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TT’s SCHOOL OF ROCK VI: DEEP PURPLE

23 Set

Intro:

Come scrivo ogni volta che affronto questo tipo di articoli, lavorando in un’azienda come quella in cui sono uno dei miei compiti è anche quello di tenere alcune lectio magistralis (e sia chiaro, lo scrivo con tutta l’autoironia possibile) sulla musica Rock. D’altro canto il presidente me lo disse già durante il colloquio due anni e mezzo fa: “In caso scegliessimo te, sappi che ti chiederò di tenere lezioni sul Rock per i colleghi”. Eccomi dunque qui per la nuova “School of Rock”. Siamo ormai arrivati al sesto episodio, da tenersi come sempre dalle 18:15 alle 19:30 nella – a me tanto cara – Sala Blues, la sala riunioni informale,  la sala “where the dreams come blue”, capacità: 25 posti a sedere.

Sala Blues – foto Tim Tirelli 2021

Un pubblico dunque selezionato che si prende la briga di fermarsi in azienda dopo l’orario di lavoro per ascoltare storielle e brani musicali di gruppi del bel tempo che fu. In questo equinozio d’autunno viro verso uno dei capisaldi dell’Hard Rock: i Deep Purple.

Per vari motivi arrivo a questa SoR in ritardo su tempi, penso di rimandarla senonché uno dei dirigenti dell’azienda mi sprona con molta decisione a farla ugualmente. Cerco di tenere il punto ma finisco per cedere davanti alla determinazione di uno dei colleghi più alti in grado, il quale approfitta della mia momentanea défaillance per invitarmi a parlare dei DP.

Nei minuti che precedono l’inizio vero e proprio della School Of Rock avviene una sorta di Meet & Greet, alcuni colleghi tra i più affezionati vengo a farsi fotografare con Nonantola Slim:

Dave & Tim – TT’s School Rock: Deep Purple 2023-09-21 – Foto Stremmy & Marcya

Tim e la professoressa Stremmy – TT’s School Rock: Deep Purple 2023-09-21 – Foto Marcya P.

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Per i colleghi nuovi arrivati anticipo che durante questi incontri capita (ma si sa, è la mia modalità standard) di andare sopra le righe ma parliamo di Rock santiddio, non si possono fare lezioncine, qui bisogna pompare se vogliamo raggiungere le profondità cosmiche.

Introduco il gruppo dicendo qualche ovvietà, ovvero che i Deep Purple sono una delle più importanti e  famose band di hard rock, che nel lustro che va dal 1970 al 1974 sfornarono alcuni lavori che sono  classici della musica (hard) Rock e che il nome Deep Purple (viola intenso) fu suggerito dal chitarrista perché era il titolo della canzone preferita da sua nonna, una brano di Peter De Rose degli anni 30 del secolo scorso. Qualche notiziola sui dischi venduti ovvero più di 100,000,000 albums in tutto il mondo, di cui 8.000.000 e più negli USA e 1.000.000 in UK. Avverto tutti che non abbiamo tempo a sufficienza per approfondire più di tanto e dunque ci concentreremo sui 5/6 anni in cui i Deep Purple hanno inciso sulla Storia del Rock. Prima di iniziare, per comprendere la vita turbolenta del gruppo accenno al
carattere assai particolare di Blackmore aggiungendo qualche aneddoto vissuto dal sottoscritto in prima persona al concerto di Zurigo del 1985.

Racconto brevemente che nel 1968/69 sull’onda del successo di Cream e Jimi Hendrix iniziano a crearsi i gruppi Rock in senso stretto che diventeranno definitivi e fondamentali per gli anni settanta, e dunque che nel 1968, dalle ceneri degli Yardbirds, il chitarrista inglese Jimmy Page (già valente per quanto poco ortodosso session man inglese) forma i Led Zeppelin, quartetto britannico che da lì a poco ribalterà il mondo del Rock. In novembre registra in 30 ore il primo album della band, disco d’esordio che nel giro di qualche mese arriverà nelle primissime posizioni della classifica che veramente conta in termini di vendite, quella americana. Il disco esce nel gennaio del 1969 e riscrive il sound della musica Rock. Se già Hendrix e i Cream avevano sondato nuovi terreni, con l’avvento dei LZ le sonorità Rock e il metodo di registrazione si arricchiscono di un nuovo abecedario. Prodotto da Jimmy Page con solo 3000 sterline il disco è una bomba, tanto che la rinomatissima etichetta americana Atlantic li mette sotto contratto immediatamente anticipando 200.000 dollari (siamo nel 1970, oggi sarebbero diversi milioni di dollari) e lasciando nero su bianco ampissima libertà decisionale a Jimmy Page.

Led Zeppelin 1 è un terremoto che pian piano colpisce anche l’Inghilterra. La Earth Blues Band, semisconosciute gruppetto di Birmingham rimane folgorata, cambia marcia, nome (adotterà quello di Black Sabbath) e si metterà a scrivere brani hard rock sulla falsariga del disco dei LZ.

Continuo nel dire che nel 1968/69 i DP sono un gruppetto che fa il verso agli statunitensi Vanilla Fudge, immerso in uno stile tra il rock psichedelico e il proto rock progressivo di quegli anni. Nei primi 3 album (Shades Of DP / The Book of Taliesyn / Deep Purple) vi sono spunti interessanti che lasciano intravedere un possibile futuro ma in pratica a parte due singoli (entrambi cover) che si comportano bene nelle classifiche americane gli album vendono poco. Il primo album dei LZ irretisce il chitarrista del gruppo (Ritchie Blackmore) che impone una svolta drastica: il bassista e il cantante vengono sostituiti da Roger Glover e Ian Gillan (due potenti e dotate personalità), la musica si trasforma in qualcosa di molto più duro.

TT's School Rock: Deep Purple 2023-09-21 - Foto Stremmy & Marcya

TT’s School Rock: Deep Purple 2023-09-21 – Foto Stremmy & Marcya

Parto dunque con In Rock specificando che è il primo album in studio registrato dalla formazione Mark II composta da Ritchie Blackmore, Ian Gillan, Roger Glover, Jon Lord e Ian Paice.

L’artwork perde i risvolti psichedelici dei tre precedenti e va dritto al punto: raffigura il Monte Rushmore con scolpiti nella roccia i volti dei membri della band sovrapposte a quelli dei presidenti degli Stati Uniti con l’ovvio gioco di parole IN ROCK … nella roccia e nel Rock. Parlo di Child In time che è uno dei brani più famosi dei DP, sebbene sia un’imbarazzante scopiazzatura di Bombay Calling del 1969 del gruppo It’s A Beautiful Day, ma i DP ne danno una versione sensazionale, matura, rotonda annullando così ogni perplessità, anche perché tutti, tutti (tutti!) i gruppi e gli artisti hanno “preso in prestito” parti musicali da altri musicisti.

Tim e la professoressa Stremmy - TT's School Rock: Deep Purple 2023-09-21 - Foto Stremmy & Marcya

TT’s School Rock: Deep Purple 2023-09-21 – Foto Stremmy & Marcya

Aggiungo che succede la stessa cosa anche per Black Night, il singolo (che non compare sul disco), che proviene dalla versione di Rick Nelson di Summertime, poi ripresa da The Blues MacGoos per We Ain’t Got Nothin’ Yet  e dai Deep Purple per l’appunto. Sono i due brani di In Rock che faccio ascoltare.

video Child In Time (filmed by The Stremmy Girl)

Due parole sul tour relativo, su Fireball comunque grande album ma schiacciato tra due capolavori e poi racconto del 1972, l’anno dei DP. La preparazione di Machine Head, Montreux, il Casinò che prende fuoco, il fumo sul lago.

TT's School Rock: Deep Purple 2023-09-21 - Foto Stremmy & Marcya

TT’s School Rock: Deep Purple 2023-09-21 – Foto Stremmy & Marcya

Faccio ascoltare Smoke And The Water e Highway Starr, poi parlo dl tour del 1972 e delle tre date in Giappone semplicemente sensazionali così come Live In Japan poi rinominato Made In Japan da cui faccio ascoltare la mervigliosa versione di Lazy.

video Lazy (filmed by Marcya P)

Il tempo scorre, accenno al fatto che nel periodo di maggior successo creativo e magia il gruppo crolla causa tensioni varie, Blackmore prova un progetto alternativo con Paice e Phil Lynott e che poi dopo il tour de 1973 Gillan e Glover se ne vanno. Entrano Hughes e Coverdale, si forma la Mark III ed esce Burn (faccio ascoltare la title track).

Chiaro che per il tipo che sono mi sarebbe piaciuto fare ascoltare pezzi obliqui, ma il tempo è poco meglio far arrivare ai giovani colleghi prima le pietre miliari. Via di corsa sulle ali di Stormbringer sorseggiando subito dopo Come Taste The Band e riassumendo in un minuto quello che successe dall’anno della reunion (1984) ad oggi.

Devi dire che è stata una delle School Of Rock più piacevoli, forse perché avendo avuto poco tempo ho più che altro improvvisato e mi solo lasciato andare. Il gentile pubblico sembra aver gradito tanto da farmi sentire a mio agio, come uno che trovi finalmente il suo posto nel mondo …certo non avevo la chitarra elettrica in mano, né stavo suonando le mie canzoni, ma la sensazione è più o meno la stessa. New York, goodnight!

video saluti e ringraziamenti

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I

Tim Tirelli’s School Of Rock

Il Johnny Weissmuller dei poveri e la mescolanza di pensieri

14 Set

Settimana di ferie spesa alla House Of Blues, tolgo le manette al cervello, mi libero dagli impicci, mi godo il caldo settembrino della Domus, nuoto, leggo, ascolto musica, vado fuori a cena … non fosse per la pausa del campionato per le nazionali sarebbe stata un settimana più o meno perfetta.

Avendo la maruga in (attenzione: Bodhran non ama questo termine) modalità free as a bird i pensieri circolano in piena libertà, svolazzano di qua e di là, si rincorrono, si mescolano senza nessun costrutto e per liberarmi di loro a me non resta che riversarli qui sul blog.

Mescolanza di pensieri

Colonia Agrippina

Mi sveglio, mi lavo, mi bevo un bicchiere d’acqua. Ogni tanto mi impongo il digiuno intermittente, seguo lo schema più facile (16 ore di digiuno, assunzione cibo dalle 13 alle 21). Il campanile di Borgo Massenzio batte le 8:30, riattivo il pc per controllare le news of the world; il Dell torna in azione e come prima cosa mi propone la foto del giorno: uno scorcio della città di Colonia.

Mi tornano alla mente i giorni passati in quella città in un inverno degli anni ottanta. Colonia mi piacque, così in questa dolce mattina mentre ascolto Memoirs Of An Officer And A Gentlement degli ELP (brano relativo al mese in cui siamo) ripenso al passato, a quello remotissimo legato alla città della Renania Settentrionale.

2062 anni fa la antica popolazione germanica degli Ubi si accordò con i romani e si insediò sulla sponda sinistra del Reno, il villaggio prese il nome di Ara Ubiorum e ben presto si trasformò in un centro militare romano. Dieci anni dopo Agrippina – moglie dell’imperatore Claudio e figlia di Germanico – volle che il villaggio fosse innalzato al rango di Colonia Romana, fu così che l’abitato prese il nome di Colonia Claudia Ara Agrippinensium (“la colonia di Claudio e l’altare di Agrippina”) conosciuta come Colonia Agrippina.

Colonia Romana Colonia Agrippina.

Colonia Agrippina (ricostruzione).

In quelle zone fu poi costruito uno degli acquedotti più lunghi dell’Impero Romano, 130 km di incredibile ingegneria. Verso la fine dell’Impero Romano, nel 455 dc, i Franchi conquistarono la città e ne fecero la loro capitale.

Nei giorni spesi a Koln mi divertivo a fare trite battute, mi versavo qualche goccia d’acqua addosso ed esclamavo “Ah, finalmente posso permettermi l’acqua di Colonia!”. Che nessi (come diciamo qui a Reggio nell’Emilia) che ero.

Colonia (Germania)

Colonia (Germania)

Rolling Stones’ new single “Angry” TTT¾

Nuovo singolo dei Rolling, che devo dire … non mi dispiace nemmeno un po’. Meno banale di quel che mi aspettassi e la melodia nella sezione con gli accordi (diciamo così) mi pare carina. Per gente che scrive pezzi da 60 anni e che ha 80 anni Angry è un bel prodottino, chapeau! Godibilissimo l’assolo centrale di chitarra, minimal ma con un senso Rock mica da ridere.  Mi piace anche il video, certo … vi è la bella pheega vestita di Rock che fa le mossettina su una decapottabile che attraversa la città assolata, ma il gioco con i video nei billboard dell’epoca è vincente. Ragazzi, che fighi i Rolling!

New Silent Footage

Dal nulla emergono nuovi filmati musicali senza audio, vengono caricati su Youtube e quel resta delle legioni di fan del Rock vanno in sollucchero: video amatoriali del Led Zeppelin di quella qualità non ve ne erano e sebbene siano senza colonna sonora vederli in azione è sempre un brivido.

Led Zeppelin live at the Dallas Convention Center Arena, April 1, 1977

Lo stesso dicasi per i Bad Company, gruppo quasi sconosciuto in Italia ma molto, molto amato su questo blog.

Bad Company live at the Dallas Convention Center Arena, May 20, 1977

The Boys Are Back In Town

6/9 degli Illuminati del blues si ritrovano alla Festa Dell’Unita Di Reggio Emilia per il tradizionale pre-sinodo di inizio settembre. Le Feste dell’Unità da anni sono una pallida copia di ciò che erano ma noi imperterriti continuiamo a tenere alta la tradizione. Cena nel ristorante “La Rezdora”, un giro per la festa e quindi dritti alla Domus Saurea, la nostra comfort zone. Il Rum, l’amaro Nonino e la birra Moretti rafforzano la brotherhood che ci lega come un fascio di catene. I temi affrontati sono i soliti: musica Rock, football, politica, pheeghe. Zakk ci prende sotto, essendo il nostro centurione (il Richie Kotzen di piazzetta San Giorgio tende al metal) ama parlare di gruppi e artisti che non si confanno alla confraternita, i probiviri sono zelanti, inflessibili, incorruttibili, per il Team Tirelli la musica Rock è una faccenda seria così Lollo Zakk rischia ogni volta l’espulsione.

The boys keep on coming back in town - settembre 2023 - da sx Mixi-Biccio-Liso-Tyrrell-Zakk-Pike

The boys keep on coming back in town – settembre 2023 – da sx Mixi-Biccio-Liso-Tyrrell-Zakk-Pike

Sir Lyson, come fosse un Gaspare, un Melchiorre, un Baldassarre, mi porta in dono una bottiglia di Gin al mirtillo. L’indomani alla Coop acquisto il necessario affinché i giorni di ferie diventino il Festival del Gin Tonic.

Gin Tonic necessaire - foto TT

Gin & Tonic Blues - foto TT

The Magic Number

Porto alla Festa dell’Unità di Modena Polly e, soprattutto, i suoi genitori ottantenni, due militanti del bel tempo che fu. Quest’anno la Festa ha purtroppo cambiato sede, ora cerca di adattarsi allo spazio dell’Ippodromo fuori città. Il feeling non è lo stesso ma non mi piace criticare troppo questo genere di feste, non è corretto o meglio è troppo facile; un tempo – negli anni ottanta e novanta – le Feste dell’Unità provinciali (che spesso diventavano Nazionali) di Reggio, Modena e Bologna erano eventi di gran rilievo e i concerti, i dibattiti, gli incontri politici, gli spettacoli erano di altissimo lignaggio. Tutto funzionava a meraviglia, gli stand gastronomici poi rispecchiavano benissimo la grande tradizione culinaria della nostra regione. Dopo anni, lustri, decenni a cui ci si è assoggettati ad un unica narrazione, quella del turboliberismo, del disimpegno, dell’affossamento della cultura a cui si aggiunge adesso il nauseabondo lezzo dell’imperativo dio-patria-famiglia e del populismo e maschilismo più beceri, in che modo può sopravvivere una istituzione come la Festa dell’Unità, quando i volontari calano e perlomeno metà della popolazione è assuefatta agli anti valori sbandierati in tutte le TV generaliste? Nonostante le Feste quest’anno siano aumentate del 17% (credo grazie all’avvento della Schlein e di una sfumatura più decisa e meno moderata del partito principale dell’opposizione) c’è ancor molto lavoro da fare per recuperare una credibilità da tempo sbiadita. Insomma, la FDU di Modena nella nuova sede non è userfriendly (e dai, non sbuffate, lo sapete che uso questi termini inglesi ironicamente) ma ad ogni modo eccoci qui ugualmente. Niente altro da aggiungere se non che nel ristorante in cui decidiamo di cenare ci fanno accomodare nel tavolo n.46, il magic number per la Yamaha Girl con la cresta bionda che siede qui con noi. Serata risolta, in fondo basta poco.

La Valentino Rossi del Rock and Roll - Festa dell'Unità di Mutina - sett 2023 - foto TT

La Valentino Rossi del Rock and Roll – Festa dell’Unità di Mutina – sett 2023 – foto TT

Saturday in Nonatown

Sabato mattina a Nonatown, il mio paese natio. Sbrigo le commissioni che ho in lista poi mi dirigo al Capolinea Cafè, nel centro commerciale sorto tra le antiche mura della ex grande fabbrica per la lavorazione del pomodoro poi diventata storica cantina sociale.

Nonatown

Nonatown

Noto un vecchio compagno di scuola delle elementari e delle medie seduto con amici ad un tavolino, saranno vent’anni che non ci vediamo, gli tocco un spalla, alza la testa verso di me, mi guarda con espressione incerta, gli chiedo “chi sono?“.

Dopo un secondo o due sorride ed esclama “Stefano!” (all’epoca in cui eravamo monelli il soprannome Tim non era ancora arrivato, lo fu giusto qualche anno dopo), ma il mio amico diventa in fretta meno formale e quando ci salutiamo affettuosamente aggiunge “ciao Tire“. Sorrido, ai miei tempi Stefano era il secondo nome maschile più usato, in classe ci chiamavamo così in cinque o sei, dovevamo pur distinguerci e allora via che si andava con troncature di cognomi o storture del nome proprio.

Sacchetti per l’umido

Mi reco in uno spiazzo adibito a parcheggio a Borgo Massenzio dove ogni lunedì un addetto della multiutility della zona consegna i sacchetti dell’umido agli abitanti della frazione in cui vivo ora. Arrivo in contemporanea di una signora, entrambi parcheggiamo diligentemente di fianco al furgoncino Iren. Aspetto il mio turno, arriva una macchina, l’autista non si preoccupa di parcheggiare, si ferma in mezzo all’area, scendono due uomini insieme ad una bambina, parlano una lingua per me quasi incomprensibile, l’accento meridionale è fortissimo; fanno per passarmi davanti, li fulmino con uno sguardo, benché siano due uomini ben messi (seppur sfatti) e io il solito slim magretto, retrocedono. Ritiro i sacchetti, continuo a guardare questi due australopitechi in braghe corte, infradito e dall’aspetto trasandato e la loro auto lasciata in mezzo al parcheggio con le portiere aperte e penso che l’umanità non ha futuro.

Il Johnny Weissmuller dei poveri

In questi caldi giorni di fine estate gironzolo intorno alla Domus, talvolta mentre ritorno e scorgo la piscina mi dico “‘mo vacca com’è grande!”, perché è vero, tendo a snobbarla; è un piscina esterna economica tuttavia quando la osservo in lontananza mi pare una gran bella patacchina.

Domus Saurea alias The House Of Blues – settembre 2023 – foto TT

Per cercare di sfruttare il più a lungo possibile l’acqua azzurra acqua chiara e dunque poter nuotare nell’acqua che diventa sempre più fresca decidiamo di acquistare due mute da sub; è così che in una bella mattina di sole ci troviamo in Viale Che Guevara (solo a Regium Lepidi è possibile trovare viali importanti dedicati a certi nomi!) davanti al Diving Center della città.

Viale Che Guevara – Reggio Emilia – settembre 2023 – foto TT

Due chiacchiere col titolare per spiegare cosa cerchiamo, per vantarmi di avere come amico per le palle un grande subacqueo italiano titolare del rinomatissimo Scilla Diving Center (il nostro Polbi insomma) e per capire che mute ci servono.

Guarda, del tipo che vi consiglio i colori sono: nero e blu per gli uomini (segue mio sospiro d’amore) e rosso e nero per le donne (segue mio singhiozzo)” … d’altra parte io e la umana che vive con me tifiamo per le due squadre di Milano (io la prima e lei la seconda).

Tutine da sub football version – foto TT

Così, una volta a casa mi trasformo nel Gianni Biancomugnaio (Johnny Weissmuller insomma) dei poveri.

Bad To The Bone (Il Johnny Weissmuller dei poveri) – settembre 2023 – foto Saura T.

*Johann Peter Weißmüller era uno degli eroi di mia madre

https://it.wikipedia.org/wiki/Johnny_Weissmuller

Serie Tv

_Painkiller (2023 Usa) – TTTT

Miniserie basata su fatti realmente accaduti a proposito delle terribili dipendenze da farmaci pericolosi immessi senza ritegno in commercio in nome del profitto. Gli USA sono un paese di melma.

_Who Is Eric Carter – (Usa2023) TTT¾

Miniserie di otto puntate con Evin Ahmad (Snabba Cash) come protagonista e siccome a me Evin piace molto non potevo non guardarla.

_Narcos (Usa 2015-2017) – TTTT½

Arrivo a Narcos in ritardo di alcuni anni, serie Tv ovviamente basata su fatti e storie reali (Pablo Escobar e i cartelli venuti dopo di lui in Colombia); tre stagioni che consiglio caldamente, è fatta benissimo. Attori molto bravi, Wagner Moura (Pablo Escobar) e Pedro Pascal (l’agente Javier F. Peña) su tutti.

Playlist

Coda

Spendo dunque così i miei giorni di ferie, facendo uno strappo alla regola e regalandomi due confezioni della mia droga preferita,

Droga per i giorni di ferie – foto TT

ammirando orgoglioso la mia bouganvillea,

Proud of my Bouganvillea – settembre 2023 – foto TT

mentre sulle note dell’omonima canzone dell’Edgar Winter Group contemplo il sundown di fine estate.

Sundown at the House Of Blues – settembre 2023 – foto TT

Tra qualche giorno non sarà più tempo di ferie, l’equinozio d’autunno è dietro l’angolo, scavallato il quale ci si troverà sulla discesa che porta all’inverno, ma va bene così, è iniziato il campionato, la mia squadra del cuore sembra frizzante e per sentirmi bene ho sempre i dischi del Texas Tornado su cui poter contare …

Johnny Winter, il Tornado del Texas.

Canicola agostana, qualche blues e una stella zeppeliniana

27 Ago

La vedo brillare lassù, Sirio è sempre uno spettacolo. In latino Sirius, in greco Séirios … “splendente”. La costellazione è quella del cane maggiore, da cui deriva il termine latino canicula (“piccolo cane”). Sirio si leva e tramonta con il sole da fine luglio a fine agosto, periodo associato alla canicola appunto. Per gli egizi la stella avvertiva (come un cane sempre sull’attenti) il periodo delle inondazioni del Nilo, per i Greci lo scintillio così potente poteva danneggiare i raccolti, alimentare la siccità e portare epidemie e rabbia. I Romani invece, per evitare gli effetti che pensavano nefasti della stella, sacrificavano un cane e una pecora. Il periodo in cui si tenevano queste cerimonie era detto “i giorni del cane”, dunque la parola canicula fu presto associata al caldo afoso.

Sirio in realtà è una meraviglia capace di regalarci suggestioni cosmiche. La osservo in queste ultime settimane di agosto dove qui in pianura il caldo ritorna prepotente, umido, totalizzante.

Sirio, la strella più luminosa

Ieri, sabato, è comparsa persino una nebbia mattutina imprevista. Procedere con la propria vita avvolti in questo caldo soffocante non è immediato, se ci si avventura all’aperto si seguono le linee d’ombra obbligate e non ci si augura null’altro che tornare a subire la condanna dell’aria condizionata.

Sono gli ultimi giorni di città semideserte, prendere il treno al mattino per recarsi al lavoro è piacevole, intere carrozze a tua disposizione senza il cicaleccio irritante di umani senza riguardi.

carrozze vuote – regionale Piacenza-Bologna fine agosto 2023- foto TT

Mi scappa l’occhio su di una storia di un mio contatto stretto instagram, la foto ritrae la donna in questione di schiena, mentre contempla il mare accanto ad una amica, la musica a corredo del post è Going To California dei Led Zeppelin. Quei 30 secondi musicali mi riempiono l’anima, quasi come fosse il mio primo approccio ad una gemma del genere. Felice nel constatare che la mia super amica si dia per una volta tanto a musica così splendente e si prenda una pausa da quella da depressi che ascolta regolarmente, vengo nuovamente rapito dalla bellezza della musica che da sempre amo infinitamente.

Il parallelo con Sirio è immediato: i LZ come mia stella guida, splendenti, brillanti, financo accecanti. Musica totalizzante, espressiva, articolata, perfettamente bilanciata tra testa e pancia. Ritornato alla house of blues corro nello studio, sfilo Physical Graffiti (le Terme di Caracalla del gruppo di Page) dallo scaffale e lascio partire il lato 3, per quanto mi riguarda il lato (di long playing) più riuscito della storia del Rock.

L’esoterica dicotomia di In The Light (Jones/Page/Plant – January–February 1974, Headley Grange), con l’alternarsi di luci e ombre, il senso del mistero e dell’ignoto alternato al pensiero solare e positivo del ritornello…

Bron-Yr-Aur (Page – July 1970, Island Studios, LondonLed Zeppelin III outtake) col suo immacolato arpeggio sulla chitarra acustica in accordatura aperta …

la spensierata e al contempo riflessiva Down by the Seaside (Page/Plant – February 1971, Island Studios, London – Led Zeppelin IV outtake), un quadretto dipinto con colori tenui ma ad alta intensità …

e infine la mirabolante Ten Years Gone (Page-Plant – January–February 1974, Headley Grange), mia canzone preferita in assoluto, un tessuto emotivo damascato, la forma Rock che si dilata grazie a capacità descrittive inusuali, songwriting siderale e la certezza che “sebbene il loro corso a volte possa cambiare i fiumi sempre raggiungono il mare” che nel mio vocabolario significa che se anche i sentieri intrapresi non siano esattamente quelli chi ti aspettavi, tu comunque porterai a compimento la tua vita.

Dopo tanta bellezza l’anima torna a riallinearsi, tutto sembra affrontabile e relativo e persino la spesa alla coop del sabato mattina appare sotto un’altra luce. Al Caffè Delle Antille, davanti alla torta di riso e al cappuccino, ripenso all’assolo di chitarra di Ten Years Gone del Dark Lord e con la donna che ho davanti affronto tematiche profonde, dove persino la “teoria del caos” appare tollerabile. Nel mezzo del mio solito comizio dove divento tutt’uno con i concetti che sto esponendo arriva un ex collega ormai in pensione della Yamaha Girl. Si abbracciano con grande affetto dopo di che si rivolge a me con un “E il Jimmy Page qui come sta?”. Nei meandri oscuri della memoria ripesco la sua presenza ad un nostro concerto alla Perla Verde di Savignano Sul Panaro (dal nome latino di persona Sabinius con l’aggiunta del suffisso di appartenenza -anus. La specifica si riferisce al fiume che scorre nei pressi.) e il suo grande apprezzamento alla nostra versione di Fool In The Rain.

Li guardo parlare fitto della loro azienda di appartenenza, di moto e dello stato attuale della loro vita. Repentino cambio di scenario: davanti al bancone gastronomia, mentre aspetto il mio turno contemplo l’interazione tra la commessa e un cliente che evidentemente conosce. Dentro alla sua polo a maniche lunghe e rossa della Coop la signora usa un tono confidenziale ma asciutto, usa un italiano quasi corretto ma l’accento spartano e un uso curioso delle preposizioni la collocano nei territori dell’est Europa. “Luciano” – uomo tra i sessanta e i settanta – invece sfodera il suo accento reggiano con un approccio bonario sebbene a tratti troppo enfatico. Sembrano amiconi, in realtà sono una commessa e un cliente che a furia di vedersi tutti i sabati hanno instaurato una sorta di rapporto, magari rafforzato da qualche casuale conoscenza comune. La signora pare al contempo contenta e delle proprie origini e della reggianità acquisita. Visto il bel mood in cui sono interpreto questa interazione come un filo di speranza per il futuro di una umanità in regredire.

Termino la spesa, torno alla Domus, sistemo il mio studiolo, penso al da farsi, a stasera e al fatto che che con Mario e la Patty andremo alla Festa dell’Unità di Reggio, ai prossimi giorni in cui dovrò tornare al lavoro e all’estate che con ogni probabilità avrà una brusca frenata.

Ma Sirio continua a brillare su di me, mi indica la via, corrobora l’umore e costato dopotutto che, come cantava Paul Rodgers, I’ve always been a believer in the good things of life.

E la mente torna alla side three di Physical Graffiti …

Then, as it was, then again it will be
And though the course may change sometimes
Rivers always reach the sea
Flying skies of fortune, each a separate way
On the wings of maybe, downing birds of prey
Kind of makes me feel sometimes, didn’t have to go
But as the eagle leaves the nest, got so far to go
Changes fill my time, baby, that’s alright with me
In the midst I think of you, and how it used to be

Did you ever really need somebody
And really need ‘em bad?
Did you ever really want somebody
The best love you ever had?
Do you ever remember me, baby?
Did it feel so good?
Cause it was just the first time
And you knew you would

Through the eyes and I sparkle, senses growing keen
Taste your love along the way, see your feathers preen
Kind of makes me feel sometimes, didn’t have to grow
We are eagles of one nest, the nest is in our soul

Vixen in my dreams, with great surprise to me
Never thought I’d see your face the way it used to be
Oh darling, oh darling
Oh, oh darling, oh yeah, oh darling

I’m never going to leave you
I’m never going to leave
Holding on, ten years gone
Ten years gone, holding on, ten years gone
I’m never, I’m never
Ooh, yeah

quel ritmo oscuro nella sua anima …

17 Ago

Ecco, in un lento pomeriggio di metà agosto mi capita di ascoltare Brownsville Girl di Bob Dylan, ne rileggo il testo e finisco per chiedermi se c’è qualcosa in questa mia vita che non sia tutto relativo. Nella canzone vi sono 17 strofe che mi strapazzano il cuore, tipo questa

Well, we drove that car all night into San Anton’
And we slept near the Alamo, your skin was so tender and soft
Way down in Mexico you went out to find a doctor and you never came back
I would have gone on after you but I didn’t feel like letting my head get blown off

o questa

Well, we’re drivin’ this car and the sun is comin’ up over the Rockies
Now I know she ain’t you but she’s here and she’s got that dark rhythm in her soul
But I’m too over the edge and I ain’t in the mood anymore to remember the times
When I was your only man
And she don’t want to remind me she knows this car would go out of control

Dylan canta di un viaggio di un uomo sballottato tra amore, perdita e redenzione. Relazioni passate, lunghi viaggi, il deserto statunitense, San Antonio, Amarillo e Brownsville … la vita che a volte in maniera repentina può prendere pieghe imprevedibili, i legami umani, l’amore … l’amore! Alla fin fine qualunque sia stata la vita che ci si è giocati, ognuno di noi non dovrebbe essere troppo esigente con sé (l’accento è voluto) stesso, se si sono vissute storie d’amore profonde non tutto è da buttare.

Dopo canzoni del genere mi sovviene di pensare che non posso proprio più accontentarmi, non posso ascoltare musica che sia al di sotto del livello di Brownsville Girl o per dire di Physical Grattifi dei LZ, dei Free, dei Little Feat, di Rachmaninov, non posso più leggere libri che non siano scritti da Hemingway, Jack London, Italo Svevo, Tolstoj e compagnia … ma come si fa, in un mondo che invece tende al ribasso?

Pur rimanendo un tipetto umbratile, ricco d’ombra e di blues dunque, con queste sollecitazione mi si aprono squarci di luce fortissima e con essa la voglia di sensazioni intellettuali forti, di emozioni che sappiano scuotermi tutto, di sbuffi di passione che sembrino lo smokestack lightning dei vecchi treni a vapore.

Vien voglia di accostare l’orecchio alle mutandine della far away eyes girl e sentire il mare, il respiro maestoso dell’universo, l’impeto dei vulcani che arrivano dal centro della terra e che ribollono di lava incandescente.

Ci mancavano solo questi fiotti di passione fisica e intellettuale in questo quieto post ferragosto, sono così suggestionato che qui dalla finestra dello studiolo della house of blues mi pare di sentire i gabbiani, eppure da qui al mare ci sono sono perlomeno 170 km. Cerco di sintonizzare meglio l’orecchio, adesso quello che sento sono solo le cicale e il sussurrare inquieto dei campi non coltivati a dovere

House Of Blues – campi – agosto 2023 – Foto TT

sotto l’occhio attento di fenicotteri blu. Just another summer at the Domus Saurea.

Fenicottero blu(es) – House of Blues agosto 2023 – foto TT

SERIE TV

_Hit And RunTTT¾

Un uomo alla ricerca della verità riguardante la morte della moglie si ritrova intrappolato in una pericolosa rete di segreti e intrighi che si estende da New York a Tel Aviv.

Lior Raz è un attore che mi piace molto e anche questa volta interpreta da par suo il personaggio che meglio gli viene.

_The Sinner – TTTT (2018-2022)

4 stagioni da 8 episodi ciascuna, 4 gialli di classe formulati magnificamente.

Bill Pullman interpreta il Detective Harry Ambrose, un arguto uomo di blues che non può che affascinare chi gironzola intorno a questo blog. Ho guardato fino ad ora le prime due stagioni e le ho trovate davvero ottime.

FILM:

_Morto per un Dollaro (2022 – USA) – TTT¾

Western di Walter Hill (al quale qui siamo tutti legatissimi) girato nel Nuovo Messico:

Chihuahua, 1897. Il cacciatore di taglie Max Borlund viene ingaggiato per trovare Rachel Price, la moglie dell’imprenditore Nathan Price. Tutti credono che la donna sia stata rapita da Elijah Jones, un disertore afroamericano, e che sia tenuta in ostaggio in Messico. Tuttavia, le ricerche di Max lo portano a scoprire che Rachel è fuggita volontariamente dal marito violento per stare con Elijah, di cui è innamorata. Sulle tracce di Max, intanto, si è messo Joe Cribbens, un fuorilegge che il cacciatore di taglie aveva consegnato alla giustizia anni prima.

Tra gli attori Christoph Waltz (Max Borlund) Willem Dafoe (Joe Cribbens).

_Empire Of Light (2022 UK-USA) – TTTT

Storia obliqua di vita comune ambientata nel 1980 in un paese della costa sud inglese, gran bel film.

Olivia Colman (Hilary) bravissima.

LIBRI

_Julia Alvarez “Il tempo delle farfalle” (1994 – Giunti 2019) – TTT

La storia romanzata delle sorelle Mirabal, le farfalle  della resistenza clandestina, figure chiave della liberazione dominicana dalla feroce dittatura del generale Tujillo. Il tema mi è caro, ma il libro non mi ha preso come pensavo. Credo sia stata la mano femminile del romanzo ad avermi trattenuto, il che mi sorprende visto che ho sempre letto con trasporto le opere di Isabel Allende ad esempio …chissà perché questa volta non mi è scattato il fervore.

PLAYLIST

CODA

Sabato scorso, da Happy Casa a Nonatown, obbiettivo: comprare un materassino di scorta per la piscina a basso costo; giro per le corsie e nel reparto dedicato all’estate mi cade l’occhio su un rimorchiatore giocattolo. Ora, da sempre ho una nostalgia canaglia per il rimorchiatore che avevo da bambino, non ho foto a colori che possano testimoniarlo ma giurerei fosse blu, rosso e giallo. Lo vedo lì sullo scaffale e decido di comprarlo. In diverse occasione negli anni passati mi soffermavo a osservare i rimorchiatori che trovavo nei negozi bazar delle località marine ma ebbi sempre il buon senso di evitare l’acquisto. Stavolta semplicemente non riesco. Arrivo alla Domus e fiero lo metto in acqua … guardarlo mi fa sentire (per un momento) sereno.

Ah, questo ricercare la sensazione di felicità del passato, gli happy days che ognuno di noi si porta dentro …è tutta una illusione, come quando ricompravo le nuove edizioni di dischi che nella giovinezza avevo amato moltissimo o di fumetti per cui il Tim adolescente stravedeva (Ken Parker, Mr No, Zagor, Il Comandante Mark, L’Eterenauta, Dago … ).

Eccolo qui il mio nuovo rimorchiatore …

Rimorchiatore – Domus Saurea agosto 2023 – Foto TT

se chiudo gli occhi mi sembra di ritornare al Lido Di Pomposa decenni fa

Tim e il rimorchiatore – Lido di Pomposa – anno imprecisato – Foto Mara Imovilli (sono il terzo da sinistra, mia sorella Lalli quarta da sinistra).

Lascio il rimorchiatore galleggiare nell’acqua azzurra, mi apro una Corona ghiacciata, tiro fuori i cofanetti dei Little Feat e mi metto ad inseguire la slide di Lupetto Giorgio.

Nonantola Slim – House Of Blues, Agosto 2023 – autoscatto

Una mattina al caffè del vecchio Jusfèn* (il nero)

2 Ago

Ecco, non mi dispiacerebbe avere vicino a me un caffè un po’ retrò dove rintanarmi ogni tanto, un caffè diverso dai tanti bar odierni sempre più anonimi e sempre meno suggestivi … ci fosse, ordinerei un cappuccino, un krapfen o una svedese (ma anche una danese o una norvegese andrebbero bene) o anche una fetta di torta di riso, sulla Gazza leggerei le due pagine dedicate all’Inter, poi ordinerei un caffè espresso. Sfoglierei i libri che avrei portato con me, aprirei il block notes, cercherei di mettere su carta i pensieri che mi passano per la maruga*. Magari verso mezzogiorno ordinerei un toast, un’insalata, una belgian blanche ghiacciata, poi una coppa di frutta fresca e per finire un Rum on the rocks con la fettina di limone (il lime è per le nuffie). Passare insomma mezza giornata in una comfort zone che non siano le mura tra cui vivo. Due battute col vecchio Jusfèn, quattro chiacchiere con gli avventori che avrei finito per farli diventare figure famigliari e magari incontrare gli amici che si fermano lì quando sono nei paraggi. “Dai Jaypee, vin chè ca bbòm quel, sa vot, ‘na coca cola o un amaro Nonino? Et sintùu cal bootleg ed Johnny Winter ca tò mandèe?” (Dai Jaypee, vieni qui che beviamo qualcosa, cosa vuoi, una coca cola o l’amaro Nonino? Hai poi ascoltato quel bootleg di Johnny Winter che ti ho inviato?).

E così starmene lì a vedere l’estate passare, a contemplare gli sbagli fatti, a valutare l’uomo che sono, a sbirciare dalle vetrate le nuvole che scivolano sul cielo azzurro e ad aspettare la far away eyes girl.

Poi, come spesso accade nella mia maruga, mi avvierei verso la stazione, salirei sul primo treno merci che porta al sud, là sino alla fine della strada.

Freight Train at Regium Lepidi train station – luglio 2023 – foto TT

Il fischio del treno mi terrebbe compagnia, così come l’ostinato ritmo dato dallo sferragliare sui binari.

Arriverei a sera inoltrata in una stazione di raccordo, chiederei da quanto è partito l’ultimo treno della sera,

cercherei una sistemazione per la notte in una stamberga lì vicino, una di quelle con la vecchia insegna al neon la cui intermittenza tiene compagnia tutta la notte e al mattino mi risveglierei al solito posto, con la sveglia delle 6:30 che mi ricorda l’incipit di una mia vecchia canzone: “(Ecco) un’altra mattina di merda”

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TRENI LOCALI “Sotto Tiro” (© Stefano Tirelli – SIAE 1995)

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*JUSFEN / SMOKEY:

Giuseppe –  nel dialetto emiliano Ióffa, diminutivo Jusfèn. La semiconsonante J (i lunga, che non è la jay inglese, porca miseria!) si pronuncia più o meno come la i (nei tempi andati si trattava di una variante grafica) ma a seconda delle zone la j ha una pronuncia più o meno caratterizzata, rispetto alla i normale probabilmente più suadente.

Smokey – nello slang della zona dei monti appalachi significa vecchio uomo di colore

(Tim Tirelli)

* MARUGA:

Marùga: in italiano testa, capo. Termine sardonico che non si limita a indicare una parte anatomo-scheletrica ma ne intende pure le qualità intrinseche. Avere della marùga significa infatti utilizzarne al meglio le proprietà intellettive concernenti, come si evince facilmente nell’esempio colloquiale ‘Se lò al zòga un càregh, tè dagh na sflènga se n’t ghe brìsa da struzèr! Dròva la marùga, gabiàn!’. La marùga è quindi la testa nel senso più ampio di intelligenza, oltre che semplice contenitore osseo di poltiglia grigia. Ancora più impattante può essere l’utilizzo del termine marùga in avvincente tandem con la locuzione ‘avèr (o avèregh) dal capèss’, ovvero possedere il rarissimo dono del comprendonio. Un esempio di potente espressività è rintracciabile nella frase: ‘Me fiòl a scòla al ciàpa sol di quàter, chl’imbambì… a g’ho dètt ed druèr la marùga, ma mè a g’ho indavìs c’an gàpia brìsa dal capèss, cumpàign a c’la chèvra ed so mèdra…’. Si evince perciò che le sinapsi del capèss si trovano all’interno della marùga (assioma). Come dicevamo poc’anzi, la marùga non ha però soltanto accezione di ‘intelligenza’ ma può anche semplicemente significare ‘il capo’ nel senso di testa.

Il vocabolo si può quindi utilizzare anche nel senso più diretto, meno lato: ‘La muièra ed Gibertèin l’è ‘na batidòra da quand l’era zòvna. A Camp’sant is l’arcòrden incàra…l’as fèva dèr da tòt in paès, angh fèva schìva gninta, t’en fèv mènga in tèimp a dìr ‘scòlta’ che lè l’era bèle a gambi avèrti…adèsa al pover Gibertèin al g’hà na curòuna ed còren inzèma a la marùga c’an pàsa piò da la porta…’. Se la marùga dovesse presentare dimensioni notevoli, allora viene simpaticamente definita ‘mazòca’ (da cui mazucòun: possessore di ingente marùga con misura che va dal 60 in su). Nell’evenienza invece di una testa completamente pelata (lòstra come ‘na bòcia da bilièrd), non si dirà marùga ma piuttosto zòca plèda. Marùga quèdra, in senso di nativo di Reggio Emilia, è raro. Molto più frequente l’universalmente comprensibile testa quédra.

(di Stefano Piccagliani – dalla Gazzetta di Modena 2018)

◊ ◊ ◊

Il caffè di Smokey Joe dunque qui non c’è, così quando la mia comfort zone non sembra più essere tale, dopo una giornata di lavoro e di turbolenze spirituali, risalgo sulla blues mobile e riparto ad inseguire una morbida scia. La Sigismonda è sintonizzata stranamente su un album degli UFO che non amo particolarmente, fu infatti un discutibile e goffo tentativo di inserirsi nella scia dell’hair metal statunitense degli anni ottanta, tuttavia la voce di Phil Mogg ha sempre un ascendente su di me e allora eccomi trasportato dal pezzo in tonalità minore dal titolo che mi si addice

per poi tornare adolescente e perdermi nei sogni un po’ retorici e malinconici …

Tangenziali, zone industriali, campagna nera, circumnavigo intorno alle mie due città. L’abisso della notte sembra irretirmi, il nido di stelle si perde e svanisce in lontananza, là dietro a galassie sconosciute.

blue highway by night – località Molino di Gazzata (RE)- foto TT

Ma poi il blues feroce si placa, la pressione sull’acceleratore diminuisce, il furore si stempera, una barlume di quiete ritorna a governare i tre uomini che sono, Ittod si eclissa, Tim rimane silente e Stefano decide di tornare alla House of Blues, la casetta derelitta in cui vivo.

Una doccia, un Southern Comfort on the rocks, un disco … vediamo se Miles mi risistema l’animo prima di andare a dormire.

 

Blues Explosion

22 Lug

In questa estate ansimante leggo un articolo sul de-bunking, quando sei amico di uno come Look B. certi link ti arrivano addosso con la potenza di un fulmine:

Chi crede alle fantasie di complotto è semplicemente una persona che non resiste al fascino delle storie, su cui ha presa più la spiegazione “narrativa” del fatto, che quella scientifica. Il debunker razionale in questo scenario appare come un guastafeste, colui che rovina quella sensazione di “essere depositario di una verità particolare” che prova chi è affascinato dalle fantasie di complotto.”

In questi ultimi tempi io sempre più spesso mi sento un debunker (sostantivo elegante che per quanto mi riguarda potrebbe essere sinonimo di “cagacaxxo”), perché scopro che non riesco più a stare zitto, anche per quanto riguarda faccende futili. Qualcuno cita antiche credenze? Qualcuno è scaramantico? Qualcuno cita le assurdità della bibbia? Qualcuno mette in campo la superstizione? Invece di fare spallucce, di non farci caso, di farmi scivolare tranquillamente addosso quelle sciocchezze io salgo in cattedra, confuto, sputo fuoco e fiamme e riduco in cenere quelle baggianate.

E certo, come dico spesso rischio di diventare una macchietta, ne sono conscio, ma a questo punto …“cioè, sai che cosa ce ne frega a noi?”. Come dice la Sabba, meglio andare sopra le righe che rimanere troppo sotto.

Diventare uomini di una (in)certa età è dunque pericoloso, perdi ogni filtro e va a finire che rischi la vita per colpa del blues, come diceva una mia vecchia canzone …

Ti metti a bisticciare con i patiti dell’heavy metal, con i chitarristi jazz pretini, con chi nega il cambiamento climatico … per non parlare di chi ha idee politiche, non diverse dalle tue ma, insostenibili. E allora, in quei momenti, avviene una esplosione di blues che poi è difficile far rientrare … ci vuole qualche energica nuotata, soquante belgian blanche, un Moscow Mule preparato dalla Mar, un amaro Nonino on the rocks e magari una ragazza giusta che ci sta.

THE EQUINOX live a Quercioli 15/07/2023

Gli Equinox tornano on the road e lo fanno a Quercioli, una località vicino a Regium Lepidi, in uno dei centri ricreativi più belli della città.

Purtroppo abbiamo dovuto portare noi l’impianto non essendoci appunto nessun service e dunque nessun fonico a gestire gli aspetti tecnici. Questa è una vera maledizione per gli operai del Rock che siamo e sempre più spesso si finisce per chiedersi “ma ne vale la pena?”. Direi di no, impiegare dalle 17 alle 19:40 a montare la nostra strumentazione, l’impianto e cercare di fare suoni decenti sotto la randa del sole (come diciamo qui dalle nostre parti) è davvero uno sport estremo.

The Equinox – Quercioli (RE) 15/7-23 – foto Tim T.

Se non altro qui a Quercioli una volta fatto siamo riusciti a tuffarci in piscina, il che ha aiutato parecchio. Una pizza (per il cantante metrosexual ovviamente una insalatina), una birra e alle 21,45 esatte sul palco.

The Equinox – Quercioli (RE) 15/7-23 – foto Federica Pratissoli

Il medley iniziale, poi Heartbreaker, Black Dog, Dazed, Nobodys’s Fault. Il caldo è opprimente ma l’inizio è energico. Nostra Signora di Guadalupe si mette poi alle tastiere, MM Hop e SIBLY. Il gran caldo unitamente agli sforzi fatti nel pomeriggio comincia a farsi sentire, stare sul palco è dura. Finita What Is And What Should Never Be, dopo un veloce consulto col gruppo, decido di togliere dalla scaletta Moby Dick e Hot Dog … inizio a perdere qualche colpo, lo si evince in The Song Remains The Same e Kashmir. Prendere in braccio la doppiomanico per Stairway To Heavern è spiritualmente difficile. I manici sono bagnati causa umidità e sudore, suonare non è piacevole, tuttavia in qualche modo portiamo a casa anche il pezzo per eccellenza.

The Equinox – Quercioli (RE) 15/7-23 – foto Federica Pratissoli

Sono spossato e non lucidissimo così mi dico: “sai cosa c’è mio caro Tim Tirelli, ma che cazzo te ne frega, butta la mano e succeda quel che succeda”. Dopo questa breve seduta psicoanalitica tutto diventa più facile, suono senza più pensieri, è il momento del piombo zeppelin, dunque let it bleed. Whole Lotta Love including Going Down, Communication Breakdown con la presentazione del gruppo e Rock And Roll. Il finale è scoppiettante. Qualcuno chiede persino un bis e allora via che si va con Thank You e il relativo lungo assolo finale condito dall’effetto Larsen e dal feedback che in chiusura creo sfregando la povera Les Paul contro il Marshall.

The Equinox – Quercioli (RE) 15/7-23 – foto Federica Pratissoli

E anche questa è andata, la organizzatrice si è detta molto contenta, ha addirittura aggiunto che siamo il miglior gruppo ad avere mai suonato lì da loro, anche la mia compaesana Marzia R, venuta da Nonatown – il mio paese natale – si è mostrata entusiasta, ci ha fatto così tanti complimenti che mi ha colpito dritto nel cuore. Al di là dell’aspetto tecnico, fa piacere che alcune persone capiscano lo sforzo che facciamo nel cercare di ricreare il sound e il “senso” dei Led Zeppelin, perché è questo che io voglio … portare sul palco sincerità e passione e distanziarmi dalle tribute band del gruppo di Page che ne danno una versione farlocca che vira sull’heavy metal.

E’ l’una passata, ora ci tocca smontare tutto e ricaricare le macchine, ma va beh, lo sappiamo, è la dura legge che scandisce la vita degli uomini e delle donne di blues.
New York … goodnight!

SERIE TV

_Fauda (2015-2023 Israele) TTTT½

I suggerimenti del mio amico Jaypee li prendo sempre sul serio, siamo allineati su molti aspetti, così quando mi ha invitato a guardare FAUDA non ho esitato. Questa serie TV è superba, cruda, ben fatta, dal carattere Israeliano, a volte la schiettezza ti arriva come una lancia nel costato. Gli attori mi paiono molto bravi, in primis Lior Raz che interpreta il personaggio Doron Kavillio, (da wikipedia) attore e sceneggiatore israeliano, ex membro delle forze speciali, è meglio noto come co-creatore e interprete della serie di Netflix Fauda, incentrata sulle vicende di una squadra di agenti israeliani bilingue che si infiltrano in Palestina per prevenire attentati.

Quattro stagioni da 12 puntate l’una. Per quanto mi riguarda, imperdibile.

Ps: ho aggiunto il nome Doron alle mie generalità, da adesso dunque sono: Stefano Leroy Lowell Doron Tirelli, detto Tim (o Team). Sì, lo so, ho grossi problemi.

PLAYLIST

CODA

Siamo nel bel mezzo dell’estate, la piscina esterna mi aiuta a tenere al fresco la mia worried mind e i miei blues, uno di questi ce l’ho a causa di Romelu Lukaku, mi ha spezzato il cuore e non mi do pace; la mia amica Mar è in vacanza, la Stremmy Girl è alle prese con le sue solite peripezie e dunque a me non rimane altro che rileggermi i testi dei Firm, uscire con i ragazzi …

The Boys Are Back In Town Pike, Tim, Liso, Jaypee – Luglio 2023 – Foto ST

e bearmi all’ombra di uno dei migliori suoni di chitarra mai registrati … courtesy of Peter Green 1967.

Giunti a questo punto il vostro uomo di blues preferito vi benedice tutti nel nome del blues e vi lascia con una variazione sul tema: chissà se davvero i fiumi sempre raggiungono il mare.

Uomo di Blues, Luglio 2023 autoscatto

TT’s SCHOOL OF ROCK V: Eric Clapton

2 Lug

Come scrivo ogni volta che affronto questo tipo di articoli, lavorando in un’azienda come quella per cui lavoro uno dei miei compiti è anche quello di tenere alcune lectio magistralis (e sia chiaro, lo scrivo con tutta l’autoironia possibile) sulla musica Rock. D’altro canto il presidente me lo disse già durante il colloquio due anni e mezzo fa: “In caso scegliessimo te, sappi che ti chiederò di tenere lezioni sul Rock per i colleghi”. Eccomi dunque qui per la nuova “school of Rock”. Siamo ormai arrivati al quinto episodio, da tenersi come sempre dalle 18:15 alle 19:30 nella – a me tanto cara – Sala Blues, la sala riunioni informale,  la sala “where the dreams come blue”, capacità: 25 posti a sedere.

Sala Blues – foto Tim Tirelli 2021

Un pubblico dunque selezionato che si prende la briga di fermarsi in azienda dopo l’orario di lavoro per ascoltare storielle e brani musicali di gruppi del bel tempo che fu. In questo solstizio d’estate viro verso il Rock in senso stretto, ci affranchiamo dal prog rock delle ultime puntate (Genesis e ELP) e ci buttiamo sul primo eroe della chitarra, Eric Clapton.

Alle 17:30 sono già sul posto, sistemo gli ellepì, i CD, controllo gli appunti e mi siedo su di una poltroncina in attesa dei colleghi. La prima ad arrivare è Lady J, una che fa parte del Team Tirelli, il giro di colleghe e colleghi che tendono ad avere affinità elettive con l’uomo di blues che sono. Lady J è una giovane donna a cui credo di aver fatto scoprire Ten Years Gone dei LZ, da allora gironzola con interesse intorno a quel tipo di Rock, cerca ci carpirne l’essenza e di collocare quella musica stellare nel tempo e nello spazio. Non è un “lavoro” (come diciamo qui in Emilia) da tutti.

Lady in The Belly Of the Whale – TT’s School Od Rock – giugno 2023- foto TT

Poco dopo le 18:15 faccio l’appello, ringrazio il gentile pubblico presente e inizio con l’introduzione.

TT School Of Rock – E. Clapton – 22/06-23 – Foto Lady In the Belly

Da dove viene la musica che tanto amiamo, come si trasforma e che cavolo di impatto riesce ad avere sulle nuove generazioni giovanili. Entriamo poi nel vivo parlando di Eric Clapton, analizzando persino il significato del nome: Eric, dal norvegese antico “Re” o “Unico Re”, e Clapton dall’inglese antico “Collina Rocciosa”. Azzardo una traduzione italiana foneticamente efficace: Re Collepietra, tra l’ilarità dei miei giovani colleghi. Un po’ di storia, la madre che ha una relazione con un militare canadese che finita la guerra tornerà nel suo paese d’origine, lui che cresce con i nonni materni, lui che a 13 anni prende in mano la chitarra ma la abbandonerà quasi subito per poi innamorarsene qualche anno dopo, la scoperta del blues, i primi gruppi e poi i “Gallinacci”. Un veloce accenno anche all’uomo oltre che al musicista, uomo tutto sommato mediocre che tra l’altro nel 1976 e nell’era Covid se ne uscì con dichiarazioni imbarazzanti. 

spezzoni Intro & Yardbirds 

Quindi l’avventura con John Mayall & The Bluesbreakers il cui l’album omonimo del 1966 inaugura la stagione dei chitarristi, saranno questi per alcuni anni a diventare le figure principali di molti gruppi Rock.

TT School Of Rock – E. Clapton – 22/06-23 – Foto Lady In the Belly

Il suono di chitarra dell’album con Mayall è, per l’epoca, sensazionale: è la prima volte che un sound del genere viene registrato grazie alla combinazione della chitarra Gibson Les Paul e dell’amplificatore Marshall 1962 (rinominato Bluesbreaker). Grazie al sound rotondo, distorto e al contempo cremoso che Clapton riesce a creare e alla perizia chitarristica, appare su un muro a Londra la citatissima scritta “Clapton is god.” L’album non fa nemmeno in tempo ad uscire che Clapton è già pronto per un nuovo capitolo della sua carriera; insieme a Ginger Baker e Jack Bruce forma infatti i Cream grazie ai quali comincia la stagione dei grandi gruppi Rock

TT School Of Rock – E. Clapton – 22/06-23 – Foto Lady In the Belly

Blues progressivo, Hard Rock, psichedelia e spazi per lunghe improvvisazioni si mischiano fino a deflagrare in una sorta di Rock Blues cosmico.

TT’s School Of Rock V – Eric Clapton – Giugno 2023 – Foto Stremmy Girl.

Tre album da studio (il terzo, doppio, è per metà dal vivo) e un paio di live che fanno sobbalzare il mondo del Rock che sta delineandosi.

Spezzoni Video John Mayall’s Bluesbreakers & Cream 

Terminata l’esperienza Cream, Clapton inizia a distanziare sé stesso dal buraccione del guitar god, si getta  capofitto nel genere “americana” che inizia a definirsi con “Music From The Big Pink” (1968) della Band. Tra il 1969 e il 1970 forma i Blind Faith con Stevie Winwood, i Derek & The Dominos, collabora con Delaney & Bonnie, registra un buon primo album solista che rimane comunque interlocutorio per poi precipitare in un biennio buio. 

Riemerge nel 1974 con l’album solista 461 Ocean Boulevard grazie al quale compie la singolare trasformazione da chitarrista a rockstar a tutto tondo. Se ci pensiamo è l’unico che è stato in grado di reinventarsi così.

TT School Of Rock – E. Clapton – 22/06-23 – Foto Lady In the Belly

Da lì in poi il Clapton solista torna ad avere un grande successo, oltre all’album del 1974 vi è quello del 1977, Slowhand, ad essere uno dei più venduti. Nel 1980 esce il doppio live Just One Night registrato al Budokan di Tokyo nel dicembre 1979, disco dal vivo assai importante per quelli della mia generazione.

TT School Of Rock – E. Clapton – 22/06-23 – Foto Lady In the Belly

Fino al 1983 fa buoni album, poi incontra Phil Collins ed è la fine, arrivano i dischi di plastica (per quanto ascoltabili), i completi di Armani e la musichetta anni ottanta. All’inizio degli anni novantail suo “Unplugged” (fortunata serie di dischi dal vivo voluta da MTV) spopola e solo in USA vende più di 10 mln di copie … è un disco gradevole, le versioni di Layla e di Tears In Heaven sono ben fatte, ma il blues che riempie tutto il resto è troppo perfettino, pulito, quadrato, per quanto ben suonato. Quel tipo di blues che in quegli anni avrebbero potuto ascoltare anche le nostre zie e i supermanager dell’epoca dentro alle loro costose BMW con solo due o tre cd, Brothers In Arms dei Dire Straits, il primo solista di Sting e l’Unplugged di Clapton appunto. Nulla di male, per carità, ma il blues e il Rock forse erano un’altra cosa.

E qui vi rimando ad un articolo del 2021 che scrissi qui sul blog …evidentemente questo è un tema a me molto caro:

https://timtirelli.com/2021/03/06/quel-maledetto-adesivo-dei-grateful-dead-attaccato-alla-cadillac/

Dopo l’unplugged Clapton pubblica altri dischi, alcuni più che dignitosi ma in sostanza si trascina sino ai giorni nostri.

Spezzoni SOLISTA

Termina più o meno così la mia miserella School Of Rock su Eric Clapton. I colleghi e le colleghe sono come sempre generosi/e nel regalarmi un applauso convinto …

Spezzoni – THE CLAP

e qualche battuta gentile:

Gabri: “La mia prima lezione e l’ho adorata!”

Chris: ” Grazie tante Tim! Cazzo…non conoscevo la storia dei Cream …li ascolterò”

Lady J: ” In un paio di momenti ho sentito i brivido e mi sono proprio emozionata”

Il prossimo appuntamento si dovrebbe tenere vicino all’equinozio di settembre. Thank you boys & girls.

Foto di Lady J & Stremmyy Girl / Video di Lady J.

◊ ◊ ◊

la School Of Rock sul blog:

TT’s Schol Of Rock Episodio 3 è contenuta all’interno di:

Il terrore del sabato mattina e altri blues assortiti.

Young boy blues

20 Giu

Io sogno e ritrovo il me stesso adolescente; nel delirio onirico mi vedo molto più bello di quello che in realtà ero, una sorta di me stesso rifatto con una di quelle app che ti trasformano in un giovane protagonista di un cartone animato giapponese.

Tim nei sogni di Tim

Tim nei sogni di Tim

Nel sogno il mio avatar rivive episodi del mio lontanissimo passato … allora mi piaceva molto un ragazzina più giovane di me, lei stava al gioco, in qualche modo flirtava con me, andavamo al parco, mi teneva la mano, mi dava qualche innocuo bacetto, io mi perdevo tra i suoi lunghi capelli. Ero un giovanissimo uomo di blues alle prese con i primi imbarazzi amorosi, benché lei non si esponesse mai troppo in qualche modo gradiva la mia compagnia e il mio inesperto corteggiamento, mi stava appresso, mi cercava, stava bene con me ma non appena ne aveva l’occasione scappava da un ragazzo molto più grande di noi che se ricordo bene abitava in un città più a nord. Io rimanevo lì a rimestare le mie malinconie e a forgiare col ferro e col fuoco il mio povero animo blues. Mi dicevo, va beh, allora basta, ma non riuscivo a mantenere la barra dei miei pensieri a dritta così inevitabilmente tornavo sui miei passi e finivo per tornare a pensare a lei.

Nel frattempo cercavo di distrarmi, vi era un’altra ragazzina, ancora più giovane dell’altra, con cui mi sembrava di avere quelle che anni dopo avrei chiamato affinità elettive. Esile come me, sinuosa, dall’approccio alternativo, per me bellissima. Ci frequentammo da amici per un po’, le caldi estati della pianura emiliana facevano da sfondo alla nostra amicizia particolare. Quando in vacanza ci scrivevamo lettere e fu per me una meraviglia leggere in un paio di esse “io ti amo!”, tuttavia non successe mai nulla, vi era tra di noi una sorta di relazione senza che ci fosse una relazione. Certo, eravamo ragazzini, adolescenti, “relazione” era un termine da grandi, ma d’altra parte una volta lei mi disse: “non dobbiamo dirci nulla, non dobbiamo aggiungere nulla, tra noi tutto è sottointeso!”. Pensai fosse una frase fantastica, e pensai a lei spesso, a volte riuscivo persino a dimenticare l’altra ragazzina coi capelli rossi. Sì, non successe mai nulla, almeno che io ricordi e intanto i mesi, gli anni passarono, anche nei sogni odierni.

Ed è così che mi sveglio, mi trascino in bagno e, annebbiato ancora da quei ricordi vividi, non riesco a riconoscere quell’uomo che mi guarda dallo specchio.

Uomo di Blues - dicembre 2022

Uomo di Blues – dicembre 2022

FILM

_The Salvation (2014 DK) – TTT¾

1870 in America, un colono danese decide di vendicare l’assassinio della sua famiglia. Bel western “scandinavo” che in qualche modo ricorda il mondo di Sergio Leone.

Mads Mikkelsen è un attore che mi piace molto e dunque il mio giudizio più che positivo potrebbe essere contagiato da questa ammirazione.

_La Ragazza Di Stillwater (USA 2021) – TTT¾

Questa pellicola narra di un dramma familiare che si svolge tra l’Oklahoma e Marsiglia, un padre tenta di provare l’innocenza della figlia condannata per omicidio. Bravi gli attori, riuscita la contrapposizione tra il vecchio e il nuovo mondo, buona la resa, poca retorica e la realtà dipinta come si deve.

_Blood & Gold (Germania 2023) – TTT½

Primavera del 1945, i nazisti stanno per perdere la guerra, in quel contesto un disertore tedesco ed una contadina cercano di sopravvivere mentre un gruppo di spietati nazisti è alla ricerca dell’oro di una famiglia di ebrei. Vi è un approccio alla Tarantino in questo film che secondo me vale la pena vedere.

_Lo Strangolatore di Boston (USA 2023) – TTT½

Prima metà anni sessanta, Loretta McLaughlin – giornalista del Record American di Boston, indaga su una serie di omicidi misteriosamente collegati. Basata su fatti realmente accaduti. Sono un fan dei Rolling Stones, uno dei miei primi gruppi si chiamava Midnight Ramblers, non potevo non guardare questo (bel) film.

PLAYLIST

CODA

E’ il solstizio d’estate, i campi di grano, i campi di cocomeri, le rotoballe di fieno, un altro semestre già volato via,

haybale-summer-sun-farming-countryside-poems

l’Inter che esce col blues dalla finale di Champions League, io e la Marzia in pausa pranzo alla mensa dei preti o in quella dei ferrovieri, le prove con la band per il concerto del 15 luglio a Cavriago, le serate con gli amici sotto alle lucine gialle del bersò, l’amaro Nonino on the rocks con la fetta di limone e la potente spinta del blues che, in braghette corte, zoccoli adilette e maglietta dei Led Zeppelin mi spinge ai confini delle campagne con lo sguardo rivolto là, lontano oltre le colline.

Passionate man blues

7 Giu

OUVERTURE

Apro gli occhi, controllo la sveglia, sono le quattro del mattino. Minnie, la gattina riconoscente, se ne accorge e diligentemente viene a posizionarsi tra il mio braccio e il mio petto. Inizia a fare le fusa in maniera discreta, dimostra a se stessa e al sottoscritto quanto sia stabilmente felice di aver trovato, quattro anni fa, un approdo sicuro e un umano che la nutre e la protegge. Nel buio della notte dapprima contemplo il soffitto, poi la maruga si mette in moto e comincia la solita analisi introspettiva. Ritorno a riflettere su quanto io sia scosso dalle passioni, faccenda che mi sorprende ogni giorno. Lo racconto spesso a chi mi sta intorno e di certo non lo faccio per vantarmi (e di cosa poi?), cerco solo un confronto, qualcuno che capisca e che si senta simile a me (e sì, Polbino sa di cosa parlo). Sono un uomo di una (in)certa età, secondo la visione borghese e moderata dovrei “fare la fila per tre, risponder sempre di sì e comportarmi da persona civile!” (come cantava Edoardo Bennato nel 1974). Non sono quel tipo d’uomo, anche perché sento fortemente di essere figlio della mia terra e allora mi chiedo se non sia questo a rendermi ciò che sono … l’approccio emiliano-romagnolo è di base vivace, siamo in massima parte aperti, schietti, combattivi oltre che solidali, lavoratori, amanti del bon vivre e mangiapreti (almeno un tempo … per 5 volte – dal 1330 al 1503 – a furor di popolo i bolognesi ad esempio distrussero il “castello dei papi” inteso allora come sede provvisoria pontificia; ancora oggi accanto al Giardino della Montagnola a Bologna vi sono sono i ruderi di ciò che rimase https://genusbononiaeblog.it/bertrando-del-poggetto-e-il-giotto-perduto/).

Ad essere così il rischio però è quello di diventare una macchietta, di apparire come quello che va sempre sopra le righe, ne sono conscio, ma l’inoltrarmi nelle terre sconosciute e all’apparenza aliene dell’adultità spinta, mi porta ad avere sempre meno filtri (come direbbe Vasco “Cioè, sai che cosa ce ne frega a noi…”) e a mettere ogni faccenda nella più ampia prospettiva (o almeno così mi pare): tutto si fa relativo e le priorità diventano un imperativo. A dimostrazione di ciò mi metto a leggere un thriller, fatico, arrivo a pagina 40 e inizio a pensare che non mi prende, ma ho autodisciplina e mi impongo di proseguire fino a che, giunto a pagina 71, pieno di fastidio lo chiudo e lo getto nel contenitore per la carta della raccolta differenziata. E che cazzo, e chi lo dice che un libro non si deve mai buttare? Non sto mica gettando via Tolstoj, Hemingway o Cărtărescu, bensì un thriller generico. La sera ne affronto un altro, l’argomento trattato mi interessa ma pure con questo arranco, sbuffo, impreco e allora dopo pagina 40 lo mollo e anch’esso scivola nel contenitore di cui sopra. Meglio finisca nella carta riciclata che prendere polvere per i prossimi anni nello scaffale dei libri che non verranno mai letti. Per fortuna la sera successiva prendo in mano un titolo regalatomi da Mr Barrett e trovo subito la pace e la fame intellettuale.

L'ascensore di Prijedor

Facevo così anche con i cd quando ancora ero solito spendere buona parte del mio stipendio in supporti fisici musicali … compravo un cd, lo ascoltavo una volta, lo ascoltavo una seconda, lo ascoltavo una terza per poi capire definitivamente che di musicale e di artistico vi era ben poco in quel dischetto, che la produzione era lofi, che l’artista in questione aveva poco da dire e allora senza troppi scrupoli ecco che con violenza lo scaraventavo nel pattume. Meglio distruggere materiale del genere, vi è fin troppa spazzatura musicale su questo pianeta.

Non è un atteggiamento maturo, ma è già abbastanza difficile navigare la adultità, così almeno mi libero della zavorra. Ecco, è questo che rende il mio approccio quello che è ovvero liberarsi dalla zavorra che ad una (in)certa età non hai proprio più voglia di avere tra i piedi?

Devo impegnarmi per tenere a freno il mio impeto anche per quanto riguarda la politica, sento scottare la terra sotto i piedi quando mi trovo davanti qualcuno poco dotato di pensieri critici perché la maturità critica (soprattutto negli adulti) è una condizione essenziale per cercare di comprendere quello che ci circonda. Non è detto che io ci riesca, inoltre è chiaro … siamo tutti di parte, tutti siamo convinti che quello che pensiamo sia il giusto, ma perlomeno ammettiamolo e cerchiamo comunque di elevarci un minimo, di non accettare l’unica narrazione che ci propongono, di non assuefarci al turboliberismo che ci sta affossando l’anima e che avvelena questo povero pianeta su cui viviamo.

Vivere di passioni, già, è l’unico modo che conosco per sopravvivere a questa porca vita, alla teoria del caos, all’onnipotente nulla cosmico (lo spaziotempo vuoto pre big bang insomma). Pur pensando in maniera politicamente correttissima (sono un inguaribile cagacazzo) mi esprimo e mi comporto il più delle volte in uno stile certo politicamente scorretto. Il fatto è che i tre uomini che sono tendono ad entrare in conflitto e il gentile e corretto Stefano è costretto ad avere Tim come unica barriera contro l’arrembante Ittod, quello perennemente in preda alla furia iconoclasta.

Sono fortunato ad avere gente intorno a me che perlomeno cerca di tradurmi correttamente o di adeguarsi al mio modo di fare. In primis Polbi (il Michigan Boy … the unholy scuba diver … the ultimate rebel from Rome insomma), gli Illuminati del blues e le pheeghe che, chissà perché, mi sopportano.

Qualche giorno ad esempio fa ero al mariage della Mar, nel bel mezzo della festa mi assento venti minuti per lasciare decantare i due gintonic e i prosecchini bevuti … mi inoltro nella campagna della bassa emiliana, rifletto, cerco le coordinate per il nido di stelle che non riesco mai a localizzare quando mi arriva un messaggio whatsapp, è la Stremmy, collega ed amica, un “dove cazzo sei?” così, secco, perentorio, confidenziale … ecco, a proposito di schiettezza.

Passioni dunque, per la musica Rock anni settanta, per il football (o meglio per la maglietta bicromatica che tanto amo), per il blues rurale degli anni 20 e 30 del secolo scorso, per la letteratura, i fumetti, il cinema, la politica e per ogni aspetto di questa vita che mi mandi in autocombustione. D’altra parte come cantava David Coverdale …

Can’t hold the passion of a soul in needI look for mercy when my heart begins to bleed

Sarah Fishbein
© Sarah Fishbein

LOWLAND BLUES (Going to Mirandola)

La festicciola per l’informale matrimonio della Mar di cui ho accennato qui sopra si svolge a Mirandola, nella bassa emiliana. Non si capisce bene da cosa derivi questo bel nome a quattro sillabe, c’è chi dice che provenga dal termine latino miranda che identifica un luogo di osservazione, da cui “ammirare” chi invece sostiene sia la parola tedesca “Meer-land”(terramare) il trait d’union visto che terramaricoli furono gli abitanti della valle fra Mortizzuolo, San Martino Spino e Gavello (tutte frazioni della cittadina). Altra ipotesi similare spiega l’etimologia di Mirandola da “Mire-endeland” (terra al confine della palude). Terra al confine della palude … uhm, quanto blues.

Ad ogni modo amo attraversare quella che qui da noi chiamiamo semplicemente la bassa perché la campagna prende sfumature particolari, gli spazi paiono più grandi, la colorazione mi riporta al sud degli Stati Uniti dove più di 120 anni fa nacque il blues; vi è una autenticità atavica, una visione della vita più genuina e poi … sembra quasi di annusarlo il (Mississi)Po che sta a qualche km più a nord e di prendere il ritmo del suo maestoso respiro.

Going to Mirandola - maggio 2023 - foto TT
Going to Mirandola – maggio 2023 – foto TT
Going to Mirandola - maggio 2023 - foto TT
Going to Mirandola – maggio 2023 – foto TT
Going to Mirandola - maggio 2023 - foto TT
Going to Mirandola – maggio 2023 – foto TT

D’AMORE e OMBRA: ancora su Jimmy Page

Scambio di considerazioni su whatsapp tra me e Polbi.

[16:59, 27/5/2023] Polbi Cell.: È morto Kenneth Anger. Finalmente Page, libero dall’incantesimo, tornerà a suonare
[18:36, 27/5/2023] Polbi Cell.: Da fan di Page sono molto orgoglioso che ci sia stata in qualche modo una collaborazione tra i due, seppur andata male. Lucifer Rising è un lavoro di spessore, sia il disco che il film.
Guarda cosa aveva fatto il vecchio Anger, per Missoni qualche anno fa. Secondo me è sempre interessante, inquietante e bello. https://youtu.be/5z_X3-PDGwE
[19:03, 27/5/2023] Tim Tirelli: Non sapevo della collaborazione con Missoni … roba da matti
[19:09, 27/5/2023] Polbi Cell.: Tutta la famiglia recita nel cortometraggio non ci sono attori
[19:20, 27/5/2023] Polbi Cell.: Anger, Burroghs, Harper… Stones … Pensavo che Page è una delle pochissime Rockstar da non doversi imbarazzare guardando la propria storia. Anche nei momenti minori ha mantenuto spessore artistico. Una certa nobiltà. Magari a volte anche suo malgrado.
[20:07, 27/5/2023] Tim Tirelli: Sì, perché anche con Firm e CoverPage se ci pensi non si è sputtanato. Magari niente di che ma dignitoso.
[20:07, 27/5/2023] Tim Tirelli: Deve imbarazzarsi solo per la chitarra
[20:07, 27/5/2023] Tim Tirelli: Questo non glielo perdono
[20:07, 27/5/2023] Polbi Cell.: Ma dai … sei troppo severo
[20:07, 27/5/2023] Tim Tirelli: No, sbagli.
[20:08, 27/5/2023] Polbi Cell.: Ha dato così tanto …
[20:08, 27/5/2023] Tim Tirelli: Era Jimmy Page, non doveva ridursi a livello di un dilettante.
[20:09, 27/5/2023] Tim Tirelli: Nessuna autodisciplina dal ’73 in poi
[20:11, 27/5/2023] Polbi Cell.: Nella vita può capitare che uno si rompa il cazzo anche della sua stessa arte. Almeno ha la dignità del silenzio. E poi per quanto non al vertice fino al 79 ha fatto cose meravigliose. La mancanza di disciplina probabilmente è un segno di un’umanità’ più sofferente di quanto pensiamo. Non credo che ti ammazzi di “sostanze chimiche” (il termine usato da Polbi era un’altro, meglio addolcirlo, ndTim) e alcol se dentro non c’è qualcosa di grave fuori posto…..
[20:12, 27/5/2023] Polbi Cell.: Oh, magari hai ragione tu e io mi faccio venire i sensi di colpa pure con Jimmy Page porco cane
[20:15, 27/5/2023] Tim Tirelli: Polbi sai chi sono, sa chi era JP per me, ma ho ragione, mi spiace. Vatti a sentire i concerti dell’Arms, certe date dei Firm, il Tour 1980 dei LZ, Knebworth … uno scempio, per non parlare di quel poco fatto live dall’81 al 1987. Si dovrebbe vergognare. E nessuno che avesse le palle per dirgli “Oh ma che cavolo fai, sei Jimmy Page per dio!”. Si è circondato da yes men, chiunque abbia osato e osi dire qualcosa che cozzi con quello che dice lui esce immediatamente dal giro. Capitalista corporate del piffero. Porca la Madosca.
[20:41, 27/5/2023] Tim Tirelli: Scusa, ma se si fosse rotto il cazzo avrebbe dovuto smettere di fare dischi nel 1973 o perlomeno dopo la fine dei LZ, e invece ha continuato senza impegnarsi per mantenere un livello dignitoso. Non voleva fare nessun sforzo, schiacciato dall’accidia.
[20:41, 27/5/2023] Tim Tirelli: E per questo che a volte fatico a stimarlo. Poi certo, ascolto Dazed del 1973 e mi illumino di immenso, ma cazzo…
[20:49, 27/5/2023] Polbi Cell.: Eh … hai le tue ragioni. È innegabile.
[20:50, 27/5/2023] Polbi Cell.: Non essendo Keith, questa cosa ha avuto il suo peso
[20:51, 27/5/2023] Polbi Cell.: Keith fa due accordi in croce e va bene così. Page lo paragoneremo sempre ai suoi vertici e quindi a una capacità di suonare ineguagliabile.
[20:52, 27/5/2023] Tim Tirelli: Esatto, non essendo Keith! Era Jimmy Page porco mondo … Jimmy Page, cazzo!
[20:54, 27/5/2023] Polbi Cell.: Eh sì. Vostro onore, vorrei però ricordare che pur mantenendo livelli tecnici altissimi, molti suoi colleghi guitar hero ci hanno riempito di musica di merda. Almeno questo, voglio che venga messo agli atti. E poi mi rimetto alla clemenza della corte.
[20:55, 27/5/2023] Tim Tirelli: Obiezione accolta.
[20:55, 27/5/2023] Tim Tirelli: Questo finisce sul blog
[20:55, 27/5/2023] Polbi Cell.: Io e il mio assistito attendiamo fiduciosi la sentenza
[20:56, 27/5/2023] Tim Tirelli: 😄
[20:56, 27/5/2023] Polbi Cell.: 😂
[20:56, 27/5/2023] Tim Tirelli: You are my best friend, man!!!!!
[20:57, 27/5/2023] Polbi Cell.: You too fuck yeah man!!!!!
[20:58, 27/5/2023] Tim Tirelli: 💙
[20:59, 27/5/2023] Polbi Cell.: E se un giorno vuoi che istruiamo un processo dimmelo, che inizio a citare i testimoni della difesa.
[21:00, 27/5/2023] Tim Tirelli: 😄

MUSICISTI SERI

Il mio amico Tanglewood, guitar player extraordinaire, viene da me e mi racconta che ha conosciuto un contrabassista jazz, un musicista “serio” che ha fatto il conservatorio di qui, l’accademia di là … quando sento “musicista serio” mi innervosisco all’istante e gli propino uno dei miei soliti pipponi. “Tanglewood, che cosa caxxo significa musicista serio? Che ha la preparazione teorica e tecnica adeguata? Benissimo, buon per lui, ma poi ha qualcosa da dire ? No, perché poi tutto si riduce a quello …  saprà mettere la sua competenza e preparazione musicale al servizio della musica stessa, col suo contrabasso ci toccherà l’anima? 

Tanglewood mi guarda basito e al contempo divertito, ormai mi conosce bene e benché per studi e approccio sia lontano dal mio furore Rock, capisce perfettamente cosa intendo, sa che sono sensibilissimo al tema, e che per la ricerca del rock vero e della musica vera è una questione di vitae di morte.

Insomma, la cagacazzite ormai mi condiziona la vita (e le amicizie).

GATTI ALLA DOMUS

La Stricchi dopo aver cambiato casa per alcuni mesi (è affidata ad una amica che la adora) torna alla Domus per un po’. Dapprima sembra a tratti spaesata

Stricchi - Domus maggio 2023 - Foto TT
Stricchi – Domus maggio 2023 – Foto TT

poi torna a guardare le partite dell’Inter con me,

Stricchi - Domus maggio 2023 - Foto TT
Stricchi – Domus maggio 2023 – Foto TT

e a rilassarsi.

Stricchi - Domus maggio 2023 - Foto TT
Stricchi – Domus maggio 2023 – Foto TT

Come sappiamo è una gattina un po’ disturbata, ma … isn’t she lovely?

20230602_094019

A LEZIONE DI DIALETTO EMILIANO

©Aemilians

PLAYLIST

CODA

Pensieri random che sfumano lentamente qui nel finale del pezzo …

Mario che al pizzikotto di Viale Gramsci a Regium Lepidi ordina il tortino con mousse al pistacchio, della serie an s’è mai vest Johnny Winter … non si è mai visto Johnny Winter ordinare quei dolcetti lì,

Mario's choice - Maggio 2023 - foto TT
Mario’s choice – Maggio 2023 – foto TT

Solo durante il fine settimana riesco a trovare un po’ di peace of mind, anche grazie al mio nettare preferito …

Comfort Zone - Foto TT
Comfort Zone – foto TT

Per quanto possa apparire bizzarro, c’è chi continua a chiedere di pubblicare mie foto recenti, mi sorprendo ogni volta ma mi rimetto al volere del gentile pubblico:

ecco la prima con una maglietta fighissima

Uomo di blues con maglietta figa - maggio 202

e la seconda scattata dopo che un’amica mi aveva chiesto: “ma come ti vesti per il matrimonio della Mar? Mi mandi una foto?”

Uomo di blues maggio 2023 – autoscatto

Avrei voluto farne una anche con il vestitino del tour del 1977, ma sebbene la gente continui a dipingermi come uno smilzo devo confessare che non riesco più ad entrarci. Meglio una foto dell’originale:

The Dark Lord 1977

In the pouring rain

19 Mag

L’Emilia Romagna di nuovo sotto scacco, piogge incessanti e innaturali in queste zone hanno messo la regione in ginocchio, ma è la parte romagnola quella davvero colpita, qui in Emilia vi sono disagi, ponti chiusi e tutto il resto ma è la Romagna a soffrire tantissimo. Sapremo riprenderci, siamo gente che non ama stare con le mani in mano, ma sarà durissima.

Quello che indispettisce un po’ sono i luoghi comuni che sento in giro da più parti, spesso detti per colpire e criticare le amministrazioni della regione, in massima parte da decenni della stessa colorazione (seppur ormai sbiadita) politica. Ovviamente è sempre possibili fare di più e fare meglio, ma se vi è un problema legato alla cura del territorio, della rete idrica, alla mancanza di bacini di raccolta è soprattutto nazionale e non certo (solo) nostro; il fatto poi è che in 15 giorni è caduta la pioggia che di solito cade in sei mesi, su un territorio di pianura già imbibito (come diciamo noi…fradicio) su cui inoltre si sparge l’acqua piovuta sugli appennini che poi scende qui al piano. Il terreno non assorbe più e l’acqua si riversa nei fiumi che non riescono a contenerla tutta. Sono i cambiamenti climatici, quelli che una certa colorazione politica snobba da sempre se proprio vogliamo dirla tutta; tra l’altro sentire le dichiarazioni di cordoglio di quei personaggi che minimizzano o addirittura negano il surriscaldamento globale e la crisi climatica mi fa vomitare, che razza di ipocriti, che politici di melma per dio! Se dopo mesi di siccità arrivano piogge senza fine…il disastro è garantito. Possiamo criticare chiunque, ma un po’ di buon senso e onestà intellettuale non guasterebbe. L’articolo qui sotto spiega le cose in maniera molto chiara.

Summer rain

https://www.repubblica.it/cronaca/2023/05/18/news/cambiamenti_climatici_fridays_for_future_alluvione_emilia-400576867/?ref=RHLF-BG-I400598399-P2-S1-T1

ZOMBIE IN STAZIONE

Uno dei rituali del mattino, prima di partire per il lavoro, è quello di fare colazione con la TV sintonizzata su Rai 5 che a quell’ora di solito trasmette documentari; mi rilassa parecchio sgranocchiare le fette biscottate con la marmellata mentre, che so, mi perdo in un documentario della BBC su Hokkaido, l’isola più a nord del Giappone. Sottofondo musicale suadente, immagini suggestive, pescatori, vita dura da uomini veri, freddo intenso, neve e ghiaccio, d’altra parte non è un caso sulla grande isola vive solo il 4% della popolazione giapponese.

 

Esco dal mood documentario ed entro in quello di The Walking Dead: mentre mi avvicino alla stazione dei treni, sin dal grande parcheggio vedo zombie camminare incerti con la testa china e lo sguardo fisso sui cellulari. Al binario la cosa peggiora, tutti incollati al piccolo schermo, nessuno escluso tranne il sottoscritto. Non mi sento migliore, pure io sono dipendente da quel dispositivo infernale, ma perlomeno di prima mattina cerco di non utilizzarlo. Non lo tiro fuori dalla tasca dei jeans e se lo faccio è solo per evitare, sul treno, l’inquinamento acustico dato da chi parla senza interruzione, da chi è al telefono e fa come fosse a casa sua. Non mi rimane quindi che mettermi in cuffia ed ascoltare musica per isolarmi dal mondo ostile e perdermi nei campi di fragole. Quando piove come in questi giorni ascolto una selezione dei Genesis (1970-1978) o il secondo di Peter Gabriel. Quando la primavera si fa estate faccio partire Ry Cooder.

COOP TALES

Con la addetta al reparto gastronomia di cui ho già parlato (giovane donna molto cortese e formale di solito dedita al lei) siamo passati al tu. La gentilezza è cortesia rimangono, ma ora siamo più intimi.  Marzia direbbe che sono il solito Calamity Tim.

Una famiglia meridionale è in attesa di essere servita, padre e madre sui 40/50, figlia sui 13. Hanno messo il loro carrello proprio sotto al bancone quando di solito – per lasciare quegli spazi agli altri avventori – i carrelli li si posizionano in spazi diversi. Il padre guarda annoiato il cellulare, la figlia si guarda intorno con fare vagamento scocciato. La madre si appoggia alle vetrate del bancone (sarebbe vietato per via dell’igiene) e con il braccio oltre le vetrate indica all’addetta i salumi desiderati. La addetta è costretta a prendere e riporre tre tipi di prosciutto perché la madre cambia più volte idea. Tengono in ostaggio la addetta per diversi minuti, la madre e il padre si confrontano su cosa comprare, discutono, attendono prima di decidere, mentre noi lì in fila attendiamo pazienti. (Tengo Ittod in catene, altrimenti la situazione rischia di degenerare).

Accompagno la Lucy, madre dell’umana che vive con me, alla cassa. Lì incontriamo un suo ex compagno di scuola insieme, dunque anche questo emiliano del tempo che fu ha 82 anni. Parlano dei loro lavori (come diciamo qui … delle loro cose) in dialetto stretto, io ascolto con piacere questi ultimi scampoli d’Emilia di una volta. Rimango affascinato dai nomi di persona che saltano fuori nel discorso, parlano ad esempio di un loro conoscente che si chiama Celso, ma è il nome dell’ex compagno di scuola della Lucy che mi fa morire: Mirello. Mirello, caxxo, … che spettacolo.

LA STAMPA DI DESTRA

Tutti i giorni do un’occhiata alle prime pagine dei quotidiani italiani e devo dire che i titoli dei giornali di destra sono così beceri che ogni volta mi sorprendo. Capisco mantenere la propria posizione, capisco che ci si rivolga unicamente alla pancia dei propri (e)lettori, ma santiddio (e per dio intendo Keith Richards) in teoria sareste giornalisti, datevi una regolata! Mai visto un decadimento di stile e di pensiero in Italia come in questi ultimi tempi. E pensare che c’è gente che mi viene a dire ad esempio che il quotidiano La Repubblica è decaduto tantissimo … certo, in parte sono d’accordo, adesso è in mano agli Agnelli ed è diventato certamente un quotidiano più moderato (e per questo non è più il mio giornale di riferimento) ma, appunto, vogliamo parlare di quei fogliacci di cui sopra?

PALMIRO

Due domeniche fa, verso le 22:30 Palmiro all’improvviso inizia a vomitare, lo ha fa molte volte, poi si è stende su un fianco, ansima con la lingua fuori e si lamenta. Lo portiamo d’urgenza dal veterinario. Raggi X, ecografie, esame sangue, antibiotici, flebo. Potrebbe essere una acuta infiammazione ad organi interni o qualcosa d’altro di poco simpatico. Dalle numerose ecografie non si capisce esattamente. Occorre fare una tac in un centro specializzato a Sasso Marconi, ma occorre che Palmir si riprenda dato che sarà necessaria un’ anestesia. La pantera nera di Borgo Massenzio rimane ricoverato per una settimana presso lo studio del veterinario, poi torna a casa sebbene ogni giorno si torni in ambulatorio per le terapie; ora si è stabilizzato, sembra in forma, ma sarà la Tac a dire di più.
Chi non vive con animali faticherà a capire, ma questa faccenda ci ha scombussolati parecchio, Palmir è il nostro gatto adorato, sono 11 anni che vive con noi, lo abbiamo preso al gattile quando aveva solo 45 gg, dunque è stato svezzato, allattato, cresciuto qui. E’ un membro dei questa famiglia,  nucleo di mammiferi di specie diverse che vivono insieme e che condividono il mistero della vita.

Spezzava il cuore vederlo ricoverato, confuso e arruffato, nel metterci la zampina sul petto intendeva farci sapere che confidava in noi e vedere i fari abbaglianti che sono i suoi occhi fissi su di noi nel momento di lasciarlo e di uscire dalla stanzetta in cui si trovava ci faceva commuovere.

Palmiro & Tim – interazione – maggio 2023

 

Palmiro dal veterinario la sera della crisi – maggio 2023 foto ST

 

In my human I trust – Palmiro ricoverato – maggio 2023 – foto Saura T

 

Relaxing at the Domus – Tim & Palmir – maggio 2023 – foto Saura T

 

Stretching Exercises – Tim & Palmir – maggio 2023 – foto Saura T

Ad ogni modo, al momento è di nuovo lui, il superbo gattone nero della Domus Saurea non molla. Vediamo come si dipana la cosa.

SERIE TV

_Poldark (UK 2015) – TTT½

Serie TV britannica tratta dai libri di Winston Graham. Cinque le stagioni di questa nuova edizione, le prime certamente godibili. Anche uno con poche simpatie verso l’Inghilterra e le aristocrazie (o piccole nobiltà) come me l’ha guardata con interesse, sebbene per certi versi – come scrive La Repubblica – in pratica si tratti di una commedia rosa (Johnny Winter have mercy on me!).

https://www.repubblica.it/serietv/schede/poldark/673/

_Succession (USA 2017-2023) – TTT¾

Il brutale approccio di una famiglia americana di origini scozzesi che detiene buona parte dei media statunitensi e ha grande potere economico. Le prime due stagioni sono molto buone, dalla terza ho perso interesse è ho lasciato perdere.

Dramma familiare corale acido e a tratti brutalmente comico, che attraverso le azioni e reazioni spregiudicate dei protagonisti mette in scena una riflessione acuta sul potere e sul denaro.

https://www.repubblica.it/serietv/schede/succession/958/

_The Diplomat (USA 2023) – TTTT

Una donna poco convenzionale a servizio del governo statunitense diventa ambasciatrice a Londra, per lei è prevista addirittura la vicepresidenza. 

Al momento una stagione sola per questa bella serie TV che ha come protagonista la Elisabeth dell’indimenticabile serie The Americans. E’ ben fatto questo sguardo sulle ombre dei diplomatici ad alti livelli.

COPPIETTA AI GIARDINI

In pausa pranzo faccio un salto al Giardino Ducale in una delle rare giornate di sole. Passeggio mentre osservo neri che bivaccano sulle panchine, una coppia intorno ai 30 anni che fa ginnastica sul pratino delle aiuole, uomini solitari come me che sembrano contemplare l’infinito. Costeggio la grande vasca dei pesci rossi, quindi l’edifico principale e mi dirigo verso la parte meno in vista del parco. Vi è una coppietta su di una panchina, direi siano nella zona grigia della cosiddetta (in)certa età, lei è certo più giovane ed ha un bel cappottino color malva, lui veste uno stile più sportivo e deve avere più o meno la mia età. Sono abbracciati in modo leggero, sembra quasi che si conoscano da poco, o meglio che pur avendo una certa confidenza si peritino a sfoggiare atteggiamenti più passionali. Sono teneri, parlano, lui le tiene la mano, le gli si appoggia alla spalla, il sole attraverso le frasche dei grandi alberi talvolta li raggiunge. Ad un tratto lei gli dà un casto ma prolungato bacio sulle labbra, lui la guarda negli occhi e si mette a scrutare il cielo. Smetto di osservarli, non sono mica caxxi miei, ma li trovo carini. Sto diventando troppo sentimentale.

 

CHAMPIONS LEAGUE

L’Inter arriva seconda e quindi si qualifica al turno successivo in un girone che vedeva anche Bayern e Barcellona (quest’ultimo viene relegato in Europa League), poi liquida il Porto agli ottavi, elimina la rivelazione Benfica ai quarti e zittisce il Milan in semifinale. Ora l’Inter, la mia Inter, si trova in finale dove affronterà il Manchester City. Sembra incredibile ma è così, andiamo a giocarci la finale di Champions League, la partita più importante al mondo a livello di club. Mica male per una squadra profondamente blues che non può permettersi le spese folli dei grandi club europei (Man City in primis). Il tutto è inaspettato, sono onesto e temo non ci sarà storia a Istanbul, il City è inarrestabile (mercoledì sera ha rifilato 4 goal al Real Madrid), è più forte di noi, ma ciò non toglie che la soddisfazione di essere arrivati alla finale, il lustro che questo dà alla società e il godimento non hanno prezzo. Grazie ragazzi, grazie caxxo, e vada come vada facciamoci valere.

Io al lavoro il giorno dopo aver (s)battuto (fuori) il Milan…

“…quello stemma sopra il cuore rappresenta il primo amore …” – Uomo di blues maggio 2023 – autoscatto

PLAYLIST

Il meu amigo Siuviu mi chiede un parere circa un effetto di chitarra presente in Marooned dei PF senza RW e così d’un tratto ripesco questo strumentale che non sentivo da tanto, tanto tempo…

In questo periodo nei miei tragitti in treno non ascolto altro che i primi due album (ma a dire il vero anche il terzo e il quarto fanno capolino talvolta) di Peter Gabriel e riscopro quanto facciano parte di me. Ricordo il Tim adolescente alle prese con queste due piccole meraviglie (all’epoca criticate qui in Italia). Ora il secondo mi affascina davvero tanto. Che caxxo di dischi uscivano negli anni settanta che già non erano più esattamente dischi anni settanta.

https://www.youtube.com/results?search_query=peter+gabriel+car+full+album