Viaggio su una vecchia Polo, la blues mobile è dal carrozziere così mi tocca uno scassone d’ auto sostitutiva, senza radio. Partire e venire al lavoro senza il car stereo, senza i miei bootleg o box set da sentire è una tortura. Collego le cuffie al cellulino, la musica è buona ma trattasi di mp3 e si sa, gli mp3 fan cagare. Lossless sempre e comunque, per dio! Con l’umore nero entro in ufficio, sbrigo le prime faccende, poi esco per alcune commissioni. Mi fermo all’edicola di Maranello, CLASSIC ROCK UK con i LZ in copertina non è arrivato. Compro DAGO cartonato dell’Aurea Comix.
Mi rimetto in macchina, attraverso Stonecity…camion, fabbriche e BMW sono sempre al loro posto ma hanno sfumature tetre, scolorite come sono da questa crisi infinita. Rientro in ufficio. Vado direttamente da Cassy, supervisiono un upload sul sito di una casa editrice per una campagna stampa di un importante cliente. Arriva Lakèerlit e mi dice “Tirelli, è arrivato un pacchetto, l’ho messo nel tuo ufficio.” Mi precipito nella blue room e lo vedo…
D’improvviso il sole esce dal grigio, gli uccellini iniziano a cinguettare, le violette sbocciano nel giardino,…l’inverno cittadino sembra quasi uno straniero e Agnese è ancora sul manubrio a cantar canzoni….
I ain`t slept a wink since Sunday I can`t eat a thing all day Every day is just blue Monday Since you`ve been away Since you`re gone I got a mess of blues
pacchetto amazon – foto di TT
PS: ELVIS 20 ORIGINAL ALBUMS, 44 euro. Mica male eh?
TITLE: RETURN TO FOREVER “The Complete Columbia Albums Collection”
LABEL: Columbia-Sony-Legacy 2011
DISC 1: ROMANTIC WARRIOR (1976) – TTTTT
DISC 2:MUSICMAGIC (1976) – TTT
DISC 3-4-5: LIVE – THE COMPLETE CONCERT (1977) – TTT
ARTWORK: TTT
CONFEZIONE: TTT
COLLECTION:TTT
Sull’onda di quel fiotto di passione per AL DI MEOLA (quello degli anni settanta) che recentemente mi fa vibrare il corpo, ho ordinato il box set riguardante i tre album che i RTF registrarono nel decennio d’oro della musica per la COLUMBIA.
La confezione del box set è mediocre, nessuna idea grafica, nessuno spunto creativo, le buste cartonate contenenti i cd sono la replica dei LP originali, con il risultato di rendere illeggibili le note dei retro copertina. Un discreto booklet interno mitiga il problema. La copertina di ROMANTIC WARRIOR però mi ha sempre attratto, meno quella di MUSICMAGIC.
Il gruppo si basava sulle figure di CHICK COREA e STANLEY CLARKE, affiancate negli anni 1974-75-76 da AL DI MEOLA. ROMANTIC WARRIOR è dunque l’ultimo album con il chitarrista di origine italiana, ed è l’album del successo (diventò disco d’oro). Contiene musica magnifica che prende forma là dove il jazz e il rock s’incontravano, in quelle meravigliose stagioni degli anni settanta, dove questo era possibile. Album di musica profonda, impegnativa, bella e godibile dove talenti musicali di altissimo, altissimo livello si mettevano l’uno al servizio dell’altro.
MUSICMAGIC invece è un album meno avvincente. Esce DI MEOLA entra GAYLE MORAN, moglie di COREA, all’organo e alla voce. La musica diventa più melensa, con brani cantati che precipitano giù per il dirupo del jazz noioso. Certo, rimangono COREA e STALEY CLARKE, ma a questo punto la musica dei RTF è jazz rock per fighelle.
Il LIVE qui è riproposto per la prima volta nella sua interezza su cd (anche se manca ancora qualcosina rispetto al quadruplo album che uscì all’epoca) ed è la testimonianza del tour di MUSICMAGIC. Senza chitarra mi sembra che la musica anneghi tra fiati e tastiere, e il cantato mi sembra anche qui superfluo. Le introduzioni parlate ai vari pezzi mi sembrano poi autoreferenziali.
Intendiamoci, è musica di livello, ma per il sottoscritto i RTF interessanti sono quelli con AL DI MEOLA. Non è mica un caso che dopo il live del ’77 il gruppo si sciolse.
Ho passato questo weekend a togliere i cd dalle jewel case per inserirli nelle space saving sleeve. Sono arrivato alla lettera Z degli artisti internazionali. Adesso mi rimangono gli artisti italiani e quelli del reparto blues. Non ho più sleeve, domani farò un altro ordine. Poco fa guardavo con soddisfazione i ripiani vuoti degli gli scaffali…ho recuperato davvero un certo spazio, una volta finito potrei anche riuscire a portare giù dal sottotetto tutti i bootleg dei LZ. Mi metto a computer, vado sul blog (anzi diario) di Ross Halfin e scopro che lui e Page in questi giorni erano a NY e che sono andati alla festa di compleanno di PETER MENSCH, il manager attuale di Page. Il socio di MENSCH è CLIFF BURNSTEIN, di cui Ross Halfin fotografa la collezione di dischi…guardo la foto e più che JIMMY PAGE osservo gli scaffali eleganti in cui sono contenuti LP e cofanetti…guardo i miei e sospiro…sigh.
JP e la collezione di dischi di Cliff Burnstein – foto di Ross Halfin
Peter Mensch e Cliff Burnstein proprietari della Q PRIME
TITLE: Led Zeppelin “Peace And Love” Hiroshima, Prefectural Gymnasium, 27 settembre 1971
LABEL: Empress Valley Supreme Discs marzo 2013
TYPE: audience
SOUND QUALITY: TTT½
PERFORMANCE: TTTTT
BAND MOOD: TTTT
COLLECTION (for the zep fan): TTTT
COLLECTION (for the casual fan ): TT
Nuova versione di questo bootleg audience, stavolta però trattasi di upgrade notevole, a cura della EMPRESS VALLEY SUPREME DISCS. La versione che avevo fino ad oggi era quella intitolata ZINGI della TARANTURA, beh non c’è paragone. In questa il sibilo che contraddistingueva le precedenti edizioni è pressoché inesistente, e il sound è davvero migliorato di almeno un mezzo punto, se non di più. Resta comunque una fonte audience non proprio godibilissima, indigesta per il casual fan, ma comunque affrontabile da un qualunque zep fan che si rispetti. Il tour giapponese del 1971 è probabilmente uno dei due zenith dei LZ, ogni data è incredibile per potenza, aggressività, testosterone, gioia di vivere. Le esibizioni sono quanto di meglio il rock in senso stretto ha saputo offrire, basta accostarsi ai primi pezzi del concerto per accorgersi della cosa: l’assolo di HEARTBREAKER di PAGE è così elegantemente selvaggio da lasciare a bocca aperta, RP canta come non ho mai sentito fare nessun altro, e BONHAM…beh, bastano quelle piccole cose che prendono forma ad esempio al minuto 04,36 di SIBLY per farmi godere immensamente.
In WHOLE LOTTA LOVE il pubblico giapponese si lascia finalmente andare all’entusiasmo, cosa inevitabile vista la performance del pezzo. Già l’intro è deliziosa, il resto poi è leggenda; dopo le prime strofe e prima dell’assolo di PAGE spunta fuori più volte il riff discendente di IN THE LIGHT. Il rock and roll medley è riuscitissimo… la sola Be BOP A LULA riesce a farti capovolgere.
LABEL: official download 2013 – Leadclass Ltd., under license to WhooHoo! Media Group
TYPE: audience
SOUND QUALITY: TTTT
PERFORMANCE: TTTTT
BAND MOOD: TTTT
COLLECTION: TTTT
Secondo download ufficiale a 12 euro per questo bel concerto degli ELP in Germania nel 1972. La fonte è audience, quindi anche in questo caso il bootleg in questione non è per tutti, ma come dico sempre se si è appassionati di rock, la familiarità che si ha con queste cose ci permette di apprezzare anche queste registrazioni imperfette.
Nel riascoltare questo concerto mi sono chiesto come doveva sentirsi il pubblico di quell’anno ad affrontare un concerto degli ELP. Già perché i primi pezzi erano PICTURES AT AN E. , THE ENDLESS ENIGMA, HOEDOWN e TARKUS…mica robetta facile! Con TAKE A PEBBLE ci si ripara un momento dal mare impetuoso ed elettrico che occupa il primo disco. Mi sorprendo sempre dalla bellezza melodica di questo brano, ogni volta che lo sento. Qui un’altra versione impeccabile. Non so voi, ma le PIANO IMPROVISATION riescono sempre ad incantarmi…che pianista, che gruppo.
Chiusura classica con RONDO’ A LA TURK e LO SCHIACCIANOCI (che però difetta un po’ in qualità). Altro bel bootleg. Ah, se solo i LED ZEPPELIN seguissero questa strada.
Keith Emerson – Keyboards Greg Lake – Bass, Guitars, Vocals Carl Palmer – Percussion
Archival Material Produced by David Skye
Remastered by Randy Wine
Art Design: Matthew Montero
Project Assistance: Tony Ortiz
Basandosi sul diario della sua bisnonna, LILLI GRUBER racconta un pezzo di storia del Sudtirolo. Benché diverse donne nel corso degli anni mi abbiamo detto che ho una sensibilità femminile (an s’è mai vest Johnny Winter con ‘na sensibilitèe femminile…) l’inizio del libro è un po’ troppo da “donna” per i miei gusti, ma una volta che lo si è attraversato e ci si è adeguati al tepore delle correnti della scrittura della GRUBER, tutto diventa più facile.
Pur se affezionata alla sua famiglia, a sua bisnonna e alle sue prozie, LILLI GRUBER mantiene un certo distacco e racconta gli eventi senza cercare di mistificare certi argomenti poco simpatici (una paio di sue prozie abbracciarono in toto l’avvento del nazismo). Naturalmente essendo un italiano dell’Emilia Romagna di questo tempo non ho trovato nessuna affinità elettiva con ROSA, la bisnonna della GRUBER, donna d’altri tempi di una certa levatura sociale, non certo amante degli italiani e ben aggrappata alle sue radici austriache ma riesco a capire l’atteggiamento dei sudtirolesi, popolazione che ha comunque la mia solidarietà per ciò che ha dovuto passare sotto il fascismo.
Questo libro mi è stato utile per capire meglio certi avvenimenti e per riconsiderarli sotto angolazioni diverse. Inoltre è una bella storia, una saga famigliare interessante, e la GRUBER scrive davvero bene.
TITLE: Page & Plant “The Bootleg” Tokyo Budokan 13 febbraio 1996
LABEL: no label
TYPE: matrix (soundboard + audience mix)
SOUND QUALITY: TTTTT
PERFORMANCE: TTTT
BAND MOOD: TTT
COLLECTION: TTTT
Il progetto P&P negli anni novanta ci fece respirare aria piena di piombo zeppelin. Li vidi due volte a Milano, nel 1995 e nel 1998. Fu durante l’esibizione di SIBLY del 1995 che tra me e me dissi “Cazzo, i Led Zeppelin!”. Vedere Page in ottima forma suonare – insieme a Plant – quello che probabilmente è il mio pezzo preferito in assoluto, mi spostò per qualche istante in altre dimensioni e pensai che vedere i LZ doveva essere stata una cosa molto simile. Era la foga del momento, in realtà non fosse altro che per la sezione ritmica e per la mobilità del polso destro di Page, i LZ erano un’altra cosa. Ma è indubbio che i due portarono in giro un bello spettacolo. Il filmato del 1994, quello nato in origine come un nuovo episodio della serie unplugged di MTV, credo sia uno dei video più belli mai confezionati negli anni post settanta. L’album relativo non fa la stessa impressione, senza le immagini suggestive il tutto perde molto. L’album successivo, WALKING INTO CLARKSDALE fu invece una mezza delusione. Qualche buon pezzo, ma con Page prigioniero di Plant. Il biondo di birmingham si rifiutò di tornare in studio per scrivere e registrare qualche altra canzone, qualche altro pezzo più in linea con la fama dei due. Ci si dovette accontentare quindi di quello registrato sino ad allora, pezzuncoli di rock classico trasformati in rock pseudo alternativo.
In mezzo, un breve tour fatto nel 1996, ancora con la orchestra, ma senza Porl Thompson, quindi con il solo Page alla chitarra. Dal punto di vista di bootleg audio e video il tour è coperto benissimo, ci sono infatti in giro tutte le registrazioni audience (di ottima qualità), qualche soundboard eccellente, e addirittura qualche pro-shot video.
I due bootleg che recensisco ora sono il paziente lavoro di un fan che ha pensato bene di miscelare gli ottimi soundboard disponibili con le relative ottime registrazioni audience. Il risultato è riuscitissimo. L’audience regala un po’ di “ambiente” e sentimento ai sounboard che di solito sono un po’ secchi e “lontani” dal pubblico.
Negli anni novanta ascoltavo con piacere tutti i pezzi della tournée, gli arrangiamenti in acustico conditi con soluzioni arabeggianti e un po’ psichedeliche mi sembrava avessero il loro perché. Oggi riesco ad ascoltare solo la parte hard rock di questi concerti. Ciò non toglie che siano bootleg adatti anche al casual fan, vuoi per la qualità audio, che per la proposta originale.
Il tour fu famoso tra le teste-di-piombo come me per TEA FOR ONE, il lungo e sofferto blues in minore tratto da PRESENCE, mai presntato dal vivo con i LZ. Vero che TFO ricalca lo schema di SIBLY (entrambi blues in do minore, lenti e drammatici), ma sentirla dal vivo con il respiro maestoso dell’orchestra…beh, non è mica roba da poco.
TITLE: Page & Plant “Tea For One” Nagoya Century Hall 17 febbraio 1996
LABEL: no label
TYPE: matrix (soundboard + audience mix)
SOUND QUALITY: TTTTT
PERFORMANCE: TTTT
BAND MOOD: TTT
COLLECTION: TTTT
Poco da aggiungere a quanto ho scritto per TOKYO del 13 febbraio. Qui in più c’è CELEBRATION DAY con un’introduzione stramba, dove Page sembra perdersi. Anche qui prediligo la parte HARD ROCK (e blues), dunque HEARTBREAKER, CUSTARD PIE, TSRTS, TEA FOR ONE, DANCING DAYS, ROCK AND ROLL. L’orchestra comunque, in pezzi come THE RAIN SONG, da sepesso i brividi. Bootleg buono per tutti.
Un altro, l’ennesimo, album postumo di Hendrix. Ah, inizio a non capirci più nulla. Dovrebbero essere registrazioni inedite di Jimi in studio nel periodo (1968/69 circa) in cui stava preparando l’ultimo album da studio che poi è uscito postumo in varie e spezzettate versioni nel corso dei lustri successivi.
Alcuni pezzi sono idee, improvvisazioni, jam su cui Hendrix stava lavorando e benché siano presentate in modo impeccabile mi chiedo davvero se sia giusto pubblicarle; capisco che tutti abbiano/abbiamo fame di musica del grande, grandissimo JIMI, ma dovrebbe esserci un limite.
Ad ogni modo non riesco a snobbare queste nuove uscite, come appassionato di rock e chitarrista sono comunque attratto dal nuovo materiale d’archivio di JH. E’ sempre un gran piacere ascoltare il nero di Seattle suonare e sentirlo cercare nuove strade, nuovi metodi, nuove ispirazioni. SOMEWHERE, EASY BLUES, HEY GYPSY BOY e VILLANOVA JUNCTION BLUES quelle che mi hanno solleticato l’animo.
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