confanno alla confraternita, i probiviri sono zelanti, inflessibili, incorruttibili, per il Team Tirelli la musica Rock è una faccenda seria così Lollo Zakk rischia ogni volta l’espulsione.

The boys keep on coming back in town - settembre 2023 - da sx Mixi-Biccio-Liso-Tyrrell-Zakk-Pike

The boys keep on coming back in town – settembre 2023 – da sx Mixi-Biccio-Liso-Tyrrell-Zakk-Pike

Sir Lyson, come fosse un Gaspare, un Melchiorre, un Baldassarre, mi porta in dono una bottiglia di Gin al mirtillo. L’indomani alla Coop acquisto il necessario affinché i giorni di ferie diventino il Festival del Gin Tonic.

Gin Tonic necessaire - foto TT

Gin & Tonic Blues - foto TT

The Magic Number

Porto alla Festa dell’Unità di Modena Polly e, soprattutto, i suoi genitori ottantenni, due militanti del bel tempo che fu. Quest’anno la Festa ha purtroppo cambiato sede, ora cerca di adattarsi allo spazio dell’Ippodromo fuori città. Il feeling non è lo stesso ma non mi piace criticare troppo questo genere di feste, non è corretto o meglio è troppo facile; un tempo – negli anni ottanta e novanta – le Feste dell’Unità provinciali (che spesso diventavano Nazionali) di Reggio, Modena e Bologna erano eventi di gran rilievo e i concerti, i dibattiti, gli incontri politici, gli spettacoli erano di altissimo lignaggio. Tutto funzionava a meraviglia, gli stand gastronomici poi rispecchiavano benissimo la grande tradizione culinaria della nostra regione. Dopo anni, lustri, decenni a cui ci si è assoggettati ad un unica narrazione, quella del turboliberismo, del disimpegno, dell’affossamento della cultura a cui si aggiunge adesso il nauseabondo lezzo dell’imperativo dio-patria-famiglia e del populismo e maschilismo più beceri, in che modo può sopravvivere una istituzione come la Festa dell’Unità, quando i volontari calano e perlomeno metà della popolazione è assuefatta agli anti valori sbandierati in tutte le TV generaliste? Nonostante le Feste quest’anno siano aumentate del 17% (credo grazie all’avvento della Schlein e di una sfumatura più decisa e meno moderata del partito principale dell’opposizione) c’è ancor molto lavoro da fare per recuperare una credibilità da tempo sbiadita. Insomma, la FDU di Modena nella nuova sede non è userfriendly (e dai, non sbuffate, lo sapete che uso questi termini inglesi ironicamente) ma ad ogni modo eccoci qui ugualmente. Niente altro da aggiungere se non che nel ristorante in cui decidiamo di cenare ci fanno accomodare nel tavolo n.46, il magic number per la Yamaha Girl con la cresta bionda che siede qui con noi. Serata risolta, in fondo basta poco.

La Valentino Rossi del Rock and Roll - Festa dell'Unità di Mutina - sett 2023 - foto TT

La Valentino Rossi del Rock and Roll – Festa dell’Unità di Mutina – sett 2023 – foto TT

Saturday in Nonatown

Sabato mattina a Nonatown, il mio paese natio. Sbrigo le commissioni che ho in lista poi mi dirigo al Capolinea Cafè, nel centro commerciale sorto tra le antiche mura della ex grande fabbrica per la lavorazione del pomodoro poi diventata storica cantina sociale.

Nonatown

Nonatown

Noto un vecchio compagno di scuola delle elementari e delle medie seduto con amici ad un tavolino, saranno vent’anni che non ci vediamo, gli tocco un spalla, alza la testa verso di me, mi guarda con espressione incerta, gli chiedo “chi sono?“.

Dopo un secondo o due sorride ed esclama “Stefano!” (all’epoca in cui eravamo monelli il soprannome Tim non era ancora arrivato, lo fu giusto qualche anno dopo), ma il mio amico diventa in fretta meno formale e quando ci salutiamo affettuosamente aggiunge “ciao Tire“. Sorrido, ai miei tempi Stefano era il secondo nome maschile più usato, in classe ci chiamavamo così in cinque o sei, dovevamo pur distinguerci e allora via che si andava con troncature di cognomi o storture del nome proprio.

Sacchetti per l’umido

Mi reco in uno spiazzo adibito a parcheggio a Borgo Massenzio dove ogni lunedì un addetto della multiutility della zona consegna i sacchetti dell’umido agli abitanti della frazione in cui vivo ora. Arrivo in contemporanea di una signora, entrambi parcheggiamo diligentemente di fianco al furgoncino Iren. Aspetto il mio turno, arriva una macchina, l’autista non si preoccupa di parcheggiare, si ferma in mezzo all’area, scendono due uomini insieme ad una bambina, parlano una lingua per me quasi incomprensibile, l’accento meridionale è fortissimo; fanno per passarmi davanti, li fulmino con uno sguardo, benché siano due uomini ben messi (seppur sfatti) e io il solito slim magretto, retrocedono. Ritiro i sacchetti, continuo a guardare questi due australopitechi in braghe corte, infradito e dall’aspetto trasandato e la loro auto lasciata in mezzo al parcheggio con le portiere aperte e penso che l’umanità non ha futuro.

Il Johnny Weissmuller dei poveri

In questi caldi giorni di fine estate gironzolo intorno alla Domus, talvolta mentre ritorno e scorgo la piscina mi dico “‘mo vacca com’è grande!”, perché è vero, tendo a snobbarla; è un piscina esterna economica tuttavia quando la osservo in lontananza mi pare una gran bella patacchina.

Domus Saurea alias The House Of Blues – settembre 2023 – foto TT

Per cercare di sfruttare il più a lungo possibile l’acqua azzurra acqua chiara e dunque poter nuotare nell’acqua che diventa sempre più fresca decidiamo di acquistare due mute da sub; è così che in una bella mattina di sole ci troviamo in Viale Che Guevara (solo a Regium Lepidi è possibile trovare viali importanti dedicati a certi nomi!) davanti al Diving Center della città.

Viale Che Guevara – Reggio Emilia – settembre 2023 – foto TT

Due chiacchiere col titolare per spiegare cosa cerchiamo, per vantarmi di avere come amico per le palle un grande subacqueo italiano titolare del rinomatissimo Scilla Diving Center (il nostro Polbi insomma) e per capire che mute ci servono.

Guarda, del tipo che vi consiglio i colori sono: nero e blu per gli uomini (segue mio sospiro d’amore) e rosso e nero per le donne (segue mio singhiozzo)” … d’altra parte io e la umana che vive con me tifiamo per le due squadre di Milano (io la prima e lei la seconda).

Tutine da sub football version – foto TT

Così, una volta a casa mi trasformo nel Gianni Biancomugnaio (Johnny Weissmuller insomma) dei poveri.

Bad To The Bone (Il Johnny Weissmuller dei poveri) – settembre 2023 – foto Saura T.

*Johann Peter Weißmüller era uno degli eroi di mia madre

https://it.wikipedia.org/wiki/Johnny_Weissmuller

Serie Tv

_Painkiller (2023 Usa) – TTTT

Miniserie basata su fatti realmente accaduti a proposito delle terribili dipendenze da farmaci pericolosi immessi senza ritegno in commercio in nome del profitto. Gli USA sono un paese di melma.

_Who Is Eric Carter – (Usa2023) TTT¾

Miniserie di otto puntate con Evin Ahmad (Snabba Cash) come protagonista e siccome a me Evin piace molto non potevo non guardarla.

_Narcos (Usa 2015-2017) – TTTT½

Arrivo a Narcos in ritardo di alcuni anni, serie Tv ovviamente basata su fatti e storie reali (Pablo Escobar e i cartelli venuti dopo di lui in Colombia); tre stagioni che consiglio caldamente, è fatta benissimo. Attori molto bravi, Wagner Moura (Pablo Escobar) e Pedro Pascal (l’agente Javier F. Peña) su tutti.

Playlist

Coda

Spendo dunque così i miei giorni di ferie, facendo uno strappo alla regola e regalandomi due confezioni della mia droga preferita,

Droga per i giorni di ferie – foto TT

ammirando orgoglioso la mia bouganvillea,

Proud of my Bouganvillea – settembre 2023 – foto TT

mentre sulle note dell’omonima canzone dell’Edgar Winter Group contemplo il sundown di fine estate.

Sundown at the House Of Blues – settembre 2023 – foto TT

Tra qualche giorno non sarà più tempo di ferie, l’equinozio d’autunno è dietro l’angolo, scavallato il quale ci si troverà sulla discesa che porta all’inverno, ma va bene così, è iniziato il campionato, la mia squadra del cuore sembra frizzante e per sentirmi bene ho sempre i dischi del Texas Tornado su cui poter contare …

Johnny Winter, il Tornado del Texas.

Canicola agostana, qualche blues e una stella zeppeliniana

27 Ago

La vedo brillare lassù, Sirio è sempre uno spettacolo. In latino Sirius, in greco Séirios … “splendente”. La costellazione è quella del cane maggiore, da cui deriva il termine latino canicula (“piccolo cane”). Sirio si leva e tramonta con il sole da fine luglio a fine agosto, periodo associato alla canicola appunto. Per gli egizi la stella avvertiva (come un cane sempre sull’attenti) il periodo delle inondazioni del Nilo, per i Greci lo scintillio così potente poteva danneggiare i raccolti, alimentare la siccità e portare epidemie e rabbia. I Romani invece, per evitare gli effetti che pensavano nefasti della stella, sacrificavano un cane e una pecora. Il periodo in cui si tenevano queste cerimonie era detto “i giorni del cane”, dunque la parola canicula fu presto associata al caldo afoso.

Sirio in realtà è una meraviglia capace di regalarci suggestioni cosmiche. La osservo in queste ultime settimane di agosto dove qui in pianura il caldo ritorna prepotente, umido, totalizzante.

Sirio, la strella più luminosa

Ieri, sabato, è comparsa persino una nebbia mattutina imprevista. Procedere con la propria vita avvolti in questo caldo soffocante non è immediato, se ci si avventura all’aperto si seguono le linee d’ombra obbligate e non ci si augura null’altro che tornare a subire la condanna dell’aria condizionata.

Sono gli ultimi giorni di città semideserte, prendere il treno al mattino per recarsi al lavoro è piacevole, intere carrozze a tua disposizione senza il cicaleccio irritante di umani senza riguardi.

carrozze vuote – regionale Piacenza-Bologna fine agosto 2023- foto TT

Mi scappa l’occhio su di una storia di un mio contatto stretto instagram, la foto ritrae la donna in questione di schiena, mentre contempla il mare accanto ad una amica, la musica a corredo del post è Going To California dei Led Zeppelin. Quei 30 secondi musicali mi riempiono l’anima, quasi come fosse il mio primo approccio ad una gemma del genere. Felice nel constatare che la mia super amica si dia per una volta tanto a musica così splendente e si prenda una pausa da quella da depressi che ascolta regolarmente, vengo nuovamente rapito dalla bellezza della musica che da sempre amo infinitamente.

Il parallelo con Sirio è immediato: i LZ come mia stella guida, splendenti, brillanti, financo accecanti. Musica totalizzante, espressiva, articolata, perfettamente bilanciata tra testa e pancia. Ritornato alla house of blues corro nello studio, sfilo Physical Graffiti (le Terme di Caracalla del gruppo di Page) dallo scaffale e lascio partire il lato 3, per quanto mi riguarda il lato (di long playing) più riuscito della storia del Rock.

L’esoterica dicotomia di In The Light (Jones/Page/Plant – January–February 1974, Headley Grange), con l’alternarsi di luci e ombre, il senso del mistero e dell’ignoto alternato al pensiero solare e positivo del ritornello…

Bron-Yr-Aur (Page – July 1970, Island Studios, LondonLed Zeppelin III outtake) col suo immacolato arpeggio sulla chitarra acustica in accordatura aperta …

la spensierata e al contempo riflessiva Down by the Seaside (Page/Plant – February 1971, Island Studios, London – Led Zeppelin IV outtake), un quadretto dipinto con colori tenui ma ad alta intensità …

e infine la mirabolante Ten Years Gone (Page-Plant – January–February 1974, Headley Grange), mia canzone preferita in assoluto, un tessuto emotivo damascato, la forma Rock che si dilata grazie a capacità descrittive inusuali, songwriting siderale e la certezza che “sebbene il loro corso a volte possa cambiare i fiumi sempre raggiungono il mare” che nel mio vocabolario significa che se anche i sentieri intrapresi non siano esattamente quelli chi ti aspettavi, tu comunque porterai a compimento la tua vita.

Dopo tanta bellezza l’anima torna a riallinearsi, tutto sembra affrontabile e relativo e persino la spesa alla coop del sabato mattina appare sotto un’altra luce. Al Caffè Delle Antille, davanti alla torta di riso e al cappuccino, ripenso all’assolo di chitarra di Ten Years Gone del Dark Lord e con la donna che ho davanti affronto tematiche profonde, dove persino la “teoria del caos” appare tollerabile. Nel mezzo del mio solito comizio dove divento tutt’uno con i concetti che sto esponendo arriva un ex collega ormai in pensione della Yamaha Girl. Si abbracciano con grande affetto dopo di che si rivolge a me con un “E il Jimmy Page qui come sta?”. Nei meandri oscuri della memoria ripesco la sua presenza ad un nostro concerto alla Perla Verde di Savignano Sul Panaro (dal nome latino di persona Sabinius con l’aggiunta del suffisso di appartenenza -anus. La specifica si riferisce al fiume che scorre nei pressi.) e il suo grande apprezzamento alla nostra versione di Fool In The Rain.

Li guardo parlare fitto della loro azienda di appartenenza, di moto e dello stato attuale della loro vita. Repentino cambio di scenario: davanti al bancone gastronomia, mentre aspetto il mio turno contemplo l’interazione tra la commessa e un cliente che evidentemente conosce. Dentro alla sua polo a maniche lunghe e rossa della Coop la signora usa un tono confidenziale ma asciutto, usa un italiano quasi corretto ma l’accento spartano e un uso curioso delle preposizioni la collocano nei territori dell’est Europa. “Luciano” – uomo tra i sessanta e i settanta – invece sfodera il suo accento reggiano con un approccio bonario sebbene a tratti troppo enfatico. Sembrano amiconi, in realtà sono una commessa e un cliente che a furia di vedersi tutti i sabati hanno instaurato una sorta di rapporto, magari rafforzato da qualche casuale conoscenza comune. La signora pare al contempo contenta e delle proprie origini e della reggianità acquisita. Visto il bel mood in cui sono interpreto questa interazione come un filo di speranza per il futuro di una umanità in regredire.

Termino la spesa, torno alla Domus, sistemo il mio studiolo, penso al da farsi, a stasera e al fatto che che con Mario e la Patty andremo alla Festa dell’Unità di Reggio, ai prossimi giorni in cui dovrò tornare al lavoro e all’estate che con ogni probabilità avrà una brusca frenata.

Ma Sirio continua a brillare su di me, mi indica la via, corrobora l’umore e costato dopotutto che, come cantava Paul Rodgers, I’ve always been a believer in the good things of life.

E la mente torna alla side three di Physical Graffiti …

Then, as it was, then again it will be
And though the course may change sometimes
Rivers always reach the sea
Flying skies of fortune, each a separate way
On the wings of maybe, downing birds of prey
Kind of makes me feel sometimes, didn’t have to go
But as the eagle leaves the nest, got so far to go
Changes fill my time, baby, that’s alright with me
In the midst I think of you, and how it used to be

Did you ever really need somebody
And really need ‘em bad?
Did you ever really want somebody
The best love you ever had?
Do you ever remember me, baby?
Did it feel so good?
Cause it was just the first time
And you knew you would

Through the eyes and I sparkle, senses growing keen
Taste your love along the way, see your feathers preen
Kind of makes me feel sometimes, didn’t have to grow
We are eagles of one nest, the nest is in our soul

Vixen in my dreams, with great surprise to me
Never thought I’d see your face the way it used to be
Oh darling, oh darling
Oh, oh darling, oh yeah, oh darling

I’m never going to leave you
I’m never going to leave
Holding on, ten years gone
Ten years gone, holding on, ten years gone
I’m never, I’m never
Ooh, yeah