CATTIVA COMPAGNIA
“Whole Lotta Love”
Live at Festa Della Libertà, Zocca (Mo) Italy 4th august 2012
Lorenz Mocali – guitar
Paolo Morigi – vocals
Lele Morselli – drums
Saura Terenziani – bass
Tim Tirelli – guitar
CATTIVA COMPAGNIA
“Whole Lotta Love”
Live at Festa Della Libertà, Zocca (Mo) Italy 4th august 2012
Lorenz Mocali – guitar
Paolo Morigi – vocals
Lele Morselli – drums
Saura Terenziani – bass
Tim Tirelli – guitar
Così, un po’ per divertirmi, un po’ per fare cosa gradita alle teste di piombo che frequentano il blog, mi son deciso a fare un elenco dei 12 bootleg dei LZ relativi al tour del 1973 che penso valga la pena avere. Ho dato la priorità alla qualità audio, son quasi tutti soundboard dunque, con poche eccezioni tipo LOS ANGELES 3/6/73 che per me è il miglior concerto dei LZ sotto i vari punti di vista e OFFENBURG 24/03/1973 che è un concerto incredibile. Per avere una visione completa ho cercato di coprire tutto il periodo del tour, da gennaio a luglio. Il concerto di SOUTHAMPTON l’ho incluso per la qualità audio, che è davvero stellare. Non è un semplice soundboard, trattasi infatti di un rough mix fatto da Kevin Shirley su nastri multitraccia. La performance non è male, ma non è certo una delle migliori del 1973. Quattro le date tedesche… e come poteva essere altrimenti: in quel marzo il gruppo era probabilmente al suo zenit seppur con PLANT non più devastante come l’anno precedente. Sentitevi la parte soundboard di AMBURGO e mi saprete dire. Semplicemente inarrestabili e pieni di energia. Le date americane hanno però quel colore e quella luce che in nessuna altra parte del mondo hanno brillato in maniera così netta. Diversi titoli sono relativi a rimasterizzazioni e produzioni fatte da fan con capacità particolari e sono dunque CDR e non silver. Va bene, non mi dilungo oltre.
Per non farci mancare nulla ho chiesto un consulenza ad AMDUSCIA, altro illustre studioso italiano della materia ZEPPELIN. Specializzato nell’analisi delle registrazioni live, AMDUSCIA si è basato solo sui “silver”, ovvero bootleg originali, quelli stampati dalle etichette insomma. Visti i buoni rapporti esistenti, non si è limitato solo a dare un giudizio ma ha stilato anch’egli la lista con i suoi 12 concerti preferiti del 1973, che riporto qui sotto. Per questo lo ringraziamo sentitamente.
There’s So Much More Sound To Hear – 2cd by Empress Valley (#EVSD 321/322)
July 21th, 1973
Civic Center, Providence, Rhode Island, USA
Sound quality: ***1/2
Performance: *****
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Performed Live In Seattle – 3cd by Tarantura (#TCD-76-1,2,3)
July 17th, 1973
Seattle Center Coliseum, Seattle, Washington, USA
Sound quality: ****1/2
Performance: *****
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Detroit Rock City 1973 – 3cd by Graf Zeppelin (#LZSC-010A/B/C)
July 12th, 1973
Cobo Hall, Detroit, Michigan, USA
Sound quality: ***
Performance: *****
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Three Days After – 6cd by Empress Valley (#EVSD 434/435/436)
June 3rd, 1973
The Forum, Inglewood, California, USA
Sound quality: ***
Performance: *****
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I’m With The Band – 2cd by Tarantura (#TCD-35-1,2)
May 19th, 1973
Tarrant County Convention Center, Fort Worth, Texas, USA
Sound quality: ****1/2
Performance: ****1/2
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The Witch Queen – 6cd by Tarantura (#TCD-60,61)
May 14th, 1973
Municipal Auditorium, New Orleans, Louisiana, USA
Sound quality: (audience source) ***1/2; (soundboard source) ****1/2
Performance: ****
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Goin’ Mobile – 2cd by Midas Touch (#61921/2)
May 13th, 1973
The Auditorium, Mobile, Alabama, USA
Sound quality: ****1/2
Performance: *****
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Not Warm, It’s Hot – 3cd by TDOLZ (#972001/02/03)
March 24th, 1973
Orthenauhalle, Offenburg, Germany
Sound quality: ***1/2
Performance: *****
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Pure Percy – 2cd by Flagge (#3171973-1/2)
March 17th, 1973
Olympiahalle, Munich, Germany
Sound quality: ***1/2
Performance: *****
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The Matrix Leded – 2cd by Tarantura (#TCD-29)
March 16th, 1973
Stadthalle, Vienna, Austria
Sound quality: (audiences) ***1/2; (soundboard) ****
Performance: *****
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Live At Southampton University Working Tapes – 2cd by Empress Valley (#EVSD 493/494)
January 22nd, 1973
Southampton University, Southampton, England, UK
Sound quality: *****
Performance: ****
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Soul Brothers – 2cd by Tarantura (#TCD-37-1,2)
January 15th, 1973
Trentham Gardens, Stoke, England, UK
Sound quality: ****1/2
Performance: ****1/2
Sabato, di buon ora già in macchina. Cerco di prendere il ritmo del respiro del mattino ascoltando IV dei MAHOGANY RUSH. Parte IT’S BEGUN TO RAIN…
…mi faccio prendere dall’entusiasmo e mi dico a voce alta,” il IV dei MAHOGANY RUSH è bello almeno quanto il IV dei LED ZEPPELIN!”. Il suono delle mie parole mi riporta sulla terra, mi guardo in giro, non mi ha sentito nessuno. Bene. Spendo la mattina con Brian, non andiamo a Ninetyland, sono troppo stanco, non ho voglio di girare ulteriormente. Mentre Brian mi parla, intavolo un confronto via sms con Liso. Gli scrivo “Mi ascolto i MAHOGANY RUSH e mi sento un alieno…a parte me, te e forse Trombetti, ma chi è che si ascolta roba del genere?FRANK MARINO is god” .
Paolino mi risponde “Absolutely! Sto ascoltando JEFF BECK. Discografia difficile. Tu cosa consigli?” Replico:”Discografia difficilissima! Non c’è un disco veramente bello. TRUTH è quello storico, poi ROUGH AND READY del 71, JBG del 72, BBA Live 1973 in Giappone, BLOW BY BLOW del 75. Lascio stare le ultime cose perché tu e Piccagliani dite che sembra BEPPE MANIGLIA…”
Verso la mezza riparto, ho appuntamento con la groupie alla Coop. Sul car stereo TALES OF THE UNEXPECTED sempre dei MR. All’altezza di GAVASSAE sono così preso dal pezzo STORIE DELL’INASPETTATO che sbaglio raccordo e mi infilo in quello che di solito prendo per andare a lavorare.; così mi tocca proseguire fino a San Maurèsi e tornare indietro… va mo là che la musica mi fa un bell’effetto….
Spesa alla Coop e ritorno alla domus saurea. Finalmente il pranzo! Io e la groupie mangiamo mentre ci sentiamo il terzo cd di KEYS TO ASCENSION, il cofanetto live 1996 degli YES… GOING FOR THE ONE, TIME AND A WORD, CLOSE TO THE EDGE, TURN OF THE CENTURY, AND YOU AND I…la groupie adora quella roba…
Finito il tutto metto sullo stereo LOVE BEACH degli ELP. Mentre parte l’intro a ALL I NEED IS YOU davanti allo stereo mi agito come fossi HERBERT VON KARAJAN davanti a una orchestra. Seguono gli altri pezzi. All’altezza di THE GAMBLER la groupie viene nello studiolo, s’avvicina all’impianto stereo, prende in mano il cd…“Ah, sarebbe questo LOVE BEACH? Lofi!”. Non riesco a credere alle mie orecchie, ma come…”Tu quoque, Saurae, groupie mea!”. Obnubilato e confuso mi aggiro per casa con la testa bassa. Anche lei, ma cazzo. “Ma ascolta qui, questa è FOR YOU, non ti piace?” “Mmh..” “Senti, questa è CANARIO…” “Sembra CELEBRATION della PFM…”
L’impulso è quello di fare le valige e andarmene da casa, ma poi do un’0cchiata agli scaffali pieni di CD…e chi se la sente di rivuotarli per l’ennesima volta? Così, in preda alla depressione, mi bevo un doppio bourbon…visto l’occasione un Souther Scomfort, e mi mi butto sul letto.
La sera passa in modo neutro, cerco di starle lontano, non riesco nemmeno a guardarla negli occhi. Non le piace LOVE BEACH…la mia vita è rovinata.
Verso mezzanotte vado a letto, timidamente, con lo sguardo da piccolo fiammiferaio, le chiedo ” “Ma ti piace almeno FRANK MARINO?” “E lei “Ma è roba che ascoltate solo te, Picca e Lisoni!” e torna a leggere LULLABY di BARBARA BARALDI.
Infierisce pure. Mi raggomitolo in preda alla disperazione…
Rimango in quella posizione per un paio d’ore, ma non riesco a dormire, così, sconfitto, mi alzo, vado nello studiolo, scelgo un cd dei CACTUS, mi infilo le cuffie e mi immergo di nuovo nel liquido amniotico, lì nella pancia di mater musĭcae…
Si parla parecchio tra di noi in questi giorni della nuova rivista di MAX STEFANI, un po’ perchè ci scrive GIANCARLINO TROMBETTI, un po’ perché a MAX vogliamo bene, un po’ perché, anche se si sposta un po’ dalle nostre coordinate, giornali del genere fanno bene alla musica che amiamo.
Ieri sera prima di andare a letto, spedisco un’email un po’ spiritosa a Picca e Liso, con la frasetta che trovate nel titolo. Un pensiero frivolo che però forse cela pruriti atavici, un giornale che abbia approcci obliqui, che scavi tra i solchi della musica rock e che porti alla luce argomenti poco trattati, che non abbia paura di parlare di certi artisti, che stia tra i due poli di segaioli che sembrano da sempre schiacciare il pianeta musica: quello che tratta artisti dalla portata intellettuale imponente (secondo il loro giudizio) e quello che parla bene anche degli ultimi due album degli WHITESNAKE .
Picca mi risponde stamattina presto:
Bassa pressione sul mio ufficio, nuvole gonfie e pesanti rendono l’atmosfera quasi insostenibile, l’aria sembra rarefatta e si fatica a respirare. Come ogni giorno mi sto occupando di “economy & administration”, penso alle parole di Paolino Lisoni (” belle vite di merda che facciamo…“), alla compilation di pezzi bellissimi che sto scegliendo insieme a Picca (un doppio CD a cui abbandonarsi completamente senza ascoltare più nulla d’altro…un cd che avrà pezzi tipo LIVE AND LET DIE, MUSIC, TAKE THE LONG WAY HOME, BAKER STREET e prelibatezze simili), ai messaggi che scambio con GIANCARLINO TROMBETTI… tutto questo mentre mi ascolto RED ROSE SPEEDWAY degli WINGS, gruppo che, insieme ai FIRM, rappresenta ad oggi le mie preferenze assolute. (sì, dai, lo sapete, è una boutade).
Sono dentro ad uno dei miei soliti blues, quelli noiosi, tediosi, irrisolvibili…l’anima spinge verso voli pindarici, verso nuovi zenith, verso scelte coraggiose … ma i freni inibitori fan sì che dopo qualche passo verso la nuova direzione, io incespichi, cada, mi ritiri. Misera la vita se si abusa del volere sganciato dal potere…
E allora guardo alla finestra, quando arriverà il corriere? Non sono più tanto orgoglioso di fare ordini su AMAZON, non mi pare che questa azienda sia poi così ligia al commercio etico, i reportage che leggo su internet non sono incoraggianti…ma evidentemente non ho sufficiente energia per recarmi a Modena da DISCHI IN PIAZZA e spendere lì quei pochi euro che mi rimangono per sognare. Poi ecco l’autista cingalese della SDA che suona al campanello, scendo le scale di corsa, gli sorrido, lo ringrazio e stringo forte il pacchetto. Lo apro con la delicatezza con cui ROBERT LANGDON apre il misterioso contenitore che trova in una tasca nascosta della sua giacca nel romanzo INFERNO…
Eccoli qui i miei gioielli:
Uno può domandarsi “Ma cosa compri il box set dei CHEAP TRICK che hai già tutti gli album'”? Uno però può rispondersi “Perchè quelli dal 1983 in poi si trovano rimasterizzati solo in questo cofanetto”… ma in realtà il motivo è un altro, lo sappiamo, ed è quello dell’illusione di rivivere le fortissime emozioni che ci attraversarono quando ci trovammo in mano per la prima volta certi dischi. Un giorno di alcuni decenni fa vidi il filmato di CT al BUDOKAN…rimasi folgorato. Corsi dalla PINA a Modena, trovai il Live (su vinile naturalmente … i cd sarebbero arrivati 10 anni dopo) di importazione giapponese, con un booklet – roba mai vista- e con la copertina apribile. Una scossa di adrenalina mi tenne accesso per varie settimane. Poco dopo arrivarono DREAM POLICE e ALL SHOOK UP (il mio preferito)…se ci ripenso sento ancora un fremito lungo la schiena…ecco, sì , è l’illusione di scoprire ancora una volta uno dei grandi album del rock, e dato che i grandi album del rock li abbiamo già tutti, ci inganniamo ricomprandoli in nuove edizioni.
E così metto questi due cofanetti accanto al PC in modo da vederli continuamente e in pausa pranzo mi sdraierò sulla brandina dello sgabuzzino, ripiegato su me stesso lì terrò stretti a me …” e allora sì, torno a girare là dove c’è musica …”
DISC ONE: IN CONCERT 1974 – TTTTT
DISC TWO: IN CONCERT 1975 – TTT½
DISC THREE : IN CONCERT 1980 – TTTT
DISC FOUR : IN CONCERT 1982 – TTTT
DISC FIVE : LIVE AT KNEBWORTH 22/06/1985 – TTT
DISC SIX: BBC TV DVD – TTTT½
Le uniche novità vere e proprie in questo box set sono il 5° disco (ad oggi solo reperibile come bonus su itunes in caso di acquisto digitale del cofanetto bootleg ufficiale) e il DVD. Il resto è apparso spezzettato nel corso degli anni qui e là su CD ufficiali (recentemente nei due cofanetti THE CHRYSALIS YEARS), tuttavia è un articolo davvero invitante: per nemmeno 15 euro ci si regala un box set di 5 cd e un dvd riguardante le BBC session del gruppo. Il CD che dovrebbe piacermi di più di logica dovrebbe essere il secondo, ma un po’ il suono un po’ le performance slabrate non rendono giustizia al periodo migliore del gruppo (1975-77 relativi ai due bellissimi album FORCE IT e LIGHTS OUT). I primi 4 pezzi del CD ONE vedono in formazione sia SCHENKER e CHAPMAN ed è una meraviglia sentire quei due gran chitarristi suonare insieme. Una meraviglia. Convincenti e solidi anche il terzo e il quarto cd con PAUL TONKA CHAPMAN alla chitarra. L’esibizione di KNEBWORTH 1985 non è che mi convinca molto, con ATOMIC TOMMY K alla chitarra il gruppo aveva perso la sua personalità vincente ed europea, ma immagino ci sia chi ama anche questo periodo della band. Più che discreto il DVD, due session dal vivo e una in playback. Da comprare senza pensarci tanto.
40 anni fa il concerto dei LZ a cui – più di tutti – avrei voluto partecipare. Il primo bootleg dei LZ di cui ho il preciso ricordo, ascoltato nel settembre del 1979 insieme a Massimo e Lencio, i miei amici ledheads che frequentavo allora. Non è che la performance dei LZ sia perfetta, immacolata e migliore di altre (sto parlando del periodo d’oro 1969-73 naturalmente), ma il groove della città americana più amata dal gruppo, in quella speciale serata pompò il goodtime feeling nelle anime dei quattro musicisti e il risultato fu una serata elettrizzante i cui riflessi si sentirono nella musica, musica piena di ossimori: pesante e leggera, frivola e drammatica, misteriosa e solare. Quella sera l’essenza dei LED ZEPPELIN la poteva cogliere chiunque. Di quella data esiste un bootleg, l’ormai leggendario THREE DAYS AFTER (riferimento al BONZO’S BIRTHDAY PARTY, il concerto di tre giorni prima sempre al Forum di LA). Buona registrazione audience che pur non essendo ottimale cattura benissimo il mood di quella notte. Oggi il mio pensiero va a quel concerto, a quella epopea della musica rock, a quel preciso momento storico in cui la musica che amiamo così tanto raggiunse le stelle, prima di essere risucchiata dai vortici dei buchi neri del business, delle droghe pesanti, della fine inevitabile di tutte le cose che accadono in questa vita. Niente malinconie però, questa è una celebrazione…in alto i calici, brindiamo ai LED ZEPPELIN del 3 giugno 1973, brindiamo alle cose bella della vita, brindiamo alla musica rock che così tanto ancora ci fa bollire il sangue. VIVA I LED ZEPPELIN.
Mentre vado e vengo da Brian sempre più spesso mi sorprendo a pensare a lui, a questo vecchio di 83 anni alle prese con l’alzheimer. Ogni settimana mi accorgo che perde qualcosa eppure vedo che non cede, è lì sul precipizio ma rifiuta di gettarsi, di scivolare in quella melma da cui non si torna più indietro. Sono ormai alcuni anni che Brian soffre di questa malattia tipica dei nostri tempi, non è più autosufficiente naturalmente eppure riesce ancora a telefonarmi, a restare da solo qualche ora e alla notte, ad eccitarsi quando sa che si avvicina il sabato mattina e lo porto in giro a Ninetyland.
Gli studiosi dicono che l’alzheimer rappresenta verosimilmente lo stato mentale degli uomini primitivi, su questa cosa riletto di frequente…la vergogna ad esempio è la prima ad andarsene, un certo modo di vedere le cose doveva essere comune anche ai cavernicoli, quell’atteggiamento dalla sfaccettatura spartana davanti al susseguirsi degli eventi.
E’ interessante poi constatare come alcune faccende proprio non gli rimangano in mente (il nome della groupie, delle signore che quotidianamente ci danno una mano ad accudirlo, il nome dei suoi amici, dei suoi fratelli, addirittura di sua moglie) anche se gliele ripeto di continuo, mentre altre cose gli si piantano nella memoria e hanno rimandi continui. Come ho già scritto, uno sogno della sua vita era quello di andare in America, quando per caso ha saputo che anni fa ci sono stato, non fa che tirarla in ballo. Tempo fa mi ha chiesto se avevo fatto il militare…”Sì, Brian l’ho fatto nei Carabinieri..” da allora la ripete spessissimo. Due settimane fa parlava delle Russia e del fatto che là ci fosse il comunismo, una volta aggiornato che la situazione era cambiata, stupore…meraviglia e posizionamento della notizia nel cassetto delle cose da ricordare.
Ci sono poi momenti in cui mi fa molta tenerezza: poche settimane fa seguivamo su Sky una delle ultime deludenti partite dell’INTER. Nell’intervallo il collegamento con lo studio e con ILARIA D’AMICO e le solite chiacchiere post primo tempo. La D’Amico e i suoi ospiti fissano la telecamere mentre parlano e Brian mi fa “Tim , ma loro ci vedono?”
L’altro sabato eravamo a far colazione da CHEN il cinese nel bar del centro commerciale Newtower vicino a casa sua. Guarda i baristi e mi chiede: “Tim , ma sono stranieri?” ” Sì, Brian, sono Cinesi.” “Ah,…vengono dalla Cina…ma hanno dovuto imparare l’italiano…” “Certo papà“. Subito dopo in macchina “Ah, sono cinesi…beh io la so parlare la loro lingua…sleptur aiafar…visto?”…SLEPTUR AIAFAR… se metto su un nuovo gruppo lo chiamo così.
Non è tutto così pieno di buoni sentimenti il nostro rapporto, ogni tanto perdo la pazienza, quando mi chiede per dieci volte “Tim , ma che giorno è oggi?”, quando sono obbligato a fargli da badante in ogni momento libero, quando lo vedo inetto a far tutto…però poi passa, e quando alla sera della domenica lo metto a letto verso le 20,30/21 e lui mi ringrazia per la bella giornata e si scusa se mi ha fatto tribolare, gli do un bacio e dopo che ho chiuso la porta a chiave e lo lascio da solo, mi commuovo e mi preoccupo per lui. Che brutto lavoro la vecchiaia…
Ieri verso le 13 ero in macchina e facevo queste riflessioni su di lui mentre ascoltavo un greatest hits di BILLY JOEL. Spossato dall’ennesimo sabato mattina dedicato a mio padre arrivo nel posto in riva al mondo, c’è il sole, la groupie a piedi scalzi, in calzoncini e maglietta è sotto ad un albero a leggere un libro, Palmiro è lì con lei. Spengo la macchina mi incammino verso di loro, Palmir mi vede e mi corre incontro, mi si butta addosso, fa le fusa, strofina il muso contro il mio, la groupie sorride…piccole sciocchezze quotidiane che però ti risolvono il sabato.
Sono alcuni giorni che Palmiro è nel suo sentimental mood, credo sia contento: accudito amorevolmente da due umani che stravedono per lui, coccolato continuamente, possibilità di stare all’aperto diverse ore al giorno, spazi perfetti per un gatto…casa in campagna situata in una lunga stradina chiusa, poco traffico, pochi pericoli e tanta libertà.
Sabato sera ritrovo con una parte degli ILLUMINATI DEL BLUES. Appuntamento alla domus saurea e cena in un ristorante di Borgo Massenzio. Spaghetti del pescatore, fritto misto del molo, acqua fuori frigo, vinello bianco e tante discussioni nel nome del rock. Dimenticavo, tante risate…e Page solo sa quanto ne abbiamo bisogno. Mentre a fine cena mi bevo il secondo sorbetto ghiacciato penso alla dispepsia funzionale e al fatto che ormai sono mesi che mi lascia in pace. Non lo credevo possibile. Dal 2006 era un attacco se non continuo comunque automatico in certe condizioni. Sono piacevolmente sorpreso. C’è speranza dunque…e se anche dovesse tornare, beh, un episodio ogni tanto è più che accettabile.
Finiamo la serata alla domus saurea in uno dei modi che più ci divertono: guardare filmati musicali improbabili. Il clou della serata è ASIA IN ASIA degli ASIA appunto, filmato del 1983 al Budokan di Tokyo. In quell’occasione al basso e alla voce c’era GREG LAKE. Il video però guardato oggi fa proprio ridere: scenografia tipo FESTIVAL DI SANREMO primi anni ottanta (quello con gli artisti in playback), pezzi tutt’altro che memorabili (diciamo pure brutti), suoni lofi, pubblico in preda ad un modesto entusiasmo preconfezionato e finto…nel vedere queste cose c’è da maledire MTV e gli anni ottanta. LISO l’indomani mi scriverà che aver visto ASIA IN ASIA lo ha cambiato. Che ridere ragazzi.
Picca poi richiede di vedere un evergreen dell’orrore, uno dei filmati più temuti dalle teste di piombo: la parte del concerto dedicata a JIMMY PAGE dell’ARMS tour del dicembre 1983 al MSG di New York. Il più grande chitarrista rock di tutti i tempi in versione peggior chitarrista rock di tutti i tempi. Erano gli anni bui per PAGE, ancora preda dell’eroina, si presenta sul palco fisicamente quasi irriconoscibile in preda ad una carica da cocaina e incapace di suonare la chitarra. L’attacco di PRELUDE per poco non fa venire un attacco di cuore a Paolino Lisoni che mai aveva affrontato questa impervia prova. JIMMY PAGE ai minimissimi termini. Con malinconiche risate poi constatiamo come l’aristocrazia del rock inglese in quegli anni fosse tutta a pezzi. Anche chi suona benino sembra non aver senso in quel contesto. Un carrozzone messo in piedi per una nobile causa che avanza stancamente mentre sprofonda nel fango di situazioni assurde…gli spazi di vuoto tra un pezzo e l’altro, la maglietta stile Rockpalast di Jeff Beck, la apatia di Clapton, la improponibile maglietta attillatissima con cui si propone JOE COCKER…un festival dell’orrore. Mi chiedo quale spinta masochista ci spinga a vedere obbrobri del genere. Ad ogni modo un bella serata, il vedersi con i confratelli contribuisce non poco a lenire i blues di questa porca vita.
Finisco la serata dando un’occhiata al cofanetto di OZZY OSBOURNE che mi ha portato dono The Pike Boy e al primo numero di OUTSIDER, il nuovo mensile messo in piedi da MAX STEFANI su cui scrive anche GIANCARLINO TROMBETTI. Me lo ha portato Liso, e ad una prima occhiata non mi dispiace per nulla benché il mio mondo musicale e quello di Stéfani non siano proprio gli stessi. Torneremo a parlarne.
Bella questa foto, scattata in occasione della uscita dell’album THE SUMMIT (1979) a favore di un ente di beneficenza (THE YEAR OF THE CHILD) che si occupava di bambini ammalati e disabili.
L’album conteneva CANDY STORE ROCK dei LZ, ROCK AND ROLL FANTASY della BAD COMPANY e altre canzoni di ELO, Wings, Gerry Rafferty, Dire Straits, Eric Clapton, Elton John, Cliff Richard, Supertramp, Thin Lizzy, YES and Pink Floyd.

Left to right back Boz Burrell, Scott Gorham, Eric Clapton, Robert Plant, Mik Kaminski, Pick Withers, Brian Downey, John Illsley, Mark Knopfler, David Knopfler. front Row. Paul Rodgers, Simon Kirke, Mick Ralphs, Phil Lynott
Il nostro amico di lunga data Bodhran (quanti anno sono Marchino, 25?) mi consiglia questo pezzo di LAURA MARLING che lui definisce mezzo capolavoro. Il pezzo in effetti è molto bello.
Per le teste di piombo che frequentano questo blog aggiungo quest’altro preso dall’album ONCE I WAS AN EAGLE, le atmosfere dovrebbero esserci famigliari…
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