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Tempi Blues

22 Dic

Non c’è la sveglia che si intromette nel mio sonno stamattina, eppure eccomi già qui ad occhi aperti a perdermi tra le fessure della tapparella; puntualmente finisco per non riuscire a fermare i pensieri che schizzano da tutte le parti.

Tapparella Blues - foto Tim Tirelli

Roller Shutter Blues – foto Tim Tirelli

E’ inverno qui nell’Emilia centrale che più centrale non si può, freddo, giornate immerse nella nebbia che si alternano talvolta a mattinate più limpide.

Vicino alla Domus – 2024 Foto Tim Tirelli

E’ domenica, cammino tra queste campagne proletarie, schiette e aperte ascoltando Out Of the Woods (1978) degli Oregon.

Da queste terre basse osservo lassù il mondo, appare sempre più lontano dai nostri animi, appeso com’è alla grossolanità della spinta dell’autarchia nazionalista e da personaggi senza lignaggio morale e culturale messi a governare nazioni da popoli narcotizzati dall’unica narrazione economica di oggi. I programmi TV che ancora spingono sul genere nazional-popolare, la cultura che sembra messa all’angolo, il linguaggio che cede costantemente pezzetti di sé sotto l’invasione di quella lingua barbara che è l’inglese (quando recentemente mi sono sentito dire che sono skillato, ho avuto un capogiro) e dell’uso insopportabile di parole italiane che in molti ancorano all’inglese: attitudine (che andrebbe usato per tradurre aptitude e non attitude, ovvero atteggiamento, approccio), devastato (vedi blog di qualche tempo fa: https://timtirelli.com/2020/10/05/parole-al-vento-la-fine-dellaggettivo-distrutto-e-lavvento-del-termine-devastato/) … non manca certo la locuzione congiuntiva della lingua italiana più maltrattata ovvero quel “piuttosto che” usato al posto di oppure … “stasera mi ascolterò un ellepì di uno dei miei gruppi preferiti, che so i Led Zeppelin, oppure i Free, financo gli Edgar Winter’s White Trash” … “Preferisco il football piuttosto che il golf” … ma è così difficile da capire? Un po’ simile alla confusione che molta gente fa tra le espressioni volgari “sticazzi” e “mecojoni”, Rocco Schiavone ci insegna che: Sticazzi = chissenefrega. Mecojoni = tanta roba, stupore.

E va beh, sono alle solite, intrappolato in dettagli ai più incomprensibili, intanto la domenica passa, nel cielo inizia a sbiadire l’ultima luce del pomeriggio; mentre rincaso incontro una donna che legge il blog e che vuole farsi un autoscatto con me … niente foto baby, se proprio vuoi possiamo contemplare “le nostre ombre che al di sopra delle nostre anime”

Long Riders - Borgo Massenzio - Foto Tim Tirelli

Long Riders – Borgo Massenzio – Foto Tim Tirelli

GOLDEN AGE OF ROCK AND ROLL

  • Melody Maker reader’s poll 1970

Da Melody Maker 1970

  • Da Ciao 2001 Primavera 1975 – Classifiche vendite dischi

Ciao 2001 primavera 1975

Ciao 2001 primavera 1975 b

  • Nuova foto di TDL utilizzata da Gibson per promuovere le sue nuove repliche della Gibson SJ-200 del 1964 (di proprietà di Mickie Most), suonata da TDL nel primo album dei Led Zeppelin.
New photo of TDL used by Gibson to promote its new replicas of the 1964 Gibson SJ-200 (owned by Mickie Most) TDL played on Led Zeppelin's first album

Nuova foto di TDL utilizzata da Gibson per promuovere le sue nuove repliche della Gibson SJ-200 del 1964 (di proprietà di Mickie Most), suonata da TDL nel primo album dei Led Zeppelin.

FILM

_The Good Liar (USA 2019) TTT½ – con la sempre bellissima e bravissima Helen Mirren

_ Due Vite Parallele (El lugar de la otra) – (CILE 2024) TTT¾ – Basato sul libro di Alia Trabucco Zerán ed ispirato ad un fatto di cronaca realmente accaduto in Cile nel 1955.

_The Woman King (USA 2022) – TTT – Basato su fatti reali. Peccato sia stato fatto dagli statunitensi.

_Immaculate (La Prescelta) (USA/ITALIA 2024) – TTTT . Con Alvaro Morte (il professore de La Casa Di Carta) e la bravissima Sydney Sweeney. Orrore tra le mura di un convento, almeno un paio di trovate spiazzanti. Da vedere.

_ Monaco – Sull’Orlo Della Guerra (UK 2021) – TTT½

_Black Doves – TTT+

_HereAfter (USA 2010) TTT¾ – Film di Clint Eastwood

__La Casa Degli Oggetti – TTT½ con Alvaro Morte

_Unbroken – TTT+

_Quell’Estate Con Irene – TTT¾

SERIE TV

_Rapina Al Banco Central (SPAGNA 2024) – TTT½

_Respira – TTT+

_Fallout – TTT

_Kaleidoscope – TTT+

_The Spy – TTTT

_The Elicopter Heist – TTT½

_Cent’Anni di Solitudine – TTTT½

Netflix e i due registi sono riusciti nella difficile impresa di riprodurre sullo schermo un capolavoro della letteratura mondiale senza nulla togliere alla storia e alla potenza del libro (che comunque rimane il punto più alto). Tanto di cappello. Da vedere.

GATTI ALLA DOMUS

Honecker, il gattino di 45 gg che nell’ottobre 2023 si infilò nella Domus a nostra insaputa è ormai diventato un giovanotto, guidato dall’istinto e dalla curiosità sfreccia nei suoi territori con una energia che sembra inesauribile. Qualche sosta ogni tanto …

Honecker, ottobre 2024 - foto Tim Tirelli

Vicino alla Domus – Novembre 2024 Foto Tim Tirelli

e la sera, il tepore della casa.

Sleepy Honecker, ottobre 2024 - foto Tim Tirelli

Sleepy Honecker, fine ottobre 2024 – foto Tim Tirelli

Honecker – Solstizio 2024 – Foto Tim Tirelli

Ci fa una gran compagnia sebbene al momento non sia esattamente un gatto sentimentale, ma almeno ci aiuta a lenire in qualche modo la mancanza di Palmiro, già un anno che se ne è andato e ancora manca tantissimo … io continuo a vederlo in giro …basta una sporta nera spiegazzata su di una sedia in garage per sentire un tuffo al cuore

Vederlo dappertutto - foto Tim Tirelli

Vederlo dappertutto – foto Tim Tirelli

La connessione col gatto Palmiro era davvero speciale …

Palmiro Domus Saurea Novembre 2020 – foto TT

Palmiro – Domus Saurea 26-06-2011 – foto TT

PLAYLIST

FINALE

L’amico Jaypee mi manda una foto di noi due ripresi durante una jam session di 3 decenni fa …

Tim & John Paul Cappi anni novanta

Tim & John Paul Cappi anni novanta

sospiro e torno a circumnavigare le domeniche dicembrine della Domus.

Si alternano notti terse e stellate …

Starry Night at the House Of Blues - foto Tim Tirelli

Starry Night at the House Of Blues – foto Tim Tirelli

mattine fumanti di freddo

mattina alla Domus – Dicembre 2024 – foto Tim T.

e gli eterni spifferi della nebbia che entrano nelle ossa.

nebbia sui fossi – Domus dicembre 2024 – foto Tim Tirelli

Alzo il bavero, mi calo il cappello di lana sulla testa come fossi Charles Bronson ne Il Giustiziere Della Notte (e del blues) 2 e continuo a camminare in quel pezzo d’Emilia a cui sento di appartenere. Cerco di scacciare i blues, di illuminare il mio animo con le lucine ad intermittenza che incorniciano l’arrivo del Sol Invictus, di pensare a faccenduole divertenti… ad esempio al biglietto che mi ha lasciato l’umana con cui vivo conscia del fatto che quel giorno avrei lavorato da casa e che avrei dovuto cavarmela da solo per il pranzo:

“Tortelli dentro tovagliolo, secondo cassetto del freezer. Non farli bollire al massimo sennò si rompono. Il burro è in frigo … in front of you. Ciao!”

Mi scappa una risatella pensando poi all’altra sera: ero in bagno, dopo la doccia finivo di prepararmi in vista di una uscita a cena, da dietro l’uscio sento l’umana di cui sopra chiedermi con sarcasmo:

“Hai finito di darti le cremine, possiamo andare?”

Continuo a ridere ricordando lo scambio di battute con due mie amiche-colleghe durante una pausa caffè nel refettorio aziendale. Matzia racconta una cosa, e io – da cagacaxxo quale sono – puntualizzo, drago il discorso per correggere ogni inglesismo o imprecisione. Matzia sorridendo sbuffa “Eccolo lì il sapientino … oh, io ormai quando parlo ho il terrore di usare termini non congrui, non uso più l’aggettivo “devastata” quando devo parlare di me perché Tim dice che è un obbrobrio di stampo statunitense, quindi uso “distrutta” come consiglia lui, evito gli inglesismi, sto attenta alla sintassi uff … continua a dire che i dettagli sono importanti …”,

Tim e Matzia – dicembre 2024 – autoscatto

mentre scendiamo le scale per tornare nei nostri uffici rifletto sul fatto che essere miei amici è ormai uno sport estremo e che finirò per trovarmi solo, ma poi, la cara e dolce amica Sonya se ne esce con un “ci vorrebbero più Tim nel mondo!”.

Sonya & Tim – maggio 2024 – Foto Mar Likentin

E allora questi ultimi giorni prima di natale prendono una sfumatura più leggera e allegra.

Donne e uomini di blues che seguite questo blog, prepariamoci dunque a festeggiare la natività, quella originale dedicata alla rinascita del sole (si sa, le giornate tornano ad allungarsi dopo il solstizio d’inverno), celebriamo ancora una volta il natale, ovvero il Dies Natalis Solis Invicti (“Giorno di nascita del Sole Invitto”), stringiamoci l’un l’altra, cerchiamo di voler bene, di tollerare, di rispettare, di roccare e rollare e ognuno festeggi come crede. Dal canto mio lo farò nelle case sacre del culto che seguo. Auguri.

TT’s SCHOOL OF ROCK X: Santana

29 Set

Decima School of Rock quella del recente Equinozio d’autunno e dunque nuovo ritrovo modello “Dopolavoro” nei locali della azienda per cui lavoro. Sospinto dall’inarrestabile volontà del nostro dirigente GLB eccomi di nuovo davanti al gruppo dei fedelissimi e affezionati colleghi che con dedizione e passione si assiepano – dopo l’orario di lavoro – nella (mia amatissima) Sala Blues (where the dreams come blue), la grande sala informale dell’azienda dotata di un vero e proprio impianto hifi; circa 25 intrepide eroine ed eroi pronti a tutto pur di seguire le sciocchezzuole musicali che il sottoscritto ha  da dire circa l’artista del giorno, ovvero i Santana. Il mood della serata è frizzante, (mi dicono che) sono pronto ad intrattenere con verve gli amici-colleghi con le mie solite esuberanze circa la grande Musica Rock degli anni settanta. Essendo un uomo di una (in)certa età racconto le mie esperienze vissute, probabilmente trattasi dei miei soliti pipponi, ma il gentile pubblico presente sembra sempre gradire.

In attesa degli ultimi ritardatari scatto una foto agli ultras già presenti:

Tim T School Of Rock X - The Audience - foto Tim T.

Tim T School Of Rock X – The Audience – foto Tim T.

Racconto che Carlo Santana fu il primo chitarrista che colpì il mio immaginario musicale, con il suo fraseggio a volte delicato e pieno di melodia suadente a volte impetuoso come una energica colata di lava.
Anni settanta, ho 14/15 anni, sto scoprendo il Rock, sono ancora acerbo, i Led Zeppelin (la mia band del cuore) e la prima vera coscienza Rock arriveranno poco dopo, nel frattempo sto elaborando il fatto che la musica è faccenda maledettamente importante per me … dai primi 45 giri di Gianni Morandi dell’infanzia, ai pezzi al piano suonati da mia madre e mia sorella, alle sigle della TV dei ragazzi (il programma dei miei tempi dedicato ai bambini e ai ragazzini) che erano già pezzi importanti (la versione di Joe Cocker di She
Came In Throught My Bathroom Window dei Beatles e A Salty Dog dei Procul Harum brano immortale), al Jazz ballabile delle Big Band americane degli anni 40 e 50 che mi arrivò tramite mia madre … ecco, da tutto questo ai primi fremiti per la musica Rock, certo più articolata, complessa eppure fruibile e con quel battito primordiale che mi faceva fremere e che veniva trasmesso dalle prime radio libere … e allora improvvisamente i primi cantautori italiani Bennato, De Gregori e i primi singoli Rock che mi colpirono; Honky Tonk Train Blues di Keith Emerson, Music di John Miles e, appunto, Europa di Santana.

Evidenzio il fatto che Santana, la band fondata nel 1966 dal chitarrista messicano Carlos Santana a San Francisco, è (stata) uno dei gruppi più influenti e innovativi del rock. La loro musica, una miscela unica di rock, blues, jazz e ritmi latini, ha contribuito a definire un nuovo genere musicale negli anni d’oro della musica, il periodo tra il 1969 e il 1978 rappresenta l’apice creativo e (fino a quel punto) commerciale della band, caratterizzato da una serie di album che hanno raggiunto il successo mondiale e ridefinito il panorama musicale.
Sottolineo che fino al 2023, si stima che i Santana abbiano venduto oltre 100 milioni di
dischi in tutto il mondo, dunque i Santana sono uno dei gruppi rock più venduti di tutti i tempi, grazie al successo di album iconici come Santana (1969) Abraxas (1970), e Supernatural (1999 …ma qui siamo nel campo dell’easy listening) che da solo ha venduto oltre 30 milioni di copie.

Continuo con un po’ di storia:

Carlos Humberto Santana Barragán nacque ad Autlán de Navarro, nello stato di Jalisco, in Messico, il 20 luglio 1947. Imparò a suonare il violino all’età di cinque anni e la chitarra all’età di otto sotto la guida di suo padre, che era un musicista mariachi. Suo fratello minore, Jorge, divenne anch’egli un chitarrista professionista.
La famiglia si trasferì da Autlán a Tijuana, al confine con gli Stati Uniti. La carriera rock and roll di Carlos iniziò nel parco cittadino: Parque Teniente Guerrero. Sua madre lo portò a vedere i TJs, la band pioniera del rock and roll della città, formata da Javier Bátiz. All’età di 12 anni, Carlos diventò un roadie e successivamente si unì alla band come bassista, poiché Bátiz suonava la chitarra. In seguito, lasciò il gruppo per suonare la chitarra in un’altra band da bar.

TT SoR X - SANTANA - foto b Siuviu Z

TT SoR X – SANTANA – foto b Siuviu Z

I Tjs e Bátiz introdussero Carlos al blues, specialmente quello di T- Bone Walker, Muddy Waters, B.B. King, Chuck Berry, Howlin’ Wolf e a James Brown. In questo periodo il Santana ragazzino fu abusato da un uomo.
I Santana si trasferirono poi a San Francisco, dove suo padre trovò lavoro stabile. Nell’ottobre del 1966, Carlos fondò la Santana Blues Band. Verso il 1968 la band iniziò ad incorporare diversi tipi di influenze nel loro blues elettrico .

Etc etc …

Passo poi agli album e alle tournée, riportando alcuni dati intervallandoli al prosieguo e al ricamo della storia del gruppo, facendo ascoltare i brani forse (!) più significativi:

1. Santana (1969) Data di Uscita: Agosto 1969
Brano – Evil Ways (Sonny Henry)
Vendite:
o USA: 2 milioni di copie (Doppio Disco di Platino)
o UK: 300,000 copie (Disco d’;Oro)
o Italia: 80,000 copie

Tim Tirelli's SoR X - SANTANA - foto Siuviu Z

Tim Tirelli’s SoR X – SANTANA – foto b Siuviu Z

2. Abraxas (1970) Data di Uscita: Settembre 1970
Brani -Black Magic Woman/Gypsy Queen (Peter Green, Gábor Szabó)
– Oye Como Va (Tito Puente)
Vendite:
o USA: 5 milioni di copie (Quintuplo Disco di Platino)
o UK: 500,000 copie (Disco di Platino)
o Italia: 150,000 copie

Video “Tim & Black Magic Woman” – filmato da Siuviu Z.

Tim Tirelli's SoR X - SANTANA - foto Siuviu Z

Tim Tirelli’s SoR X – SANTANA – foto Siuviu Z

3. Santana III (1971) Data di Uscita: Settembre 1971
Brano – Everybody’s Everything (Carlos Santana, Gregg Rolie, Michael Carabello)
Vendite:
o USA: 2 milioni di copie (Doppio Disco di Platino)
o UK: 250,000 copie (Disco d’oro)
o Italia: 100,000 copie

Per sommi capi racconto la fase Jazz Rock …
Miles Davis nel 1970 fa uscire Bitches Brew, i musicisti che collaborano al disco da lì a poco formeranno i grandi gruppi che faranno la storia del Jazz Rock mondiale:
John McLaughlin e Billy Cobham la MAHAVISHNU ORCHESTRA
Joe Zawinul e Wayne Shorter I WEATHER REAPORT
Chick Corea I RETURN TO FOREVER
E’ un movimento che influenzerà i Santana e tanti altri gruppi Rock, in molti hanno avuto la loro fase Jazz Rock tra cui la Premiata Forneria Marconi di cui abbiamo parlato la volta scorsa.

Video “Tim & Santana III” – filmato da Stremmy Girl

4. Caravanserai (1972) Data di Uscita: Ottobre 1972Brani
o Eternal Caravan of Reincarnation (Doug Rauch, Tom Rutley)
o Song of the Wind (Neal Schon, Carlos Santana, Gregg Rolie)
Vendite:
o USA: 1,5 milioni di copie (Disco di Platino)
o UK: 200,000 copie
o Italia: 70,000 copie

Caravanserai rappresenta un punto di svolta nella carriera di Santana. Abbandonando in gran parte i brani strutturati per le radio, l’album esplora territori più (scusate l’allitterazione) sperimentali, spirituali e strumentali, fondendo jazz, rock e influenze world music. Sebbene meno commerciale è acclamato dalla critica per la sua profondità e complessità musicale.

Video “Tim & Caravanserai” – filmato da Stremmy Girl e Siuviu Z.

Racconto poi dell’album Love Devotion e Surrender del 1973 registrato da Carlos in coppia con McLaughlin, disco difficile che incredibilmente arrivò al n.11 della classifica USA.

Proseguo quindi con gli album del gruppo …

5. Welcome (1973) Data di Uscita: Novembre 1973
Brani  Going Home (Alice Coltrane) – Flame-Sky (Carlos Santana, Mahavishnu John McLaughlin)
Vendite:
o USA: 500,000 copie (Disco d’oro)
o UK: 100,000 copie
o Italia: 50,000 copie

Welcome continua nella direzione spirituale e jazz fusion iniziata con Caravanserai. L’influenza di John McLaughlin è evidente, e l’album riflette l’interesse di Carlos Santana per la filosofia spirituale e la meditazione. La musica è sofisticata, con complesse strutture melodiche e armoniche.

Accenno al live Lotus del 1974 e proseguo con i lavori da studio …

6. Borboletta (1974) – Data di Uscita: Ottobre 1974Vendite:
o USA: 500,000 copie (Disco d’Oro)
o UK: 150,000 copie
o Italia: 40,000 copie

Borboletta è un album che esplora ulteriormente il Jazz Rock e le sonorità brasiliane. L’influenza di Flora Purim e Airto Moreira, entrambi noti musicisti brasiliani, si fa sentire in diversi brani. L’album, nonostante non abbia avuto lo stesso successo commerciale dei precedenti, è apprezzato per la sua ricchezza e la varietà delle influenze musicali.

7.Amigos (1976) – Data di Uscita: Marzo 1976
Brano Europa (Earth’s Cry Heaven’s Smile) (Carlos Santana, Tom Coster)
Vendite:
o USA: 1,5 milioni di copie (Disco di Platino)
o UK: 300,000 copie (Disco d’Oro)
o Italia: 120,000 copie

Video “Tim & Europa” – filmato da Stremmy Girl e Siuviu Z.

Con Amigos, Santana ritorna a un sound più accessibile mantenendo le influenze latine. Europa (Earth’s Cry Heaven’s Smile) è uno degli strumentali più amati del gruppo, probabilmente il migliore, con un assolo, o meglio un dipinto fatto con la chitarra, di Carlos Santana che è diventato iconico. Questo album segnò un rinnovato successo commerciale per la band.

8. Festival (1977) – Data di Uscita: Gennaio 1977
Brani:
o Carnaval (Tom Coster, Carlos Santana)
o Let the Children Play (Leon Patillo, Carlos Santana)
o Revelations (Tom Coster, Carlos Santana)
Vendite:

o USA: 800,000 copie (Disco d’Oro)
o UK: 200,000 copie
o Italia: 60,000 copie

Festival continua la tradizione di Santana di esplorare ritmi latini e temi spirituali. Il disco è caratterizzato da un’atmosfera piuttosto festosa e decisamente ritmica, con tracce come Carnaval e Let the Children Play che evocano un senso di celebrazione e gioia.

Video “Tim & Carnaval” – filmato da Stremmy Girl

9. Moonflower (1977) – Data di Uscita: Ottobre 1977
Brano Flor D’Luna (Moonflower) (Tom Coster)
Vendite:
o USA: 2 milioni di copie (Doppio Disco di Platino)
o UK: 400,000 copie (Disco di Platino
o Italia: 100,000 copie

Moonflower è un album doppio che combina registrazioni live con nuovi brani in studio. La reinterpretazione di She’s Not There dei The Zombies divenne un successo riportando Santana nelle classifiche. Moonflower riflette la versatilità della band, capace di passare da potenti esibizioni live a composizioni strumentali delicate.
Flor D’Luna fu un singolo molto fortunato qui in Italia, gradevole e melodico curiosamente contiene una manciata di note che sembrano provenire da Romagna Mia “in questa notte stella ta la mia serenata la dedico a te”

Video “Tim & Flor d’Luna” – filmato da Stremmy Girl

10. Inner Secrets (1978) – Data di Uscita: Ottobre 1978
Vendite:
o USA: 1 milione di copie (Disco di Platino)
o UK: 250,000 copie
o Italia: 80,000 copie

Inner Secrets segna un cambiamento verso un sound più rock e pop. Il singolo Well All Right, una cover di Buddy Holly, ebbe un buon successo, e l’album segnò una fase di transizione per la band verso sonorità più moderne.

Il tempo è ormai agli sgoccioli, liquido frettolosamente i decenni successivi:

Anni 80
Negli anni ottanta, la musica dei Santana subì una trasformazione significativa, spostandosi verso sonorità più commerciali, con una maggiore enfasi sul pop e la musica elettronica. Album come Marathon (1979), Zebop! (1981) e Shangó (1982) riflettono questo cambiamento. Nonostante la svolta, i Santana continuarono a produrre discreti successi, come tuttavia, la critica musicale fu meno entusiasta rispetto al passato.

Anni ’90
Negli anni ’90, i Santana andarono ad un declino commerciale, pur continuando a produrre musica. Album come Spirits Dancing in the Flesh (1990) e Milagro (1992) non ebbero lo stesso successo dei lavori precedenti, ma mantennero una fedeltà al sound latino-rock che li aveva resi famosi. Verso la fine del decennio, Carlos Santana si concentrò su collaborazioni e progetti solisti.

Supernatural e la Rinascita (1999)
Il 1999 segnò una grande rinascita per Carlos Santana e la sua band con l’album Supernatural, disco pieno di duetti che portò ad un un successo clamoroso, vincendo nove Grammy Awards e vendendo milioni di copie in tutto il mondo. Il disco dominò le classifiche globali, riportando i Santana al centro della scena musicale.

Anni 2000 e successivi

Dopo il successo di Supernatural, i Santana continuarono a godere di grande popolarità. Album come Shaman (2002) e All That I Am (2005) seguirono la formula delle collaborazioni con artisti contemporanei, mantenendo alta l’attenzione del pubblico. Tuttavia, i successi commerciali diminuirono gradualmente. Santana tornò a sonorità più classiche con album come Guitar Heaven (2010), in cui reinterpretò brani rock storici, e Shape Shifter (2012), che esplorava di nuovo le sue radici strumentali.

Concludo ringraziando i presenti per essere intervenuti anche in questa decima puntata, benedicendoli nel nome del blues e dando appuntamento al solstizio d’inverno per un’altra probabile puntata. Come ogni volta ricordo loro che sebbene il loro corso a volte possa cambiare i fiumi sempre raggiungono il mare. Insomma il solito teatrino finale …
Grazie mille ragazze e ragazzi, anche questa volta mi avete fatto sognare, per qualche secondo mi è sembrato di essere sul palco del Madison Square Garden (o perlomeno su
quello del Teatro Storchi qui a Modena) e dunque la chiosa rimane la stessa, la canzone
rimane la stessa … tutti insieme…

NEW YORK GOODNIGHT!

Sant’Orsola thank you … it’s been great.

Video “Saluti finali” – filmato da Stremmy Girl

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RP New York Goodnight

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la School Of Rock sul blog:

IX

TT’s School Of Rock Episodio IX è contenuta all’interno di:

When the blues is in league with the freeway

VIII

TT’s SCHOOL OF ROCK VIII: Free & Bad Co

VII

TT’s SCHOOL OF ROCK VII: Led Zeppelin

VI

TT’s SCHOOL OF ROCK VI: DEEP PURPLE

V

TT’s SCHOOL OF ROCK V: Eric Clapton

IV

TT’s SCHOOL OF ROCK: Emerson Lake & Palmer

III – TT’s School Of Rock Episodio 3 è contenuta all’interno di:

https://timtirelli.com/2022/07/29/il-terrore-del-sabato-mattina-e-altri-blues-assortiti/

II

Tim Tirelli’s School Of Rock – episode 2

I

Tim Tirelli’s School Of Rock

Mare Nostrum Blues

12 Set

Cammino sul bagnasciuga in questo mercoledì di inizio settembre, il colore cobalto chiaro del cielo si fonde con quello del mare, quest’ultimo però a tratti scopre squarci liquidi color ottanio. Sono qui per qualche giorno di vacanza sulle coste occidentali del Mare Nostrum, il tempo varia in fretta, un’altalena di nuvole bellissime e di sole deciso mentre il mare rimane irrequieto, come me. L’acqua è purissima, immergersi in essa è ogni volta come un battesimo laico, ogni volta che risalgo dalle acque mi illudo di essere un uomo nuovo. Contemplo queste vastità d’acqua e d’aria con il mio solito fervore, un insieme di sentimenti al galoppo che mi trascinano chissà dove.

Tim, Mare Nostrum, settembre 2024 - Foto Saura T. ok

Tim, Mare Nostrum, settembre 2024 – Foto Saura T

La colonna sonora di questa mattina nuvolosa e vivace è particolare e stramba, qualche outtake (1973 e oltre) degli ELP finite nell’album Works II (1977), stranezze musicali che sembrano però perfette e precise nel contesto spazio temporale in cui mi trovo adesso.

Musica ideale per i pensieri accartocciati che sto cercando di stendere al sole mentre meditabondo osservo l’orizzonte … intendo trovare risposte a decisioni che dovrò prendere e magari soluzioni a rapporti irrisolti che ho con alcune persone.

Tim, Mare Nostrum, settembre 2024 - Foto Tim T.

Tim, Mare Nostrum, settembre 2024 – Foto Tim T.

Poi i pensieri si fanno naufraghi, arrivo financo a soffermarmi su quanto espone nelle sue lectio magistralis Umberto Galimberti a proposito dell’età della tecnica in cui siamo precipitati (dove l’uomo ha valore solo come strumento), quell’abisso da cui mai più usciremo. Rifletto poi sui risultati delle recenti elezioni avvenute in Germania, non tanto sui vincitori (la loro vittoria era malauguratamente scontata) quanto piuttosto sul fenomeno Sahra Wagenknecht e la sua Bündnis; i grandi (?) giornali italiani (quelle due o tre testate che ancora si riesce a leggere) hanno già bollato la sua Alleanza con uno dei loro soliti epiteti, d’altro canto i moderati arrivano fino lì, non vanno oltre, con un pelo più di attenzione la si sarebbe potuto descrivere come, che so,  Rosso fluido, esperienza criticabile senza dubbio per certi aspetti, ma in proiezione vedo uno certo spazio per questa Bündnis ossimoro di posizioni.

Scaccio le riflessioni pesanti e cerco pensieri più leggeri … ripenso alle ragazzine che alla sera vedo in giro nei posti costieri in cui mi trovo, tutte identiche, capelli lunghi e lisci, braghette corte, scarpe da ginnastica (va beh, sneaker), maglietta attillata, borsetta minuscola. Un template unico per tutte. A dire il vero anche le donne di una (in) certa età, il mio eventuale target, sembrano tutte uguali … forse è solo una sensazione ma mi pare che ci sia una uniformità estetica preoccupante. Magari era così anche ai miei tempi, o forse no …forse la musica più articolata e profonda che decenni fa arrivava in classifica tanto quanto la musichetta easy listening, riusciva a renderci meno omogenei.

Ma sono al mare per dio (insomma per Page), meglio smetterla con i miei soliti pipponi, meglio vivere la prima decade di questo mese dolcemente malinconico con un piglio diverso e magari trovare rifugio in una poesia.

Settembre

Di Luigi Pirandello – Da Nuova Antologia16 agosto 1910.

Le speranze se ne vanno
come rondini a fin d’anno:
torneranno?
Nel mio cor vedovi e fidi
stanno ancora appesi i nidi
che di gridi
già sonaron brevi e gaj:
vaghe rondini, se mai
con i raj
del mio Sole tornerete,
le casucce vostre liete
troverete.

GOLDEN AGE OF ROCK AND ROLL

_TDL with Peter Grant and Bad Company – Memorial Stadium, Austin, Texas, 1st september 1974

Scovate alcune foto poco note dell’apparizione del Dark Lord con i Bad Company ad Austin del 1974

TDL with Peter Grant and Bad Company – Memorial Stadium, Austin, Texas, 1st september 1974

TDL with Peter Grant and Bad Company – Memorial Stadium, Austin, Texas, 1st september 1974

TDL and Bad Company – Memorial Stadium, Austin, Texas, 1st september 1974

TDL and Bad Company – Memorial Stadium, Austin, Texas, 1st september 1974

_Led Zeppelin – Rock and Roll & Sick Again – Montreal 1975 – 8mm Multicam Edit

Nuovo video amatoriale dei Led Zeppelin a Montreal il 6 febbraio 1975

_Festival Rock Misano Adriatico 1974

Mi imbatto ancora una volta nel manifesto del Festival Rock previsto a Misano Adriatico nel luglio de 1974 ma mai concretizzatosi. I Deep Purple mark III, Lou Reed, Mahavishnu Orchestra, Billy Preston, i Faces, gli Humble Pie e via via tutti gli altri. Ah!

PLAYLIST

FILM

_Dogs Don’t Wear Pants – Drammatico – Finlandia, Lettonia, 2019 – TTT¾

Riguardo questo film qualcuno ha scritto: “È una riflessione, anche seria, in alcuni momenti divertente, occasionalmente inquietante e alla fine gioiosa, sul dolore, la perdita e il potere curativo di fruste e catene”.

Da vedere.

In programmazione sul canale streaming MUBI.

FINALE

La settimana di ferie vola via, si ritorna al lavoro e agli impicci (come direbbe il nostro Polbi) della vita quotidiana, ma questa volta mi sento più leggero nell’affrontarli, sarà per lo scudo magico che mi protegge…

One faith, one love – Tim settembre 2024

L’estate in pianura

25 Ago

Eccoli qui gli immobili pomeriggi d’agosto come diceva Pavese, ma per quanto sospesi nel tempo scivolano via senza che me ne avveda; il tempo sembra dilatato, imbrigliato da una bolla di caldo tossico durata quaranta giorni; poi ecco il cielo velato, qualche nube nera, la temperatura che cala di 5/6 gradi e la seconda metà del mese che irrompe e che si appresta ad accompagnarmi verso settembre e l’inevitabile tramonto dell’estate.

View from the House Of Blues, metà agosto 2024 – foto Tim Tirelli

View from the House Of Blues, metà agosto 2024 – foto Tim Tirelli

In questa dimensione estiva e pianuresca il mio io si dibatte tra quotidianità e pensieri che si accartocciano su particolari e dettagli all’apparenza senza importanza.

Due ragazzine di circa 13anni, una piccola e minuta l’altra più alta stanno per incontrarsi. Sono fermo al grande incrocio che porta in stazione. Ho la più piccola di statura davanti a me, sta parlando al telefono con l’amica “ma dove cazzo sei, non ti vedo” le chiede, lo ripete più volte marcando la parolaccia con una enfasi spropositata, è chiaro che gioca a fare la ragazza ormai grande. Ha i jeans sporchi all’altezza del culo, vuole fare la parte della bad girl. Finalmente s’incontrano, risate stridule, isterismo. Sincamminano verso la stazione, entrambe con jeans o pantaloni chiari e top nero smanicato e attillato. Finiscono sul mio stesso binario. Ciarlano ad alta voce, come se le loro facezie fossero il centro degli interessi del mondo. Mi chiedo se anche noi a13 anni fossimo così, se volevamo apparire fighi. Non a 13 anni mi par di ricordare, magari tre anni dopo sì.

E intanto mentre attendo il regionale che mi riporta a Regium Lepidi, penso alle grandi ragnatele che minuscoli ragni tessono incessantemente tra la siepe e il rosmarino sbarrando il sentierino dell’orto.

In pausa pranzo con la mia amica Mar in centro a Mutina sotto un sole tornato spietato a cercare un posto dove pranzare. Le mense sono chiuse fino a inizio settembre, cerchiamo di evitare i locali a ridosso del duomo; nel mercato coperto Albinelli sono aperti solo gli esercizi posizionati a sud, ma i tavolini sono pieni di turisti, arrivano echi di discorsi fatti in francese, do una occhiata ai prezzi e mi scappa un “porc la misuàr” di mingardiana memoria. Indolenti, io e la Mar ci accasciamo su uno dei tavolini di un minuscolo baretto lì vicino. Scelgo un panino vegetariano con fichi e altre cosucce … 9 euro. Riporc la misuàr. Nel tavolino vicino una donna presumibilmente tra i 40 e i 50 anni si accerta di vestire il suo ruolo di esponente della Mutina bene comportandosi con i titolari come se fosse di casa e soprattutto come se tutti sapessero chi è. Ordina con studiata non curanza e con una certa superiorità un aperitivo dietro l’altro, che tutti sappiano che sa come godersi la vita e che non ha problemi di soldi. La sua amica straniera che mastica l’italiano sta al gioco. 

Mentre assaggio il panino e lo sguardo plana su Piazza Grande penso all’incipit di Trespass

Looking for someone, I guess I’m doing that tryin’ to find a memory in a dark room

Dopo di che penso alle differenza tra Homo Erectus e Homo Ergaster*.

Cosa c’entri solo il nulla cosmico onnipotente lo sa.

*La terminologia H. ergaster è spesso riservata alle popolazioni di Homo erectus che vivevano in Africa; il termine Homo erectus si riferisce ai reperti asiatici.

Uscito da Cinema UCI di Regium Lepidi dopo aver speso inutilmente 11,5 euro per Alien-Romulus, io e l’umana Sigismonda decidiamo di mangiare un boccone in uno di quei ristorantini minuscoli del centro commerciale lì sotto. La colonna sonora che inonda quei luoghi indoor é composta da muzak per noi inascoltabile, colonna sonora temo ideale per chi passeggia all’interno di questi larghi spazi: una popolazione ormai votata allo svacco estetico, culturale, sociale. Tutti a trascinare le loro ciabatte, dentro ai loro pantaloni corti e magliette di dubbio gusto, chini sul cellulare o con lo sguardo perso nel vuoto indecisi se acquistare l’ennesimo capo di vestiario da pochi euro o entrare nei ristoranti che propongono hamburgher tripli o carne messicana piccante (mentre, accompagnati dalle mogli, guardano il culo delle adolescenti che in gruppi sparsi camminano in abiti assai succinti). L’impressione è che quarant’anni di TV commerciale abbiano ridotto questo paese a uno straccio.

Tutto questo osservare mi fa male e mi induce a porre domande a me stesso: chi sono io per giudicare? Chi guarda me cosa potrebbe pensare? Guarda un po’ questo tipetto indisponente, guarda che faccia che ha, sempre vestito tono su tono con i suoi Ray Ban Aviator e quell’aria un po’ così di chi guarda le cose da una prospettiva obliqua. Chi cavolo è questo sapientino, di sicuro è un di sinistroide di melma, magari un radical chic del cazzo (magari lo fossi, accidenti!), ma vaffanculo va. 

Mi manca l’aria, esco e mi dirigo al parcheggio. Nello spazio antistante alla entrata principale hanno allestito una pista per scattinare (va beh, schettinare … pattinare con i pattini a rotelle) dove alcune bambine/ragazzine stanno impegnandosi alla cosa. Sotto ad uno tendone una paio di dj inquinano l’aria con uno dei massimi problemi degli ultimi decenni di questa società malata: la musica commerciale latinoamericana. La spingono ad alto volume così da spegnere ogni pensiero. Una catastrofe vera e propria. Come potranno le giovani generazioni cresciute ascoltando queste (ed altre) immondezze musicali prendere le redini dei governi, della società, dei pianeta?

Tornato a casa metto la testa sotto l’acqua fredda del rubinetto. Devo sbarazzarmi di me stesso, devo smettere di fare questi pipponi … che posso fare per fare uscire tutte quelle tossine? C’è un unico rimedio: la pheega. Il delta di Venere come ultimo porto sicuro prima del naufragare.

FILM

_ALIEN Romulus (USA/Ungheria 2024) di Fede Alvarez – TTT

Nella prima settimana dopo ferragosto il settimo capitolo della saga di fantascienza è risultato essere il film più visto in Italia, 1.200.000 euro d’incassi, niente male di questi tempi. Essendo stato un grandissimo fan dell’era Ripley non ho potuto esimermi dall’andare a vedere questo nuovo episodio, ambientato tra il primo (Alien 1979) e il secondo (Aliens Scontro Finale 1986) film della serie. Tra i produttori vi sono Ridley Scott e Walter Hill il film dunque è discreto, trama che in qualche modo regge, situazioni passabili, giovani protagonisti però appena più di mediocri, nel complesso sufficiente. Alcune scene sono suggestive (come quelle che riguardano gli anelli del pianeta), molti i riferimenti ad Alien 1, 2 e 4 (e Prometheus). Film dignitoso o giù di lì.

_I DELINQUENTI (Argentina/Lussemburgo/Brasile/Cile 2023) di Rodrigo Moreno – TTTT+

Magnifica pellicola ambientata a Buenos Aires e negli ampi spazi argentini, l’esistenzialismo nella sua forma più profonda, la ricerca della libertà individuale, la vita quotidiana che si inerpica lungo cammini inaspettati. Tre ore (divise in due parti) spese benissimo. Certo cinema argentino contemporaneo fa benissimo all’animo delle donne e degli uomini di blues come noi; e a proposito di blues … ve ne è a iosa nella malinconica colonna sonora, che sui titoli di coda diventa un fiume musicale inarrestabile.

Se ti senti a casa tua su questo blog questo è un film che devi vedere.

Visibile sul canale streaming MUBI.

_LOS COLONOS (Cile, Argentina, Francia, 2023) di Felipe Gálvez – TTTT

Ambientato nella Terra Del Fuoco cilena, questo film ha una trama semplice e diretta: un latifondista allevatore di pecore all’inizio del 1900 non si fa scrupoli ad eliminare gli indios che in qualche modo ostacolano i suoi affari. I vasti e severi spazi del Cile del sud, il carattere brutale del western. Da vedere.

Visibile sul canale streaming MUBI.

_ONE CHANCE L’Opera Della Mia Vita (UK 2013) – TTT

Basato sulla vita del cantante d’opera/pop britannico Paul Potts (diventato famoso grazie ad un talent show) il film è una commedia (con qualche sfumatura drammatica legata al tema del bullismo) che in una sera d’estate si fa guardare con piacere.

_LA RAGAZZA DELLA PALUDE (USA 2022) – TTT+

Carolina del Nord anni 50, una giovane donna vive da sola in una casa in mezzo ad una palude dopo essere stata abbandonata dai genitori e dai fratelli da bambina, creando una dimensione tutta sua dove viver. Verrà accusata di aver ucciso un suo ex ragazzo e verrà difesa solo da un vecchio avvocato in pensione.

L’ambientazione è una di quelle che ci piacciono tanto qui sul blog, sebbene occorra chiarire subito che la palude viene rappresentata in maniera troppo pittoresca, mentre in realtà dovrebbe apparire come un luogo tutto sommato spaventoso e pericoloso.

Ho trovato il finale prevedibile. Va sottolineata comunque la prova della protagonista (Daisy Edgar-Jones).

_IO NON SONO NESSUNO (USA 2021) – TT½

Film d’azione che pare una parodia di “John Wick”, una quasi satira sul machismo insopportabile.

_I CRIMINI DI EMILY (USA 2022) – TTT+

Gravata da debiti studenteschi e senza lavoro, Emily scivola nell’illegalità.

_HIGH GROUND (AUS 2020) – TTT

Western australiano, con gli aborigeni nella parte dei pellerossa e vittime delle solite ingiustizie.

_GOYO (Argentina 2024) – TTT+

Goyo è un uomo affetto dalla sindrome di Asperger che cerca di affrontare la quotidianità secondo la sua individualità; dovrà affrontare anche l’innamoramento e le relative dinamiche. Le buone intenzioni del film sembrano qua e là imbrattate da un velo di retorica e da certe forzature.

SERIE TV

_ASUNTA (Espana 2024) – TTT++

Miniserie basata sulla storia vera dell’omicidio del 2013 di una ragazzina di origini asiatiche adottata da una coppia spagnola.

_UN UOMO VERO (USA 2024) – TTT

Tratta dal libro di Tom Wolf questa serie in sei episodi parla di un magnate immobiliare che dopo anni di opulenza vede il suo impero sul punto di crollare. Ogni riferimento a Donald Tr**p sembra voluto. Molto bravi Jeff Daniels (nella parte del protagonista) e Tom Pelphrey (il rivale).

NEL 2025 SU NETFLIX LA SERIE TV L’ETERNAUTA

Netflix ha diffuso le prime immagini ufficiali della serie tv L’Eternauta, ispirata al fumetto fantascientifico di Héctor Oesterheld e Francisco Solano López degli anni Cinquanta, che racconta di un’invasione aliena a Buenos Aires e della resistenza opposta dai suoi abitanti.

IL FUMETTO

L’Eternauta – la serie TV

Sono da sempre una fan appassionatissimo del fumetto in questione, da quando il settimanale a fumetti Lanciostory iniziò a pubblicarlo (a puntate) nel 1975. Per me questa serie è un sogno, sapere poi che l’interprete principale sarà Ricardo Darìn nel ruolo di Juan Galvez (ma nella serie si chiamerà Juan Salvo) è una gioia infinita.

PUBBLICITA’ PROGRESSO

…scienza dell’infelicità … niente male come proposta.

GOLDEN AGE OF ROCK AND ROLL

_Classifica USA agosto 1973

Sorprendente vedere un disco di Jazz Rock al 11esimo posto nella classifica generale (!) degli album più venduti negli States nell’agosto di 51 anni fa. Quel disco lo comprai nella seconda metà degli anni settanta …e sì, Carlos Santana era ed è uno dei miei chitarristi preferiti in assoluto (e amo molto pure McLaughlin). Poi ovviamente è sempre un brivido vedere tra i dischi di successo quelli di: Chicago, Pink Floyd, Led Zeppelin, Deep Purple (addirittura 2), Doobie, Stevie Wonder…

USA albums chart 21-08-1973 (courtesy of Dave Lewis)

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_il singolo dei Rolling uscito nell’agosto 1973

Rolling Stones new single advert – late august 1973 (courtesy of Dave Lewis)

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_La PFM al Festival di Reading nell’agosto del 1973

Reading Festival august 1973 (courtesy of Dave Lewis)

FINALE

Come si sopravvive qui in pianura in queste torride fette di tempo che noi umani abbiamo chiamato estati?

Durante il weekend oziando sotto l’aria condizionata insieme ai felini con cui viviamo …

Tim & Honecker – Lazing on a saturday afternoon – autoscatto

sorseggiando un bicchiere di Lambrusco Reggiano a temperatura glaciale …

Tirelli “Stopai” – Lambrusco Reggiano – Foto Tim T.

inseguendo una luna dispettosa che non si fa prendere e fa la sostenuta …

The Moon at the House Of Blues – agosto 2024 – Foto Tim Tirelli

entrando nelle profondità cosmiche del Jazz-Rock anni settanta.

Doctor Doctor Please

5 Ago

Il mio medico di base è un mio vecchio compagno di scuola, elementari e medie fatte insieme. Fin da piccoli gli dicevo “studierai medicina, diventerai dottore e sarai il mio medico di famiglia”. Detto fatto.

Sono qui da lui per il controllo periodico, gli porgo i referti dei recenti esami del sangue di routine che, ringraziando il Dark Lord, sono ottimi. Mentre scruta i miei valori e mi dice in dialetto stretto “Mo’ c’at vegna un azideènt, con chi esam chè et po fèr quel ch’et vo” (mo che ti venga un accidente, con risultati del genere puoi fare quello che vuoi) io guardo sul muro alle sue spalle, tutte le immaginette sacre appese. Penso alle mie e ai santini che ho nel portafoglio … il Dark Lord (Jimmy Page insomma), Johnny Winter, Mick Ralphs, Keith Emerson, Keith Richards, Robert Johnson, Muddy Waters, Sonny Boy Williamson I & II, John Miles, Johan Cruijff, Alvaro Recoba, Ronaldo Il fenomeno, Guevara etc etc; trovarmi con Giangi è sempre piacevole, ricordiamo i tempi della giovinezza, parliamo dei nostri genitori che ahinoi non ci sono più e ci infervoriamo parlando di politica. Malgrado la si veda diversamente dal punto di vista della fede (profondo credente lui, profondo miscredente io) siamo sintonizzatissimi per quel riguarda la parte politica in cui stare. Vorremmo una società più equa, più giusta, più popolare, guidata dai valori universali relativi all’umanesimo, alla capacità di convivere, all’unità delle genti e dei popoli. Utopia – soprattutto con l’aria che tira in questi anni disgraziati – ma non molliamo di un centimetro.

Prima di salutarlo gli butto lì tra il serio e il faceto “Senti Giangi, non è che puoi prescrivermi qualcosa per tenere a bada il blues?”

Giangi scoppia a ridere, mi abbraccia forte e mi dice “vai mo là adesso … è sempre un piacere vederti Tim”.

Una volta arrivato a casa mi dico che se non possiamo sconfiggere i blues almeno proviamo ad affrontarli ad armi pari … prendo un bicchiere da cocktail, lo riempio di ghiaccio, verso almeno tre dita di Martin Miller’s Gin (courtesy of Paololeo81) e riempio il resto del bicchiere con acqua tonica Recoaro, aggiungo anche una fettina di lime sebbene la Marzia dica che non ci va nel Gin Tonic, entro nello studiolo, prendo tra le mani un doppio LP con tante finestrelle e faccio partire la side 3, la facciata d’album che preferisco in assoluto … faccio scendere la puntina del giradischi, mi siedo sul divanetto e mi appresto a passare 20 minuti nel miglior modo possibile. Bye bye Blues, Hail, Hail The Dark Lord.

STRALCI

_SELFIE In giro per Mutina osservo giovani donne che si scattano selfie, alzano il collo, piegano la testa, mettono in mostra la mercanzia, fanno le spiritose e mi chiedo come appariranno le foto che posteranno sui social. Già, siamo tutti lì che ci scattiamo foto nell’illusione che ci rendano migliori di ciò che in realtà siamo, temo tuttavia che si sia meno belli delle foto venute bene che pubblichiamo, ma d’altra parte più belli delle decine di foto venute male che scattiamo a noi stessi. E’ curioso però che alla fin fine pensiamo tutti di non essere male, e dunque continuiamo a pubblicare anche foto assai discutibili di noi stessi.

_BANCARI – Sul Treno dell’Honky Tonk un lunedì mattina estivo, tratta di andata verso Mutina: due colleghi di una banca emiliana parlano. Entrambi sui trent’anni o poco più, mettono in mostra con una certa leziosità il loro essere giovani in carriera. Io sono in uno degli otto primi posti della carrozza sopraelevata, tutti occupati, loro due in mezzo che cicaleggiano e noi altri costretti a sporcarci i pensieri con le loro facezie. Lei ci fa sapere che è stanchissima, che è stato un luglio “devastante”(e solo Page sa quanto odio questo aggettivo), ma finalmente in settembre andrà due settimane in Kenya e ci snocciola il programma per filo e per segno. E’ lunedì mattina, non ho la forza di infilarmi i due auricolari Samsung e perdermi nella musica, il treno è affollato, da quando un paio di settimane fa a Parma è successo un incidente che ha visto coinvolto un treno merci che ha distrutto parte della infrastruttura della stazione, diversi treni sono cancellati, gli altri subisco ritardi di circa mezz’ora, per questo vi è più traffico umano del solito.

Poco dopo in centro incontro una mandria di altri giovani bancari, facenti parte sempre della stessa banca Emiliana. sono circa una decina, tutti maschi, tutti rinchiusi nei loro completini da bancario: mocassino marrone, niente calze, pantaloni ultrafit che lasciano scoperta tutta la caviglia, camicia bianca, giacchetta strettissima blu. Si atteggiamo come in giro ci fossero solo loro. Parlano ad alta voce. Sento il più sbruffone dire: “il femminismo un tempo era quello che è il maschilismo oggi” e già sento dentro di me Ittod (uno dei tre uomini che sono, quello preda della furia iconoclasta) iniziare ad agitarsi, Mr Sotuttoio aggiunge “e le quote rosa oggi servono solo a non dare le giuste opportunità a validi colleghi maschi”. Mi sposto velocemente, so che se rimango non sarò più in grado di trattenere Ittod e la vita è già piena di troppi impicci, meglio lasciare a loro stessi questo branco di australopitechi che mai diverranno Homo Sapiens.

Cerco di pensare ad altro … ci riesco a malapena, così mi metto a canticchiare un pezzo del Texas Tornado.

_MELMA ADESIVA – Intento a parcheggiare nell’immenso spazio sotterraneo dell’Adigeo a Verona. Mi infilo nel primo spazio che mi sembra convincente. Do un’occhiata alla macchina che ho di fianco, è una utilitaria bianca con un grosso adesivo raffigurante Mussolini sulla parte sinistra anteriore. Rimango basito dalla irriverente mancanza di ritegno. D’altra parte con l’attuale governo in carica tutto ormai è sdoganato, non era bastata la mano lunga del cavaliere nero  …. dei valori universali, della costituzione, della solidarietà e della cultura non frega più a nessuno, o quasi.

_YOUNG MAN ON A ROLL – mi passa a salutare un giovane collega dimissionario, uno che ha partecipato a quasi tutte le School Of Rock che ho tenuto in azienda.

Entra nel mio ufficio, parliamo un po’ del suo futuro, mi dice che si prenderà un periodo sabbatico, che farà il cammino di Santiago e cercherà di vedere altri orizzonti.

Gli dico che è giusto così, se l’esigenza è quella di capire meglio il proprio avvenire (lavorativo e non), di conoscere meglio sé stessi etc etc, quella è una scelta coraggiosa che va sostenuta. Aggiungo che anche io circa alla sua età (avevo 27 anni) feci una scelta del genere e che se fossi uno che lavora nell’ambito delle Risorse Umane ( brrr, questa definizione mi mette sempre paura) addetto a valutare curriculum, un periodo sabbatico fatto con consapevolezza lo considererei un plus (pronunciato con la u).

Mi risponde “sì ma perché tu sei matto”, inteso come persona fuori dagli schemi.

Poi guarda” prosegue “vediamo che cosa mi porterà il prossimo futuro, non ho certezze, cercherò di capire dove mi condurrà questa scelta e comunque un volta qualcuno mi ha detto che <se anche il loro corso a volte può cambiare i fiumi sempre raggiungono il mare> ”.

Rimango di stucco, mi commuovo … che giovani uomini on a roll diano peso ai pensieri blues che condivido durante le School of rock (e non solo) mi riempie d’orgoglio.

Happy trails, man. Long may you run.

NOTIZIE DAL MONDO DEL ROCK

_Nick Mason’s Saurceful of Secrets by Polbi

Il nostro Polbi, (vabbeh, Paolo Barone) se ne va a vedere Nick Mason e ci scrive due note:

Ieri sera ho sfidato la stanchezza di questo momento e sono andato a vedere Nick Mason. Scenario meraviglioso fra le rocce di Roccella Jonica, un migliaio di persone o poco più. Qualità del suono alla Pink Floyd, coreografia ben fatta, band di ottimo livello. Pubblico diviso a metà, fan hardcore e fan casuali che si chiedevano quando sarebbero arrivati i pezzi di The Wall e Dark Side.
Per me un emozione grandissima. 2 ore dei miei dischi preferiti live, con lui alla batteria. Sul finale di Saucerful mi sono commosso. Sono arrivato a casa alle 2.40 e sveglia alle sei con One of These Days che ancora mi romba in testa. Di loro tre è senza dubbio alcuno il concerto che avrei voluto vedere di più. Per mille ragioni, indimenticabile.

Waters e Gilmour sono due giganti, ma oggi come oggi non farei follie per andare a vederli. La loro lite infinita ha sottratto un bel po’ del fascino e della magia costruiti in anni di privacy, ora gettata al vento. Il chitarrista occuperà il Circo Massimo, praticamente privatizzandolo, per giorni, per proporre soprattutto materiale del nuovo disco. Waters sarà in giro a fare i pezzi più scontati della band, al tempo stesso sputandoci sopra in nome di non si sa quale crescita artistica. Nick Mason oggi è lo spirito dei Pink Floyd.

Set list favolosa, non priva di piccole sorprese come Nile Song e Obscured by Clouds. Avrei voluto anche Cymbaline (uno dei miei brani preferiti della band) e Careful with that Axe Eugene
Il fan, è per sua stessa natura, incontentabile.

©Paolo Barone

_New video: Led Zeppelin Vienna 16 march 1973.

Sempre sorprendente quando dal nulla saltano fuori spezzoni video di concerti del bel tempo che fu, soprattutto se sono relativi a ai bootleg su cui abbiamo fantasticato per decenni.

GATTI ALLA DOMUS

Dopo più di sette mesi sono ancora preda della tristezza riguardo l’assenza di Palmiro; venerdì sera tornando a casa, in un treno affollatissimo, mi è venuto in mente il mio piccolo amico e mi sono scese le lacrime … per fortuna avevo su i Ray Ban … non c’è niente da fare, dopo tutti questi mesi mi manca ancora tantissimo e la commozione è sempre dietro l’angolo. Certo che anche tra mammiferi di specie diverse i legami che si creano sono davvero fortissimi.

Per fortuna c’è Honecker che a tratti stempera la malinconia. Qualcuno mi ha detto che:

“Honecker te lo ha mandato Palmiro un po’ prima di lasciarti … sapeva che altrimenti non sarebbe stato possibile andare avanti … anche Palmiro aveva paura di lasciarti da solo … È una specie di angelo custode per il tuo dolore … Palmiro lo sa che quando guardi Honecker pensi che è strana la coincidenza del suo arrivo … e quindi pensi anche un po’ a lui.” 

Essendo l’uomo che sono non credo ad angeli custodi, sinergie spirituali e faccende del genere, ma certo è che quando si è in sofferenza il pensiero razionale è offuscato e per qualche minuto si è in balia delle suggestioni.

Palmir e Tim 2017 – foto Saura T.

Honecker luglio 2024 – foto Tim T

FADE AWAY

Piena estate, sono arrivate le prime due settimane di ferie, su tutto lo Stivale il caldo è soffocante, qui in pianura durante il giorno siamo di solito sui 37 gradi centigradi, l’umidità ovviamente rende il tutto assai disagevole. Cerco di mantenermi in equilibrio: passeggiate per le campagne alle 6 del mattino, cura del verde intorno a casa alle 7, nuotata verso le 11, fraseggi sulla Danelectro, lettura dei quotidiani, approfondimenti circa la Storia Antica Di Israele, visione delle amichevoli estive della mia squadra del cuore e l’inseguire gli ultimi bagliori di luce prima che cada del tutto la notte.

House of Blues, Emilia profonda, agosto 2024, foto Tim T

Quello che mi frega è l’Irrequietezza, sentimento in queste ultime settimane ormai a livello di guardia; ma in qualche modo ci sono abituato, in fondo è questo essere un uomo di blues … questo e perdersi dentro una canzoncina country che – in senso lato – sa tanto di Liscio (la musica da ballo Romagnola insomma).

He’s just a singer
A natural born guitar ringer
Kind of a clinger
To sad ol’ songs
He’s not a walk be-hinder
He’s a new note finder
His name’s a reminder
Of a blues man that’s already goneSo he started drinkin’
Took some things that messed up his thinkin’
He was sure sinkin’
When she came along
He was alone in the spotlight
Not too much left in sight
She changed all that one night
When she sang him this song

Hey, baby, I love you
Hey, baby, I need you
Hey, baby, you ain’t got to prove to me
You’re some kind of macho man
You’ve wasted so much of your life
Runnin’ through the dark nights
Let me shine a little love light
Down on that blues man

He got so sick from speedin’
All the things they said he was needin’
If he is to keep on pleasin’
All of his fans
He got cuffed on dirt roads
He got sued over no shows
She came and took all that ol’ load
Down off that blues man
And he said …Hey, baby, I love you too
Hey, baby, I need you
Hey, baby, I do get tired
Of this travellin’ band
I’m over 40 years old now
Nights would be cold now
If you hadn’t stuck it out
With this blues man

He’s over 40 years old now
Nights would be so cold now
If she hadn’t hung around
With that blues man

When the blues is in league with the freeway

7 Lug

Il mio blues è certo in corrispondenza con le (blue) highway, che poi sono quelle strade secondarie che di frequente batto, quei sentieri d’asfalto che inducono al consueto immaginario del nido di stelle ma che poi ti accompagnano nei soliti posti, negli angoli abituali del mio presente e del mio passato. Perché continuo imperterrito a sbattere il grugno contro il nido di stelle quando so benissimo che non esiste il nulla cosmico onnipotente solo lo sa, questa irrequietezza di cui tanto discuto qui sul blog prima o poi mi condurrà allo sfinimento … sempre che questo sentimento non sia al contrario il fuoco che mi tiene in piedi.

Già, il Blues in senso lato e dunque non solo musicale, questo sostantivo che carico di significati forse solo miei ma che finisce per coinvolgere, financo irretire, gli sventurati e le sventurate che mi stanno intorno. Questo fatto mi colpisce sempre, il modo in cui il Blues – nella forma dell’uomo che sono – ha una valenza anche per persone apparentemente avulse dal concetto (ma proprio per questo evidentemente persone di blues loro stesse). Questo attaccarsi a me, questo riconoscermi un ruolo nelle loro vite, questo affetto che provano nei miei confronti; sempre complicato scrivere di questo argomento perché poi sembra autoreferenzialità quando invece quello di cui intendo approfondire è l’interesse che le persone hanno per me in quanto portatore di Blues, quasi io fossi un testimone del blues che alla domenica mattina bussa alle porte alla gente per diffondere il verbo e la musica di un’astrazione nata più meno 125 anni in Mississippi.

Ne parlavo ieri sera con i ragazzi durante il primo Sinodo estivo, solito copione: ritrovo nella pizzeria di via Gramsci a Regium Lepidi e resto della serata passata al fresco della campagna qui nel bersò della Domus Saurea. Entriamo nel locale in cui sono di casa, ci accoglie Judith la direttrice, mentre ci accompagna al tavolo nell’ampia veranda si accorge della mia presenza Antonio – altro pilastro del locale – che esclama “eccola qui la luce dei miei occhi”. Fa lo spiritoso ovviamente ma che un giovane, bensì senior, addetto di sala con cui ho un certa confidenza (che però lui maneggia sempre con estrema delicatezza e riverenza) abbia trovato un appiglio in un cliente di un (in)certa età quale sono mi fa ogni volta pensare al blues. Succede una cosa similare anche sul lavoro: invio una email ai colleghi per spiegare che una certa mansione verrà d’ora in poi seguita da due nuove colleghe ma che io continuerò ad essere comunque il riferimento per tutti in caso di necessità. Ebbene, alcuni giovani compagni di lavoro rispondono all’email usando più o meno le stesse parole: “tu per noi rimarrai un riferimento, sì, ma di vita”! Oltre al piacere personale della cosa, rifletto sulla motivazione che ha spinto giovani leoni – con doti attitudinali relative alla attività umana lavorativa che oggi nel mondo è forse la più ricercata – a fare arrivare a me, e quindi al sentimento blues universale di cui sopra, tale messaggio. Il blues  insomma non smette mai di stupirmi, questa rete di rapporti tessuti da scimmie evolute ed illuminate per far fronte alla condizione umana, ovvero il trovarsi su di una roccia sospesa nel buco del culo dell’Universo a contemplare le profondità cosmiche, mi meraviglia ogni volta.

STRALCI

_Sul treno, di ritorno verso Regium Lepidi. Il regionale delle 18 arriva da Ancona ed è sempre pieno: manovali nordafricani, giovani donne in carriera che lavorano in banca, giovani donne che solfeggiano, uomini di blues. Trovo posto vicino ad una ragazza intenta ad ascoltare musica, dagli auricolari fuoriesce un brusio a tratti famigliare, sbircio e sullo schermo del suo cellulare intravedo la copertina di Mothership. Avessi trent’anni di meno potrei invitarla a bere un gin tonic insieme.

_nella pausa pranzo, in centro a Mutina, attraverso la via Emilia e prendo via Berengario da Carpi (chirurgo Modenese del 1500). Perso nei miei pensieri sento che qualcuno si rivolge a me con aria cordiale “Giovanotto, non avrebbe qualche moneta?”. Mi volto, mi si para davanti Donald Sutherland, capelli e barba bianca, all’apparenza in forma, probabilmente ha alcuni anni più di me (ma potrei sbagliarmi). Lo squadro, cerco nel portafogli due monete e gliele allungo, aggiungendo una raccomandazione “cerchi di star bene mi raccomando”.

_sceso dal treno a Regium Lepidi, cammino spedito verso Piazzale Europa, faccio per uscire dal sottopasso e una donna di etnia incerta (Rom? Gitana? Nordafricana?) cercando di rimediare due spicci mi dice “Dio ti benedica”. Non faccio in tempo a riflettere sulla cosa che irrompe ITTOD che prontamente risponde “dio non esiste” e di buon passo procede verso la sua destinazione.

_in macchina con mia sorella, il car stereo rimanda il contenuto della chiavetta “Musica Italiana” in modalità casuale. Ad un certo punto arriva una delle mie canzoni in versioni live, Elisa non la conosce, ascolta la prima parte più meditativa e calma poi, una volta entrata la chitarra elettrica esclama “Ecco qui che saltano fuori i Led Zeppelin, anzi Paul Kossoff!”. Paul Kossoff, ah!

_ FILM: BLACKkKLANSMAN – 2018 – Spike Lee – TTTT 
Tratto da una storia vera, questo film è da vedere. Segnalo nella colonna sonora Lucky Man degli ELP.

_FILM: Riposare In Pace – Argentina 2024 – TTT½
Film di tutto rispetto. Ora su Netflix 

NOTIZIE DAL MONDO DEL ROCK

_Nuova interpretazione del classico cupo blues dei Led Zeppelin (e di Memphis Minnie and Kansas Joe McCoy 1929) When The Levee Breaks da parte di Rober Plant e Alison Krauss

_Nuove foto del Dark Lord a Salt Lake City 26 maggio 1973 – Photo Charles Todd

Jimmy Page Salt Lake City 26 maggio 1973 – Photo Charles Todd

 

Jimmy Page Salt Lake City 26 maggio 1973 – Photo Charles Todd

_(Little) Rock And Roll Band

Dopo tanti, tanti, tanti anni mi ritrovo in una sala prove di Mutina insieme ai giannizzeri con cui suonai dal 1994 al 2006. March alla voce, Mixi alla batteria, io alla chitarra e il pontefice del Blues John Paul Cappi al basso. I nostri pezzi e alcune cover selezionate, tanto per non morire.

March, Mixi, Tim, Jay – maggio 2024

Sotto Tiro (Tirelli – Siae 1995):

SCHOOL OF ROCK episodio IX – Premiata Forneria Marconi

Tengo la nona School Of Rock nella azienda per cui lavoro, un’oretta passata dopo l’orario di lavoro a parlare ed ascoltare i grandi gruppi della musica insieme ai colleghi più volenterosi e curiosi. E’ da poco passato il solstizio estivo, la Sala Blues (la sala riunioni informale con tanto di impianto stereo) accoglie i colleghi carbonari che preferiscono imboccare le strade dei sogni legati all’aria sonora (in questo caso quella della PFM) piuttosto che godersi, che so, l’ennesimo aperitivo in compagnia nell’heart of the city. Sono meno spumeggiante del solito e la “lezioncina” è (nelle parole di Marzia) più “riflessiva, profonda, emozionante”. La mattina dopo in treno mi chiedo se valga ancora la pena farle, in quel preciso istante mi arriva il whatsapp del mio collega ed amico Chris C. “Le tue lezioni aprono sempre nuovi mondi di emozioni. Grazie.”. Beh, non c’è bisogno di chiedersi altro.

PLAYLIST

FINALE

Per mantenermi “fit” nell’anima finisco per frequentare i soliti sospetti, gli Illuminati del Blues, i Ragazzi della Via Po e i miei colleghi amici,

Siuviu-Tim-Mar (Mutina estate 2024) autoscatto

 

Friends, da sx: Johnhnhy-Mar-Fran-Sonya-Tim (Mutina – estate 2024)

cercare pace nell’area benessere della Domus

Fenny – Domus estate 2024 foto Tim Tirelli.

 

Bersò Blues – Domus estate 2024 foto Tim Tirelli.

contemplando i particolari della fetta d’Emilia in cui vivo

Vista dalla Domus – estate 2024 – foto TT

 

I Balloni – Domus, estate 2024 – foto Tim Trelli

circondato dalla colonia felina della Domus.

Honecker – estate 2024 – Foto Tim Tirelli

D’altra parte it’s just another (white) summer.

‘Cause youth’s a mask but it don’t last, live it long and live it fast

25 Mag

Un martedì mattina qualunque, sul treno sulla linea Placentia-Bonomia. Nel carrozza in cui sono alcuni giovinastri parlano, non fanno troppo casino ma sono in parecchi e non riesco a pensare in pace. Niente di che, sono sicuro di aver fatto lo stesso quando era toccato a me avere la loro età. Tiro fuori i miei Buds2 Pro viola della Samsung, li infilo nelle orecchie e dal cellulino faccio partire il cofanetto di Rod Stewart 1975-78.

Tiro su il cappuccio della felpa nera a mo’ di filtro tra la mia maruga e il poggiatesta dello schienale, mi sistemo il giubbotto di pelle e “lascio che sia la musica a parlare”. Tralascio le sciocchezze piene di melassa tipo Tonight’s The Night (“C’mon, angel, my hearts on fire, don’t deny your man’s desire, 
you’d be a fool to stop this tide, spread your wings and let me come inside  … ti prego Rod!!!) e i rock and roll dozzinali e mi concentro sui pezzi di valore.

Poco prima di di entrare in stazione a Mutina, guardando dal finestrino, mi cade l’occhio su un uomo che cerca di darsi una sistemata dopo aver passato la notte all’addiaccio in un ricovero di fortuna. Un grande cartone, un paio di coperte e poco altro posizionati in uno spiazzo di cemento tra la ferrovia e un piccolo raccordo stradale, in via Ernesto Breda in zona Santuario Madonna Del Murazzo.

Riparo di fortuna – Mutina maggio 2023 – Foto Tim Tirelli

L’uomo si sistema la giacca, prova ad inventarsi un contegno, non riesco a capire se sia un italiano o uno straniero … il treno rallenta entrando in stazione mentre io penso a quest’uomo costretto da chissà quale caso della vita a dormire in una simile situazione. Non posso farmi carico di tutte le miserie che vedo, ma rimango colpito.

Scendo dal treno, procedo verso il centro storico, entro nel grande canalone pedonale della ex Manifattura Tabacchi, di nuovo trovo sulla prima panchina il vecchio signore che chiede l’elemosina. Solita mise dignitosa, la mascherina sul viso e quella faccia un po’ così di chi è rassegnato alle intemperie della vita. Qualcuno passa prima di me e gli lascia qualche monetina da 5 e 10 centesimi, io gli lascio un euro, il vecchio sottovoce mi dice un “grazie signore”. Mi va l’animo in pena.

Chi è fortunato (a volte financo bravo, ma la “teoria del caos” è troppo preponderante per metterla solo sul piano delle proprie capacità), chi è sfortunato come i due personaggi di oggi, in mezzo oceani di individui che cercano di restare a galla.

Ripenso a The Killing Of Georgie di Rod, alla storia vera che racconta, quella di un amico gay di Stewart che perde la vita in un episodio increscioso e sfortunato. Già, il povero Georgie che raccomandava agli altri “mai aspettare o esitare, buttati ragazzo, prima che sia troppo tardi, potresti non avere mai un’altra occasione, perché la giovinezza è una maschera, ma non dura, vivila a lungo e vivila in fretta” 

Anche i vecchi ragazzi come me dovrebbero far tesoro di questo consiglio, anche se la giovinezza è già passata fa niente, il destino … lo scopo, è il sole nascente che abbiamo davanti …

Company always on the run
Destiny is a rising sun

Bad company
And I can’t deny
Bad company
‘Til the day I die, oh
‘Til the day I die
‘Til the day I die

NOTIZIE DAL MONDO DEL ROCK

_Robert Plant & The Wolverhampton Wanderers Football Club

Robert ha lavorato su un missaggio tra Kashmir e Whole Lotta Love per la sua squadra del cuore: sarà la musica che accompagnerà la squadra sul campo.

SERIE TV

_Thank You, Goodnight: The Bon Jovi Story – (USA 2024) TTT¾

Docuserie niente male. I Bon Jovi non sono esattamente i nostri preferiti, ma questo lavoro mi sembra ben fatto ed onesto.

PLAYLIST

CODA

Con quello che diceva il povero Georgie in mente cerco di mantenere in piedi la mia vita evitando di ripiegarmi su me stesso, vedendo gente, frequentando gli amici, tenendo una Gibson Les Paul o una Danelectro tra le braccia.

E’ così che cerco di fregare il Blues, nel specifico in queste sere particolari uscendo con i miei colleghi del cuore, quelli della business unit di cui faccio parte, quella ribattezzata The Blues Unit, così tra l’altro posso sfoggiare il fatto di avere intorno solo delle belle Pheeghe. A tal proposito registro che la Blues Unit dal 1° giugno cesserà di esistere, la azienda per cui lavoro verrà definitivamente incorporata in una enorme realtà internazionale. Sono un uomo sentimentale dunque questa faccenda mi tocca nel profondo, tagliare il cordone ombelicale con la nostra amata unit non è facile, organizziamo pertanto una “ultima cena” in un noto ristorante mutinense

Zelmira, Mutina

Durante il giorno ci scattiamo qualche foto insieme per cristallizzare su file digitali la coesione, l’affetto, l’amicizia che in questi ultimi 3 anni e mezzo hanno reso possibile un rapporto lavorativo speciale.

Sonya & Tim – maggio 2024 – Foto Mar Likentin

Tim & Mar maggio 2024 – Foto Sonya Littlesaints

Franny & Tim – maggio 2024 – autoscatto

Per celebrare prepariamo un fascicoletto con una delle solite poesiole in rima del sottoscritto, le nostre foto e la locandina dell’ipotetico film (Blues Unit Goodbye) che in questi anni abbiamo vissuto mischiando le nostre vite. Ovvio che ci rivedremo ancora, ma il distacco formale, lo scioglimento di questo gruppo di lavoro è un colpo al cuore, uno struggente finale che sfuma verso un sole che tramonta. Siamo uomini e donne di blues dopotutto. La cena è gustosa (tortellini in brodo di cappone!), la compagnia fantastica e, malgrado la malinconia, le risate fragorose. Addio piccola Blues Unit, resterai per sempre nel mio cuore.

The Blues Unit: da sx Tim-Sonya-PL81-Fran-Mar – The Last Supper – Ristorante Zelmira – Mutina – may 2024 – autoscatto

A metterci il carico arriva inoltre questo venerdì in cui – insieme alla Mar – rivedo il mio ex collega Siuvio, (l’uomo di Belo Horizonte che vive in Romagna). Sono già passati quattro mesi da quando ha cambiato lavoro eppure continuiamo a sentirci quasi quotidianamente e a vederci ad ogni occasione utile … non si può certo dire che la nostra (ormai) ex azienda non sia stata una fucina di rapporti profondi e amicizie durature.

Mar-Siuviu-Tim – The Grimace, Mutina – maggio 2024 – autoscatto

E allora via così, lungo i sentieri del sentimento, perché dopotutto come diceva Verdone …

“E’ il bene che vince e il male che perde”

Blues Deluxe

8 Mag

Ma davvero è questo che vogliamo? Uomini che decidono leggi su questioni femminili? Persone di dubbia fama, di dubbio intelletto, di dubbi valori universali messi a governare nazioni, regioni, province, città? Super manager che si rivelano tutt’altro che super messi a capo di grandi aziende, corporate, multiutility? Davvero pensiamo che la società e il pianeta stesso riescano a sostenere tutto questo? Davvero diamo retta agli economisti? Sono su questo pianeta da decenni e mi pare che questi studiosi esperti di problemi economici abbiano combinato solo disastri. Sul serio vogliamo impostare la società sui dettami che pontefici, patriarchi, dalai lama, monaci e religiosi in genere impongono ai loro fedeli? Sul serio l’invio di armi è l’unica soluzione per fermare una guerra? Chiedo per un amico … perché io non ho risposte.

Veramente vogliamo passare buona parte del nostro tempo libero a sfogliare sugli smartphone video insignificanti di sconosciuti? E’ proprio necessario vivere la vita nelle realtà virtuali dei social? No perché, tra l’altro un recente studio ha dimostrato come nella popolazione giovane si stiano alzando le percentuali di malattie di solito accostabili a chi ha una certa età … sembra che il nostro corpo inizi ad invecchiare prima a causa dello stile di vita che da qualche lustro abbiamo fatto nostro.

Davvero chi ha doti attitudinali per attività e professioni umane più in voga al momento ha il sacrosanto diritto di pretendere stipendi molto più alti e bonus di ogni genere? Stipendi che poi le aziende devono  gestire e governare e che alla fine della filiera portano agli aumenti dei prezzi di cibo, merci e beni, innescando un meccanismo infernale da cui non si riesce più ad uscire … mega compensi (sovente immeritati) per una minoranza e stipendi basilari per la grande maggioranza mentre ogni costo schizza alle stelle. E’ questa l’equazione giusta? Chiedo per un amico …

(brusio, crepitii, voci sommesse …) “eccolo qui il pippone di Tirelli che con sacerdotale gravità e solennità declama i pensieri che gli si attorcigliano alla maruga, il solito e supponente approccio ieràtico …”

Chi ha parlato? Siete voi miei lettori adorati? O forse gli amici che ogni tanto chiamo a raccolta? Non sarete mica voi mie pheeghe predilette che tanto dite di venerare il Magister Tirelli? No? E allora chi caspita … ah, enigma risolto, è stato ITTOD (uno dei tre uomini che sono), deve essere riuscito a metter fuori la testa dalle segrete del mio animo in cui lo tengo prigioniero …

E allora lo ricaccio al suo posto e, come tutte le domeniche di questa stagione, al calar del sole scendo sui prati della Domus per ammirare ancora una volta le lunghe ombre del fine settimana che sta per terminare …

Domus Saurea may 2024 foto Tim T

i graffiti spirituali sono così diversi da quelli dei sabati mattina quando la pianura diventa un mare d’erba da navigare in tranquillità, quando il weekend appena iniziato sembra colmo di opportunità da cogliere.

sabato mattina alla Domus Saurea – maggio 2024 foto Tim T

Le lunghe ombre tuttavia ritornano implacabili a ricordarci che dobbiamo vivere nel blues e allora eccomi qui ad aspettare l’arrivo dei The Long Riders …

JOHNNY WINTER

Ho trovato una intervista a JW del marzo del 1976 mai pubblicata al tempo e inserita nel 2020 sul sito della rivista Goldmine. Per un fan trattasi di faccenda piuttosto succosa.

https://www.goldminemag.com/articles/vintage-johnny-winter-interview?fbclid=IwZXh0bgNhZW0CMTEAAR3g_sDqhSjV6ibX2jn6EQmTpZGk1Ee12rVsdggDFvcmsMtUAmK_Li4TdUw_aem_ARBuZKAeGjB_flD99fUFHPhnZQu9xzp9zRH9Cgm5g0KK-yw5ZjHLmJpcoW2Sk3S3tOMTic6ulgduWDjxsrDl6eaX

Che dire poi del video pubblicato un anno fa dei Johnny Winter And all’Atlanta International Pop Festival maggio 1970 e che io non avevo mai visto prima? Uno spettacolo. Avessi avuto l’occasione da ragazzino di vedere i JWA dal vivo credo sarei schizzato nella stratosfera. In questo particolare concerto, in via del tutto eccezionale, alla batteria vi era Edgar Winter, oltre ai soliti Randy Jo Hobbs al basso e Rick Derringer alla seconda chitarra.

https://www.youtube.com/watch?v=QqYNC_eCGtE

Johnny …ah.

Johnny Winter, 1970. (Photo by Norman Seeff)

SECONDA STELLA

E’ arrivata la stellina tanto attesa, dopo un campionato per lo più strabiliante. Squadra coesa, dirigenza esperta-scaltra e saggia, proprietà ancora viva, allenatore in stato di grazia e giocatori determinati-bravi-felici. In una stagione in cui (quasi) tutto è andato per il verso giusto e il football giocato è stato spesso una meraviglia resta il rammarico di essere usciti agli ottavi dalla Champions contro una squadra tignosa e poco altro … avremmo dovuto arrivare perlomeno alle semifinali visto l’allineamento dei pianeti. Distanze abissali ci separano dai diretti e storici concorrenti, li guardiamo da lassù, benché per un discreto tratto ci siano stati a ruota. Nell’Inter di quest’anno tuttavia tutto girava troppo bene per rischiare di non vincere il campionato. Già, tutto è bene quel che finisce bene, basta festeggiamenti però, chiudiamo in bellezza il campionato e prepariamoci per il prossimo.

Dopo il derby – Celebration Day – Aprile 2024 Tim & Mario

Sul ponte sventola bandiera nerazzurra – Domus Saurea – Foto Tim T

GATTI ALLA DOMUS

La Ragni sente la mancanza di sua madre Raissa, sembra spaesata, confusa, triste …certo, è ormai vecchia anch’essa, è arrivata a 16 anni (80 anni umani) e ha la stessa malattia che aveva sua madre, eppur son certo che è il sentirsi sola che la fa sbandare … prima Palmiro, ora Raissa … per la nostra colonia felina è un periodo difficile.

Lonely Ragni – may 2024 Foto Tim T

Honecker ha ormai 8 mesi, è un giovane maschio che cerca la sua strada, annusa l’aria, cerca di capire come comportarsi con i suoi due umani, va alla scoperta dei suoi territori ed è buffo sorprenderlo mentre è alle prese con la elaborazione ancora acerba dei suoi pensieri.

Honecker sotto sera – Aprile 2024 – Foto Tim T

Mi sbaglierò, ma a volte ho l’impressione che possa diventare anch’egli un gatto di blues …

Il giovane Honecker gatto di blues – foto Tim T

PLAYLIST

 

CODA

Guardo dal basso verso l’alto la Ghirlandina di Mutina,

La Ghirlandina – Foto Tim T aprile 2024

come ogni anno annuso l’inebriante profumo dei Lillà della Domus,

Lillà alla Domus – aprile 2024 – foto Tim T

e provo a preparami per la nuova stagione. Tra la pioggia, i cieli bassi e gli squarci di sole, di là dal fiume e tra gli alberi qualcosa si intravede. Che dice il barometro, tempo soleggiato o tempesta in arrivo?

Una gatta di nome Raissa

3 Mag

Raissa arrivò alla Domus Saurea nel 2007 insieme a sua sorella Wilma. Erano due focaccine di pelo di un paio di mesi, un amica di Saura viveva con una gatta che aveva da poco dato alla luce diversi cuccioli così due di questi arrivarono alla Domus.

Raissa 2007 – foto Saura T

Dapprima spaventate come ovvio che fosse, poi sempre più confidenti, fino a diventare le regine della Domus. Wilma purtroppo fu investita da un veicolo a motore e fu ritrovata in un fosso, mentre Raissa si trasformò ben presto in una giovane adulta piena di energia.

L’anno dopo diede alla luce lei stessa quattro cuccioli: Muffa (maschio), Patuzzo, Spaventina e Ragnatela (detta Ragni). Muffa sparì dopo un anno circa (viviamo in campagna e i pericoli per i gatti sono dietro l’angolo: cacciatori, volpi … financo lupi), Patuzzo se andò qualche anno fa ucciso da un canide (appunto), mentre Spavve e Ragni vivono ancora con noi. Raissa ad ogni modo divenne la matriarca della Domus, svezzò i suoi figli, accolse Palmiro come un figlio, fece lo stesso con le due randagie che finirono per accasarsi da noi, Stricchi e Minnie, e in pratica con tutti i vari gatti che ad anni alterni si accasavano per un po’ da noi.

dal basso: Palmiro, Raissa, Ragni, Spavve, Patuzzo – foto Tim T.

Gatti alla Domus – Ragni, Ozzy (forestiero), Raissa, Stricchi Domus ottobre 2020 – foto TT

Gatti alla Domus – Stricchi, Ragni, Raissa, Ozzy – Domus ottobre 2020 – foto TT

Raissa

Gatta tigrata tendente al rossiccio, Raissa si rivelò una cacciatrice formidabile (!), persino negli ultimi anni un po’ malaticci nulla le sfuggiva. Di carattere ribelle (non amava imposizioni) seppe comunque adattarsi alla vita insieme agli umani ed ad interagire con essi. Uno dei nostri tanti riti era questo: io mi inginocchiavo, lei si avvicinava, si metteva di spalle, si sdraiava in modo che io potessi accarezzarla molto velocemente sulla testa e sulla schiena ripetendo il mantra “ciao Raissona ciao Raissona ciao Raissona ciao Raissona ciao Raissona ciao Raissona ciao Raissona ciao Raissona ciao Raissona….” e allora partivano fusa impetuose.

Raissa - Domus Saurea autunno 2021 - foto TT

Raissa – Domus Saurea autunno 2021 – foto TT

Giocherellona, seria, attenta, furtiva, matta … tutti aggettivi che le si addicevano

la gatta Raissa

Raissa – agosto 2011 – foto Tim Tirelli

ma anche molto, molto coraggiosa e “scomoda” come diciamo qui …era sempre la prima ad aiutare Palmiro a scacciare i gatti forestieri che non si sottomettevo al socialismo felino della Repubblica Democratica di Palmiria, il nome della colonia felina della Domus.

Raissa e Palmiro difendono i confini – Ottobre 2015 – foto TT

Torno a sottolineare il rapporto speciale che aveva con Palmiro e con le sue due figlie

Palmir e Raissa in soffitta, dicembre 2017 – foto Tim T

Ragni-Raissa-Spaventina – gatte sulla finestra – ottobre 2020 – foto TT

Quattro anni fa iniziò a soffrire di ipertiroidismo, il che significò darle mattina e sera (costose) medicine e di conseguenza impegnarsi in una gestione sempre più complicata. Non era facile portarla dal veterinario, dentro alla gabbietta non voleva stare e lottava ogni volta per la sua libertà, quando doveva restare ricoverata miagolava spesso con ritmo ostinato tanto che la nostra veterinaria Esmeralda la chiamava “la sirena”.

Raissa e Tim dal veterinario – aprile 2023 – foto Saura T.

Raissa se ne è andata stamattina (intendo giovedì 2 maggio), aveva 17 anni (circa 84 anni umani), da alcuni mesi si era scoperto che aveva anche un tumore; la abbiamo accudita nel migliore modo possibile ma dimagriva, nelle ultime settimane era pelle e ossa, ma non desisteva, voleva uscire, mangiava poco ma spessissimo. Vederla deperire piano piano non è stato facile, ma è il ciclo della vita, si è consumata un po’ alla volta, facendo comunque fino all’ultimo giorno (letteralmente) la sua vita. Non la pesavo nemmeno più, non volevo rattristarmi più del dovuto, aveva gli occhi infossati, il suo sguardo sembrava dire “ma Tyrrell, cosa mi sta accadendo?”. Eppure veniva sul divano con noi, ci veniva a cercare, faceva le fusa. In fondo è stata fortunata, una bella e lunga vita passata in campagna, con parecchi altri felini intorno, due umani decenti che sono stati con lei fino all’ultimo respiro.

Facile suggestionarsi ora e pensare che sia in pace ed insieme al suo e al nostro amatissimo, amatissimo, Palmiro, siamo umani, nel momento del dolore ci consoliamo con questi stratagemmi …

Palmiro & Raissa Foto TT

ma essendo l’uomo di blues che sono so che non è roba per me, so che non c’è nessun aldilà, nessun ponte, ma solo la vita, o meglio, il grande mistero della vita, che viene e che va. Avendo perso nemmeno 5 mesi fa Palmiro, questo nuovo addio ci riempie di dolore … un altro membro della nostra famiglia che se ne va, sì perché eravamo e siamo una famiglia, mammiferi di specie diverse che vivono insieme … un nucleo famigliare, un legame di affetti, una concatenazione di aiuti reciproci.

Addio Ràis, so che sei stata felice qui, hai fatto il tuo percorso per intero, hai avuto e dato tanto … so che ci hai voluto bene, almeno quanto te ne abbiamo voluto noi; anche tu riposerai sotto ai frassini della Domus, in quei prati che tanto cari ti furono. Addio piccolina, ci mancherai.

Raissa – Domus Saurea tardo ottobre 2022 – foto TT

NOTIZIE DAL MONDO DEL ROCK: Led Zep, Ufo, Dickey Betts, Robert Plant, Slash, Liam Gallagher & John Squire

27 Apr

Un veloce post sulle ultime notizie riguardanti i nomi del Rock cari a questo blog e al suo seguito:

_Led Zeppelin

Sono stati pubblicati su youtube tre nuovi filmati amatoriali mai usciti prima. Cleveland 1975, Knebworth 1979 (prima data), Atlanta 1977 (Bonham stupendo in NFBM dal minuto 2:08 al 2:28).

_Ufo

Phil Mogg dei nostri amati UFO ha annunciato durante l’intervista con Ultimate Classic Rock fatta per promuovere la ristampa rimasterizzata del 2024 dell’album del 1977 degli UFO “Lights Out”, che gli UFO hanno terminato la loro corsa: “penso che sia giunto a una conclusione. Abbiamo fatto l’ultimo tour nel Regno Unito nel 2019, poco prima del COVID. Quindi quella è stata più o meno la fine e il momento era giusto”.

_Addio a Dickey Betts ((December 12, 1943 – April 18, 2024)

Un altro duro colpo per chi ha amato il Rock, quello vero: se ne è andato Dickey Betts, membro fondatore della Allman Brothers Band. Certo, Gregg e Duane, ma Dickey è stato elemento determinante.

Il manager e la famiglia di Betts hanno diramato il seguente comunicato:

“È con profonda tristezza e pesantezza nel cuore che la famiglia Betts annuncia la scomparsa di Forrest Richard ‘Dickey’ Betts (12 dicembre 1943 – 18 aprile 2024) all’età di 80 anni. Il leggendario artista, cantautore, bandleader e patriarca della famiglia era nella sua casa di Osprey, in Florida, circondato dalla sua famiglia. Dickey era straordinario e la sua perdita sarà avvertita in tutto il mondo. In questo momento difficile, la famiglia chiede preghiere e rispetto per la loro privacy nei prossimi giorni. Maggiori informazioni saranno disponibili al momento opportuno.”

Le cause della morte sono state il cancro e la malattia polmonare ostruttiva cronica.

Impossibile dimenticare come il suo chitarrismo sia stato basilare per il sound del gruppo, quell’elegante miscuglio di rock, blues, country, swing e jazz non lo si scorderà tanto facilmente. “In Memory of Elizabeth Reed”, “Ramblin’ Man”, “Jessica”, “Blue Sky” … canzoni da brividi. Da non sottovalutare poi i suoi primi due dischi da solista “Highway Call” (1974) e “Dickey Betts & Great Southern” (1977).

Dickey non era un tipetto facile, di fatto un solitario, un vero Ramblin’ Man. 80 anni non sono male per uno che ha vissuto una vita on the road piena di inevitabili eccessi.

Piccola nota: si dice che Cameron Crowe si sia ispirato alla figura di Dickey Betts (se non altro dal punto di vista estetico) per il personaggio di Russell nel film (a noi caro) Almost Famous.

Addio, Dickey, anche quaggiù in Emilia, nella vecchia Europa, ti abbiamo amato. Addio rambler, ci mancherai.

Lord, I was born a ramblin’ manTryin’ to make a livin’ and doin’ the best I canAnd when it’s time for leavin’I hope you’ll understandThat I was born a ramblin’ man
Lord, I was born a ramblin’ manLord, I was born a ramblin’ manLord, I was born a ramblin’ manLord, I was born a ramblin’ man

_Robert Plant

Sembra che Robert Plant stia lavorando ad una nuova versione di un pezzo (o di più pezzi) dei Led Zeppelin. Queste operazioni mi terrorizzano, il più delle volte sono inutili e senza senso. Che ne farà RP? Depotenzierà come al solito il ruolo della chitarra e quindi di Page? Vedremo.

Quel che si sa è che negli ultimi giorni è stato al Magic Garden Recording Studio di Wolverhampton, dove ha lavorato su una canzone dei Led Zeppelin. Questo è quanto afferma la cantante, compositrice, giornalista e scrittrice italo-australiana Antonella Gambotto-Burke che vive nel Kent. Queste le sue parole:

“Anche se il progetto è attualmente top secret, riguarda una canzone dei Led Zeppelin. Trascorrere del tempo con Robert è stato un vero privilegio. La cosa che più mi ha sorpreso è stata l’intensa magia che porta con sé. Riempie letteralmente la stanza. Spiritualmente parlando è un gigante e la musica, ovviamente, è intoccabile. Sto ancora volando!”

Il progetto sembra avere a che fare con l’etichetta Wolves Records, etichetta discografica lanciata nel 2021 dal Wolverhampton Wanderers, club di cui Plant è vicepresidente dal 2009.

La seduta si è svolta sotto l’egida del produttore Gavin Monaghan e l’ingegnere Lian Radburn che su instagram ha scritto: “Un onore assoluto lavorare su versioni rivisitate delle classiche canzoni dei Led Zeppelin con Robert Plant per i Wolves al Magic Garden Recording Studio”.

Non sono esattamente un fan del Slash solista, ma qualche giorno fa al Forum di Assago ha proposto una Rocket Man (Elton John) mica da ridere. Mettersi alla Pedal Steel significa aver coraggio, quindi bravo Slash; che dire poi di Myles Kennedy? L’ha cantata da dio… nessuna enfasi, nessun atteggiamento da cantante heavy rock, soltanto pathos e doti canore naturali. Giù il cappello.

https://www.youtube.com/watch?v=NKigmsrvWyU

_Liam Gallagher John Squire (2024 Warner Records) – TTT¾

Questi due bei tipetti un paio di mesi fa hanno fatto uscire un album insieme, pur non avendo particolari affetti per il Brit-pop e per gli anni novanta in genere, ho trovato l’album carino e degno di nota. Certo, il background sonoro è quello di Oasis e Stone Roses, ma il fatto che Squire avesse già le canzoni pronte e  il progetto chiaro nella testa e che Gallagher abbia di fatto aggiunto il suo tocco e la sua personalità è stato determinante per far uscire un album con notevoli risvolti di Rock classico (Squire è da sempre fan di Hendrix e di Page). Tra l’altro l’album è volato subito al primo posto delle classifica del Regno Unito.

Raise Your Hands funziona immediatamente …riflessi beatlesiani, chitarre ben presenti

Mars to Liverpool è forse la mia preferita, ancora i quattro di Liverpool in sottofondo ma canzone comunque autonoma e riuscita.

C’è anche del blues in questo disco, I’m a Wheel parte infatti con una formula blues piuttosto canonica per poi trasformarsi in qualcosa d’altro, e qui sta la grandezza del pezzo: blues mischiato ad altro. Da seguire gli interventi di chitarra.

Love You Forever è smaccatamente hendrixiana (Foxy Lady), ma anche qui i due sanno portare il brano fuori dalle paludi del plagio, sebbene nel finale il nero di Seattle torni fuori prepotentemente (Voodoo Chile).

Make It Up As You Go Along è un altro bel pezzobene sia Liam che John.

You’re Not the Only On è Rock And Roll dei Led Zeppelin (versione da studio) nelle parti non cantate. Vale il discorso fatto per Love You Forever.

Non ci sono canzoni brutte, anche le ultime due funzionano e si fanno ascoltare con piacere.

Copertina orrenda, sembra la pubblicità di prodotti per la casa su un volantino del Sigma.

John Squire come chitarrista non ha le doti attitudinale e il talento dei due suoi eroi, tuttavia riesce (ormai da 35 anni) con intelligenza a costruirsi uno stile e una reputazione mica da ridere, e insieme a Liam Gallagher sa produrre ancora qualcosa di buono. Complimenti.

  1. Raise Your Hands – 4:20
  2. Mars to Liverpool – 3:41
  3. One Day at a Time – 3:43
  4. I’m a Wheel – 3:46
  5. Just Another Rainbow – 5:37
  6. Love You Forever – 3:35
  7. Make It Up As You Go Along – 2:11
  8. You’re Not the Only One – 3:56
  9. I’m So Bored – 4:46
  10. Mother Nature’s Song – 4:07