MAXI TEX N,16 “La legge di Starker” (Bonelli – ottobre 2012 – Euro 6,30) – TTTT

2 Nov

MAXI TEX n. 16, annuale/ LA LEGGE DI STARKERSoggetto e sceneggiatura: Tito Faraci / Disegni: Miguel Angel Repetto/ Copertina: Claudio Villa / Lettering: Luca Corda

DAL SITO DELLA BONELLI: I cittadini di Blackfalls rispettano e temono lo sceriffo Starker. Lui ha portato la Legge. La sua Legge. Un cappio, che pende notte e giorno sulla via principale, ricorda cosa succede a chi osa sgarrare. Ma, quando Tex arriva in città, sulle tracce di un bandito, sente subito puzza di bruciato. Così si mette a indagare, a costo di ritrovarsi contro l’intera Blackfalls, fino a una resa dei conti in cui emergerà una verità sorprendente e amara…

La storia non si discosta dalle tipiche avventure di Tex, ma risulta godibile e per nulla noiosa. 322 pagine di buon fumetto western.

THE BLUES MAGAZINE n.3: JOHN MAYALL cover (settembre 2012)

1 Nov

Ogni volta che lo vedo negli scaffali della edicola in cui vado a Maranello mi chiedo cosa fare, 13 euro e 90 non sono mica pochi, ma poi con John Mayall in copertina non riesco a resistere, CRUSADE è uno dei miei album…

Molto buono l’articolo di tre pagine su WHEN THE LEVEE BREAKS, il pezzo del 1929 di MEMPHIS MINNIE e KANSAS JOE McCOY reso immortale dalla tellurica versione dei LED ZEPPLEINJ nel 1971. Buona anche l’intervista con Mayall ed è davvero una gran cosa trovarne un’altra con il grande CHUCK LEAVELL, il pianista di ALLMAN BROTHERS  e ROLLING STONES.

RIVAL SONS “Head Down” (Earace Records 2012) – TTT½

31 Ott

I Rival Sons li vidi l’anno scorso al Corallo e l’impressione ricevuta non fu male, ma non mi sembrarono esattamente all’altezza di tutto il parlare che si faceva di loro. Questi paladini dell’hard rock anni settanta, avvicinati da più parti ai Led Zeppelin, non riuscivano a scaldarmi il cuore completamente. Ora il mio amico Lorenzo Stevens mi regala HEAD DOWN, terzo album, e l’attenzione nei loro confronti sale.

I primi pezzi sono tutti tirati e si rifanno all’hard rock anni settanta di seconda fascia poi arriva JORDAN ed è subito infatuazione…posto il clip da youtube su facebook, Tommy T. commenta “Sono i nuovi Free?” “Magari Tom, magari” rispondo io, però in fondo al cuore lo so che questa canzone sarà mia per sempre e che Tommy non si è sbagliato di molto citando la band inglese che amo alla follia…

I FREE (SONGS OF YESTERDAY) ce li sento anche in ALL THE WAY, episodio movimentato a tempo di blues…

Lo strumetale acustico NAVA riporta alla mente certe cose dei LED ZEPPELIN (GOING TO CA / BRON YR AUR)…

MANIFEST DESTINY PT è uno di quei blues ipnotici grevi e spaventosi, io scorgo echi di WHEN THE LEVEE BREAKS e NO QUARTER ma potrebbe essere una deformazione professionale. Ad ogni modo niente male, niente male.

Chiude TRUE, chitarra acustica e voce, breve momento di dolcezza con un non so che di sinistro…

Cinque pezzi che mi piacciono, una coesione d’intenti indiscutibile e un progetto che sta prendendo forma. Va a finire che i RIVAL SONS devo tenerli d’occhio davvero.

Produzione un po’ paludosa, le preferisco più brillanti.

DETROIT TALES: “la rock and roll damnation e Trilogy che piace alle garage rock girls” di Paolo Barone

30 Ott

Il nostro Michigan Boy è solito mandarmi riflessioni che spesso mi solleticano. Cose tra me e lui, senza tanti filtri, constatazioni tra amici… ma si sa, mi piace quel che ha da raccontare Paolino Barone e così finisco per chiedergli se posso usare la cosa per il blog. Polbi è tollerante, tornisce il tutto, cancella i nomi e mi da l’ok. Che pazienza che ha il mio amico.

L’altra siamo andati a vedere un nostro caro amico canadese Bloodshot Bill, che presentava il suo one man show in un club rock di Detroit.

Mentre eravamo con lui a fare due chiacchiere nel patio esterno del club, (incredibile ma vero fa caldo qui in questi giorni) riconosco una mia cara amica seduta ad un tavolo in disparte, in una zona praticamente buia, illuminata solo dalla luce dei lampioni della strada. Vado a salutarla e la trovo in compagnia di altre tre ragazze: la sua compagna, la cantante di una band locale (che ha anche avuto un certo successo internazionale, si chiamano Detroit Cobras, se vi capita dategli uno sguardo), e un altra persona, totalmente in ombra, ma non so perche’ mi sembra di conoscerla. Dopo un caloroso saluto a lei e alle altre due, vengo presentato alla terza tipa, ora la riconosco senza dubbio: E’ la batterista di una band/duo molto, ma molto famosa. Anche mia moglie la conosce e scambiano un paio di battute, poi noi torniamo alle nostre cose e le tre ragazze vengono via con noi lasciando la drummer sola al tavolo, nella semi oscurita’.

Dove lei rimarra’ a lungo, fumando una sigaretta dopo l’altra, bevendo un paio di bicchieri, scrivendo cose sul suo smartphone, sola, triste, ingrassata, depressa.

Praticamente incapace di comunicare, di parlare per piu’ di un minuto.

Per poi a un certo punto sparire, lasciando un po’ a tutti una sensazione di disagio, mitigata soltanto dalla forza del nostro amico che ne frattempo suona un concerto infuocato, coinvolgendo tutti i presenti.

Una volta a casa mi viene spontanea una riflessione.

Ma e’ mai possibile che questo sia il prezzo da pagare per la fama ed il successo nel mondo del rock?!? Da sempre, Elvis, Stones, Beatles, LZ, Pistols, Nirvana, J. Winter, un elenco infinito di anime in pena divorate da mille problemi, infelici, depressi, spesso finiti male, anzi, quasi sempre finiti male.

In fondo la band in cui suonava questa ragazza e’ stata  l’ultima band rock ad avere un successo di massa internazionale, lei e’ giovane, ha un pacco di soldi, potrebbe fare quello che cazzo vuole, o semplicemente godersi il successo raggiunto….no, me la ritrovo in un club di Detroit all’una di notte in quelle condizioni. No alle hawaii a godersi la vita….Ma perche???

Esiste una rock & roll damnation, una maledizione da scontare in cambio del successo e della fama???

Il mo amico Bill gira il mondo da solo con lachitarra, suonando dove capita e racimolando qualche soldo. Ha inciso diversi dischi che si vende da solo ai concerti. A casa ha una bimba di sette mesi, una moglie carina, dei genitori anziani, una vita non comoda. Ma e’, per quanto possibile, felice. Anzi, e’ una delle persone piu’ felici che conosco. Successo a dir poco di nicchia, soldi zero, fama sottozero, ma contento…Gli auguro dal cuore di restare cosi, il diventare una stella, a quanto pare, ha un prezzo troppo alto da pagare.

Ieri in macchina sulla I-75 stremato dalle solite banalita’ classic rock fm americane ( suonano sempre le stesse cose, da incubo! ) ho messo Trilogy. Mia moglie (ricordo che la moglie di Polbi e la leader dei DEMOLITION DOLL ROD ndtim) si e’ svegliata e pensavo che lo tirasse dal finestrino, ma invece mi dice, “bello questo disco, ma chi sono? ” “ELP”  rispondo io. “Ah”, dice lei, che ti assicuro non ha la minima idea di chi siano. “Mi piace sembra un incontro fra Frank Zappa ed Ennio Morricone, potrebbe essere una bella colonna sonora per un film….e’ proprio un disco particolare”. Mah, vai a capire i misteri…

Ho anche scoperto che ama cantare a palla con la radio in macchina una canzone della ELO, una un po’ rock, non mi ricordo come cazzo si chiama…!
Per il resto passo i miei giorni fra computer, malinconie in salsa Big Star, nipoti, parenti vari, halloween, e viaggi cosmici sulla nave pirata Hawkwind…
Hanno aperto un nuovo, enorme, negozio di dischi a cento metri da casa mia, 90% vinile il resto cd in via di esaurimento scorte. ieri ho preso master of reality del 71 con poster originale incluso a 26 dollari…non male dai.

Nei prossimi giorni dovrei andare a vedere Rocky Erickson e forse riesco a beccare anche Rodriguez. Del quale forse non hai sentito mai parlare (Peppe videtti lungo articolo su repubblica a luglio) ma poi spero di raccontarti qualcosa io….Un altro dei miei bellissimi perdenti del rock.
E per finire volevo dirti che ho scovato un manuale di istruzioni per il synt korg degli anni 70 che Margaret ha in cantina/sala prove. Una specie di moog, dal quale mi diverto a tirare fuori suoni pazzeschi….Diventero’ anch’io un corriere cosmico da grande?!?!?!

Brian e i sistemi sinottici, le ballate struggenti di JOHN MILES e Bologna-Inter 1 a 3

28 Ott

Sabato mattina, vesto Brian e lo guardo: con i jeans, le (finte ) clarks invernali,  il ciuffo che ancora resiste sembra un giovane, vecchio, ma giovane.  Gli sistemo le maniche del maglioncino, gli aggiusto il collo della camicia, mi assicuro che si dia il dopobarba…Mi segue docilmente a far colazione nel bar di Chen il cinese, al Conad del Newtower a fare la spesa e a Ninentyland per il nostro solito giretto settimanale. Si perde tra i pensieri, mi chiede decine di volte la stessa cosa, cita l’incipit della Divina Commedia fino alla nausea eppure dietro quegli occhi c’è ancora la scintilla della lucidità. E’ sempre pronto ad uscire, a stare in mezzo alla gente e a ribattere con sarcasmo ed ironia alle mie battute o a stare al gioco. “Brian Brian” gli faccio “mo sa gh’è dènter cla testa lè, gninto?” “Te pensa ad arivèr ala mee etee po a nim parlòm” ribatte prontamente il vecchio Brian.

Radio Capital passa THINK di ARETHA FRANKLIN , Brian parte con un battimano inaspettato, io mi metto a muovere la testa al tempo di musica nel famoso John Paul Cappi style e Brian si mette a fare altrettanto. Sembriamo due degli Earth Wind & Fire. Mi chiedo cosa possano pensare i guidatori delle macchine che incrociamo.

A Ninentyland incontro Lasìmo, parliamo fitto fitto per alcuni minuti, Brian che forse si sente escluso (naturalmente è lui che deve essere al centro dell’attenzione) se ne esce con  “Eh, i sistemi sinottici”. Io e Lasìmo ci guardiamo sbigottiti e smettiamo di parlare. Brian è riuscito nel suo intento. I sistemi sinottici…mah!

Anche la domenica la passo con Brian, lo porto a Borgo Massenzio, così spezzo la giornata e mi sembra meno lunga.

(Brian alla domus saurea – foto di TT)

Nell’andare avanti e indietro attraversando il primo weekend di vero autunno, quello che già tende a sconfinare nell’inverno, decido che mi serve qualcosa di accogliente così precipito di nuovo verso JOHN MILES. Ho un debole per lui e per le sue ballate sdolcinate, nostalgiche, romantiche e zuccherose. Ma di lui mi piace tutto: le derive sinfoniche, l’hard rock simil zeppeliniano, gli irresistibili ritmi che strizzano l’occhio alla disco rock dei fine settanta. Mi domando se c’è qualcun altro che ama come me certi musicisti. Temo di no. Immagino la gente chiedersi “Lo conosci Tim Tirelli?” “Sì, è quel che pazzo a cui piacciono gli EDGAR WINTER’S WHITE TRASH e JOHN MILES”. Sì, perché va bene i LED ZEPPELIN, gli ELP, SANTANA, la BAD COMPANY e i BLUE ÖYSTER CULT, ma ci sono certi artisti mainstream un po’ ai margini per cui ho delle fisse mica da ridere.

Dopo essermi rigirato un po’ nell’edonismo della nostalgia (NO HARD FEELINGS, TIME e REMEBER YESTERDAY) mi ricompongo con SYMPATHY…

Nel posto in riva al mondo Brian impazzisce per Palmiro. Palmir è un gatto estroverso e intergaisce con tutti con gran piacere… “Mo dio bon, mo se gli voglio bene a quella gattina“Brian è un un maschio si chiama Palmiro” “Beh, va beh, ma gli voglio proprio bene a quella gattina”.

Insieme guardiamo poi l’INTER, sul divano, con lui che mi tiene la mano come se fossi un bambino piccolo. Mi chiede continuamente come siamo messi, se noi siamo i bianchi. Guardare l’INTER è una delle gioie della mia vita, quest’anno sono molto cauto…dopo essere passati dai trionfi del 2010 ad una annata come quella dello scorso anno uno si fa più accorto. Seguo la squadra, il nuovo corso, la ricerca di una propria via ma cerco di rimanere realista. Non voglio lasciar scatenare le tempeste di emozioni che di solito albergano nel mio cuore, quest’anno voglio tenere un low profile, un passo alla volta e vediamo dove arriviamo. RANOCCHIA, MILITO, CAMBIASSO…tre bei goal che mi riempiono di gioia, gioia che esplode ma con eleganza. Brian vede i goal, e poi i replay…non coglie esattamente il fatto che sono riproposizioni e così chiede “Ma quanti ne abbiamo fatti?”. Gli ultimi minuti sono una sofferenza per lui “Allora è finita?” “Ma quando finisce?” “Tim, allora?”. Al fischio dell’arbitro, sorride, mi abbraccia e si lascia andare ad un “Viva, viva,viva l’Inter, dio te stradora”.

Peccato che a Catania ci siano state due sviste arbitrali mica da poco (goal regolare del Catania annullato, goal irregolare della J**e convalidato) perché avremmo potuto avvicinarci un po’ alla squadretta di Trombetti.

Nel riportare Brian a casa noto, esattamente come l’anno scorso, che a Mutina, la ferramenta davanti al Newtower ha già montato gli addobbi natalizi alle vetrina e le lucine in cima ad un grande albero…oggi è il 28 ottobre. Mah.

ALMANACCO DELL’AVVENTURA 2013 MISTER NO (Bonelli OTTOBRE 2012 – € 6)

28 Ott

 

Almanacco dedicato alla figura di Sergio Bonelli ad un anno circa dalla sua scomparsa. I suoi viaggi, i suoi personaggi, i suoi film, i suoi libri, la sua musica. Contiene un vecchio episodio di MR NO tratto da uno speciale del 1988. Nonostante IL RE DEL SERTÃO parli dei Cangaceiros, l’episodio non mi pare un granché, ma è tutto a colori e non potevo lasciarmelo sfuggire. A di là del fumetto, questo almanacco è ben fatto e funge da doveroso ricordo di una figura storica e mitica del fumetto italiano.

DAGO n.81“VENTO DI RIVOLUZIONE SUL TRENTINO” (Aureacomix n.30 ottobre 2012 – Euro 10,90) – TTTT

25 Ott

Prima parte di una storia che si rivela ben fatta e, come spesso capita col giannizzero nero, avvincente. Solito alto livello di qualità dato dall’accoppiata Dago/Aureacomix.

MOJO n.228: ZZTOP cover (novembre 2012)

25 Ott

Retrospettiva di 8 pagine sugli ZZTOP in occasione della uscita del loro nuovo album e nuova intervista a JEFF LYNNE, leader della ELECTRIC LIGHT ORCHESTRA. Nuova intervista anche per VAN MORRISON. Buon numero. Euro 9,60.

CATTIVA COMPAGNIA sul sito ROCK IN ITALIA

21 Ott

Sul sito ROCK IN ITALIA di Marco Priulla (vedi link qui sotto) è apparso questo articolo sulla CATTIVA, o meglio sul cd ALL’INCROCIO. Roba di 10/15 anni fa, ma è sempre un piacevole ricordo. Ora la CATTIVA ha una formazione diversa (con cui spero di entrare in studio prossimamente) ma ad ogni modo…belle parole. Grazie Marco.

http://www.rockinitalia.com/2012/10/21/cattiva-compagnia-allincrocio/

(Tim in studio – All’Incrocio sessions)

(Picca e Mel Previte ai cori – All’Incrocio sessions)

 

Life on Mars (serie televisiva 2008) – TTTTT

21 Ott

Luca Bottura la consiglia spesso nel suo programma LATERAL su RADIO CAPITAL, così dai una volta dai un’altra ho deciso di darmi da fare e cercare le puntate di questa serie. Ne ho 17, al momento ne ho viste solo tre ma ho deciso di segnalarvela, perché è davvero bella. Sono entusiasta, mi piace un casino.

La serie originale è della BBC (2006), ma la americana ABC ne ha fatto il remake nel 2008 ambientandola a New York. E’ questa che sto guardando. Il tutto inizia come una solita serie poliziesca, senonché nel corso di una indagine, il protagonista SAM TYLER ha un incidente che lo catapulta nella New York del 1973. Non aggiungo altro, per non rovinarvi le sorprese. Mentre guardo la serie non posso non pensare che quella era la New Yorl al tempo di HOUSES OF THE HOLY e di THE SONG REMAINS THE SAME. Il titolo della serie viene dalla omonima canzone di DAVID BOWIE.