TT BLOG: 606

23 Mag

Sapete che ogni tanto mi piace aggiornarvi sulla situazione del blog così oggi vi informo che due giorni fa, il 21 maggio, il blog ha toccato un nuovo record di presenze quotidiane: 606 (record precedente 548 del 28 Marzo). Così suddivise:

Italy FlagItaly 498
United States FlagUnited States 57
France FlagFrance 10
Brazil FlagBrazil 7
United Kingdom FlagUnited Kingdom 5
Peru FlagPeru 4
Japan FlagJapan 4
Switzerland FlagSwitzerland 4
Greece FlagGreece 4
Poland FlagPoland 2
Mexico FlagMexico 1

Io mi trastullo con queste statistiche, certo c’è un po’ di orgoglio, ma è soprattutto divertimento e sorpresa. Sì, perché come ho già scritto varie volte, per un blog di questo tipo è un risultato davvero niente male. Noi non parliamo di un argomento unico, non siamo famosi, e non facciamo nulla per agganciare quanta più gente possibile. Sì perché è facile fare grandi “ascolti” se pubblichi un titolo del tipo, che so “Governo Monti: ora basta con le tasse. Stiamo venendo a prendervi” oppure “Terremoto in Emilia: tutti i perché e i per come”, ancora “Vivere fino a 100 anni? Si può, ecco come”  “Esclusivo Jimmy Page è morto. Scoperto il sostituto: Leopold l’australiano”. Quel tipo di blog sta prendendo il posto di quelle email spazzatura che arrivavano tempo fa…vi ricordate quei file in power point con i gattini, con i cagnolini dalle espressioni tenere? Oppure quelli simil new age recitanti filosofie orientali per sciampiste raffiguranti giardini giapponesi, raggi del sole tra la neve, campi di fiori che terminavano con “Ora inoltra questo messaggio a 10 tuoi conoscenti e la tua vita sarà meravigliosa. Se non lo fai morirai.”

Noi no, noi ci occupiamo dei massimi sistemi.

Led Zeppelin, dibattiti pepati su sghembe teorie musicali, il culto di Josè Mourinho, il Culto dell’Östrica Blue, Riva & Trombetti, Picca e Polbi, i commenti di lettori fedelissimi, Jeremiah Johnson, l’illuminismo, le deluxe edition, le special edition, le paper sleeve edition, i digipack, i box set, gli ordini su Amazon, le fighe, ELP o muerte, le sgommate della groupie, Leopold, la saga di Brian, il cambio automatico, il Nonantola State Of Mind, i Firm, John Miles, i White Trash di Edgar Winter, il demone delle notte senza sonno, Lucifer Rising, il sol dell’avvenire, quel gran pezzo dell’Emilia, la congregazione e i confratelli, il Southern Comfort…e i blues. Blues in tutte le salse: blues impannati, blues alla fiamma, blues in brodo, blues in lattina, in bottiglia, in damigiana, blues alla parmigiana, all’ amatriciana, alla reggiana dagli occhi di ghiaccio, blues del natale, dell’estate, dell’avtunno, blues della dispepsia, blues surgelati, blues riscaldati, avanzi di blues, mestruazioni di blues, due fette di blues, caffè corretto col blues, una faccia da blues, una testa di blues, un figlio di blues, fuori frigo di blues, qualche battuta di blues, Honky Tonk Train Blues, vaffanculo te e il blues, sono un uomo di blues, fat ‘mo der in dal blues, ziocàn ‘mo che blues.

Grazie a tutti. Eye Thank Yew. Altri 60 lettori e siamo a posto.

Ci vediamo all’incrocio.

Tim

AMARA

23 Mag

Il 23 maggio di vent’anni fa alle alle 18 se ne andava GIOVANNI FALCONE. Nello stesso momento se ne andava anche MARIA IMOVILLI detta Mara, mia madre. Un blog personale serve anche a lenire – seppur col carattere stucchevole e retorico  di queste cose – certe malinconie che resistono al passare del tempo. Un minuto quindi per rivolgere un pensiero a Falcone e un minuto ancora speso nel tenero ricordo di Mara…When I find myself in times of trouble, Mother Mary comes to me speaking words of wisdom, let it be…

CATTIVA COMPAGNIA LIVE 2012

22 Mag

SAN MARTINO IN RIO (RE) lunedì 28 maggio 2012 ore 19,30  “Festa D’Estate” Piazza della Rocca

RAVARINO (MO) sabato 9 giugno 2012 ore 21 Cortile eXasilo (via Roma 546)

GUIGLIA (MO) sabato 28 luglio 2012 ore 22 Fiera di San Luigi

STORMY MONDAY: BLUES IN THE CELLAR

21 Mag

Lunedì mattina, alle 8 ho un appuntamento verso Modolena Parish, là nei city limits di Regium Lepidi. Piove forte, fa freddo, la tangenziale che già solitamente a quell’ora non è mai scorrevole è ferma per un incidente. Fermo in coda dentro alla blues mobile, ho l’animo ancora traballante grazie alle scosse telluriche dell’altra notte, il cielo grigio e pesante preme su di me, vedo il mondo e il futuro a tinte fosche, scendo nella mia personalissima cantina mentale e la trovo infestata dai blues. Odore di intonaco bagnato, di vecchi cavagni per l’uva, l’umidità mi entra dentro, mi duole tutto il corpo, cerco di sistemare vecchie casse, di fare un po’ d’ordine…ad ogni movimento i blues fuggono frettolosi verso altri angoli. La luce filtra appena tra le bottiglie di vino neroverdi piene di polvere. Tossisco, ho uno stordimento. Torno in superficie. Trovo un varco, mi ci ficco, esco dalla tangenziale.

Alle otto e un quarto entro nella sala d’aspetto. Dovrò attendere un’ora prima di farmi ricevere. Ho il cellulino scarico, non posso nemmeno dare una occhiata  al Billy’sZepPhreaksClub. Imbambolato incollo lo sguardo ai neon a scacchiera del controsoffitto. Rimango in quello stato catatonico un’ora, poi finalmente entro e dopo 5 minuti esco. Ascensore, portone, pioggia. Entro in un bar. Non ho ancora fatto colazione, incespico sulla parola Southern Comfort, così ripiego su un caffè macchiato e una pasta. Leggo la Gazza. Il Napoli ha battuto i gobbi rosastellati, L’Inter sta valutando chi prendere per la prossima stagione, Valentino Rossi è arrivato secondo (era ora). Saluto il barman baffuto, esco. Nel parcheggio del complesso in cui sono mi fermo un minuto sotto alla pioggia…chiedo al padre dei quattro venti che mi lavi via tutti quei blues.

Desiderio esaudito. D’un tratto mi sento più leggero. Monto sulla bluesmobile, coi vestiti inzuppati bagno i sedili, alzo il riscaldamento. Mi rigetto sulla tangenziale in direzione di Stonecity. Visto che sono molto influenzabile da ciò che scrive il “poeta dell’hard’n’heavy” (Beppe Riva, of course), tolgo dal lettore il bootleg degli Aero con Crepso e Dufay e inserisco ROCKS.

Salto indietro nel tempo, seconda metà anni settanta, scopro di Aerosmith con DRAW THE LINE e (soprattutto) LIVE BOOTLEG, pochi mesi dopo esce NIGHT IN THE RUTS album che amo da morire. Canto con Tyler e lo correggo

“Reggio Emilia blues
East side, West side lose
Throw me in the slam 
Catch me if you can”

Cambiare atteggiamento e umore nel breve volgere di un respiro di blues è forse da gente poco equilibrata, ma che me ne importa.

Mi arriva un smsdel mio amico Paolino Lisoni: !“Lunedì di merda dopo weekend tragico. Sono sul Brennero, piove e WHEN THE LEVEE BREAKS a canna è perfetta. Noi uomini di blues viviamo di poche cose ma fondamentali. Che ci salvano la vita. Il blog di Tim è una di queste. Buona giornata”.

Ecco, letto questo sms torna il sole seppur lì fuori continui la pouring rain. Leggo i commenti di Picca, Alex e Lorenzo al post BAD BLOG BLUES, sorrido … Un panino, una insalatina, cracker, yougurt, fragole. Adesso faccio un salto al bar e mi butto giù un Southern Comfort. Mancherebbe solo un ordine ad Amazon e poi sarei a posto (per oggi).

BAD BLOG BLUES

20 Mag

Leggendo i commenti che alcuni di voi scrivono in risposta a certi miei scritti, mi chiedo ormai da qualche mese se valga davvero la pena portare avanti iL blog come sto facendo io, se valga la pena non avere tanti filtri, mettere in chiaro oltre alle proprie opinioni anche certi pensieri un po’ sghembi che ogni tanto passano per la testa. So di non essere un tipo facile, né particolarmente simpatico, come ho già scritto sono un po’ cagacazzo e snob, non passo sopra alle cose e faccenduole di questo genere. Questione di carattere immagino. Questo atteggiamento vale un po’ su tutto, ma se per quanto riguarda certe cose come la politica so di aver ragione e di stare dalla parte giusta, per la musica le mie sono riflessioni, provocazioni, sentimenti, intuizioni che mi sgorgano dallo stomaco con cui interrogo prima di tutto me stesso. Credevo che avere un blog personale  significasse avere un blog sganciato da logiche di equilibrio, paraculismo, oggettività, professionalità. Mi accorgo invece che ciò non è possibile, che le tue idee pur personalissime e discutibilissime, toccano nel profondo gli altri, scandalizzando e rendendo meno credibile il tutto.

Negli ultimi giorni, tra messaggi vari e altri mezzi di comunicazione in parecchi mi hanno mostrato – amichevolmente – le loro perplessità sui miei giudizi frettolosi, esagerati, senza freni. Prendo ad esempio qualcosa arrivato tramite commento al blog (tralascio le altre forme di contatto forse più private e meno adatte ad essere portare ad esempio pubblicamente):

PICCA:…Tornando a Tim, mi verrebbe da consigliargli di non cadere nella trappola del doversi esprimere in pareri su artisti, musiche e momenti che non gli interessano minimamente (trappola nella quale cado assieme a lui troppo spesso).

Nel mio caso è la frègola dell’ opinione a tutti costi (un male dei nostri tempi) che altro non è che una nevrosi data da bassa autostima e paura di non essere all’altezza (devo esprimermi su tutto altrimenti capiranno che non valgo una cazzo).
Ma Tim è very opinionated e penso che giocherà fino alla morte e a viso aperto con le sue analisi e i suoi giudizi su Soundgarden (Sabbath riscaldati, vero Tim?) Black Keys (vuoi mettere con Howlin’ Wolf, vero Tim?) o Jack White (erano meglio gli Stone The Crows, giusto Tim?) prima di rituffarsi completamente e inguaribilmente in un frammento di reperto di un polveroso bootleg audience registrato male dei New Yardbirds e ritrovarsi, felice, nel suo brodo.

(Howlin’ Wolf)

ALEX: Da “Genesista” a me piace , ma posso benissimo capire che uno trovi noioso e pretenzioso “The Lamb”. Invece faccio fatica a capire il preferire al “perfect pair” Perry & Whitford (uno dei più grandi e ignorati “ritmici” della storia) l’anonima coppia di mestieranti Dufay & Crespo (quest’ultimo cognome mi fa pensare con molto più entusiasmo all’omonimo centravanti argentino): da fan dei Fleetwood Mac sarebbe come dire preferire Burnette & Vito a Lindsey Buckingham, ma non discuto i gusti personali. Riconosco però che “Rock in a hard place” é un buon album, non inferiore alla loro media di quel periodo. E ti “perdono” perché sei uno dei pochi che come me pensa che “The song remains the same” sia quello che troppi sordi non vogliono sentire, ovvero un live della madonna.

(Jimmy Crespo)

(Rick Dufay)

BEPPE Argomento musica: Tim, so che ti fa piacere esser in sintonia con GC (Giancarlino!?!) Trombetti. In effetti, pur con differenti personalità, amate dar mazzate psicologiche a destra e sinistra, ed esser dissacratori. Passi che a te gli High Tide dicano poco, passi che Atomic Rooster ti dicano ancor di meno, e che per te Montrose fosse poco più di una pippa, ma…Crespo-Dufay meglio di Perry-Whitford? Sai che per un fan di rock americano è come se si venisse da te (o dai molti ultras Zeppeliniani di questo blog) sostenendo che Page faceva miglior figura con Coverdale alla voce che con Plant? Comunque, parafrasando le femministe che alludevano a qualcosa di (spesso) molto interessante, il “blog é tuo e lo gestisci tu”. Io mi ritiro in buon ordine, mi hai demolito l’ennesimo mito. Ma sei sicuro che condividevi qualcosa di ciò che scrivevo? Bye.

Opinioni senza dubbio condivisibili, PICCA, ALEX, BEPPE sono personcine mica da ridere, ed è proprio per questo che mi chiedo se davvero valga la pena continuare. Purtroppo io son fatto così, per certi aspetto a volte ho un atteggiamento simile a  Lester Young e Nick Kent ( facendo le debite proporzioni naturalmente) pur essendo per preferenze musicali molto diverso dai due scriba in questione. La differenza è che io non le scrivo in articoli musicali e su libri, ma le condivido semplicemente con una ristretta comunità di uomini e donne blues su di un personalissimo e umilissimo blog. Per la faccenda CRESPO/DUFAY, nel post mi chiedevo come mai mi piacessero più di, non scrivevo che che erano meglio dei due intoccabili a voi tanto cari. ATOMIC ROOSTER e HIGH TIDE li prendo per quel che sono, gruppi di seconda fascia. Ho i loro dischi, mi piacciono  ma li posiziono dove li ha posizionati la storia del rock. Mai detto che MONTROSE sia una pippa. E come potrei? Io poi che sono un chitarrista mediocre avvicinabile tutt’al più a MICK RALPHS… Dico però che il talento musicale non basta, che devi avere sufficiente testa, forza, coraggio e pazienza per portare avanti la tua visione. Una partecipazione illustre ad un disco di enorme successo (THEY ONLY COME OUT AT NIGHT) e un ottimo disco di esordio – seppur template per un certo rock americano –  (MONTROSE) non bastano per farlo diventare una figura di primissimo piano. Le sue altre cose, i suoi altri progetti sono ottime per i fan in senso stretto, come per me lo sono i FIRM ad esempio. A forza di chiedermelo, Beppe, mi stai convincendo che forse non abbiamo poi tante cose da condividere, ma il punto per me non è questo, il punto per me è stare insieme a gente illuminata, gente con cui ho comunque territori comuni da condividere, gente da cui posso imparare ad amare cose che altrimenti non mi arriverebbero (come è successo recentemente con i “tuoi” ANGEL e con il KRAUT ROCK “di” Polbi).

(Montrose)

Sono poi il primo ad ammettere che ogni tanto spingo sull’acceleratore, che tra il serio e il faceto mi piace dire che a LZ1 e TARKUS preferisco ITTOD e LOVE BEACH, capitoli importanti solo per la mia vita, ma è solo per stimolarmi il dibattito interno, per scacciare la noia, per vedere le cose da angolazioni diverse,che non sono necessariamente quelle giuste.

La domanda che mi faccio già da un un po’ quindi è se vale la pena portare avanti il blog, e portarlo avanti in questo modo, andando ogni tanto sopra le righe, esprimermi (ignorando il consiglio di Picca) su artisti che non mi interessano minimamente (GRAND FUNK? Son d’accordo con Page, sono solo volume.  REM? D’accordo con me stesso, fanno cagare.)?

Parlare ed esprimermi su band che ascolto ed amo, dicendo pane al pane e vino al vino di ciò che mi consiglia il mio cuoricino (BLACK SABBATH? D’accordo con John Paul Jones. L’assunto che vuole CHARLIE WATTS essere un gran batterista? Non diciamo cazzate. I PINK FLOYD di Barrett?Yawn…)?

Sia chiaro, non cerco mica comprensione, non è vittimismo, non ce l’ho con Picca, Alex, Beppe o chicchessia …è solo che anche in questo momento uso il blog nell’unico modo che so … a metà tra la necessità di battere sentieri dove in pochi si avventurano e una seduta di piscoterapia con cui provare a fare ordine tra pensieri di pancia, di testa, di blues.

TERREMOTO REPORT

20 Mag

Due veloci righe per aggiornare e tranquillizzare un po’ tutti. Qui nel posto in riva al mondo, a Nonantola e a Modena da Brian tutto abbastanza bene. Pochissime decine di km più a nord i danni come avrete saputo sono molto gravi. Oggi non mi sono mosso e da qui, in piena campagna, non idea della situazione reale del triangolo di terra che batto quotidianamente. La scossa è stata fortissima, lunga e pesante, da questi parti in pianura non abbiamo mai avuto nulla di simile che io ricordi. Lalalli ,mia sorella, al settimo piano è quella che ha forse avvertito di più la cosa, con ante degli armadi e sportelli della cucina aperti, oggetti caduti per terra. Lasìmo a Nonantola ha passato tutta la notte in strada. Brian, se non altro, sembra aver preso tutto con filosofia e con coraggio. Spero che stiate tutti bene. Grazie a Giancarlo, Beppe, Polbi, Marco, Jaypee e gli altri che, preoccupati, hanno chiesto notizie.

 

L’HIGHWAY BLUES e il CHELSEA che vince la Champions

20 Mag

Seconda parte della settimana rotolata verso un black mood fastidioso (soprattutto per gli altri), amplificato dall’ascolto di THE LAMB LIES DOWN ON BROADWAY dei Genesis, disco, diciamocelo, noiosetto e pretenzioso.

Sabato mattina, diretto da Brian as usual. Mi ascolto SECONDS OUT sempre dei Genesis:

A Campogallo passo sul ponte  dell’autostrada, quella che conduce alle porte del cosmo che stanno su in Germania. Viene voglia di entrarci, di perdersi tra quelle corsie nel tiepido sole del mattino, raggiungere mete, far  scartare di lato la tua vita, trovare significati che si rincorrono dall’età in cui si è diventati uomini di blues (in pratica da quel freddo solstizio d’inverno di secoli fa…).

Invece prosegui, arrivi a Mutina. Alla LittleCross vedi un vecchio arabo che mendica al semaforo del grosso incrocio. Sono le 09,09, sono in ritardo di 9 minuti. Sento squillare per la seconda volta il telefono, è Brian che mi cerca, la suoneria collegata al suo numero non lascia dubbi…

Solite faccende a Ninetyland, un gruppo di turisti veneti davanti alla’Abbazia di Thelema, la colazione al K2, una salto da Lasìmo e Brian che mi diletta coi suoi interventi:

Te t’è come un fiòl per me!” (Tu sei come un figlio per me)….vorrei anche vedere.

“Te piaci alle donne, cadono ai tuoi piedi” …Fosse davvero così sarei tutte le domeniche allao stadio accanto a Bedi Moratti.

T’è propria un Tim” (Sei proprio un Tim)…???

Mi propina poi la sua poca simpatia per i tedeschi “Ierèn gnu chè a cumandèr, lor e i fasèsta, c’ag vegna un azidènt” (Erano venbuti a comandare, loro e i fascisti, che gli venga un accidente). Sintomatica questa la metamorfosi. Negli anni sessanta e settanta per lavoro finiva spesso ai lidi ferraresi, così volle imparare un po’ di tedesco per poter comunicare con i turisti tedeschi. Al mare in vacanza metteva insieme compagnie di decine di persone italiane e tedesche e alla sera si facevano feste leggendarie sulla spiaggia con lui come mattatore. Adesso con la malattia che lo imprigiona nelle nebbie e nei pantani, dalla pancia salgono i sentimenti più istintivi e dunque la poca simpatia per quell’esercito che per alcuni anni della sua adolescenza gli peggiorarono la vita.

Verso le 13 ritorno. Basta progressive, provo a vedere se l’hard rock che piace a me mi colora di tinte meno scure il morale, AEROSMITH dunque, un bootleg del 1982 a Chicago, con Jimmy Crespo e Rick Dufay alle chitarre:

Non so perchè ma ho sempre preferito Crespo e Dufay a Perry e Whitford. Boh, misteri.

Serata di Champions league. Non amo particolarmente nè gli inglesi nè i tedeschi, ma tengo per il Chelsea, senza tentennamenti. E il Chelsea vince, un po’ inaspettatamente…questo è davvero il bello del calcio.

Sospiro un po’ pensando che due anni fa a quest’ora ero a girare per Reggio con Dennis e col bandierone nerazzurro, mi asciugo gli occhi pensando a Josè…mi ricompongo e inizio a bisticciare con la groupie, poco convinta che STRAMACCIONI sia il secondo miglior allenatore del mondo. Ma tiene il Milan, che ne può sapere. Intanto prego il padre dei quattro venti che arrivi presto il due agosto…preliminari di Europa League. Non vedo l’ora. (sì, cioè…insomma…)

My Brian Hurts

18 Mag

La gestione del vecchio Brian si fa sempre più impegnativa, sabato mattina, domenica, giovedì a pranzo, qualche altro giorno quà e là…rimpallo come una pallina del biliardino tra Regium Lepidi, StoneCity e Mutina. Faccio la doccia a Brian, gli lavo i capelli, lo porto in giro, gli faccio da mangiare, gli lavo i piatti…mi scopro badante e mi sorprendo a far cose che mai avrei pensato di dover fare.

Mentre maledico i soldi che non ho per potermi permettere una badante vera e propria, mentre mastico a fatica i blues che nascono da questa situazione, mentre riscaldo in un tegamino le tagliatelle al ragù, mentre cuocio un paio di svizzere, mentre preparo il caffè e mentre sporco il lavandino e i fornelli come solo un uomo di blues può fare ripenso alle cose che ogni tanto sento dire a Brian, allora mi scappa un sorriso e adempio ai miei doveri da figlio con più piglio:

mentre gli ordino di vestirsi come voglio io e di mettersi quindi le calze fantasmino a cui non è abituato: “Andare senza calze è inumano“.

Mentre bisticciamo perché col caldo che fa potrebbe anche arrotolarsi le maniche della camicia: “Con le maniche della camicia non arrotolote e abbottonate fino in fondo è più scic

Mentre siamo a tavola e consumiamo il pranzo, con il tg di LA7 che commenta l’ennesima giornata nera delle borse “E con Milàn cum andòmmia, sommia a sero?” (E con la borsa di Milano come andiamo, siamo a zero?) (Lui che le borse non le ha mai sopportate).

Trafficando con la chiave mentre cerca di inserirla a fatica nella serratura “Dio scandiàn” (Dio Scandiano – imprecazione tipica di uan certa zona del reggiano…lui cattolico convinto).

Che ridere che mi fa il vecchio Brian.

LED ZEPPELIN – “Snowblind – Vancouver 20 marzo 1975” (EVSD 2012) TTTTT

17 Mag

TITLE: Snowblind – Vancouver 20 marzo 1975

LABEL: Empress Valley Supreme Discs 2012

TYPE: excellent sounboard

SOUND QUALITY: TTTTT

PERFORMANCE: TTTT

BAND MOOD: TTT1/2

Nuovo capitolo per la saga cosiddetta SOUNDBOARD REVOLUTION: la registrazione soundboard del secondo concerto di Vancouver del 1975 mai apparsa fino ad oggi. E’ il decimo soundboard del tour dell’anno in questione e come gli altri la sound quality è eccellente. Ogni volta che ne esce uno si dicono al stesse cose: magari uscissero sounboard del 1970, del 1971, anche del 1977…certo magari, ma io non mi lamento: un nuovo soundboard dei LZ per me è sempre una cosa eccitante. Siamo nel 1975, come sappiamo non sono più i LZ dei primi cinque anni, Plant ha i soliti problemi alla voce, Jimmy è sempre poco preciso ma resta comunque una bella esperienza rock gustarsi un concerto del LZ per intero con questa qualità.

La performance per i livelli del ’75 è più che buona. Mi pare particolarmente riuscita DAZED AND CONFUSED. Dalla registrazione manca il primo minuto o poco più del concerto, e la Empress Valley ha inserito un minuto e 16 secondi della registrazione soundboard del giorno prima. Poteva farlo con la fonte audience del concerto del 20… peccato. Come dicevo buon concerto (per gli standard del 1975), anche Page si muove bene, eccetto HEARTBREAKER. E’ l’ultimo pezzo. Deve essere successo qualcosa (che tutti crediamo di immaginare) nei camerini tra la fine di STH e il ritorno sul palco per i bis. In WHOLE LOTTA LOVE e HEARTBREAKER le prestazioni di Jimmy Page si fanno lofi lofi. WHOLE LOTTA LOVE è comunque interessante per la lunga sezioni funky, dove Plant accenna al grido di IMMIGRANT  SONG e Page abbozza il riff di OZONE BABY.

HEARTBREAKER è un disastro, forse la peggiore versione che io abbia mai sentito. Siamo a livelli dell’ATLANTIC 40th ANNIVERSARY, con l’aggravante che Page qui paciuga anche il riff.

Come si sia potuto ridurre così uno che quindici minuti prima ha suonato una buona DAZED AND CONFUSED di oltre 40 (!) minuti è un bel mistero. Va beh i blowjobs, la polvere colombiana, il Jack Daniels ma in quei camerini succedevano senza dubbio cose al di là della nostra immaginazione…

Il problema facebook

17 Mag

Il problema facebook per me è questo: diverse persone che non conosci (o conosci poco) ti chiedono l’amicizia (senza mai specificare perché), tu gliela dai perché vuoi essere cortese e ben disposto, ma poi se per un valido motivo decidi di toglierle dalla tua lista di amici succede un finimondo e vieni criticato.

Dunque vediamo un po’, mi chiedono l’amicizia perché sono amiche di qualche mio amico, perché sanno chi sono dai tempi pre-facebook e nel nome del rock vogliono diventare mie amiche (le persone intendo non le fighe), perché portano lo stesso cognome, perché hai fatto un commento su un post di un tuo amico che loro trovano divertente, perché in qualche modo durante la vita vi siete sfiorati.

Poi ti capita di vedere i loro post, i loro commenti, le loro preferenze e capisci che in quanto ad affinità elettive siete distantissimi. Io, che non sono uno che passa sopra alle cose con facilità, le cancello dalla lista degli amici. Per questo vengo tacciato di non essere democratico, di non rispettare le idee altrui, etc etc.

No aspetta un attimo…vedo un tuo delirante post dove fai apologia del fascismo, quello di mussolini per intenderci, e io dovrei fare finta di niente? Già faccio tanto a non offenderti, a non commentare, il minimo che posso fare è cassarti dalla lista. Tu che fai? Mi scrivi un messaggio dove blateri di democrazia e di rispetto delle idee altrui e che evidentemente ti sei sbagliata a giudicarmi. Ragazzina, per me  – e per la legge italiana – la apologia di fascismo è reato. Vai a fare in culo, te e mussolini.

Un altro fa un commento poco elegante sulla morte di Carlo Giuliani al G8 di Genova. E’ una cosa che mi tocca. Gli scrivo in modo pacato e diplomatico che non possiamo essere amici. Via, anche lì questione di democrazia, di non rispetto delle idee altrui…

Ancora, un amico pubblica un video da youtube intitolato IO ODIO L’INTER. Lo casso! Questi si interroga sul significato dell’amicizia e cose di questo genere…troppo profondo, se uno odia l’Inter su facebook non lo voglio tra le palle.

Io ho pubblicato note poco simpatiche sulla J**e, se uno J**entino vuole togliermi dai suoi amici, nessun problema, capisco benissimo, senza tante tragedie. Se uno è di destra e gli dà da fare che io sia dichiaratamente di sinistra, no problem, non me le prendo mica. Se i territori comuni non sono sufficienti a colmare il vuoto enorme che ci separa per quel che concerne la interpretazione della vita non facciamo tragedie, non ci frequentiamo su facebook (e magari nemmeno nella vita) e siamo a posto. Le amicizie (o presunte tali) non devono mica durare per forza tutta la vita.

Quindi, messaggio per: fascisti, fondamentalisti cristiani e religiosi in genere, berluskoniani, gobbi, milanisti, ascoltatori di musica di merda e di radio di merda, telespettatori di mediaset e di Rai1 e Rai2, amanti del grunge, amanti dei Rem dei Rush dei Nomadi, amanti del gioco del Barcellona, fan e lettori di Giancarlo Pansa, rompicoglioni in genere…non chiedetemi l’amicizia se poi ci rimanete male se ve la tolgo.

Bon, torno ad ascoltarmi THE DIVIDING LINE di ROBERT BERRY (solo un momento di spensieratezza prima di ributtarmi sui BLUE ÖYSTER CULT).