Archivio | Tim’s blues RSS feed for this section

Camminare sotto la pioggia con le scarpe slacciate …

12 Nov

Sarà che il tempo è cambiato, sarà che la pioggia di acqua e di foglie è arrivata, sarà che povero autunno che è ma il mood di queste settimane è questo (complici i blues di Palmiro), simile al camminare sotto la pioggia con le scarpe slacciate. Sono uomo di blues, nulla di cui preoccuparsi, ma perdindirindina vorrei sentirmi più spesso titanico dinnanzi al futuro, con una Les Paul al collo e un Marshall col volume a 10 e immerso in una bella giornata di sole.

Then I had bad luckLike a fool I fell where I stoodI was walking in the rain with my shoes untiedTryin’ to find a dry place to hideTo hide.

In questa condizione passeggio sotto la pioggia nella mia hometown

Walking in the rain in old Nonatown – oct 2023 – Photo TT

fermo ad un passaggio a livello contemplo finestrelle blues e mi chiedo che vita ci sia dietro di esse,

Finestrella in via Adua – Regium Lipidi – ott 2023 – foto TT

oppure seguo con lo sguardo la strada ferrata nell’illusione che mi possa portare chissà dove.

Stazione di Regium Lepidi – novembre 2023 – foto Tirelli

Essere immersi in questo mood a volte è come vivere nel lato oscuro

Domus Saurea’s doormat – foto TT

e allora cerco la salvezza nelle solite cose: la finora magnifica stagione dell’Inter, la Musica Rock, la letteratura e le uscite varie con gli amici. Recentemente sono uscito ad esempio con la Laura Zambarda Blues Band, un gruppetto di colleghi accomunati da affinità elettive, inutile dire che sono il più vecchio, ma è bello confrontarsi con quest* giovinastr* curios*, attent*, pront* a gettare il cuore oltre l’ostacolo.

TT reservation – Red Lion Pub – Mutina oct 2023 foto TT

The Laura Zambarda Blues Band – da sx Lady J, SimoSca, Timmy Winter, Laura Z. – autoscatto – ott 2023

Pheeghe

Interno giorno, in ufficio, sto compilando uno schema excel. Arriva Marzia, la mia collega del cuore; sbrigate le formalità lavorative scambiamo due chiacchiere: la mia amica mi informa che tra qualche sera dovrà andare ad una cena di gala per non so quale evento e si dice preoccupata perché non sa cosa indossare, le dico che qualcosa troverà visto che ha armadi pieni di vestiti compresi quelli per serate formali, al che lei – con un tono tra l’apprensivo e l’incazzoso – se ne esce con la frase più tipica che una donna possa dire: “Non ho un cazzo da mettermi!”.
E niente, sono giorni che rido.

Palmiro’s double trouble

Il blues del sistema linfatico di Palmiro torna prepotente: ci accorgiamo che il respiro è cambiato, prendiamo appuntamento dal veterinario il quale il giorno dopo ci manda d’urgenza alla Clinica veterinaria di Sasso Marconi.

Copio incollo dalla pagina fb di Palmiro:

26/10/2023 – Messaggio per gli umani che in queste ore stanno chiedendo notizie su di me:
sono ricoverato da martedì alla Clinica Veterinaria di Sasso Marconi, Tyrrell e la Terry in accordo col nostro veterinario hanno pensato che fosse la soluzione migliore. Da qualche giorno faticavo a respirare, la causa era un versamento di liquido nei polmoni, io da qualche anno ho il sistema linfatico difettoso, lo tenevamo sotto controllo ma in questi ultimi giorni la faccenda è peggiorata. Ieri sera mi hanno operato, oggi sono ancora un po’ obnubilato dalla anestesia e dagli antidolorifici, ma sono venuti a trovarmi i miei due umani e questo mi ha risollevato. Sono davvero due tesori, farebbero di tutto per me, compreso spendere alcune migliaia di quei foglietti che gli umani chiamano euro, devono volermi molto bene. Non sappiamo ancora se l’operazione sarà risolutiva, lo si capirà nelle prossime settimane, forse mesi, ma farò di tutto per saltarci fuori, sono una gatto blues e ho 11 anni (equivalenti a 60 anni umani) è vero ma come Tyrrell mi piace pensare che sono uno che salta ancora i fossi alla lunga. Grazie a tutti per il continuo interesse. Vada come vada certo, ma tengo duro e non mollo di un centimetro. Un morsichino a tutti, il vostro Palmir.

Palmiro subito dopo l’operazione – foto TT

Palmiro subito dopo l’operazione – foto TT

Saura e Palmir – clinica vet sasso Marconi – ott 2023 – foto TT

28/10/2023: Diario di bordo 

Cari umani che seguite le mie peripezie, è il quarto giorno che sono ricoverato, due giorni sono passati dall’operazione, il personale della clinica di Sasso Marconi dice che sono più vigile, più espansivo e stabile. Come spesso accade 24/48 ore dopo l’intervento il versamento è ricominciato, vediamo come si mette nei prossimi giorni, intanto ovviamente tengo il drenaggio. Mi annoio un po’, guardo il mondo da un oblò…va beh, dalla gabbia … per fortuna oggi sono tornati Tyrrell e la Terry, vederli mi fa bene, infatti non appena entrati nella stanza nel reparto degenze in cui sono mi è subito venuta fame e loro mi hanno dato dei crocchini parecchio gustosi. Devo avere il muso imbronciato, spero capiscano, non mi diverto e non è che mi senta in formissima, ma cerco di essere paziente e sul pezzo. Va bene, torno a dormicchiare, sono ancora un pochino scombussolato. Grazie ancora per tutte le attenzioni che mi date, ricevo ogni vostro messaggio. Un morsichino a tutti, il vostro Palmir. 
7/11/2023 A tutti i miei amici umani:
Buongiorno Homo Sapiens, continuate a scrivermi in tanti dunque vi aggiorno sulle mie condizioni. Dopo due settimane di ricovero nella clinica veterinaria di Sasso Marconi, ieri sera sono finalmente tornato a casa, il problema non è esattamente risolto ma non è che potessi stare là all’infinito. L’operazione è tecnicamente riuscita ma il versamento di liquido linfatico rimane, sono un paziente idiopatico… in pratica non si conosce la causa esatta del mio problema. Una volta chiuso il dotto toracico il sistema si dovrebbe adeguare creando altre ramificazioni, a me non è ancora successo, ad alcuni gatti succede dopo pochi giorni, ad altri serve qualche mese ma può succedere che ciò non accada. Non ci resta che pazientare e restare a vedere. Il versamento del liquido è in calo, ma è ancora troppo copioso, così Tyrrell e la Terry dovranno accompagnarmi alla clinica una/due volte la settimana per fare la centesi, ovvero l’aspirazione del liquido organico attraverso la puntura della parte interessata con siringhe o aghi cannula. Restiamo tutti con le zampine per terra, speriamo che pian piano la faccenda in qualche modo si risolva, ma anche un discreto compromesso non sarebbe male. Sì, continuo a essere preoccupato, ma non mollo. Intanto mi godo la Domus Saurea, Tyrrell e la Terry… è bello essere di nuovo a casa. Stanotte mi sono fatto una dormita fantastica sul divano avvolto nel morbido plaid bianco, stamattina i miei umani mi hanno persino accompagnato fuori (da tempo sono abituato a fare i bisognini solo in campagna), 15 minuti nella fredda e soleggiata mattina emiliana per poi ritornare nella mia comfort zone. Grazie ancora a tutti, per essere umani non siete davvero male. Un strusciata col muso dal vostro Tirelli Palmiro (vedi la foto della mia cartella clinica). 

Palmiro torna a casa – foto TT

Cartella clinica “Tirelli Palmiro”

Palmiro torna a casa – Friends Will Be Friends – foto TT

Palmiro torna a casa – la prima sgambata – foto TT

Palmiro torna a casa – Golden Slumbers – foto TT

Ad oggi in realtà le cose non stanno andando benissimo, Palmiro ha versamenti continui e non è in forma. Venerdì di nuovo in clinica per centesi e consulto col chirurgo, si accenna ad una seconda chirurgia ma occorre decidere con estrema cautela e comunque in questi giorni non sarebbe fisicamente pronto. Ieri sera dal veterinario per iniezioni di antibiotico e antinfiammatori (Palmiro è tornato dalla clinica molto raffreddato), stamattina di nuovo dal veterinario locale per esami sangue e flebo. Per il resto passa le sue giornate sul divano. E’ dura vederlo così.

Il gattino Honecker, ovvero il Gian Burrasca felino

Tre settimane fa si è presentato alla porta (dal nulla) un gattino di circa 45gg, abbiamo finito per adottarlo come già scritto:

https://timtirelli.com/2023/10/20/una-gattino-di-nome-honecker/

Era da più di 11 anni che non avevamo un diavoletto della Tasmania in casa, dunque riabituarsi ad un gattino scatenato non è automatico, Honny poi sembra essere una vera peste, un senza dio che si getta a capofitto su tutto senza nessun filtro. Mi par di ricordare che alla sua età Palmiro – benché vivacissimo come tutti i gattini – fosse in qualche modo più riflessivo, Honny no, Honny è sempre e comunque irrefrenabile. Sia chiaro, è una gioia, ma a volte fa girar la testa. Il fatto è che ti frega dato che non si può che amare alla follia una gattino di due mesi, perché prima ti incanta con quel suo faccino da micetto innocente e poi ti sconquassa la casa e ti attacca (per gioco) in tutti i modi possibili. Rincorre le palline, si alza sulle zampine posteriori per sembrare più grandi quando tormenta gli altri gatti, morsica (per gioco) in continuazione e appunto non sta fermo un attimo. E’ un amore, lo ribadisco, e grazie a lui alla Domus c’è sempre una certa dose di allegria garantita. E in queste settimane è una cosa maledettamente importante.

Video di Honny sui piedi di Tyrrell:

Il Gattino Honecker – ott/nov 2023 – foto TT

Il Gattino Honecker – ott/nov 2023 – foto TT

Essendo in una famiglia da alta gradazione Rock, è spesso a contatto con l’aria sonora che tanto amiamo, e ho così scoperto che ha una predilezione per i Rolling Stones

Il Gattino Honecker – ott/nov 2023 – foto TT

Saura e Il Gattino Honecker – ott/nov 2023 – foto TT

Tim e Honny – Ottobre 2023 – foto TT

C’è di bello che oltre ai Rolling Stones inizia ad amare anche i Led Zeppelin

Dopo aver saltellato al ritmo di Trampled Underfoot si prende una pausa

Tim & Il Gattino Honecker – ott/nov 2023 – foto TT

poi, dopo il riposino, torna a chiedere la tua attenzione

Il Gattino Honecker – ott/nov 2023 – foto TT

Il Gattino Honecker – ott/nov 2023 – foto TT

Il Gattino Honecker – ott/nov 2023 – foto TT

e via che si ricomincia. Meno male che gli altri 5 gatti hanno iniziato ad accettarlo.

Ragni & Il Gattino Honecker – ott/nov 2023 – foto TT

The return of The Dark Lord

A sorpresa TDL fa una apparizione alla Rock And Roll Hall Of Fame, chiamato ad introdurre Link Wray uno dei suoi eroi, finisce persino per omaggiarlo con una versione di Rumble. Il pezzo è semplice, ma con la doppiomanico il TDL fa la sua porca figura.

Commento della pollastrella: “Idolo Assoluto!”

TDL, Rock And Roll hall Of Fame, 3 november 2023.
Pic Theo Wargo

Serie tv

_Tutta La Luce Che Non Vediamo (USA 2023) – TTT¾

Miniserie convincente. Da vedere.

Tutta la luce che non vediamo (All the Light We Cannot See) è una miniserie televisiva statunitense del 2023 ideata da Shawn Levy e Steven Knight. La miniserie è l’adattamento televisivo dell’omonimo romanzo del 2014, vincitore del premio Pulitzer per la narrativa, scritto da Anthony Doerr. Le vicende di due adolescenti: la francese Marie-Laure, una ragazza cieca, e Werner Pfennig, un giovane tedesco costretto a combattere per la Germania nazista nella seconda guerra mondiale.

PLAYLIST

CODA

Con l’umore dunque in balia del blues seguo la corrente che ci porta verso la fine dell’anno, fine d’anno da passare in tempi gonfi di stupide oscurità … guerre al nord, guerre in medio oriente, guerre dappertutto, neri governi che offuscano l’umanesimo, immigrazione fuori controllo, oligarchie e turboliberismo come unico modello, cristianesimo e religioni varie che ancora infettano l’intelletto, il raziocinio e i valori universali, il pianeta che sta collassando, la popolazione sempre più isterica. Mala tempora currunt, baby, teniamoci stretti e continuiamo a resistere.

Uomo Di Blues – Novembre 2023

Il gattino Honecker

20 Ott

Martedì 17 ottobre 2023, torno dal lavoro, entro in casa, la porta dello studiolo è chiusa, entro e vedo l’umana con cui vivo che cerca di far bere un po’ di latte ad un minuscolo mammifero felino piuttosto spaventato.

Il gatto Honecker

The (Blues) Man: “E questo chi è?”

The Woman: “Ero giù in cortile poco fa, ho visto un’ombra nera salire di corsa le scale, credevo fosse un pungone (dialettale … un topo grosso), una volta salita ho visto davanti alla porta questo gattino …

The Cat: “Miaooooooooo”

The (Blues) Man: “Non possiamo tenerlo, ne abbiamo già cinque, più una che abbiamo dato in adozione ma della quale dobbiamo occuparci in certi periodi, senza contare i due forestieri che gironzolano qui intorno e che sfamiamo.”

The Woman: “Lo so. Adesso vado dai vicini e chiedo se per caso è loro, poi posto la foto nel gruppo Sei Di Borgo Massenzio Se e vediamo se qualcuno ha smarrito un gattino”.

The Cat: “Hissssss”

The (Blues) Man: “Ehi piccolino, non mi devi soffiare contro, sono un umano decente, non voglio farti del male. Adesso ci mettiamo qui io e te buoni buoni, in attesa che torni la Yamaha Girl, ok?”

The Cat: “Hissssss Hissssss”

The (Blues) Man: “Okay senti, per calmarti adesso ti racconto un po’ dei Led Zeppelin, dei Firm e del blues, ok?”

The Cat: “Hissssss Hissssss Hisssssss”

Torna la Yamaha Woman. Nessun dei vicini ha smarrito un gattino, con ogni probabilità qualcuno lo ha abbandonato nelle campagne oppure si è semplicemente perso, sul gruppo Sei Di Borgo Massenzio due persone si dicono interessate ad adottarlo; intanto il piccolino resta con noi, accetta il cibo ma poi corre a nascondersi nei luoghi più impensati (tipo dietro lo scaffale degli LP) dove tra l’altro fa i suoi bisognini e noi due umani ci ritroviamo una volta di più alla mercé dei gatti dovendo spostare tutto e pulire.

Umani addetti alle pulizie e alla mercé dei gatti – foto TT

Il gattino rimane alla Domus per due giorni, in attesa di decisioni. Inizia ad ambientarsi e a fidarsi dei due umani che lo hanno accolto. E’ vero, il gatto Palmiro – il capo colonia – lo tollera appena, la Minnie ringhia, soffia e con gli occhi mi fulmina non appena lo prendo in braccio, ma la notte il micetto la passa al sicuro, chiuso nello studiolo, sul castello del gatti (il tira graffi), una sorta di Tower House per felini.

La Tower House nel 1878

The (Blues) Man: “Prima che sia troppo tardi, dobbiamo darlo via…”

The Woman: “Sì, lo so, ma è così carino…”

The Cat: “purr … purr … purr”

Il giorno dopo la Yamaha Woman fa smart working e mi manda un messaggio su whatsapp:

Vedo così il micetto stare sulla scrivania dove lei lavora. La cosa si fa preoccupante. Le scrivo:

The (Blues) Man: Sì, ma dobbiamo darlo via, abbiamo già una gatterìa che ci impegna la vita, non possiamo prenderne un altro…”

Lei non risponde.

Poco dopo mi manda una foto del gattino ancora senza nome insieme al Ragno Assassino, un vecchio compagno di giochi del gatto Palmiro:

The Woman: “Guarda bene il suo musetto… sei proprio certo di volerlo dare via?”

Honny e il ragno assassino

Giovedì sera, torno a casa, la vedo giocare con Gianburrasca.

The (Blues) Man: Sì, però così non va bene, dobbiamo … darlo … v..”

The Woman: “Dai, dagli tu da mangiare…”

Lo sgabagigio avrà più o meno 45 giorni, lo imbocco con un cucchiaino, è affamato ed eccitatissimo, non riesce a star fermo e al contempo si sbafa la mousse di carne. Resistere alla tenerezza che scatena un musetto di un gattino così piccolo è uno sport estremo, saranno i feromoni, sarà che che sono un uomo di blues, ma la faccenda si mette male …

The Woman: “Allora, cosa vuoi fare?”

The (Blues) Man: “Ma, ehm, in verità io, cioè, potremmo, sarebbe meglio, però, se tu proprio vuoi, anche se … dopotutto … quindi … ah, maledizione!

Il gatto Honecker

E così continua la saga dei gatti con nomi legati al Sol Dell’Avvenire: prima Fidèl, poi Raissa, quindi Palmiro ed ora il piccolo Honecker.

Benvenuto alla Domus Saurea, Honny, benvenuto nella tua nuova famiglia blues.

Magnolia … (l’antróstomo che canta, la brezza di fine estate …)

15 Ott

Metà ottobre e la stagione è ancora calda, mi sembra quasi di sentire l’antròstomo cantare mentre la brezza estiva accarezza i blues, è vero … non ho lasciato nessuna donna a New Orleans, ma il mio mondo oggi sembra quello di JJ Cale. Tra poco giungerà il primo freddo ma intanto io mi lascio illuminare e irretire da queste dolci sensazioni.

Whippoorwill - antròstomo - aprimulgus vociferus

Whippoorwill – antròstomo – aprimulgus vociferus

Whippoorwill’s singingSoft summer breezeMakes me think of my babeI left down in New OrleansI left down in New Orleans
Magnolia, you sweet thingYou’re driving me madGot to get back to you babeYou’re the best I ever hadYou’re the best I ever had
You whisper, “Good morning”So gently in my earI’m coming home to you babeI’ll soon be thereI’ll soon be there
Magnolia, you sweet thingYou’re driving me madGot to get back to you babeYou’re the best I ever hadYou’re the best I ever hadYou’re the best I ever hadYou’re the best I ever had

I Fratelli Macchianera*

Come scritto qualche post fa mi sono comprato una nuova copia de I fratelli Karamazov, ovviamente in edizione della collana a me tanto cara Universale Economica Feltrinelli (una delle mie dolci ossessioni) e nel rileggere questo capolavoro provo un piacere intellettuale e spirituale fortissimo. Mi conosco bene ma sono sorpreso da questa sensazione magnifica, la lettura assume un carattere imperioso, accostarmi ogni sera a questo romanzo diventa una necessità impellente. Risento lo stesso sfarfallio di quando da ragazzo leggevo Kafka e Italo Svevo … non c’è niente da fare, certa letteratura ti sospinge sulle ali del maestrale.

*a proposito di ossessioni, la conoscete ormai quella che ho per l’etimologia, dunque non potevo esigermi dall’esercizietto di onomastica riguardo il cognome dei protagonisti del romanzo: Dostoevskij deve aver basato la creazione del cognome sul termine кара (kara) di origine tartara/turca che significa nero e sulla parola russa мазать (mazat) ovvero macchia. I Fratelli Macchianera insomma.

Commuter Blues – Etica Etnica

Sono ormai otto mesi che ogni empio giorno salgo e scendo dal treno per andare e ritornare dal lavoro. Il tragitto è breve ma è sufficiente per misurare una fetta di umanità. Rimango sempre un po’ così quando vedo che certa gente non rispetta le basilari leggi della convivenza, anche nelle piccole cose (vedi quelle che si fermano insieme alle amiche davanti alle scale che portano ai sottopassaggi delle stazione e poi si lamentano se la folla che vomita il treno le urtano mentre questa cerca di imboccare le scale per correre al lavoro). Il pseudo manager stretto in un completo che veste slimfit (come si dice oggi) che parla di lavoro al telefono a voce alta con un collega, poco dopo Mutina (in direzione nord ovest) vi è una breve galleria sotterranea (dura 60 secondi) che ovviamente interrompe le trasmissioni e le connessioni. Il tipo si innervosisce, una volta usciti richiama il collega ed esclama “scusa ma c’è un cazzo di galleria di merda che ha interrotto la comunicazione”. Ho pensato di scrivere a Trenitalia per capire se sia possibile fare una sopraelevata al posto della sotterranea in modo che il poveretto possa discutere delle facezie lavorative senza essere interrotto.

Galleria sotterranea Modena

L’altra mattina, come spesso capita mi trovo nella prima carrozza in alto. Nella prima fila di posti siedono soquanti (alcuni insomma) ragazzi biondi. Dalla parlata direi siano scandinavi, si esprimono in quella sorta di tedesco/inglese nordico e gutturale. Parlano a voce alta, uno in particolare, pare che la carrozza sia a loro uso e consumo. Non dico nulla, da giovane devo aver fatto cose simili, magari senza pensare al disturbo che potevo arrecare, ma ciò non toglie che tra me e me mi scappi un “scandinavi di melma”. Lo dico senza pormi il problema e mi interrogo sulla differenza di preoccupazioni … quando (soprattutto al ritorno) vi sono gruppi di nordafricani o di africani subsahariani (buffa l’assonanza col temine “ariani”) che si intrufolano sul treno prima che la gente sia scesa, che si mettono a chiacchierare tutti insieme a voce alta, magari ascoltando quella musica araba commerciale immonda o quel trap/rap insopportabile, beh anche in quel caso mi verrebbe da usare lo stesso metodo avuto con gli scandinavi, ma mi perito a pensarlo e a scriverlo. Curioso come ci si faccia condizionare dal politicamente corretto. Quando poi verso sera lascio i binari per tornare a casa e nel backyard della stazione di Regium Lepidi passo in mezzo a gruppi di giovani uomini neri che si fanno delle canne, ti guardano con strafottenza e dalle loro casse acustiche esce quel pattume musicale di cui sopra beh, il primo pensiero non è essere troppo dissimile da quello dell’elettore medio dei partiti che stanno al governo. Mi basta però tornare a pensare che poco prima, mentre ero diretto alla stazione di Mutina, avevo scorto un nero che dormiva sul marciapiede di un vecchio palazzo che dà sul piazzale della stazione e che era avvolto in un panno, la testa china sullo zaino, sprofondato in un sonno di certo corrotto da malesseri, per ritornare ad essere quel liberal radical che penso di essere.

Il canale youtube LedZepfilm ha aggiunto – sincronizzandolo con le immagini – il sonoro al filmato amatoriale scoperto recentemente di Dallas 1977. Dato che la registrazione audio di Dallas 1977 non è mai apparsa sono stati usati i nastri audience di Oklahoma City e della prima serata di Chicago sempre del tour del 1977. Il risultato è molto gustoso.

SERIE TV

_Il Supervissuto (Netflix 2023) – TTTT

Docuserie di 5 puntate su Vasco Rossi, vita personale, vita da Rockstar, gli inizi, i primi album, il successo, gli eccessi il mega successo e la ricerca dell’equilibrio sopra la follia. Siamo nati ad alcune decine di km di distanza, qui nel modenese, lo seguivo quando era dj a Punto Radio nella seconda metà degli anni settanta, ho amato moltissimo i suoi primi 5 album tanto che a militare mi chiamavano Vasco… non poteva che piacermi questa docuserie. Brividi, malinconia e tanti amarcord durante le prime due/tre puntate…Punto Radio, lui DJ allo Snoopy (storica discoteca di Modena), i primi due album, poi i successivi, la prima Rock band … quanto mi piaceva in quel periodo. Vederlo dal vivo nel 1981 (a bordo palco), nel 1983 e poi nel 1985 e nel 1989 fu una bella esperienza. Ho seguito con interesse anche le ultime due puntate ovviamente… non ha perso quell’approccio genuino e schietto che nasce qui in provincia anche se ora il tutto è avvolto in una sorta di autoreferenzialità che credo essere fisiologica (quando per tanti anni se una famosissima Rockstar con un successo stratosferico credo sia inevitabile). Vasco qui a Modena rimane una istituzione, ci piace pensare che sia uno di noi, qui sembra quasi che tutti lo conoscano personalmente e abbiano aneddoti da raccontare … la docuserie su Vasco noi la avevamo già nel sangue.

_Il Giovedì Delle Vedove – TTT½ (Netflix 2023)

La vita effimera, vuota e senza emozioni di ricchi sudamericani.

https://www.repubblica.it/serietv/schede/le-vedove-del-gioved-/8905/

Miniserie dai toni del thriller e del noir insieme, Le vedove del giovedì è l’adattamento del fortunato romanzo della scrittrice argentina Claudia Pinero. La vita apparentemente perfetta in un ricco complesso residenziale viene sconvolta quando vengono trovati tre uomini uccisi. E’ stato un omicidio o un incidente?

Il quartiere di Los Altos de Las Cascadas è fatto di ville lussuose, campi da tennis, scuole esclusive. Niente sembra poter scalfire questa realtà dorata fin quando Teresa nel tornare a casa trova Tano, il marito, morto insieme a due suoi amici. La piccola comunità è pronta a considerare il fatto drammatico come un incidente, ma ben presto si capisce che nulla è perfetto. La serie trasporta in Messico le inquietudini del romanzo argentino che sullo sfondo aveva la crisi economica di quegli anni e lo fa schierando un folto cast  di celebri attori messicani a cominciare da Irene Azuela (Monarca) nei panni di Teresa e di Omar Chaparro in quelli del marito Tano. Alla regia troviamo Humberto Hinojosa. Dal romanzo del 2005 è già stato tratto un film nel 2009 diretto da Marcelo Pineyro ambientato invece in Argentina.

FILM

_Nowhere (Spagna 2023) TTT

Il genere mi interessa, la produzione spagnola anche, il film si lascia vedere con piacere ma ci sono troppi espedienti narrativi semplicistici.

Incinta, sola e alla deriva, una donna intrappolata in un container cerca di sopravvivere dopo essere fuggita da un paese devastato e controllato da un regime totalitario.

_The Silencer – Senza Voce (2023 Canada / Usa) – TTT+

Mi piacciono i film girati in quei vasti territori freddi dove le comunità umane vivono vite dure e difficili, mi piacciono le storie dei losers, dunque anche questa pellicola l’ ho vista volentieri. Niente male.

https://www.mymovies.it/film/2020/the-silencing-senza-voce/

Rayburn Swanson vive ancora sulla sua pelle il dolore per la perdita della figlia adolescente, rapita cinque anni prima. Scivolato in una spirale senza fine di alcolismo e autodistruzione, Rayburn ha detto addio alla caccia e ha deciso di aiutare gli stessi animali che uccideva realizzando una sorta di santuario al confine con un’area incontaminata. La sua vita viene però rimessa in discussione quando da uno dei monitor di sicurezza vede un assassino inseguire una ragazza che gli ricorda la figlia scomparsa. Determinato a salvarla, Rayburn si avventura nella natura selvaggia per trovarla prima che lo faccia il killer.

PLAYLIST

CODA

Dicevo all’inizio che l’autunno sta arrivando ma a dire il vero io mi sento piuttosto frizzante, certo, il mio approccio potrà anche essere quello che Tommaso Litigioso (Tom Keifer, va beh) descrive ne “il blues della cattiva sarta” ma non sto esattamente “cadendo a pezzi” e anzi, malgrado sia un uomo di un incerta età, devo ammettere che mi sento pieno di energia. Saranno i fratelli Macchianera, saranno gli assoli di Johnny Winter, le architetture del Dark Lord, le prodezze dei Black And Blues boys? E chi lo sa, il nido di stelle forse non esiste, lo stesso dicasi per the girl with the far away eyes (o, se vogliamo, Magnolia), ma visto che per un cazzo di motivo misterioso ci siamo materializzati su questo cazzo di pianeta e di universo che altro possiamo fare se non continuare a rollare con la benedizione del Dark Lord sopra di noi?

Lookin’ on back
when I was young
I tried to sing it,
but my song had been sung
And now I ain’t got no worries
Ain’t got no one to call my own

My heart’s like a wheel
And my head’s just a stone
I got my memories
Ain’t got no home

Old friends seem
much closer now
They stand the test
of time somehow

Look at the winner who hit the ground
It comes around and then it goes back down

I’m fallin’
Ooo fallin’ apart at the seams
Fallin’
Ooo yea fallin’ apart at the seams

PS: in questo pezzo alla batteria c’è l’indimenticato Cozy Powell, e si sente.

Quando il viola intenso cade sui muri assonnati del giardino

25 Set

Tiepida serata settembrina, sono al tornio con cui adatto i miei appunti per la nuova puntata della School Of Rock che tengo per la azienda in cui lavoro. Sopra la House Of Blues, dove vivo, il cielo è già intriso di notte ma ad ovest il sundown è passato da poco, vi sono riflessi violacei che arrivano fino a qui, a ghermire l’ultima idea di luce di questa giornata.

Dato il tema della nuova lezioncina rispolvero una vecchia canzone degli anni trenta del secolo scorso, mi ci immergo in quel viola intenso, mi ci avvolgo, mollo la zavorra e leggero mi appoggio su quella voce e su quel testo.

DEEP PURPLE

When the deep purple falls
over sleepy garden walls
and the stars begin to flicker in the sky
thru the mist of a memory
you wander back to me
breathing my name with a sigh.

In the still of the night
once again I hold you tight.
Tho’ you’re gone your love lives on when moonlight beams
and as long as my heart will beat,
lover, we’ll always meet
here in my deep purple dreams.

DREAMS

A proposito di (purple) dream … sono ormai mesi che ne faccio di molto strani o comunque particolari e complessi, ne parlavo l’altro giorno con la mia amica Mar e le dicevo di come sia incredibile il fatto che la mente si diverta a creare delle serie TV strampalate dove tu sei il protagonista. A dire il vero a volte mi basterebbe fare anche solo un cameo o la comparsa.

LITTLE LOVE STORY

In treno, è mattina, la carrozza in cui sono è stranamente quasi vuota. Mi siedo, dietro a me sento che vi è qualcuno che parla al telefono; siamo schienale contro schienale e mio malgrado percepisco quello che il tipo dice e ciò che una tipa gli risponde; sembrano parlare di faccende personali, il tono non è alto ma per un curioso motivo tutto mi arriva in modo chiaro. Vorrei pensare agli affari miei ma non riesco.

Lui sembra innamorato, lei pare avere un impedimento … da quel che si dicono mi pare di intendere che lei stia già con qualcuno ma deve esserci anche dell’altro, non mi è chiaro. Lui le parla con passione, mi pare sincero, schietto, uno che è capace di mettersi a nudo e visto l’uomo di blues che sono lo ammiro sin da subito, lei ci scherza su, tuttavia lo fa in modo delicato, al contempo deve essere lusingata dell’interesse del tipo … sorrido tra me e me, l’amore spesso in fondo è questo, uno ama una persona che a sua volta ne ama un’altra. Capisco anche che lui sta andando ad incontrarla, suppongo quindi che malgrado tutto pure lei sia interessata; siamo sulla linea Placentia-Bonomia, abbiamo da poco lasciato Regium Lepidi dunque è possibile che vivano in due città diverse, chissà dove si incontreranno. Decido di alzarmi, non voglio imbarazzarmi dei fatti altrui, vado a sedermi più lontano, mentre lo faccio mi arrivano gli ultimi scampoli del discorso, lui che le dice una cosa tipo “Okay, allora ci vediamo al parco dopo le nove e mezza …no, stai tranquilla …certo, mi piacerebbe baciarti, ma non lo farò, lo sai che sono un gentiluomo …”. 

Un gentiluomo” … che grande; con la coda dell’occhio lo inquadro, è un uomo adulto, più giovane di me, direi di un decina d’anni, vestito con stile, in mano La Repubblica e un libro … buona fortuna sconosciuto amico mio.

Christianity Blues

Mi interrogo sempre più spesso sui disastri fatti dal cristianesimo, sarà che ascolto e leggo Umberto Galimberti ma certi temi non sembrano lasciare mai la mia maruga; sarà dovuto anche al fatto che l’antropocentrismo proprio non lo reggo e che questo è dovuto per l’appunto al cristianesimo visto che è lì che si sostiene che la Terra è a disposizione dell’uomo. 

Ma in fin dei conti che cavolo è poi in fin dei conti il cristianesimo? 

Un vocabolario dice: Religione monoteista, di matrice ebraica, rivelata da Gesù Cristo attraverso la propria persona e la predicazione, attestata nei vangeli; è basata sull’idea di un unico Dio, padre di tutti gli uomini. Per estens. Civiltà sviluppatasi dalla concezione cristiana della natura, dell’uomo, della storia

Un altro (Treccani) precisa: cristianéṡimo s. m. [dal lat. tardo Christianismus, gr. Χριστιανισμός]. – 1. La religione fondata da Gesù Cristo, nel quale i credenti riconoscono, nello stesso tempo, l’iniziatore e profeta meramente umano e il Verbo di Dio incarnato, il rivelatore e il rivelato; storicamente nato in seno al giudaismo, il cristianesimo si presenta come un religione fondata, rivelata, dogmatica, proselitistica, universalistica ed escatologica, la quale estende a tutti gli uomini un rapporto di filiazione divina e di fratellanza reciproca, e sostiene la speranza suprema della beatitudine oltremondana concessa dalla misericordiosa bontà e dalla giustizia di Dio. 2. estens. La civiltà cristiana.

A me questa configurazione ottimistica del futuro mi pare una farsa, il futuro sarebbe l’aldilà? Ma se non siamo nemmeno certi certi che ci sia l’aldiquà! Il Cristianaesimo è un inconscio collettivo che appartiene anche a chi non crede, questo mi fa penare … ma perché devo avere questa sovrastruttura che a mio modo di vedere è una stortura? 

Io di collettivo vorrei la intelligenza, perché ogni organismo ha bisogno di quella dell’altro per funzionare meglio.

Imagine there’s no heavenIt’s easy if you tryNo hell below usAbove us, only sky

Imagine there’s no countriesIt isn’t hard to doNothing to kill or die forAnd no religion, too

ABBA The Movie – TT½

Per tre giorni al cinema ritorna Abba The Movie, il mockumentary uscito a fine 1977 in Svezia e in Australia. Sono un fan del gruppo, la accoppiata di songwriter Benny Andersson e Björn Kristian Ulvæus è una delle mie preferite in assoluto e Agneta, la cantante bionda del quartetto, era la mia pin up prediletta quando ero un ragazzino, laggiù negli anni settanta (e comunque lo è ancora oggi). Mi reco al cinema UCI di Regium Lepidi dentro al complesso dello stadio Città Del Tricolore con la Yamaha Girl. Sosta di alcuni minuti davanti alla grande pista di macchinine che vi è nell’ampio atrio … dice che è sempre stato il suo sogno averne una …

Dice che è sempre stato il suo sogno – Motor head woman – settembre 2023 foto TT

davanti a quelli che un tempo erano gli sportelli del botteghino interagisco con una macchina dispensatrice di biglietti e lancio una profanity per dirla alla Lowell George: il biglietto costa 16 euro …va beh che è un evento speciale, va beh che è per i fans, però dio pòver …

Dopo 40 insulsi e pesantissimi minuti spesi a guardare i trailer dei film di prossima programmazione inizia il film degli Abba. Avevo già visto buona parte di esso, ma al cinema è chiaro che l’effetto è superiore. Un mockumentary (una combinazione di finzione e documentario) è un tipo di film o programma televisivo che descrive eventi di fantasia, ma presentato come un documentario che di per sé è un sottoinsieme di uno stile cinematografico finto documentario, nel caso degli Abba è un documentario con all’interno la ridicola storiella di un dj radiofonico incaricato di intervistarli per uno special di due ore da mandare sulla radio per cui lavora. I filmati dal vivo, le scene dietro le quinte e di vita tra aeroplani e hotel sono basati sul tour australiano de 1977 il cui pubblico sembra lo stesso di una sagra di paese… famigliole, bambini, adulti poco svegli, un livello davvero lofi. Restano i filmati del gruppo on stage, le bellissime canzoni e l’aurea che la meravigliosa Agneta emanava.

I Ragazzi Della Via Po

Con cadenza regolare mi trovo per una pizza in pausa pranzo con i miei ex colleghi, in due distinte epoche ho lavorato per un insieme di 12 anni in una grande azienda di Mutina dove ho stretto un forte rapporto con alcune persone, tra cui loro quattro: due li conosco da 33 anni gli altri due da 4 anni. Succede anche in questo fine settembre: gli argomenti sono sempre i soliti, football, pheeghe, politica, i blues della vita ma è gratificante farlo e ogni volta che ci salutiamo avremmo già voglia di ritrovarci. Bello avere ex colleghi a cui vuoi un gran bene. (#cel’homancacel’homancacel’homancacel’homanca).

I ragazzi della via PO – settembre 2023 – da sx: Rinna-Tyrrell-Campa-Picci-Pavve

Gommista blues

Poco fa, dal gommista di Borgo Massenzio. 

Si avvicina il titolare:

“Ha bisogno?”

“Buongiorno, sì, ho un chiodo conficcato in una gomma”

“Okay, ci dia 20 minuti, dobbiamo girare le gomme a quella macchina e poi siamo da lei”

Dopo 15 minuti viene da me l’addetto.

“Buongiorno, ha una gomma bucata vero? Porti pur la macchina dentro”

Arriva una donna di mezza età, etnia asiatica, potrebbe essere una vietnamita. 

Si avvicina il titolare:

“Dimmi”

“Ho una gomma bucata”.

“Okay, fammi vedere.”

Si avvicina l’addetto:

“Hai bucato anche tu? Ma cosa avete fatto sabato e domenica tu e questo signore?”

Mi sforzo di ridere.

Conclusione: il tu all’asiatica e il lei all’italiano/emiliano.

SERIE TV

_In Fiamme /Spagna 2023) – TTT¾

Solida serie TV spagnola che racconta un fatto realmente avvenuto che sconvolse la Spagna nel 2017. La protagonista è Úrsula Corberó, ovvero Tokyo de La Casa Di Carta.

 

PLAYLIST

CONCLUSION

Il presidente della azienda per cui lavoro mi fissa una call con l’oggetto “I fratelli Karamazov”, titolo di un, anzi del, romanzo di Fëdor Dostoevskij. La settimana scorsa chiacchierando abbiamo casualmente toccato i soliti leggeri argomenti (l’aldilà, l’aldiquà, il vuoto prima del big bang che vuoto propriamente non era e bazzecole simili). Il problema è che quel romanzo lo lessi decenni fa, così ne ho ordinato una nuova edizione (Universale Economica Feltrinelli of course) … devo affrettarmi a rileggerlo, in quella call non dovrò cercare di sviare il discorso se non ricorderò certe parti e finire come sempre per parlargli dei Led Zeppelin.

Ad ogni modo, eccomi di nuovo a godermi qualche giorno di ferie da passare da solo qui alla Domus Saurea. Le previsioni promettono tempo sereno, spero di poter fare qualche altro bagno con la mia muta da sub che ogni vola che la infilo mi fa sentire degno del mio amico Polbi (diver extraordinaire), dovrei poi uscire una volta col mio gruppo, gli Equinox, per la prima puntata dell’autunno nel mio pub preferito (lo Sherlock Holmes di Regium Lepidi) e sì, dovrei sistemare anche alcune cosette …avere del verde intorno a casa è bellissimo ma anche impegnativo. Mi sono ripromesso inoltre di capire se sono ancora in grado di leggere la musica e quindi di ributtarmi sulla chitarra in maniera ortodossa,

e di mettere in agenda altre faccende che si affrontano solo con grande spirito di volontà, ma chissà se sarà così, non ho più l’autodisciplina di un volta. Di una cosa sono sicuro, queste mie ferie miserelle mi vedranno ascoltare i Led Zeppelin a palla mentre nella House Of Blues in cui vivo si svolgerà di nuovo il Festival del Gin Tonic.

Oh yeah, baby, let’s Rock.

Uomo di blues – Tim settembre 2023

TT’s SCHOOL OF ROCK VI: DEEP PURPLE

23 Set

Intro:

Come scrivo ogni volta che affronto questo tipo di articoli, lavorando in un’azienda come quella in cui sono uno dei miei compiti è anche quello di tenere alcune lectio magistralis (e sia chiaro, lo scrivo con tutta l’autoironia possibile) sulla musica Rock. D’altro canto il presidente me lo disse già durante il colloquio due anni e mezzo fa: “In caso scegliessimo te, sappi che ti chiederò di tenere lezioni sul Rock per i colleghi”. Eccomi dunque qui per la nuova “School of Rock”. Siamo ormai arrivati al sesto episodio, da tenersi come sempre dalle 18:15 alle 19:30 nella – a me tanto cara – Sala Blues, la sala riunioni informale,  la sala “where the dreams come blue”, capacità: 25 posti a sedere.

Sala Blues – foto Tim Tirelli 2021

Un pubblico dunque selezionato che si prende la briga di fermarsi in azienda dopo l’orario di lavoro per ascoltare storielle e brani musicali di gruppi del bel tempo che fu. In questo equinozio d’autunno viro verso uno dei capisaldi dell’Hard Rock: i Deep Purple.

Per vari motivi arrivo a questa SoR in ritardo su tempi, penso di rimandarla senonché uno dei dirigenti dell’azienda mi sprona con molta decisione a farla ugualmente. Cerco di tenere il punto ma finisco per cedere davanti alla determinazione di uno dei colleghi più alti in grado, il quale approfitta della mia momentanea défaillance per invitarmi a parlare dei DP.

Nei minuti che precedono l’inizio vero e proprio della School Of Rock avviene una sorta di Meet & Greet, alcuni colleghi tra i più affezionati vengo a farsi fotografare con Nonantola Slim:

Dave & Tim – TT’s School Rock: Deep Purple 2023-09-21 – Foto Stremmy & Marcya

Tim e la professoressa Stremmy – TT’s School Rock: Deep Purple 2023-09-21 – Foto Marcya P.

◊ ◊ ◊

Per i colleghi nuovi arrivati anticipo che durante questi incontri capita (ma si sa, è la mia modalità standard) di andare sopra le righe ma parliamo di Rock santiddio, non si possono fare lezioncine, qui bisogna pompare se vogliamo raggiungere le profondità cosmiche.

Introduco il gruppo dicendo qualche ovvietà, ovvero che i Deep Purple sono una delle più importanti e  famose band di hard rock, che nel lustro che va dal 1970 al 1974 sfornarono alcuni lavori che sono  classici della musica (hard) Rock e che il nome Deep Purple (viola intenso) fu suggerito dal chitarrista perché era il titolo della canzone preferita da sua nonna, una brano di Peter De Rose degli anni 30 del secolo scorso. Qualche notiziola sui dischi venduti ovvero più di 100,000,000 albums in tutto il mondo, di cui 8.000.000 e più negli USA e 1.000.000 in UK. Avverto tutti che non abbiamo tempo a sufficienza per approfondire più di tanto e dunque ci concentreremo sui 5/6 anni in cui i Deep Purple hanno inciso sulla Storia del Rock. Prima di iniziare, per comprendere la vita turbolenta del gruppo accenno al
carattere assai particolare di Blackmore aggiungendo qualche aneddoto vissuto dal sottoscritto in prima persona al concerto di Zurigo del 1985.

Racconto brevemente che nel 1968/69 sull’onda del successo di Cream e Jimi Hendrix iniziano a crearsi i gruppi Rock in senso stretto che diventeranno definitivi e fondamentali per gli anni settanta, e dunque che nel 1968, dalle ceneri degli Yardbirds, il chitarrista inglese Jimmy Page (già valente per quanto poco ortodosso session man inglese) forma i Led Zeppelin, quartetto britannico che da lì a poco ribalterà il mondo del Rock. In novembre registra in 30 ore il primo album della band, disco d’esordio che nel giro di qualche mese arriverà nelle primissime posizioni della classifica che veramente conta in termini di vendite, quella americana. Il disco esce nel gennaio del 1969 e riscrive il sound della musica Rock. Se già Hendrix e i Cream avevano sondato nuovi terreni, con l’avvento dei LZ le sonorità Rock e il metodo di registrazione si arricchiscono di un nuovo abecedario. Prodotto da Jimmy Page con solo 3000 sterline il disco è una bomba, tanto che la rinomatissima etichetta americana Atlantic li mette sotto contratto immediatamente anticipando 200.000 dollari (siamo nel 1970, oggi sarebbero diversi milioni di dollari) e lasciando nero su bianco ampissima libertà decisionale a Jimmy Page.

Led Zeppelin 1 è un terremoto che pian piano colpisce anche l’Inghilterra. La Earth Blues Band, semisconosciute gruppetto di Birmingham rimane folgorata, cambia marcia, nome (adotterà quello di Black Sabbath) e si metterà a scrivere brani hard rock sulla falsariga del disco dei LZ.

Continuo nel dire che nel 1968/69 i DP sono un gruppetto che fa il verso agli statunitensi Vanilla Fudge, immerso in uno stile tra il rock psichedelico e il proto rock progressivo di quegli anni. Nei primi 3 album (Shades Of DP / The Book of Taliesyn / Deep Purple) vi sono spunti interessanti che lasciano intravedere un possibile futuro ma in pratica a parte due singoli (entrambi cover) che si comportano bene nelle classifiche americane gli album vendono poco. Il primo album dei LZ irretisce il chitarrista del gruppo (Ritchie Blackmore) che impone una svolta drastica: il bassista e il cantante vengono sostituiti da Roger Glover e Ian Gillan (due potenti e dotate personalità), la musica si trasforma in qualcosa di molto più duro.

TT's School Rock: Deep Purple 2023-09-21 - Foto Stremmy & Marcya

TT’s School Rock: Deep Purple 2023-09-21 – Foto Stremmy & Marcya

Parto dunque con In Rock specificando che è il primo album in studio registrato dalla formazione Mark II composta da Ritchie Blackmore, Ian Gillan, Roger Glover, Jon Lord e Ian Paice.

L’artwork perde i risvolti psichedelici dei tre precedenti e va dritto al punto: raffigura il Monte Rushmore con scolpiti nella roccia i volti dei membri della band sovrapposte a quelli dei presidenti degli Stati Uniti con l’ovvio gioco di parole IN ROCK … nella roccia e nel Rock. Parlo di Child In time che è uno dei brani più famosi dei DP, sebbene sia un’imbarazzante scopiazzatura di Bombay Calling del 1969 del gruppo It’s A Beautiful Day, ma i DP ne danno una versione sensazionale, matura, rotonda annullando così ogni perplessità, anche perché tutti, tutti (tutti!) i gruppi e gli artisti hanno “preso in prestito” parti musicali da altri musicisti.

Tim e la professoressa Stremmy - TT's School Rock: Deep Purple 2023-09-21 - Foto Stremmy & Marcya

TT’s School Rock: Deep Purple 2023-09-21 – Foto Stremmy & Marcya

Aggiungo che succede la stessa cosa anche per Black Night, il singolo (che non compare sul disco), che proviene dalla versione di Rick Nelson di Summertime, poi ripresa da The Blues MacGoos per We Ain’t Got Nothin’ Yet  e dai Deep Purple per l’appunto. Sono i due brani di In Rock che faccio ascoltare.

video Child In Time (filmed by The Stremmy Girl)

Due parole sul tour relativo, su Fireball comunque grande album ma schiacciato tra due capolavori e poi racconto del 1972, l’anno dei DP. La preparazione di Machine Head, Montreux, il Casinò che prende fuoco, il fumo sul lago.

TT's School Rock: Deep Purple 2023-09-21 - Foto Stremmy & Marcya

TT’s School Rock: Deep Purple 2023-09-21 – Foto Stremmy & Marcya

Faccio ascoltare Smoke And The Water e Highway Starr, poi parlo dl tour del 1972 e delle tre date in Giappone semplicemente sensazionali così come Live In Japan poi rinominato Made In Japan da cui faccio ascoltare la mervigliosa versione di Lazy.

video Lazy (filmed by Marcya P)

Il tempo scorre, accenno al fatto che nel periodo di maggior successo creativo e magia il gruppo crolla causa tensioni varie, Blackmore prova un progetto alternativo con Paice e Phil Lynott e che poi dopo il tour de 1973 Gillan e Glover se ne vanno. Entrano Hughes e Coverdale, si forma la Mark III ed esce Burn (faccio ascoltare la title track).

Chiaro che per il tipo che sono mi sarebbe piaciuto fare ascoltare pezzi obliqui, ma il tempo è poco meglio far arrivare ai giovani colleghi prima le pietre miliari. Via di corsa sulle ali di Stormbringer sorseggiando subito dopo Come Taste The Band e riassumendo in un minuto quello che successe dall’anno della reunion (1984) ad oggi.

Devi dire che è stata una delle School Of Rock più piacevoli, forse perché avendo avuto poco tempo ho più che altro improvvisato e mi solo lasciato andare. Il gentile pubblico sembra aver gradito tanto da farmi sentire a mio agio, come uno che trovi finalmente il suo posto nel mondo …certo non avevo la chitarra elettrica in mano, né stavo suonando le mie canzoni, ma la sensazione è più o meno la stessa. New York, goodnight!

video saluti e ringraziamenti

◊ ◊ ◊

I

Tim Tirelli’s School Of Rock

Il Johnny Weissmuller dei poveri e la mescolanza di pensieri

14 Set

Settimana di ferie spesa alla House Of Blues, tolgo le manette al cervello, mi libero dagli impicci, mi godo il caldo settembrino della Domus, nuoto, leggo, ascolto musica, vado fuori a cena … non fosse per la pausa del campionato per le nazionali sarebbe stata un settimana più o meno perfetta.

Avendo la maruga in (attenzione: Bodhran non ama questo termine) modalità free as a bird i pensieri circolano in piena libertà, svolazzano di qua e di là, si rincorrono, si mescolano senza nessun costrutto e per liberarmi di loro a me non resta che riversarli qui sul blog.

Mescolanza di pensieri

Colonia Agrippina

Mi sveglio, mi lavo, mi bevo un bicchiere d’acqua. Ogni tanto mi impongo il digiuno intermittente, seguo lo schema più facile (16 ore di digiuno, assunzione cibo dalle 13 alle 21). Il campanile di Borgo Massenzio batte le 8:30, riattivo il pc per controllare le news of the world; il Dell torna in azione e come prima cosa mi propone la foto del giorno: uno scorcio della città di Colonia.

Mi tornano alla mente i giorni passati in quella città in un inverno degli anni ottanta. Colonia mi piacque, così in questa dolce mattina mentre ascolto Memoirs Of An Officer And A Gentlement degli ELP (brano relativo al mese in cui siamo) ripenso al passato, a quello remotissimo legato alla città della Renania Settentrionale.

2062 anni fa la antica popolazione germanica degli Ubi si accordò con i romani e si insediò sulla sponda sinistra del Reno, il villaggio prese il nome di Ara Ubiorum e ben presto si trasformò in un centro militare romano. Dieci anni dopo Agrippina – moglie dell’imperatore Claudio e figlia di Germanico – volle che il villaggio fosse innalzato al rango di Colonia Romana, fu così che l’abitato prese il nome di Colonia Claudia Ara Agrippinensium (“la colonia di Claudio e l’altare di Agrippina”) conosciuta come Colonia Agrippina.

Colonia Romana Colonia Agrippina.

Colonia Agrippina (ricostruzione).

In quelle zone fu poi costruito uno degli acquedotti più lunghi dell’Impero Romano, 130 km di incredibile ingegneria. Verso la fine dell’Impero Romano, nel 455 dc, i Franchi conquistarono la città e ne fecero la loro capitale.

Nei giorni spesi a Koln mi divertivo a fare trite battute, mi versavo qualche goccia d’acqua addosso ed esclamavo “Ah, finalmente posso permettermi l’acqua di Colonia!”. Che nessi (come diciamo qui a Reggio nell’Emilia) che ero.

Colonia (Germania)

Colonia (Germania)

Rolling Stones’ new single “Angry” TTT¾

Nuovo singolo dei Rolling, che devo dire … non mi dispiace nemmeno un po’. Meno banale di quel che mi aspettassi e la melodia nella sezione con gli accordi (diciamo così) mi pare carina. Per gente che scrive pezzi da 60 anni e che ha 80 anni Angry è un bel prodottino, chapeau! Godibilissimo l’assolo centrale di chitarra, minimal ma con un senso Rock mica da ridere.  Mi piace anche il video, certo … vi è la bella pheega vestita di Rock che fa le mossettina su una decapottabile che attraversa la città assolata, ma il gioco con i video nei billboard dell’epoca è vincente. Ragazzi, che fighi i Rolling!

New Silent Footage

Dal nulla emergono nuovi filmati musicali senza audio, vengono caricati su Youtube e quel resta delle legioni di fan del Rock vanno in sollucchero: video amatoriali del Led Zeppelin di quella qualità non ve ne erano e sebbene siano senza colonna sonora vederli in azione è sempre un brivido.

Led Zeppelin live at the Dallas Convention Center Arena, April 1, 1977

Lo stesso dicasi per i Bad Company, gruppo quasi sconosciuto in Italia ma molto, molto amato su questo blog.

Bad Company live at the Dallas Convention Center Arena, May 20, 1977

The Boys Are Back In Town

6/9 degli Illuminati del blues si ritrovano alla Festa Dell’Unita Di Reggio Emilia per il tradizionale pre-sinodo di inizio settembre. Le Feste dell’Unità da anni sono una pallida copia di ciò che erano ma noi imperterriti continuiamo a tenere alta la tradizione. Cena nel ristorante “La Rezdora”, un giro per la festa e quindi dritti alla Domus Saurea, la nostra comfort zone. Il Rum, l’amaro Nonino e la birra Moretti rafforzano la brotherhood che ci lega come un fascio di catene. I temi affrontati sono i soliti: musica Rock, football, politica, pheeghe. Zakk ci prende sotto, essendo il nostro centurione (il Richie Kotzen di piazzetta San Giorgio tende al metal) ama parlare di gruppi e artisti che non si confanno alla confraternita, i probiviri sono zelanti, inflessibili, incorruttibili, per il Team Tirelli la musica Rock è una faccenda seria così Lollo Zakk rischia ogni volta l’espulsione.

The boys keep on coming back in town - settembre 2023 - da sx Mixi-Biccio-Liso-Tyrrell-Zakk-Pike

The boys keep on coming back in town – settembre 2023 – da sx Mixi-Biccio-Liso-Tyrrell-Zakk-Pike

Sir Lyson, come fosse un Gaspare, un Melchiorre, un Baldassarre, mi porta in dono una bottiglia di Gin al mirtillo. L’indomani alla Coop acquisto il necessario affinché i giorni di ferie diventino il Festival del Gin Tonic.

Gin Tonic necessaire - foto TT

Gin & Tonic Blues - foto TT

The Magic Number

Porto alla Festa dell’Unità di Modena Polly e, soprattutto, i suoi genitori ottantenni, due militanti del bel tempo che fu. Quest’anno la Festa ha purtroppo cambiato sede, ora cerca di adattarsi allo spazio dell’Ippodromo fuori città. Il feeling non è lo stesso ma non mi piace criticare troppo questo genere di feste, non è corretto o meglio è troppo facile; un tempo – negli anni ottanta e novanta – le Feste dell’Unità provinciali (che spesso diventavano Nazionali) di Reggio, Modena e Bologna erano eventi di gran rilievo e i concerti, i dibattiti, gli incontri politici, gli spettacoli erano di altissimo lignaggio. Tutto funzionava a meraviglia, gli stand gastronomici poi rispecchiavano benissimo la grande tradizione culinaria della nostra regione. Dopo anni, lustri, decenni a cui ci si è assoggettati ad un unica narrazione, quella del turboliberismo, del disimpegno, dell’affossamento della cultura a cui si aggiunge adesso il nauseabondo lezzo dell’imperativo dio-patria-famiglia e del populismo e maschilismo più beceri, in che modo può sopravvivere una istituzione come la Festa dell’Unità, quando i volontari calano e perlomeno metà della popolazione è assuefatta agli anti valori sbandierati in tutte le TV generaliste? Nonostante le Feste quest’anno siano aumentate del 17% (credo grazie all’avvento della Schlein e di una sfumatura più decisa e meno moderata del partito principale dell’opposizione) c’è ancor molto lavoro da fare per recuperare una credibilità da tempo sbiadita. Insomma, la FDU di Modena nella nuova sede non è userfriendly (e dai, non sbuffate, lo sapete che uso questi termini inglesi ironicamente) ma ad ogni modo eccoci qui ugualmente. Niente altro da aggiungere se non che nel ristorante in cui decidiamo di cenare ci fanno accomodare nel tavolo n.46, il magic number per la Yamaha Girl con la cresta bionda che siede qui con noi. Serata risolta, in fondo basta poco.

La Valentino Rossi del Rock and Roll - Festa dell'Unità di Mutina - sett 2023 - foto TT

La Valentino Rossi del Rock and Roll – Festa dell’Unità di Mutina – sett 2023 – foto TT

Saturday in Nonatown

Sabato mattina a Nonatown, il mio paese natio. Sbrigo le commissioni che ho in lista poi mi dirigo al Capolinea Cafè, nel centro commerciale sorto tra le antiche mura della ex grande fabbrica per la lavorazione del pomodoro poi diventata storica cantina sociale.

Nonatown

Nonatown

Noto un vecchio compagno di scuola delle elementari e delle medie seduto con amici ad un tavolino, saranno vent’anni che non ci vediamo, gli tocco un spalla, alza la testa verso di me, mi guarda con espressione incerta, gli chiedo “chi sono?“.

Dopo un secondo o due sorride ed esclama “Stefano!” (all’epoca in cui eravamo monelli il soprannome Tim non era ancora arrivato, lo fu giusto qualche anno dopo), ma il mio amico diventa in fretta meno formale e quando ci salutiamo affettuosamente aggiunge “ciao Tire“. Sorrido, ai miei tempi Stefano era il secondo nome maschile più usato, in classe ci chiamavamo così in cinque o sei, dovevamo pur distinguerci e allora via che si andava con troncature di cognomi o storture del nome proprio.

Sacchetti per l’umido

Mi reco in uno spiazzo adibito a parcheggio a Borgo Massenzio dove ogni lunedì un addetto della multiutility della zona consegna i sacchetti dell’umido agli abitanti della frazione in cui vivo ora. Arrivo in contemporanea di una signora, entrambi parcheggiamo diligentemente di fianco al furgoncino Iren. Aspetto il mio turno, arriva una macchina, l’autista non si preoccupa di parcheggiare, si ferma in mezzo all’area, scendono due uomini insieme ad una bambina, parlano una lingua per me quasi incomprensibile, l’accento meridionale è fortissimo; fanno per passarmi davanti, li fulmino con uno sguardo, benché siano due uomini ben messi (seppur sfatti) e io il solito slim magretto, retrocedono. Ritiro i sacchetti, continuo a guardare questi due australopitechi in braghe corte, infradito e dall’aspetto trasandato e la loro auto lasciata in mezzo al parcheggio con le portiere aperte e penso che l’umanità non ha futuro.

Il Johnny Weissmuller dei poveri

In questi caldi giorni di fine estate gironzolo intorno alla Domus, talvolta mentre ritorno e scorgo la piscina mi dico “‘mo vacca com’è grande!”, perché è vero, tendo a snobbarla; è un piscina esterna economica tuttavia quando la osservo in lontananza mi pare una gran bella patacchina.

Domus Saurea alias The House Of Blues – settembre 2023 – foto TT

Per cercare di sfruttare il più a lungo possibile l’acqua azzurra acqua chiara e dunque poter nuotare nell’acqua che diventa sempre più fresca decidiamo di acquistare due mute da sub; è così che in una bella mattina di sole ci troviamo in Viale Che Guevara (solo a Regium Lepidi è possibile trovare viali importanti dedicati a certi nomi!) davanti al Diving Center della città.

Viale Che Guevara – Reggio Emilia – settembre 2023 – foto TT

Due chiacchiere col titolare per spiegare cosa cerchiamo, per vantarmi di avere come amico per le palle un grande subacqueo italiano titolare del rinomatissimo Scilla Diving Center (il nostro Polbi insomma) e per capire che mute ci servono.

Guarda, del tipo che vi consiglio i colori sono: nero e blu per gli uomini (segue mio sospiro d’amore) e rosso e nero per le donne (segue mio singhiozzo)” … d’altra parte io e la umana che vive con me tifiamo per le due squadre di Milano (io la prima e lei la seconda).

Tutine da sub football version – foto TT

Così, una volta a casa mi trasformo nel Gianni Biancomugnaio (Johnny Weissmuller insomma) dei poveri.

Bad To The Bone (Il Johnny Weissmuller dei poveri) – settembre 2023 – foto Saura T.

*Johann Peter Weißmüller era uno degli eroi di mia madre

https://it.wikipedia.org/wiki/Johnny_Weissmuller

Serie Tv

_Painkiller (2023 Usa) – TTTT

Miniserie basata su fatti realmente accaduti a proposito delle terribili dipendenze da farmaci pericolosi immessi senza ritegno in commercio in nome del profitto. Gli USA sono un paese di melma.

_Who Is Eric Carter – (Usa2023) TTT¾

Miniserie di otto puntate con Evin Ahmad (Snabba Cash) come protagonista e siccome a me Evin piace molto non potevo non guardarla.

_Narcos (Usa 2015-2017) – TTTT½

Arrivo a Narcos in ritardo di alcuni anni, serie Tv ovviamente basata su fatti e storie reali (Pablo Escobar e i cartelli venuti dopo di lui in Colombia); tre stagioni che consiglio caldamente, è fatta benissimo. Attori molto bravi, Wagner Moura (Pablo Escobar) e Pedro Pascal (l’agente Javier F. Peña) su tutti.

Playlist

Coda

Spendo dunque così i miei giorni di ferie, facendo uno strappo alla regola e regalandomi due confezioni della mia droga preferita,

Droga per i giorni di ferie – foto TT

ammirando orgoglioso la mia bouganvillea,

Proud of my Bouganvillea – settembre 2023 – foto TT

mentre sulle note dell’omonima canzone dell’Edgar Winter Group contemplo il sundown di fine estate.

Sundown at the House Of Blues – settembre 2023 – foto TT

Tra qualche giorno non sarà più tempo di ferie, l’equinozio d’autunno è dietro l’angolo, scavallato il quale ci si troverà sulla discesa che porta all’inverno, ma va bene così, è iniziato il campionato, la mia squadra del cuore sembra frizzante e per sentirmi bene ho sempre i dischi del Texas Tornado su cui poter contare …

Johnny Winter, il Tornado del Texas.

Canicola agostana, qualche blues e una stella zeppeliniana

27 Ago

La vedo brillare lassù, Sirio è sempre uno spettacolo. In latino Sirius, in greco Séirios … “splendente”. La costellazione è quella del cane maggiore, da cui deriva il termine latino canicula (“piccolo cane”). Sirio si leva e tramonta con il sole da fine luglio a fine agosto, periodo associato alla canicola appunto. Per gli egizi la stella avvertiva (come un cane sempre sull’attenti) il periodo delle inondazioni del Nilo, per i Greci lo scintillio così potente poteva danneggiare i raccolti, alimentare la siccità e portare epidemie e rabbia. I Romani invece, per evitare gli effetti che pensavano nefasti della stella, sacrificavano un cane e una pecora. Il periodo in cui si tenevano queste cerimonie era detto “i giorni del cane”, dunque la parola canicula fu presto associata al caldo afoso.

Sirio in realtà è una meraviglia capace di regalarci suggestioni cosmiche. La osservo in queste ultime settimane di agosto dove qui in pianura il caldo ritorna prepotente, umido, totalizzante.

Sirio, la strella più luminosa

Ieri, sabato, è comparsa persino una nebbia mattutina imprevista. Procedere con la propria vita avvolti in questo caldo soffocante non è immediato, se ci si avventura all’aperto si seguono le linee d’ombra obbligate e non ci si augura null’altro che tornare a subire la condanna dell’aria condizionata.

Sono gli ultimi giorni di città semideserte, prendere il treno al mattino per recarsi al lavoro è piacevole, intere carrozze a tua disposizione senza il cicaleccio irritante di umani senza riguardi.

carrozze vuote – regionale Piacenza-Bologna fine agosto 2023- foto TT

Mi scappa l’occhio su di una storia di un mio contatto stretto instagram, la foto ritrae la donna in questione di schiena, mentre contempla il mare accanto ad una amica, la musica a corredo del post è Going To California dei Led Zeppelin. Quei 30 secondi musicali mi riempiono l’anima, quasi come fosse il mio primo approccio ad una gemma del genere. Felice nel constatare che la mia super amica si dia per una volta tanto a musica così splendente e si prenda una pausa da quella da depressi che ascolta regolarmente, vengo nuovamente rapito dalla bellezza della musica che da sempre amo infinitamente.

Il parallelo con Sirio è immediato: i LZ come mia stella guida, splendenti, brillanti, financo accecanti. Musica totalizzante, espressiva, articolata, perfettamente bilanciata tra testa e pancia. Ritornato alla house of blues corro nello studio, sfilo Physical Graffiti (le Terme di Caracalla del gruppo di Page) dallo scaffale e lascio partire il lato 3, per quanto mi riguarda il lato (di long playing) più riuscito della storia del Rock.

L’esoterica dicotomia di In The Light (Jones/Page/Plant – January–February 1974, Headley Grange), con l’alternarsi di luci e ombre, il senso del mistero e dell’ignoto alternato al pensiero solare e positivo del ritornello…

Bron-Yr-Aur (Page – July 1970, Island Studios, LondonLed Zeppelin III outtake) col suo immacolato arpeggio sulla chitarra acustica in accordatura aperta …

la spensierata e al contempo riflessiva Down by the Seaside (Page/Plant – February 1971, Island Studios, London – Led Zeppelin IV outtake), un quadretto dipinto con colori tenui ma ad alta intensità …

e infine la mirabolante Ten Years Gone (Page-Plant – January–February 1974, Headley Grange), mia canzone preferita in assoluto, un tessuto emotivo damascato, la forma Rock che si dilata grazie a capacità descrittive inusuali, songwriting siderale e la certezza che “sebbene il loro corso a volte possa cambiare i fiumi sempre raggiungono il mare” che nel mio vocabolario significa che se anche i sentieri intrapresi non siano esattamente quelli chi ti aspettavi, tu comunque porterai a compimento la tua vita.

Dopo tanta bellezza l’anima torna a riallinearsi, tutto sembra affrontabile e relativo e persino la spesa alla coop del sabato mattina appare sotto un’altra luce. Al Caffè Delle Antille, davanti alla torta di riso e al cappuccino, ripenso all’assolo di chitarra di Ten Years Gone del Dark Lord e con la donna che ho davanti affronto tematiche profonde, dove persino la “teoria del caos” appare tollerabile. Nel mezzo del mio solito comizio dove divento tutt’uno con i concetti che sto esponendo arriva un ex collega ormai in pensione della Yamaha Girl. Si abbracciano con grande affetto dopo di che si rivolge a me con un “E il Jimmy Page qui come sta?”. Nei meandri oscuri della memoria ripesco la sua presenza ad un nostro concerto alla Perla Verde di Savignano Sul Panaro (dal nome latino di persona Sabinius con l’aggiunta del suffisso di appartenenza -anus. La specifica si riferisce al fiume che scorre nei pressi.) e il suo grande apprezzamento alla nostra versione di Fool In The Rain.

Li guardo parlare fitto della loro azienda di appartenenza, di moto e dello stato attuale della loro vita. Repentino cambio di scenario: davanti al bancone gastronomia, mentre aspetto il mio turno contemplo l’interazione tra la commessa e un cliente che evidentemente conosce. Dentro alla sua polo a maniche lunghe e rossa della Coop la signora usa un tono confidenziale ma asciutto, usa un italiano quasi corretto ma l’accento spartano e un uso curioso delle preposizioni la collocano nei territori dell’est Europa. “Luciano” – uomo tra i sessanta e i settanta – invece sfodera il suo accento reggiano con un approccio bonario sebbene a tratti troppo enfatico. Sembrano amiconi, in realtà sono una commessa e un cliente che a furia di vedersi tutti i sabati hanno instaurato una sorta di rapporto, magari rafforzato da qualche casuale conoscenza comune. La signora pare al contempo contenta e delle proprie origini e della reggianità acquisita. Visto il bel mood in cui sono interpreto questa interazione come un filo di speranza per il futuro di una umanità in regredire.

Termino la spesa, torno alla Domus, sistemo il mio studiolo, penso al da farsi, a stasera e al fatto che che con Mario e la Patty andremo alla Festa dell’Unità di Reggio, ai prossimi giorni in cui dovrò tornare al lavoro e all’estate che con ogni probabilità avrà una brusca frenata.

Ma Sirio continua a brillare su di me, mi indica la via, corrobora l’umore e costato dopotutto che, come cantava Paul Rodgers, I’ve always been a believer in the good things of life.

E la mente torna alla side three di Physical Graffiti …

Then, as it was, then again it will be
And though the course may change sometimes
Rivers always reach the sea
Flying skies of fortune, each a separate way
On the wings of maybe, downing birds of prey
Kind of makes me feel sometimes, didn’t have to go
But as the eagle leaves the nest, got so far to go
Changes fill my time, baby, that’s alright with me
In the midst I think of you, and how it used to be

Did you ever really need somebody
And really need ‘em bad?
Did you ever really want somebody
The best love you ever had?
Do you ever remember me, baby?
Did it feel so good?
Cause it was just the first time
And you knew you would

Through the eyes and I sparkle, senses growing keen
Taste your love along the way, see your feathers preen
Kind of makes me feel sometimes, didn’t have to grow
We are eagles of one nest, the nest is in our soul

Vixen in my dreams, with great surprise to me
Never thought I’d see your face the way it used to be
Oh darling, oh darling
Oh, oh darling, oh yeah, oh darling

I’m never going to leave you
I’m never going to leave
Holding on, ten years gone
Ten years gone, holding on, ten years gone
I’m never, I’m never
Ooh, yeah

quel ritmo oscuro nella sua anima …

17 Ago

Ecco, in un lento pomeriggio di metà agosto mi capita di ascoltare Brownsville Girl di Bob Dylan, ne rileggo il testo e finisco per chiedermi se c’è qualcosa in questa mia vita che non sia tutto relativo. Nella canzone vi sono 17 strofe che mi strapazzano il cuore, tipo questa

Well, we drove that car all night into San Anton’
And we slept near the Alamo, your skin was so tender and soft
Way down in Mexico you went out to find a doctor and you never came back
I would have gone on after you but I didn’t feel like letting my head get blown off

o questa

Well, we’re drivin’ this car and the sun is comin’ up over the Rockies
Now I know she ain’t you but she’s here and she’s got that dark rhythm in her soul
But I’m too over the edge and I ain’t in the mood anymore to remember the times
When I was your only man
And she don’t want to remind me she knows this car would go out of control

Dylan canta di un viaggio di un uomo sballottato tra amore, perdita e redenzione. Relazioni passate, lunghi viaggi, il deserto statunitense, San Antonio, Amarillo e Brownsville … la vita che a volte in maniera repentina può prendere pieghe imprevedibili, i legami umani, l’amore … l’amore! Alla fin fine qualunque sia stata la vita che ci si è giocati, ognuno di noi non dovrebbe essere troppo esigente con sé (l’accento è voluto) stesso, se si sono vissute storie d’amore profonde non tutto è da buttare.

Dopo canzoni del genere mi sovviene di pensare che non posso proprio più accontentarmi, non posso ascoltare musica che sia al di sotto del livello di Brownsville Girl o per dire di Physical Grattifi dei LZ, dei Free, dei Little Feat, di Rachmaninov, non posso più leggere libri che non siano scritti da Hemingway, Jack London, Italo Svevo, Tolstoj e compagnia … ma come si fa, in un mondo che invece tende al ribasso?

Pur rimanendo un tipetto umbratile, ricco d’ombra e di blues dunque, con queste sollecitazione mi si aprono squarci di luce fortissima e con essa la voglia di sensazioni intellettuali forti, di emozioni che sappiano scuotermi tutto, di sbuffi di passione che sembrino lo smokestack lightning dei vecchi treni a vapore.

Vien voglia di accostare l’orecchio alle mutandine della far away eyes girl e sentire il mare, il respiro maestoso dell’universo, l’impeto dei vulcani che arrivano dal centro della terra e che ribollono di lava incandescente.

Ci mancavano solo questi fiotti di passione fisica e intellettuale in questo quieto post ferragosto, sono così suggestionato che qui dalla finestra dello studiolo della house of blues mi pare di sentire i gabbiani, eppure da qui al mare ci sono sono perlomeno 170 km. Cerco di sintonizzare meglio l’orecchio, adesso quello che sento sono solo le cicale e il sussurrare inquieto dei campi non coltivati a dovere

House Of Blues – campi – agosto 2023 – Foto TT

sotto l’occhio attento di fenicotteri blu. Just another summer at the Domus Saurea.

Fenicottero blu(es) – House of Blues agosto 2023 – foto TT

SERIE TV

_Hit And RunTTT¾

Un uomo alla ricerca della verità riguardante la morte della moglie si ritrova intrappolato in una pericolosa rete di segreti e intrighi che si estende da New York a Tel Aviv.

Lior Raz è un attore che mi piace molto e anche questa volta interpreta da par suo il personaggio che meglio gli viene.

_The Sinner – TTTT (2018-2022)

4 stagioni da 8 episodi ciascuna, 4 gialli di classe formulati magnificamente.

Bill Pullman interpreta il Detective Harry Ambrose, un arguto uomo di blues che non può che affascinare chi gironzola intorno a questo blog. Ho guardato fino ad ora le prime due stagioni e le ho trovate davvero ottime.

FILM:

_Morto per un Dollaro (2022 – USA) – TTT¾

Western di Walter Hill (al quale qui siamo tutti legatissimi) girato nel Nuovo Messico:

Chihuahua, 1897. Il cacciatore di taglie Max Borlund viene ingaggiato per trovare Rachel Price, la moglie dell’imprenditore Nathan Price. Tutti credono che la donna sia stata rapita da Elijah Jones, un disertore afroamericano, e che sia tenuta in ostaggio in Messico. Tuttavia, le ricerche di Max lo portano a scoprire che Rachel è fuggita volontariamente dal marito violento per stare con Elijah, di cui è innamorata. Sulle tracce di Max, intanto, si è messo Joe Cribbens, un fuorilegge che il cacciatore di taglie aveva consegnato alla giustizia anni prima.

Tra gli attori Christoph Waltz (Max Borlund) Willem Dafoe (Joe Cribbens).

_Empire Of Light (2022 UK-USA) – TTTT

Storia obliqua di vita comune ambientata nel 1980 in un paese della costa sud inglese, gran bel film.

Olivia Colman (Hilary) bravissima.

LIBRI

_Julia Alvarez “Il tempo delle farfalle” (1994 – Giunti 2019) – TTT

La storia romanzata delle sorelle Mirabal, le farfalle  della resistenza clandestina, figure chiave della liberazione dominicana dalla feroce dittatura del generale Tujillo. Il tema mi è caro, ma il libro non mi ha preso come pensavo. Credo sia stata la mano femminile del romanzo ad avermi trattenuto, il che mi sorprende visto che ho sempre letto con trasporto le opere di Isabel Allende ad esempio …chissà perché questa volta non mi è scattato il fervore.

PLAYLIST

CODA

Sabato scorso, da Happy Casa a Nonatown, obbiettivo: comprare un materassino di scorta per la piscina a basso costo; giro per le corsie e nel reparto dedicato all’estate mi cade l’occhio su un rimorchiatore giocattolo. Ora, da sempre ho una nostalgia canaglia per il rimorchiatore che avevo da bambino, non ho foto a colori che possano testimoniarlo ma giurerei fosse blu, rosso e giallo. Lo vedo lì sullo scaffale e decido di comprarlo. In diverse occasione negli anni passati mi soffermavo a osservare i rimorchiatori che trovavo nei negozi bazar delle località marine ma ebbi sempre il buon senso di evitare l’acquisto. Stavolta semplicemente non riesco. Arrivo alla Domus e fiero lo metto in acqua … guardarlo mi fa sentire (per un momento) sereno.

Ah, questo ricercare la sensazione di felicità del passato, gli happy days che ognuno di noi si porta dentro …è tutta una illusione, come quando ricompravo le nuove edizioni di dischi che nella giovinezza avevo amato moltissimo o di fumetti per cui il Tim adolescente stravedeva (Ken Parker, Mr No, Zagor, Il Comandante Mark, L’Eterenauta, Dago … ).

Eccolo qui il mio nuovo rimorchiatore …

Rimorchiatore – Domus Saurea agosto 2023 – Foto TT

se chiudo gli occhi mi sembra di ritornare al Lido Di Pomposa decenni fa

Tim e il rimorchiatore – Lido di Pomposa – anno imprecisato – Foto Mara Imovilli (sono il terzo da sinistra, mia sorella Lalli quarta da sinistra).

Lascio il rimorchiatore galleggiare nell’acqua azzurra, mi apro una Corona ghiacciata, tiro fuori i cofanetti dei Little Feat e mi metto ad inseguire la slide di Lupetto Giorgio.

Nonantola Slim – House Of Blues, Agosto 2023 – autoscatto

Una mattina al caffè del vecchio Jusfèn* (il nero)

2 Ago

Ecco, non mi dispiacerebbe avere vicino a me un caffè un po’ retrò dove rintanarmi ogni tanto, un caffè diverso dai tanti bar odierni sempre più anonimi e sempre meno suggestivi … ci fosse, ordinerei un cappuccino, un krapfen o una svedese (ma anche una danese o una norvegese andrebbero bene) o anche una fetta di torta di riso, sulla Gazza leggerei le due pagine dedicate all’Inter, poi ordinerei un caffè espresso. Sfoglierei i libri che avrei portato con me, aprirei il block notes, cercherei di mettere su carta i pensieri che mi passano per la maruga*. Magari verso mezzogiorno ordinerei un toast, un’insalata, una belgian blanche ghiacciata, poi una coppa di frutta fresca e per finire un Rum on the rocks con la fettina di limone (il lime è per le nuffie). Passare insomma mezza giornata in una comfort zone che non siano le mura tra cui vivo. Due battute col vecchio Jusfèn, quattro chiacchiere con gli avventori che avrei finito per farli diventare figure famigliari e magari incontrare gli amici che si fermano lì quando sono nei paraggi. “Dai Jaypee, vin chè ca bbòm quel, sa vot, ‘na coca cola o un amaro Nonino? Et sintùu cal bootleg ed Johnny Winter ca tò mandèe?” (Dai Jaypee, vieni qui che beviamo qualcosa, cosa vuoi, una coca cola o l’amaro Nonino? Hai poi ascoltato quel bootleg di Johnny Winter che ti ho inviato?).

E così starmene lì a vedere l’estate passare, a contemplare gli sbagli fatti, a valutare l’uomo che sono, a sbirciare dalle vetrate le nuvole che scivolano sul cielo azzurro e ad aspettare la far away eyes girl.

Poi, come spesso accade nella mia maruga, mi avvierei verso la stazione, salirei sul primo treno merci che porta al sud, là sino alla fine della strada.

Freight Train at Regium Lepidi train station – luglio 2023 – foto TT

Il fischio del treno mi terrebbe compagnia, così come l’ostinato ritmo dato dallo sferragliare sui binari.

Arriverei a sera inoltrata in una stazione di raccordo, chiederei da quanto è partito l’ultimo treno della sera,

cercherei una sistemazione per la notte in una stamberga lì vicino, una di quelle con la vecchia insegna al neon la cui intermittenza tiene compagnia tutta la notte e al mattino mi risveglierei al solito posto, con la sveglia delle 6:30 che mi ricorda l’incipit di una mia vecchia canzone: “(Ecco) un’altra mattina di merda”

◊ ◊ ◊

TRENI LOCALI “Sotto Tiro” (© Stefano Tirelli – SIAE 1995)

◊ ◊ ◊

*JUSFEN / SMOKEY:

Giuseppe –  nel dialetto emiliano Ióffa, diminutivo Jusfèn. La semiconsonante J (i lunga, che non è la jay inglese, porca miseria!) si pronuncia più o meno come la i (nei tempi andati si trattava di una variante grafica) ma a seconda delle zone la j ha una pronuncia più o meno caratterizzata, rispetto alla i normale probabilmente più suadente.

Smokey – nello slang della zona dei monti appalachi significa vecchio uomo di colore

(Tim Tirelli)

* MARUGA:

Marùga: in italiano testa, capo. Termine sardonico che non si limita a indicare una parte anatomo-scheletrica ma ne intende pure le qualità intrinseche. Avere della marùga significa infatti utilizzarne al meglio le proprietà intellettive concernenti, come si evince facilmente nell’esempio colloquiale ‘Se lò al zòga un càregh, tè dagh na sflènga se n’t ghe brìsa da struzèr! Dròva la marùga, gabiàn!’. La marùga è quindi la testa nel senso più ampio di intelligenza, oltre che semplice contenitore osseo di poltiglia grigia. Ancora più impattante può essere l’utilizzo del termine marùga in avvincente tandem con la locuzione ‘avèr (o avèregh) dal capèss’, ovvero possedere il rarissimo dono del comprendonio. Un esempio di potente espressività è rintracciabile nella frase: ‘Me fiòl a scòla al ciàpa sol di quàter, chl’imbambì… a g’ho dètt ed druèr la marùga, ma mè a g’ho indavìs c’an gàpia brìsa dal capèss, cumpàign a c’la chèvra ed so mèdra…’. Si evince perciò che le sinapsi del capèss si trovano all’interno della marùga (assioma). Come dicevamo poc’anzi, la marùga non ha però soltanto accezione di ‘intelligenza’ ma può anche semplicemente significare ‘il capo’ nel senso di testa.

Il vocabolo si può quindi utilizzare anche nel senso più diretto, meno lato: ‘La muièra ed Gibertèin l’è ‘na batidòra da quand l’era zòvna. A Camp’sant is l’arcòrden incàra…l’as fèva dèr da tòt in paès, angh fèva schìva gninta, t’en fèv mènga in tèimp a dìr ‘scòlta’ che lè l’era bèle a gambi avèrti…adèsa al pover Gibertèin al g’hà na curòuna ed còren inzèma a la marùga c’an pàsa piò da la porta…’. Se la marùga dovesse presentare dimensioni notevoli, allora viene simpaticamente definita ‘mazòca’ (da cui mazucòun: possessore di ingente marùga con misura che va dal 60 in su). Nell’evenienza invece di una testa completamente pelata (lòstra come ‘na bòcia da bilièrd), non si dirà marùga ma piuttosto zòca plèda. Marùga quèdra, in senso di nativo di Reggio Emilia, è raro. Molto più frequente l’universalmente comprensibile testa quédra.

(di Stefano Piccagliani – dalla Gazzetta di Modena 2018)

◊ ◊ ◊

Il caffè di Smokey Joe dunque qui non c’è, così quando la mia comfort zone non sembra più essere tale, dopo una giornata di lavoro e di turbolenze spirituali, risalgo sulla blues mobile e riparto ad inseguire una morbida scia. La Sigismonda è sintonizzata stranamente su un album degli UFO che non amo particolarmente, fu infatti un discutibile e goffo tentativo di inserirsi nella scia dell’hair metal statunitense degli anni ottanta, tuttavia la voce di Phil Mogg ha sempre un ascendente su di me e allora eccomi trasportato dal pezzo in tonalità minore dal titolo che mi si addice

per poi tornare adolescente e perdermi nei sogni un po’ retorici e malinconici …

Tangenziali, zone industriali, campagna nera, circumnavigo intorno alle mie due città. L’abisso della notte sembra irretirmi, il nido di stelle si perde e svanisce in lontananza, là dietro a galassie sconosciute.

blue highway by night – località Molino di Gazzata (RE)- foto TT

Ma poi il blues feroce si placa, la pressione sull’acceleratore diminuisce, il furore si stempera, una barlume di quiete ritorna a governare i tre uomini che sono, Ittod si eclissa, Tim rimane silente e Stefano decide di tornare alla House of Blues, la casetta derelitta in cui vivo.

Una doccia, un Southern Comfort on the rocks, un disco … vediamo se Miles mi risistema l’animo prima di andare a dormire.

 

Blues Explosion

22 Lug

In questa estate ansimante leggo un articolo sul de-bunking, quando sei amico di uno come Look B. certi link ti arrivano addosso con la potenza di un fulmine:

Chi crede alle fantasie di complotto è semplicemente una persona che non resiste al fascino delle storie, su cui ha presa più la spiegazione “narrativa” del fatto, che quella scientifica. Il debunker razionale in questo scenario appare come un guastafeste, colui che rovina quella sensazione di “essere depositario di una verità particolare” che prova chi è affascinato dalle fantasie di complotto.”

In questi ultimi tempi io sempre più spesso mi sento un debunker (sostantivo elegante che per quanto mi riguarda potrebbe essere sinonimo di “cagacaxxo”), perché scopro che non riesco più a stare zitto, anche per quanto riguarda faccende futili. Qualcuno cita antiche credenze? Qualcuno è scaramantico? Qualcuno cita le assurdità della bibbia? Qualcuno mette in campo la superstizione? Invece di fare spallucce, di non farci caso, di farmi scivolare tranquillamente addosso quelle sciocchezze io salgo in cattedra, confuto, sputo fuoco e fiamme e riduco in cenere quelle baggianate.

E certo, come dico spesso rischio di diventare una macchietta, ne sono conscio, ma a questo punto …“cioè, sai che cosa ce ne frega a noi?”. Come dice la Sabba, meglio andare sopra le righe che rimanere troppo sotto.

Diventare uomini di una (in)certa età è dunque pericoloso, perdi ogni filtro e va a finire che rischi la vita per colpa del blues, come diceva una mia vecchia canzone …

Ti metti a bisticciare con i patiti dell’heavy metal, con i chitarristi jazz pretini, con chi nega il cambiamento climatico … per non parlare di chi ha idee politiche, non diverse dalle tue ma, insostenibili. E allora, in quei momenti, avviene una esplosione di blues che poi è difficile far rientrare … ci vuole qualche energica nuotata, soquante belgian blanche, un Moscow Mule preparato dalla Mar, un amaro Nonino on the rocks e magari una ragazza giusta che ci sta.

THE EQUINOX live a Quercioli 15/07/2023

Gli Equinox tornano on the road e lo fanno a Quercioli, una località vicino a Regium Lepidi, in uno dei centri ricreativi più belli della città.

Purtroppo abbiamo dovuto portare noi l’impianto non essendoci appunto nessun service e dunque nessun fonico a gestire gli aspetti tecnici. Questa è una vera maledizione per gli operai del Rock che siamo e sempre più spesso si finisce per chiedersi “ma ne vale la pena?”. Direi di no, impiegare dalle 17 alle 19:40 a montare la nostra strumentazione, l’impianto e cercare di fare suoni decenti sotto la randa del sole (come diciamo qui dalle nostre parti) è davvero uno sport estremo.

The Equinox – Quercioli (RE) 15/7-23 – foto Tim T.

Se non altro qui a Quercioli una volta fatto siamo riusciti a tuffarci in piscina, il che ha aiutato parecchio. Una pizza (per il cantante metrosexual ovviamente una insalatina), una birra e alle 21,45 esatte sul palco.

The Equinox – Quercioli (RE) 15/7-23 – foto Federica Pratissoli

Il medley iniziale, poi Heartbreaker, Black Dog, Dazed, Nobodys’s Fault. Il caldo è opprimente ma l’inizio è energico. Nostra Signora di Guadalupe si mette poi alle tastiere, MM Hop e SIBLY. Il gran caldo unitamente agli sforzi fatti nel pomeriggio comincia a farsi sentire, stare sul palco è dura. Finita What Is And What Should Never Be, dopo un veloce consulto col gruppo, decido di togliere dalla scaletta Moby Dick e Hot Dog … inizio a perdere qualche colpo, lo si evince in The Song Remains The Same e Kashmir. Prendere in braccio la doppiomanico per Stairway To Heavern è spiritualmente difficile. I manici sono bagnati causa umidità e sudore, suonare non è piacevole, tuttavia in qualche modo portiamo a casa anche il pezzo per eccellenza.

The Equinox – Quercioli (RE) 15/7-23 – foto Federica Pratissoli

Sono spossato e non lucidissimo così mi dico: “sai cosa c’è mio caro Tim Tirelli, ma che cazzo te ne frega, butta la mano e succeda quel che succeda”. Dopo questa breve seduta psicoanalitica tutto diventa più facile, suono senza più pensieri, è il momento del piombo zeppelin, dunque let it bleed. Whole Lotta Love including Going Down, Communication Breakdown con la presentazione del gruppo e Rock And Roll. Il finale è scoppiettante. Qualcuno chiede persino un bis e allora via che si va con Thank You e il relativo lungo assolo finale condito dall’effetto Larsen e dal feedback che in chiusura creo sfregando la povera Les Paul contro il Marshall.

The Equinox – Quercioli (RE) 15/7-23 – foto Federica Pratissoli

E anche questa è andata, la organizzatrice si è detta molto contenta, ha addirittura aggiunto che siamo il miglior gruppo ad avere mai suonato lì da loro, anche la mia compaesana Marzia R, venuta da Nonatown – il mio paese natale – si è mostrata entusiasta, ci ha fatto così tanti complimenti che mi ha colpito dritto nel cuore. Al di là dell’aspetto tecnico, fa piacere che alcune persone capiscano lo sforzo che facciamo nel cercare di ricreare il sound e il “senso” dei Led Zeppelin, perché è questo che io voglio … portare sul palco sincerità e passione e distanziarmi dalle tribute band del gruppo di Page che ne danno una versione farlocca che vira sull’heavy metal.

E’ l’una passata, ora ci tocca smontare tutto e ricaricare le macchine, ma va beh, lo sappiamo, è la dura legge che scandisce la vita degli uomini e delle donne di blues.
New York … goodnight!

SERIE TV

_Fauda (2015-2023 Israele) TTTT½

I suggerimenti del mio amico Jaypee li prendo sempre sul serio, siamo allineati su molti aspetti, così quando mi ha invitato a guardare FAUDA non ho esitato. Questa serie TV è superba, cruda, ben fatta, dal carattere Israeliano, a volte la schiettezza ti arriva come una lancia nel costato. Gli attori mi paiono molto bravi, in primis Lior Raz che interpreta il personaggio Doron Kavillio, (da wikipedia) attore e sceneggiatore israeliano, ex membro delle forze speciali, è meglio noto come co-creatore e interprete della serie di Netflix Fauda, incentrata sulle vicende di una squadra di agenti israeliani bilingue che si infiltrano in Palestina per prevenire attentati.

Quattro stagioni da 12 puntate l’una. Per quanto mi riguarda, imperdibile.

Ps: ho aggiunto il nome Doron alle mie generalità, da adesso dunque sono: Stefano Leroy Lowell Doron Tirelli, detto Tim (o Team). Sì, lo so, ho grossi problemi.

PLAYLIST

CODA

Siamo nel bel mezzo dell’estate, la piscina esterna mi aiuta a tenere al fresco la mia worried mind e i miei blues, uno di questi ce l’ho a causa di Romelu Lukaku, mi ha spezzato il cuore e non mi do pace; la mia amica Mar è in vacanza, la Stremmy Girl è alle prese con le sue solite peripezie e dunque a me non rimane altro che rileggermi i testi dei Firm, uscire con i ragazzi …

The Boys Are Back In Town Pike, Tim, Liso, Jaypee – Luglio 2023 – Foto ST

e bearmi all’ombra di uno dei migliori suoni di chitarra mai registrati … courtesy of Peter Green 1967.

Giunti a questo punto il vostro uomo di blues preferito vi benedice tutti nel nome del blues e vi lascia con una variazione sul tema: chissà se davvero i fiumi sempre raggiungono il mare.

Uomo di Blues, Luglio 2023 autoscatto