Cammino sul bagnasciuga in questo mercoledì di inizio settembre, il colore cobalto chiaro del cielo si fonde con quello del mare, quest’ultimo però a tratti scopre squarci liquidi color ottanio. Sono qui per qualche giorno di vacanza sulle coste occidentali del Mare Nostrum, il tempo varia in fretta, un’altalena di nuvole bellissime e di sole deciso mentre il mare rimane irrequieto, come me. L’acqua è purissima, immergersi in essa è ogni volta come un battesimo laico, ogni volta che risalgo dalle acque mi illudo di essere un uomo nuovo. Contemplo queste vastità d’acqua e d’aria con il mio solito fervore, un insieme di sentimenti al galoppo che mi trascinano chissà dove.
Tim, Mare Nostrum, settembre 2024 – Foto Saura T
La colonna sonora di questa mattina nuvolosa e vivace è particolare e stramba, qualche outtake (1973 e oltre) degli ELP finite nell’album Works II (1977), stranezze musicali che sembrano però perfette e precise nel contesto spazio temporale in cui mi trovo adesso.
Musica ideale per i pensieri accartocciati che sto cercando di stendere al sole mentre meditabondo osservo l’orizzonte … intendo trovare risposte a decisioni che dovrò prendere e magari soluzioni a rapporti irrisolti che ho con alcune persone.
Tim, Mare Nostrum, settembre 2024 – Foto Tim T.
Poi i pensieri si fanno naufraghi, arrivo financo a soffermarmi su quanto espone nelle sue lectio magistralis Umberto Galimberti a proposito dell’età della tecnica in cui siamo precipitati (dove l’uomo ha valore solo come strumento), quell’abisso da cui mai più usciremo. Rifletto poi sui risultati delle recenti elezioni avvenute in Germania, non tanto sui vincitori (la loro vittoria era malauguratamente scontata) quanto piuttosto sul fenomeno Sahra Wagenknecht e la sua Bündnis; i grandi (?) giornali italiani (quelle due o tre testate che ancora si riesce a leggere) hanno già bollato la sua Alleanza con uno dei loro soliti epiteti, d’altro canto i moderati arrivano fino lì, non vanno oltre, con un pelo più di attenzione la si sarebbe potuto descrivere come, che so, Rosso fluido, esperienza criticabile senza dubbio per certi aspetti, ma in proiezione vedo uno certo spazio per questa Bündnis ossimoro di posizioni.
Scaccio le riflessioni pesanti e cerco pensieri più leggeri … ripenso alle ragazzine che alla sera vedo in giro nei posti costieri in cui mi trovo, tutte identiche, capelli lunghi e lisci, braghette corte, scarpe da ginnastica (va beh, sneaker), maglietta attillata, borsetta minuscola. Un template unico per tutte. A dire il vero anche le donne di una (in) certa età, il mio eventuale target, sembrano tutte uguali … forse è solo una sensazione ma mi pare che ci sia una uniformità estetica preoccupante. Magari era così anche ai miei tempi, o forse no …forse la musica più articolata e profonda che decenni fa arrivava in classifica tanto quanto la musichetta easy listening, riusciva a renderci meno omogenei.
Ma sono al mare per dio (insomma per Page), meglio smetterla con i miei soliti pipponi, meglio vivere la prima decade di questo mese dolcemente malinconico con un piglio diverso e magari trovare rifugio in una poesia.
Settembre
Di Luigi Pirandello – Da Nuova Antologia, 16 agosto 1910.
Le speranze se ne vanno come rondini a fin d’anno: torneranno? Nel mio cor vedovi e fidi stanno ancora appesi i nidi che di gridi già sonaron brevi e gaj: vaghe rondini, se mai con i raj del mio Sole tornerete, le casucce vostre liete troverete.
GOLDEN AGE OF ROCK AND ROLL
_TDL with Peter Grant and Bad Company – Memorial Stadium, Austin, Texas, 1st september 1974
Scovate alcune foto poco note dell’apparizione del Dark Lord con i Bad Company ad Austin del 1974
TDL with Peter Grant and Bad Company – Memorial Stadium, Austin, Texas, 1st september 1974
TDL with Peter Grant and Bad Company – Memorial Stadium, Austin, Texas, 1st september 1974
TDL and Bad Company – Memorial Stadium, Austin, Texas, 1st september 1974
TDL and Bad Company – Memorial Stadium, Austin, Texas, 1st september 1974
_Led Zeppelin – Rock and Roll & Sick Again – Montreal 1975 – 8mm Multicam Edit
Nuovo video amatoriale dei Led Zeppelin a Montreal il 6 febbraio 1975
_Festival Rock Misano Adriatico 1974
Mi imbatto ancora una volta nel manifesto del Festival Rock previsto a Misano Adriatico nel luglio de 1974 ma mai concretizzatosi. I Deep Purple mark III, Lou Reed, Mahavishnu Orchestra, Billy Preston, i Faces, gli Humble Pie e via via tutti gli altri. Ah!
Riguardo questo film qualcuno ha scritto: “È una riflessione, anche seria, in alcuni momenti divertente, occasionalmente inquietante e alla fine gioiosa, sul dolore, la perdita e il potere curativo di fruste e catene”.
Da vedere.
In programmazione sul canale streaming MUBI.
FINALE
La settimana di ferie vola via, si ritorna al lavoro e agli impicci (come direbbe il nostro Polbi) della vita quotidiana, ma questa volta mi sento più leggero nell’affrontarli, sarà per lo scudo magico che mi protegge…
Eccoli qui gli immobili pomeriggi d’agosto come diceva Pavese, ma per quanto sospesi nel tempo scivolano via senza che me ne avveda; il tempo sembra dilatato, imbrigliato da una bolla di caldo tossico durata quaranta giorni; poi ecco il cielo velato, qualche nube nera, la temperatura che cala di 5/6 gradi e la seconda metà del mese che irrompe e che si appresta ad accompagnarmi verso settembre e l’inevitabile tramonto dell’estate.
View from the House Of Blues, metà agosto 2024 – foto Tim Tirelli
View from the House Of Blues, metà agosto 2024 – foto Tim Tirelli
In questa dimensione estiva e pianuresca il mio io si dibatte tra quotidianità e pensieri che si accartocciano su particolari e dettagli all’apparenza senza importanza.
Due ragazzine di circa 13anni, una piccola e minuta l’altra più alta stanno per incontrarsi. Sono fermo al grande incrocio che porta in stazione. Ho la più piccola di statura davanti a me, sta parlando al telefono con l’amica “ma dove cazzo sei, non ti vedo” le chiede, lo ripete più volte marcando la parolaccia con una enfasi spropositata, è chiaro che gioca a fare la ragazza ormai grande. Ha i jeans sporchi all’altezza del culo, vuole fare la parte della bad girl. Finalmente s’incontrano, risate stridule, isterismo. S‘incamminano verso la stazione, entrambe con jeans o pantaloni chiari e top nero smanicato e attillato. Finiscono sul mio stesso binario. Ciarlano ad alta voce, come se le loro facezie fossero il centro degli interessi del mondo. Mi chiedo se anche noi a13 anni fossimo così, se volevamo apparire fighi. Non a 13 anni mi par di ricordare, magari tre anni dopo sì.
E intanto mentre attendo il regionale che mi riporta a Regium Lepidi, penso alle grandi ragnatele che minuscoli ragni tessono incessantemente tra la siepe e il rosmarino sbarrando il sentierino dell’orto.
In pausa pranzo con la mia amica Mar in centro a Mutina sotto un sole tornato spietato a cercare un posto dove pranzare. Le mense sono chiuse fino a inizio settembre, cerchiamo di evitare i locali a ridosso del duomo; nel mercato coperto Albinelli sono aperti solo gli esercizi posizionati a sud, ma i tavolini sono pieni di turisti, arrivano echi di discorsi fatti in francese, do una occhiata ai prezzi e mi scappa un “porc la misuàr” di mingardiana memoria. Indolenti, io e la Mar ci accasciamo su uno dei tavolini di un minuscolo baretto lì vicino. Scelgo un panino vegetariano con fichi e altre cosucce … 9 euro. Riporc la misuàr. Nel tavolino vicino una donna presumibilmente tra i 40 e i 50 anni si accerta di vestire il suo ruolo di esponente della Mutina bene comportandosi con i titolari come se fosse di casa e soprattutto come se tutti sapessero chi è. Ordina con studiata non curanza e con una certa superiorità un aperitivo dietro l’altro, che tutti sappiano che sa come godersi la vita e che non ha problemi di soldi. La sua amica straniera che mastica l’italiano sta al gioco.
Mentre assaggio il panino e lo sguardo plana su Piazza Grande penso all’incipit di Trespass
Looking for someone, I guess I’m doing that tryin’ to find a memory in a dark room
Dopo di che penso alle differenza tra Homo Erectus e Homo Ergaster*.
Cosa c’entri solo il nulla cosmico onnipotente lo sa.
*La terminologia H. ergaster è spesso riservata alle popolazioni di Homo erectus che vivevano in Africa; il termine Homo erectus si riferisce ai reperti asiatici.
Uscito da Cinema UCI di Regium Lepidi dopo aver speso inutilmente 11,5 euro per Alien-Romulus, io e l’umana Sigismonda decidiamo di mangiare un boccone in uno di quei ristorantini minuscoli del centro commerciale lì sotto. La colonna sonora che inonda quei luoghi indoor é composta da muzak per noi inascoltabile, colonna sonora temo ideale per chi passeggia all’interno di questi larghi spazi: una popolazione ormai votata allo svacco estetico, culturale, sociale. Tutti a trascinare le loro ciabatte, dentro ai loro pantaloni corti e magliette di dubbio gusto, chini sul cellulare o con lo sguardo perso nel vuoto indecisi se acquistare l’ennesimo capo di vestiario da pochi euro o entrare nei ristoranti che propongono hamburgher tripli o carne messicana piccante (mentre, accompagnati dalle mogli, guardano il culo delle adolescenti che in gruppi sparsi camminano in abiti assai succinti). L’impressione è che quarant’anni di TV commerciale abbiano ridotto questo paese a uno straccio.
Tutto questo osservare mi fa male e mi induce a porre domande a me stesso: chi sono io per giudicare? Chi guarda me cosa potrebbe pensare? Guarda un po’ questo tipetto indisponente, guarda che faccia che ha, sempre vestito tono su tono con i suoi Ray Ban Aviator e quell’aria un po’ così di chi guarda le cose da una prospettiva obliqua. Chi cavolo è questo sapientino, di sicuro è un di sinistroide di melma, magari un radical chic del cazzo (magari lo fossi, accidenti!), ma vaffanculo va.
Mi manca l’aria, esco e mi dirigo al parcheggio. Nello spazio antistante alla entrata principale hanno allestito una pista per scattinare (va beh, schettinare … pattinare con i pattini a rotelle) dove alcune bambine/ragazzine stanno impegnandosi alla cosa. Sotto ad uno tendone una paio di dj inquinano l’aria con uno dei massimi problemi degli ultimi decenni di questa società malata: la musica commerciale latinoamericana. La spingono ad alto volume così da spegnere ogni pensiero. Una catastrofe vera e propria. Come potranno le giovani generazioni cresciute ascoltando queste (ed altre) immondezze musicali prendere le redini dei governi, della società, dei pianeta?
Tornato a casa metto la testa sotto l’acqua fredda del rubinetto. Devo sbarazzarmi di me stesso, devo smettere di fare questi pipponi … che posso fare per fare uscire tutte quelle tossine? C’è un unico rimedio: la pheega. Il delta di Venere come ultimo porto sicuro prima del naufragare.
FILM
_ALIEN Romulus (USA/Ungheria 2024) di Fede Alvarez – TTT
Nella prima settimana dopo ferragosto il settimo capitolo della saga di fantascienza è risultato essere il film più visto in Italia, 1.200.000 euro d’incassi, niente male di questi tempi. Essendo stato un grandissimo fan dell’era Ripley non ho potuto esimermi dall’andare a vedere questo nuovo episodio, ambientato tra il primo (Alien 1979) e il secondo (Aliens Scontro Finale 1986) film della serie. Tra i produttori vi sono Ridley Scott e Walter Hill il film dunque è discreto, trama che in qualche modo regge, situazioni passabili, giovani protagonisti però appena più di mediocri, nel complesso sufficiente. Alcune scene sono suggestive (come quelle che riguardano gli anelli del pianeta), molti i riferimenti ad Alien 1, 2 e 4 (e Prometheus). Film dignitoso o giù di lì.
_I DELINQUENTI (Argentina/Lussemburgo/Brasile/Cile 2023) di Rodrigo Moreno – TTTT+
Magnifica pellicola ambientata a Buenos Aires e negli ampi spazi argentini, l’esistenzialismo nella sua forma più profonda, la ricerca della libertà individuale, la vita quotidiana che si inerpica lungo cammini inaspettati. Tre ore (divise in due parti) spese benissimo. Certo cinema argentino contemporaneo fa benissimo all’animo delle donne e degli uomini di blues come noi; e a proposito di blues … ve ne è a iosa nella malinconica colonna sonora, che sui titoli di coda diventa un fiume musicale inarrestabile.
Se ti senti a casa tua su questo blog questo è un film che devi vedere.
Visibile sul canale streaming MUBI.
_LOS COLONOS (Cile, Argentina, Francia, 2023) di Felipe Gálvez – TTTT
Ambientato nella Terra Del Fuoco cilena, questo film ha una trama semplice e diretta: un latifondista allevatore di pecore all’inizio del 1900 non si fa scrupoli ad eliminare gli indios che in qualche modo ostacolano i suoi affari. I vasti e severi spazi del Cile del sud, il carattere brutale del western. Da vedere.
Visibile sul canale streaming MUBI.
_ONE CHANCE L’Opera Della Mia Vita (UK 2013) – TTT
Basato sulla vita del cantante d’opera/pop britannico Paul Potts (diventato famoso grazie ad un talent show) il film è una commedia (con qualche sfumatura drammatica legata al tema del bullismo) che in una sera d’estate si fa guardare con piacere.
_LA RAGAZZA DELLA PALUDE (USA 2022) – TTT+
Carolina del Nord anni 50, una giovane donna vive da sola in una casa in mezzo ad una palude dopo essere stata abbandonata dai genitori e dai fratelli da bambina, creando una dimensione tutta sua dove viver. Verrà accusata di aver ucciso un suo ex ragazzo e verrà difesa solo da un vecchio avvocato in pensione.
L’ambientazione è una di quelle che ci piacciono tanto qui sul blog, sebbene occorra chiarire subito che la palude viene rappresentata in maniera troppo pittoresca, mentre in realtà dovrebbe apparire come un luogo tutto sommato spaventoso e pericoloso.
Ho trovato il finale prevedibile. Va sottolineata comunque la prova della protagonista (Daisy Edgar-Jones).
_IO NON SONO NESSUNO (USA 2021) – TT½
Film d’azione che pare una parodia di “John Wick”, una quasi satira sul machismo insopportabile.
_I CRIMINI DI EMILY (USA 2022) – TTT+
Gravata da debiti studenteschi e senza lavoro, Emily scivola nell’illegalità.
_HIGH GROUND (AUS 2020) – TTT
Western australiano, con gli aborigeni nella parte dei pellerossa e vittime delle solite ingiustizie.
_GOYO (Argentina 2024) – TTT+
Goyo è un uomo affetto dalla sindrome di Asperger che cerca di affrontare la quotidianità secondo la sua individualità; dovrà affrontare anche l’innamoramento e le relative dinamiche. Le buone intenzioni del film sembrano qua e là imbrattate da un velo di retorica e da certe forzature.
SERIE TV
_ASUNTA (Espana 2024) – TTT++
Miniserie basata sulla storia vera dell’omicidio del 2013 di una ragazzina di origini asiatiche adottata da una coppia spagnola.
_UN UOMO VERO (USA 2024) – TTT
Tratta dal libro di Tom Wolf questa serie in sei episodi parla di un magnate immobiliare che dopo anni di opulenza vede il suo impero sul punto di crollare. Ogni riferimento a Donald Tr**p sembra voluto. Molto bravi Jeff Daniels (nella parte del protagonista) e Tom Pelphrey (il rivale).
NEL 2025 SU NETFLIX LA SERIE TV L’ETERNAUTA
Netflix ha diffuso le prime immagini ufficiali della serie tv L’Eternauta, ispirata al fumetto fantascientifico di Héctor Oesterheld e Francisco Solano López degli anni Cinquanta, che racconta di un’invasione aliena a Buenos Aires e della resistenza opposta dai suoi abitanti.
IL FUMETTO
L’Eternauta – la serie TV
Sono da sempre una fan appassionatissimo del fumetto in questione, da quando il settimanale a fumetti Lanciostory iniziò a pubblicarlo (a puntate) nel 1975. Per me questa serie è un sogno, sapere poi che l’interprete principale sarà Ricardo Darìn nel ruolo di Juan Galvez (ma nella serie si chiamerà Juan Salvo) è una gioia infinita.
PUBBLICITA’ PROGRESSO
…scienza dell’infelicità … niente male come proposta.
GOLDEN AGE OF ROCK AND ROLL
_Classifica USA agosto 1973
Sorprendente vedere un disco di Jazz Rock al 11esimo posto nella classifica generale (!) degli album più venduti negli States nell’agosto di 51 anni fa. Quel disco lo comprai nella seconda metà degli anni settanta …e sì, Carlos Santana era ed è uno dei miei chitarristi preferiti in assoluto (e amo molto pure McLaughlin). Poi ovviamente è sempre un brivido vedere tra i dischi di successo quelli di: Chicago, Pink Floyd, Led Zeppelin, Deep Purple (addirittura 2), Doobie, Stevie Wonder…
USA albums chart 21-08-1973 (courtesy of Dave Lewis)
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_il singolo dei Rolling uscito nell’agosto 1973
Rolling Stones new single advert – late august 1973 (courtesy of Dave Lewis)
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_La PFM al Festival di Reading nell’agosto del 1973
Reading Festival august 1973 (courtesy of Dave Lewis)
FINALE
Come si sopravvive qui in pianura in queste torride fette di tempo che noi umani abbiamo chiamato estati?
Durante il weekend oziando sotto l’aria condizionata insieme ai felini con cui viviamo …
Tim & Honecker – Lazing on a saturday afternoon – autoscatto
sorseggiando un bicchiere di Lambrusco Reggiano a temperatura glaciale …
Tirelli “Stopai” – Lambrusco Reggiano – Foto Tim T.
inseguendo una luna dispettosa che non si fa prendere e fa la sostenuta …
The Moon at the House Of Blues – agosto 2024 – Foto Tim Tirelli
entrando nelle profondità cosmiche del Jazz-Rock anni settanta.
Il mio medico di base è un mio vecchio compagno di scuola, elementari e medie fatte insieme. Fin da piccoli gli dicevo “studierai medicina, diventerai dottore e sarai il mio medico di famiglia”. Detto fatto.
Sono qui da lui per il controllo periodico, gli porgo i referti dei recenti esami del sangue di routine che, ringraziando il Dark Lord, sono ottimi. Mentre scruta i miei valori e mi dice in dialetto stretto “Mo’ c’at vegna un azideènt, con chi esam chè et po fèr quel ch’et vo” (mo che ti venga un accidente, con risultati del genere puoi fare quello che vuoi) io guardo sul muro alle sue spalle, tutte le immaginette sacre appese. Penso alle mie e ai santini che ho nel portafoglio … il Dark Lord (Jimmy Page insomma), Johnny Winter, Mick Ralphs, Keith Emerson, Keith Richards, Robert Johnson, Muddy Waters, Sonny Boy Williamson I & II, John Miles, Johan Cruijff, Alvaro Recoba, Ronaldo Il fenomeno, Guevara etc etc; trovarmi con Giangi è sempre piacevole, ricordiamo i tempi della giovinezza, parliamo dei nostri genitori che ahinoi non ci sono più e ci infervoriamo parlando di politica. Malgrado la si veda diversamente dal punto di vista della fede (profondo credente lui, profondo miscredente io) siamo sintonizzatissimi per quel riguarda la parte politica in cui stare. Vorremmo una società più equa, più giusta, più popolare, guidata dai valori universali relativi all’umanesimo, alla capacità di convivere, all’unità delle genti e dei popoli. Utopia – soprattutto con l’aria che tira in questi anni disgraziati – ma non molliamo di un centimetro.
Prima di salutarlo gli butto lì tra il serio e il faceto “Senti Giangi, non è che puoi prescrivermi qualcosa per tenere a bada il blues?”
Giangi scoppia a ridere, mi abbraccia forte e mi dice “vai mo là adesso … è sempre un piacere vederti Tim”.
Una volta arrivato a casa mi dico che se non possiamo sconfiggere i blues almeno proviamo ad affrontarli ad armi pari … prendo un bicchiere da cocktail, lo riempio di ghiaccio, verso almeno tre dita di Martin Miller’s Gin (courtesy of Paololeo81) e riempio il resto del bicchiere con acqua tonica Recoaro, aggiungo anche una fettina di lime sebbene la Marzia dica che non ci va nel Gin Tonic, entro nello studiolo, prendo tra le mani un doppio LP con tante finestrelle e faccio partire la side 3, la facciata d’album che preferisco in assoluto … faccio scendere la puntina del giradischi, mi siedo sul divanetto e mi appresto a passare 20 minuti nel miglior modo possibile. Bye bye Blues, Hail, Hail The Dark Lord.
STRALCI
_SELFIE In giro per Mutina osservo giovani donne che si scattano selfie, alzano il collo, piegano la testa, mettono in mostra la mercanzia, fanno le spiritose e mi chiedo come appariranno le foto che posteranno sui social. Già, siamo tutti lì che ci scattiamo foto nell’illusione che ci rendano migliori di ciò che in realtà siamo, temo tuttavia che si sia meno belli delle foto venute bene che pubblichiamo, ma d’altra parte più belli delle decine di foto venute male che scattiamo a noi stessi. E’ curioso però che alla fin fine pensiamo tutti di non essere male, e dunque continuiamo a pubblicare anche foto assai discutibili di noi stessi.
_BANCARI – Sul Treno dell’Honky Tonk un lunedì mattina estivo, tratta di andata verso Mutina: due colleghi di una banca emiliana parlano. Entrambi sui trent’anni o poco più, mettono in mostra con una certa leziosità il loro essere giovani in carriera. Io sono in uno degli otto primi posti della carrozza sopraelevata, tutti occupati, loro due in mezzo che cicaleggiano e noi altri costretti a sporcarci i pensieri con le loro facezie. Lei ci fa sapere che è stanchissima, che è stato un luglio “devastante”(e solo Page sa quanto odio questo aggettivo), ma finalmente in settembre andrà due settimane in Kenya e ci snocciola il programma per filo e per segno. E’ lunedì mattina, non ho la forza di infilarmi i due auricolari Samsung e perdermi nella musica, il treno è affollato, da quando un paio di settimane fa a Parma è successo un incidente che ha visto coinvolto un treno merci che ha distrutto parte della infrastruttura della stazione, diversi treni sono cancellati, gli altri subisco ritardi di circa mezz’ora, per questo vi è più traffico umano del solito.
Poco dopo in centro incontro una mandria di altri giovani bancari, facenti parte sempre della stessa banca Emiliana. sono circa una decina, tutti maschi, tutti rinchiusi nei loro completini da bancario: mocassino marrone, niente calze, pantaloni ultrafit che lasciano scoperta tutta la caviglia, camicia bianca, giacchetta strettissima blu. Si atteggiamo come in giro ci fossero solo loro. Parlano ad alta voce. Sento il più sbruffone dire: “il femminismo un tempo era quello che è il maschilismo oggi” e già sento dentro di me Ittod (uno dei tre uomini che sono, quello preda della furia iconoclasta) iniziare ad agitarsi, Mr Sotuttoio aggiunge “e le quote rosa oggi servono solo a non dare le giuste opportunità a validi colleghi maschi”. Mi sposto velocemente, so che se rimango non sarò più in grado di trattenere Ittod e la vita è già piena di troppi impicci, meglio lasciare a loro stessi questo branco di australopitechi che mai diverranno Homo Sapiens.
Cerco di pensare ad altro … ci riesco a malapena, così mi metto a canticchiare un pezzo del Texas Tornado.
_MELMA ADESIVA – Intento a parcheggiare nell’immenso spazio sotterraneo dell’Adigeo a Verona. Mi infilo nel primo spazio che mi sembra convincente. Do un’occhiata alla macchina che ho di fianco, è una utilitaria bianca con un grosso adesivo raffigurante Mussolini sulla parte sinistra anteriore. Rimango basito dalla irriverente mancanza di ritegno. D’altra parte con l’attuale governo in carica tutto ormai è sdoganato, non era bastata la mano lunga del cavaliere nero …. dei valori universali, della costituzione, della solidarietà e della cultura non frega più a nessuno, o quasi.
_YOUNG MAN ON A ROLL – mi passa a salutare un giovane collega dimissionario, uno che ha partecipato a quasi tutte le School Of Rock che ho tenuto in azienda.
Entra nel mio ufficio, parliamo un po’ del suo futuro, mi dice che si prenderà un periodo sabbatico, che farà il cammino di Santiago e cercherà di vedere altri orizzonti.
Gli dico che è giusto così, se l’esigenza è quella di capire meglio il proprio avvenire (lavorativo e non), di conoscere meglio sé stessi etc etc, quella è una scelta coraggiosa che va sostenuta. Aggiungo che anche io circa alla sua età (avevo 27 anni) feci una scelta del genere e che se fossi uno che lavora nell’ambito delle Risorse Umane ( brrr, questa definizione mi mette sempre paura) addetto a valutare curriculum, un periodo sabbatico fatto con consapevolezza lo considererei un plus (pronunciato con la u).
Mi risponde “sì ma perché tu sei matto”, inteso come persona fuori dagli schemi.
“Poi guarda” prosegue “vediamo che cosa mi porterà il prossimo futuro, non ho certezze, cercherò di capire dove mi condurrà questa scelta e comunque un volta qualcuno mi ha detto che <se anche il loro corso a volte può cambiare i fiumi sempre raggiungono il mare> ”.
Rimango di stucco, mi commuovo … che giovani uomini on a roll diano peso ai pensieri blues che condivido durante le School of rock (e non solo) mi riempie d’orgoglio.
Happy trails, man. Long may you run.
NOTIZIE DAL MONDO DEL ROCK
_Nick Mason’s Saurceful of Secrets by Polbi
Il nostro Polbi, (vabbeh, Paolo Barone) se ne va a vedere Nick Mason e ci scrive due note:
Ieri sera ho sfidato la stanchezza di questo momento e sono andato a vedere Nick Mason. Scenario meraviglioso fra le rocce di Roccella Jonica, un migliaio di persone o poco più. Qualità del suono alla Pink Floyd, coreografia ben fatta, band di ottimo livello. Pubblico diviso a metà, fan hardcore e fan casuali che si chiedevano quando sarebbero arrivati i pezzi di The Wall e Dark Side. Per me un emozione grandissima. 2 ore dei miei dischi preferiti live, con lui alla batteria. Sul finale di Saucerful mi sono commosso. Sono arrivato a casa alle 2.40 e sveglia alle sei con One of These Days che ancora mi romba in testa. Di loro tre è senza dubbio alcuno il concerto che avrei voluto vedere di più. Per mille ragioni, indimenticabile.
Waters e Gilmour sono due giganti, ma oggi come oggi non farei follie per andare a vederli. La loro lite infinita ha sottratto un bel po’ del fascino e della magia costruiti in anni di privacy, ora gettata al vento. Il chitarrista occuperà il Circo Massimo, praticamente privatizzandolo, per giorni, per proporre soprattutto materiale del nuovo disco. Waters sarà in giro a fare i pezzi più scontati della band, al tempo stesso sputandoci sopra in nome di non si sa quale crescita artistica. Nick Mason oggi è lo spirito dei Pink Floyd.
Set list favolosa, non priva di piccole sorprese come Nile Song e Obscured by Clouds. Avrei voluto anche Cymbaline (uno dei miei brani preferiti della band) e Careful with that Axe Eugene Il fan, è per sua stessa natura, incontentabile.
Sempre sorprendente quando dal nulla saltano fuori spezzoni video di concerti del bel tempo che fu, soprattutto se sono relativi a ai bootleg su cui abbiamo fantasticato per decenni.
GATTI ALLA DOMUS
Dopo più di sette mesi sono ancora preda della tristezza riguardo l’assenza di Palmiro; venerdì sera tornando a casa, in un treno affollatissimo, mi è venuto in mente il mio piccolo amico e mi sono scese le lacrime … per fortuna avevo su i Ray Ban … non c’è niente da fare, dopo tutti questi mesi mi manca ancora tantissimo e la commozione è sempre dietro l’angolo. Certo che anche tra mammiferi di specie diverse i legami che si creano sono davvero fortissimi.
Per fortuna c’è Honecker che a tratti stempera la malinconia. Qualcuno mi ha detto che:
“Honecker te lo ha mandato Palmiro un po’ prima di lasciarti … sapeva che altrimenti non sarebbe stato possibile andare avanti … anche Palmiro aveva paura di lasciarti da solo … È una specie di angelo custode per il tuo dolore … Palmiro lo sa che quando guardi Honecker pensi che è strana la coincidenza del suo arrivo … e quindi pensi anche un po’ a lui.”
Essendo l’uomo che sono non credo ad angeli custodi, sinergie spirituali e faccende del genere, ma certo è che quando si è in sofferenza il pensiero razionale è offuscato e per qualche minuto si è in balia delle suggestioni.
Palmir e Tim 2017 – foto Saura T.
Honecker luglio 2024 – foto Tim T
FADE AWAY
Piena estate, sono arrivate le prime due settimane di ferie, su tutto lo Stivale il caldo è soffocante, qui in pianura durante il giorno siamo di solito sui 37 gradi centigradi, l’umidità ovviamente rende il tutto assai disagevole. Cerco di mantenermi in equilibrio: passeggiate per le campagne alle 6 del mattino, cura del verde intorno a casa alle 7, nuotata verso le 11, fraseggi sulla Danelectro, lettura dei quotidiani, approfondimenti circa la Storia Antica Di Israele, visione delle amichevoli estive della mia squadra del cuore e l’inseguire gli ultimi bagliori di luce prima che cada del tutto la notte.
House of Blues, Emilia profonda, agosto 2024, foto Tim T
Quello che mi frega è l’Irrequietezza, sentimento in queste ultime settimane ormai a livello di guardia; ma in qualche modo ci sono abituato, in fondo è questo essere un uomo di blues … questo e perdersi dentro una canzoncina country che – in senso lato – sa tanto di Liscio (la musica da ballo Romagnola insomma).
He’s just a singer A natural born guitar ringer Kind of a clinger To sad ol’ songs He’s not a walk be-hinder He’s a new note finder His name’s a reminder Of a blues man that’s already goneSo he started drinkin’ Took some things that messed up his thinkin’ He was sure sinkin’ When she came along He was alone in the spotlight Not too much left in sight She changed all that one night When she sang him this song
Hey, baby, I love you Hey, baby, I need you Hey, baby, you ain’t got to prove to me You’re some kind of macho man You’ve wasted so much of your life Runnin’ through the dark nights Let me shine a little love light Down on that blues man
He got so sick from speedin’ All the things they said he was needin’ If he is to keep on pleasin’ All of his fans He got cuffed on dirt roads He got sued over no shows She came and took all that ol’ load Down off that blues man And he said …Hey, baby, I love you too Hey, baby, I need you Hey, baby, I do get tired Of this travellin’ band I’m over 40 years old now Nights would be cold now If you hadn’t stuck it out With this blues man
He’s over 40 years old now Nights would be so cold now If she hadn’t hung around With that blues man
Il mio blues è certo in corrispondenza con le (blue) highway, che poi sono quelle strade secondarie che di frequente batto, quei sentieri d’asfalto che inducono al consueto immaginario del nido di stelle ma che poi ti accompagnano nei soliti posti, negli angoli abituali del mio presente e del mio passato. Perché continuo imperterrito a sbattere il grugno contro il nido di stelle quando so benissimo che non esiste il nulla cosmico onnipotente solo lo sa, questa irrequietezza di cui tanto discuto qui sul blog prima o poi mi condurrà allo sfinimento … sempre che questo sentimento non sia al contrario il fuoco che mi tiene in piedi.
Già, il Blues in senso lato e dunque non solo musicale, questo sostantivo che carico di significati forse solo miei ma che finisce per coinvolgere, financo irretire, gli sventurati e le sventurate che mi stanno intorno. Questo fatto mi colpisce sempre, il modo in cui il Blues – nella forma dell’uomo che sono – ha una valenza anche per persone apparentemente avulse dal concetto (ma proprio per questo evidentemente persone di blues loro stesse). Questo attaccarsi a me, questo riconoscermi un ruolo nelle loro vite, questo affetto che provano nei miei confronti; sempre complicato scrivere di questo argomento perché poi sembra autoreferenzialità quando invece quello di cui intendo approfondire è l’interesse che le persone hanno per me in quanto portatore di Blues, quasi io fossi un testimone del blues che alla domenica mattina bussa alle porte alla gente per diffondere il verbo e la musica di un’astrazione nata più meno 125 anni in Mississippi.
Ne parlavo ieri sera con i ragazzi durante il primo Sinodo estivo, solito copione: ritrovo nella pizzeria di via Gramsci a Regium Lepidi e resto della serata passata al fresco della campagna qui nel bersò della Domus Saurea. Entriamo nel locale in cui sono di casa, ci accoglie Judith la direttrice, mentre ci accompagna al tavolo nell’ampia veranda si accorge della mia presenza Antonio – altro pilastro del locale – che esclama “eccola qui la luce dei miei occhi”. Fa lo spiritoso ovviamente ma che un giovane, bensì senior, addetto di sala con cui ho un certa confidenza (che però lui maneggia sempre con estrema delicatezza e riverenza) abbia trovato un appiglio in un cliente di un (in)certa età quale sono mi fa ogni volta pensare al blues. Succede una cosa similare anche sul lavoro: invio una email ai colleghi per spiegare che una certa mansione verrà d’ora in poi seguita da due nuove colleghe ma che io continuerò ad essere comunque il riferimento per tutti in caso di necessità. Ebbene, alcuni giovani compagni di lavoro rispondono all’email usando più o meno le stesse parole: “tu per noi rimarrai un riferimento, sì, ma di vita”! Oltre al piacere personale della cosa, rifletto sulla motivazione che ha spinto giovani leoni – con doti attitudinali relative alla attività umana lavorativa che oggi nel mondo è forse la più ricercata – a fare arrivare a me, e quindi al sentimento blues universale di cui sopra, tale messaggio. Il blues insomma non smette mai di stupirmi, questa rete di rapporti tessuti da scimmie evolute ed illuminate per far fronte alla condizione umana, ovvero il trovarsi su di una roccia sospesa nel buco del culo dell’Universo a contemplare le profondità cosmiche, mi meraviglia ogni volta.
STRALCI
_Sul treno, di ritorno verso Regium Lepidi. Il regionale delle 18 arriva da Ancona ed è sempre pieno: manovali nordafricani, giovani donne in carriera che lavorano in banca, giovani donne che solfeggiano, uomini di blues. Trovo posto vicino ad una ragazza intenta ad ascoltare musica, dagli auricolari fuoriesce un brusio a tratti famigliare, sbircio e sullo schermo del suo cellulare intravedo la copertina di Mothership. Avessi trent’anni di meno potrei invitarla a bere un gin tonic insieme.
_nella pausa pranzo, in centro a Mutina, attraverso la via Emilia e prendo via Berengario da Carpi (chirurgo Modenese del 1500). Perso nei miei pensieri sento che qualcuno si rivolge a me con aria cordiale “Giovanotto, non avrebbe qualche moneta?”. Mi volto, mi si para davanti Donald Sutherland, capelli e barba bianca, all’apparenza in forma, probabilmente ha alcuni anni più di me (ma potrei sbagliarmi). Lo squadro, cerco nel portafogli due monete e gliele allungo, aggiungendo una raccomandazione “cerchi di star bene mi raccomando”.
_sceso dal treno a Regium Lepidi, cammino spedito verso Piazzale Europa, faccio per uscire dal sottopasso e una donna di etnia incerta (Rom? Gitana? Nordafricana?) cercando di rimediare due spicci mi dice “Dio ti benedica”. Non faccio in tempo a riflettere sulla cosa che irrompe ITTOD che prontamente risponde “dio non esiste” e di buon passo procede verso la sua destinazione.
_in macchina con mia sorella, il car stereo rimanda il contenuto della chiavetta “Musica Italiana” in modalità casuale. Ad un certo punto arriva una delle mie canzoni in versioni live, Elisa non la conosce, ascolta la prima parte più meditativa e calma poi, una volta entrata la chitarra elettrica esclama “Ecco qui che saltano fuori i Led Zeppelin, anzi Paul Kossoff!”. Paul Kossoff, ah!
_ FILM: BLACKkKLANSMAN – 2018 – Spike Lee – TTTT Tratto da una storia vera, questo film è da vedere. Segnalo nella colonna sonora Lucky Man degli ELP.
_FILM: Riposare In Pace – Argentina 2024 – TTT½ Film di tutto rispetto. Ora su Netflix
NOTIZIE DAL MONDO DEL ROCK
_Nuova interpretazione del classico cupo blues dei Led Zeppelin (e di Memphis Minnie and Kansas Joe McCoy 1929) When The Levee Breaks da parte di Rober Plant e Alison Krauss
_Nuove foto del Dark Lord a Salt Lake City 26 maggio 1973 – Photo Charles Todd
Jimmy Page Salt Lake City 26 maggio 1973 – Photo Charles Todd
Jimmy Page Salt Lake City 26 maggio 1973 – Photo Charles Todd
_(Little)Rock And Roll Band
Dopo tanti, tanti, tanti anni mi ritrovo in una sala prove di Mutina insieme ai giannizzeri con cui suonai dal 1994 al 2006. March alla voce, Mixi alla batteria, io alla chitarra e il pontefice del Blues John Paul Cappi al basso. I nostri pezzi e alcune cover selezionate, tanto per non morire.
March, Mixi, Tim, Jay – maggio 2024
Sotto Tiro (Tirelli – Siae 1995):
SCHOOL OF ROCK episodio IX – Premiata Forneria Marconi
Tengo la nona School Of Rock nella azienda per cui lavoro, un’oretta passata dopo l’orario di lavoro a parlare ed ascoltare i grandi gruppi della musica insieme ai colleghi più volenterosi e curiosi. E’ da poco passato il solstizio estivo, la Sala Blues (la sala riunioni informale con tanto di impianto stereo) accoglie i colleghi carbonari che preferiscono imboccare le strade dei sogni legati all’aria sonora (in questo caso quella della PFM) piuttosto che godersi, che so, l’ennesimo aperitivo in compagnia nell’heart of the city. Sono meno spumeggiante del solito e la “lezioncina” è (nelle parole di Marzia) più “riflessiva, profonda, emozionante”. La mattina dopo in treno mi chiedo se valga ancora la pena farle, in quel preciso istante mi arriva il whatsapp del mio collega ed amico Chris C. “Le tue lezioni aprono sempre nuovi mondi di emozioni. Grazie.”. Beh, non c’è bisogno di chiedersi altro.
PLAYLIST
FINALE
Per mantenermi “fit” nell’anima finisco per frequentare i soliti sospetti, gli Illuminati del Blues, i Ragazzi della Via Po e i miei colleghi amici,
Siuviu-Tim-Mar (Mutina estate 2024) autoscatto
Friends, da sx: Johnhnhy-Mar-Fran-Sonya-Tim (Mutina – estate 2024)
cercare pace nell’area benessere della Domus
Fenny – Domus estate 2024 foto Tim Tirelli.
Bersò Blues – Domus estate 2024 foto Tim Tirelli.
contemplando i particolari della fetta d’Emilia in cui vivo
Un martedì mattina qualunque, sul treno sulla linea Placentia-Bonomia. Nel carrozza in cui sono alcuni giovinastri parlano, non fanno troppo casino ma sono in parecchi e non riesco a pensare in pace. Niente di che, sono sicuro di aver fatto lo stesso quando era toccato a me avere la loro età. Tiro fuori i miei Buds2 Pro viola della Samsung, li infilo nelle orecchie e dal cellulino faccio partire il cofanetto di Rod Stewart 1975-78.
Tiro su il cappuccio della felpa nera a mo’ di filtro tra la mia maruga e il poggiatesta dello schienale, mi sistemo il giubbotto di pelle e “lascio che sia la musica a parlare”. Tralascio le sciocchezze piene di melassa tipo Tonight’s The Night (“C’mon, angel, my hearts on fire, don’t deny your man’s desire, you’d be a fool to stop this tide, spread your wings and let me come inside … ti prego Rod!!!) e i rock and roll dozzinali e mi concentro sui pezzi di valore.
Poco prima di di entrare in stazione a Mutina, guardando dal finestrino, mi cade l’occhio su un uomo che cerca di darsi una sistemata dopo aver passato la notte all’addiaccio in un ricovero di fortuna. Un grande cartone, un paio di coperte e poco altro posizionati in uno spiazzo di cemento tra la ferrovia e un piccolo raccordo stradale, in via Ernesto Breda in zona Santuario Madonna Del Murazzo.
Riparo di fortuna – Mutina maggio 2023 – Foto Tim Tirelli
L’uomo si sistema la giacca, prova ad inventarsi un contegno, non riesco a capire se sia un italiano o uno straniero … il treno rallenta entrando in stazione mentre io penso a quest’uomo costretto da chissà quale caso della vita a dormire in una simile situazione. Non posso farmi carico di tutte le miserie che vedo, ma rimango colpito.
Scendo dal treno, procedo verso il centro storico, entro nel grande canalone pedonale della ex Manifattura Tabacchi, di nuovo trovo sulla prima panchina il vecchio signore che chiede l’elemosina. Solita mise dignitosa, la mascherina sul viso e quella faccia un po’ così di chi è rassegnato alle intemperie della vita. Qualcuno passa prima di me e gli lascia qualche monetina da 5 e 10 centesimi, io gli lascio un euro, il vecchio sottovoce mi dice un “grazie signore”. Mi va l’animo in pena.
Chi è fortunato (a volte financo bravo, ma la “teoria del caos” è troppo preponderante per metterla solo sul piano delle proprie capacità), chi è sfortunato come i due personaggi di oggi, in mezzo oceani di individui che cercano di restare a galla.
Ripenso a The Killing Of Georgie di Rod, alla storia vera che racconta, quella di un amico gay di Stewart che perde la vita in un episodio increscioso e sfortunato. Già, il povero Georgie che raccomandava agli altri “mai aspettare o esitare, buttati ragazzo, prima che sia troppo tardi, potresti non avere mai un’altra occasione, perché la giovinezza è una maschera, ma non dura, vivila a lungo e vivila in fretta”
Anche i vecchi ragazzi come me dovrebbero far tesoro di questo consiglio, anche se la giovinezza è già passata fa niente, il destino … lo scopo, è il sole nascente che abbiamo davanti …
Company always on the run
Destiny is a rising sun
…
Bad company
And I can’t deny
Bad company
‘Til the day I die, oh
‘Til the day I die
‘Til the day I die
NOTIZIE DAL MONDO DEL ROCK
_Robert Plant & The Wolverhampton Wanderers Football Club
Robert ha lavorato su un missaggio tra Kashmir e Whole Lotta Love per la sua squadra del cuore: sarà la musica che accompagnerà la squadra sul campo.
SERIE TV
_Thank You, Goodnight: The Bon Jovi Story – (USA 2024) TTT¾
Docuserie niente male. I Bon Jovi non sono esattamente i nostri preferiti, ma questo lavoro mi sembra ben fatto ed onesto.
PLAYLIST
CODA
Con quello che diceva il povero Georgie in mente cerco di mantenere in piedi la mia vita evitando di ripiegarmi su me stesso, vedendo gente, frequentando gli amici, tenendo una Gibson Les Paul o una Danelectro tra le braccia.
E’ così che cerco di fregare il Blues, nel specifico in queste sere particolari uscendo con i miei colleghi del cuore, quelli della business unit di cui faccio parte, quella ribattezzata The Blues Unit, così tra l’altro posso sfoggiare il fatto di avere intorno solo delle belle Pheeghe. A tal proposito registro che la Blues Unit dal 1° giugno cesserà di esistere, la azienda per cui lavoro verrà definitivamente incorporata in una enorme realtà internazionale. Sono un uomo sentimentale dunque questa faccenda mi tocca nel profondo, tagliare il cordone ombelicale con la nostra amata unit non è facile, organizziamo pertanto una “ultima cena” in un noto ristorante mutinense
Zelmira, Mutina
Durante il giorno ci scattiamo qualche foto insieme per cristallizzare su file digitali la coesione, l’affetto, l’amicizia che in questi ultimi 3 anni e mezzo hanno reso possibile un rapporto lavorativo speciale.
Sonya & Tim – maggio 2024 – Foto Mar Likentin
Tim & Mar maggio 2024 – Foto Sonya Littlesaints
Franny & Tim – maggio 2024 – autoscatto
Per celebrare prepariamo un fascicoletto con una delle solite poesiole in rima del sottoscritto, le nostre foto e la locandina dell’ipotetico film (Blues Unit Goodbye) che in questi anni abbiamo vissuto mischiando le nostre vite. Ovvio che ci rivedremo ancora, ma il distacco formale, lo scioglimento di questo gruppo di lavoro è un colpo al cuore, uno struggente finale che sfuma verso un sole che tramonta. Siamo uomini e donne di blues dopotutto. La cena è gustosa (tortellini in brodo di cappone!), la compagnia fantastica e, malgrado la malinconia, le risate fragorose. Addio piccola Blues Unit, resterai per sempre nel mio cuore.
The Blues Unit: da sx Tim-Sonya-PL81-Fran-Mar – The Last Supper – Ristorante Zelmira – Mutina – may 2024 – autoscatto
A metterci il carico arriva inoltre questo venerdì in cui – insieme alla Mar – rivedo il mio ex collega Siuvio, (l’uomo di Belo Horizonte che vive in Romagna). Sono già passati quattro mesi da quando ha cambiato lavoro eppure continuiamo a sentirci quasi quotidianamente e a vederci ad ogni occasione utile … non si può certo dire che la nostra (ormai) ex azienda non sia stata una fucina di rapporti profondi e amicizie durature.
Mar-Siuviu-Tim – The Grimace, Mutina – maggio 2024 – autoscatto
E allora via così, lungo i sentieri del sentimento, perché dopotutto come diceva Verdone …
Ma davvero è questo che vogliamo? Uomini che decidono leggi su questioni femminili? Persone di dubbia fama, di dubbio intelletto, di dubbi valori universali messi a governare nazioni, regioni, province, città? Super manager che si rivelano tutt’altro che super messi a capo di grandi aziende, corporate, multiutility? Davvero pensiamo che la società e il pianeta stesso riescano a sostenere tutto questo? Davvero diamo retta agli economisti? Sono su questo pianeta da decenni e mi pare che questi studiosi esperti di problemi economici abbiano combinato solo disastri. Sul serio vogliamo impostare la società sui dettami che pontefici, patriarchi, dalai lama, monaci e religiosi in genere impongono ai loro fedeli? Sul serio l’invio di armi è l’unica soluzione per fermare una guerra? Chiedo per un amico … perché io non ho risposte.
Veramente vogliamo passare buona parte del nostro tempo libero a sfogliare sugli smartphone video insignificanti di sconosciuti? E’ proprio necessario vivere la vita nelle realtà virtuali dei social? No perché, tra l’altro un recente studio ha dimostrato come nella popolazione giovane si stiano alzando le percentuali di malattie di solito accostabili a chi ha una certa età … sembra che il nostro corpo inizi ad invecchiare prima a causa dello stile di vita che da qualche lustro abbiamo fatto nostro.
Davvero chi ha doti attitudinali per attività e professioni umane più in voga al momento ha il sacrosanto diritto di pretendere stipendi molto più alti e bonus di ogni genere? Stipendi che poi le aziende devono gestire e governare e che alla fine della filiera portano agli aumenti dei prezzi di cibo, merci e beni, innescando un meccanismo infernale da cui non si riesce più ad uscire … mega compensi (sovente immeritati) per una minoranza e stipendi basilari per la grande maggioranza mentre ogni costo schizza alle stelle. E’ questa l’equazione giusta? Chiedo per un amico …
(brusio, crepitii, voci sommesse …) “eccolo qui il pippone di Tirelli che con sacerdotale gravità e solennità declama i pensieri che gli si attorcigliano alla maruga, il solito e supponente approccio ieràtico …”
Chi ha parlato? Siete voi miei lettori adorati? O forse gli amici che ogni tanto chiamo a raccolta? Non sarete mica voi mie pheeghe predilette che tanto dite di venerare il Magister Tirelli? No? E allora chi caspita … ah, enigma risolto, è stato ITTOD (uno dei tre uomini che sono), deve essere riuscito a metter fuori la testa dalle segrete del mio animo in cui lo tengo prigioniero …
E allora lo ricaccio al suo posto e, come tutte le domeniche di questa stagione, al calar del sole scendo sui prati della Domus per ammirare ancora una volta le lunghe ombre del fine settimana che sta per terminare …
Domus Saurea may 2024 foto Tim T
i graffiti spirituali sono così diversi da quelli dei sabati mattina quando la pianura diventa un mare d’erba da navigare in tranquillità, quando il weekend appena iniziato sembra colmo di opportunità da cogliere.
sabato mattina alla Domus Saurea – maggio 2024 foto Tim T
Le lunghe ombre tuttavia ritornano implacabili a ricordarci che dobbiamo vivere nel blues e allora eccomi qui ad aspettare l’arrivo dei The Long Riders …
JOHNNY WINTER
Ho trovato una intervista a JW del marzo del 1976 mai pubblicata al tempo e inserita nel 2020 sul sito della rivista Goldmine. Per un fan trattasi di faccenda piuttosto succosa.
Che dire poi del video pubblicato un anno fa dei Johnny Winter And all’Atlanta International Pop Festival maggio 1970 e che io non avevo mai visto prima? Uno spettacolo. Avessi avuto l’occasione da ragazzino di vedere i JWA dal vivo credo sarei schizzato nella stratosfera. In questo particolare concerto, in via del tutto eccezionale, alla batteria vi era Edgar Winter, oltre ai soliti Randy Jo Hobbs al basso e Rick Derringer alla seconda chitarra.
E’ arrivata la stellina tanto attesa, dopo un campionato per lo più strabiliante. Squadra coesa, dirigenza esperta-scaltra e saggia, proprietà ancora viva, allenatore in stato di grazia e giocatori determinati-bravi-felici. In una stagione in cui (quasi) tutto è andato per il verso giusto e il football giocato è stato spesso una meraviglia resta il rammarico di essere usciti agli ottavi dalla Champions contro una squadra tignosa e poco altro … avremmo dovuto arrivare perlomeno alle semifinali visto l’allineamento dei pianeti. Distanze abissali ci separano dai diretti e storici concorrenti, li guardiamo da lassù, benché per un discreto tratto ci siano stati a ruota. Nell’Inter di quest’anno tuttavia tutto girava troppo bene per rischiare di non vincere il campionato. Già, tutto è bene quel che finisce bene, basta festeggiamenti però, chiudiamo in bellezza il campionato e prepariamoci per il prossimo.
Dopo il derby – Celebration Day – Aprile 2024 Tim & Mario
Sul ponte sventola bandiera nerazzurra – Domus Saurea – Foto Tim T
GATTI ALLA DOMUS
La Ragni sente la mancanza di sua madre Raissa, sembra spaesata, confusa, triste …certo, è ormai vecchia anch’essa, è arrivata a 16 anni (80 anni umani) e ha la stessa malattia che aveva sua madre, eppur son certo che è il sentirsi sola che la fa sbandare … prima Palmiro, ora Raissa … per la nostra colonia felina è un periodo difficile.
Lonely Ragni – may 2024 Foto Tim T
Honecker ha ormai 8 mesi, è un giovane maschio che cerca la sua strada, annusa l’aria, cerca di capire come comportarsi con i suoi due umani, va alla scoperta dei suoi territori ed è buffo sorprenderlo mentre è alle prese con la elaborazione ancora acerba dei suoi pensieri.
Honecker sotto sera – Aprile 2024 – Foto Tim T
Mi sbaglierò, ma a volte ho l’impressione che possa diventare anch’egli un gatto di blues …
Il giovane Honecker gatto di blues – foto Tim T
PLAYLIST
CODA
Guardo dal basso verso l’alto la Ghirlandina di Mutina,
La Ghirlandina – Foto Tim T aprile 2024
come ogni anno annuso l’inebriante profumo dei Lillà della Domus,
Lillà alla Domus – aprile 2024 – foto Tim T
e provo a preparami per la nuova stagione. Tra la pioggia, i cieli bassi e gli squarci di sole, di là dal fiume e tra gli alberi qualcosa si intravede. Che dice il barometro, tempo soleggiato o tempesta in arrivo?
Raissa arrivò alla Domus Saurea nel 2007 insieme a sua sorella Wilma. Erano due focaccine di pelo di un paio di mesi, un amica di Saura viveva con una gatta che aveva da poco dato alla luce diversi cuccioli così due di questi arrivarono alla Domus.
Raissa 2007 – foto Saura T
Dapprima spaventate come ovvio che fosse, poi sempre più confidenti, fino a diventare le regine della Domus. Wilma purtroppo fu investita da un veicolo a motore e fu ritrovata in un fosso, mentre Raissa si trasformò ben presto in una giovane adulta piena di energia.
L’anno dopo diede alla luce lei stessa quattro cuccioli: Muffa (maschio), Patuzzo, Spaventina e Ragnatela (detta Ragni). Muffa sparì dopo un anno circa (viviamo in campagna e i pericoli per i gatti sono dietro l’angolo: cacciatori, volpi … financo lupi), Patuzzo se andò qualche anno fa ucciso da un canide (appunto), mentre Spavve e Ragni vivono ancora con noi. Raissa ad ogni modo divenne la matriarca della Domus, svezzò i suoi figli, accolse Palmiro come un figlio, fece lo stesso con le due randagie che finirono per accasarsi da noi, Stricchi e Minnie, e in pratica con tutti i vari gatti che ad anni alterni si accasavano per un po’ da noi.
dal basso: Palmiro, Raissa, Ragni, Spavve, Patuzzo – foto Tim T.
Gatti alla Domus – Ragni, Ozzy (forestiero), Raissa, Stricchi Domus ottobre 2020 – foto TT
Gatti alla Domus – Stricchi, Ragni, Raissa, Ozzy – Domus ottobre 2020 – foto TT
Raissa
Gatta tigrata tendente al rossiccio, Raissa si rivelò una cacciatrice formidabile (!), persino negli ultimi anni un po’ malaticci nulla le sfuggiva. Di carattere ribelle (non amava imposizioni) seppe comunque adattarsi alla vita insieme agli umani ed ad interagire con essi. Uno dei nostri tanti riti era questo: io mi inginocchiavo, lei si avvicinava, si metteva di spalle, si sdraiava in modo che io potessi accarezzarla molto velocemente sulla testa e sulla schiena ripetendo il mantra “ciao Raissona ciao Raissona ciao Raissona ciao Raissona ciao Raissona ciao Raissona ciao Raissona ciao Raissona ciao Raissona….” e allora partivano fusa impetuose.
Raissa – Domus Saurea autunno 2021 – foto TT
Giocherellona, seria, attenta, furtiva, matta … tutti aggettivi che le si addicevano
Raissa – agosto 2011 – foto Tim Tirelli
ma anche molto, molto coraggiosa e “scomoda” come diciamo qui …era sempre la prima ad aiutare Palmiro a scacciare i gatti forestieri che non si sottomettevo al socialismo felino della Repubblica Democratica di Palmiria, il nome della colonia felina della Domus.
Raissa e Palmiro difendono i confini – Ottobre 2015 – foto TT
Torno a sottolineare il rapporto speciale che aveva con Palmiro e con le sue due figlie
Palmir e Raissa in soffitta, dicembre 2017 – foto Tim T
Ragni-Raissa-Spaventina – gatte sulla finestra – ottobre 2020 – foto TT
Quattro anni fa iniziò a soffrire di ipertiroidismo, il che significò darle mattina e sera (costose) medicine e di conseguenza impegnarsi in una gestione sempre più complicata. Non era facile portarla dal veterinario, dentro alla gabbietta non voleva stare e lottava ogni volta per la sua libertà, quando doveva restare ricoverata miagolava spesso con ritmo ostinato tanto che la nostra veterinaria Esmeralda la chiamava “la sirena”.
Raissa e Tim dal veterinario – aprile 2023 – foto Saura T.
Raissa se ne è andata stamattina (intendo giovedì 2 maggio), aveva 17 anni (circa 84 anni umani), da alcuni mesi si era scoperto che aveva anche un tumore; la abbiamo accudita nel migliore modo possibile ma dimagriva, nelle ultime settimane era pelle e ossa, ma non desisteva, voleva uscire, mangiava poco ma spessissimo. Vederla deperire piano piano non è stato facile, ma è il ciclo della vita, si è consumata un po’ alla volta, facendo comunque fino all’ultimo giorno (letteralmente) la sua vita. Non la pesavo nemmeno più, non volevo rattristarmi più del dovuto, aveva gli occhi infossati, il suo sguardo sembrava dire “ma Tyrrell, cosa mi sta accadendo?”. Eppure veniva sul divano con noi, ci veniva a cercare, faceva le fusa. In fondo è stata fortunata, una bella e lunga vita passata in campagna, con parecchi altri felini intorno, due umani decenti che sono stati con lei fino all’ultimo respiro.
Facile suggestionarsi ora e pensare che sia in pace ed insieme al suo e al nostro amatissimo, amatissimo, Palmiro, siamo umani, nel momento del dolore ci consoliamo con questi stratagemmi …
Palmiro & Raissa Foto TT
ma essendo l’uomo di blues che sono so che non è roba per me, so che non c’è nessun aldilà, nessun ponte, ma solo la vita, o meglio, il grande mistero della vita, che viene e che va. Avendo perso nemmeno 5 mesi fa Palmiro, questo nuovo addio ci riempie di dolore … un altro membro della nostra famiglia che se ne va, sì perché eravamo e siamo una famiglia, mammiferi di specie diverse che vivono insieme … un nucleo famigliare, un legame di affetti, una concatenazione di aiuti reciproci.
Addio Ràis, so che sei stata felice qui, hai fatto il tuo percorso per intero, hai avuto e dato tanto … so che ci hai voluto bene, almeno quanto te ne abbiamo voluto noi; anche tu riposerai sotto ai frassini della Domus, in quei prati che tanto cari ti furono. Addio piccolina, ci mancherai.
Raissa – Domus Saurea tardo ottobre 2022 – foto TT
Un veloce post sulle ultime notizie riguardanti i nomi del Rock cari a questo blog e al suo seguito:
_Led Zeppelin
Sono stati pubblicati su youtube tre nuovi filmati amatoriali mai usciti prima. Cleveland 1975, Knebworth 1979 (prima data), Atlanta 1977 (Bonham stupendo in NFBM dal minuto 2:08 al 2:28).
_Ufo
Phil Mogg dei nostri amati UFO ha annunciato durante l’intervista con Ultimate Classic Rock fatta per promuovere la ristampa rimasterizzata del 2024 dell’album del 1977 degli UFO “Lights Out”, che gli UFO hanno terminato la loro corsa: “penso che sia giunto a una conclusione. Abbiamo fatto l’ultimo tour nel Regno Unito nel 2019, poco prima del COVID. Quindi quella è stata più o meno la fine e il momento era giusto”.
_Addio a Dickey Betts ((December 12, 1943 – April 18, 2024)
Un altro duro colpo per chi ha amato il Rock, quello vero: se ne è andato Dickey Betts, membro fondatore della Allman Brothers Band. Certo, Gregg e Duane, ma Dickey è stato elemento determinante.
Il manager e la famiglia di Betts hanno diramato il seguente comunicato:
“È con profonda tristezza e pesantezza nel cuore che la famiglia Betts annuncia la scomparsa di Forrest Richard ‘Dickey’ Betts (12 dicembre 1943 – 18 aprile 2024) all’età di 80 anni. Il leggendario artista, cantautore, bandleader e patriarca della famiglia era nella sua casa di Osprey, in Florida, circondato dalla sua famiglia. Dickey era straordinario e la sua perdita sarà avvertita in tutto il mondo. In questo momento difficile, la famiglia chiede preghiere e rispetto per la loro privacy nei prossimi giorni. Maggiori informazioni saranno disponibili al momento opportuno.”
Le cause della morte sono state il cancro e la malattia polmonare ostruttiva cronica.
Impossibile dimenticare come il suo chitarrismo sia stato basilare per il sound del gruppo, quell’elegante miscuglio di rock, blues, country, swing e jazz non lo si scorderà tanto facilmente. “In Memory of Elizabeth Reed”, “Ramblin’ Man”, “Jessica”, “Blue Sky” … canzoni da brividi. Da non sottovalutare poi i suoi primi due dischi da solista “Highway Call” (1974) e “Dickey Betts & Great Southern” (1977).
Dickey non era un tipetto facile, di fatto un solitario, un vero Ramblin’ Man. 80 anni non sono male per uno che ha vissuto una vita on the road piena di inevitabili eccessi.
Piccola nota: si dice che Cameron Crowe si sia ispirato alla figura di Dickey Betts (se non altro dal punto di vista estetico) per il personaggio di Russell nel film (a noi caro) Almost Famous.
Addio, Dickey, anche quaggiù in Emilia, nella vecchia Europa, ti abbiamo amato. Addio rambler, ci mancherai.
Lord, I was born a ramblin’ man Tryin’ to make a livin’ and doin’ the best I can And when it’s time for leavin’ I hope you’ll understand That I was born a ramblin’ man
Lord, I was born a ramblin’ man Lord, I was born a ramblin’ man Lord, I was born a ramblin’ man Lord, I was born a ramblin’ man
_Robert Plant
Sembra che Robert Plant stia lavorando ad una nuova versione di un pezzo (o di più pezzi) dei Led Zeppelin. Queste operazioni mi terrorizzano, il più delle volte sono inutili e senza senso. Che ne farà RP? Depotenzierà come al solito il ruolo della chitarra e quindi di Page? Vedremo.
Quel che si sa è che negli ultimi giorni è stato al Magic Garden Recording Studio di Wolverhampton, dove ha lavorato su una canzone dei Led Zeppelin. Questo è quanto afferma la cantante, compositrice, giornalista e scrittrice italo-australiana Antonella Gambotto-Burke che vive nel Kent. Queste le sue parole:
“Anche se il progetto è attualmente top secret, riguarda una canzone dei Led Zeppelin. Trascorrere del tempo con Robert è stato un vero privilegio. La cosa che più mi ha sorpreso è stata l’intensa magia che porta con sé. Riempie letteralmente la stanza. Spiritualmente parlando è un gigante e la musica, ovviamente, è intoccabile. Sto ancora volando!”
Il progetto sembra avere a che fare con l’etichetta Wolves Records, etichetta discografica lanciata nel 2021 dal Wolverhampton Wanderers, club di cui Plant è vicepresidente dal 2009.
La seduta si è svolta sotto l’egida del produttore Gavin Monaghan e l’ingegnere Lian Radburn che su instagram ha scritto: “Un onore assoluto lavorare su versioni rivisitate delle classiche canzoni dei Led Zeppelin con Robert Plant per i Wolves al Magic Garden Recording Studio”.
_Slash feat. Myles Kennedy And The Conspirators – Rocket Man – Live At Forum Assago (MI), 22/04/2024
Non sono esattamente un fan del Slash solista, ma qualche giorno fa al Forum di Assago ha proposto una Rocket Man (Elton John) mica da ridere. Mettersi alla Pedal Steel significa aver coraggio, quindi bravo Slash; che dire poi di Myles Kennedy? L’ha cantata da dio… nessuna enfasi, nessun atteggiamento da cantante heavy rock, soltanto pathos e doti canore naturali. Giù il cappello.
_Liam Gallagher John Squire (2024 Warner Records) – TTT¾
Questi due bei tipetti un paio di mesi fa hanno fatto uscire un album insieme, pur non avendo particolari affetti per il Brit-pop e per gli anni novanta in genere, ho trovato l’album carino e degno di nota. Certo, il background sonoro è quello di Oasis e Stone Roses, ma il fatto che Squire avesse già le canzoni pronte e il progetto chiaro nella testa e che Gallagher abbia di fatto aggiunto il suo tocco e la sua personalità è stato determinante per far uscire un album con notevoli risvolti di Rock classico (Squire è da sempre fan di Hendrix e di Page). Tra l’altro l’album è volato subito al primo posto delle classifica del Regno Unito.
Raise Your Hands funziona immediatamente …riflessi beatlesiani, chitarre ben presenti
Mars to Liverpool è forse la mia preferita, ancora i quattro di Liverpool in sottofondo ma canzone comunque autonoma e riuscita.
C’è anche del blues in questo disco, I’m a Wheel parte infatti con una formula blues piuttosto canonica per poi trasformarsi in qualcosa d’altro, e qui sta la grandezza del pezzo: blues mischiato ad altro. Da seguire gli interventi di chitarra.
Love You Forever è smaccatamente hendrixiana (Foxy Lady), ma anche qui i due sanno portare il brano fuori dalle paludi del plagio, sebbene nel finale il nero di Seattle torni fuori prepotentemente (Voodoo Chile).
Make It Up As You Go Along è un altro bel pezzo, bene sia Liam che John.
You’re Not the Only On è Rock And Roll dei Led Zeppelin (versione da studio) nelle parti non cantate. Vale il discorso fatto per Love You Forever.
Non ci sono canzoni brutte, anche le ultime due funzionano e si fanno ascoltare con piacere.
Copertina orrenda, sembra la pubblicità di prodotti per la casa su un volantino del Sigma.
John Squire come chitarrista non ha le doti attitudinale e il talento dei due suoi eroi, tuttavia riesce (ormai da 35 anni) con intelligenza a costruirsi uno stile e una reputazione mica da ridere, e insieme a Liam Gallagher sa produrre ancora qualcosa di buono. Complimenti.
Troppo tempo che non vedo Polbi, lo sento praticamente ogni giorno ma di persona non lo incontro da un certo numero di orbite che la Terra compie intorno al Sole; prendo così al balzo un’occasione che mi si presenta ed eccomi qui salire su Italo alla Mediopadana, la stazione dell’Alta Velocità nel centro dell’Emilia, giusto a qualche chilometro da casa. Con me vi è la Yamaha Girl, seduta al posto N.46 (e ti pareva). Sono le 7,25 di un soleggiato sabato mattina.
Sonnecchio, rifletto, dal finestrino vedo passare l’Italia ai miei piedi (cit. FDG).
Lei legge un libro, ogni tanto mi dice “ciao Tyrrell”. Poco dopo le 10 scendiamo a Roma Termini, un momento per raccapezzarci e ci dirigiamo verso l’uscita di Via Marsala. A cento metri circa vedo il General Purpose Vehicle del mio amico e in un secondo momento scorgo la sua chioma stagliarsi sull’orizzonte di un traffico caotico e già insostenibile per un uomo di blues che vive in provincia come me. Lo abbraccio forte questo uomo che oramai da trent’anni è una presenza insostituibile nella mia vita. Abbiamo poco più di una giornata da passare insieme, meglio seguire celermente il programma; dato che Roma è la mia, o meglio, la nostra città preferita la abbiamo ovviamente già visitata diverse volte e dunque in questa circostanza scegliamo percorsi più alternativi e meno conosciuti.
Ci fermiamo un momento nel posto dove più di 5 decenni fa vi era lo Studio 1 dell’International Recording, dove alla fine del 1969 i Pink Floyd registrarono i brani per la colonna sonora di Zabriskie Point, film di Michelangelo Antonioni. Ci addentriamo nell’ampio ingresso, ora l’edifico è un hotel.
La Motorcycle Mama gradirebbe virare sulle sfumature esoteriche della città e allora nulla di meglio che iniziare dalla Porta Alchemica, ovvero la Porta Magica, sita dove sorgeva Villa Palombara:
Villa Palombara
[wikipedia] Dimora di Massimiliano II Savelli, marchese di Palombara (1614-1685), era stata edificata da suo padre, Oddone, su un terreno acquistato nel 1620 dal duca Alessandro Sforza. Massimiliano, uomo di vasta cultura e dedito ad interessi ermetici, vi fece costruire nel 1653 un proprio laboratorio seminterrato per i suoi esperimenti di alchimia, al quale si accedeva per un ingresso secondario che corrisponde all’attuale Porta Magica. La villa divenne così un circolo esoterico culturale, frequentato da vari personaggi tra cui la regina Cristina di Svezia, che allestì un suo gabinetto alchemico anche a palazzo Riario. Fra gli altri esponenti della cultura dell’epoca che vi presero parte, si annoverano alchimisti e scienziati come ad esempio il gesuita Athanasius Kircher, col quale il marchese condivise la conoscenza di antiche dottrine egiziane, l’astronomo Giovanni Cassini, il medico milanese Giuseppe Francesco Borri, e il poeta pesarese Francesco Maria Santinelli.
Siamo all’Esquilino, in Piazza Vittorio Emanuele II, nei giardini pubblici … eccola qui la Porta Magica, per un istante chiudiamo gli occhi e ci pare di essere trasportati lungo i sentieri dei nostri sogni … nelle profondità abissali degli Oceani (Polbi), nella Londra Vittoriana (la pollastrella), al Los Angeles Forum il 3 giugno 1973 (io).
Ci concentriamo sulla Casina delle Civette, in qualche modo un sorta di ex casino dove l’esoterismo era libero di concretizzarsi.
Casina delle Civette
Casina delle Civette – foto Tim T.
Mi faccio immortalare col mio pard, è nella fase “niente sorrisi nelle foto”, in tutte risulterà un vero e proprio badass, d’altra parte la sua t-shirt dice tutto.
Romolo e Remo – Roma 13 aprile 2024 – foto Tim T
Usciamo dal parco e di nuovo sono rapito dai maestosi pini marittimi, una ossessione romana che mi porto dietro da sempre.
Pini Marittimi – Roma 13 aprile 2024 – foto Tim T.
Per il Pranzo torniamo all’Esquilino, al Macchiavelli 64, niente male davvero.
Ci dirigiamo poi verso Piazza di Spagna, abbiamo le prenotazioni per assistere ad un reading di una poetessa inglese nella Keats-Shelly house. Cerchiamo di avvicinarci, ma trovare un parcheggio in questo caldissimo sabato di Aprile è impossibile. Polbi guida col suo solito appiglio funk, ha un approccio impassibile nell’impossibile traffico della capitale. Mi dice che il turismo di massa sta soffocando la città, ha ragione, è davvero troppo … file di bus vomitano turisti, mandrie di stranieri in braghette corte che seguono senza crederci troppo i sentieri che portano dentro alla storia della civiltà occidentale. Finiamo per parcheggiare in un breve raccordo tra due strade, sopra ad un marciapiede. Io non riuscirei mai, il mio rigore settentrionale semplicemente non me lo permetterebbe, ma Polbi mi dice che “guarda che se tu vivessi qui ti adegueresti alla cosa per istinto di sopravvivenza”.
Percorriamo la magnifica via Margutta per avvicinarci alla Spanish Square,
Via Margutta – Aprile 2024 – Foto Tim T
uso l’inglese perché sembra la lingua più parlata in questa zona in questo sabato pomeriggio, la piazza è strapiena, sembra di essere ad un concerto dei Pink Floyd degli anni ottanta. Di fronte alla Keats-Shelley House incontriamo Frank e Marina, amici di vecchia data anche loro qui per il reading di cui sopra.
Keats – Shelly memorial – Roma 13-14 aprile 2024 – foto Tim T.
Keats – Shelly memorial – Roma 13-14 aprile 2024 – foto Tim T.
I locali sanno di vecchia Britannia, Saura è al settimo cielo. Ci fanno accomodare, una piccola introduzione per presentare la poetessa che poco dopo entra con garbo, eccola qui Scarlett Sabet.
Scarlett Sabet Reading 2 – Keats-Shelley House – Roma 13aprime 2024 – Photo courtesy of Scarlett Instagram Account
Il reading è interessante, ammetto di cogliere poco delle poesie lette, ma quando Scarlett tra un poema e parla o chiacchiera col pubblico la cosa si fa molto più comprensibile. Parla persino dei suoi gusti musicali e tra gli altri cita Bob Dylan, Led Zeppelin e Van Morrison.
Le foto le traggo dall’account Instagram di Scarlett … curioso vedere il primo piano tra il pubblico la crestina bionda di Saura e di fianco a lei l’uomo di blues che sono.
Scarlett Sabet Reading – Keats-Shelley House – Roma 13aprime 2024 – Photo courtesy of Scarlett Instagram Account
Scarlett Sabet – Roma 13 aprile 2024 – foto Tim T
Un ultimo applauso alla poetessa, una saluto agli amici e via che si torna verso L’EUR, a casa di Polbi. Ci rinfreschiamo, un salto in pizzeria per la cena e poi quella vecchia volpe di Barone ci porta a piazza Mincio, altro angolo di Roma che non conoscevamo, pieno di edifici “esoterici” e set di un paio di film Horror.
Roma 13 aprile 2024 – foto Tim T.
Cinquanta metri più su c’è il Piper, lo storico locale, negli anni sessanta/settanta vi sono passati nomi leggendari … Procol Harum, Byrds, John McLaughlin (quando suonava con Herbie Goins & The Soultimers), Pink Floyd, Screaming Lord Sutch, Genesis, Sly and the Family Stone, Duke Ellington, etc etc
Domenica mattina facciamo una capatina al cimitero Acattolico.
Roma 14 aprile 2024 – foto Tim T.
Posto memorabile, il rumore del traffico è un eco lontano contrastato dalla pace spirituale del luogo.
Cimitero Acattolico – Roma 14 aprile – 2024 – foto Tim T
La piramide di Gaio Cestio,
la Tomba di Keats,
Tomba Keats – Cimitero Acattolico – Roma 14 aprile – 2024 – foto Tim T
Cimitero Acattolico – Roma 14 aprile – 2024 – foto Tim T
quella di Gramsci
Tomba di Gramsci – Tim e Polbi – Cimitero Acattolico – Roma 14 aprile – 2024 – foto Tim T
quella di Camilleri e di Shelley, e poi qualche momento spesi a contemplare il destino dell’uomo.
Polbi & Saurit – Cimitero Acattolico – Roma 14 aprile – 2024 – foto Tim T
Tim e Polbi – Cimitero Acattolico – Roma 14 aprile – 2024 – foto Tim T
Pranzo a casa di Mino, padre di Polbi, e Claudia, insieme a Maria Teresa, sorella di Polbi e le sue due magnifiche figlie, Flavia e Matilde, … amo tutte le persone che sono a questo tavolo su questa terrazza romana, mi sento parte della famiglia.
Corsa a Roma Termini, un ultimo abbraccio all’unholy diver che ci scarica al volo dato che il traffico è di nuovo molto intenso nei pressi della stazione, mentre mi allontano gli urlo ” ciao Paole’ ” … , poco dopo saliamo sul treno del ritorno. Io e Saura concludiamo dicendoci che è stato un weekend fantastico e che tutto è girato per il verso giusto. Ma il blues è sempre dietro l’angolo. A pochi minuti dalla Medipadana di Regium Lepidi il treno è costretto a fermarsi, in stazione un treno ha avuto un guasto, occorre trasbordare i passeggeri su un altro convoglio con conseguente blocco dell’intera stazione e di tutti i treni ad alta velocità in arrivo e in partenza. Rimaniamo fermi un paio d’ore, nulla per cui infiammarsi, un po’ di fastidio, ma cose che capitano, non fosse per le due gatte malate che abbiamo lasciato al cat sitter a Herberia e che dobbiamo prelevare entro una certa ora perché il tipo ha un altro impegno – stavolta in trasferta – di cat-sitting. Trovare qualcuno libero di domenica sera che le vada a prelevare e le porti a casa nostra non è esattamente un passeggiata, ma alla fine grazie a Page risolviamo. Arrivo alla Domus alle 22, mi metto in macchina e corro a Nonatown a prendere gli altri due gatti che sono parcheggiati da un’ amica.
Verso mezzanotte una doccia, un thè, e finalmente a letto. Magnifico weeekend, thank you old boy… Caput Mundi goodnight.
Lo si percepisce il treno che sta arrivando, anche al di là del rumore … l’aria che lo precede è ferrosa così, prima che la lunga bestia metallica compaia dopo la grande curva che porta in stazione, inizi a prepararti e a cercare di indovinare a che punto del binario si fermerà la porta del primo vagone, ormai sei un esperto e nove volte su dieci sei il primo a salire e a trovare posto sul piano rialzato. Tredici mesi da pendolare fanno di te ormai un esperto dell’All Aboard Blues.
Durante il breve tragitto tra le due città che fanno parte di te osservi quel che resta delle campagne dell’Emilia centrale, vecchie case da contadini ormai diroccate, ripensi alla casa del nonno, alla cucina dove sul focolare fumava un paiolo … dal finestrino la massa cupa degli alberi sfreccia veloce … guardi la gente intorno a te, chi silenziosamente legge un libro, chi curvo sul cellulare sporca il silenzio ascoltando immondizie musicali, chi parla incessantemente al telefono, chi discute con conoscenti a voce alta. Facessimo tutti così nel vagone non si resisterebbe. Sarebbe bello superare l’individualismo e piantare i semi della futura collettività umana, ma temo sia troppo tardi, le speranze che si avevano laggiù negli anni settanta sono svanite.
Ti tocca cambiare pensiero e tornare alle piccole cose belle della vita … tu e la pollastrella nello studiolo della Domus, tu intento a scrivere davanti allo schermo del computer, lei che trova un vecchio cdr senza nessuna indicazione scritta sulla copertina e lo infila nel lettore … parte d’improvviso I’m Gonna Crawl … tu smetti immediatamente ciò che stai facendo, ti volti verso di lei ed esclami: “Zio can i Led Zeppelin!”
LED ZEPPELIN
A proposito dei Led Zeppelin, su Youtube appare dal nulla un lungo filmato amatoriale mai pubblicato prima d’ora, il gruppo ripreso il 6 febbraio del 1975 al Forum di Montreal …
SERIE TV
_Fabrizio De Andre’ – Principe Libero (2018 Italia) – TTT½
Su Netflix il film su De Andre’ diviso in due episodi. Li si guarda volentieri, tuttavia è un prodotto “pop”, sfumato, scorretto ma corretto, in modo che sia accettabile. Ma qui sul blog colui che può dire la sua e il nostro Polbi, con cui ne parlo e lui mi risponde che:
“Intanto lo vidi al cinema appena uscito, e quindi ho un ricordo non freschissimo. Vedi, io sono un fan di De Andre’, quindi incontentabile in quanto tale. Una serie sui LZ difficilmente ci farebbe contenti. Detto questo, ricordo che descriveva un Faber edulcorato, come è ormai diventato nella storia ufficiale presidiata da Dori Ghezzi. Non gliene faccio una colpa, e la rispetto, ma da quello che ho indagato negli anni Fabrizio era un personaggio molto più complesso di come lo descrive la serie. Molto più disperato, più aggressivo, più sopra le righe, lunatico e di uno spessore culturale difficile da condensare su schermo. Mi ricordo se non vado errato che il suo essere un anarchico nel film è raccontato un po’ di sfuggita. Mentre nella sua vita fu un elemento fondamentale. E intendo un anarchico politico, quasi militante, non solo un generico riferimento esistenziale che va bene a tutti. Ecco, De Andre’ SICURAMENTE non era uno che poteva andare bene a tutti. Il personaggio della serie invece direi di sì. Stessa cosa la complessità e la profondità delle collaborazioni musicali non ricordo sia raccontata nel modo giusto. Insomma, una buona serie per chi magari lo conosce in modo un po’ più casual, ecco. Una buona introduzione forse. Un altra cosa. De Andre’ era ed è molto la sua voce. La sua cadenza genovese. Un romano per quanto bravo e per quanto abbia potuto lavorare sul personaggio non può rendere giustizia a questo elemento assolutamente essenziale. Vedi, considerazioni da fan.”
_Il Problema Dei Tre Corpi (Usa 2024) – TTTT
La serie è l’adattamento del romanzo Il problema dei tre corpi scritto da Liu Cixin, primo capitolo della serie Memoria del Passato della Terra.
Gran bella serie, gran bel finale. Nel secondo episodio fa capolino Midnight Mile dei Rolling Stones.
_Ripley (Usa 2024) – TTTT½
Ripley è una serie televisiva statunitense del 2024 ideata da Steven Zaillian e tratta dal romanzo Il talento di mister Ripley di Patricia Highsmith.
Style magazine: la storia è nota. Un po’ perché i libri di Patricia Highsmith da cui è tratta sono dei bestseller mondiali da decenni. Un po’ perché il film del 1999 (Il talento di Mr Ripley di Anthony Minghella, con Matt Damon, Jude Law, Gwyneth Paltrow e Fiorello) è un classico moderno. Ma nonostante ciò, Ripleyè la serie da vedere su Netflix. Un noir super raffinato con Andrew Scott nei panni del camaleontico truffatore.
Bianco e nero da paura, attori bravissimi, l’Italia del 1961 ricreata magnificamente. Un noir di altissimo livello.
SINODO DI PRIMAVERA
Con gli Illuminati del Blues allo Sherlock Holmes di Regium Lepidi per il Sinodo di Primavera. Serata sopra le righe come spesso capita. Siamo in sei, tre mancano all’appello, due sono al lavoro, uno è partito per le vacanze pasquali.
L’ordine del giorno verte sui seguenti argomenti: _la teoria della gravitazione universale di Isacco Cittanova _Martino Lutero Re, apostolo instancabile della resistenza non violenta _La grande passione di Volfango Amedeo Palude per frasi volgari e oscenità
Terminate le riflessioni sui temi concordati, si passa alle cose serie: ovvero la analisi logica dei testi dei Firm, le pheeghe, il football.
Team Tirelli 29-3-2024 Sherlock Holmes Pub – da sx Steven Tyrrell – Paul Lyson – Maximilian Lacroix – Riffie Betts – John Paul Caps (manca Little Steven Pike, in bagno a scrivere una canzone)
Momento clou della serata: Sir Lyson che ordina una specie di torta con sopra lo speck.
EZIO ALBRILE “LED ZEPPELIN ESOTERICI – VISIONI E ALLUCINAZIONI DAGLI ALCHIMISTI AGLI PSICHEDELICI” MIMESIS 2024
Qualche tempo fa, scambio di email tra me e Jackob:
Jackob: Ciao, nuovo libro di Albrile. Non l’ho letto ma, conoscendo l’autore, non mi stupirebbe gli Zeppelin figurassero solo nel titolo o quasi… In ogni caso mi permetto di segnalartelo.
Tim: Grazie Jackob, ti sembrerà strano ma una volta vista la tua email l’ho acquistato. Più che altro per Saura, lei è molto interessata dall’aspetto esoterico dei LZ, sebbene come dici tu ci sarà poco dei loro nel libro… Grazie della dritta. Ciao, Magister.
Jackob: Ribadisco, temo che di Zepp ci sarà poco, comunque mi farete sapere.
Saura posterà una recensione? Devotamente, J.
Tim: amico mio, e chi lo sa… comunque le dico che mi hai fatto questa domanda.
Jackob: le donne sono un mistero cosmico… lo dico sempre, i cervelliesono circuitati diversamente (scusami la filosofia)
Tim: questi discorsi sono essenziale per umani come noi quindi keep’em a-comin’, thank you mate
Saura legge il libro, Jackob aveva ragione, circa 10 paginette o poco più sui Led Zeppelin, nome usato come specchietto per le allodole. PS: la Yamaha Girl trovato il libro noioso.
Saura the books reader – foto Tim Tirelli
IL PIU’ BEL SUONO DEL MONDO
Alla ricerca della purezza accendo il Marshall a valvole1962 Bluesbreaker e vi attacco la Danelectro direttamente, senza nessun filtro, senza pedaliera con effetti, senza diavolerie varie … quello che esce è il più bel suono del mondo. Rimango estasiato.
PLAYLIST
FINALE
Collego il cellulino all’affarino di Google, metto in riproduzione Between The Buttons dei Rolling e mi butto sotto la doccia; quante volte avrò ascoltato Ruby Tuesday, mille? Eppure questa volta una strofa mi colpisce con una forza dirompente
There’s no time to lose, ” I heard her say catch your dreams before they slip away dying all the time lose your dreams and you will lose your mind ain’t life unkind?
L’acqua scorre, meglio così, sarebbe sciocco vedere le lacrime di un uomo di una (in)certa età che si commuove per una canzoncina.
Catch your dreams before they slip away … ah, e che fare se i sogni sono ormai ologrammi sfumati in lontananza nella foschia?
Meglio distogliere il pensiero da riflessioni simili allora, meglio scendere in piena notte nella campagna nera, far finta di non sentire quel treno che sferraglia lontano e la notte tutto sommato tiepida, meglio immaginare di essere in una landa immensa e ghiacciata, meglio per stasera congelare l’animo prima di sprofondare sotto il peso del cielo, meglio immaginarci alle prese con l’eterofono a disegnare il respiro sonoro del ghiaccio che tutto copre e anestetizza.
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