Down by the seaside blues

28 Ago

C’è chi critica l’andare al mare in Romagna (salvo poi tornarci ogni estate), io ringrazio il Signore dell’Oscurità per l’opportunità concessami anche quest’anno: rinnovare il battesimo, immergermi nelle acque del mare Adrias Kolpos (che è un mare molto blues) insomma mi permette di purificare l’anima, di bilanciarne la spinta sulfurea, di fare il pieno di iodio in attesa di traghettare la mia esistenza attraverso un altro gelido inverno. Certo, anelo alla possibilità di solcare mari esotici, di visitare città tipo la grande mela oppure quella per cui occorre mettersi dei fiori nei capelli prima di arrivare, di girare un po’ il globo terracqueo … ma quando non è possibile, sono felice di riuscire a godere appieno anche i pochi giorni spesi sulla nostra riviera.

Il nostro litorale mi fa tornare bambino, non occorre molto, sono un uomo di blues incline alla malinconia e alla nostalgia, giusto un odore particolare, un riflesso del sole che maestoso sorge dal mare bastano per farmi tornare indietro di 40 anni e più: in giro con mia madre alle 7,30 del mattino a fare la spesa, i MR NO, gli ZAGOR e i COMANDANTE MARK comprati all’edicola, i capelli biondi di URSULA…

TEDESCHI A POMPOSA: Ursula (in basso) e in piedi da sx a dx sua madre, Brian, sua sorella, suo padre - Lido Di Pomposa inizio anni settanta

TEDESCHI A POMPOSA: Ursula (in basso) e in piedi (da sx a dx) sua madre, Brian, sua sorella, suo padre – Lido Di Pomposa inizio anni settanta

Se poi vado ancora più indietro, verso la fine degli anni sessanta, vedo i “bunker” costruiti dai tedeschi nella seconda guerra mondiale che ancora dominavano le spiagge dei lidi ferraresi…

Lido di Pomposa (FE) fine anni sessanta - il Bunker dei tedeschi - Tim (primo a sinistra) e i suoi amici. In piedi (prima a sinistra) Lalli Tirelli.

Lido di Pomposa (FE) fine anni sessanta – il bunker dei tedeschi – Tim (primo a sinistra) e i suoi amici. In piedi (prima a sinistra) Lalli Tirelli.

Qualche giorno dunque sganciato dalla gestione del vecchio Brian, dai problemi legati al lavoro, dal rimbalzare continuamente tra Borgo Massenzio, Stonecity e Mutina. La prima giornata è preda del brutto tempo… tempesta, vento, mare mosso e anche io non sono a posto, non ho ancora staccato, le crisi d’ansia si susseguono senza sosta, leggo, dormicchio nella stanza d’albergo, guardo il mare in attesa che i venti di Thor smettano di soffiare …

TT contempla il mare - foto di LST

TT contempla il mare – foto di LST

Torna poi il sole, e allora mi adagio sul lento e placido rollio dell’Adriatico, mi immergo nelle sue acque, mi stendo al sole ad asciugare, vado con la groupie a mangiare il pesce nei ristorantini sul mare…

Ristorantino sul mare - foto di LST

Ristorantino sul mare – foto di LST

e mi godo la libertà che da sei mesi a questa parte la dispepsia funzionale mi dispensa: Ceres gelate e gelati da monello…

TT: Ceres gelate - foto di LST

TT: Ceres gelate – foto di LST

Gelati da monello - foto di LST

TT: mangiando improbabili gelati (come fossi un cinno) - foto di LST

TT: come fossi un cinno – foto di LST

Osservo l’umanità: un anziano che verso le 18 del pomeriggio legge L’UNITA’…

L'uomo che leggeva L'UNITA' - foto di TT

L’uomo che leggeva L’UNITA’ – foto di TT

…russi che arrivano al ristorante sul lungomare in costume e senza ciabatte e che riescono a convincere il titolare (che in un primo momento non voleva farli entrare) a farli pranzare almeno sotto al pergolato…

Russi senza bon ton - foto di LST

Russi senza bon ton – foto di LST

…e poi guardo il mare, meditabondo, mentre in cuffia, in modalità random, passano alcune delle migliori musiche che la razza umana sia mai riuscita a create:

THE LAMB LIES DOWN ON BROADWAY – GENESIS

NOTHING LEFT – JOYHNNY WINTER

TEN YEARS GONE – LED ZEPPELIN

HEAVY LOAD – FREE

1983 – VAN HALEN

READY FOR LOVE – BAD COMPANY

YOU SEE ME CRYING – AEROSMITH

I’M GOING HOME – TEN YEARS AFTER

EXCUSE ME – PETER GABRIEL

TAKE A PEBBLE – ELP

DON’T SAY YOU LOVE ME – FREE

ALL THE LOVE OF THE UNIVERSE – SANTANA

…e mentre ascolto ogni tanto guardo le persone, quasi tutte si accontenteranno di accennare ad uno sfasato passo di danza mentre la sera, passeggiando, si avvicinano al locale che propone l’immancabile latino-americana commerciale: una delle schifezze più ignobili che attraversano il pianeta. Non mi sento superiore, ma solo più fortunato, molto fortunato: poter godere del ROCK, quello vero, è sempre più un privilegio.

In spiaggia però mi avvicina un tipo: sto leggendo CLASSIC ROCK UK con in copertina i BLACK SABBATH…è Marco, bassista degli ANGEL WHINE tribute band del gruppo di Tony Iommi. Ci mettiamo a parlare, i musicisti rock finiscono sempre per trovarsi.

La sera porto la groupie in versione SPEED QUEEN a correre nei kartodromi e come sempre mi sorprendo del talento che questa emiliana verace, questa reggiana dagli occhi di ghiaccio ha per i motori (e la musica): nella prima gara è seconda su undici, nella seconda gara è prima su ventiquattro. Ha la classe di VALENTINO ROSSI e la geniale irruenza di MARC MARQUEZ. Che tipa la groupie…

La groupie e il numero magico - foto di TT

La groupie e il numero magico – foto di TT

Quando non siamo ai Kartodromi, sbirciamo le esibizioni dei vari gruppi che animano il lungomare: uno piuttosto lofi alle prese con un brano di BOB GELDOF, un trio un po’ bislacco alle prese con un repertorio più duro. Ci fermiamo a guardare questi ultimi: il cantante chitarrista è un tizio ben messo, calvo, in calzoni corti, il bassista è un nerd alto con la barba che se ne sta in disparte a suonare un basso a sei corde (solo per questo sei già bocciato, amico) e un batterista con grandi cuffie. Arriviamo che sono alle prese con THE JACK degli AC/DC, il pezzo successivo è loro ma è molto simile a IT’S A LONG WAY TO THE TOP IF YOU WANNA ROCK AND ROLL sempre del gruppo dei fratelli YOUNG. Dopo poco ce ne andiamo, ma l’approccio del frontman non è male. Ci crede il ragazzo.

Un paio di curiosità: due nessi che girano in spiaggia col metal detector in cerca di chissà quali tesori nascosti e un negozio di abbigliamento sul Porto Canale dal nome particolare:

Due nessi col metal detector - foto di LST

Due nessi col metal detector – foto di LST

Abbigliamento STAIRWAY TO HEAVEN...mah! Foto di Saura Terenziani

Abbigliamento STAIRWAY TO HEAVEN…mah! Foto di Saura Terenziani

Per il resto piacevoli conversazioni-bisticci a tarda sera con la groupie su chi sia il miglior tastierista del mondo (il mio KEITH EMERSON contro il suo RICK WAKEMAN) mentre beviamo Lemonsoda ghiacciate (lei) e una tisana calda bollente (io…va beh che la dispepsia sembra essersi calmata, ma non svegliamo il can che dorme…)

La groupie alza la cresta quando si tratta di difendere RICK WAKEMAN - foto di TT

La groupie alza la cresta quando si tratta di difendere RICK WAKEMAN – foto di TT

Poi, quasi all’improvviso tutto finisce, si riparte, ci si ritrova di nuovo alla domus saurea e al pomeriggio già in ufficio. Vita grama. Sento Dennis, gli chiedo se è ancora in qualchestan, a lavorare là nell’Europa dell’Est profonda; mi dice di sì, e aggiunge che deve trovare un modo per restare vicino ai suoi amori: l’Alessandra (la sua nuova compagna), i suoi figli e Ruben (che poi sarei io). Dennis che mi ama (in senso virile, of course) e che mi vuol star vicino. Vacca! Sento anche AMDUSCIA, una testadipiombo con cui sto approfondendo l’amicizia. Ci mandiamo email in codice molto divertenti. Parliamo ovviamente del dirigibile di piombo e delle voci riservatissime che riusciamo a cogliere circa i progetti futuri, ovvero quelle benedette deluxe edition che da tanto sono in procinto ad essere pubblicate. I tre porcellini stanno di nuovo litigando, chissà se troveranno mai un accordo. Avrei tanto bisogno di nuovo piombo zeppelin.

Rivedo poi Brian, gli faccio di nuovo da badante, ritorno a rigettarmi nel lavoro, penso alle piccole cose che dovrò affrontare nei prossimi mesi e mi chiedo, in questa fresca mattina di fine estate, se la vita sia davvero tutta qui. Diretto in ufficio affronto la grande curva ai piedi delle colline, nel car stereo i FLEETWOOD MAC di TUSK , nell’animo una quieta burrasca…

…but never have I been a blue calm sea
I have always been a storm
always been a storm
ooh always been a storm
I have always been a storm…

GREGG ALLMAN with Alan Light “My Cross To Bear” (2012 – HarperCollins Publishers – $ 21,29) – TTTT½

18 Ago

Lettura piacevole e scorrevole, se poi il soggetto (GREGORY ALLMAN, ALLMAN BROTHERS BAND, IL ROCK AMERICANO FINE SESSANTA/INIZIO SETTANTA) interessa, il tutto diventa una storia davvero interessante da leggere avidamente nel minor tempo possibile. GREGG si mette a nudo, e scrive senza troppi problemi di musica, droga, donne, omicidi, scazzi e tutto quanto è vita on the road (sì, avete letto bene, anche omicidi). Con l’aiuto del giornalista musicale ALAN LIGHT, GREGG scrive in maniera diretta, schietta, semplice, umile. Non gioca ad essere nessun altro se non un buon diavolo del sud degli Stati Uniti, per una volta progressista e liberal.

Gregg Allman my cross to bear book

Per chi come noi ama il Rock nella sua essenza più profonda e vera, la parte dedicata ai primi anni degli ALLMAN  BROTHERS è stupenda. L’amore per la musica veniva prima di tutto. Suonare, anche gratis, per il gusto di farlo. Che tempi ragazzi, che meraviglia l’essere sulla strada in quegli anni in America. Morto DUANE ALLMAN, dopo la consacrazione di BROTHERS AND SISTERS, la caduta inesorabile della band, i dischi solisti, i suoi sei matrimoni, i demoni dell’alcol e delle droghe che lo incatenano alle ombre e tutto quel che ne consegue. L’unica nota un po’ stonata (passatemi il luogo comune lofi) è l’ultimo capitolo, dove un finalmente sobrio GREGG riscopre dio e scivola sul buonismo, cosa che noi in fondo detestiamo… ma questo, al grande GREGORY, lo perdoniamo.

Non so se il libro sia stato tradotto anche in italiano, l’edizione di cui parlo è in inglese, ma è un inglese semplice da leggere  e una volta sintonizzati sui di modi dire tipicamente southern (che detto tra noi, sono uno spettacolo.) il tutto scorre senza troppi problemi. Per me, leggere questo libro. è stata un’emozione durata un’intera settimana.

GREGORY LENOIR ALLMAN: WE LOVE YOU (and we got them come and go blues, man).

White summer blues

16 Ago

Estate bianca, lenta, gravida di umidità. Ti svegli nel letto e provi un disagio implacabile, un peso che ti schiaccia il petto…apri gli occhi e ti accorgi che il gatto Palmiro sta dormendo su di te… 6,4 kg che ti premono sul costato.

Palmiro - foto di LST

Palmiro – foto di LST

Ma c’è anche il disagio nel vedere tutti questi uomini che vanno in giro con le braghe corte, il calzino corto, col cervello corto, magari anche il pisello corto. Non manca quasi mai il tatuaggio sul polpaccio o sull’avambraccio. Alcuni, con i sandali, alcuni con l’infradito, alcuni col mocassino. Ecco la faccenda del mocassino mi distrugge (ma non quanto il sandalo) e quanto ti accorgi che anche il tuo dio del rock in una delle sue recentissime fotografie ha la stessa mise, il mondo sembra crollare. Voglio dire, MICK Fucking RALPHS della original BAD fucking COMPANY in braghe corte e mocassino come uno zio Fedele qualunque…mah!

In primo piano MiCK RALPHS in calzoni corti e mocassino mentre saluta quei reazionari dei LYNYRD SKYNYRD

In primo piano MiCK RALPHS in calzoni corti e mocassino mentre saluta quei reazionari dei LYNYRD SKYNYRD

Il disagio però viene anche dalla ultima visita che ha fatto Brian per la valutazione delle funzioni cognitive, il referto parla chiaro “…peggioramento…demenza grave…“. Brian lo vivo tutti i giorni, sono conscio del suo scivolare verso l’abisso, ma vederlo scritto non è che faccia piacere. Per la sua gestione ci stiamo pensando io e mia sorella con l’aiuto di un signora 2/3 ore al giorno, ma presto non sarà più sufficiente. Ecco allora che abbiamo iniziato a vagliare le possibilità di metterlo in una struttura. L’incontro col direttore di una di queste è una di quelle cose che non avresti mai pensato di fare, entrare nell’atrio, fare un giro, vedere 70 vecchi non certo in forma; cerchi di adattarti alla cosa, di vedere i lati positivi della struttura, le attività giornaliere niente male, la palestra, la lettura dei giornali, la cura che gli operatori hanno nel gestire gli ospiti…poi vedi anche la suorina indiana che viene mezz’ora al giorno a recitare il rosario, la statua della madonna a grandezza naturale con l’aureola illuminata e pensi che se un giorno finirai tu dentro ad una struttura come quella tirerai tante di quelle madonne che finiranno per cacciarti. Per entrare privatamente la lista d’attesa è di 4/5 mesi, e nel caso dovrai tirare fuori alcune centinaia di euro per coprire la parte che la pensione e l’accompagnamento di Brian non coprono. Bei pensieri, non c’è che dire.

Continuo comunque a portare fuori BRIAN, sebbene la cosa si faccia sempre più difficile e mi sorprendo ad osservarlo sempre più spesso, mentre fa le cose che gli dico di fare, mentre guarda la televisione e mi mette  tristezza vederlo annaspare alle prese con le azioni quotidiane più elementari. Lo metto poi alla prova, chiedendogli nomi dei suoi familiari, l’unico che ricorda sempre è quello di Ettore, suo padre. Mentre si fa la barba, gli dico “Da Brian che ci facciamo una foto, facciamo le facce da nessi” e lui sta al gioco…(“nessi” viene da “nescio”, ignaro, colui che non sa, e in emiliano “stupidotto”), riesce ancora ad afferrare certi giochetti mentali…

Tim & Brian: facce da nessi

Tim & Brian: facce da nessi

Fuori, tra la gente, Brian rinasce, il problema è che si ferma a parlare con tutti, ma per gli altri è sempre più complicato seguire i suoi ragionamenti. In macchina Brian mi dice cose che mi sciolgono il cuore: “Sei bravo, son contento che sei mio figlio” oppure “T’è al miòr om dal mond” (sei il migliore uomo del mondo). Lì per lì rido e gli dico che non è vero, poi mentre torno a Borgo Massenzio, da solo in macchina mi commuovo, e penso a quante altre volte ancora riuscirò a portarlo in giro. A volte mi chiede di portarlo a casa sua a Villa Bagno (frazione di Reggio dove è nato), così mi tocca spiegargli che le cose son cambiate e che ora vive a Modena. La cosa dapprima lo sorprende poi sembra capire. Lo guardo dritto negli occhi il mio vecchio e cerco di capire se è ancora con me, sono sicuro di sì…

Brian a Nonantola agosto 2013 - foto di TT

Brian a Nonantola agosto 2013 – foto di TT

A Ninentyland incontro anche Lasimo, la mia ex compagna. mentre beviamo un caffè penso al fatto che sia davvero una gran cosa che i nostri rapporti siano ancora così buoni, che ancora ci si preoccupi l’uno dell’altra, 14 anni di vita insieme che non sono finiti nel cesso. Meno male. Dopo gli aggiornamenti di prassi mi dice che nella compilation DRIFTING INTO TIME PASSAGES (che ho assemblato recentemente insieme a Picca) c’è un pezzo meraviglioso “Babe degli STYX, che pezzo ragazzi! Non lo conoscevo! Il cantante ha una voce che ROBERT PLANT la vede col lanternino“. Lasimo, ah!

Il K2 di Ninetyland ha cambiato gestione, ennesimo bar ad essere ora portato avanti da cinesi. Prima del loro avvento 2 caffè e due paste costavano 4,40 euro, adesso 3,80. Sono l’unico nonantolano all’interno del bar (Brian ha vissuto qui ma è nato a Reggio), nordafricani, slavi, asiatici…non è semplice adattarsi alla società che cambia. Mi sento un forestiero nella mia città.

Mentre girovago con Brian tra bar, Conad e parcheggi vedo cose che mi fan capire una volta di più che l’umanità non ha futuro: macchine di una bruttezza estrema…

Macchine di una bruttezza estrema - Modena zona Crocetta - foto di TT

Macchine di una bruttezza estrema – Modena zona Crocetta – foto di TT

e volanti di peluche…

Volanti di peluche - Modena Zona Crocetta - foto di TT

Volanti di peluche – Modena Zona Crocetta – foto di TT

Oltre ad aver perso JJ CALE e il mio amico ADRIANO VETTORE, in questi giorni se ne è andato anche ALLEN LANIER dei BLUE OYSTER CULT…

Allen Lanier dei BOC

Allen Lanier dei BOC

Per il resto sopravvivo in attesa di qualche giorno sulla nostra riviera. Sgironzolo  qui nei paraggi della domus saurea, ne osservo il verde…

Domus Saurea agosto 2013 - foto di TT

Domus Saurea agosto 2013 – foto di TT

i girasoli giganti dell’orto …

I girasoli giganti dell'orto della groupie - foto di TT

I girasoli giganti dell’orto della groupie – foto di TT

i grandi getti d’acqua che innaffiano i campi lì intorno…

Borgo Massenzio - watering the meadows - foto di TT

Borgo Massenzio – watering the meadows – foto di TT

I prugni pieni di prugne…

I prugni della domus saurea - foto di TT

I prugni della domus saurea – foto di TT

Insieme alla groupie salvo  poi dalle grinfie di Palmiro un piccolo di gazza caduto da un frassino lì vicino, lo nutriamo, lo teniamo un notte con noi ed infine lo portiamo alla sezione della LIPU di Regium Lepidi…

La groupie e il gazzettino - foto di TT

La groupie e il gazzettino – foto di TT

Durante le notti rosa di Regium Lepidi faccio un salto in centro, passeggio con la groupie sottobraccio, contemplo le architetture della città, mi fermo a guardare gli UNFORGETTABLE suonare classici senza tempo. Con la cantante (la Stefi Montanaro) e il chitarrista/bassista (Sal Bonito) improvviso poi una jam session qui in garage durante una grigliata organizzata dalla groupie. Pur venendo da mondi lontani io e SAL riusciamo a comunicare, pentatoniche e modo misolidio che si incontrano e s’intrecciano. Mica male. C’è poi una certa soddisfazione vedere SAL suonare ed ammirare la mia LES PAUL CUSTOM e il FENDER JAZZ BASS della bassista preferita.

UNFORGETTABLE starring Stefania Montanaro - foto di LST

UNFORGETTABLE starring Stefania Montanaro – foto di LST

Alle Massenziadi (la festa paesana di Borgo Massenzio che si protrae per buona parte dell’estate) quest’anno vado a vedere la MERQURY BAND. 7 anni fa li vedemmo al FUORI ORARIO e da allora io e la Saurit siamo fan di FERDINANDO ALTAVILLA. Ci sono un nuovo bassista e un nuovo chitarrista rispetto alla formazione che conoscevamo; lo show è gradevole, FERDI non è più quello di 7 anni, ma il tributo – pur ormai di routine – è sincero. Durante la presentazione dei membri del gruppo suonano anche IMMIGRANT SONG dei LED ZEPPELIN. Ah.

MerQury Band - Live in Massenzatico 2013 - Ferdinando Altavilla - foto di LST

MerQury Band – Live in Massenzatico 2013 – Ferdinando Altavilla – foto di LST

Aiuto poi la groupie a stirare. O meglio, lei stira ed io cerco di piegare la biancheria. Le ho comprato poco fa un’ asciugatrice affinché fatichi il meno possibile per quell’incombenza…mi sento sempre in colpa. Così non appena l’asciugatrice finisce “stiriamo” e pieghiamo tutto subito. Per circa 40 minuti piego magliette, slip, boxer e calze e li ripongo nei cassetti del comò in camera. Poi le chiedo “Sono bravo?” e lei “Sei volenteroso” e sottovoce “ti manca l’usta” (usta, dal dialetto emiliano-romagnolo “intelligenza, furbizia, buon senso, senso pratico, saper fare le cose”).

Palmiro aiuta nello stiraggio - foto di LST

Palmiro aiuta nello stiraggio – foto di LST

Me ne vado a capo chino e mi dico che “An s’è mai vest Johnny Winter mèter a post al mùdanti” (non si è mai visto JOHNNY WINTER mettere a posto le mutande).

Riesco a fare un salto a QUARIEGH e a prendere un caffè con lo Zio Tonino, fratello maggiore di Brian, che a 87 anni vive da solo in una struttura per anziani autosufficienti. Parliamo dei tempi che furono, mi faccio spiegare per l’ennesima volta alcune cose relative al ceppo Tirelli, parliamo in dialetto reggiano stretto, cerco di farlo sorridere.

Lo Zio Toni e Tim - foto di LST

Lo Zio Toni e Tim – foto di LST

Nel ritornare ci fermiamo 5 minuti in una via in cui mi piacerebbe abitare…

Street of the Hell - foto di LST

Street of the Hell – foto di LST

Faccio poi le cose che si fanno qui in Emilia, tipo andare a mangiare il gnocco fritto dalla LUCY, la madre della groupie. Gnocco fritto e affettato, lè, acsè al colesterolo l’è a post.

La groupie e la Lucy friggono il gnocco - foto di TT

La groupie e la Lucy friggono il gnocco – foto di TT

Per il resto vado con Jaypee e le due groupie alla Festa Dell’Unità di Bosco Albergati a mangiare il pesce, la location è sempre spettacolare, ma la musica che esce dalla zona concerti, dai vari stand e dalle varie zone musica è orribile. Penso a Paolino Lisoni che quando è al mare e sente nell’aria la stessa cosa si chiede incazzato “Ma che cazzo di musica di merda ascolta la razza umana?”. Quando poi passiamo vicino al ristorante brasiliano, ormai in chiusura, che spara quell’accozzaglia di suoni che spacciano per musica latino-americana mentre le cameriere do Brasil ballano , mi vien da vomitare. Puah.

A proposito di Liso, ci sentiamo via sms, è al mare e si ascolta BOB MARLEY. Anche Picca è down the seaside, sta leggendo le biografie di SPRINGSTEEN (immagino non sia la prima) e quella di MICK JAGGER. Sento anche BICCIO, e mentre lo sento cerco di organizzare il sinodo di fine estate alla Festa provinciale di Regium Lepidi. Vedere i confratelli del blues mi fa bene all’anima. Ne ho un gran bisogno.

DAN BROWN “Inferno” (2013 – Mondadori – Euro 25) – TTTT

15 Ago

Quando si tratta di DAN BROWN non sono spocchioso come spesso mi capita di essere, anzi tendo a spingere l’autore del CODICE DA VINCI forse oltre i suoi meriti; BROWN vende milioni (milioni!) di copie, piace ai lettori dunque ma i recensori intellettuali ne parlano spesso con sussiego. Io sono un suo fan: fui rapito da CODICE DA VINTI il suo quarto romanzo, fui entusiasta delle ristampe dei suoi primi tre libri ANGELI E DEMONI (in primis), CRYPTO e LA VERITA’ DI GHIACCIO, lessi con bramosia il quinto lavoro (IL SIMBOLO PERDUTO). La formula del thriller che mischia sapientemente storia, arte, codici e simboli mi cattura sempre (se ben fatta).

Dan Brown Inferno

Ogni sua nuova uscita mi procura sempre un fremito, e anche questa volta, nell’entrare alla libreria ALL’ARCO in pieno centro a Regium Lepidi, quel bel sentimento di trepidazione ed eccitazione mi prese l’anima. Come son solito fare evito di accennarvi alla trama, su internet ci sono milioni di pagine a proposito, accenno solo al fatto che, per buona parte del libro, la scena si svolge a Firenze da dove ROBERT LANGDON cerca di uscire districandosi tra indizi a tratti incomprensibili che lo porteranno in altre città nella speranza di risolvere una questione di massima importanza.

Le prime trecento pagine mi hanno, se non annoiato, lasciato quasi indifferente. Di solito se dopo 40 pagine un libro non mi piace lo getto nel bidone del riciclo della carta, ma con DAN BROWN ho provato a resistere, e ho fatto bene: nella seconda parte del libro monta pian piano, svelandosi,  una storia basata su di un argomento che m’interessa molto e comunque inizia a legare il lettore al libro con la delicatezza violenta di una giovane edera. Colpi di scena, azioni scoppiettanti, trama avvincente. Ottimo thriller, dunque, Dan Brown, per quel che mi riguarda, ha fatto centro anche stavolta.

CITAZIONI DAL LIBRO:

Quella maschera – continuò Langdon – veniva indossata dai medici medievali perché il morbo non arrivasse alle narici mentre curavano gli infetti. Al giorno d’oggi la si vede solo al Carnevale di Venezia…è un sinistro ricordo di un periodo tragico della storia italiana”

“Robert, parlando da un punto di vista puramente scientifico, tutta logica e niente cuore, posso assicurarti senza ombra di dubbio che, se non interverranno cambiamenti drastici, la fine della nostra specie è alle porte. E si avvicina velocemente.  Non sarà causata dal fuoco né dallo zolfo, dall’apocalisse o da una guerra nucleare…Il collasso globale sarà provocato dal numero degli abitanti sul pianeta, la matematica non è un’opinione”.

“Nell’uomo, la negazione è un fatto re importante nei meccanismi di gestione dello stress. Se non ci fosse, ci sveglieremmo ogni mattina terrorizzati al pensiero di tutti i modi in cui potremmo morire. Invece la mente umana blocca ogni nostra paura esistenziale concentrandosi sugli stress che riesce a gestire, come per esempio arrivare in ufficio in orario o pagare le tasse.  Se ci vengono in mente paure esistenziali più ampie, le rigettiamo subito e torniamo a concentrarci su compiti semplici e banalità quotidiane.”

In poche parole – spiegò Sinskey – il transumanesimo è una specie di filosofia che sostiene la necessità di ricorrere a tutte le tecnologie disponibili per manipolare la specie umana al fine di renderla più forte”

CATTIVA COMPAGNIA “Custard Pie” – Live a San Martino In Rio (RE) 5 luglio 2013

13 Ago

 

Addio ad Adriano Vettore

8 Ago

Sono in ufficio, il cellulare manda un bip, è un sms di Frank “Se ne è andato Adriano Vettore“. In un istante una cappa mi avvolge l’anima, gli occhi mi si inumidiscono, cado preda di un pesante senso di tristezza. Sapevo della sua malattia, ma giusto un paio di mesi Frank lo aveva visto in concerto con la BELLA BLUES BAND in zona Padova, Adri gli aveva chiesto il numero del mio cellulare perché non lo trovava più.. ero preoccupato ma pensavo stesse convivendo con la malattia…invece…

Adriano Vettore - Live in Piove Di Sacco PD 29-05-2013 - foto di Frank Romagnosi.

Adriano Vettore – Live in Piove Di Sacco PD 29-05-2013 – foto di Frank Romagnosi.

MODENA, settembre 1979, ex Ippodromo (ora parco Novi Sad): è appena finito il concerto di JAMES BROWN. Sono con amici ma in quel momento mi trovo solo di fianco ad un bar. Sono poco più di un ragazzino, pelle e ossa, jeans, giubbotto, due spille (una dei RAMONES, una di JIMMY PAGE). Un coppia mi passa di fianco, lui mi dice “Sei un punk?”, ed io “non proprio” e gli mostro la spilla di PAGE. Là, a posto. Per circa un paio d’ore, un ragazzino di Nonantola che da un paio d’anni non vive che di musica rock e un chitarrista padovano di blues di 29 anni, al concerto  di JB con sua moglie Emilia, non faranno altro che parlare fitto fitto. Da lì si sviluppò una amicizia che coinvolse i miei genitori, mia sorella, sua moglie e suo figlio Riccardo. Le loro venute a Nonantola, le mie puntate a CADONEGHE, le chiacchierate, lo stare ad osservare le sue mani sulla chitarra, i nomi e gli album che mi fece scoprire (RORY GALLAGHER, CRUSADE di JOHN MAYALL, il LIVE dei MAHOGANY RUSH), l’aiuto che mi diede nell’acquisto della mia prima GIBSON LES PAUL e della doppiomanico…Già presi la LES PAUL nel negozio di un suo amico a Padova, era il 26 marzo 1983, il giorno che mi congedai da militare. Mi accompagnò Brian. Quella sera lo vidi suonare (il basso) con i CAESAR, trio hard rock blues di Incredibile potenza. HEARTBREAKER, WHOLE LOTTA LOVE, pezzi dei MAHOGANY RUSH (!), di HENDRIX…il chitarrista suonava come FRANK MARINO e cantava come ROBERT PLANT…un dio. Qualche anno dopo la fece finita buttandosi da un ponte mentre passava un treno. Storie di anime blues tormentate.

Ma Adriano era soprattutto un grande ed elegante chitarrista blues. forgiato dalla scuola blues rock inglese dei fine sessanta (in quegli anni era ufficialmente iscritto al fan club di JOHN MAYALL) e da nomi come BB KING; possedeva più di 100 chitarre che teneva nella vecchia casa di campagna dei suoi genitori; negli anni ottanta, grazie a PICCA, riuscii a fargli fare una data ai CORTILI, la versione estiva del noto rock club modenesa WIENNA. Lui e la sua BELLA BLUES BAND, dal nome della cagnolina che era sempre con loro, gruppo fondato nel 1980. ADRIANO VETTORE è un nome molto conosciuto nel giro blues veneto, territorio principe per quel che concerne la musica del diavolo in Italia, saranno in molti a piangerlo. Negli ultimi anni la sua vita personale aveva subito degli scossoni, i nostri contatti erano ormai rarissimi, persi come eravamo nei nostri blues, ma giusto un anno fa grazie al blog ritornammo in contatto. Ci facemmo un paio di lunghe telefonate. Mi ripromettevo di andarlo a vedere prima o poi.

ADRIANO VETTORE - BELLA BLUES BAND & HABAKKAH K. F. J. - photo by Ottavia Da Re

ADRIANO VETTORE – BELLA BLUES BAND & HABAKKAH K. F. J. – photo by Ottavia Da Re

Se ne è andato stamattina. Con lui se ne va anche una parte della mia giovinezza, dei miei ricordi…sarà per questo che mi sento così triste, o forse perché so che più nessuno potrà insegnarmi il blues. Addio Adri, mi mancherai.

adriano vettore il mattino

CATTIVA COMPAGNIA “Can’t Get Enough” – Live a San Martino In Rio (RE) 5 luglio 2013

4 Ago

 

CATTIVA COMPAGNIA - Live in SMIR 2013: da sx Lorenz, Pol, Lele, Tim

CATTIVA COMPAGNIA – Live in SMIR 2013: da sx Lorenz, Pol, Lele, Tim – foto di Cecilia Feliciati

CATTIVA COMPAGNIA - San Martino In Rio 2013 - Tim e Saura - Foto  di Cecilia Feliciati

CATTIVA COMPAGNIA – San Martino In Rio 2013 – Tim e Saura – Foto di Cecilia Feliciati

CATTIVA COMPAGNIA - San Martino In Rio 2013 - Foto di Cecilia Feliciati

CATTIVA COMPAGNIA – San Martino In Rio 2013 – Lele & Tim – Foto di Cecilia Feliciati

The Tallarico connection

2 Ago

http://www.cn24tv.it/news/72525/steven-tyler-leader-aerosmith-cotronei-calabria.html

ST in Calabria - Italy 2013

ST a Cotrenei – Calabria Luglio 2013

ROGERS WATERS live in Padova 26 luglio 2013

30 Lug

Roger Waters è sempre stato il Pink Floyd che mi è piaciuto di più, questo per un a serie di motivi:

  • perché pur essendo un musicista non certo straordinario è riuscito a diventare il leader di una delle cinque rock band più di successo di tutti i tempi
  • per le sue idee politiche
  • perché è riuscito a trasformare certe sue ossessioni famigliari e professionali in un’isteria collettiva
  • perché da giovane assomigliava ad un cavernicolo mentre DAVID GILMOUR era invece bellissimo; oggi GILMOUR sembra lo zio Fedele e lui invece è un settantenne fighissimo alla Richard Gere.
    David Gilmour

    David Gilmour

    Roger Waters

    Roger Waters

David Gilmour

David Gilmour

Roger Waters

Roger Waters

THE WALL è uno di quegli album che ho vissuto in diretta ma che non ho mai amato particolarmente. penso sia un disco sopravvalutato, nella musica non nel concept. L’ho sempre trovato un po’ debole. Anche il resto del gruppo e il produttore BOB  EZRIN pensarono la stessa cosa quando all’epoca WATERS si presentò in studio con un provino fatto da lui. I pezzi sembravano tutti uguali e senza melodie particolari. Ci fu bisogno di un lavoro sopraffino per rendere il tutto degno di diventare un album dei PINK FLOYD, e di qualche idea del produttore per trasformare certe idee in pezzi irresistibili (il tempo disco di ANOTHER BRICK IN THE WALL). L’album ad ogni modo fu un successo planetario, gli effetti sonori speciali (l’elicottero e gli aeroplani) e il ritmo ballabile di ABITW irretirono anche chi di Rock sapeva ben poco. THE WALL ad oggi è uno degli album più venduti nella storia della musica:

RIAA 10 TALLIES

Mettere in piedi un intero spettacolo su di un album solo e per giunta alienante e difficile come THE WALL, non è che sia facilissimo, ma WATERS ha vinto alla grande la scommessa, e anche chi come me era un po’ titubante circa la proposta musicale, è stato conquistato dall’aspetto spettacolare e dal filo logico del concept.

RW a Padova 26-7-2013  -  foto Saura T.

RW a Padova 26-7-2013 – foto Saura T.

La faccenda del palco su cui viene eretto il muro è ormai vecchia di 34 anni, tuttavia quando la vedi dal vivo rimani colpito.

RW a Padova 26-07-2013 foto Saura T

RW a Padova 26-07-2013 foto Saura T

Dopo il primo pezzo (IN THE FLESH) con i suoi effetti pirotecnici e l’aeroplano che si abbatte e si incendia sul muro lanci uno “zio boia” e ti ritrovi stupefatto a rimirare una produzione davvero di primissima qualità.

RW  Padova 26-7-2013 - foto Saura T

RW Padova 26-7-2013 – foto Saura T

Note ma sempre gustose le critiche dure e crude al sistema capitalista, al “terrorismo di stato” (uso le parole di WATERS stesso) e alla società in genere che è diventata tutto tranne che un esempio di fratellanza e di comunità.

RW Padova 26-07-2013 - foto Saura T

Mentre estasiato ammiro lo spettacolo, le due estenuanti ore passate in fila in autostrada sembrano una sciocchezza. Osservo la groupie rapita e in preda ad una beatitudine mistica… come cantano i CHEAP TRICK “MY BABY LOVES TO ROCK… e so già che nei prossimi giorni nella domus saurea non si ascolterà altro che THE WALL, in versione studio, live e bootleg. Concludendo, preso dai blues feroci che questa porca vita mi dà ho trovato defaticante questo show…sensazioni ed emozioni che ti scrollano di dosso l’heavy load che quotidianamente porti in giro. Concerto dunque riuscito, professionale e stupefacente, e che ha appagato le anime dei 50.000 presenti.

Scaletta concerto Roger Waters The Wall Live Padova 26/7/2013

Parte prima

Outside the Wall
In the Flesh?
The Thin Ice
Another Brick in the Wall Part 1
The Happiest Days of Our Lives
Another Brick in the Wall Part 2
The Ballad of Jean Charles de Menezes
Mother
Goodbye Blue Sky
Empty Spaces
What Shall We Do Now?
Young Lust
One of My Turns
Don’t Leave Me Now
Another Brick in the Wall Part 3
The Last Few Bricks
Goodbye Cruel World

Parte seconda

Hey You
Is There Anybody Out There?
Nobody Home
Vera
Bring the Boys Back Home
Comfortably Numb
The Show Must Go On
In the Flesh
Run Like Hell
Waiting for the Worms
Stop
The Trial
Outside the Wall

Addio JJ CALE

27 Lug

Se ne è andato JJ Cale, era del 1938.

Addio uomo di blues, ti ricorderemo … non solo perché un gruppo di reazionari del sud fece cavallo di battaglia una delle tue canzoni, non solo perché un chitarrista proveniente dalla crema del rock inglese basò la sua carriera anche su alcuni tuoi pezzi e non certo perché un gruppetto guidato da un chitarrista di Glasgow di origine ungherese ed ebraica prese a plagiare platealmente il tuo stile finendo per vendere milioni di dischi. Noi ti ricorderemo perché ci piace pensare che eri uno di noi. Ah, poi anche perché la tua musica ci piaceva un sacco.  Addio John Weldon Cale, grazie.

jj cale truck ok