C’è chi critica l’andare al mare in Romagna (salvo poi tornarci ogni estate), io ringrazio il Signore dell’Oscurità per l’opportunità concessami anche quest’anno: rinnovare il battesimo, immergermi nelle acque del mare Adrias Kolpos (che è un mare molto blues) insomma mi permette di purificare l’anima, di bilanciarne la spinta sulfurea, di fare il pieno di iodio in attesa di traghettare la mia esistenza attraverso un altro gelido inverno. Certo, anelo alla possibilità di solcare mari esotici, di visitare città tipo la grande mela oppure quella per cui occorre mettersi dei fiori nei capelli prima di arrivare, di girare un po’ il globo terracqueo … ma quando non è possibile, sono felice di riuscire a godere appieno anche i pochi giorni spesi sulla nostra riviera.
Il nostro litorale mi fa tornare bambino, non occorre molto, sono un uomo di blues incline alla malinconia e alla nostalgia, giusto un odore particolare, un riflesso del sole che maestoso sorge dal mare bastano per farmi tornare indietro di 40 anni e più: in giro con mia madre alle 7,30 del mattino a fare la spesa, i MR NO, gli ZAGOR e i COMANDANTE MARK comprati all’edicola, i capelli biondi di URSULA…

TEDESCHI A POMPOSA: Ursula (in basso) e in piedi (da sx a dx) sua madre, Brian, sua sorella, suo padre – Lido Di Pomposa inizio anni settanta
Se poi vado ancora più indietro, verso la fine degli anni sessanta, vedo i “bunker” costruiti dai tedeschi nella seconda guerra mondiale che ancora dominavano le spiagge dei lidi ferraresi…

Lido di Pomposa (FE) fine anni sessanta – il bunker dei tedeschi – Tim (primo a sinistra) e i suoi amici. In piedi (prima a sinistra) Lalli Tirelli.
Qualche giorno dunque sganciato dalla gestione del vecchio Brian, dai problemi legati al lavoro, dal rimbalzare continuamente tra Borgo Massenzio, Stonecity e Mutina. La prima giornata è preda del brutto tempo… tempesta, vento, mare mosso e anche io non sono a posto, non ho ancora staccato, le crisi d’ansia si susseguono senza sosta, leggo, dormicchio nella stanza d’albergo, guardo il mare in attesa che i venti di Thor smettano di soffiare …
Torna poi il sole, e allora mi adagio sul lento e placido rollio dell’Adriatico, mi immergo nelle sue acque, mi stendo al sole ad asciugare, vado con la groupie a mangiare il pesce nei ristorantini sul mare…
e mi godo la libertà che da sei mesi a questa parte la dispepsia funzionale mi dispensa: Ceres gelate e gelati da monello…
Osservo l’umanità: un anziano che verso le 18 del pomeriggio legge L’UNITA’…
…russi che arrivano al ristorante sul lungomare in costume e senza ciabatte e che riescono a convincere il titolare (che in un primo momento non voleva farli entrare) a farli pranzare almeno sotto al pergolato…
…e poi guardo il mare, meditabondo, mentre in cuffia, in modalità random, passano alcune delle migliori musiche che la razza umana sia mai riuscita a create:
THE LAMB LIES DOWN ON BROADWAY – GENESIS
NOTHING LEFT – JOYHNNY WINTER
TEN YEARS GONE – LED ZEPPELIN
HEAVY LOAD – FREE
1983 – VAN HALEN
READY FOR LOVE – BAD COMPANY
YOU SEE ME CRYING – AEROSMITH
I’M GOING HOME – TEN YEARS AFTER
EXCUSE ME – PETER GABRIEL
TAKE A PEBBLE – ELP
DON’T SAY YOU LOVE ME – FREE
ALL THE LOVE OF THE UNIVERSE – SANTANA
…e mentre ascolto ogni tanto guardo le persone, quasi tutte si accontenteranno di accennare ad uno sfasato passo di danza mentre la sera, passeggiando, si avvicinano al locale che propone l’immancabile latino-americana commerciale: una delle schifezze più ignobili che attraversano il pianeta. Non mi sento superiore, ma solo più fortunato, molto fortunato: poter godere del ROCK, quello vero, è sempre più un privilegio.
In spiaggia però mi avvicina un tipo: sto leggendo CLASSIC ROCK UK con in copertina i BLACK SABBATH…è Marco, bassista degli ANGEL WHINE tribute band del gruppo di Tony Iommi. Ci mettiamo a parlare, i musicisti rock finiscono sempre per trovarsi.
La sera porto la groupie in versione SPEED QUEEN a correre nei kartodromi e come sempre mi sorprendo del talento che questa emiliana verace, questa reggiana dagli occhi di ghiaccio ha per i motori (e la musica): nella prima gara è seconda su undici, nella seconda gara è prima su ventiquattro. Ha la classe di VALENTINO ROSSI e la geniale irruenza di MARC MARQUEZ. Che tipa la groupie…
Quando non siamo ai Kartodromi, sbirciamo le esibizioni dei vari gruppi che animano il lungomare: uno piuttosto lofi alle prese con un brano di BOB GELDOF, un trio un po’ bislacco alle prese con un repertorio più duro. Ci fermiamo a guardare questi ultimi: il cantante chitarrista è un tizio ben messo, calvo, in calzoni corti, il bassista è un nerd alto con la barba che se ne sta in disparte a suonare un basso a sei corde (solo per questo sei già bocciato, amico) e un batterista con grandi cuffie. Arriviamo che sono alle prese con THE JACK degli AC/DC, il pezzo successivo è loro ma è molto simile a IT’S A LONG WAY TO THE TOP IF YOU WANNA ROCK AND ROLL sempre del gruppo dei fratelli YOUNG. Dopo poco ce ne andiamo, ma l’approccio del frontman non è male. Ci crede il ragazzo.
Un paio di curiosità: due nessi che girano in spiaggia col metal detector in cerca di chissà quali tesori nascosti e un negozio di abbigliamento sul Porto Canale dal nome particolare:
Per il resto piacevoli conversazioni-bisticci a tarda sera con la groupie su chi sia il miglior tastierista del mondo (il mio KEITH EMERSON contro il suo RICK WAKEMAN) mentre beviamo Lemonsoda ghiacciate (lei) e una tisana calda bollente (io…va beh che la dispepsia sembra essersi calmata, ma non svegliamo il can che dorme…)
Poi, quasi all’improvviso tutto finisce, si riparte, ci si ritrova di nuovo alla domus saurea e al pomeriggio già in ufficio. Vita grama. Sento Dennis, gli chiedo se è ancora in qualchestan, a lavorare là nell’Europa dell’Est profonda; mi dice di sì, e aggiunge che deve trovare un modo per restare vicino ai suoi amori: l’Alessandra (la sua nuova compagna), i suoi figli e Ruben (che poi sarei io). Dennis che mi ama (in senso virile, of course) e che mi vuol star vicino. Vacca! Sento anche AMDUSCIA, una testadipiombo con cui sto approfondendo l’amicizia. Ci mandiamo email in codice molto divertenti. Parliamo ovviamente del dirigibile di piombo e delle voci riservatissime che riusciamo a cogliere circa i progetti futuri, ovvero quelle benedette deluxe edition che da tanto sono in procinto ad essere pubblicate. I tre porcellini stanno di nuovo litigando, chissà se troveranno mai un accordo. Avrei tanto bisogno di nuovo piombo zeppelin.
Rivedo poi Brian, gli faccio di nuovo da badante, ritorno a rigettarmi nel lavoro, penso alle piccole cose che dovrò affrontare nei prossimi mesi e mi chiedo, in questa fresca mattina di fine estate, se la vita sia davvero tutta qui. Diretto in ufficio affronto la grande curva ai piedi delle colline, nel car stereo i FLEETWOOD MAC di TUSK , nell’animo una quieta burrasca…
…but never have I been a blue calm sea
I have always been a storm
always been a storm
ooh always been a storm
I have always been a storm…
















































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